• AllieviB
  • 19/04/2026 10.30.00
  • VIRTUS RIFREDI
    Autorete
    Diongue
    Cipollini
  • 10 - 11 19/04/2026 10.30.00
  • AUDACE GALLUZZO
    Raimondo
    Raimondo
    Ibraliu

Commento


RETI: Autorete, Diongue, Cipollini, Raimondo, Raimondo, Ibraliu


Spareggio primo posto Allievi girone B
Aud. Galluzzo(3) 11
Virtus Rifredi (3) 10
AUDACE GALLUZZO: Vila, Verga, Sartiani, Senatori, Martini, Burroni, Mannini, Ibraliu, Raimondo, Vannuccini, Vignoli. A disp.: Arpaia, Martorelli, Di Gangi, Bracaloni, Forni, Talbi, Dodi, Lotti, Carletti. All.: Jacopo Del Bene
VIRTUS RIFREDI: Romano, Cintelli, Baroncelli, Borchi, Cipollini, Salvemini, Arrighetti, Strangis, Diongue, Ramazio, Capitoni. A disp.: Kanistratenko, Venturini, Baldan, Vrapi, Del Sere, Falli, Milioti, Taiti, Usuriaga. All.: Antonio Berti
ARBITRO: Cellai di Firenze
RETI: 10', 80' Raimondo, 19' Cipollini, 28' Ibraliu, 45' autogol pro Rifredi, 53' Diongue
NOTE: sequenza tiri di rigore: Raimondo alto, Diongue fuori, Lotti rete, Capitoni traversa, Bracaloni fuori, Kanistratenko rete, Ibraliu rete, Taiti rete, Forni rete, Salvemini rete, Vannuccini rete, Vrapi rete, Sartiani rete, Cipollini rete, Burroni rete, Cintelli rete, Di Gangi rete, Borchi rete, Martini rete, Baroncelli parato.

Uno dei campionati più belli, emozionanti, incerti e combattuti mai organizzati dalla Delegazione Provinciale di Firenze non poteva che essere deciso da un'interminabile lotteria dal dischetto, logica conseguenza di uno spareggio che chiude con il botto una stagione da ricordare. C'è stato un momento in cui pareva che un destino benevolo, posando il proprio sguardo sul rettangolo sintetico dell'Elio Boschi, non volesse fare un torto a una delle due contendenti. Qualcuno, però, quel titolo e quella promozione nel campionato regionale doveva per forza conquistarli. E così, visto e considerato che neppure 120 minuti di gioco, emozioni e colpi di scena a ripetizione erano bastati a spezzare l'equilibrio, si è ricorsi all'esecuzione dei tiri dagli undici metri. Anche in questa fase, incredibile ma vero, nessuna delle due squadre riesce ad avere la meglio al termine della canonica prima serie dei cinque tiri dal dischetto e così, solo dopo la seconda, ad oltranza, la trasformazione di Martini e la successiva parata di Vila che intuisce le intenzioni di Baroncelli, permettono al Galluzzo di Jacopo Del Bene di gioire, alzare le braccia al cielo e conquistare con pieno merito l'agognata promozione. Si può riassumere così l'essenza di uno spareggio che, rispecchiando fedelmente l'andamento di tutta la stagione, ha tenuto incollato col fiato sospeso ai seggiolini della tribuna di Via Pio Fedi il pubblico delle grandissime occasioni. Erano in tantissimi, infatti, quelli arrivati all'Isolotto da due altri popolosi quartieri ricchi di storia e tradizione calcistica degnamente rappresentati da altrettante formazioni che, pur lottando testa a testa nel tentativo di superarsi, hanno tagliato mano nella mano il traguardo della ventiseiesima ed ultima giornata a quota 63 punti. Entrambe, in virtù di un cammino lastricato di ottimi risultati, meriterebbero di tornare sul palcoscenico regionale; solo una potrà, invece, staccare il prezioso biglietto d'ingresso al termine dei novanta minuti di gioco. Ed è proprio tenendo fede alla loro cifra tecnica che entrambe decidono di scrivere l'ultimo epico capitolo di un romanzo d'avventura che nessuno, pur col trascorrere degli anni, si stancherà mai di rileggere. Le campane della storica chiesa dell'Isolotto battono il rintocco delle dieci e trenta nel momento in cui i ventidue protagonisti scendono in campo accolti da un cielo azzurro e da un sole insolitamente caldo e che ben misura la febbre che ha caratterizzato l'immediata vigilia di questo appuntamento da dentro o fuori . Entrambe le compagini lo affrontano a ranghi completi e per chi, come il sottoscritto, è chiamato a narrare i fatti in maniera il più neutrale possibile, è un dispiacere notare la presenza in tribuna di uno dei possibili grandi protagonisti del match, il rifredino Lapo Simonetti. La prima frazione di gioco ben rappresenta le classiche due facce della stessa medaglia. Le due squadre sono infatti abili nell'annullarsi vicendevolmente sul piano del gioco, dando così connotati decisivi alle palle inattive. Pur schierando la sua Virtus con un modulo spiccatamente offensivo, Antonio Berti vede il proprio centrocampo far filtro solo in rare occasioni. Il triangolo costruito sull'asse formata da Strangis, Salvemini ed Arrighetti, infatti, muovendosi poco anche senza palla, incontra enormi difficoltà quando si tratta di servire un tridente offensivo potenzialmente molto insidioso, poiché basato sulla rapidità di Ramazio, sulla forza d'urto di Diongue e sulla prepotenza atletica di Capitoni. Un Galluzzo molto ordinato e ben disposto in campo, spezza con assiduità e sicurezza le trame avversarie per poi provare ad intessere le proprie passando attraverso i piedi buoni di Senatori e Vannuccini e l'intraprendenza di capitan Ibraliu. In questo primo scorcio di partita, emergono così le buone doti in fase d'anticipo dei due reparti difensivi, con Martini, Burroni, Sartiani e Verga da una parte e con Cintelli, Borchi, Baroncelli e Cipollini dall'altra, sempre vigili ed efficaci nel neutralizzare le velleità del sopra citato tridente rifredino e dell'altrettanto insidiosa batteria offensiva galluzzina composta da bomber Raimondo, Mannini e Vignoli. Adesso, come diceva diversi anni fa il buon Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea; come può un primo tempo tanto bloccato, concludersi sul 2-2? Per darsi una risposta, basta scorrerne le note di cronaca rimaste impresse sul taccuino degli appunti. Minuto dieci; lungo lancio dei trequarti galluzzini che coglie di sorpresa la retroguardia rifredina. Raimondo è lesto nell'agganciare la sfera in piena area di rigore per poi girarsi in un fazzoletto e superare Romano con un morbido tocco; Galluzzo uno, Rifredi zero. Minuto diciannove; Ramazio sprinta lungo la trequarti destra guadagnando una punizione da favorevole posizione. S'incarica della battuta lo specialista Cipollini che complice una leggera ma decisiva deviazione da parte della barriera, supera un Vila vanamente proteso in tuffo sulla propria destra gonfiando la rete galluzzina e facendo esplodere di gioia i tanti sostenitori rifredini assiepati in tribuna; Galluzzo uno, Rifredi uno. Minuto ventuno; altra palla inattiva in favore della Virtus, Cipollini stavolta scodella verso il centro dell'area un corner dalla bandierina di sinistra. A saltare più in alto di tutti è una delle colonne della retroguardia di Berti, Andrea Borchi, che però incorna di poco a lato alla destra di Vila. Minuto ventotto; sugli sviluppi di un fallo laterale dalla destra, la difesa della Virtus non riesce ad allontanare la minaccia. La sfera giunge così sui piedi di Jonny Ibraliu, che prima la controlla, poi prende la mira e infine indirizza verso i pali difesi da Romano una splendida conclusione dalla distanza; la sfera, prendendo il giro buono e uscendo dalla disponibilità dell'estremo difensore rifredino, s'insacca con chirurgica precisione a fil di palo; Galluzzo due, Rifredi uno. Minuto trentaquattro; altra punizione dal limite in favore della Virtus ed altra buona opportunità per Cipollini che stavolta si esibisce però in una prevedibile telefonata alla quale Vila, prontamente, risponde. Minuto quarantacinque; ennesimo calcio piazzato in favore del Rifredi (stavolta sulla trequarti) ed ennesimo pallone indirizzato nel cuore dell'area da Strangis. Stavolta è la difesa di Del Bene ad andare in tilt ed è uno sfortunato tocco di un difensore galluzzino a permettere ai ragazzi di Berti di andare al riposo sul momentaneo due a due. Il tecnico virtussino approccia con buona lena la ripresa provando ad aggirare le difficoltà mostrate dal suo centrocampo in fase d'impostazione e cercando di fargli cambiar passo grazie agli inserimenti di Baldan, Vrapi e Kanistratenko; un'operazione che dà ben presto buoni frutti. Al 53' un bel lancio in profondità innesca Diongue che punta la porta ed entra in area, dove viene affrontato in maniera irregolare da Vila che nel tentativo di chiudergli lo spazio in uscita, lo fa rotolare a terra. Per Cellai non ci sono dubbi; calcio di rigore in favore della Virtus e cartellino giallo sventolato sotto al naso del portiere del Galluzzo. Dal dischetto lo stesso Diongue non perdona portando per la prima volta in vantaggio il Rifredi. La risposta galluzzina si materializza al 64', quando la punizione dalla trequarti sinistra indirizzata direttamente a rete da Ibraliu sorvola di poco la traversa. All'altezza del 71' il Rifredi va per ben due volte vicino al quarto gol. Prima è Vrapi a sbucciare clamorosamente un pallone a due passi dalla porta non sfruttando così a dovere un'intelligente sponda aerea di Diongue; poi è Baldan a rendersi pericoloso prima liberandosi sulla destra e poi calciando a lato da buona posizione. Rivisitando un noto adagio popolare potremmo dire che: Chi di rigore ferisce, di rigore perisce . E così, dopo non essere riusciti a chiudere i conti, i ragazzi di Berti rimettono in corsa quelli di Del Bene allo scoccare dell'80' quando un Cipollini un tantino sconsiderato nella circostanza, si abbatte come un uragano in piena area sul neo entrato Di Gangi. Anche in questo caso, per Cellai non ci sono dubbi; è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta un altro specialista in materia, Ludo Raimondo, che riporta la situazione in parità. Al termine di novanta intensissimi minuti di gioco, dunque, questo campionato non ha ancora un padrone. Si va ai supplementari, durante i quali due squadre che hanno speso molte energie, badano più che altro a tirare il fiato e ad assestarsi in attesa di giungere ai calci di rigore. A dire il vero, nel secondo tempo supplementare, il Rifredi ci prova più convintamente, creando un paio di rimarchevoli occasioni. Al 109' Taiti, ben innescato da Vrapi, è prima bravo a farsi luce in area passando da destra per poi gettare al vento una buona opportunità indirizzando la sfera a lato alla destra di Vila. Al 117' è Vrapi a sprecare una discreta chance indirizzando debolmente la sfera fra le braccia protese di Vila.
Insomma, non c'è proprio nulla da fare. Al 120' siamo sempre in parità. E il bello è che l'equilibrio non si spezza neppure dopo i primi cinque canonici tiri dal dischetto. Anche se potrebbe sembrare paradossale, a sbagliare sono proprio quelli che dagli undici metri dovrebbero possedere il proverbiale sangue freddo. Per l'Audace non centrano il bersaglio Raimondo e Bracaloni; li imitano, nella Virtus, Diongue che calcia fuori e Capitoni che centra la traversa. Si va, dunque, ad oltranza e adesso nessuno ha voglia di fallire. Uno stillicidio di emozioni che sembra non voler finire mai, vede avvicendarsi sul dischetto diversi protagonisti, tutti estremamente freddi e chirurgici. Si giunge così alla decima serie nella quale Martini realizza, mentre Baroncelli si fa ipnotizzare da Vila. Adesso sì che è finita. Al Galluzzo si fa festa non solo per la conquista del titolo e della promozione ma anche per aver sfatato quel tabù che aveva visto i ragazzi di Del Bene sempre sconfitti da quelli di Berti nelle due gare disputate in stagione. Scroscianti e meritati applausi se li sono però meritati anche i ragazzi della Virtus che smaltita la più che comprensibile delusione, devono ora mettere a portata di mirino una Coppa Toscana che potrebbe vederli grandi protagonisti.



Calciatoripiù: nel Galluzzo note di merito per Senatori, Ibraliu, Vila, Raimondo e Martini. Nel Rifredi sono andati ben oltre la sufficienza Cipollini, Borchi, Baroncelli, Ramazio, Diongue, Capitoni ed i subentrati Vrapi, Baldan, Kanistratenko e Taiti.
La terna arbitrale capitanata da Edoardo Martino Cellai si è dimostrata all'altezza del compito affidatole dal designatore dirigendo in maniera più che sufficiente un match che rimarrà per sempre impresso nella memoria dei tifosi e nei libri di storia del nostro tanto amato calcio giovanile.
Nico Morali

Commento di : calciopiu