Verso La Partita Applaudita: intervista a Damiano Sforzi
'Il nostro intento è quello di creare una sorta di rete operativa trans-regionale formata da persone appassionate e vogliose di dare il proprio contributo alla causa del calcio giovanile. Educazione, divertimento e sana competizione sono princìpi sociali, oltre che regolamentati costituzionalmente, che devono far scattare in noi addetti ai lavori un senso di profonda responsabilità. La tutela del benessere dei nostri ragazzi viene prima di tutto'. Con queste parole Francesco Cesari, presidente dell'associazione Calcio Fair Play, riassume con efficacia una filosofia che negli anni si è allargata a macchia d'olio sul territorio toscano e non solo, abbracciando la visione di tanti altri attori rimasti per un motivo o per un altro nella penombra fino al tocco amico sulla spalla di Calcio Fair Play. Smossa la sensibilità comune e puntati con forza i riflettori sui problemi del calcio giovanile, dai tempi nefasti del Covid-19 all'alba del 2026 l'associazione è cresciuta in maniera esponenziale, supportata dalle istituzioni politiche e sportive in una sorta di enorme triumvirato portabandiera di quei valori sani ma troppo spesso accantonati in favore di pratiche e atteggiamenti incresciosi. È tempo di cambiare. Comitato Regionale Toscana-Lega Nazionale Dilettanti, Calcio Fair Play Toscana, ANCI Toscana, Settore Giovanile e Scolastico regionale, AIA, AIAC, AIC e CONI Toscana: tutti insieme, uniti, per il bene dei giovani e dello sport.
Tempo, lavoro, passione; pazienza, necessaria, e anche resilienza, in un mix di ingredienti che ha plasmato una collaborazione divenuta ormai ferrea tra tutte le parti in causa. Damiano Sforzi, delegato allo sport AIAC Toscana, a pensare da dove si è partiti qual è il sentimento predominante a oggi?
La sensazione generale è di grande soddisfazione. Non tanto per la riuscita dell'iniziativa 'La partita applaudita', che quest'anno si allarga su scala regionale, bensì per la grande sensibilità collettiva sollevatasi col tempo su tematiche sociali molto delicate. La sempre crescente partecipazione e adesione di società, enti e persone dimostra ogni giorno di più che le nostre idee e le nostre azioni hanno colpito nel segno. Il nostro intento è di promuovere un modello di calcio virtuoso per il bene dei ragazzi e dello sport in generale.
Nel massimo della collaborazione, ognuno gioca un ruolo fondamentale sullo scacchiare. In quest'ottica, come si muove ANCI Toscana?
Attraverso le amministrazioni comunali, ANCI Toscana si impegna a promuovere questo modello su tutto il territorio e oltre. Essendo i due terzi degli impianti sportivi, in particolar modo quelli calcistici, di proprietà di enti pubblici, è facile intuire che il ruolo giocato dall'Associazione diventa di primaria importanza. Noi, in qualità di ANCI, mettiamo a disposizione i nostri patrimoni pubblici per promuovere con forza iniziative quali 'La partita applaudita'; iniziative che, per fortuna, scavallano qualsiasi remore.
Sarà presente sui campi l'ANCI Toscana nel weekend del 21-22 febbraio per 'La Partita Applaudita'?
Assolutamente sì, nei limiti delle possibilità personali. In una politica sovente litigiosa e al suo interno turbolenta, manifestazioni come questa atte a promuovere l'educazione e l'aggregazione sono motivo di avvicinamento, di riconciliazione sociale. Il must e uno e uno soltanto: remare tutti uniti nella solita direzione.
Per quanto sia stata un'impresa far funzionare una macchina così enorme lo scorso anno, forse riconfermarsi sarà ancora più difficile. O forse no, vista la plenaria riuscita del weekend del 1-2 marzo 2025. E se la storia insegna, cosa è lecito aspettarsi ora?
Quest'anno ci aspettiamo un successo ancora più grande giacché il riproporre l'evento in loco allargandolo in più all'Emilia-Romagna e all'Umbria, già di per sé vale come una vittoria. Visti i report arbitrali dello scorso anno che indicavano segnalazioni dentro e fuori dal campo prossime allo zero, soprattutto se rapportate a quelle dei canonici weekend sportivi, ora ci aspettiamo di ripetere certi numeri e di ritrovare quelle dinamiche virtuose che tanto ci hanno fatto star bene.
Dunque, verbali arbitrali alla mano e non solo, qualcosa questo evento smuove davvero nella sensibilità comune.
Sì, senza dubbio. Stiamo ottenendo risultati straordinari e per questo mi sento di ringraziare in particolar modo Calcio Fair Play e la FIGC Toscana nella figura del presidente Mangini, una persona davvero sensibile e proattiva che si è spesa e che si sta spendendo in modo esemplare per la causa. Vogliamo promuovere un modello di calcio diverso da quello che troppo spesso vediamo sui campi da gioco.
Lorenzo Profili
