Il terzo pareggio di fila è forse la mazzata decisiva per i sogni di gloria del Pescia, che se fino a meno di un mese fa poteva sperare nel rimanere agganciato al trenino in vetta, ora è costretto a fare i conti con una realtà che certifica un periodo no . E nello 0-0 andato in scena allo Stadio dei Fiori di Pescia ce n'è poco, troppo poco per superare le resistenze di un'Olimpia Pistoiese che sta invece performando in modo importante, quasi come se questo 2026 fosse una dimensione diversa, decisamente migliore, rispetto a un 2025 difficoltoso. La truppa di Andrea Bini fatica a scrollarsi di dosso il torpore dell'ultimo periodo e vive di fiammate, ma nella fattispecie non abbastanza incisive per mettere in difficoltà Cherici e compagni. Mister Franceschini, invece, non può che essere soddisfatto dei suoi, e per atteggiamento e per proposta di gioco. Anche perché se è vero -ed è vero- che il gioco latita e lo spettacolo è quasi non pervenuto, i pochi bagliori di luce a squarciare il cielo plumbeo sopra la Valdinievole arrivano dagli ospiti. In due circostanze, infatti, l'Olimpia Pistoiese non riesce a incidere davanti a Lavorini cestinando altrettante chance clamorose. Un tifo fuori da buonissima posizione e uno debole da una manciata di metri strozzano l'urlo in gola agli ospiti. Nella ripresa il Pescia ci prova con un pizzico di convinzione in più ma senza far niente di trascendentale. E dal 75' in poi, al giovane arbitro di Pontedera la partita sfugge un po' via di mano. Il tanto agonismo spezza di continuo il gioco, accendendo gli animi oltremodo. Per fortuna tutto si placa al triplice fischio ma di calcio, sabato 7 febbraio, in quel di Pescia se n'è visto pochino. E a sorridere tra le due è sicuramente la truppa di Franceschini, che in dodici effettivi contatati sforna in pratica una piccola impresa.