Termina senza vincitori né vinti il delicatissimo confronto in ottica salvezza tra Audace Legnaia e Porta Romana che, non brave a sfruttare una serie di nitide occasioni per parte che avrebbero potuto a posteriori fare ancor più la differenza in specie in termini di classifica, impattano vicendevolmente su uno 0-0 in una sfida dal sapore particolarmente speciale per il pur squalificato Cristian Mangano che, da poche settimane sulla panchina arancionera dopo le dimissioni rassegnate da parte di mister Guarducci, ha avuto modo di tornare al Bacci dopo un biennio ricco di soddisfazioni in gialloblù e culminato, dopo un pronto rientro in prima categoria nell'estate del 2024, in un'autentica impresa che aveva visto l'undici di via Dosio centrare lo scorso aprile un'insperata, al giro di boa, salvezza diretta. Sin dal fischio iniziale i due collettivi protagonisti non mancano di fronteggiarsi, stante l'estrema rilevanza dei punti in palio, a viso aperto anche se, dopo una soluzione di Caldararu al 6' neutralizzata in due tempi da Rovito, sono in seguito gli ospiti a tentare di prendere con più decisione in mano le redini dell'incontro verso la fase centrale del primo tempo. Al 14', a questo proposito, Nencioni addomestica l'invito in verticale di Manetti lasciando partire una velenosa conclusione terminata però oltre la sbarra e, per un'Audace che non riesce di fatto a ripartire alla ripresa del gioco, qualche attimo più tardi è ancora il numero 3 arancionero a seminare il panico sulla propria corsia di competenza con un traversone basso indirizzato precisamente a centro area sul quale però Giorgetti, avventatosi in corsa forse con troppo anticipo, non si rivela preciso da pochi passi sfiorando da ottima posizione il più classico dei gol dell'ex. Il Porta Romana, giunti a questo punto, prende ancor più fiducia e di lì a pochissimo ha la terza chance in poco più di sessanta secondi per stappare la partita ma Franchi, abile a crearsi lo spazio per una promettente battuta ai sedici metri, non angola a dovere un rasoterra sul quale Merlini si distende con un ottimo riflesso bloccando con sicurezza il pallone. Superata la fase di sbandamento, ad ogni modo, un'Audace già di per sé presentatasi falcidiata da una serie di indisponibilità ai nastri di partenza del match e trovatasi peraltro costretta a perdere anche Failli al 23' per un fastidio muscolare torna a rendersi pericolosa al 38' quando, sugli sviluppi di un lancio di Baravelli, Bini vince il duello fisico col proprio marcatore liberando di fatto Caldararu che però, al netto del non molto ortodosso piazzamento di Rovito, si lascia prendere da un'eccessiva foga spedendo il proprio tentativo direttamente sul fondo. E' ancora il numero 7 audacino, peraltro, a cestinare una ghiottissima palla-gol per i locali al 55': servito in verticale da Miniati, infatti, il medesimo Caldararu si trova in posizione defilata sulla destra a tu per tu con un Rovito che accenna soltanto l'uscita ma, intenzionato a scavalcare l'estremo arancionero con un delizioso lob, non si rivela lucido per imprimere a quest'ultimo la precisione necessaria per gonfiare la rete avversaria. Ciononostante, il secondo tempo vede proposto in blocco agli astanti sugli spalti un leitmotiv a fronte del quale il baricentro del gioco pende con evidenza dal lato di un'Audace che tenta di dettarvi il proprio ritmo con una prevalente iniziativa che costringe il Porta Romana ad agire in specie di rimessa per provare a rendersi poi pericoloso in transizione o su palla inattiva. Gli arancioneri, però, pur accettando di votarsi maggiormente al sacrificio riescono a coprire egregiamente, agevolati dalla struttura di molti dei propri effettivi, le ridotte dimensioni del sintetico del Bacci rischiando, di fatto, di capitolare soltanto in altre due circostanze: al 63', a questo proposito, il corner al bacio di Caldararu trova in piena area piccola la testa di Miniati che tuttavia, non ben posizionato con il corpo, non riesce a impattare a dovere la sfera per evitare che la propria incornata termini incredibilmente al di là del montante mentre, a 7' dal gong, è invece Enea a non mettere a fuoco il bersaglio una volta ricevuta la sponda di Bini sugli sviluppi di una profonda punizione calciata direttamente da Merlini. Lo 0-0 di partenza, dunque, non risulterà in alcun modo ritoccato sino al triplice fischio permettendo alle due squadre di spartirsi equamente la posta: se, da un lato, gli arancioneri portano così a quattro i punti messi in cascina in 270' di gestione Mangano salendo a quota 21 in classifica, dall'altro lato gli uomini di Rivi continuano invece, al penultimo posto, a tallonare proprio i diretti avversari a -1 centrando il proprio secondo pari consecutivo dopo un'impressionante serie di ben cinque sconfitte che peraltro, per la prima volta in campionato, li porta a confrontarsi col dato positivo di non aver subìto alcuna rete al netto delle importanti opportunità non capitalizzate dopo l'unico precedente stagionale al riguardo risalente finanche alla prima uscita ufficiale valevole per la coppa sul terreno del Barberino.
Riccardo Palchetti