Campani
Zaiti
Autorete
RETI: Autorete, Campani, Zaiti
SCANDICCI: Fioravanti, Martinelli, Rogai, Mugnaini, Baldi, Dani, Paoli, Gazzarri, Mazzoni, Bouirki, Biagini Moretti. A disp.: Gamannossi, Catorcini, Collini, Ciani, Conti, Trambusti, Sementa, Lo, Fiesoli. All.: Filippo Fanfani.
SESTESE: Varosi, Zaiti, Franchi, Bartoli, Ghinea, Bartolozzi, Kulla, Giovannelli, Petrini, Campani, Kola. A disp.: Sorisi, Acca, Dainelli, Di Vico, Dondini, La Grotta, Shabani, Sponsale. All.: Jacopo Corti.
ARBITRO: Bini di Firenze.
RETI: 9' Zaiti, 66' autorete pro Scandicci, 73' Campani.
Il cinismo, la rapidità nelle ripartenze e la forza d'urto della Sestese hanno la meglio, al termine di settantacinque equilibratissimi minuti di gioco su uno Scandicci bello, propositivo, ampio e vario nelle giocate ma che ha avuto anche il demerito di risultare poco incisivo negli ultimi sedici metri. La semifinale andata in scena sul sintetico del Bartolozzi , ha scacciato lo spettro dei calci di rigore solo in pieno recupero, premiando i ragazzi di Corti e facendo calare il gelo su quelli di Pippo Fanfani che con costanza, applicazione, pieno merito e anche con quel pizzico di buona sorte che in certi casi non guasta, stavano già pregustando la possibilità di giocarsi il tutto per tutto attraverso la roulette russa dei calci di rigore. Un rischio che la Sestese non voleva, invece, correre un'altra volta; col San Miniato era andata bene ma la seconda incognita, i rossoblù, non volevano in alcun modo affrontarla. Ci ha pensato capitan Alessandro Campani, nel male prima e nel bene poi: dopo aver involontariamente incenerito il proprio portiere Varosi rimettendo in corsa i Blues, ha fatto lo stesso a parti invertite con Fioravanti, scagliando verso i suoi pali un autentico missile che ha spedito gli ospiti in finale. Mai come in questa occasione la gara segue un unico filo conduttore. Uno Scandicci pimpante e arrembante tiene costantemente in mano l'iniziativa in virtù del buon pressing esercitato sulla trequarti, delle doti dei suoi singoli in fase d'impostazione e della velocità d'esecuzione degli schemi. Sono molte le variazioni sul tema che consentono ai ragazzi di Fanfani di tenere saldamente in mano il bastone del comando costringendo la Sestese ad arroccarsi nella propria trequarti. La costante spinta lungo le corsie esterne di Baldi a destra e Gazzarri a sinistra, unite al supporto offerto nel cuore della mediana da Paoli e dall'abile regista Mazzoni, consente ai Blues di allargare le maglie della retroguardia rossoblù e al tempo stesso di sfruttare i varchi che si aprono centralmente per dare poi la possibilità alle due punte Bouirki e Biagini Moretti di provare ad infastidire Varosi. È però in fase conclusiva che gli scandiccesi evidenziano le maggiori difficoltà. Il dispositivo difensivo disegnato da Corti, infatti, è assai solido e ben puntellato. La coppia centrale formata da Ghinea e Bartolozzi fa in pieno il suo lavoro concedendo pochissimo ad una batteria di fuoco potenzialmente letale e molto bene si comportano, in fase di contenimento, anche i due esterni Zaiti e Franchi che come vedremo sviscerando la cronaca, saranno utilissimi anche in fase conclusiva. Completa un fortilizio al limite del granitico, il mediano Bartoli che nonostante le molteplici sollecitazioni a cui è sottoposto, ben si disimpegna sia in fase di rottura, sia quando si tratta di far ripartire il gioco. Ed è proprio l'estrema rapidità nei rovesciamenti di fronte l'altra arma vincente che l'ex tecnico del Club Sportivo sfodera dal proprio arsenale quando gli avversari gliene danno l'opportunità. Approfittando dell'intelligenza tattica di due abili e lucidi costruttori come Giovannelli e Campani e dei frequenti interscambi lungo le corsie di due esterni rapidi e talentuosi del calibro di Kulla e Kola, i rosso blu colgono spesso e volentieri di sorpresa la retroguardia blues dando modo non solo al centrattacco Petrini ma anche agli altri interpreti della fase offensiva di far male a Fioravanti e compagni. Così, mentre il gran dialogare scandiccese trova sfogo solo in una debole e prevedibile conclusione dal limite di Biagini Moretti facilmente disinnescata da Varosi (5'), al 9' il micidiale contropiede sestese fa subito centro. L'azione buona prende forma lungo l'out di sinistra, dove il dialogo sullo stretto fra Giovannelli e Kola consente all'undici di Corti di sprintare sin quasi sul fondo andando via in progressione al diretto avversario per poi tagliare verso il centro un insidioso traversone sul quale Petrini non riesce ad intervenire. La palla sfila però sul settore di destra dove nel frattempo è salito a supporto della manovra l'esterno basso Mattia Zaiti. Per il numero due in maglia rosso blu, a questo punto è un gioco da ragazzi agganciare la sfera e spedirla imparabilmente alle spalle di Fioravanti. Nonostante in Piazza Marconi splenda il primo caldissimo sole primaverile dell'anno, sullo Scandicci si abbatte un autentico fulmine a ciel sereno. I ragazzi di Fanfani faticano a raccapezzarsi andando a pochi centimetri dal secondo capitombolo allo scoccare dell'11'. La scena si ripete in fotocopia; a cambiare sono solo i protagonisti e fortunatamente per Fioravanti, l'esito dell'azione. Stavolta è Kulla ad incunearsi in area dalla sinistra per poi indirizzare sul primo palo una velenosa fiondata a rete che dopo aver superato le mani dell'estremo di casa vanamente proteso in tuffo, va a baciare il montante destro della porta prima di spegnersi oltre la linea di fondo. Anche se il resto della prima frazione scorre via piacevole in virtù della buona interpretazione resa da due squadre atleticamente in palla e ricche di idee e buone qualità, la cronaca sta tutta in questo avvio al fulmicotone. Nei minuti successivi, lo Scandicci prova senza successo a scassinare la cassaforte rossoblu mentre gli ospiti, di tanto in tanto, si divertono a pungolare la retroguardia avversaria e a tener desta l'attenzione di un Rogai sempre concentrato, disinvolto in chiusura ed anche elegante e preciso nell'interpretazione del ruolo di regista arretrato. I primissimi minuti della ripresa sono caratterizzati da alcuni cambi e da un interessante botta e risposta che rinfocola il tifo del buon pubblico presente in tribuna. Alla precisa stoccata tesa dalla distanza proposta dal subentrato Ciani e bloccata con sicurezza da Varosi, risponde l'insidiosa traiettoria su punizione dalla sinistra indirizzata da Kulla verso la porta di Fioravanti ed alzata non senza patemi oltre la traversa dai pugni del numero uno scandiccese. Poi, ecco che il cliché che ha caratterizzato il primo tempo, si rinnova in maniera fin troppo stucchevole. Pur tornando a spingere ed a far gioco e legna in mezzo al campo, fra il 46' e il 48', lo Scandicci non concretizza due ottime occasioni. Prima è Bouirki a non inquadrare la porta e poi tocca a Dani, servito dallo stesso numero ventinove in casacca blues, a perdere l'attimo buono per la battuta a rete finendo poi per calciare sulle gambe di un difensore che attutendo la potenza del tiro, fanno carambolare docilmente la sfera fra le braccia di Varosi. Al 54', a provarci, è un altro dei subentrati di casa Fanfani; Trambusti è bravo ad andar via sulla destra e dopo essersi accentrato, fa partire una precisa conclusione alla quale Varosi si oppone nuovamente con sicurezza. C'è poco da fare; per lo Scandicci questa semifinale sembra stregata. Ai blues servirebbe un piccolo aiuto; quel colpo di fortuna che ti svolta la giornata. Mancano solo quattro minuti alla fine e l'ennesimo attacco dei ragazzi di Fanfani, frutta loro un corner dalla bandierina di sinistra della cui battuta s'incarica un altro dei nuovi entrati, Tommaso Conti. La sua parabola indirizzata a centro area è precisa ed è a questo punto che capitan Campani si trasforma nel più classico degli uomini sbagliati al posto sbagliato. La sua involontaria deviazione a due passi dalla porta è mortifera per l'incolpevole Varosi che si vede costretto, suo malgrado, a raccogliere la palla dal fondo della propria rete. Così, inaspettatamente ma anche con pieno merito, lo Scandicci torna in linea di galleggiamento e adesso, visto che al termine mancano solo pochi giri di lancette, alla porta del Valerio Bartolozzi inizia a bussare con insistenza lo spettro dei calci di rigore; proprio quello che una settimana fa ha condannato all'eliminazione, sul terreno della Cattolica, gli Allievi rosso blu guidati da Marco Ferro che seduto a pochi metri da noi, inizia a guardare con preoccupazione l'orologio. Compie la medesima operazione, sul campo, l'arbitro fiorentino Lapo Bini che dopo aver dato una rapida occhiata al suo cronometro, assegna quattro minuti di recupero. Ed è proprio nel pieno di quello che oltre manica chiamano tempo spazzatura , che Alessandro Campani decide di rimediare facendo pulizia. Minuto settantatré; una giocata ospite sviluppatasi sul settore di sinistra, è respinta in maniera approssimativa dalla difesa di casa. La palla giunge sui piedi di Campani che dopo aver preso la mira, indirizza a rete uno splendido fendente mancino dalla distanza che fila a pelo d'erba andando a morire in buca d'angolo alla sinistra di un esterrefatto Fioravanti. Il cinismo e la voglia di vincere della Sestese hanno colpito ancora e stavolta, per lo Scandicci, il tempo è scaduto. Il triplice fischio di Bini manda in paradiso la truppa di Jacopo Corti che adesso può guardare con fiducia alla prestigiosa finale che la vedrà opposta al Grosseto. Allo Scandicci non basta, invece, giocare una ottima partita. Quel cerchio che si era aperto lo scorso 21 settembre con la sfida giocata sempre in Piazza Marconi con la Sestese, si chiude nello stesso modo. Un finale amaro per i ragazzi di Fanfani che in stagione non sono mai riusciti ad avere la meglio su quelli di Corti. Peccato, perché stavolta, i blues, avrebbero meritato molto di più.
Nico Morali
Commento di : calciopiu