Intervista doppia: Simone e Filippo Maccari ci raccontano il doublete
Allora, famiglia Maccari (ndr: Simone il padre, allenatore del Rinascita Doccia femminile che ha vinto Campionato e Coppa; Filippo il figlio, giocatore dell'Audax Rufina con la quale ha vinto Campionato e Coppa), dove eravamo rimasti? Ripartirei dal 15 aprile, quando avete dichiarato, anche quella volta in coppia dopo la vittoria delle rispettive Coppe, che non avevate tempo per festeggiare e che, casomai, lo avreste fatto dopo l'esito dei rispettivi campionati. Visto com'è andata (vittoria per entrambi), chissà che festeggiamenti!
1 - Chi ha festeggiato di più?
S.: Sicuramente loro, la vittoria della Rufina sul Casentino nello spareggio è stata il coronamento di un campionato molto bello e tirato, oltretutto davanti ad una gran cornice di pubblico. E poi si sa, i giocatori festeggiano più degli allenatori.
F.: Effettivamente la nostra è stata una vittoria molto più sofferta di quella del Rinascita Doccia che, con tutto il rispetto, ha fatto un campionato sempre di testa e sostanzialmente vissuto sul duello col Coiano SL Prato SC.
2 - Chi credeva di più nel doublete?
S.: Credo noi, dopo la vittoria di Prato sembrava fatta, da lì alla fine è stato uno scontro a due, che abbiamo chiuso alla grande. Nelle intenzioni di inizio stagione il campionato era un obiettivo dichiarato, poi la sconfitta col Prato in casa all'andata ci destabilizzò un po', ma da allora abbiamo inanellato un pari e tutte vittorie, quindi ce lo siamo costruito giornata per giornata, ma sempre da protagonisti.
F.: Noi invece non siamo partiti con i favori del pronostico e dopo lo scontro diretto pareggiato col Casentino, sembravamo svantaggiati. Le ambizioni c'erano, ma vincere è sempre complicato, c'erano due o tresquadre forse anche meglio assortite di noi.
3 - Qual è stata la vittoria più difficile fra Campionato e Coppa?
S.: In campionato la gara di ritorno a Prato; in Coppa le abbiamo vinte tutte, anche se in finale abbiamo iniziato prendendo gol dopo pochi minuti, poi abbiamo fatto una gara strepitosa.
F.: A due domeniche dalla fine a Sinalunga, abbiamo vinto 3-0 e quella è stata la molla che ci ha fatto credere allo spareggio. Ma tutto il girone di ritorno è stato di rimonta, siamo stati poco in testa durante tutta la stagione. In Coppa la semifinale col Lebowski vinta ai rigori: in quella gara abbiamo sofferto di più che in finale (ndr; con la Lampo Meridien).
4 - Qual è stato l'elemento determinante delle rispettive vittorie: il gruppo, l'esperienza, un po' di fortuna..
S.: Nel mio caso quasi un po' di tutto, a cominciare dalla società e dallo staff in tutte le sue componenti, anche per aver creduto in me che non avevo mai allenato una squadra femminile. Ma più di tutto il merito è delle ragazze, che sono state determinanti. Fortuna poca, perché abbiamo avuto molti infortuni, tipo quello della capocannoniera che si è infortunata a dicembre ed è rientrata solo per la una partita, quella col Prato dove ha anche segnato un gol; poi quello del portiere e quello di Mani che è mancata a lungo.
F.: Il gruppo senza dubbio. Eravamo 23 ragazzi tutti validi, potevamo fare cambi senza alterare la forza della squadra, l'esempio è il capocannoniere Alex Ceramelli che ha segnato tantissimo durante la stagione ma nello spareggio non ha giocato per infortunio, eppure abbiamo sopperito bene anche a quella importante assenza.
5 - Come si ricomincia la prossima stagione? E' difficile ritrovare gli stimoli dopo un'annata così?
S.: E' tutto da valutare. Calcisticamente sono vecchio , ho molta esperienza, ma prima di tirare le somme e programma il futuro, tengo a sottolineare che la mia stagione non è ancora finita, siamo in lizza per la Coppa Nazionale e quindi potrebbe ancora succedere qualcosa di bello ad arricchire questa stagione magica. Quando sarà finita mi prenderò 10 giorni lontano dal calcio, poi parlerò con la società per valutare il futuro. A me comunque piace stare sul campo, non mi vedo in un altro ruolo.
F.: Per me non sarà difficile, sono ancora giovane, spero di avere ancora tanti anni davanti a me per giocare e, come insegnano quelli bravi: più vinci più aumenta la voglia di vincere. Per me è bello vincere, ma in generale è bello giocare, non ho l'ossessione della vittoria, per cui appena inizierà la nuova stagione, le motivazioni verranno da sole.
Nella foto Filippo e Simone Maccari
