Calcio e liberta', la storia di Fatima Haidari approda al Tegoleto
E' arrivata nei giorni scorsi a Tegoleto Fatima Haidari, capitana dell'Afghan Women United e nuova protagonista della squadra biancorossa, neopromossa nel campionato di Eccellenza Femminile. Classe 2001, attaccante, Fatima porta con sé una storia di calcio, coraggio e libertà: costretta a lasciare la patria dopo il ritorno al potere dei talebani nel 2021, dopo aver vinto con la sua squadra (Herat) il campionato di calcio nazionale, aggiudicandosi il titolo di miglior giocatrice di calcio di tutto il Paese per il terzo anno consecutivo, ha continuato a giocare e a rappresentare le donne afgane.
“Sono in Italia da quasi cinque anni e sono calciatrice della Nazionale dell'Afghanistan. Gioco a calcio da quando avevo 12 anni e ho sempre amato questo sport che è la mia passione. Nel mio paese durante la repubblica,quando si poteva giocare, ho militato nella squadra della mia città e sono stata anche convocata ed ho giocato nella nazionale. Questo fino al 2021 ma quando sono venuti i talebani al potere, alle donne non è più stato consentito giocare a calcio e rappresentare i colori dell'Afghanistan né dentro né fuori dal paese.”
Come sei riuscita ad uscire dall'Afghanistan?
“Purtroppo per le donne non c'era modo di uscire dal paese senza un uomo o senza la famiglia e sono dovuta scappare da sola, lasciando la famiglia là perché non volevo metterla a rischio.”
Al suo arrivo in Italia, Fatima è andata a giocare a Firenze nel Centro Storico Lebowski che militava in Serie C, e successivamente nella squadra pistoiese della Worange e in quella pratese del Chiesanuova. Nel corso di questa estate è arrivato il suo trasferimento nella provincia di Arezzo. Come è nata la scelta di andare a giocare a Tegoleto?
“Mi sono piaciute l'organizzazione della squadra, la serietà del progetto e il fatto che in squadra ci siano molte ragazze giovani, anche più di me. Sono convinta che sia una bella opportunità per crescere e per la mia carriera e un'esperienza molto importante.”
(fonte: teletruria.it)