Maccari
Giannetti
RETI: Maccari, Giannetti
Con un gol in apertura ed uno in chiusura la Stella Rossa di Castelfranco di Sotto supera con secco 2-0 i vicini di casa dello Staffoli proiettandosi così in piena zona play-off alle spalle di un terzetto che, al momento, sembra fare corsa a sé. Si gioca in una grigia ma non fredda giornata autunnale, terreno leggermente arido, comunque in buone condizioni. E' Maccari dopo appena quattro giri di lancetta a stappare la partita con una punizione da una ventina di metri a girare sopra la barriera. Tiro piazzato ben calciato ma piuttosto lento: non proprio impeccabile Consani che non accenna neppure ad un tentativo di parata. Lo Staffoli accusa il colpo faticando non poco a riorganizzarsi ed una imbastire una reazione degna di nota, d'altronde è la settima volta in nove incontri che si trova sotto e deve rincorrere, il morale ne risente. Al 25' ci prova Fejzaj liberatosi bene in area, la sua conclusione sul primo palo è respinta da Brogi. La Stella Rossa va a folate, si difende spesso a pieno organico lasciando il pallino del gioco ai suoi avversari senza per questo soffrire più di tanto. Al 34' in una veloce ripartenza Mori avrebbe una buona palla da calciare al volo all'incirca dal dischetto del rigore, ma il suo tiro d'incontro termina altissimo. Al 37' Staffoli vicino al pareggio con Tocchini: la sua incornata direttamente su azione d'angolo termina a lato di un soffio. La ripresa si apre sul cliché della prima frazione, Staffoli chiamato a far gioco e Stella Rossa molto bloccata sulla propria trequarti ma sempre pronta a ripartire qualora se ne presentasse l'occasione. Al 47' pregevole cross di Montorzi per Tocchini che avrebbe la palla per la battuta a rete di prima intenzione ma non sa bene se calciare col destro o col sinistro, finendo per non calciare proprio. Al 55' ci prova Fejzaj, tiro telefonato, para Brogi. Al 65' bel filtrante di Pieracci ancora per Feizaj che, in precario equilibrio, riesce in qualche modo a calciare ma Brogi è bravo a chiudere in uscita. Al 68' cross di Falaschi a tagliare tutta l'area ospite: sul lato opposto arriva Brandi, un po' indeciso, un po' in ritardo, la palla sfila a fondo campo. I padroni di casa fanno mucchio al limite della propria area, lo Staffoli fatica terribilmente a liberare l'uomo al tiro e nelle poche occasioni che ci riesce c'è sempre qualche gamba a respingere la minaccia. Al 72' si rivede in avanti la Stella Rossa con Giannetti, bella girata volante, centrale, para Consani. Al 79' il direttore di gara manda anzitempo negli spogliatoi Ceccanti reo di reiterate proteste. Mister Guidi butta nella mischia tutte le punte a sua disposizione, ma all'83' arriva il colpo del KO per gli ospiti. E' ancora Maccari dai trenta metri a scodellare una palla in area staffolese sulla quale Giannetti è il più lesto a colpire di testa e con un calibrato pallonetto ad indirizzare la sfera nell'angolo opposto a quello di tiro. Per lo Staffoli adesso è una montagna da scalare senza bombole di ossigeno. Gli ultimi minuti sono un assalto all'arma bianca ma il fortino di casa regge. Al 90' Susini sugli sviluppi di un calcio d'angolo ciabatta incredibilmente fuori da due passi a porta spalancata. Al 93' Fejzaj direttamente da calcio d'angolo coglie il palo e qui finiscono le poche e residue speranze dello Staffoli di rientrare in partita. Partita indirizzata e condizionata dal gol in apertura. Abile e scaltra la Stella Rossa a mettere a frutto e costruire la gara su quell'esiguo vantaggio. Se solo riuscisse a migliorare il rendimento esterno si potrebbero schiudere orizzonti fino ad oggi solo sognati. Lo Staffoli per impegno e mole di gioco avrebbe forse anche meritato qualcosa in più, ma è un refrain che si ripete quasi ogni Domenica ed ogni volta non può essere una casualità. I suoi numeri sono impietosi: è la squadra più battuta del campionato, l'attacco è il peggiore del torneo, non segna fuori casa dal 28 Settembre, solo in un'occasione su sette è riuscita a recuperare una volta andata in svantaggio. Non sappiamo bene cosa, ma qualcosa vorrà pur dire.
Antonio Panchetti