• Terza Categoria GIR.Livorno
  • Spartacus Petrarca
  • 0 - 0
  • Latignano 2005


SPARTACUS PETRARCA: Baluardi, Bettarini, Contini, Cascinelli (51' Sangiorgio), Salvini, Rossi, Fabbriciani, Cresci, Fenzi (73' Biasci), Serni, Orlandini (63' Cortesini). A disp.: Pervan, Giari, Tornesi, Spera. All.: Francesco Vergamini.
LATIGNANO: Marchitto, Gnassulini (58' Bocchicchio), Corradini, Bigongiali, Ribechini, Mastria (73' Salvatori), De Vincentiis (86' Santoni), Cei, Luperini, Salerno (52' Bicchierini), Comparini. A disp.: Di Lupo. All.: Corrado Lorenzi.

ARBITRO: Dell' Erario di Livorno.
NOTE: fuorigioco 2-1; calci d'angolo 1-4.



È una partita combattuta, con due squadre che dal primo all'ultimo minuto hanno cercato con tutte le forze il gol, che non è arrivato sia per la scarsa precisione sotto porta, sia per la bella prestazione delle due difese. Il Latignano parte forte e comincia a cercare, nonostante il pessimo terreno di gioco, il dialogo di prima e le sponde di Luperini. È proprio da una sponda di testa della boa offensiva che arriva la prima occasione, al 9' :imbeccato sulla corsa, Comparini ci prova di destro, e il tiro finisce fuori di poco. 10' più tardi è lo stesso Comparini a mettere palla in mezzo su calcio piazzato, trovando la testa di Salerno, che però gira debolmente in porta, per la presa facile di Baluardi. Finalmente, al 21', si vedono anche i padroni di casa, anche se la girata di Fenzi, dopo un rimpallo in area, è da dimenticare; mentre, due minuti dopo, sono le gambe avversarie che fermano i tiri degli avanti in maglia rossa all'interno dell'area. Sul capovolgimento di fronte la difesa locale trema, aggirata da uno scambio lungo tra Comparini e Luperini, con il cross basso di quest'ultimo appena troppo lungo per il compagno. E qui Comparini comincia a diventare inarrestabile: ogni volta che ha palla, inventa sempre qualcosa, mettendo in grave difficoltà la difesa avversaria, che è costretta a raddoppiare costantemente la marcatura, lasciando però liberi i centrocampisti che arrivano da dietro, come Salerno, che controlla di destro ed esplode un esterno sinistro che Baluardi, immobile, osserva uscire di un capello. Poi si mette in moto anche Corradini, che al 27' sulla sinistra fa fuori due avversari e viene toccato da Rossi dentro l'area, senza cadere ma perdendo comunque contatto con la sfera: niente rigore per Dell Erario. I gialloblù di mister Lorenzi sono molto più squadra, con Comparini, da un po' di tempo in stato di grazia, che illumina il gioco con dribbling, cambi di fascia e altre giocate spettacolari; i rossi di casa, invece, nonostante il pressing alto, non riescono ad imbastire un'azione decente, anche perché Fenzi è in giornata nerissima, e non azzecca un pallone. Al 31', dopo una bella giocata di Orlandini, Fabbriciani crossa basso per Fenzi, che, lentissimo, si fa anticipare in corner. A questo punto, finalmente lo Spartacus prende un po'di campo, e al 45' crea l'occasione più ghiotta della prima frazione, con un lancio di Serni che scavalca il centrocampo e arriva a Fabbriciani, che resiste alla carica di Bigonfiali, salta il portiere, ma conclude incredibilmente a lato. Nella ripresa il Latignano opera la solita girandola di cambi, mentre dall'altra parte, dopo una stoica resistenza, si arrende Orlandini per infortunio, e la partita cala di ritmo, dando l'impressione che solo un episodio possa cambiarne l'inerzia. Con i ritmi bassi, viene fuori la classe di capitan Serni, che con esperienza e personalità tiene in piedi la partita dello Spartacus, conquistando falli e recuperando, senza mai perderli, mille palloni. I rossi sono infatti rintanati nella propria metà campo, in balia delle iniziative del sempre vivo Comparini: al 57' conclude da fuori area inquadrando il sette, ma la risposta in angolo di Baluardi è da standing ovation; poi cerca la porta dalla destra, senza fortuna; e, ancora dalla destra, salta un uomo, entra in area e mette sul secondo palo, dove Bicchierini pregusta già la rete mentre calcia, ma non fa i conti con Salvini, che salva sulla linea. Al 73', la possibile svolta, con l'uscita di Fenzi per Biasci. Ora tutto lo Spartacus sostiene l'attacco, e crede nella vittoria. Al 79' Fabbriciani vince un rimpallo, salta anche il portiere e calcia a botta sicura, ma anch'egli trova sulla linea Bigongiali, che salva. Ma il match-ball, ancora più ghiotto capita a Fabbriciani al 84' :cross dalla destra in mezzo, Biasci tira sulla mano larga di Cei, e l'arbitro fischia il rigore. Fabbriciani tira malissimo, basso, debole e centrale, e Marchitto respinge con i piedi, di nuovo addosso a Fabbriciani, che stavolta colpisce la traversa. L'azione sfuma, e la partita finisce qui. Nonostante il dominio territoriale, il Latignano non può recriminare, viste le enormi occasioni che ha avuto lo Spartacus, ma può essere soddisfatto del gioco espresso, che migliora di giornata in giornata. Per i padroni di casa può sembrare un'occasione persa per fare un bel balzo avanti in classifica, ma il gioco si basa troppo sulle individualità, e ci sarà da lavorare.

Danilo Bottelli SPARTACUS PETRARCA: Baluardi, Bettarini, Contini, Cascinelli (51' Sangiorgio), Salvini, Rossi, Fabbriciani, Cresci, Fenzi (73' Biasci), Serni, Orlandini (63' Cortesini). A disp.: Pervan, Giari, Tornesi, Spera. All.: Francesco Vergamini.<br >LATIGNANO: Marchitto, Gnassulini (58' Bocchicchio), Corradini, Bigongiali, Ribechini, Mastria (73' Salvatori), De Vincentiis (86' Santoni), Cei, Luperini, Salerno (52' Bicchierini), Comparini. A disp.: Di Lupo. All.: Corrado Lorenzi. <br > ARBITRO: Dell' Erario di Livorno.<br >NOTE: fuorigioco 2-1; calci d'angolo 1-4. &Egrave; una partita combattuta, con due squadre che dal primo all'ultimo minuto hanno cercato con tutte le forze il gol, che non &egrave; arrivato sia per la scarsa precisione sotto porta, sia per la bella prestazione delle due difese. Il Latignano parte forte e comincia a cercare, nonostante il pessimo terreno di gioco, il dialogo di prima e le sponde di Luperini. &Egrave; proprio da una sponda di testa della boa offensiva che arriva la prima occasione, al 9' :imbeccato sulla corsa, Comparini ci prova di destro, e il tiro finisce fuori di poco. 10' pi&ugrave; tardi &egrave; lo stesso Comparini a mettere palla in mezzo su calcio piazzato, trovando la testa di Salerno, che per&ograve; gira debolmente in porta, per la presa facile di Baluardi. Finalmente, al 21', si vedono anche i padroni di casa, anche se la girata di Fenzi, dopo un rimpallo in area, &egrave; da dimenticare; mentre, due minuti dopo, sono le gambe avversarie che fermano i tiri degli avanti in maglia rossa all'interno dell'area. Sul capovolgimento di fronte la difesa locale trema, aggirata da uno scambio lungo tra Comparini e Luperini, con il cross basso di quest'ultimo appena troppo lungo per il compagno. E qui Comparini comincia a diventare inarrestabile: ogni volta che ha palla, inventa sempre qualcosa, mettendo in grave difficolt&agrave; la difesa avversaria, che &egrave; costretta a raddoppiare costantemente la marcatura, lasciando per&ograve; liberi i centrocampisti che arrivano da dietro, come Salerno, che controlla di destro ed esplode un esterno sinistro che Baluardi, immobile, osserva uscire di un capello. Poi si mette in moto anche Corradini, che al 27' sulla sinistra fa fuori due avversari e viene toccato da Rossi dentro l'area, senza cadere ma perdendo comunque contatto con la sfera: niente rigore per Dell Erario. I giallobl&ugrave; di mister Lorenzi sono molto pi&ugrave; squadra, con Comparini, da un po' di tempo in stato di grazia, che illumina il gioco con dribbling, cambi di fascia e altre giocate spettacolari; i rossi di casa, invece, nonostante il pressing alto, non riescono ad imbastire un'azione decente, anche perch&eacute; Fenzi &egrave; in giornata nerissima, e non azzecca un pallone. Al 31', dopo una bella giocata di Orlandini, Fabbriciani crossa basso per Fenzi, che, lentissimo, si fa anticipare in corner. A questo punto, finalmente lo Spartacus prende un po'di campo, e al 45' crea l'occasione pi&ugrave; ghiotta della prima frazione, con un lancio di Serni che scavalca il centrocampo e arriva a Fabbriciani, che resiste alla carica di Bigonfiali, salta il portiere, ma conclude incredibilmente a lato. Nella ripresa il Latignano opera la solita girandola di cambi, mentre dall'altra parte, dopo una stoica resistenza, si arrende Orlandini per infortunio, e la partita cala di ritmo, dando l'impressione che solo un episodio possa cambiarne l'inerzia. Con i ritmi bassi, viene fuori la classe di capitan Serni, che con esperienza e personalit&agrave; tiene in piedi la partita dello Spartacus, conquistando falli e recuperando, senza mai perderli, mille palloni. I rossi sono infatti rintanati nella propria met&agrave; campo, in balia delle iniziative del sempre vivo Comparini: al 57' conclude da fuori area inquadrando il sette, ma la risposta in angolo di Baluardi &egrave; da standing ovation; poi cerca la porta dalla destra, senza fortuna; e, ancora dalla destra, salta un uomo, entra in area e mette sul secondo palo, dove Bicchierini pregusta gi&agrave; la rete mentre calcia, ma non fa i conti con Salvini, che salva sulla linea. Al 73', la possibile svolta, con l'uscita di Fenzi per Biasci. Ora tutto lo Spartacus sostiene l'attacco, e crede nella vittoria. Al 79' Fabbriciani vince un rimpallo, salta anche il portiere e calcia a botta sicura, ma anch'egli trova sulla linea Bigongiali, che salva. Ma il match-ball, ancora pi&ugrave; ghiotto capita a Fabbriciani al 84' :cross dalla destra in mezzo, Biasci tira sulla mano larga di Cei, e l'arbitro fischia il rigore. Fabbriciani tira malissimo, basso, debole e centrale, e Marchitto respinge con i piedi, di nuovo addosso a Fabbriciani, che stavolta colpisce la traversa. L'azione sfuma, e la partita finisce qui. Nonostante il dominio territoriale, il Latignano non pu&ograve; recriminare, viste le enormi occasioni che ha avuto lo Spartacus, ma pu&ograve; essere soddisfatto del gioco espresso, che migliora di giornata in giornata. Per i padroni di casa pu&ograve; sembrare un'occasione persa per fare un bel balzo avanti in classifica, ma il gioco si basa troppo sulle individualit&agrave;, e ci sar&agrave; da lavorare. Danilo Bottelli




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