• Allievi Regionali GIR.C
  • Lanciotto Campi
  • 1 - 1
  • Zenith Audax


LANCIOTTO CAMPI BISENZIO: Cantini, Di Noia, Nistri, Ruffo, Mazzei, Di Gioia, Allegri, Lagonigro, Galardini, Nicolamarino, Zani. A disp.: Campani, Rugi, Bogani, Nanni, Biolatti, Muho. All.: Francesco Petrucci.
ZENITH AUDAX: Ruberto, Campolo, Galella, Magelli, Magni, Di Rosario, Peroni, Miranda, Confietto, Cardamone, Messina. A disp.: Tarallo, Carone, Mari, Bacci, Colantonio. All.: Gabriele Barbieri.

ARBITRO: Tempestini di Empoli.

RETI: 8' Lagonigro, 57' Messina.
NOTE: espulsi Di Noia al 41', Cardamone al 69', Magni al 76'. Al 46' calcio di rigore fallito da Miranda.



Gara ricca di emozioni ed episodi fra Lanciotto e Zenith, che chiudono il loro 2014 con un pareggio che accontenta entrambe le compagini. Se da un lato infatti i padroni di casa confermano la loro solidità e rimangono in una tranquilla posizione di metà classifica (con vista sulla zona-coppa), dall'altro gli ospiti escono indenni da un campo difficile, rimontando l'iniziale svantaggio e mantenendosi a ridosso dei primi posti di una graduatoria comunque cortissima. Fra i vari protagonisti in campo, anche il direttore di gara, che in una partita sostanzialmente corretta riesce a espellere tre calciatori più l'allenatore dei locali Petrucci, denotando, oltre a una condizione atletica approssimativa, una certa tendenza al protagonismo di cui, francamente, nessuno sentiva la necessità. Ma andiamo con ordine. L'avvio è favorevole ai padroni di casa, che premono con ardore e grande insistenza, riversandosi nella metà di campo di una Zenith il cui approccio alla gara è come minimo rivedibile. Dopo un paio di avvisaglie dalle parti di Ruberto, meritatamente, all'8' minuto, i ragazzi di mister Petrucci sono già in vantaggio: l'ottimo Lagonigro difende un bel pallone e, da posizione decentrata, lascia partire un rasoterra velenoso che supera il portiere e si insacca sul palo lontano. La reazione degli ospiti è sterile, anche perché Di Gioia è perentorio negli anticipi e sugli esterni Di Noia e Nistri montano una guardia spietata sui rispettivi avversari, costringendo la Zenith a rimanere schiacciata pressoché costantemente nella propria metà campo. Zani e Galardini creano così i presupposti per il 2-0, ma sprecano in fase realizzativa. Gli ospiti, per contro, recriminano su una buona opportunità in mischia sugli sviluppi di un corner, con Confietto che salta due avversari e rimette in mezzo, ma incredibilmente non trova nessun compagno pronto alla deviazione sotto misura.
L'arbitro fischia pochissimo (ma sventola cartellini gialli a raffica, soprattutto per le proteste) e in un paio di occasioni i suoi errori di valutazione sono decisamente gravi. Al 24' Cardamone viene steso nettamente a metà campo: la punizione sarebbe il minimo, ma il gioco non viene interrotto; il Lanciotto riparte così in contropiede e la palla arriva a Galardini che entra in area e viene atterrato dall'intervento falloso (in simultanea) di due avversari. Rigore netto per tutti ma non per Tempestini che fra l'incredulità generale lascia correre. L'incerto direttore di gara è però convintissimo quando si tratta di cacciare dal campo Di Noia proprio all'ultimo istante della prima frazione: l'intervento del numero 2 campigiano ai danni di Cardamone è effettivamente falloso e il secondo giallo, con la conseguente espulsione, appare decisione ineccepibile. In vantaggio di un gol, ma sotto di un uomo, le cose si complicano improvvisamente per i padroni di casa, cosicché, alla ripresa delle ostilità, la Zenith può alzare decisamente il proprio baricentro. I ragazzi di mister Barbieri vanno infatti vicinissimi al gol del pareggio proprio in apertura, con Peroni che fallisce la deviazione vincente da pochi passi, alzando sopra la traversa. Al 6' minuto, poi, l'episodio che potrebbe cambiare le sorti del match: Allegri stende Carone sul lato corto di sinistra dell'area di rigore, e l'arbitro giustamente concede il penalty, poiché il fallo avviene proprio sulla linea bianca. Dal dischetto si presenta Miranda, ma il balzo di Cantini sulla propria destra è prodigioso e salva il Lanciotto. Gli ospiti, comunque, premono con insistenza, mentre i padroni di casa pagano in maniera sensibile l'inferiorità numerica: il pareggio, dunque, è nell'aria. E arriva, puntualmente, al minuto numero 16: su un lancio da centrocampo, Messina è bravissimo a sfruttare il malinteso fra Di Gioia e Cantini e ad avventarsi come un rapace sul tocco di testa del capitano avversario, che giunge proprio mentre il portiere si apprestava all'uscita. E' l'uno a uno e potrebbe essere un colpo tremendo per il Lanciotto. Il condizionale, tale resta: i locali, infatti, trovano paradossalmente giovamento dal gol subito, si riorganizzano e serrano i ranghi, rendendosi anzi pericolosi in contropiede, con Ruberto bravissimo a salvare sulla conclusione di Nicolamarino. Al 29', l'espulsione di Cardamone ristabilisce la parità numerica, ma la situazione, in casa campigiana, resta comunque non semplice a causa del problema alla schiena accusato da Mazzei, che chiede il cambio, costringendo mister Petrucci (allontanato) a ridisegnare la squadra. Nonostante la stanchezza, entrambe le compagini provano a vincere la partita, ma la Zenith, proprio nel momento del forcing finale, perde il suo uomo di riferimento in attacco. Confietto (auguri di pronta guarigione) ricade infatti male dopo un fallo commesso ai danni di Nistri e resta a terra: momenti di apprensione, con l'intervento anche dell'ambulanza, ma per fortuna il giocatore pratese si rialza sulle proprie gambe, prima di essere condotto al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. È l'episodio che di fatto toglie le ultime riserve di adrenalina ai contendenti: rimane da annotare la terza espulsione, comminata a Magni, e il lunghissimo recupero decretato dall'arbitro, poi fra strette di mano e fair play le squadre si avviano agli spogliatoi.

Calciatoripiù:
per il Lanciotto il debuttante Ruffo, ordinato e generoso, il caparbio Lagonigro e il portiere Cantini, prodigioso sul rigore neutralizzato. Per la Zenith il roccioso Magelli e Messina, che dimostra istinto da vero uomo d'area in occasione del pareggio.

LANCIOTTO CAMPI BISENZIO: Cantini, Di Noia, Nistri, Ruffo, Mazzei, Di Gioia, Allegri, Lagonigro, Galardini, Nicolamarino, Zani. A disp.: Campani, Rugi, Bogani, Nanni, Biolatti, Muho. All.: Francesco Petrucci.<br >ZENITH AUDAX: Ruberto, Campolo, Galella, Magelli, Magni, Di Rosario, Peroni, Miranda, Confietto, Cardamone, Messina. A disp.: Tarallo, Carone, Mari, Bacci, Colantonio. All.: Gabriele Barbieri.<br > ARBITRO: Tempestini di Empoli.<br > RETI: 8' Lagonigro, 57' Messina.<br >NOTE: espulsi Di Noia al 41', Cardamone al 69', Magni al 76'. Al 46' calcio di rigore fallito da Miranda. Gara ricca di emozioni ed episodi fra Lanciotto e Zenith, che chiudono il loro 2014 con un pareggio che accontenta entrambe le compagini. Se da un lato infatti i padroni di casa confermano la loro solidit&agrave; e rimangono in una tranquilla posizione di met&agrave; classifica (con vista sulla zona-coppa), dall'altro gli ospiti escono indenni da un campo difficile, rimontando l'iniziale svantaggio e mantenendosi a ridosso dei primi posti di una graduatoria comunque cortissima. Fra i vari protagonisti in campo, anche il direttore di gara, che in una partita sostanzialmente corretta riesce a espellere tre calciatori pi&ugrave; l'allenatore dei locali Petrucci, denotando, oltre a una condizione atletica approssimativa, una certa tendenza al protagonismo di cui, francamente, nessuno sentiva la necessit&agrave;. Ma andiamo con ordine. L'avvio &egrave; favorevole ai padroni di casa, che premono con ardore e grande insistenza, riversandosi nella met&agrave; di campo di una Zenith il cui approccio alla gara &egrave; come minimo rivedibile. Dopo un paio di avvisaglie dalle parti di Ruberto, meritatamente, all'8' minuto, i ragazzi di mister Petrucci sono gi&agrave; in vantaggio: l'ottimo Lagonigro difende un bel pallone e, da posizione decentrata, lascia partire un rasoterra velenoso che supera il portiere e si insacca sul palo lontano. La reazione degli ospiti &egrave; sterile, anche perch&eacute; Di Gioia &egrave; perentorio negli anticipi e sugli esterni Di Noia e Nistri montano una guardia spietata sui rispettivi avversari, costringendo la Zenith a rimanere schiacciata pressoch&eacute; costantemente nella propria met&agrave; campo. Zani e Galardini creano cos&igrave; i presupposti per il 2-0, ma sprecano in fase realizzativa. Gli ospiti, per contro, recriminano su una buona opportunit&agrave; in mischia sugli sviluppi di un corner, con Confietto che salta due avversari e rimette in mezzo, ma incredibilmente non trova nessun compagno pronto alla deviazione sotto misura.<br >L'arbitro fischia pochissimo (ma sventola cartellini gialli a raffica, soprattutto per le proteste) e in un paio di occasioni i suoi errori di valutazione sono decisamente gravi. Al 24' Cardamone viene steso nettamente a met&agrave; campo: la punizione sarebbe il minimo, ma il gioco non viene interrotto; il Lanciotto riparte cos&igrave; in contropiede e la palla arriva a Galardini che entra in area e viene atterrato dall'intervento falloso (in simultanea) di due avversari. Rigore netto per tutti ma non per Tempestini che fra l'incredulit&agrave; generale lascia correre. L'incerto direttore di gara &egrave; per&ograve; convintissimo quando si tratta di cacciare dal campo Di Noia proprio all'ultimo istante della prima frazione: l'intervento del numero 2 campigiano ai danni di Cardamone &egrave; effettivamente falloso e il secondo giallo, con la conseguente espulsione, appare decisione ineccepibile. In vantaggio di un gol, ma sotto di un uomo, le cose si complicano improvvisamente per i padroni di casa, cosicch&eacute;, alla ripresa delle ostilit&agrave;, la Zenith pu&ograve; alzare decisamente il proprio baricentro. I ragazzi di mister Barbieri vanno infatti vicinissimi al gol del pareggio proprio in apertura, con Peroni che fallisce la deviazione vincente da pochi passi, alzando sopra la traversa. Al 6' minuto, poi, l'episodio che potrebbe cambiare le sorti del match: Allegri stende Carone sul lato corto di sinistra dell'area di rigore, e l'arbitro giustamente concede il penalty, poich&eacute; il fallo avviene proprio sulla linea bianca. Dal dischetto si presenta Miranda, ma il balzo di Cantini sulla propria destra &egrave; prodigioso e salva il Lanciotto. Gli ospiti, comunque, premono con insistenza, mentre i padroni di casa pagano in maniera sensibile l'inferiorit&agrave; numerica: il pareggio, dunque, &egrave; nell'aria. E arriva, puntualmente, al minuto numero 16: su un lancio da centrocampo, Messina &egrave; bravissimo a sfruttare il malinteso fra Di Gioia e Cantini e ad avventarsi come un rapace sul tocco di testa del capitano avversario, che giunge proprio mentre il portiere si apprestava all'uscita. E' l'uno a uno e potrebbe essere un colpo tremendo per il Lanciotto. Il condizionale, tale resta: i locali, infatti, trovano paradossalmente giovamento dal gol subito, si riorganizzano e serrano i ranghi, rendendosi anzi pericolosi in contropiede, con Ruberto bravissimo a salvare sulla conclusione di Nicolamarino. Al 29', l'espulsione di Cardamone ristabilisce la parit&agrave; numerica, ma la situazione, in casa campigiana, resta comunque non semplice a causa del problema alla schiena accusato da Mazzei, che chiede il cambio, costringendo mister Petrucci (allontanato) a ridisegnare la squadra. Nonostante la stanchezza, entrambe le compagini provano a vincere la partita, ma la Zenith, proprio nel momento del forcing finale, perde il suo uomo di riferimento in attacco. Confietto (auguri di pronta guarigione) ricade infatti male dopo un fallo commesso ai danni di Nistri e resta a terra: momenti di apprensione, con l'intervento anche dell'ambulanza, ma per fortuna il giocatore pratese si rialza sulle proprie gambe, prima di essere condotto al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. &Egrave; l'episodio che di fatto toglie le ultime riserve di adrenalina ai contendenti: rimane da annotare la terza espulsione, comminata a Magni, e il lunghissimo recupero decretato dall'arbitro, poi fra strette di mano e fair play le squadre si avviano agli spogliatoi.<br ><b> Calciatoripi&ugrave;: </b>per il Lanciotto il debuttante <b>Ruffo</b>, ordinato e generoso, il caparbio <b>Lagonigro </b>e il portiere <b>Cantini</b>, prodigioso sul rigore neutralizzato. Per la Zenith il roccioso <b>Magelli</b> e <b>Messina</b>, che dimostra istinto da vero uomo d'area in occasione del pareggio.




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