• Giovanissimi B GIR.B
  • Settignanese
  • 5 - 2
  • Pelago


SETTIGNANESE: Centola, Torniai, Magnolfi, Tongiani, Toti, Urbinati, Mannini, Scelzo, Di Gaudio, Bevicini, Chiesa. A disp: Timori, Sestini, Begaj, Possi, Trentanovi, Carpanesi. All.: Romei.
PELAGO: Giovannini, Braccini, Prati, Burresi, Cerchi, Gjetja, Muzzi, Falcini, Becherini, Burberi, Manneli
A disp: Mazzoni, Cosci, Bracci, Innocenti. All.: Vigliotti.

ARBITRO: Sdruzzola di Firenze.

RETI: 17' e 55' Di Gaudio, 21' e 57' Falcini, 26' Chiesa, 59' Mannini, 69' Sestini.



Pontassieve chiama, Settignano risponde. E lo fa a modo suo, costruendo una cascata di occasioni, concretizzandone sei e firmando di fatto quella che è l'undicesima vittoria di fila. Che da queste parti si faccia sul serio il Pelago ha modo di intuirlo fin dalle prime battute: Di Gaudio al 9', Scelzo sei minuti dopo fanno capire a Giovannini che il pomeriggio sarà alquanto impegnativo. E l'uno a zero iniziale viene costruito proprio sull'asse Scelzo-Di Gaudio: il primo confeziona, il bomber scarta un cioccolatino che non può gettare alle ortiche. Sembra il preludio di una partita facile facile e invece Falcini concretizza l'ottimo lavoro di Muzzi firmando il pari. La Settignanese non ci sta, sa che per continuare la rincorsa al Pontassieve deve prendersi i tre punti e ricomincia a macinare gioco e occasionissime. La più clamorosa è sicuramente quella con Mannini che fa tremare la traversa e Di Gaudio che cilecca il più facile dei tap-in. Ma il gol ronza nell'aria e arriva puntuale per merito di Lorenzo Chiesa che si ricorda della nobile stirpe da cui discende e fa il 2-1 su cui si concludono i primi trentacinque. Che non sia ancora giunto il momento di amministrare la Settignanese ne è bene al corrente e non è dunque un caso se anche la ripresa inizia sulla stessa falsa riga della prima frazione: Pelago arroccato nella propria trequarti, diavoli rossoneri catapultati in avanti alla ricerca del doppio vantaggio, che non si materializza quando Scelzo viene placcato dal palo, ma diventa realtà quando Di Gaudio capitalizza l'assist di Urbinati ipotecando così il suo ventiduesimo centro stagionale. Neppure un minuto più tardi ci sarebbe gloria pure per Bencini se Giovannini non smanacciasse la sua conclusione da dentro l'area tenendo a galla i suoi che, al 22', hanno il merito di riaprire la contesa con la punizione a fil di palo di Falcini. Ma la fiammella della speranza biancoverde ha i secondi contati, appena centoventi. E' Timori, dopo una manovra corale, a servire a Mannini l'assist che vale il poker ai suoi e un bel sette in pagella a se stesso. Sette che diventa qualcosa in più pochi minuti più tardi quando è sempre lui a salvare sulla linea di porta una palla altrimenti destinata in fondo al sacco. La manita è opera di Sistrini su Di Gaudio, anticipata dal corner che Urbinati non spedisce direttamente nel sette opposto solo per questione di centimetri. Ma il risultato tennistico forse sarebbe stato troppo per un Pelago che, quanto meno, ha avuto il merito di giocarsela davanti a una delle due corazzate di questo girone.

SETTIGNANESE: Centola, Torniai, Magnolfi, Tongiani, Toti, Urbinati, Mannini, Scelzo, Di Gaudio, Bevicini, Chiesa. A disp: Timori, Sestini, Begaj, Possi, Trentanovi, Carpanesi. All.: Romei.<br >PELAGO: Giovannini, Braccini, Prati, Burresi, Cerchi, Gjetja, Muzzi, Falcini, Becherini, Burberi, Manneli<br >A disp: Mazzoni, Cosci, Bracci, Innocenti. All.: Vigliotti.<br > ARBITRO: Sdruzzola di Firenze.<br > RETI: 17' e 55' Di Gaudio, 21' e 57' Falcini, 26' Chiesa, 59' Mannini, 69' Sestini. Pontassieve chiama, Settignano risponde. E lo fa a modo suo, costruendo una cascata di occasioni, concretizzandone sei e firmando di fatto quella che &egrave; l'undicesima vittoria di fila. Che da queste parti si faccia sul serio il Pelago ha modo di intuirlo fin dalle prime battute: Di Gaudio al 9', Scelzo sei minuti dopo fanno capire a Giovannini che il pomeriggio sar&agrave; alquanto impegnativo. E l'uno a zero iniziale viene costruito proprio sull'asse Scelzo-Di Gaudio: il primo confeziona, il bomber scarta un cioccolatino che non pu&ograve; gettare alle ortiche. Sembra il preludio di una partita facile facile e invece Falcini concretizza l'ottimo lavoro di Muzzi firmando il pari. La Settignanese non ci sta, sa che per continuare la rincorsa al Pontassieve deve prendersi i tre punti e ricomincia a macinare gioco e occasionissime. La pi&ugrave; clamorosa &egrave; sicuramente quella con Mannini che fa tremare la traversa e Di Gaudio che cilecca il pi&ugrave; facile dei tap-in. Ma il gol ronza nell'aria e arriva puntuale per merito di Lorenzo Chiesa che si ricorda della nobile stirpe da cui discende e fa il 2-1 su cui si concludono i primi trentacinque. Che non sia ancora giunto il momento di amministrare la Settignanese ne &egrave; bene al corrente e non &egrave; dunque un caso se anche la ripresa inizia sulla stessa falsa riga della prima frazione: Pelago arroccato nella propria trequarti, diavoli rossoneri catapultati in avanti alla ricerca del doppio vantaggio, che non si materializza quando Scelzo viene placcato dal palo, ma diventa realt&agrave; quando Di Gaudio capitalizza l'assist di Urbinati ipotecando cos&igrave; il suo ventiduesimo centro stagionale. Neppure un minuto pi&ugrave; tardi ci sarebbe gloria pure per Bencini se Giovannini non smanacciasse la sua conclusione da dentro l'area tenendo a galla i suoi che, al 22', hanno il merito di riaprire la contesa con la punizione a fil di palo di Falcini. Ma la fiammella della speranza biancoverde ha i secondi contati, appena centoventi. E' Timori, dopo una manovra corale, a servire a Mannini l'assist che vale il poker ai suoi e un bel sette in pagella a se stesso. Sette che diventa qualcosa in pi&ugrave; pochi minuti pi&ugrave; tardi quando &egrave; sempre lui a salvare sulla linea di porta una palla altrimenti destinata in fondo al sacco. La manita &egrave; opera di Sistrini su Di Gaudio, anticipata dal corner che Urbinati non spedisce direttamente nel sette opposto solo per questione di centimetri. Ma il risultato tennistico forse sarebbe stato troppo per un Pelago che, quanto meno, ha avuto il merito di giocarsela davanti a una delle due corazzate di questo girone.




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