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    Salviamo la stagione!


Perlomeno salviamo una stagione, quella 2019-2020. Con calma e in sicurezza. In caso contrario correremo il rischio di perderne due. Se si deve attendere il vaccino (se poi arriverà prima, tanto meglio..), riprenderemo quando ormai non ci sarà più il nostro mondo.
Dobbiamo convivere con il virus con appositi protocolli sanitari che possiamo mettere in atto. Senso di responsabilità personale, cure mediche sempre più appropriate, la percezione che la curva possa essere pari allo zero o quasi.
Il Coronavirus non più letale, meno contagioso e curabile (come dicono medici come il prof.Remuzzi del'Istituto Negri di Milano, Massimo Ciccozzi, dell'Università Campus Bio Medica di Roma, Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive al San Martino di Genova, Francesco Le Foche, primario al Day Hospital dell'Umberto I di Roma).
Come altre malattie. Saranno i fatti e solo il tempo a farci dire che se questa possa essere un'ipotesi praticabile. Noi ci proviamo partendo dall'idea che lo sport di base ha un valore sociale importante e che di virus non si può parlare in maniera ininterrotta e ansiogena. Veniamo a noi.
Sicuramente sarà il Consiglio Federale prossimo venturo a stabilire i paletti di questa e della prossima stagione, li rispetteremo. Ma forse una proposta ci sembra necessaria.
Perché non spalmare questa stagione 2019-20 a livello dilettantistico e giovanile nella prossima 2020-21? Perché non fare lo stesso con il settore giovanile? Tempo ne abbiamo, possiamo iniziare anche a fine anno e ai primi mesi del 2021 ma perlomeno con un crono programma che possa far capire alle società quando si possa iniziare. Con un'avvertenza: in questo periodo, ci devono essere sovvenzioni eccezionali per consentire al nostro mondo di attendere e di riprogrammare l'attività.


Alessio Facchini
Direttore di Calciopiù