Lamola
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Un paio di mesetti fa questa sarebbe stata una partita molto importante in ottica podio. Rimaniamo nel campo delle ipotesi: forse l'Olimpia avrebbe vinto, viste le qualità, ma avrebbe maledettamente faticato. Addirittura non si sarebbero potuti escludere colpi di scena, con un pareggio o una vittoria del Pescia, che nelle sue corde di potenziale ne ha assai. Il 28 febbraio però la storia fattuale è ben diversa. La truppa di Duccio Sermi passeggia su quella di Andrea Bini, mettendo in mostra uno stato fisico e mentale diametralmente opposto, trascinata da un Lamola mostruoso e autore di ben quattro gol. Certo i pesciatini ci provano, e di questo va reso loro merito, ma se la vittoria manca da ben sei turni -l'ultima, nell'ultima di andata, un 4-0 contro il Chiesina- qualcosa che non va c'è; e raddrizzare la barra contro la capolista è operazione ai limiti dell'impossibile e dell'impensabile. Difatti, ciò non accade. Fin dai primi minuti i padroni di casa prendono in mano il pallino del gioco trovando l'1-0 intorno al quarto d'ora; sugli sviluppi di palla inattiva, Lamola è bravo a girare in porta alle spalle di Lavorini. Poi, tanta gestione. L'Olimpia manovra con parsimonia, gestendo il ritmo della gara in modo da non dar modo agli avversari di rimettersi in carreggiata. E così, in gestione, si chiude il primo tempo con un margine di vantaggio sicuro ma risicato. Nella ripresa però Lamola si scatena e ne fa tre, schiantando il Pescia a intervalli regolari. A inframezzare lo show del numero 23 un palo di Gjergji, una traversa di Pretelli (classe 2007), un altro palo di Mezzotero e un paio di parate importanti di Lavorini. Questo per dire che l'Olimpia non è stato solo Lamola, ma Lamola è stato l'Olimpia. 4-0 e la capolista riprende a macinare, conscia di avere il destino nelle proprie mani ma di avere anche alle calcagna due squadre affamate come Casalguidi e Tempio Chiazzano. Calciatorepiù: Lamola (Olimpia Quarrata).