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Juniores Regionali GIR.Elite - Giornata n. 10

Floriagafir Bellariva-Pontassieve 4-2

FLORIAGAFIR BELLARIVA: Prelashi, Nahi, Benvegnu, Soliman, Mosconi, Lenzi, Ermini Polacci, La Greca, De Simone, Labiad, Serrini. A disp.: Raggi, Fanticelli, Agnoloni, Gashi, Gori, Benucci, Buiani, Galietta, Alighieri. All.: Bertuccio Marco
PONTASSIEVE: Biagioli, Francalanci, Conti, Urbinati, Misuraca, Rosetti, Fibbi, Paolieri, Tesi, Rossi, Luzzi. A disp.: Sderci, Bonini, Mati, Brogi, Macheda, Baggiani, Carlucci, Piccioli, Unitulli. All.: Marchionni Marco
ARBITRO: Vincenzo Garufi di Firenze
RETI: 24' Nahi, 40' La Greca, 46' Fibbi, 50' Benvegnu, 62' rig. Rossi, 87' Benucci
In quella commedia che così commedia non è Giuditta (non è un nome perfetto per un diavolo maschio?) rivolge a don Maurizio, il prete esorcista innamorato della Sandrelli (l'assoluzione avrebbe dovuto essere automatica: per innamorarsi della Sandrelli basta aver visto mezza volta Divorzio all'italiana), una domanda precisa. A don Maurizio, l'esorcista, Giuditta chiede: «Quanto può durare un momento?». Per la Floriagafir un momento dura venticinque minuti, tanti ne passano tra il 3-2 di Matteo Rossi e il 4-2 finale di Benucci; ed è un (lungo) momento in cui preoccuparsi è lecito: all'improvviso il Pontassieve vede concreta la possibilità di pareggiare, e a una decina di minuti dalla fine, quando quel momento sta quasi per concludersi, costruisce un'occasione pulita. Non la sfrutta Fibbi, non la sfrutta perché il pallone esce d'una spanna poco più; e su quella spanna gira una partita che nel primo tempo non aveva fatto intravedere una ripresa così annodata. Senza farsi prendere dalla frenesia cui avrebbe potuto indurla la difesa bassissima del Pontassieve, all'apparenza inscalfibile, la Floriagafir infatti spezza l'equilibrio non appena trova l'episodio giusto: lo crea Nahi Guelasseh (è la conferma che essere intervistati a Calciopiù on air porta bene), che calamita un traversone rinviato dal Pontassieve verso la trequarti, avanza e calcia nell'angolo basso alla destra di Biagioli. L'1-0 galvanizza la Floriagafir, che a cinque minuti dalla pausa raddoppia: è ferma, troppo ferma la retroguardia del Pontassieve sul calcio d'angolo di Mosconi, tanto ferma da non essere in grado d'opporsi a La Greca, che approfitta della mancata uscita di Biagioli e di testa gira il pallone in porta. Il 2-0 sembra assicurare il successo alla Floriagafir, che però si vede avvicinare alla prima azione della ripresa: stavolta troppo ferma è la sua retroguardia, che non rinvia il pallone schizzato sulla faccia interna d'entrambi i pali dopo il tiro di Conti, e consente a Fibbi di ribadirlo in porta. Per cercare l'assalto il Pontassieve, la cui struttura Marchionni aveva modificato lasciando negli spogliatoi Tesi e Luzzi per inserire Mati e Piccioli, ora vede squadernarsi davanti l'intera ripresa, calcolo da ricalibrare subito: la Floriagafir impiega appena quattro minuti per riportare a due le reti di vantaggio, stavolta per merito di Benvegnu, che dalla trequarti calcia sul secondo palo una punizione mal interpretata da Biagioli sia prima (niente barriera) sia dopo l'esecuzione. Dall'episodio il Pontassieve non si lascia condizionare, lo dimostra lo spirito con cui Piccioli sfida Mosconi a una gara di velocità in prossimità dei venti metri: segue un contatto, punito da Donzelli col rigore che Matteo Rossi trasforma nel 3-2 (62'). È lui, una ventina di minuti più tardi, nel momento (quanto può durare?) di maggior pressione del Pontassieve, a calciare l'angolo che tagliando sul primo palo Fibbi non riesce a correggere verso lo specchio. Quello dell'altra porta lo trova invece Benucci, che a tre minuti dalla fine viola l'area di rigore per ricevere il pallone servito a rimorchio da Serrini: segue, scoccato col mancino, il diagonale che vale il 4-2, e che pone fine a un momento durato tantissimo.
Calciatoripiù: la dinamica che li porta a segnare una rete ciascuno dimostra che Nahi Guelasseh e Benvegnu, i due centrali della Floriagafir, hanno risposto benissimo all'invito di Bertuccio, che alla solidità difensiva aveva chiesto d'abbinare il temperamento da leader.
esseti
Fratres Perignano-Affrico 0-1

FRATRES PERIGNANO: Calloni, Gentile, Chiarini (3), Pirrone, Celi, Silvestri M., Oliva, Ben Toraa, Riccomi, Pucci, Falleni. A disp.: Mazzetti, Lepri, Gazzarrini, D Angelo, Mecacci, Karaj, Colangelo, Silvestri Y. . All.: Lucarelli Massimo
AFFRICO: Lombardi, Giannoni, Agosti, Palazzini, Shehade, D Onofrio, Biba, Sciulli, Fuccini, Donigaglia, Termini. A disp.: Mugnaini, Bahry, iania, Gianassi, Borgheresi, Nutini, Tinelli, Nunziati, Russo. All.: Gori Filippo
ARBITRO: Fabio Bocca di Lucca
RETI: 66' Biba
Un capitolo no, sarebbe troppo, ma nella storia gloriosa dell'Affrico qualche pagina scritta bene l'impresa di Perignano se la merita. Se la merita perché già vincere in casa della capolista (0-1, decide Biba a metà ripresa), e detronizzarla, è un passaggio che connota una stagione: la vittoria si trasforma in un trionfo se ci s'aggiunge l'inferiorità numerica per molto più di un'ora. Corre infatti il 20' quando, ultimo dei suoi per evitare l'eventuale ripartenza del Fratres Perignano su un calcio d'angolo, Giannoni controlla male il pallone respinto dalla difesa avversaria, se lo fa portar via da Pucci e riesce a interromperne la progressione solo quando l'area di rigore s'è fatta vicinissima; il problema è che la interrompe fallosamente, e dunque - chiara l'occasione da rete: posizione centrale, porta vicina, pallone in possesso, solo Lombardi come ostacolo - Bocca non può che decretare un'espulsione pesante. Con un altro allenatore la sbandata sarebbe stata probabilissima, e invece Gori (mai scordarselo: un anno e mezzo fa si prese lo scudetto con una squadra sì fortissima, ma fortissima anche perché la guidava lui) è qui che vince la partita: su sua indicazione l'Affrico s'abbassa per non lasciare spazio alle proprie spalle, e per tutto il primo tempo concede una sola occasione, che senza troppo faticare Lombardi neutralizza a Riccomi. È quasi inevitabile che si vada alla pausa senza sussulti, e che al riavvio la tribuna s'attenda la pressione crescente del Fratres Perignano: sorpresa, come col Forte dei Marmi è il momento del blackout. Le punte non trovano spazi, la mediana si scopre imprecisa; così l'Affrico prende coraggio. Al quarto d'ora, imbeccato da un filtrante di Shehade che aveva calamitato un angolo respinto e aveva spedito il pallone rasoterra di nuovo in area di rigore, D'Onofrio (Simone Sommani para col piede) fa le prove del vantaggio: dieci minuti più tardi lo segna Biba, che sugli sviluppi d'una situazione nata allo stesso modo (Palazzini alla bandiera, pallone rinviato) opta per la soluzione personale e da una ventina di metri sferra un mancino formidabile, in porta con l'aiuto del palo. Allo 0-1 che gli costa il primato il Perignano reagisce malissimo: fino al recupero non riesce a creare occasioni per il pari, e anzi rischia tanto su un altro mancino, stavolta di Borgheresi, che dopo la sterzata da destra chiama Simone Sommani a una parata non banale. A questa s'aggrappa il Perignano per tenere la partita aperta fino all'ultimo istante, quello che s'esaurisce con la punizione di Pucci respinta dalla barriera e, sulla ribattuta, la volée di Marco Silvestri dalla parte sbagliata del palo lontano. L'Affrico, che per come ha interpretato la ripresa vede lo 0-1 quasi stretto, prende fiato ed esulta: rispetto a quella da San Giuliano, stessa provincia e umore opposto, la strada di ritorno da Perignano non ha neppure una curva.
Calciatoripiù: Simone Calloni
(Fratres Perignano), Termini (Affrico).
esseti
Fucecchio-Maliseti Seano 1-1

FUCECCHIO: Lazzeri, Carfagna, Fanteria, Mazzoni, Squarcini, Berhoxha, Ciardelli, Cardini, Diviggiano, Ciampi, Di Donfrancesco. A disp.: Gori, Donzelli, Bartoli F., Matteoli, Panicucci, Cerri, Morelli, Gatto . All.: Roncucci Federico
MALISETI SEANO: Hancu, Barlumi, El Amri, Micheloni, Monti, Osmenaj, Belli, Demiri, Ruggiero, Sarno, Petracchi. A disp.: Mura, Gurra, Libiu, Marinozzi, Mema, Quispe Flores, Serra, Varrosi. All.: Masi Jacopo
ARBITRO: Filippo Bertoloni di Prato
RETI: 16' Ciardelli, 19' Monti
È inconfondibile il sapore dell'occasione persa. Nonostante il vantaggio al quarto d'ora il Fucecchio si fa raggiungere quasi subito, e non riesce ad approfittare della rivoluzione in testa alla classifica (è uno degli insegnamenti più noti del Trono di Spade: il caos è una scala). L'1-1 che strappa dal Corsini il Maliseti lo conserva nella scatola delle cose preziose, sia perché l'ha ottenuto in rimonta, sia perché si confrontava con un avversario che, anche se in casa fatica più del previsto (nove i punti in sei partite), si conferma ricco di talento, sia perché il Pontassieve perde, il Casentino perde, la Pietà perde, il Ponsacco perde, il Bibbiena perde e quando si lotta per salvarsi anche un punto torna buono. Le due squadre ne prendono uno a testa per via di ciò che accade subito dopo il quarto d'ora: da fuori area Ciardelli illude il Fucecchio, il Maliseti pareggia dopo tre minuti sull'angolo che Monti Guarnieri corregge in rete. Lo aveva calciato Sarno, che nel finale di tempo punta al bis premiando l'inserimento d'El Amri (pallone fuori di poco) e che poco prima aveva cercato la porta su una punizione che Petracchi gli aveva toccato, e che la barriera sporca in angolo. Dopo la rete del pari sono le uniche occasioni nelle quali il Maliseti s'avvicina alla porta di Lazzeri: segue infatti una ripresa nella quale s'apprezza soprattutto il modo in cui Masi cura la fase difensiva. Esito inevitabile considerate le differenze nella qualità complessiva e nelle ambizioni delle due squadre, dopo la pausa infatti il Fucecchio comincia ad attaccare e a non concedere agli avversari neppure una ripartenza; la manovra però incontra un limite insuperabile nel ritmo troppo basso, e l'assenza d'accelerazioni facilita la difesa del Maliseti bravo a compattarsi e ad allontanare il pallone prima che possa diventare un pericolo per Hancu. Si capisce perché l'1-1 è poco meno d'una vittoria: davanti c'era una big, e le rivali dirette si stanno muovendo pianissimo.
Calciatoripiù: Donzelli
(Fucecchio), Osmenaj (Maliseti).
Lampo Meridien-Casentino Academy 3-0

LAMPO MERIDIEN: Pinzani, Noka, Damiani, Vannini, Faratro, Lucarelli, Nikaj, Gokaj, Bellesi, Califano, Febbe. A disp.: Mariotti, Fiori, Garzi, Gega, Baldini, Musumeci, Bettaccini, Pellegrini, Di Lorenzo. All.: Giorgetti Mirko
CASENTINO ACADEMY: Borghini, Nocentini, Cantore, Dini, Checcacci M., Fiacchini, Fetai, Renzetti C., Di Donato, Pollio L., Chianucci. A disp.: Pollio F., Renzetti B., Dei, Boschi, Martini, Manni, Orlandi U., Hamdaweihi, Camara. All.: Forciniti Alessandro
ARBITRO: Manuel Erriquez di Firenze
RETI: 15' Gokaj, 19' Febbe, 32' Nikaj
Certe partite contano doppio, o forse di più. Battendo il Casentino Academy la Lampo Meridien, che alla vigilia ne temeva il sorpasso, lo spinge lontano, a quattro punti: uno in più è distante la Lastrigiana terzultima, la squadra sulla quale al momento si fanno i calcoli per la salvezza. È l'obiettivo stagionale d'entrambe le contendenti: lo è della Lampo, che dopo la rivoluzione d'estate punta a raggiungerla con meno affanno dell'anno scorso; e lo è del Casentino, che tiene in gran pregio i nove punti conquistati nelle prime cinque partite, alle quali sono seguite altrettante sconfitte. La quinta matura già al quarto d'ora, non appena la Lampo comincia ad attaccare dopo aver iniziato contratta e concesso un po' di spazio agli avversari (nessun pericolo comunque per Pinzani): è statica, troppo statica la difesa sull'angolo che calcia Lucarelli e che finisce in porta dopo il colpo di testa di Gocaj. Dello svantaggio il Casentino subisce il contraccolpo emotivo, e il malumore gli fa abbassare il baricentro, situazione che la Lampo sfrutta subito: dall'1-0 non sono trascorsi neppure cinque minuti nel momento in cui Califano strappa a sinistra, si libera in dribbling, raggiunge il fondo e scarica per Febbe, che controlla e calcia in porta il pallone del 2-0. Un po' si lamenta il Casentino Academy per un possibile fallo all'inizio dell'azione, così come per lo stesso motivo si lamenta alla mezz'ora quando dal limite dell'area di rigore Nikaj imbulletta il pallone sotto l'incrocio. Nessuno però può negare che il vantaggio ampio la Lampo lo merita: la terza rete sarebbe arrivata in anticipo se Borghini non si fosse esaltato su Febbe e su Bellesi, che poco prima aveva calciato dritto sul palo. Di fatto nessuno può dire niente del 3-0, maturato in poco più d'un terzo e intatto anche nella ripresa nonostante l'inferiorità numerica cui Erriquez costringe la Lampo espellendo Musumeci (severissima la seconda ammonizione, per perdita di tempo; e non è l'unico motivo di protesta: di lì a poco Febbe si vede annullare la doppietta per un fuorigioco dubbio); resta intatto perché Pinzani replica attento a Fetai, liberato al tiro dalla combinazione con Chianucci, e a Christian Renzetti, e perché anche con la squadra in nove (si ferma Febbe a cambi finiti) la difesa contiene le accelerazioni di Camara. Dunque per la prima volta in campionato la Lampo, che ritrova il successo interno a più di due mesi da quello che finora era l'unico (2-0 al Pontassieve nella giornata d'esordio), esce senza aver subito reti: è una statistica che in certe partite conta doppio, o forse di più.
Calciatoripiù: Califano, Nikaj
(Lampo Meridien), Fetai e Camara (Casentino Academy).
esseti
Lastrigiana-Forte Dei Marmi 2015 1-1

LASTRIGIANA: Glielmi, Gomma, Maxharri, Finelli, Manescalchi, Fenza, Grevi, Giotti, Bindi, Pezzano, Canale. A disp.: Pratolini, Mancini, Aldighieri, Gracci, Fe, Sollazzi, Burroni, Pieragnoli . All.: Mollica Alessandro
FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Manfredi, Curcio, Fommei, Borghini, Darzeza, Torcigliani, Passalacqua, Spadoni, Anghele, Frandi. A disp.: Musetti, Rami, Bertelloni, Ceru, Marcellusi, Pillon, . All.: Tedeschi Davide
ARBITRO: Alessandro Farina di Arezzo
RETI: 54' Pezzano, 78' Frandi
Dopo la batosta, un pareggino. Finisce 1-1 l'incontro tra la Lastrigiana e il Forte dei Marmi, che nello scorso turno (differenti le posizioni di classifica) avevano subito le goleade di Sestese e Sporting Cecina. L'avvio mostra che la settimana non ha smaltito tutte le scorie: a lungo il match risulta spezzettato, molti i falli, poco gioco, per tutto il primo tempo nessuna occasione da rete. Il Forte dei Marmi s'affida soprattutto a Spadoni, che però non riesce mai a impensierire Glielmi: è inevitabile che, dopo un minuto di recupero, si va negli spogliatoi sul risultato di 0-0. Il secondo tempo è decisamente più vivo, la partita si anima subito. Al 54' la Lastrigiana passa in vantaggio imbastendo un contropiede su un corner non sfruttato dal Forte dei Marmi: Grevi scappa via sulla sinistra e con un perfetto cambio di gioco trova Pezzano, che davanti a Dazzi resta freddo quanto basta per incrociare il pallone sul secondo palo. L'1-0 spacca la partita, che ora vive di fiammate da una parte e dall'altra. Al 60' il Forte Dei Marmi protesta con Farina per un episodio più che sospetto in area di rigore: protagonista ne è Spadoni, che aveva recuperato il pallone in pressione offensiva e che era finito a terra su un tackle duro, irregolare a quanto si vede in tribuna; non così la pensa l'arbitro, che non fischia il calcio di rigore. Dunque si resta sull'1-0, parziale che a un quarto d'ora dalla fine la Lastrigiana prova a raddoppiare: Grevi scappa nuovamente alla difesa avversaria, conduce il pallone fino alla metà campo e poi imbuca per Burroni, che grazie al fisico tiene botta alla marcatura e calcia verso lo specchio, ben protetto da Dazzi in uscita. È un episodio che conta: il Forte dei Marmi si lancia all'attacco e al 78' pareggia grazie a Frandi, che ai venticinque metri calamita un rimpallo e calciando al volo spedisce il pallone sotto la traversa. È una rete splendida, che lascia tutti senza parole sia in campo sia fuori. Ripristinato l'equilibrio, entrambe le squadre cambiano qualcosa per cercano di vincere la partita. La Lastrigiana si rende nuovamente pericolosa con Grevi, che da buonissima posizione dopo un'azione prolungata non inquadra la porta (82') Il Forte dei Marmi replica alla fine del recupero: dopo un'ottima partita Finelli commette un fallo che vale a lui la seconda ammonizione e alla Lastrigiana il pericolo che deriva da una punizione dal limite dell'area. L'esecuzione però resta senza esito, e dunque è di 1-1 il punteggio della partita quando Farina le pone fine. Il pareggio, che rispecchia bene l'andamento complessivo (primo tempo noioso, ripresa bellissima), è giusto.
Calciatoripiù: Spadoni è il pilastro centrale del Forte dei Marmi, tutte le azioni migliori passano da lui, manda in crisi la difesa avversaria e dimostra grande qualità nello stretto; Frandi trova l'eurogol che vale un punto prezioso dopo una settimana difficile; il migliore della Lastrigiana è Grevi, che si prende il merito di buona parte del gol del vantaggio, risulta imprendibile per la difesa avversaria e con l'ennesima grande prestazione si conferma punto fermo della propria squadra.
Mattia Fiesoli
San Giuliano-Mobilieri Ponsacco 4-0

SAN GIULIANO: Raugi, Matteini, Galletti, Di Martino, Antoni, Mazzoncini, Lovo, Dessi, Esposito, Papini, Cortopassi. A disp.: Picchi, La Monica, Buselli, Lila, Tarantini, Cecchini, Di Ciolo, Hoxha C., Ruberti. All.: Nuti Fabrizio
MOBILIERI PONSACCO: Becherini, Messerini, Biondi, Cavallini, Gurabardhi, Cogliano, Cappello, Silvi, Bianchi, Kapllani, Landi S.. A disp.: Matassi, Landi A., Guidi, Esosa, Tuntoni, Viviani, Nesti, Viviani. All.: Vuono Stefano
ARBITRO: Lorenzo Calise di Piombino
RETI: 20' Cortopassi, 32' Papini, 49' Papini, 65' Antoni
C'era un tempo in cui il Ponsacco pareggiava sempre, e di quei pareggi quasi si rammaricava. Ora quel tempo lo rimpiange: da quando, finito il primo mese, ha smesso di pareggiare, ha vinto una volta soltanto (0-2 alla Pietà per Ognissanti) e ha perso cinque. La quinta sconfitta gliela infligge il San Giuliano, cui dopo un avvio complicato (ma andò così anche l'anno scorso) Nuti è riuscito a imprimere lo spirito giusto: lo rimarcano le tre vittorie nelle ultime quattro giornate e in questa partita l'ottimo approccio, che dopo l'illusione rappresentata dal tiro di Bianchi (la difesa rimpalla, 3') costringe il Ponsacco ad arretrare. La pressione comincia a generare episodi, e gli episodi occasioni: la prima il San Giuliano non la sfrutta, perché Becherini s'esalta sia sul rigore di Tommaso Esposito (Calise aveva punito un fallo di mano di Gurabardhi) sia sulla ribattuta; la seconda sì: è superlativa ed efficacissima la giocata con cui, pescato a sinistra dall'apertura di Matteini, che degli undici è il terzino destro, Cortopassi controlla il pallone e in diagonale lo calcia all'angolo. Lo svantaggio spezza il morale del Ponsacco, che alla mezz'ora sprofonda: sul filtrante d'Antoni, regista sublime, segna Tommaso Papini, che spacca a metà la difesa avversaria e scaraventa il pallone sotto la traversa. La rete, la seconda stagionale (nella ripresa arriverà la terza), non gli basta: è lui a calciare l'angolo con cui si chiude il primo tempo, quello sul quale Galletti stacca smarcato e di testa manda il pallone a rimbalzare prima sulla traversa e poi sulla linea di porta. Per il 3-0 il San Giuliano ha bisogno di scavalcare la pausa: lo segna, inarrestabile, Tommaso Papini, che cambiando passo s'accentra da sinistra e col destro battezza l'angolo giusto. Come nel primo tempo il pallone glielo aveva servito Antoni, che alla fine del terzo quarto si toglie un'altra soddisfazione enorme: è lui, da fuori area, a sferrare il tiro che vale il 4-0. Nuti sorride, e non solo per la classifica finalmente positiva: con tutto questo talento a disposizione la stagione s'è rasserenata.
Calciatoripiù
: forte di qualità tecniche impressionanti, Antoni manda due volte in porta Tommaso Papini (San Giuliano) e sigilla la partita con la rete del 4-0.
esseti
Sporting Cecina-Bibbiena 4-1

SPORTING CECINA: Sommani, Ricciardi, Zazzeri, Cerri, Sala, Lega, Castelli, Manetti, Londi, Tei, Dragone. A disp.: Bendinelli, Lucido, Sola, Battini, Dardar Y., Dardar E., Gabriellini, . All.: Magri Alessandro
BIBBIENA: Santini, Ferrini, Luca, Vignali, Zavagli, Moncini, Renzetti, Vella, Giorgioni, Bandelloni, Bimbocci. A disp.: , Chiti, Jallow, Biondini, Cappuccini, Goretti, Gentile, Paolini, Bonelli. All.: Regina Alessandro
ARBITRO: Alessandro Luca Maretti di Grosseto
RETI: 8' Manetti, 20' Tei, 41' Cerri, 66' Tei, 73' Bonelli
La prima volta sorprende, la seconda sorprende, la terza non sorprende più. In tutta la Toscana nessuno sussulta quando sente che lo Sporting Cecina ha vinto la terza partita di fila, e che con le quattro rifilate al Bibbiena (si sa, in casa è in un modo e fuori in un altro) ha portato a quattordici le reti segnate a novembre: ormai è un mantra, Magrì aveva soltanto bisogno d'un po' (pochissimo per la verità) di tempo e d'un calendario meno crudele per far adattare una squadra ricca di talento ma giovanissima a un campionato così complicato, nel quale talvolta ci si deve confrontare con squadre tanto più mature. Una di queste è il Bibbiena, che tra i titolari non schiera 2008 (sette invece per lo Sporting Cecina in aggiunta a un 2009, il portiere Simone Sommani chiamato a sostituire Bendinelli, che ritrova la panchina, e Bertoli) e che però già all'8' si trova in svantaggio: segna Manetti, che dalla trequarti sinistra azzecca il diagonale buono. In pedana lo aveva invitato Tei, che al 20' dopo aver ricevuto il pallone nel cerchio centrale costruisce da solo la rete del raddoppio: la serie di finte gli consente di liberarsi di tre avversari e di lasciar partire un tiro secco, in porta con l'aiuto del palo. Sotto 2-0, per provare a riaprire la partita il Bibbiena ha bisogno d'una delle poche incertezze della difesa avversaria: rischia Lega, rischia azzardando all'indietro un colpo di testa col quale chiede a Simone Sommani d'intervenire in tuffo per evitare l'autorete (35'). Resta un episodio circoscritto: lo Sporting Cecina torna ad attaccare e si porta di nuovo al tiro con Dragone, che da posizione splendida calcia debole. Con un tocco di prima a prolungare il lancio di Zazzeri lo aveva servito Londi, sul cui piede cento secondi più tardi Ricciardi da destra fa scendere un altro pallone perfetto: non altrettanto perfetta è la spaccata da distanza ravvicinatissima. Non va a buon fine neppure l'azione successiva, identica nello sviluppo, nell'esito e in metà degli interpreti: è lo stesso il crossatore (lo ispira Dragone), non lo stoccatore, stavolta Zazzeri. Il riscatto è immediato: è lui a battere la rimessa laterale che, respinta con affanno dalla difesa, consente a Cerri di coordinarsi e col collo esterno di trovare l'angolo (41'). È, magnifica, la rete del 3-0, parziale che il Bibbiena rischia di veder peggiorare subito: l'ipotesi la cancella Santini, che neutralizza l'ultima azione del primo tempo opponendosi a Dragone, al tiro dopo uno stop volante sul lancio profondo di Zazzeri. Segue la pausa, cesura solo formale d'una partita nella quale lo Sporting Cecina continua a giocare un calcio stellare; tra il 50' e il 55' il joystick porta a calciare prima Londi (alto di poco, ottimo Manetti a ispirare) e poi Tei, cui la progressione mancina di Zazzeri spalanca la porta, di nuovo ben protetta da Santini. Di una sua parata non c'è bisogno per neutralizzare nessuna delle due occasioni successive, protagonista diretto o meno sempre Tei prima con una punizione alta di poco, poi vertice del triangolo chiuso a lato dalla volée di Londi. Come nel primo tempo per la rete basta soltanto aspettare, e come nel primo tempo segna Tei, che raccoglie il tiro di Battini (lo aveva liberato Cerri) sbattuto prima su un palo e poi sull'altro, e da due metri trova la porta (66'). È il 4-0, intatto solo sette minuti, allo scadere dei quali il Bibbiena accorcia: col mancino segna Bonelli, servito all'indietro dallo scarico di Biondini sceso fino al fondo. È una delle poche occasioni che lo Sporting Cecina, di nuovo pericoloso con una serpentina di Londi in area di rigore (Santini para in angolo il tocco anticipato con la punta del piede), concede: se ne registra giusto un'altra allo scadere, una punizione laterale con la quale il mancino d'Alessio Gentile cerca la porta e trova Simone Sommani. C'è anche lui, il più giovane di tutti, tra i protagonisti d'una vittoria che non sorprende, e che genera una classifica dalla quale ora lo Sporting Cecina si fa ingolosire.
Calciatoripiù: Cerri, Manetti, Tei, Zazzeri, Ricciardi
(Sporting Cecina), Santini e Bonelli (Bibbiena).
Pieta 2004-Sestese 0-3

PIETA 2004: Mammoli, Pareti, El Hariri, Pitronaci, Marseo, Vannuzzi, Ciaschi, Rayyad, Marzullo, Giraldi, Mari M.. A disp.: Bragetta, Cocci, Mbaye, Frati, Gori A., Rrapaj, Salvadori, . All.: Zambello Marco
SESTESE: Fantini, Papucci, Scarpelli, Menchetti, Gaffarelli, Chelli, Patrignani, Zei, Verzicco, Bravi, Pomponio. A disp.: Tabani, Athuman, Biscardi, Cesarano, Ferro, Gusciglio, Napolitano, Nesti, Pecori. All.: Rossi Alessandro
ARBITRO: Francesco Marini di Empoli
RETI: 11' Verzicco, 31' Zei, 43' Patrignani
Né Denzel né John Washington avrebbero potuto viaggiare nel tempo così bene. Senza bisogno di Biancaneve o d'un tornello in un freeport, la Sestese torna dov'era sei mesi fa, e dove nell'ultimo bimestre s'era ritrovata una volta soltanto: prima, da sola. Dopo lo spreco di Pontassieve, era impensabile vederla di nuovo perdere l'occasione concessa dalla sconfitta interna del Fratres Perignano, che già caduto col Forte dei Marmi stavolta replica contro un Affrico agguerritissimo: lo 0-3 sulla Pietà, che dopo un buon avvio di stagione perde per la quarta volta in cinque turni e d'improvviso vede la zona incandescente lontana tre punti appena, vale il sorpasso al comando. Come contro la Lastrigiana, già alla pausa si capisce che la partita è finita, perché come contro la Lastrigiana la Sestese passa alla prima occasione: dieci giorni fa le bastarono sette minuti, stavolta gliene servono quattro in più per incunearsi nelle incertezze della squadra avversaria, rese concrete dalla punizione che sulla trequarti difensiva Vannuzzi batte centrale e orizzontale, e che intercettando il pallone Zei trasforma in un'azione d'attacco, alimentata dallo sprint e chiusa dallo scarico a rimorchio per lo 0-1 di Verzicco. In svantaggio quando ancora la partita doveva iniziare e subito costretta a rinunciare a Girardi, che calciando in porta aveva sentito tirare un muscolo e aveva chiesto il cambio, la Pietà deve rivoluzionare il proprio approccio: non ha più senso aspettare la Sestese, che cerca di ribaltare rapidamente il fronte con i lanci di Fantini e di Chelli per gli attaccanti (ce n'è una marea: oltre a Zei, Alessandro Rossi schiera insieme Pomponio, Verzicco, Menchetti e Patrignani). Ora occorre fare la partita: ci prova Vannuzzi, che desideroso di riscattare la leggerezza costata carissima viola da destra l'area di rigore e cerca la porta (esecuzione centrale, Fantini replica bene), e ci prova Pareti, che chiude una sovrapposizione laterale con un traversone teso sul quale Marcus Mari arriva in ritardo. Tutta questa gentilezza sottoporta non ce l'ha la Sestese, che per allungare s'affida di nuovo a uno strappo di Zei: è lui, altissima la difesa avversaria nel tentativo di tenere compatti i reparti in fase d'attacco, a ingaggiare un duello in velocità con El Hariri, lui a nascondergli il pallone dopo aver trascinato l'azione in area, infine lui a calciare (non bene; ma Mammoli, che pure indovina l'angolo, interviene soltanto quando il pallone è entrato) e a trasformare il rigore del raddoppio. Sotto di due reti, ormai rassegnata a rinviare di nuovo una vittoria che le manca del 4 ottobre (fu 2-0 col Forte dei Marmi), la Pietà prova quantomeno a non perdere, e per non perdere a dimezzare lo scarto: non ce la fa per l'opposizione della sorte, che spinge sul palo il pallonetto di Vannuzzi favorito dalla respinta corta di Fantini sulla punizione d'El Hariri. Più cinica, di nuovo, è la Sestese, perché la punizione che conquista sulla trequarti (fallo di Rayyad) la massimizza subito: certo, viene tutto più facile quando in pedana si porta Gaffarelli, il cui traversone forse sporcato o forse no Patrignani prolunga e trasforma nello 0-3. È il 43', la pausa a due metri, altissimo il muro che la Pietà deve scavalcare: dallo spogliatoio escono comunque scale buone, quelle che consentono a Vannuzzi di liberarsi a destra e prima cercare la porta (reattivo Fantini), poi disegnare un traversone teso sul quale, scelta inspiegabile, nessuno dei compagni taglia. Se ci s'aggiungono lo spunto di Frati murato da Chelli & co. e le due parate di Fantini prima su Ciaschi (aveva prolungato sul secondo palo una punizione d'El Hariri) e poi su un traversone di Pareti diventato pericoloso dopo una deviazione, si capisce perché la Pietà si rammarica di non essere riuscita neppure a dare l'impressione di poter riaprire la partita. Resta intatta la sensazione che anche una rete non avrebbe messo in discussione il successo della Sestese: non c'è bisogno di viaggiare nel tempo per ricordarsi quanti sono i colori di quella coccarda che sfoggia sul petto.
Calciatoripiù
: con una prova di grande abnegazione, che insieme a Ciaschi lo rende il migliore della Pietà, Vannuzzi fa dimenticare la scelta sbagliata con cui avvia l'azione della rete di Verzicco. Di fatto la partita gira già qui: si sa quant'è difficile segnare alla Sestese, la cui difesa (Chelli la governa splendido) è la migliore dell'élite.
esseti