• Allievi RegionaliElite
  • 16/11/2025 11.00.00
  • TAU CALCIO
    7' Bonelli
    15' Stondei
    46' Sarnataro
    69' Pellegrini
  • 4 - 1 16/11/2025 11.00.00
  • CATTOLICA VIRTUS
    24' Virdo

Commento


TAU CALCIO: Ricci, Romanelli (76' Guidi), Serafini (81' Scarselli), Tancredi (46' Rigacci), Marzano, Gabbrielli, MAtteucci (56' Goxhaj), Moschini (73' Sow), Stondei (64' Pellegrini), Sarnataro, Bonelli (66' Giovannelli). A disp.: Mariotti, Pierucci . All.: Paoletti Luca
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini (79' Pagnotta), Mugnaini (72' Dona), Zangarelli (87' Lazzerini C.), Lazzerini M., Morozzi (61' Zini), Cullhaj, Crini (85' Narduzzi), Fossi I. (87' Tapinassi), Virdo (79' Torres Perez). A disp.: Dallai, Burgassi Da.. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Niccolo Buongiovanni di Pontedera
RETI: 7' Bonelli, 15' Stondei, 24' Virdo, 46' Sarnataro, 69' Pellegrini
Tutti sapevano come sarebbe finito, bastava leggere una cronaca d'epoca, eppure tutti, anche i bambini (c'è chi intuì che cosa fossero il cinema, gli adulti e la vita quando senti qualcuno urlare «Leva quella mano, biondo!» a Di Caprio che ritraeva Rose nuda tenendo per sé gran parte dello spettacolo), andarono al cinema a vedere Titanic, che per più d'un decennio restò il film più premiato dagli incassi; tutti, anche i bambini, andavano a vederlo perché non contava il naufragio: contava quello che c'era tra la partenza e il naufragio, da «Siamo i figli di puttana più fortunati del mondo» (giocata la parolaccia stagionale) ai modi - tutti i modi possibili in cui una persona può essere salvata - in cui Di Caprio salvò Rose, e che lui sia Di Caprio e non Jake Dawson e che lei sia Rose e non Kate Winslet non c'è bisogno d'argomentarlo. Tutti andavano a vedere Titanic anche se sapevano come sarebbe finito, perché contava il modo in cui al finale si sarebbe arrivati; e a questo campionato tutti si sono appassionati pur sapendo che il Tau la prima posizione l'avrebbe agganciata: c'era solo da scoprire come e quando. Per la seconda rivoluzione, che poi forse è una restaurazione, della classifica è stato sufficiente attendere metà novembre: dopo aver perso con l'Oltrera il Fucecchio ha pareggiato a Montevarchi; e, insieme al sorprendentissimo Venturina con cui si completa questo strano trio, il Tau, che da un mese non perde un punto, ha colto subito l'occasione. Il 4-1 inflitto alla Cattolica Virtus, sconfitta con uno scarto eccessivo rispetto a quanto ha mostrato soprattutto nella mezz'ora iniziale, azzera le distanze al vertice: dieci giorni fa si diceva che tra il Tau e il Fucecchio c'era più d'una partita, e ora non c'è più neppure una scartina. Era impensabile che il Tau rallentasse proprio quando la sorte, il calendario o il dio del calcio gli avevano servito l'aggancio; eppure, nonostante l'assenza di Chirinos Calderon (starà fuori per un po') senza il quale la difesa s'infragilisce, la Cattolica Virtus ha fatto di tutto per evitare che la quarta trasferta ad Altopascio dopo la finale persa a Lamporecchio finisse come le tre precedenti. Non è andata così, per una ragione trasparente: anche se per stilare le convocazioni Paoletti deve prima fare il conto di chi non c'è (ben quattro i 2010 in panchina: tre, Rigacci, Goxhaj e Sow, entrano nella ripresa; il quarto è Mariotti, il portiere di riserva), la rosa su cui può fare affidamento è per talento profondissima; e quando la Cattolica, che per tutto il primo tempo aveva scintillato, ha dovuto rallentare, quel talento ha trovato spazi in cui infilarsi, e infilandosi far male. Talento il Tau ce l'ha in tutti i reparti: ce l'ha in difesa (che grande stopper che è Marzano), ce l'ha in attacco (segnano Bonelli, Stondei, Pellegrini e Sarnataro, protagonista di un'altra prova superlativa), ce l'ha in mediana. È da qui che parte Moschini, che al 5' crea il primo pericolo per la porta avversaria: si spezza contro l'incrocio (poi il pallone rimbalza a terra: Buongiovanni dice niente rete, decisione condivisibile) il tiro che col mancino scocca dai venti metri dopo essersi accentrato sulla combinazione tra Romanelli e Stondei rifinita da Sarnataro. Al secondo affondo la Cattolica Virtus, che in avvio aveva sondato la consistenza della difesa avversaria con un lungo lancio di Zangarelli (gioca lui, adattato, centrale accanto a Manuel Lazzerini) tamponato da Marzano e catturato da Fossi, il cui mancino di controbalzo era sfilato sul fondo, cade; e cade su un episodio contestato: sulla verticalizzazione di Romanelli, che a destra trova lo spazio che vuole, è sospetto il timing con cui Bonelli scatta dietro la difesa. Buongiovanni, che in tutta la partita del fuorigioco ci capisce poco, dice che è tutto buono: è valida dunque la rete segnata col destro in diagonale sul secondo palo. All'1-0 la Cattolica reagisce in uno dei due modi possibili, l'unico giusto: anziché strepitare perché si sente vittima di un'ingiustizia, continua a pressare alta e inizia a manovrare col pallone a terra. Dalla contrapposizione tra due squadre che pensano soltanto a giocare, senza un'interruzione neppure per battere una rimessa laterale, nasce una delle mezz'ore più spettacolari della stagione. Lo spettacolo non resta un esercizio di stile, la Cattolica inizia ad attaccare pulita e furibonda innanzitutto da sinistra, dove Peccini costruisce due azioni interessanti prima mediando tra Cullhaj e Virdò per liberare Mugnaini al destro dal limite dell'area di rigore (pallone alto), poi verticalizzando per Crini, che anticipa l'uscita di Jordan Ricci ma sbatte sulla chiusura granitica di Marzano. Da un'altra chiusura, stavolta di Romanelli (perfetta la diagonale sul traversone rasoterra di Crini, che Fossi da pivot aveva liberato in posizione d'ala destra sul recupero alto di Virdò), nasce l'azione del raddoppio: lo segna Stondei, uno degli ex più attesi e più temuti, con un destro sporco in diagonale, ma più di metà del merito se lo prende Sarnataro, il cui lancio dalla trequarti spacca a metà la difesa avversaria. Il 2-0 avvia il frangente in cui la Cattolica fatica di più: prova subito ad approfittarne il Tau con un'azione che vede Serafini prima sprintare sull'apertura di Moschini, poi crossare per il colpo di testa mancato da Bonelli, quindi sul controcross di Matteucci calciare col mancino, alzato in angolo da Bracci. Di non essere riuscito a farsi fino in fondo martello nel momento in cui ne aveva la massima possibilità il Tau recrimina a lungo: la Cattolica si riprende e al 26' dimezza lo scarto con Virdò, che sul fronte destro dell'area di rigore controlla il pallone recapitatogli da Peccini con la mediazione di Crini e calciandolo in diagonale col destro lo scarica in porta rasoterra. Il 2-1 sembra avviare una partita diversa, che nei cinque minuti che seguono consente alla Cattolica di beneficiare di due punizioni sulla trequarti (le provoca entrambi Gabbrielli, ammonito, e d'entrambe s'incaricano due dei mancini): la prima la calcia Cullhaj, sul cui cross sporcato il destro di Manuel Lazzerini sfiora l'incrocio più lontano; la seconda vede Fossi cercare direttamente la porta lontana diciassette metri scarsi, e reattivo Jordan Ricci servirsi della mano di richiamo per proteggere il palo di competenza (31'). Un quarto d'ora dopo, cento metri più in là, è reattivo anche Bracci, che in uscita bassa anticipa Bonelli sul servizio orizzontale di Sarnataro coinvolto dal gran lancio di Romanelli. È l'azione che segnala che la partita sta di nuovo per cambiare, sensazione confermata dalla prima azione della ripresa: sul calcio d'inizio la avvia il lancio di Gabbrielli (Paoletti lo riporta in mediana, escludendo Tancredi e inserendo Rigacci al fianco di Marzano: in tutta la ripresa i due non sbaglieranno mezzo intervento), che di testa De Sa rinvia centralmente verso il limite dell'area di rigore; lì c'è Stondei, che calamitando il pallone col destro anticipa l'intervento di Zangarelli e si presenta davanti a Bracci, reattivo nell'uscita bassa e condannato dal lob che sulla ribattuta il destro di Sarnataro trasforma nel 3-1. Per reagire a un colpo così brutale la Cattolica ha bisogno di quasi venti minuti, alla fine dei quali riesce di nuovo a costruire un'azione d'attacco: ha poca fortuna Fossi, che invitato in pedana dall'appoggio di Peccini si crea lo spazio buono con un doppio passo da circoletto rosso e dai venti metri calcia alto di pochissimo. Entrato da cinque minuti netti (fuori Stondei), la porta invece la trova Pellegrini nell'azione che chiude la partita: sul destro, per il rasoterra vincente, il pallone glielo serve Sarnataro, che aveva ricevuto la sponda aerea di Giovannelli (ottimo l'ingresso, fuori Bonelli). Sul 4-1, i polmoni ormai in riserva dopo che nel primo tempo aveva corso tantissimo, la Cattolica esce dalla partita, e il Tau prova ad allargarsi: il divario lo contiene Bracci, punzecchiato innanzitutto da Gabbrielli con un destro rasoterra da venticinque metri spinto in angolo. Più di Sow (aveva rilevato Moschini), che sullo scarico di Giovannelli calcia altissimo col destro, alla quinta rete s'avvicinano Marzano con una girata volante sull'angolo di Pellegrini dalla destra e Scarselli (aveva rilevato Serafini) al culmine d'un contropiede avviato da Sarnataro su un rilancio di Jordan Ricci: le due parate rendono meno sgradevole il divario che già così è asprigno. Tre anni e mezzo fa a Lamporecchio insieme al titolo regionale la Cattolica sembra aver perso un amuleto: da allora quattro volte è salita ad Altopascio (non che in casa sia andata meglio, solo un punto in tre partite, peraltro a campionato finito), e quattro volte (5-0, 5-0, 3-2, 4-1) ha perso. D'altra parte la sconfitta va messa in conto quando s'affronta una squadra che nonostante un paio d'inciampi si sapeva che lassù sarebbe arrivata: si sapeva, eppure guardarla è sempre uno spettacolo, uno di quelli che, quasi fosse un kolossal, riempiono l'immaginario d'un paio di generazioni abbondanti.
Calciatoripiù
: se la punizione di Fossi (gran mancino, gran talento) fosse finita in porta e avesse raddoppiato la rete di Virdò, a segno per la seconda partita consecutiva, la Cattolica Virtus avrebbe pareggiato, e forse la platea avrebbe assistito a una partita diversa. Quello sul futuro alternativo resterà un dubbio eterno: conta il principio di realtà, quello che consente al Tau di vincere la quarta partita consecutiva grazie all'eccellente prova difensiva di Marzano (nella ripresa, contribuendo a rendere impermeabile la cerniera, lo affianca Rigacci, piglio da veterano e anima da combattente), alle sovrapposizioni e alle chiusure di Romanelli e Serafini, alle incursioni di Moschini e soprattutto al talento di Sarnataro, che segna una rete pesantissima, entra in due delle altre tre e, che sia prosa o siano versi, dà sempre l'impressione d'essere pronto a inventare qualcosa di meraviglioso.
Samuele Tofani