7' Patrignani
21' Nesti
50' Verzicco
61' Menchetti
63' Verzicco
70' Menchetti
74' Menchetti
SESTESE: Fantini, Scarpelli, Bravi (77' Athuman), Nesti (60' Cesarano), Papucci, Chelli, Menchetti, Gaffarelli, Verzicco (64' Pomponio), Zei (61' Ferro), Patrignani (66' Biscardi). A disp.: Tabani, Gusciglio, Pecori, Riboli. All.: Rossi Alessandro
LASTRIGIANA: Chiarello, Fenza (62' Burroni), Grevi (63' Fe), Giotti (57' Pieragnoli), Gomma, Finelli (61' Maxharri), Manescalchi, Bindi, Canale, Gracci, Fontani. A disp.: Glielmi, Sollazzi, Torniai, . All.: Mollica Alessandro
ARBITRO: Matteo Magrini di Pistoia
RETI: 7' Patrignani, 21' Nesti, 50' Verzicco, 61' Menchetti, 63' Verzicco, 70' Menchetti, 74' Menchetti
Sembra di vedere la Fiorentina. A giro per la Toscana di squadre che, grandi il nome e la storia, d'estate si pensavano ambiziosissime e che ora, già perso l'allenatore che quelle ambizioni le legittimava, si trovano a sciaguattare in una zona che neppure nelle notti peggiori si sarebbero potute immaginare non ce n'è soltanto una. Ce ne sono due, perché quando si vede la Lastrigiana sembra di vedere la Fiorentina, e di questi tempi non è un complimento. Dopo nove giornate, quasi un terzo di stagione, la Lastrigiana sta in basso, molto in basso; e ci resta dopo aver perso malissimo una partita che nell'ultimo biennio aveva rappresentato, in un verso prima e nell'altro poi, uno dei crocevia per lo scudetto. Sono sette le reti che le segna la Sestese, decisa a mostrare che il dolorosissimo 2-2 di Pontassieve non ha lasciato tracce, che il ricordo delle parate di Biagioli è più che digerito; sette, indizio trasparente della mole di lavoro cui sarà chiamato il successore d'Alessandro Sozzi (la dirigenza si sta muovendo con attenzione: scegliere il nome sbagliato potrebbe essere fatale), che ha lasciato l'incarico la sera stessa della sconfitta con la Lampo. Preventivabile anche se non con queste dimensioni, per la Lastrigiana la sconfitta del Torrini deve rappresentare l'ultimo rigo d'un capitolo sfortunato; per non farlo prolungare troppo oltre è necessaria una rivoluzione mentale di buona parte dei calciatori, troppi dei quali si sono mostrati arrendevoli alle prime difficoltà. È giusto citare gli episodi, dire che quando la partita era ancora aperta la Lastrigiana avrebbe potuto segnare tre volte; ma mai, dopo l'1-0 di Patrignani, s'è avuta la sensazione che la Sestese potesse non solo non vincere, ma addirittura non vincere bene. Degli schemi d'Alessandro Rossi (il sistema s'avvicina tantissimo a un insolito quanto efficace 3-3-3-1) funziona tutto: funziona la difesa, insuperabile Chelli e insuperabile Papucci; funziona la mediana, nella quale la qualità di Gaffarelli moltiplica il talento con cui Nesti vede linee di passaggio ignote anche a chi osserva la partita dall'alto; e funziona l'attacco: da lassù arrivano sei delle sette reti complessive. Per la prima occorre mettersi alle spalle giusto i primi scambi, alla fine dei quali la Sestese passa in vantaggio con un'azione che è la sintesi perfetta del talento degli interpreti e dell'allenatore: oltre che piedi divini si riconosce una gran mano nella doppia verticalizzazione che, in mezzo la sponda di Verzicco, vede prima Gaffarelli e poi Nesti spaccare la Lastrigiana in quattro quarti, due metà a destra e due metà a sinistra, e una frattura trasversale tra i reparti; sulla seconda giocata sprinta Menchetti, che dopo aver ingaggiato con Grevi un duello in velocità e averlo vinto raggiunge il fondo e serve sottoporta un rasoterra perfetto, e tagliando sul primo palo Patrignani col destro lo trasforma nell'1-0. Del vantaggio dopo sette minuti la Sestese non s'accontenta, e cerca di raddoppiare con una delle specialità della casa, le punizioni di Gaffarelli per Chelli: dopo averci già provato in avvio partendo dalla trequarti sinistra (il colpo di testa era rimbalzato accanto al palo, poi era uscito), i due replicano dall'altro fronte e con una soluzione diversa, una girata volante, il cui esito però rimane identico. Non da fermo arriva il raddoppio, ma Gaffarelli c'entra lo stesso: sull'incursione di Bravi è lui a reggere il pallone sulla pressione di Finelli e a scaricarlo ai venti metri per il mancino di Nesti, che trova la porta calciando rasoterra di prima. Se s'esclude Fenza, il migliore del pacchetto, la difesa della Lastrigiana è in grande difficoltà: lo è Grevi, nell'emergenza adattato terzino sinistro; e lo sono Finelli e Gomma, i due centrali, che al 29' salgono tardi sul filtrante con cui Menchetti libera Verzicco davanti alla porta: il tris lo rimanda Chiarello, che col corpo respinge il destro rasoterra e poi evita la ribattuta bloccando il pallone con le gambe. La tifoseria della Lastrigiana s'illude che sull'episodio possa cambiare la partita: la fanno sperare il break imbastito da Fenza, che anticipando Patrignani sulla mediana riesce a verticalizzare, e la giocata di Canale, che alimenta il due contro uno prolungando il pallone per Gracci invitato a entrare in area; l'ingresso glielo nega Nesti, che con una lettura da grandissimo mediano anziché da grandissimo regista (o da grandissima mezzala, com'era ad Altopascio) spezza la superiorità numerica e insieme l'attacco. La Lastrigiana ci riprova con un'azione più classica, stavolta Gracci a ispirare con un'apertura a sinistra; la sfrutta Fontani, che sprinta per cancellare l'ostacolo rappresentato da Scarpelli e dal fondo crossa col mancino: l'invito lo raccoglie Canale, che di testa colpisce altissimo (35'). Più gigantesca è l'occasione che gli si para davanti a tre minuti dalla pausa, ora di nuovo Fenza a creare pericoli da destra: leggendo male la situazione Scarpelli di testa prolunga la traiettoria dove non c'è Fantini, però si riscatta immediatamente proteggendo la porta sguarnita dal destro a colpo sicuro. L'episodio contrassegna il momento migliore della Lastrigiana, che per la reazione meriterebbe d'andare alla pausa dopo aver segnato almeno una rete: nell'unico minuto di recupero concesso da Magrini in tutta la partita (scelta giusta, direzione buona, pomeriggio facile) di testa ci va vicino Manescalchi, che Fontani pesca sul secondo palo con un angolo a rientrare dalla bandiera sinistra e che in tuffo Fantini mura. Stavolta reso possibile dal filtrante di Canale e ingaggiato col mancino dal vertice sinistro dell'area di porta, il duello si ripete in avvio di ripresa; e, identico l'esito, catturando il rimbalzo la Sestese avvia l'azione del 3-0: calciando col destro sul secondo palo lo segna Verzicco, liberato dietro la difesa da Zei cui il goniometro di Gaffarelli aveva consegnato un pallone precisissimo (50'). Nonostante la piega orribile presa da un pomeriggio che in altri tempi sarebbe valso emozioni ben diverse, la Lastrigiana contrattacca, e di nuovo crea due occasioni da rete: le cancella Fantini, superlativo nell'opporsi prima al destro con cui Canale aveva mirato all'incrocio (buona la sponda di Gracci) e poi al lob di Bindi, che aveva calamitato il pallone dopo che la difesa della Sestese s'era opposta a Grevi e Manescalchi. Molto più cinica invece è la Sestese, che segna non appena attacca: in due minuti ci riescono, entrambi calciando col destro in diagonale sul secondo palo, prima Menchetti (4-0, 61') e poi Verzicco (5-0, 63'); a entrambi il pallone lo aveva servito Patrignani, sceso sulla corsia sinistra senza trovare ostacoli particolari. Meno precisa è la Lastrigiana, meno precisa anche sottoporta: esce oltre il secondo palo il destro incrociato che, ben servito da Gracci dopo una pressione efficace, Burroni (aveva rilevato Fenza, nel tentativo d'appesantire l'attacco) aveva scaricato verso la porta. Ben più preciso è Menchetti, che tra il 70' e il 74' segna le due reti che valgono a lui la tripletta e alla Sestese il 7-0 finale: per la prima gli è necessario un mezzo esterno destro che sull'accelerazione di Bravi genera il rasoterra vincente sul secondo palo; per la seconda gli basta una scivolata da un metro. Sul filtrante di Cesarano il pallone glielo aveva recapitato Pomponio (i due avevano rilevato Nesti e Verzicco), che a cinque minuti dalla fine si trova sul mancino un altro pallone da scaraventare in rete: per quanto gli è possibile Chiarello contiene una disfatta che però a Lastra a Signa ha già lasciato tracce profonde. Per cancellarle c'è una sola strategia, la cui esecuzione non sarà immediata né semplice: lavorare per ripulire una classifica che s'è fatta preoccupante. Sembra di vedere la Fiorentina. .
Calciatoripiù: se tutti avessero corso come Bindi e Manescalchi, le due mezzali, difficilmente la Lastrigiana avrebbe preso sette reti. Invece la Sestese affonda ogni volta che vuole, sia quando l'azione parte direttamente da Chelli, elegantissimo (sa impostare, e se lo può concedere perché al suo fianco Papucci è un marcatore implacabile), sia quando a verticalizzare sono Gaffarelli e Nesti, che con un mancino notevole si concede anche la prima rete stagionale. Le altre sei arrivano dall'attacco: da Patrignani, che sblocca le marcature e che della giocata che libera i compagni davanti alla porta ha il senso e il gusto; da Verzicco, che col numero da Fiorentino ha ereditato anche la freddezza sottoporta; e da Menchetti, la cui prova stratosferica la tripletta racconta solo in parte.
Samuele Tofani