Jaiteh
Ferretti
Enea
Enea
RETI: Jaiteh, Ferretti, Enea, Enea
A sentirselo raccontare si farebbe assai fatica a crederci. Perché c'è chi dice che la sfortuna nel calcio non esiste, rappresentando piuttosto unicamente un alibi da perdenti: tuttavia, sviscerando le ultime cinque partite dell'Audace Legnaia, è un dato di fatto che la dea bendata, se proprio dovesse scegliere presso chi accasarsi, non opterebbe certamente per un collettivo gialloblù che, andato incontro -tra le altre- nel delicato match in casa dello Sporting Arno all'ennesima sequela di legni che pare ormai costante di un copione scritto a tavolino, torna dopo cinque ko consecutivi a muovere sì la propria classifica provvedendovi, tuttavia, al contempo nella maniera più amara possibile. Avanti di due reti al 78' in seno a un match ove fino a quel punto i locali avevano estremamente stentato nell'uscire da un'evidente situazione di difficoltà, infatti, gli uomini di mister Rivi dapprima cestinano a porta sguarnita il colpo del ko anticipato per poi, in un finale thriller, vedersi raggiunti sul definitivo 2-2 al 95' per mano dell'ex di turno Ferretti che, letteralmente a un passo dal triplice fischio, piazza la zampata che ferma l'Audace sul pari costringendola peraltro a scivolare in solitaria al penultimo posto in graduatoria a fronte del contestuale successo centrato ai danni della capolista Calenzano da parte di un Porta Romana che, proprio domenica, farà visita ai gialloblù in uno scontro che definire di capitale importanza in ottica salvezza sarebbe riduttivo. Come lasciato intendere, passando adesso alla cronaca della sfida, l'avvio di gara arride senz'altro agli ospiti che, bravi da un lato a imbrigliare a dovere la manovra rosanero rendendo sostanzialmente inoffensivi gli uomini di mister Allegri, dopo aver cestinato al 7' una nitida chance per il vantaggio con Enea vi pervengono infine con merito al 29' quando il medesimo numero 10 audacino, creatosi lo spazio per battere a rete dai sedici metri, lascia partire una non irresistibile soluzione col mancino che termina direttamente in fondo al sacco anche grazie all'evidente complicità di Giusti. I padroni di casa però, giunti a questo punto, per quanto tentino di abbozzare una reazione si trovano sulle prime costretti a fare i conti con una serrata retroguardia avversaria che concede loro, prima del duplice fischio, unicamente la possibilità di farsi vivi al 46' con una bordata dalla distanza di Ippolito; ben più nitide, invece, sono le opportunità capitate a un redivivo Sporting nelle battute iniziali della ripresa. Se tuttavia, al 49', Materassi vede la propria soluzione in piena area respinta da parte di un difensore, 6' più tardi Fattovich abbassa in maniera monumentale la propria saracinesca a tu per tu con un Poggiolini presentatosi innanzi al suo cospetto sugli sviluppi di un rocambolesco rimpallo (icastica testimonianza, del resto, di quanto scritto in apertura). Non da meno rispetto al collega si rivela peraltro Giusti, riscattandosi così dal precedente errore, al 63' sul destro a botta sicura di Toccafondi sugli sviluppi di un corner di Enea ma, al netto di ciò, il raddoppio resta nell'aria per i gialloblù diventando per questi ultimi realtà a strettissimo giro. Dopo appena un minuto, infatti, un intervento non molto ortodosso con la testa di Ferretti sul tracciante di Baravelli spiana la strada a Caldararu che, eluso in dribbling Giusti, viene da quest'ultimo travolto in piena area inducendo perciò il direttore di gara a concedere un sacrosanto penalty agli ospiti che Enea trasforma con freddezza spiazzando il portiere e firmando la propria doppietta personale. Sembra, dunque, che la gara sia prossima a incanalarsi binari di un'Audace che, al 78', avrebbe finanche la possibilità di mandare del tutto in archivio la pratica rosanero quando Caldararu, presentatosi indisturbato davanti a Giusti sugli sviluppi di una touche, supera anche quest'ultimo ma, sia pur da posizione defilata, con la porta del tutto vuota spedisce incredibilmente il pallone al lato. E' il turning point della contesa: troppo grave è l'errore in questione per lasciare inapplicata la legge non scritta per eccellenza di questo sport. E infatti, in occasione dell'immediato capovolgimento di fronte, i locali battono con rapidità una rimessa laterale concessa loro da un ottimo riflesso di Fattovich sul tiro di Giannone e, sfruttando i centimetri del subentrato Jaiteh, proprio con una spizzata di quest'ultimo accorciano anzitutto prontamente le distanze. L'Audace, però, non si lascia tradire dalla pressione ma, se all'85' una punizione di capitan Leao viene sporcata dalla barriera per poi stamparsi sulla traversa, al 91' è ancora Caldararu a divorarsi il gol della sicurezza gialloblù spedendo sul corpo di Giusti la propria incornata in piena area piccola propiziata dal traversone al bacio di Petri. Per la cronaca, dopo la provvidenziale respinta del numero uno rosanero, il pallone carambola sul corpo del medesimo attaccante audacino prima di baciare il palo. A sentirselo raccontare si farebbe assai fatica a crederci. E così, dopo essersi disperatamente riversato in avanti in direzione del pareggio, al 95' lo Sporting piazza infine la definitiva beffa ai danni dei propri avversari con un'altra prova provata di quanto espresso nelle battute iniziali di cronaca. L'arbitro concede infatti un pericoloso piazzato dai venticinque metri ai locali ma la traiettoria dello specialista Ippolito centra la barriera: la sfera, ciononostante, torna esattamente sui piedi del numero 3 scandiccese che ci riprova, indirizzando il proprio mancino direttamente in mezzo alla furibonda mischia accesasi davanti a Fattovich prima che sia Ferretti a indovinare di rapina il pertugio vincente per il definitivo 2-2. A sentirselo raccontare si farebbe assai fatica a crederci.
Riccardo Palchetti