Verso La Partita Applaudita: intervista al presidente Paolo Mangini
'Il nostro intento è quello di creare una sorta di rete operativa trans-regionale formata da persone appassionate e vogliose di dare il proprio contributo alla causa del calcio giovanile. Educazione, divertimento e sana competizione sono princìpi sociali, oltre che regolamentati costituzionalmente, che devono far scattare in noi addetti ai lavori un senso di profonda responsabilità. La tutela del benessere dei nostri ragazzi viene prima di tutto'. Con queste parole Francesco Cesari, presidente dell'associazione Calcio Fair Play, riassume con efficacia una filosofia che negli anni si è allargata a macchia d'olio sul territorio toscano e non solo, abbracciando la visione di tanti altri attori rimasti per un motivo o per un altro nella penombra fino al tocco amico sulla spalla di Calcio Fair Play. Smossa la sensibilità comune e puntati con forza i riflettori sui problemi del calcio giovanile, dai tempi nefasti del Covid-19 all'alba del 2026 l'associazione è cresciuta in maniera esponenziale, supportata dalle istituzioni politiche e sportive in una sorta di enorme triumvirato portabandiera di quei valori sani ma troppo spesso accantonati in favore di pratiche e atteggiamenti incresciosi. È tempo di cambiare. Comitato Regionale Toscana-Lega Nazionale Dilettanti, Calcio Fair Play Toscana, ANCI Toscana, Settore Giovanile e Scolastico regionale, AIA, AIAC, AIC e CONI Toscana: tutti insieme, uniti, per il bene dei giovani e dello sport.
Sofronio Eusebio Girolamo, meglio noto come San Girolamo, padre e dottore della Chiesa nonché teologo e grande traduttore di sacre scritture, giusto una manciata di secoli fa mise in circolo l'ormai celeberrima facere de necessitate virtutem . Fare di necessità virtù. Un'espressione, questa, che accostata a Calcio Fair Play Toscana forma un connubio perfetto, quasi come fosse stata pensata per l'associazione stessa più che per punzecchiare l'amico Rufino. Dai cupi tempi del Covid-19 a oggi, il movimento e l'idea di calcio proposta sono cresciuti in modo esponenziale; e come una pianta che vuol ergersi in modo perfettamente dritto, nella Federazione Calcio Fair Play ha trovato il proprio, fondamentale sostegno. Tante le iniziative e i progetti avanzati all'unisono nell'ultimo lustro che rispecchiano quella che, comunque, è sempre stata la volontà della Federazione stessa, storicamente attivissima nel voler proporre un modello di calcio sano e virtuoso. Presidente Paolo Mangini, 'La partita applaudita' è forse l'evento più importante e altisonante, più manifesto; ma quali altre proposte, forse passate più sottotraccia, sono state avanzate nel 2025 appena conclusosi?
'La partita applaudita' fa parte di tutta una serie di proposte atte a caldeggiare, insieme al Settore Giovanile e Scolastico, i veri valori dello sport su tutto il territorio. In questo percorso di sensibilizzazione si inserisce con forza il progetto 'Non solo piedi buoni', un'iniziativa che ha riscosso grandissimi consensi vincendo anche premi importanti su scala nazionale. Un progetto così strutturato. Insieme al Settore Giovanile e Scolastico regionale abbiamo scelto un gruppo Allievi o Juniores per ogni provincia, per un totale di 10 squadre coinvolte su tutto il territorio toscano. Ogni squadra si è gemellata con un ente o un'associazione, oppure con un carcere, come è successo per Pistoia, o con una struttura di recupero; o ancora con una RSA o un albergo popolare. I ragazzi delle squadre coinvolte, seguiti passo passo dal nostro collaboratore federale Tommaso Giani, hanno svolto attività utili nelle varie strutture e queste, di rimando, hanno dato la possibilità ai propri assistiti di operare nelle società coinvolte adoperandosi in varie iniziative. Questo progetto dall'alto contenuto educativo ha messo in mostra il legame fra calcio e territorio, a riprova di quanto sia importante per il tessuto sociale la collaborazione e l'aiuto reciproco fra tutte le parti. Di stagione sportiva in stagione sportiva cerchiamo sempre di proporre progetti e idee nuove per catalizzare l'interesse su tematiche sensibili della nostra attualità. Fondamentali, in tal senso, gli incontri sul territorio che organizziamo insieme a Calcio Fair Play; e i prossimi in programma a Empoli e a Colle Val d'Elsa serviranno, oltre che a discutere di fair play e dei valori sani dello sport, a introdurre la prossima edizione de La partita applaudita .
E qui gli orizzonti si allargano. Visto il programma che toccherà anche l'Umbria e la provincia di Piacenza, cosa significa per la Federazione e per Calcio Fair Play esser riusciti a travalicare i confini regionali con La partita applaudita ?
È un qualcosa di grande, grandissimo. I miei colleghi Alberici e Repace, rispettivamente presidenti di Emilia-Romagna e Umbria, erano già venuti a conoscenza de 'La partita applaudita' lo scorso anno, e sollecitati da me hanno aderito con entusiasmo a partecipare a questa nuova edizione che si terrà il weekend del 21-22 febbraio. L'Umbria, essendo geograficamente più piccola, ha deciso di sperimentare questo format particolare con entrambe le province di Perugia e Terni, mentre l'Emilia-Romagna parteciperà con la provincia di Piacenza. Ogni regione ha scelto le proprie categorie e per la Toscana siamo lieti di esser riusciti a includere l'Under 15 femminile.
Sembra una frase fatta, perché a ogni passo il ritornello si ripete; ma anche questa espansione non è solo che l'inizio di un progetto che, potenzialmente, è a lunghissima gittata.
Visti i precedenti incoraggianti e un presente che profuma di belle speranze, il nostro obiettivo per il prossimo anno è di estendere 'La partita applaudita' in tutta l'area centrale dell'Italia, coinvolgendo pertanto Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Marche e Lazio. E la nostra aspirazione, il nostro sogno, è di riuscire a toccare ogni regione italiana nel giro di un biennio. Una giornata nazionale con le caratteristiche de 'La partita applaudita' rappresenterebbe per il movimento dilettantistico giovanile un successo enorme. Considerando che l'attività sportiva è un grande mezzo educativo, vivere la gara con un tifo positivo nel rispetto del divertimento e della sana competizione è l'insegnamento che ci prefiggiamo di trasmettere.
Discostandoci dalla parte più pratica e istituzionale per toccare quella più sentimentale e romanzata, cosa vuol dire per la persona Paolo Mangini, e in essa identifichiamo anche la Federazione, aver avuto il coraggio e la forza di supportare una visione così radicalmente diversa nella sua accezione pionieristica?
Io provengo dal Settore Giovanile e Scolastico e ho avuto la fortuna, nel tempo, di attraversare un periodo importante insieme ai miei collaboratori. Un periodo, quello che va dai primi anni 2000, in cui si è cercato di porre sempre di più il focus sulla formazione e sull'educazione sociale dei giovani legata allo sport. Abbiamo fatto iniziative straordinarie in Toscana che hanno segnato un'epoca e questa tradizione, questa spinta nella promozione dei valori sani e virtuosi, non si è ancora esaurita. Anzi, con l'entrata in campo di Calcio Fair Play è arrivata una ventata d'aria fresca che sta facendo veleggiare la barca verso orizzonti incredibili, verso una dimensione non più solo regionale ma nazionale. Essere arrivati a questo punto è un orgoglio incredibile ma non vogliamo fermarci.
Lorenzo Profili
