72' Ceramelli
82' Di Vico
PIENZA: Tafarella, Berardi, Barbieri (60' Vargiu), Ajdini (17' Pecci), Guerra (86' Pinsuti P.), Bianciardi, Mensini (81' Chechi), Camillucci, Valente, Begnardi, Voroneanu. A disp.: Canapini, Biagiotti, Bonari, Tiradritti, Pinsuti A. . All.: Camillucci Cristiano
AUDA. RUFINA: Moretti, Sequi (72' Marconi), Desposito (46' Chiariello), Grazzini, Maccari, Piccini, Falcini (65' Travaglini), Gori, Ceramelli (83' Fumelli), Fioravanti, Bachi (76' Di Vico). A disp.: Lanzini, Benettini, Candelori, Razzauti. All.: Francini Alessandro
ARBITRO: Gabriele Storri di Arezzo
RETI: 72' Ceramelli, 82' Di Vico
NOTE: Ammoniti Bianciardi, Sequi, Gori.La Rufina riprende la sua corsa dopo la battuta d'arresto con il Casentino Academy e si prepara al doppio confronto, in campionato e Coppa, con la Sinalunghese. Il Pienza ha tenuto bene il campo, pur pagando dazio per le migliori individualità e telaio di gioco dei bianconeri ospiti. Dopo uno scambio con Valente che liberava Voroneanu al tiro, bloccato a terra da Moretti, emergeva la supremazia bianconera, che però evaporava al momento di finalizzare. Per sbloccare la partita ci voleva al 28' una mezza sforbiciata spettacolare di Ceramelli su cross dalla destra e si indirizzava nettamente a favore della Rufina, senza che il Pienza riuscisse a costruire occasioni. Nella ripresa la Rufina si avvicinava più volte al raddoppio, con un mancino di Bachi a sfiorare l'incrocio, i tentativi di Ceramelli prima stoppato al momento del tiro e quindi fermato dalla parata di Tafarella, oltre al bello spunto di Travaglini (esordio in bianconero al 65' al posto di Falcini) con dribbling e tiro ancora parato. Il Pienza cercava di rendersi pericoloso per lo più su calci d'angolo, ma non ne uscivano opportunità pulite, tranne un pallone per Voroneanu che impegnava Moretti nella deviazione in corner. La squadra di Francini arrotondava il punteggio nel finale, grazie a un bel recupero palla di Di Vico, finalizzato con scambio e tiro angolato alla sinistra del portiere. Il Pienza cercava di rendersi pericoloso per lo più su palloni inattivi, ma non ne uscivano opportunità pulite.