Floriagafir Bellariva-Sestese 3-1
FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Nahi, Benvegnu, Fanticelli, Mosconi, Lenzi, Ermini Polacci, La Greca, Labiad, Benucci, Serrini. A disp.: Prelashi, Soliman, Agnoloni, Gashi, Buiani, Galietta, De Simone, Gori, Giannone. All.: Bertuccio Marco
SESTESE: Tabani, Napolitano, Scarpelli, Papucci, Gaffarelli, Chelli, Patrignani, Nesti, Verzicco, Zei, Menchetti. A disp.: Giorgetti, Riboli, Cesarano, Ferro, Gusciglio, Pomponio, Athuman, . All.: Rossi Alessandro
ARBITRO: Daniele Mescoli di Firenze
RETI: 14' Ermini Polacci, 32' Labiad, 66' Chelli, 95' Giannone
Quattro gol, due bandierine divelte, un rigore indecorosamente gettato nel cestino, ben dieci minuti di recupero oltre il novantesimo ma soprattutto tre punti conquistati con pieno merito da una Floriagafir operaia, dedita al sacrificio ma anche rapidissima nel dettato del contropiede e cinica nei momenti chiave. Unito alla contemporanea sconfitta casalinga del Perignano nel derby col Ponsacco e al successo formato poker del Forte Dei Marmi sul terreno del Casentino Academy, questi ingredienti riaccendono una corsa al vertice che vede coinvolte pure un Affrico incapace di far bottino pieno sul sintetico della pericolante Lastrigiana e ovviamente la Sestese di Alessandro Rossi, che pur uscendo sconfitta 3-1 dal Grazzini non perde la testa della classifica. Anche se è troppo presto per parlare di svolta, questa dodicesima giornata di campionato si candida a rimanere uno dei momenti salienti di questa stagione. Grande merito va alla formazione di Marco Bertuccio, che imponendo la propria legge anche alla prima della classe ha colorato di bianco e d'azzurro il cielo di quest'ultimo sabato di novembre. Recrimina ( e come dargli torto) Alessandro Rossi. Pur esprimendosi anche in questa occasione a buoni livelli, la sua Sestese è incappata nella tipica giornata storta. Poco le si può rimproverare. Anche se la Floriagafir, granitica in fase difensiva e assai combattiva in mediana, ha reso la vita difficile agli attaccanti avversari, la Sestese è riuscita a costruire un buon numero di occasioni che non si sono tradotte in gol solo grazie alla strepitosa prestazione di un Raggi in formato Superman. Quel «poco» alla fine ha fatto la differenza. Chissà cosa sarebbe successo se al 69', sul risultato di 2-1 in favore dei padroni di casa ma con una Sestese in grande rimonta, Patrignani avesse realizzato il penalty concesso in maniera un tantino generosa da Mescoli (lascia qualche perplessità il metro di giudizio adottato da Mescoli in occasione dei due episodi che nel secondo tempo hanno visto protagonisti gli attaccanti sestesi nell'area della Floriagafir: era ben più punibile l'intervento di Nahi Guelasseh su Patrignani rispetto a quello non così evidente su Menchetti; per il resto, direzione di gare più che sufficiente). Questa riflessione è destinata a rimanere senza risposta, visto che la più classica delle sliding door si è chiusa in faccia alla Sestese; la Floriagafir ha legittimato il successo realizzando in pieno recupero la rete che ha abbassato definitivamente il sipario sul match più importante di giornata. Riavvolgiamo, dunque, il nastro dei ricordi e delle emozioni ripartendo dall'inizio e tentando di ricostruire le dinamiche tattiche di una sfida equilibrata, godibile e interpretata a ritmo sostenuto da entrambe le squadre. In virtù di un atteggiamento a metà fra il conservativo e il pugnace, la Floriagafir prova ad arginare le scorribande dei rapidissimi attaccanti ospiti attraverso un dispositivo difensivo solido e compatto sulla cui linea operano con buoni risultati in fase d'anticipo Nahi Guelasseh, Benvegnu, Mosconi e Diego Lenzi, praticamente insuperabile sui palloni alti. In mezzo al campo, gli inesauribili Fanticelli e La Greca fanno tanta legna: è un'operazione utile non solo per riscaldarsi dal freddo pungente che attanaglia Campo di Marte ma anche per dare la possibilità alla manovra di dipanarsi per vie centrali, attraverso i piedi buoni di Benucci e sugli esterni, dove spingono con rapidità e convinzione gli ex Cattolica Ermini Polacci e Serrini. Il secondo, in particolare, recita alla perfezione il canonico ruolo di spina nel fianco mettendo più volte in seria difficoltà, lungo la corsia di sinistra, la difesa sestese, che fatica a stargli dietro. Ricca di velocità e qualità in fase d'impostazione è però anche la banda di Rossi, che grazie ai frequenti inserimenti di Gaffarelli e Nesti per vie centrali prende spesso d'infilata la difesa avversaria innescando poi, servendosi degli spunti del regista Zei, il talentuoso e fulmineo esterno destro Menchetti o la sempre temibilissima coppia d'attacco composta da Patrignani e Verzicco. È, insomma, una gara giocata senza troppi timori reverenziali e di conseguenza, aperta a qualunque risultato. È la Sestese a partire meglio e ad andare vicina al vantaggio dopo appena tre minuti quando, in occasione del primo profondo sganciamento sulla destra, il preciso traversone basso di Menchetti raggiunge Patrignani, la cui conclusione dalla media distanza saggia subito gli ottimi riflessi di Niccolò Raggi, ex Signa e Novoli, che si oppone con bravura murando in tuffo un pallone destinato a centrare lo specchio della porta. Scampato il pericolo, la Floriagafir serrano le file in difesa, ripartono in contropiede e al 14' passano in vantaggio. Una riproposizione di Serrini sulla sinistra si conclude con un pallone che, tagliato verso il centro dell'area, mette in imbarazzo la difesa ospite e così al ben appostato Ermini Polacci dà la possibilità di raccoglierlo per poi mirare l'angolo basso alla sinistra di Tabani; il tiro è precisissimo, il tocco rasoterra s'infila in rete. La replica è degna delle capolista di razza. Al 25', infatti, Verzicco si sgancia sulla sinistra rifinendo poi un bell'assist: è un invito per la corsa dell'accorrente Patrignani, che senza pensarci due volte scaglia verso la porta un vero e proprio proiettile dalla distanza, al quale Raggi risponde da par suo volando in tuffo e allungandone la traiettoria oltre la traversa. In questa fase l'altalena delle emozioni non vuol proprio saperne di fermarsi; al 29' tocca alla retroguardia ospite salvarsi con affanno sulla conclusione di Ermini Polacci, liberato in area da un bel servizio di La Greca. Nulla può fare, invece, la Sestese per evitare il raddoppio biancoazzurro, che si materializza tre minuti più tardi. Stavolta lo splendido filtrante di Benucci libera in piena area Labiad, che prima controlla abilmente il pallone e lo la piazza in buca d'angolo negando a Tabani la possibilità d'intervenire. Spronata dall'impellente necessità di recuperare il doppio svantaggio, la Sestese interpreta con grande personalità la fase iniziale della ripresa chiudendo all'angolo la Floriagafir e andando vicina al gol già al 48' quando, sugli sviluppi di un fallo laterale dalla destra battuto direttamente nel cuore dell'area avversaria, il colpo di testa di Patrignani in anticipo termina fuori d'un soffio alla destra di Raggi. Nella prima fase del secondo tempo la La Floriagafir vive un momento di grande difficoltà. La Sestese spinge a pieno organico, e al 57' un contatto in piena area fra Patrignani e Nahi Guelasseh fa gridare al rigore. Per Mescoli, però, non sussistono i presupposti per fischiare, e il gioco prosegue fra le proteste non del tutto infondate dei sostenitori giunti da Sesto. Segue il dialogo fra Menchetti e Verzicco, che si conclude con un'insidiosa battuta dal limite dell'area di rigore: Raggi si oppone nuovamente con grande bravura deviando in tuffo. Al 66' va in scena la fedele fotocopia dell'azione descritta in precedenza, con la differenza che adesso ad andare alla conclusione è Menchetti. Sugli sviluppi del corner che ne consegue stavolta Raggi non può far nulla sul poderoso stacco di testa da due passi proposto da Chelli, che realizza il gol che riapre la partita. Ora la Floriagafir è in apnea e la Sestese ne approfitta per spingere con ancor più decisione. Al 69' Menchetti, divenuto inarrestabile, prima raccoglie il pallone sulla trequarti, poi punta deciso verso i sedici metri avversari e infine vi entra in piena velocità venendo in contatto con un difensore. Questa volta Mescoli concede alla Sestese un rigore che in verità sembra piuttosto dubbio: su un pallone d'inestimabile valore si porta Patrignani che, dopo averlo posizionato sul dischetto, invece di optare per la tipica trasformazione in sicurezza prova a sorprendere Raggi con un improbabile scavetto che fa carambolare la palla contro la traversa. La Floriagafir è salva e nella fase finale del match sono i cambi operati da Bertuccio a fare la differenza. Gli inserimenti di De Simone e Giannone in attacco, infatti, non solo ridanno corpo e velocità alla fase offensiva, ma dopo aver rischiato di far saltare il banco in un paio di occasioni in pieno recupero propiziano l'azione che permette alla Floriagafir di tagliare il traguardo a braccia alzate. Al 76' scatta velocissimo il contropiede biancoazzurro: Serrini e De Simone che prima duettano lungo la corsia di sinistra e poi smarcano in area Giannone, che però spreca una buona occasione calciando malamente fuori da buona posizione. Un paio di interruzioni causate dalla rottura di ben due bandierine posizionate in prossimità delle fettucce del calcio d'angolo (un autentico record!) costringono Mescoli a concedere ben dieci minuti di recupero durante i quali è sempre la Floriagafir a fare la voce grossa. Al 93' la volata sulla destra di De Simone si conclude con una potente battuta a rete che costringe Tabani alla deviazione in corner. Due minuti più tardi una manovra insistita manda in tilt la retroguardia della Sestese, che non riesce a pulire correttamente i propri sedici metri. Il pallone si alza a campanile ricadendo poi nei pressi del ben appostato Giannone, che dopo averlo addomesticata lo gira per la terza volta alle spalle di Tabani dando il via alla grande festa che celebra come meglio non si potrebbe un successo fondamentale ai fini della classifica.
Calciatoripiù: nella Floriagafir un encomio speciale va al portiere
Raggi, decisivo in almeno tre circostanze. Hanno poi disputato un bel match anche
Serrini, Lenzi, La Greca, Mosconi ed
Ermini Polacci. Nella Sestese hanno ben figurato
Chelli e
Scarpelli in fase difensiva;
Gaffarelli e
Nesti in fase d'impostazione; il rapidissimo
Menchetti lungo la corsia di destra e, nonostante il grave errore commesso in occasione della mancata trasformazione del penalty,
Patrignani in fase conclusiva.
Nico Morali
Fratres Perignano-Mobilieri Ponsacco 1-2
FRATRES PERIGNANO: Mazzetti, Gentile, Celi, Pirrone, Rofi, Silvestri M., Oliva, Ben Toraa, Lovo, Pucci, Zampardi. A disp.: Biagi, Lepri, Chiarini (3), D Angelo, Mecacci, Karaj, Falleni, Silvestri Y., Colangelo. All.: Lucarelli Massimo
MOBILIERI PONSACCO: Becherini, Messerini, Nesti, Cavallini, Gurabardhi, Biondi, Cappello, Silvi, Landi S., Panettella, Leotta. A disp.: Matassi, Tuntoni, Esosa, Guidi, Viviani, Viviani, Calloni, Marchetti, Bianchi. All.: Vuono Stefano
ARBITRO: Alessandro Artesi di Lucca
RETI: 54' Zampardi, 80' Landi S., 94' Cavallini
Lucarelli deve augurarsi che non avessero ragione i nativi americani, secondo i quali sono solo due le cose che non tornano indietro. Sulla freccia scagliata nessuno può avere da ridire, e pazienza; gli eventuali problemi nascono sulla seconda, l'occasione perduta: anziché favorire il controsorpasso al comando il ko della Sestese introduce un'altra squadra nella lotta per il titolo, perché a questo punto nessuno può permettersi d'escludere la Floriagafir. Non può di certo il Fratres Perignano, raggiunto a quota 24; non può perché la sconfitta nel derby compatta la classifica, che ora nelle prime posizioni vede cinque squadre in tre punti. Cambiano anche le prospettive in coda: il successo in rimonta (1-2) consente al Ponsacco di mangiare punti sia alla Lastrigiana e al Casentino, agganciati, sia alla Lampo e al Maliseti, che pareggiano tra sé. Dunque ha più d'un effetto l'epilogo d'una partita che Cavallini decide all'ultima azione: aveva retto fin lì l'1-1 costruito da Zampardi e da Samuele Landi. Succede tutto nella ripresa, seguito d'un primo tempo nel quale il Ponsacco concede al Fratres Perignano giusto una supremazia sterile, che non si concretizza in occasioni effettive; se ci s'aggiunge che le (poche) ripartenze si chiudono con traversoni non sfruttati, si capisce senza bisogno d'aggiunte perché fino alla pausa sia Mazzetti (gioca lui, Stefano Calloni è out) sia Becherini, il grande ex, pensano di poter passare un pomeriggio tranquillo. La sensazione si rivela illusoria in avvio di ripresa, quando la resistenza del Ponsacco d'improvviso si frantuma: è corto, troppo corto il rinvio sul traversone di Lovo, corto e buono per Zampardi, che tre passi dentro l'area si coordina per la mezza rovesciata vincente. Nasce così la rete dell'1-0, punteggio solido fino a dieci minuti dalla fine; poi d'improvviso il Ponsacco pareggia: segna Samuele Landi, che scaraventa in porta il traversone di Tuntoni non trattenuto da Mazzetti. L'1-1 innervosisce il Fratres Perignano, che pregustava già il controsorpasso ai danni della Sestese, e galvanizza il Ponsacco, che all'ultima azione completa la rimonta: il merito se lo prende Cavallini, che da una trentina di metri calcia sotto l'incrocio una punizione memorabile. Il Ponsacco respira, il Perignano si rammarica innanzitutto con sé stesso e s'interroga su un dato inquietante: ha perso tutte e tre le ultime partite interne. Con questo score forse le occasioni perdute cominciano già a essere multiple.
esseti
Fucecchio-Bibbiena 0-1
FUCECCHIO: Gori, Carfagna, Fanara, Mazzoni, Squarcini, Berhoxha, Matteoli, Ciardelli, Gjoni, Ciampi, Morelli. A disp.: , Bartoli F., Fanteria, Panicucci, Gatto, Di Donfrancesco, Nuti, Diviggiano . All.: Roncucci Federico
BIBBIENA: Santini, Biondini, Luca, Goretti, Vignali, Zavagli, Cappuccini, Bimbocci, Giorgioni, Vella, Bandelloni. A disp.: , Chiti, Jallow, Gentile, Moncini, Renzetti, Paolini, Bonelli. All.: Regina Alessandro
ARBITRO: Andrea Noccioli di Pisa
RETI: 95' Vella
Sugli episodi talvolta girano le stagioni. Se lo augura il Bibbiena, che al 95' espugna Fucecchio interrompendo una serie negativa che si stava prolungando da inizio novembre: nelle quattro partite precedenti era arrivato un solo punto, in casa contro la Pietà. Decide Vella quando ormai il punteggio iniziale sembrava consolidato, e già il Fucecchio si stava rammaricando per la marea d'occasioni sbagliate: protagonista ne era stato soprattutto Gjoni, tanto attivo in attacco quanto poco preciso, o forse solo poco fortunato, al momento di concludere. Due pericoli per il Bibbiena s'erano registrati già nel primo tempo: uno s'era spento col pallone a lato, l'altro l'aveva ben neutralizzato Santini. La porta Gjoni la trova a metà ripresa, senza però che Noccioli gli dia il consenso: l'infrazione che rileva lo induce a negare il battesimo al vantaggio del Fucecchio. Dunque il punteggio resta in equilibrio, e lo resta a lungo anche quando entrambe le squadre si ritrovano in dieci: escono in anticipo sia Ciardelli (65') sia Goretti (doppia ammonizione per proteste, 85'), e dei quasi venti minuti in cui può sfruttare la superiorità numerica il Bibbiena non riesce a servirsi. È tutto rimandato al recupero, nel quale s'incastra l'azione decisiva: segna Vella, che poco prima ci aveva provato con una punizione dal limite dell'area di rigore (pallone fuori di poco) e che, ricevuto ai venticinque metri il pallone recuperato in mediana da Paolini, si serve del destro per battere Gabriele Gori e regalare al Bibbiena un successo pesantissimo. Non può non esserlo, per il valore dell'avversario (quanto sta girando tutto male quest'anno al Fucecchio) e per la configurazione che ora assume la classifica: la coppia delle terzultime scivola a meno quattro.
Calciatoripiù: Vella e
Cappuccini (Bibbiena).
Lampo Meridien-Maliseti Seano 1-1
LAMPO MERIDIEN: Mariotti, Fiori, Damiani, Vannini, Faratro, Mazzoni, Nikaj, Gokaj, Bellesi, Califano, Febbe. A disp.: Pinzani, Pellegrini, Baldini, Noka, Musumeci, Lucarelli, Di Lorenzo, Bettaccini, Botti. All.: Giorgetti Mirko
MALISETI SEANO: Mura, Barlumi, Serra, Monti, Libiu, Osmenaj, Quispe Flores, Micheloni, Ruggiero, Sarno, Petracchi. A disp.: Pastore, Belli, Demiri, Gurra, Marinozzi, Mema, El Amri, Varrosi. All.: Masi Jacopo
ARBITRO: Emanuele Paladini di Lucca
RETI: 20' Autorete, 63' Monti
Fa più comodo al Maliseti, anche se una vittoria gli avrebbe consentito il sorpasso; fa più comodo al Maliseti, perché il punto (1-1 il finale) arriva in coda a una partita nella quale la Lampo Meridien ha costruito di più, soprattutto nella ripresa, una volta che s'era fatta raggiungere. La rimonta s'era resa necessaria perché alla prima vera occasione subita, una ventina di minuti alle spalle, il Maliseti s'era fatto male da sé: messo da Masi a coprire il primo palo Petracchi legge male il calcio d'angolo di Califano, così male da colpire il pallone al volo e deviarlo nella propria porta. Oltre all'equilibrio, l'autorete spezza per un po' l'inerzia della partita: prova a beneficiarne la Lampo, che per tre volte manda Bellesi in pedana e per tre volte vede i suoi diagonali fotocopia neutralizzati da Mura. Le tre parate si rivelano decisive, perché in avvio di ripresa tocca al Maliseti sfruttare un calcio d'angolo, Sarno alla bandiera: segna Monti Guarnieri (quanto conta il mix d'intuizioni e buona sorte: non doveva essere tra i titolari, ma El Amri si ferma nel riscaldamento e lascia una buca al centro della difesa), che appoggia il pallone in rete dopo aver calamitato il tiro d'Osmenaj respinto da Mariotti. La partita s'accende, il Maliseti si lancia all'attacco (qualche protesta per un possibile fallo su Gurra all'interno dell'area di rigore) salvo retrocedere sulla pressione della Lampo; prova a trascinarla Botti, cui al rientro dallo stop Giorgetti concede venti minuti subito preziosi: è lui a insidiare Mura nella prima occasione della serie (parata efficace), lui a liberare al tiro prima Lucarelli (la difesa lo rimpalla) e poi Febbe, che lo specchio lo trova solo col secondo tentativo volta e che trova anche il fischio di Paladini a punire un fuorigioco di partenza. Dunque si resta 1-1, e alla fine del recupero il Maliseti costruisce l'occasione per vincere: la cestina Demiri, che lanciato sulla verticale calcia a lato. È il sigillo definitivo sul pari: per entrambe le duellanti la zona retrocessione resta ancora niente più che uno spauracchio.
Lastrigiana-Affrico 1-1
LASTRIGIANA: Chiarello, De Pascalis, Finelli, Bindi, Manescalchi, Fenza, Grevi, Giotti, Burroni, Pieragnoli, Pezzano. A disp.: Glielmi, Gomma, Aldighieri, Canale, Gracci, Maxharri, Fe, Sollazzi, Moccia. All.: Mollica Alessandro
AFFRICO: Mugnaini, Giannoni, Galgano, Palazzini, Shehade, D Onofrio, Biba, Sciulli, Termini, Ala, Nunziati. A disp.: Lombardi, Agosti, iania, Traore, Gianassi, Borgheresi, Tinelli, Russo, Donigaglia. All.: Gori Filippo
ARBITRO: Andrea Tripodi di Empoli
RETI: 35' Nunziati, 52' Pezzano
Non si duellava il titolo regionale, via d'accesso allo scudetto, come fu due anni fa, ma alla Guardiana c'erano in palio comunque punti pesanti. L'1-1 finale fa più comodo alla Lastrigiana, che l'ha ottenuto in rimonta e che deve tirarsi via da una situazione complicata di classifica, che all'Affrico, che si fa raggiungere e perde l'occasione di portarsi a un solo punto dalla Sestese capolista. Per accendersi la partita ha bisogno d'una ventina di minuti, alla fine dei quali l'Affrico prova a pungere: Ala imbuca per Nunziati che cerca la porta, negatagli da un grande intervento di Chiarello bravissimo a distendersi e coprire lo specchio della porta. L'Affrico passa alla seconda vera occasione, trentacinque i minuti sul cronometro: di nuovo Chiarello s'oppone a Nunziati, che però stavolta raccoglie la respinta e scaraventa il pallone in porta. Fino alla pausa la Lastrigiana riesce soltanto ad abbozzare una reazione che non impensierisce gli avversari: dopo un minuto di recupero si va alla pausa sullo 0-1. Il secondo tempo riparte sulla falsariga del primo: l'Affrico si lancia all'attacco alla ricerca del raddoppio, anche se ora trova maggiori difficoltà a passare. Poi d'un tratto, sugli sviluppi d'un calcio di punizione, il punteggio torna in equilibrio: di testa De Pascalis gioca di sponda per Pezzano, che a porta vuota non può mancare l'appuntamento con l'1-1. Raggiunto, l'Affrico si lancia di nuovo all'attacco: Chiarello deve superarsi per cancellare il tiro con cui Biba da fuori area aveva mirato all'incrocio dei pali. La parata dà forza alla Lastrigiana, che al 65' prova a completare la rimonta: il pallone buono capita a Giotti, la cui volée da due passi sfila a lato. Per un po' resta l'ultima occasione: nessuna delle due squadre riesce a rendersi pericolosa fino al 93', quando dopo un rimpallo Donigaglia si trova sui piedi il pallone del successo e a botta sicura cerca la porta, negatagli dall'opposizione provvidenziale di De Pascalis proprio sulla linea. È la firma in calce al pareggio, tutto sommato giusto, del quale però nessuna delle due squadre può essere soddisfatta fino in fondo.
Calciatoripiù: Shehade guida bene la difesa, non concede nulla agli avversari e con una leadership non indifferente dimostra di meritarsi la fascia di capitano dell'Affrico;
Chiarello compie due interventi straordinari che tengono a galla la lastrigiana;
Pezzano trova la rete che vale un punto prezioso; il pallone glielo aveva servito
De Pascalis, che guida bene la difesa e nel finale salva i suoi dalla capitolazione.
Mattia Fiesoli
San Giuliano-Pieta 2004 0-1
SAN GIULIANO: Raugi, Matteini, Buselli, Di Martino, Antoni, Mazzoncini, Lila, Lovo, Hoxha C., Papini, Ruberti. A disp.: Picchi, La Monica, Cortopassi, Nicoletti, Tarantini, Cecchini, . All.: Nuti Fabrizio
PIETA 2004: Mammoli, Marseo, Palaj, Cocci, Vannuzzi, Rayyad, Ciaschi, Rrapaj, Gori A., Mari M., Marzullo. A disp.: Bragetta, Pareti, Lenzi E., Frati, Giuliani, Tartoni, Pitronaci, Osasumwen, Salvadori. All.: Zambello Marco
ARBITRO: Matteo Bertoni di Pontedera
RETI: 84' Osasumwen
Sorpasso effettuato. La rete d'Osasumwen, che torna a segnare negli Juniores, consente alla Pietà d'espugnare il Bui, battere di misura il San Giuliano e sorpassarlo, notazione non irrilevante considerato che in coda la classifica si sta compattando. Il successo prende forma nel finale d'una partita che il San Giuliano aveva ben approcciato nonostante le molte assenze (mancano Galletti dietro, Accorsini e Dessì in mediana, Esposito davanti: sei i 2008 che Nuti schiera titolari, tutti tranne Raugi, Di Martino, Antoni, Mazzoncini e Tommaso Papini): nelle sue difficoltà potenziali a lungo la Pietà riesce a incunearsi una volta sola, quella che vede Rrapaj colpire la traversa dalla distanza. La reazione del San Giuliano passa da un tiro di Ruberti (la difesa rimpalla) e soprattutto, scavalcata la pausa, da una serie d'incursioni di Tommaso Papini, da un tiro d'Hoxha murato sulla linea e da un colpo di testa di Cecchini neutralizzato da Mammoli. La parata, dal coefficiente di difficoltà elevato, risulta decisiva: a sei minuti dalla fine il mancino d'Osasumwen, pescato sul secondo palo dal servizio di Frati da sinistra, spedisce il pallone dove Raugi non può arrivare. In svantaggio agli sgoccioli d'una partita nella quale aveva rischiato poco, il San Giuliano si lancia all'attacco; la sconfitta però resta irrimediabile: in rovesciata Tarantini pizzica il palo, nel recupero Tommaso Papini manca lo specchio che gli s'era spalancato davanti. La Pietà respira ed esulta: di vincere aveva un gran bisogno per dare continuità al successo di Pontassieve e ribadire che la minicrisi s'è conclusa.
Calciatoripiù: Hoxha (San Giuliano),
Mammoli e
Marzullo (Pietà).
Sporting Cecina-Pontassieve 2-1
SPORTING CECINA: Sommani, Ricciardi, Zazzeri, Cerri, Sola, Sala, Castelli, Manetti, Londi, Tei, Gabriellini. A disp.: , Lucido, Lega, Battini, Dardar Y., Dardar E., Dragone, . All.: Magri Alessandro
PONTASSIEVE: Biagioli, Mati, Francalanci, Giudice, Rosetti, Misuraca, Rossi, Urbinati, Luzzi, Macheda, Fibbi. A disp.: Badalassi, Unitulli, Baggiani, Paolieri, Carlucci, Taiti, Casci, Hamzai, Tesi. All.: Marchionni Marco
ARBITRO: Taddeo Scaffai di Piombino
RETI: 46' Dragone, 52' Tei, 57' rig. Luzzi
Neppure il cambio d'allenatore (Alessandro Rossi, omonimo di quello della Sestese, sostituisce Marco Marchionni) scuote il Pontassieve, distante dalla zona salvezza tanti punti quanti finora è riuscito a conquistare: non lo scuote perché davanti c'era lo Sporting Cecina, una delle squadre che gioca il calcio più propositivo della Toscana e che aveva una gran voglia di riscattare lo stop inflittogli dall'Affrico. Di questa voglia si hanno avvisaglie chiare già in avvio: a Londi sono sufficienti due minuti per spaccare a metà la difesa avversaria e dall'ultima linea servire un gran pallone a rimorchio per Cerri, che dal limite dell'area di rigore lo controlla e lo scarica contro la traversa. È la prima d'una lunga serie d'occasioni che proseguono tra il 5' e il 6' prima con un triangolo tra Manetti e Tei, poi con una rimessa di Ricciardi dalla destra per Londi, al tiro di controbalzo dopo lo stop di petto: in entrambe le circostanze il pallone sfila a lato. Ripreso a respirare dopo lo shock dovuto all'approccio feroce degli avversari, il Pontassieve attacca per la prima volta con una serpentina di Macheda, al tiro col mancino: in uscita Simone Sommani gli inibisce l'accesso allo specchio. È un'occasione isolata: a fare la partita è lo Sporting Cecina, di nuovo pericoloso al quarto d'ora con la giocata che, seguite alla lettera le indicazioni di Magrì, coinvolge i due terzini: è di Zazzeri il traversone da sinistra per Ricciardi, murato da Fibbi in prossimità della linea di porta. L'episodio avvia una fase in cui dopo tanta furia la partita rallenta per una ventina di minuti, e solo al 35' si torna ad annotare un'occasione da rete: c'entra di nuovo Ricciardi, il cui traversone sporcato dalla difesa libera il mancino di Gabriellini, alto. Per passare in vantaggio lo Sporting Cecina ha bisogno d'intaccare la ripresa, nella quale massimizza il primo calcio d'angolo dal riavvio: il muro della difesa sul tiro di Zazzeri, portato in pedana dal velo di Cerri, deposta il pallone nella zona di Dragone, che dal limite dell'area di rigore arma il destro e batte Biagioli. Alla bandiera, per avviare tutta la sinfonia, s'era portato Tei, che sei minuti più tardi fa tutto da solo per regalare allo Sporting Cecina il vantaggio doppio: è micidiale il destro che scocca sul primo palo dopo essersi accentrato da sinistra. Messa da parte la volée di Sala su un altro pallone inattivo con Tei protagonista (stavolta l'innesco è una punizione dalla trequarti), il 2-0 regge giusto cinque minuti: Scaffai considera falloso il tackle che, il perimetro dell'area di rigore già intaccato, Cerri affonda su Luzzi, che con un'esecuzione centrale rasoterra dimezza lo scarto. Sbaglia però chi s'attende che il Pontassieve possa annullarlo: nei minuti che seguono, prima di gestire in totale controllo l'ultimo quarto, si rende pericoloso soltanto lo Sporting Cecina, al tiro sia con Ricciardi (prezioso lo strappo d'Yasser Dardar con allegata apertura a destra, reattivo Biagioli sul diagonale) sia due volte con Dragone, che prima sul filtrante d'Eliass Dardar e poi con un movimento ad accentrarsi da sinistra calcia a lato di pochissimo. Dalla poca precisione sottoporta lo Sporting Cecina non si fa condizionare: zero i rischi, le vittoria stagionali salgono a sei.
Calciatorepiù: Ricciardi (Sporting Cecina).
esseti
Casentino Academy-Forte Dei Marmi 2015 0-4
CASENTINO ACADEMY: Pollio F., Fiacchini, Dei, Dini, Renzetti B., Checcacci M., Gabiccini, Renzetti C., Fetai, Di Donato, Nocentini. A disp.: Borghini, Acciai, Manni, Boschi, Hamdaweihi, Pollio L., Galastri . All.: Forciniti Alessandro
FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Torcigliani, Curcio, Fommei, Deda, Darzeza, Passalacqua, Frandi, Makhlouf, Anghele, Marcellusi. A disp.: Musetti, Borghini, Francesconi, Bertelloni, Ceru, Cecchini, . All.: Tedeschi Davide
ARBITRO: Sara Schinco di Arezzo
RETI: 15' Marcellusi, 40' Ceru, 55' Makhlouf, 80' Makhlouf
Chissà dove sarebbe il Forte dei Marmi senza l'inciampo di Cecina. Chissà dove sarebbe, perché già così ha preso l'ascensore: la sesta vittoria nelle ultime otto partite lo proietta a ridosso delle posizioni di vertice, compattate dallo stop della Sestese sul campo della Floriagafir. Ha pensieri opposti il Casentino Academy, che non vince dal 27 settembre (da allora ha conquistato appena tre punti) e che sconfitto 0-4 si vede risucchiato in zona retrocessione dai risultati positivi di Lastrigiana e Ponsacco. Ben consapevole delle difficoltà Pesce aveva preparato una partita accorta, che prevedeva di far sfogare il Forte dei Marmi in orizzontale e poi di provare a colpirlo in contropiede: nel primo quarto d'ora la mossa funziona anche se, messa da parte la rete annullata a Fetai pescato in fuorigioco sul filtrante di Gabiccini, l'inedita difesa avversaria (mancano per squalifica sia Tonarelli sia Rami, fuori anche Borghini: centrali giocano Deda e Darzeza) l'unica occasione la concede su un calcio d'angolo, sugli sviluppi del quale Benedetto Renzetti sfiora il palo di testa. Su un'azione analoga più efficace è il Forte dei Marmi, che passa approfittando dell'uscita solo accennata da Francesco Pollio: lo supera Marcellusi, che di testa corregge in porta il traversone d'Anghelè. Costretto all'ennesimo svantaggio d'un periodo complicato, il Casentino Academy reagisce con un'iniziativa di Nocentini, che recupera il pallone in pressione alta ma solo davanti a Dazzi lo grazia con un diagonale incrociato dalla parte sbagliata del palo lontano. Di nuovo, il Forte dei Marmi non perdona: Cerù, che al quarto d'ora aveva rilevato Curcio costretto a uscire, massimizza la combinazione tra Torcigliani e Frandi calciando sul primo palo dal lato corto dell'area di porta. È la rete dello 0-2 che, appena cinque i minuti alla pausa, piega il Casentino Academy, di nuovo colpito quando la ripresa è iniziata da poco: segna Makhlouf, liberato davanti a Francesco Pollio (regolare la posizione? Sara Schinco dice di sì) dalla verticalizzazione di Passalacqua. Sullo 0-3 il Forte dei Marmi continua a deliziare la platea, esaltata dallo schema che Tedeschi chiama per battere la punizione che all'80' vale lo 0-4: sul servizio di Fommei, che prolunga il rasoterra con cui Passalacqua e Anghelè lo avevano coinvolto nella giocata breve, segna di nuovo Makhlouf, già in doppia cifra. È l'ennesimo dettaglio perfetto d'un pomeriggio memorabile, che Dazzi contribuisce a rendere tale: il suo riflesso su Hamdaweihi, che alla prima rete con la maglia del Casentino Academy teneva tantissimo (arriverà, arriverà: la sua è una grande storia di coraggio e di riscatto), mantiene inviolata la porta del Forte dei Marmi. Non è un dettaglio, non può esserlo in un campionato d'improvviso così aperto.
Calciatorepiù: la rete di
Marcellusi al quarto d'ora indirizza il punteggio dalle parti del Forte dei Marmi.
esseti