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    Lastrigiana Juniores Elite, intervista al capitano Diego Glielmi

Dopo due annate trionfali, con le vittorie di scudetto e Torneo Regionale, gli Juniores regionali élite della Lastrigiana stanno vivendo una stagione inaspettatamente complicata, ritrovandosi a lottare per non retrocedere. In questo momento difficile ha preso la parola un calciatore storico del club biancorosso, il portiere e capitano Diego Glielmi:

Siete usciti sconfitti per 5-1 dal difficile campo della Floriagafir, lanciatissima in testa alla classifica. Come si reagisce a un risultato così pesante, per evitare che influenzi negativamente le prossime partite?

Una sconfitta del genere fa sicuramente male, ma dobbiamo essere bravi a non farci abbattere. La Floriagafir ci ha messo in grande difficoltà fin da subito, abbiamo subito gol nei primi minuti e da lì le cose sono andate man mano peggiorando. Adesso però dobbiamo rialzare la testa, lavorare con intensità in allenamento e ritrovare assolutamente i tre punti, a partire da sabato prossimo.

Al momento vi trovate in zona retrocessione, ma la classifica è piuttosto corta e tutto può ancora succedere. In questo girone di ritorno appena cominciato, su quali aspetti dovrete migliorare per tirarvi fuori dai guai?

La classifica è veramente molto corta e basta poco per rimettersi in carreggiata. Dobbiamo migliorare innanzitutto nell'atteggiamento, servono più cattiveria e concentrazione nei momenti decisivi. Sono però fiducioso e sicuro che ne usciremo presto, perché il gruppo ha voglia di reagire e sta lavorando bene durante la settimana.

Riavvolgiamo il nastro: gli Juniores della Lastrigiana venivano da uno Scudetto e dalla vittoria del Torneo Regionale, di cui peraltro tu stesso sei stato protagonista l'anno scorso. Vi aspettavate una stagione così diversa e difficoltosa rispetto alle precedenti? Quant'è stato difficile abituarsi alla nuova prospettiva di dover lottare per salvarvi anziché per le zone alte della classifica?

È stato veramente difficile, l'anno scorso eravamo abituati a vincere e ritrovarsi a lottare per non retrocedere è un grande cambiamento. A livello mentale non è semplice gestire questa situazione, ma sono cose che nel calcio possono accadere. Dobbiamo restare uniti e crederci, perché abbiamo tutte le qualità per uscirne.

Particolari le vicissitudini che hanno riguardato la vostra panchina: dopo un biennio trionfale Guasti ha lasciato il posto a Sozzi, esonerato però dopo otto giornate e sostituito dapprima ad interim e poi in maniera definitiva dal direttore sportivo Mollica. Come avete vissuto queste montagne russe?

Cambiare tre allenatori non è mai facile. Con Guasti abbiamo vissuto un'annata bellissima culminata con la vittoria del Torneo Regionale, poi lui è salito in prima squadra e al suo posto è arrivato Sozzi con cui, però, i risultati non sono arrivati. Il direttore Mollica ci ha dato una grossa mano, restituendoci stabilità e aiutandoci molto: l'unica cosa che possiamo fare è restare uniti e seguirlo.

Peraltro mister Mollica ha apportato subito una modifica importante nel vostro sistema di gioco: dopo anni di difesa a quattro, siete passati a tre. Come avete accolto la novità e come vi state trovando in questo nuovo abito tattico?

All'inizio non è stato facile, perché appunto venivamo da tanti anni di difesa a quattro. Ci dobbiamo ancora un po' abituare al nuovo sistema di gioco, ma il mister ci sta spiegando pian piano cosa vuole e ci sta dando fiducia. Partita dopo partita cominciamo a sentirci più coperti e compatti, ci sono ancora tante cose da migliorare ma stiamo crescendo e questo nuovo modulo ci potrà aiutare.

Proprio come De Gea nella Fiorentina, anche tu sei portiere e al contempo capitano della tua squadra: che cosa significa per te indossare la fascia di un club a cui sei tanto legato, peraltro in una stagione difficile come quella che state vivendo?

Essere il capitano della Lastrigiana è un grande onore e una responsabilità, soprattutto in una stagione così difficile. Cerco sempre di restare lucido e concentrato, aiutando i miei compagni a non mollare mai.

Giulio Dispensieri

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