• JunioresA
  • 03/01/2026 15.00.00
  • CASELLINA
    Bouhafa
    Bouhafa
    Conde
    Tuveri A.
  • 4 - 0 03/01/2026 15.00.00
  • SIGNA

Commento


RETI: Bouhafa, Bouhafa, Conde, Tuveri A.

'Dunque, dove eravamo rimasti?'. Queste furono le prime parole pronunciate dinanzi al pubblico televisivo del suo 'Portobello', da Enzo Tortora, il 20 febbraio 1987 quando, dopo essere stato definitivamente prosciolto da quelle infamanti accuse che gli erano costate il carcere, fece il suo ritorno in televisione. Parole che con quel pizzico di pudicizia e deferenza che noi umilissimi cronisti di strada riserviamo ai pilastri a cui da sempre ci ispiriamo, ci permettiamo di prendere a prestito e riadattare al nostro modo di raccontare il calcio giovanile. E' stato infatti uno di quegli scherzi divertenti che a volte gioca il destino a farci tornare alla mente le vicende di uno dei più importanti giornalisti televisivi del secolo scorso che tra l'altro, dal 1965 al 1969, condusse con innata classe anche la Domenica Sportiva, perché anche a noi, fra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, è accaduto qualcosa di simile. Lo scorso 20 dicembre, infatti, avevamo lasciato il Girone A del campionato Juniores con il Casellina che espugnava il terreno dell'Isolotto conquistando la vetta della classifica e con il Signa che calava il poker casalingo sul Limite divenendone, assieme allo stesso Isolotto e all'Audace Galluzzo di Raffaele Gulli, una delle principali antagoniste per la vittoria finale e la conseguente promozione nel campionato regionale. Sabato pomeriggio, ritroviamo dunque i biancorossi di Roberto Marongiu e i canarini di Federico Ruini impegnati in uno scontro al vertice che, numeri alla mano, assume un'importanza capitale. Il fattore campo e le due lunghezze di vantaggio permettono agli scandiccesi di scendere in campo con l'onore del primato ma anche con l'onere di continuare a correre, ben consapevoli che là dietro, le avversarie son pronte ad azzannare le loro caviglie. I canarini, che non perdono dalla seconda di campionato quando vennero 'sorpresi' in casa dalla mina vagante Cerbaia, sognano quel colpo gobbo con annesso sorpasso al vertice che potrebbe farli volare sempre più in alto. Le premesse della vigilia e due squadre ben dotate sia dal punto di vista tecnico, sia per ciò che concerne alcune individualità di spicco, fanno accorrere sulla tribuna degli 'Undici Fiori del Melarancio' il pubblico delle grandi occasioni, La cornice ideale a contenere una sfida da analizzare, come si conviene, nei minimi dettagli. E' il Signa ad aggredirla con grande personalità nel primo quarto d'ora di gioco grazie alla geniale intuizione di mister Ruini che disegnando sul rettangolo verde di Via Codignola un triangolo di centrocampo da fare invidia al Pitagora dei tempi che furono, tiene in scacco la mediana scandiccese alzando costantemente il baricentro del gioco. La solidità di Elia Daddi in fase d'interdizione ed il buon palleggio del duo Gennaro-Michelagnoli in quella d'impostazione, costringono i ragazzi di Marongiu a tenere alta la guardia. Gli ospiti, insomma, fanno girar bene la palla....ma....sì; c'è un 'ma' grande come una casa nel contesto di un atteggiamento così propositivo. I canarini, infatti, faticano a sviluppare il gioco sugli esterni, dove Coppola a destra e Balducci a sinistra, solo in rare occasioni riescono ad eludere la guardia montata su di loro da Piantini e Bellonzi. Una preoccupante sterilità in fase offensiva, dunque, salta subito all'occhio, maggiormente evidenziata anche dalla difficoltà, da parte di un bomber da sempre piuttosto prolifico come Badii, di liberarsi dalla stretta ed implacabile marcatura di Faralli. Il Signa è così costretto a provarci, dopo tre minuti di gioco, dalla grande distanza, con il centrale di difesa Moretti che indirizza a rete una prevedibile conclusione che 'Mama' Sidibe neutralizza con irrisoria facilità. Solo in una circostanza, nell'arco dei novanta minuti di gioco, il 'verbo' di Ruini mette davvero i brividi alla retroguardia biancorossa. Al 12' Daddi sventaglia sulla sinistra liberando la corsa di Zanobetti che prima sprinta con decisione verso l'area scandiccese per poi premiare il puntuale inserimento di Diego Balducci, liberando il 'sette' canarino a pochi passi da Sidibe. Un'occasione che non capita tutti i giorni ma che l'esterno d'attacco non riesce a sfruttare indirizzando la palla, da buona posizione, sull'esterno della rete. Il primo (e purtroppo, unico) squillo di tromba giallo blu risveglia le velleità della truppa di Marongiu che rendendosi conto di doversi tirar su repentinamente le maniche, comincia a mostrare quell'approccio grintoso e determinato che tanto bene abbiamo imparato a conoscere. Il rientro di Narduzzi, assente in occasione della sfida dell'Isolotto, permette a Marongiu di ricomporre il micidiale tridente offensivo che comprende anche Bouhafa e Alessandro Tuveri, con Cipriani che torna a fare l'interno di centrocampo assieme a Niccolò Tuveri. E' però il cambio di posizione del possente e talentuoso Conde, come spesso accade, a fare la differenza. Giocando una decina di metri più avanti, il 'dieci' di casa inizia a lavorare con la consueta eleganza una gran quantità di palloni e facendo con continuità a sportellate con i difensori ospiti, mette ben presto a nudo una preoccupante fragilità in fase di rottura che nel cuore della retroguardia canarina è ben visibile sia nella coppia centrale formata da Moretti e dall'ex lastrigiano Nencini, sia nell'estremo difensore Borchi. Al 27' una ficcante imbucata dalla sinistra proposta da Cipriani sorprende la linea Maginot canarina liberando in piena area proprio Conde che prima controlla bene la sfera e poi infila da breve distanza un Borchi apparso non impeccabile nell'occasione; Casellina che passa dunque in vantaggio e gara che cambia improvvisamente volto. I ragazzi di Marongiu, infatti, capiscono ben presto qual è il vero tallone d'Achille dell'undici di Ruini ed è proprio sfruttando l'insicurezza palesata dai canarini sul settore sinistro della loro retroguardia che il Casellina approfitta per attaccare a pieno organico. Funzionano a meraviglia, infatti, gli interscambi, lungo la corsia destra dell'attacco biancorosso, fra Narduzzi e Bellonzi che da quella parte percorre instancabilmente una quantità industriale di chilometri facendo saltare più volte il lucchetto giallo blu. Al 36' Conde imbecca proprio Narduzzi che dopo essersi incuneato in area ed aver eluso l'intervento del diretto avversario, mette in mezzo un pallone che l'accorrente Bouhafa traduce in rete da due passi. Un Signa visibilmente alle corde crolla al tappeto per la terza volta nel corso del secondo minuto di recupero concesso a fine primo tempo dal super esperto Aldo Dal Prà. Una nuova fulminea triangolazione sulla destra fra Bellonzi e Narduzzi, manda nuovamente ai matti un difensore signese che viene aggirato con irrisoria facilità dal numero undici biancorosso che poi, dopo aver trovato il varco giusto attraverso cui far passare la sfera, accende la fotocopiatrice fornendo a Bouhafa il secondo assist al bacio che il numero nove non deve far altro che spingere in fondo alla rete. La terza terrificante mazzata ha un effetto a dir poco soporifero sul Signa. Il secondo tempo, in pratica, non ha storia. Un Signa ormai spento e demotivato, pur provando a difendersi con ordine, subisce al 60' anche la rete che vale il definitivo 4 - 0. Fanno tutto molto bene, nell'occasione, i due esterni d'attacco, con Narduzzi che avanza sulla destra per poi tagliare sul fronte opposto un pallone col contagiri calamitato dai piedi di Alessandro Tuveri che punta l'aera di rigore, vi entra e poi indirizza sul primo palo un rasoterra sul quale Borchi, tuffatosi in maniera piuttosto goffa, non riesce ad intervenire. Nei minuti successivi il Casellina si dedica ad una sonnacchiosa fase di contenimento, ravvivata in maniera improvvisa, al 78', da un clamoroso errore di Borchi che, sugli sviluppi di un lungo rilancio dalla trequarti, esce dalla propria area in maniera a dir poco scriteriata mancando completamente l'impatto con la sfera ed aprendo di fatto la porta a Bouhafa. Dinanzi al centrattacco biancorosso si presenta la concreta possibilità di realizzare la tripletta personale. Borchi è però stavolta molto bravo nel rimediare al proprio errore recuperando la posizione e facendo scudo col proprio corpo al tentativo di conclusione proposto dal 'nove' scandiccese. E il Signa? La squadra di Ruini riesce a riaffacciarsi in avanti solo a due minuti dal termine e sempre grazie alla solita battuta a rete dalla grande distanza, tentata stavolta da Zanobetti; una telefonata urbana non troppo urgente, la sua, alla quale Sidibe risponde con prontezza ponendo il sigillo su una prestazione, quella canarina, da archiviare al più presto nel più buio dei dimenticatoi. Spicca un bel balzo in avanti, invece, la truppa guidata da Roberto Marongiu e Massimiliano Busin. Babbo Natale prima e la Befana poi, entrambi con un leggero anticipo, hanno regalato ai biancorossi di Scandicci sei punti su sei in occasione dei più importanti appuntamenti di questa prima metà della stagione E se non è questa, una candidatura all'oscar, come cantava il grande Antonello Venditti: 'Allora, dimmelo tu cos'è'. Adesso che il Signa si trova a meno cinque e che l'Isolotto, avendo giocato con la formazione B della Ginestra, non ha conquistato punti utili alla propria classifica, solo il Galluzzo di Gulli, vittorioso nel derby casalingo con l'Impruneta Tavarnuzze, tiene il passo della capolista. Anno nuovo, sfida nuova, dunque. E la corsa al vertice, continua. Calcatoripiù : nel Casellina sono andati ben oltre la sufficienza Bellonzi, Faralli, Conde, Alessandro Tuveri, Narduzzi e Bouhafa . Dal naufragio gialloblu si salvano parzialmente solo Zanobetti, Gianassi, Daddi, Gennaro e Michelagnoli . Aldo Dal Prà è stato contestato e spesso preso a male parole dai sostenitori ospiti che gli hanno rimproverato di aver lasciato correre alcuni interventi irregolari e di non aver sventolato sotto al naso dei padroni di casa qualche cartellino giallo in più. Noi, invece, stavolta facciamo i complimenti al designatore che a differenza di quanto accaduto una quindicina di giorno fa all'Isolotto, sembra aver ascoltato le nostre riflessioni affidando la direzione di una gara così importante ad un fischietto di comprovata esperienza, che non ha tradito le aspettative portando a termine il proprio compito con la consueta autorevolezza e non commettendo alcun errore.


Nico Morali