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    Francesco Giuntini riparte da Castellina Scalo con grande entusiasmo

Lo avevamo lasciato sulla panchina della Casolese femminile in Serie C, lo ritroviamo alla guida del Castellina Scalo maschile in Terza Categoria. Si perché Francesco Giuntini, scottato dalla fine dell'esperienza nella società senese dopo le prime due stagioni esaltanti, ha fatto un percorso inverso rispetto a quello di tanti altri suoi colleghi, che dopo aver accettato di misurarsi, pur con un certo scetticismo iniziale, col settore femminile, ne rimangono affascinati e non tornano più indietro.

Per Giuntini invece il feedback non è stato positivo e ha accettato di buon grado di rimettersi in gioco nel maschile, pur ripartendo dalla Terza Categoria, nonostante la sua grande esperienza e i tanti attestati di merito ottenuti, prima della parentesi femminile:

Sono tornato nel maschile con grande entusiasmo. Col mio carattere e le mie abitudini, è stato difficile per me adattarmi al calcio femminile, anche se dovrei conoscerlo perché mia moglie ha sempre giocato a calcio.

Cosa ti ha convinto della proposta del Castellina Scalo?

Il presidente Casprini mi ha illustrato un progetto davvero invitante e mi ha subito convinto. A Castellina Scalo c'è un settore giovanile incredibile che partecipa a tutti i campionati e i principi di gioco che adotterò con la prima squadra saranno adottati a cascata da tutte le categorie, costruendo una vera e propria catena finalizzata a costruire ragazzi per la prima squadra. Un progetto davvero intrigante!

E' la prima volta che ti cimenti con una prima squadra maschile?

Si, è così. Dopo aver smesso di giocare intorno ai 35 anni a Tressa, dove ho ricoperto contemporaneamente anche il ruolo di allenatore, ho trascorso una decina di anni sulle panchine di Colligiana e Poggibonsi, sempre nel settore giovanile, fino agli Allievi Regionali. Poi mi si presentò l'occasione di guidare una prima squadra femminile a Siena e provai. Da lì il passaggio alla Casolese con la scalata esaltante dalla Promozione alla Serie C passando per l'Eccellenza e per due Coppe vinte, fino all'epilogo di inizio anno, dopo un girone di andata più che dignitoso. Dopodichè ho sentito l'esigenza di voltare nuovamente pagina e tornare nel calcio maschile.

Non solo allenatore di club nei primi 10 anni da mister, ma anche tante altre esperienze formative..

Infatti. Ho lavorato con Atalanta ed Empoli, in particolare con la squadra bergamasca ho collaborato in occasione di alcuni Camp tenuti dall'ex portiere della Lucchese Davide Quironi, nei quali mi occupavo dei giocatori di movimento. E poi ho partecipato a un master universitario per la gestione delle società sportive. Ma ora solo felice di ripartire dalla Terza Categoria con un progetto ambizioso.

Cosa ti aspetti dal campionato?

Cerchiamo di fare bene e raggiungere almeno i play off, anche se ci sono altre squadre che partiranno da favorite. Noi speriamo di essere gli outsider! Avrò un gruppo di ragazzi giovani con 4 o 5 elementi esperti della squadra dell'anno scorso, che ha disputato la finale play off. Il campo ci dirà il nostro valore.

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