Ricci
Pirrotta
RETI: Ricci, Pirrotta
Se già era in caduta libera, al tramonto di febbraio il Pescia può dirsi definitivamente tagliato fuori dalla corsa al titolo -anche se sarebbe comunque servito un allineamento astrale ai limiti dell'impossibile-. Nonostante le fatiche del recupero, l'Hitachi sforna una prestazione di cuore e cinismo unica, vincendo per 0-2 e acuendo suo malgrado i rimpianti per un campionato disputato troppo a singhiozzi. Nell'immensità dello Stadio dei Fiori di Pescia vige l'equilibrio tra i due schieramenti in campo, con tanto studio e diversi batti e ribatti che animano la sfida. Dopo un buon anticipo di Lavorini su Gherardotti in apertura, i locali reagiscono con Benzar, il quale testa i riflessi di Cecchini che risponde presente. Poi il gol, subito. L'Hitachi si porta avanti grazie a un bello scambio tra Pirrotta e Ricci, col primo che mette in porta il secondo che a sua volta non sbaglia, gonfiando il sacco. La reazione dei ragazzi di mister Bini c'è, però manca di concretezza; tanto fumo, tante chance da angolo, tante mischie ma nessun arrosto. Nella ripresa i locali sfruttano l'onda lunga della pressione apportata nel primo tempo per provare a sfondare la difesa avversaria, che pur sotto pressione regge bene senza sfaldarsi, sorretta anche da un reattivo Cecchini. E da un po' di fortuna, come in occasione della clamorosa traversa-riga colpita da De Angelis con un bolide dai venticinque metri. Un lampo nel buio, al 75', vale il successo. L'Hitachi in ripartenza sfonda e con Pirrotta, imbeccato da Musa, confeziona lo 0-2 con un bel gol sotto l'incrocio dal limite del proprio attaccante di riferimento. Gli assalti finali pesciatini si risolvono in un nulla di fatto, così come i contropiedi degli ospiti. Dopo sei minuti di recupero i tre punti in palio vanno all'Hitachi.