Juniores regionali, Montemurlo salvo: intervista a Tommaso Hoxha
Partito come neopromosso dopo la vittoria del campionato di Prato, il Montemurlo è riuscito a salvarsi con una giornata d'anticipo nel girone B degli Juniores regionali. Una stagione travagliata con un triplo cambio d'allenatore e un periodo di grande crisi di risultati, dai quali però la compagine pratese ha saputo rialzarsi fino al raggiungimento dell'obiettivo sotto la guida di Alessandro Innocenti. Ne parliamo con il capitano del Montemurlo Tommaso Hoxha:
La vittoria contro la Zenith Prato, unita alle sconfitte di Pistoia Nord e Via Nova, vi ha consentito di salvarvi con un turno d'anticipo. Che significato ha per voi questo traguardo?
Raggiungere la salvezza con un turno d'anticipo è stata una liberazione per tutta la squadra; arrivare all'ultima di campionato ed essere più tranquilli, anche mentalmente, è importante. È stato un premio per tutto il gruppo e soprattutto per noi ragazzi, che non abbiamo mai mollato dall'inizio dell'anno. Credo che il Montemurlo, inteso come società, si meriti di rimanere in questa categoria.
Il vostro è stato un percorso strano: dopo un ottimo girone d'andata le difficoltà sono arrivate tra gennaio e marzo con sette sconfitte in otto giornate, alcune peraltro molto pesanti, che vi hanno relegato nella zona pericolosa della classifica. Che cosa è successo in quel periodo? Quali sono stati i motivi di un calo così netto?
In quel periodo siamo calati molto, sia a livello di prestazioni sia come squadra. Purtroppo credo sia stato un mix di stanchezza fisica e calo mentale dopo l'ottimo girone d'andata che abbiamo disputato. Quando poi perdi molte partite di fila la situazione inizia a pesarti, quelle sconfitte sono state dei duri colpi per tutta la squadra.
Il corso degli eventi ha inevitabilmente influenzato la situazione in panchina: Bellantuono ha lasciato il posto a Nencini che, a sua volta, è stato sostituito da Innocenti nel finale di campionato. Come avete vissuto questi cambiamenti? Che cosa vi ha dato Innocenti nelle ultime, decisive partite?
Cambiare tre allenatori non è mai facile per una squadra perché ti toglie molte certezze. Voglio però ringraziare tutti i ragazzi per avere sempre cercato di rispettare il lavoro di tutti i mister. Innocenti ci ha trasmesso l'autostima necessaria per scendere in campo, ci ha guardato tutti negli occhi e ci ha convinti della nostra forza e che meritavamo di stare in questa categoria.
Facciamo un passo indietro: nella scorsa stagione fosti tra i protagonisti della promozione del Montemurlo, arrivata a seguito dello spareggio con il Viaccia. Che ricordo conservi di quel trionfo e quali sono state le principali differenze che hai incontrato tra il campionato provinciale e quello regionale?
Il ricordo della promozione è il più bello che ho da quando ho iniziato a giocare a calcio. Lo spareggio contro il Viaccia dell'anno scorso è un ricordo che mi porterò sempre dietro, perché vincere così ti lega ai compagni e alla squadra in un modo assurdo. La differenza tra provinciale e regionale è che nel regionale cambiano il ritmo, la cattiveria agonistica... ogni errore lo paghi. L'intensità è alta e non ti puoi permettere distrazioni.
Indossare la fascia di capitano è una grande responsabilità, ancora di più quando si attraversano dei momenti delicati come nel vostro caso. In che modo hai dato il tuo contributo alla causa e come ti sei comportato con i tuoi compagni quando le cose andavano male e occorreva superare certe difficoltà?
Portare la fascia è un onore, ma nei momenti bui è un peso che devi saper gestire, caricandoti sulle spalle tutti i problemi e anche i compagni, nel caso avessero qualche difficoltà. Dall'inizio dell'anno ho sempre cercato di essere il primo a correre e l'ultimo a mollare. Non ho mai fatto grandi discorsi alla squadra, semplicemente ho sempre chiesto a tutti i ragazzi di restare uniti qualsiasi cosa succedesse e di non mollare mai.
Per te, che sei un classe 2006, inevitabilmente si prospetta lo scenario del passaggio nei dilettanti. Che progetti hai per la prossima stagione?
Il passaggio nei dilettanti è un salto molto importante. Il mio obiettivo per la prossima stagione è continuare a crescere, sia come persona sia calcisticamente e, per l'appunto, mettermi alla prova in una prima squadra, cercando di imparare il più possibile e provando a ritagliarmi il mio spazio. Di sicuro porterò con me tutto quello che ho imparato nel Montemurlo.
Giulio Dispensieri
