32' Igbineweka
51' Bellagamba
URBINO TACCOLA: Malasoma, Fabbrini G., Galletti, Bellagamba, Petri, Castellacci, Antoni, Pinna (72' Tarara), Cei (78' Tognetti An.), Viti, Igbineweka (84' Guelfi D.). A disp.: Parente, Salvadori, Tognetti Al., Simoncini, Cresci, Cerri . All.: Giannini Gabriele
SAN MARCO AVENZA: Cozzolino, Bonuccelli, Granai M. (84' Rizzari), Lazzini, Rouiched, Pasquini T., Verona (55' Ballani), Granai L. (67' Bondielli), Benlamrabet, Benedetti, Belatti (48' Rizzo). A disp.: Balderi, Guglielmi, Arrighi, . All.: Putti Giovanni
ARBITRO: Simone Agabiti di Livorno
RETI: 32' Igbineweka, 51' Bellagamba
NOTE: Ammonito Fabbrini G..L'Urbino Taccola rompe finalmente il digiuno stagionale di vittorie e rimanda il verdetto di retrocessione matematica battendo la San Marco Avenza, che dal canto suo perde l'occasione di scavalcare il Casalguidi per meglio posizionarsi in quello che sembra delinearsi come l'unico playout del girone. Dopo un'occasione per Igbineweka su retropassaggio corto di Granai, tempestiva nell'occasione l'uscita di Cozzolino, e un paio di occasioni non finalizzate di un soffio da Antoni, era proprio Igbineweka a sbloccare la partita: lancio di Bonuccelli prolungato da Antoni, Petri tentava di appoggiare di petto al proprio portiere, ma sulla traiettoria si inseriva il numero 11 di casa superandolo con un pallonetto: 1-0. Con la tranquillità di chi non ha niente da perdere, l'Urbino Taccola manovrava in scioltezza. Ancora Antoni sfiorava il montante da fuori area; quindi dopo pochi minuti del secondo tempo, su corner calciato da Viti, Bellagamba si faceva beffa di tre difensori girando di testa dal primo palo verso l'angolo lontano il pallone del 2-0. Antoni cercava il gol in tutti i modi, impegnando Cozzolino di testa su corner, quindi contendeva in area un pallone a Pasquini, che in corsa toccava di braccio in modo valutato involontario. La reazione evanescente della San Marco, ispirata da qualche innesto dalla panchina, non portava benefici concreti, e la squadra affidata a Rossano Alberti, dopo l'esonero di Giovanni Putti, doveva rassegnarsi alla sconfitta.