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Juniores Regionali GIR.Elite - Giornata n. 5

Affrico-Bibbiena 3-2

AFFRICO: Lombardi, Giannoni, Agosti, Gianassi, Shehade, D Onofrio, Borgheresi, Sciulli, Fuccini, Ala, Termini. A disp.: Mugnaini, Galgano, iania, Guerrini, Nutini, Traore, Nunziati, Russo, Donigaglia. All.: Gori Filippo
BIBBIENA: Santini, Ferrini, Chiarini, Goretti, Jallow, Zavagli, Moncini, Gentile, Giorgioni, Renzetti, Bimbocci. A disp.: , Biondini, Luca, Vignali, Chiti, Cappuccini, Bandelloni, Paolini, Bonelli. All.: Regina Alessandro
ARBITRO: Matteo Bertoni di Pontedera
RETI: 17' Fuccini, 42' Fuccini, 48' Giorgioni, 76' Giorgioni, 88' Gianassi
Gran caldo, grande pubblico, grande spirito, grande intensità, episodi, cambi di ritmo e colpi di scena: sono tantissimi gli ingredienti che hanno reso godibile la partita vinta 3-2 dall'Affrico sul Bibbiena, che con la doppietta di Giorgioni aveva pareggiato le due reti di Fuccini. La partita s'è sviluppata lungo tre spezzoni ben distinti, dalla durata variabile: nel primo tempo l'Affrico ha imposto il proprio gioco con autorità; nella ripresa il Bibbiena ha mostrato orgoglio e carattere, sfiorando l'impresa e arrendendosi solo nel finale. È proprio il Bibbiena a creare il primo brivido: dopo appena due minuti, Renzetti riceve il pallone al limite dell'area e lo calcia col destro, di poco accanto al palo. È solo un'illusione: l'Affrico risponde con un corner pericoloso, sul quale s'accende una mischia chiusa col pallone a lato di pochissimo (8'). È l'inizio di un dominio territoriale che durerà fino all'intervallo. Da quel momento, infatti, il Bibbiena fatica a superare la metà campo e l'Affrico cresce minuto dopo minuto, spinto dalla qualità di Ala e dall'intraprendenza di Termini, sulla corsia destra. L'Affrico guadagna metri, fiducia, e calci d'angolo: saranno ben nove nel solo primo tempo (undici totali), a testimonianza di una pressione costante. Dopo tante azioni offensive arriva il meritato vantaggio: la progressione di Agosti sulla sinistra si chiude con cross teso, Jallow prova a liberare ma colpisce male, appostato in area Fuccini non perdona, destro secco e 1-0 (17'). Poco più tardi la traversa dice di no ad Agosti, bravo a colpire di testa sulla sponda di Sheade che aveva prolungato un calcio d'angolo. Poco dopo, Santini salva i suoi deviando sulla traversa un destro potente di Termini. Tre minuti più tardi però la difesa del Bibbiena crolla. È splendida la progressione di Termini, che partito da centrocampo scarta tre avversari e con un filtrante splendido manda in porta Ala: Santini respinge il suo tiro, ma si vede superato dalla ribattuta vincente, ancora di Fuccini. Doppietta personale e 2-0 (42'). La partita sembra in pieno dell'Affrico, ma nella ripresa cambia tutto. Il Bibbiena rientra con uno spirito diverso, più alto il pressing, più diretta la manovra. Bastano due minuti per riaprire il match: perfetto il cross dalla sinistra, precisa l'incornata di Giorgioni che anticipa tutti e batte Lombardi per il 2-1 (48'). La partita si accende, anche nei toni. L'arbitro lascia correre dirigendo all'inglese, il gioco si fa duro, le proteste si moltiplicano. Il Bibbiena prende fiducia, l'Affrico arretra e d'un tratto sembra confuso. Al primo calcio d'angolo il Bibbiena pareggia: la difesa dell'Affrico respinge un corner rimesso subito dentro, Lombardi esce non benissimo e implacabile di testa Giorgioni segna il 2-2 (76'). Dalla panchina Filippo Gori, verosimilmente reclamando un fallo sul portiere, e Bertoni lo espelle. È l'episodio che avvia l'ultima parte del match, da ora una battaglia di nervi. Le squadre si allungano: il Bibbiena prova a difendersi con ordine, l'Affrico spinge con generosità ma senza lucidità, il gioco si fa falloso e spezzettato, Bertoni fatica a dirigere. Si resta sul 2-2 fino a pochi minuti dalla fine; poi il neoentrato Guerrini subisce un fallo prezioso sulla sinistra, poco fuori dall'area. Sul pallone va Gianassi, che disegna una punizione perfetta: destro a giro sul primo palo, Santini tocca ma non basta. È il 3-2 (88'). Gli ultimi minuti scivolano via con la pura gestione dell'Affrico, che difende con ordine e conquista tre punti meritati ma sudati. Il Bibbiena esce a testa alta, dopo aver trasformato un pomeriggio difficile in una prova di carattere. .
Calciatoripiù
: a Fuccini basta il primo tempo per siglare una doppietta fondamentale per la vittoria dell'Affrico, che pur soffrendo riesce a prendersi i tre punti nel finale. È decisiva la punizione di Gianassi , che impreziosisce una partita splendida in fase sia d'impostazione sia di rottura a centrocampo. A tenere la partita viva è stato sicuramente Santini , che sia nel primo sia nel secondo tempo sforna parate di grandissima difficoltà, dando inizio poi alla clamorosa rimonta costruita sulla doppietta di Giorgioni.
Lorenzo Vallone
Forte Dei Marmi 2015-Pontassieve 2-0

FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Torcigliani, Passalacqua, Fommei, Rami, Tonarelli, Darzeza, Frandi, Makhlouf, Anghelè, Manfredi. A disp.: Musetti, Curcio, Vernazza, Borghini, Bertelloni, Ceru, Spadoni, Marcellusi, Pillon. All.: Tedeschi Davide
PONTASSIEVE: Sderci, Francalanci, Conti, Giudice, Bonini, Misuraca, Rossi, Urbinati, Piccioli, Macheda, Luzzi. A disp.: Fibbi, Baggiani, Paolieri, Brogi, Hamzai, Taiti, Carlucci, Tesi, Mati. All.: Marchionni Marco
ARBITRO: Valerio Schettini di Pisa
RETI: 18' Manfredi, 75' Manfredi
Tra vino, fuoco e tamburelli Vecchioni canterebbe che era tutto scritto, che quello era l'unico appuntamento possibile, e sbaglierebbe. A muovere i fili non è il destino: sono le circostanze, e il modo in cui alle circostanze la gente risponde. Se, fermo Spadoni nel riscaldamento, Tedeschi avesse optato per una soluzione diversa, o se ormai certo di partire in panchina Manfredi non fosse riuscito a trovare la concentrazione giusta e a calarsi subito nella partita, forse il Forte dei Marmi non avrebbe vinto; e dunque forse il Pontassieve, che aveva iniziato bene (a Piccioli, che subito dopo chiede il cambio e cede il posto a Tesi, bastano cento secondi per sollecitare Dazzi sul filtrante di Luzzi), avrebbe cancellato lo zero dalla casella che descrive la quantità di punti ottenuti fin qui. Se Tedeschi avesse optato per una soluzione diversa o Manfredi non si fosse calato subito nella partita, forse sul tiro di Makhlouf (calcia da sinistra dopo un doppio dribbling) respinto dalla faccia interna del palo nessuno si sarebbe avventato sul pallone, e il Pontassieve si sarebbe salvato; e invece Tedeschi ha scelto Manfredi, e Manfredi è dove ci s'aspetta che sia, e sul rimbalzo il Forte dei Marmi si porta in vantaggio. Il quarto d'ora è trascorso da poco, e anche stavolta il Pontassieve deve rimontare; riuscirci diventa difficile se anche la sorte ha opinioni diverse: è impossibile trovare un altro responsabile dell'episodio che fa schizzare sull'incrocio la volée di Luzzi sull'angolo di Macheda, e avviare un flipper tra i guantoni di Dazzi e la traversa sulla ribattuta, identico il tiratore. Di tutto il primo tempo è l'unico vero rischio per il Forte dei Marmi, che al netto d'un po'di scompiglio portato da Macheda (sa dribblare, ma eccede: dopo aver saltato due avversari, non importa cercare il terzo) tiene intatto il vantaggio alla pausa senz'altri sussulti; al riavvio prova a provocargliene qualcuno Luzzi, che da posizione favorevole non angola il pallone abbastanza da dar noia a Dazzi. La prima volta non ce la fa neppure Makhlouf, che andato via di forza alla difesa avversaria sbatte sull'uscita di Sderci e sul rimpallo centra la traversa; quello buono è il tentativo successivo, perché diversa è la scelta finale: sul lancio di Passalacqua, vinto il duello con Bonini al tiro si sostituisce lo scarico orizzontale per Manfredi, che aveva seguito l'azione e che appoggia il pallone nella porta sguarnita. Alla fine manca un quarto d'ora, doppio il vantaggio del Forte dei Marmi; a dimezzarlo prova Paolieri (aveva rilevato Giudice; dentro anche Brogi, Mati e Taiti per Luzzi, Matteo Rossi e Francalanci), che sul tackle di Rami conquista un rigore contestato: alzando la mira, Macheda mette tutti d'accordo e impedendogli d'andare all'assalto finale costringe il Pontassieve a un'altra settimana nera. .
Calciatoripiù
: sfruttando le giocate di Makhlouf , formidabile sia quando va via di forza sia quando dialoga con Frandi, Manfredi (Forte dei Marmi) si ritrova protagonista d'una partita che non avrebbe dovuto giocare.
esseti
Fucecchio-Sporting Cecina 1-1

FUCECCHIO: Gori, Sannino, Fanteria, Ciardelli, Bartoli F., Berhoxha, Fanara, Cerri, Nuti, Gatto, Diviggiano. A disp.: Lazzeri, Carfagna, Squarcini, Sabato, Mazzoni, Matteoli, Di Donfrancesco, Morelli, Cei. All.: Roncucci Federico
SPORTING CECINA: Bendinelli, Ricciardi, Zazzeri, Cerri, Sola, Sala, Castelli, Lega, Londi, Tei, Dragone. A disp.: Sommani, Lucido, Manetti, Battini, Paladini, Gabriellini, Dardar E., Dardar Y.. All.: Magri Alessandro
ARBITRO: Kevin Giuseppe Travaglione di Siena
RETI: 66' rig. Zazzeri, 93' Di Donfrancesco
Se avesse vinto, il Fucecchio si sarebbe preso la prima posizione insieme al Fratres Perignano battuto dieci giorni fa; non vince, ed esulta come se avesse vinto. Esulta perché davanti s'è trovato un avversario i cui quattro punti in classifica si spiegano solo con un calendario crudele; ed esulta perché per pareggiare ha avuto bisogno del recupero: senza la rete che Di Donfrancesco realizza a ridosso del segnale di chiusura, lo Sporting Cecina avrebbe massimizzato gli effetti del rigore di Zazzeri (secondo centro stagionale, ennesima partita favolosa) e avrebbe espugnato il Corsini, e dunque anziché di due coppie il gruppo che insegue la capolista si sarebbe composto d'un trio. Strappando l'1-1 al 93'ed evitando la seconda sconfitta interna (punteggio pieno in trasferta) invece il Fucecchio riesce a mantenersi in scia, situazione non scontata se si ripensa all'andamento della partita, nella quale la rete del vantaggio a metà ripresa rappresenta l'acme ma non l'unico acuto della prova spaziale dello Sporting Cecina. Già dai primi scambi s'intuisce che per il Fucecchio sarà difficile far contare la classifica e il fattore campo: a Zazzeri bastano due minuti scarsi per saggiare i riflessi di Gabriele Gori, reattivo sul diagonale mancino scoccato di prima intenzione da non più di quindici metri. Per la seconda e la terza parata, consecutive, i minuti complessivi sono tre: forte ma centrale il rasoterra di Dragone, debole la ribattuta di Tei. Per smaltire la paura il Fucecchio opta per un'azione d'attacco, protagonista il solito Gatto, che con un doppio dribbling conquista il vertice sinistro dell'area di rigore e da lì serve al centro un rasoterra simile a un invito a cena tutto pagato: lo fanno risparmiare Nuti e Diviggiano, che non riescono a tagliare né verso il centro né sul secondo palo, e dunque favoriscono il rinvio della difesa. Per tutta la prima mezz'ora è l'unica vera sortita offensiva del Fucecchio, che anche se concede pochissimo (viaggia però lo Sporting Cecina sugli esterni: in pedana si porta Ricciardi, che calcia fuori di mezzo metro) non riesce mai a trovare gli spazi per verticalizzare tra le linee. Dunque perché Bendinelli tremi occorre attendere un calcio da fermo, quello che ottiene Diviggiano all'altro capo di un'azione nata da un lungo rinvio di Gabriele Gori: è un angolo, calciato da Gatto (nell'azione precedente aveva cucito insieme i due estremi) per la testa di Berhoxha, cui soltanto i pali, prima il destro e poi il sinistro, negano la seconda rete consecutiva. Il doppio rimbalzo costringe il punteggio a restare bloccato sulla configurazione iniziale, situazione che regge fino alla pausa e per tutta la metà della ripresa: al riavvio infatti Diviggiano si fa murare dalla retroguardia sul filtrante rasoterra di Nuti; sull'altro fronte ci vogliono un'altra paratona di Gabriele Gori e poi direttamente la traversa per neutralizzare due tentativi di Tei, servito al limite dell'area di rigore prima da Dragone (55') e poi dal traversone di Ricciardi (59'). Il terzo tentativo è quello buono perché lo Sporting Cecina capitalizzi l'ottimo avvio di ripresa: il segno ce lo lascia Zazzeri, che aprendo il mancino converte il rigore concesso da Travaglione per il fallo (netto) di Niccolò Mazzoni su Ricciardi. Alla fine manca l'ultimo quarto, e le notizie che arrivano dal Torrini - ormai si sa tutto in tempo reale o giù di lì, benedette le chat - aggravano il fastidio del Fucecchio, che alza subito ritmo e baricentro e però se resta aggrappato alla partita deve di nuovo ringraziare Gabriele Gori: decisive di nuovo le sue parate sia su Tei, liberato in profondità dal filtrante d'Eliass Dardar, sia su Gabrielli, che dal centrodestra aveva calciato rasoterra sull'invito di Londi (82'). È l'ultimo acuto dello Sporting Cecina, che nel quarto d'ora che segue (agli otto minuti regolamentari se n'aggiungono quasi altrettanti, anche se all'inizio Travaglione ne aveva notificati sei) s'abbassa, reazione inevitabile quando s'è speso così tanto; e abbassandosi concede al Fucecchio due mezze occasioni e una intera. Le due mezze nascono da un traversone di Matteoli (preciso il lancio di Morelli, ottima l'uscita di Bendinelli in anticipo su Di Donfrancesco) e da una giocata di Nuti, sul cui rasoterra da destra di nuovo nessuno taglia; quella intera produce il pareggio: sulla giocata di Bartoli, che col tacco fa tornare in area il pallone allontanato dalla difesa dello Sporting Cecina nel tentativo di sciogliere una mischia, lo segna Di Donfrancesco, letale col destro angolatissimo. È l'episodio decisivo: il Fucecchio riesce a non perdere una partita che s'era messa male male, e anche se s'è fermato su un pianerottolo affollatissimo vede l'attico a due scalini soltanto. .
Calciatoripiù
: in una giornata difficile, nella quale tra i calciatori di movimento il migliore è Fanara, Gabriele Gori dà sicurezza alla difesa e impedisce allo Sporting Cecina, trascinato dalla prova superlativa di Ricciardi, Sola e Tei , d'aggiungere altre reti al rigore perfetto di Zazzeri .
esseti
Lampo Meridien-Floriagafir Bellariva 3-3

LAMPO MERIDIEN: Mariotti, Fiori, Damiani, Dianda, Faratro, Mazzoni, Nikaj, Gokaj, Botti, Califano, Febbe. A disp.: Guidi, Vannini, Garzi, Gega, Baldini, Mangialardi, Musumeci, Lucarelli, Cortesi. All.: Giorgetti Mirko
FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Fanticelli, Mosconi, Nahi, Benvegnu, Lenzi, Ermini Polacci, Benucci, Giannone, Alighieri, Serrini. A disp.: Prelashi, Soliman, Agnoloni, La Greca, Gori, Soldini, De Simone, Paoli, Labiad. All.: Bertuccio Marco
ARBITRO: Bartolomeo Terni di Lucca
RETI: 33' Botti, 48' Serrini, 59' rig.Mazzoni, 67' rig. Serrini, 80' Giannone, 94' Faratro
Non è un esercizio di stile: se alla sua classifica si potessero aggiungere quattro punti, si troverebbe la Floriagafir nel gruppo che insegue da vicinissimo il Perignano capolista. Non è, si diceva, un esercizio di stile: per la seconda volta consecutiva la Floriagafir si fa raggiungere sul 3-3 a recupero quasi esaurito. Dopo il Casentino Academy, Pietrini l'esecutore della sentenza, il pari in extremis lo strappa la Lampo Meridien, alla quale la sconfitta sarebbe rimasta indigestissima: il suo primo tempo aveva avuto uno spessore tale da tenere la Floriagafir confinata nella metà campo fino al 35', il minuto in cui col calcio d'inizio era ripreso il gioco dopo l'1-0. Un solo difetto aveva evidenziato la Lampo fin lì: in confronto a ciò che aveva sviluppato, era riuscita a concretizzare il minimo. Eppure d'occasioni pulite ne aveva avute più d'un paio: le più nitide avevano avuto protagonisti Nikaj, la cui mezza girata la Floriagafir aveva tamponato sulla linea, e Botti. Dietro la difesa lo aveva servito Califano, che passata la mezz'ora mantiene identico il destinatario optando però per una soluzione diversa, diversa ed efficace: il traversone rende possibile il colpo di testa, e il colpo di testa la rete del vantaggio. Solo a questo punto la Lampo rallenta; e solo quando la Lampo rallenta la Floriagafir riesce a violare prima la metà campo e poi l'area di rigore avversaria: segue quasi subito un'occasione per il pari, neutralizzata da Mariotti reattivo nell'opporsi a Giannone sull'invito di Serrini. Del sussulto Bertuccio non può essere soddisfatto, e si serve della pausa per aggiustare quello che non ha funzionato, che non è poco; la bontà dell'intervento si vede subito: tempo tre minuti dal riavvio la Floriagafir pareggia col mancino di Serrini, che attivato dalla punizione laterale di Benucci imbulletta il pallone sotto l'incrocio. È l'1-1, che dura giusto una decina di minuti: la Lampo, di nuovo all'attacco, porta in pedana Luca Mazzoni, che si conquista (largo il braccio di Benvegnu, aperta la mano) e trasforma il rigore del nuovo vantaggio. A rigore segue, rapido, un altro rigore, stavolta nell'altra area: Faratro entra in ritardo su Serrini, che all'inizio dell'ultimo quarto porta il punteggio sul 2-2. L'aria è cambiata, lo si percepisce quando La Greca sterza sul mancino e a colpo sicuro cerca l'angolo basso più vicino: per proteggerlo Mariotti deve effettuare una parata complicatissima. Ce ne sarebbe bisogno anche sul tiro di Giannone, che vinto il pallone sullo stop sbagliato da Garzi calcia feroce in porta dal limite dell'area di rigore: ce ne sarebbe bisogno, ma ci sarebbe stato bisogno anche di violare almeno un paio di leggi fisiche. Su un ottimo portiere la Lampo può contare, su uno che rivoluziona regole eterne no: a dieci minuti dalla fine la Floriagafir si porta in vantaggio. Rispetto alla partita col Casentino Academy, è diverso il modo in cui s'arriva al recupero; identico però l'esito finale: dopo una prima deviazione in mischia neutralizzata d'istinto da Raggi, Faratro allunga il piede quanto basta per accompagnare in porta il pallone fatto scendere in quella zona dall'angolo di Califano; e, di nuovo, la Floriagafir si fa raggiungere sul 3-3, e vede solo discreta una classifica che con un po'di concentrazione in più avrebbe potuto farsi ottima. .
Calciatoripiù: Mariotti, Botti
(Lampo Meridien), Giannone e Serrini (Floriagafir).
esseti
Maliseti Seano-Mobilieri Ponsacco 2-1

MALISETI SEANO: Hancu, Barlumi, El Amri, Micheloni, Libiu, Osmenaj, Guizzaro, Petracchi, Ruggiero, Arcioni, Leka. A disp.: Mura, Belli, Demiri, Gurra, Koni, Marinozzi, Mema, Monti, Varrosi. All.: Masi Jacopo
MOBILIERI PONSACCO: Becherini, Messerini, Stefanini, Ribechini, Cogliano, Landi S., Cappello, Silvi, Bianchi, Calloni, Marchetti. A disp.: Matassi, Cavallini, Gurabardhi, Guidi, Tuntoni, Viviani, Unuagbe, Viviani, Ruschi. All.: Vuono Stefano
ARBITRO: Antonio Pacilio di Pistoia
RETI: 23' Leka, 53' Ruggiero, 74' Calloni
No, non era un caso. Dopo un avvio reso tragico soprattutto da un calendario crudele, la vittoria di Pontassieve sembra aver dato la sterzata giusta alla stagione del Maliseti, che batte il Mobilieri Ponsacco (2-1, prima sconfitta) e lo scavalca in classifica. Nel primo tempo la partita scorre via equilibrata: entrambe le squadre cercano soprattutto la profondità, mossa che riesce meglio al Maliseti, perfetto in fase di non possesso e bravo a sfruttare le spizzate dei propri attaccanti. Mai pericoloso prima della pausa, nella ripresa il Ponsacco imbastisce una serie di azioni palla a terra, ma ha continuato a sbattere sulla difesa del Maliseti, che in contropiede poteva far male di nuovo. Il punteggio si sblocca alla prima vera occasione, alimentata da un lancio lungo per Ruggiero, che protegge il pallone e lo appoggia a Leka: mancino in porta, Becherini battuto (23'). Il duello si ripete alla mezz'ora, stavolta diverso l'esito: ottima la parata, lo scarto resta minimo. Il Ponsacco cerca di annullarlo con l'iniziativa di Calloni, che al 41'rientra sul mancino e calcia a colpo sicuro: è decisivo Micheloni, che ribatte il tiro diretto verso la porta spalancata. È un episodio che pesa doppio; doppio, perché così il Maliseti raggiunge la pausa in vantaggio, e al riavvio può aumentare lo scarto: stavolta segna Ruggiero, che con la punta del mancino anticipa l'uscita di Becherini, davanti al quale l'aveva proiettato la spizzata di Leka su un lancio dalle retrovie (53'). Sotto 2-0, tra il 60'e il 65'il Ponsacco costruisce due occasioni per riaprire la partita: non ci riescono né Guidi, che calcia fuori dopo aver vinto un contrasto al limite dell'area, né Calloni, che da posizione simile calcia centrale. Più pericoloso è il Maliseti sugli sviluppi di un corner da destra: di testa Guizzaro colpisce a botta sicura e si vede murare sulla linea. Il Ponsacco canalizza l'episodio favorevole nella rete che riapre la partita: segna Calloni, che addomestica la punizione di Ribechini respinta dalla barriera e col mancino batte Hancu all'angolo. Alla fine manca un quarto d'ora, tempo in cui il Maliseti resta lucido a sufficienza per impedire al Ponsacco di creare occasioni con cui portare a cinque il numero di pareggi: restano quattro, quattro come i punti, due in meno del Maliseti, che sembra essersi mosso davvero. .
Calciatoripiù: El Amri
, il migliore della difesa, non sbaglia un movimento né una chiusura; Ruggiero , generoso, protegge tutti i palloni che il Maliseti gioca in avanti: assist e rete impreziosiscono la sua prestazione; Calloni è colui che ha creato le azioni più pericolose del Ponsacco, che con la sua rete riapre la partita; in mediana Ribechini aggiunge quantità alla solita qualità.
Sestese-Fratres Perignano 0-1

SESTESE: Tabani, Bravi, Scarpelli, Gaffarelli, Papucci, Chelli, Menchetti, Nesti, Verzicco, Zei, Patrignani. A disp.: Faggi, Cesarano, Gusciglio, Biscardi, Pecori, Pomponio, Ferro, Riboli . All.: Rossi Alessandro
FRATRES PERIGNANO: Calloni, Gentile, Chiarini (3), Pirrone, Celi, Silvestri M., Oliva, Ben Toraa, Riccomi, Pucci, Falleni. A disp.: Mazzetti, Lepri, Gazzarrini, D Angelo, Mecacci, Nieddu, Malacarne, Silvestri Y., Colangelo. All.: Lucarelli Massimo
ARBITRO: Mattia Di Galante di Pontedera
RETI: 36' Pucci
Robusto, rapido, concreto. Durante la settimana Lucarelli lo aveva immaginato proprio così il suo Perignano in vista della supersfida al vertice contro la Sestese. E del resto solo miscelando con sapienza questi tre ingredienti sarebbe stato possibile coltivare la concreta speranza di sbancare il Torrini togliendo in un sol colpo ai campioni d'Italia in carica imbattibilità casalinga e stagionale. Al termine di novantacinque combattutissimi e intensi minuti di gioco, quella grande impresa che popolava i sogni del Fratres Perignano ha preso corpo regalandogli l'opportunità di salire momentaneamente sul primo gradino del podio. È un successo di misura, di rigore e di grande valore, visto e considerato che anche la Sestese ha disputato una signora partita, e che tutto ha fatto fuorché recitare il classico ruolo della vittima sacrificale: si sono infatti apprezzate la consueta eleganza nel palleggio e quell'innata intelligenza tattica tipica delle grandi squadre. Peccato che nell'occasione sia mancato quel pizzico di fortuna che avrebbe potuto dare tutto un altro senso al risultato finale, e che soprattutto siano venute meno lucidità e cattiveria agonistica negli ultimi sedici metri. È stata una tappa ben condotta, insomma, senza però lo sprint vincente all'ultimo chilometro. Il tema tattico chiaro come il sole insolitamente primaverile che splende nel cielo sopra Sesto fa intuire sin dalle primissime battute di gioco che l'andamento del match sarà incerto e appassionante. Grazie a una linea mediana ben organizzata e ricca di talento, la Sestese riesce subito a prendere in mano l'iniziativa. Avvalendosi del supporto offerto dai frequenti sganciamenti del mediano basso Gaffarelli, la coppia formata da Nesti e Zei prima recupera e poi smista con perizia una gran quantità di palloni permettendo agli esterni Bravi e Menchetti di lavorare ai fianchi la retroguardia ospite per poi riproporre verso l'area di rigore presidiata da Calloni assist invitanti per i sempre insidiosi Patrignani e Verzicco. Davvero ben collaudato, stavolta il motore è costretto spesso alla frenata dall'altrettanto ottima e attenta organizzazione difensiva avversaria. Celi, capitano che ben presto si rivela muro quasi invalicabile, guida un reparto abile nello stringere la morsa attorno agli attaccanti sestesi. Decisivo in questo senso è anche il lavoro svolto dai due esterni Gentile e Chiarini, molto bravi in fase di contenimento ma anche utilissimi nel supportare le fulminee ripartenze orchestrate dal rapido Oliva, esterno destro di centrocampo, da Ben Toraa e da Filippo Pucci, intelligente regista dai piedi buoni che non di rado supporta le giocate offensive del duo Riccomi-Falleni. Non a caso sarà proprio questa l'arma che permetterà a Lucarelli di scardinare la porta di Tabani e il dispositivo difensivo disegnato da Rossi lungo l'asse rappresentato da Papucci, Chelli e Scarpelli. Questa muraglia, decisamente solida, non è esente da crepe nel momento in cui la prepotente accelerazione degli avanti ospiti riesce, spesso con successo, a metterla in un certo imbarazzo. Il taccuino degli appunti inizia a popolarsi dopo appena tre minuti di gioco quando un illuminante lancio dalla trequarti di Nesti spedisce il pallone sui piedi di Verzicco che nel frattempo, è riuscito a liberarsi in piena area di rigore: la conclusione scuote soltanto l'esterno della rete difesa da Calloni. La replica del Perignano è affidata a Chiarini, che dopo essersi fatto largo nella trequarti sestese sfondando lungo la corsia di sinistra indirizza direttamente verso la porta un insidiosissimo tiro-cross dalla lunga distanza: Tabani è costretto a opporsi con una spettacolare parata che gli consente di alzare la traiettoria oltre la traversa. Fra il 18' e il 25' Patrignani dimostra di non essere in giornata di grazia: il dribbling sullo stretto, la velocità e la potenza sono quelle dei giorni migliori, peccato però che in fase conclusiva le sue polveri siano decisamente bagnate. Prima, sugli sviluppi di un corner dalla bandierina di destra ben disegnato da Gaffarelli, la sua flebile smorzata sotto rete termina docilmente fra le braccia di Calloni; poi è sporca, e fuori misura, la deviazione sul servizio teso di Bravi, da sinistra. È, invece, maledettamente cinico il Perignano, cinico ed efficace in zona gol. Al 35' il bruciante scatto di Falleni sulla destra fa venire i brividi alla retroguardia di casa, che prima se lo vede sgusciare in area e poi, sulla successiva rasoiata, rischia l'autorete con una deviazione che fa rotolare i pallone di poco a lato alla destra di Tabani. Sessanta secondi più tardi il portiere sestese si ritrova davanti Riccomi lanciato a rete, e nel tentativo di anticiparlo in uscita non può far altro che metterlo a terra e indurre così Mattia Di Galante a concedere un penalty evidente. Pucci lo trasforma con un preciso rasoterra, che insaccandosi alla destra di Tabani certifica il vantaggio del Fratres Perignano. Uno scoppiettante avvio di ripresa vede le due squadre non sfruttare la possibilità di cambiare faccia alla partita. Al 49' il Perignano cestina il raddoppio: scattato a tempo su un lungo lancio dalla trequarti non letto a dovere dalla difesa avversaria, Riccomi prima si presenta a tu per tu con Tabani, e poi dopo averlo guardato dritto negli occhi nel tentativo di trovare un varco dove far passare il pallone, non trova di meglio che sparargli addosso il punto del possibile raddoppio. Sul fronte opposto lo imita il subentrato Cesarano, che al 56', al culmine di una triangolazione ficcante, da due passi colpisce alla figura l'attento e ben piazzato Calloni sbianchettando il possibile pareggio. I cambi sembrano dunque dar ragione a Rossi, che però due minuti più tardi deve fare i conti anche con la malasorte: rapida e perentoria discesa della Sestese, tocco per l'accorrente Gianluca Nesti, gran legnata dalla distanze, pallone sulla traversa a Calloni ormai battuto. Al 62' sembra avere un buon impatto con la partita un altro innesto sestese: entrato da un solo minuto al posto di Zei, Biscardi è bravo ad accentrarsi da sinistra e a trovar spazio al limite dell'area; la conclusione però gli esce però debole e centrale, accartocciandosi Calloni la disinnesca senza soverchie difficoltà. Risponde a stretto giro il Fratres Perignano: Ben Toraa prima, sull'innesco di Pucci, conclude oltre la traversa (53'), poi riceve un fallo laterale battuto da Gentile e con una repentina girata da buona posizione costringe Tabani a una difficile respinta in tuffo. L'ultimo quarto d'ora vede la Sestese assediare la trequarti avversaria senza però centrare lo specchio della porta difesa da Calloni. Nonostante i numerosi cambi che hanno ridisegnato l'undici in maglia bianca, manca qualcosa in fase conclusiva. Se ne ha un fulgido esempio al 78' quando, sugli sviluppi di una veloce ripartenza costruita lungo la corsia di destra, un morbido traversone sembra poter entrare nella disponibilità di Pomponio: l'ex bomber del Calenzano, però, sbaglia l'intervento in terzo tempo mancando d'un soffio la schiacciata a rete. Neppure gli ultimi cinque palpitanti minuti di recupero servono alla Sestese per riacciuffare la parità. La generosa e arcigna difesa avversaria chiude con sicurezza ogni varco, e al triplice e liberatorio fischio finale di Di Galante (alcune piccole sbavature non hanno inciso sulla direzione più che sufficiente: dimostratosi all'altezza del compito assegnatogli dal designatore, ha arbitrato con buona autorevolezza) esplode incontenibile e meritata la gioia. Lucarelli e i suoi ce l'hanno fatta, e adesso possono guardare tutti dall'alto in basso. Per la Sestese questa è senza dubbio una prima sconfitta stagionale che fa male. Guai, però, a pensare che sia tutto da buttare. Sono molte e importanti le risposte positive che Alessandro Rossi ha avuto dal proprio gruppo. C'è sicuramente qualcosa da registrare sia in fase difensiva, dove in più di un'occasione la Sestese ha sofferto le ripartenze e i lunghi rilanci operati dal centrocampo del Fratres, sia in fase offensiva, dove gli attaccanti dovevano e potevano fare di più negli ultimi sedici metri. Quantità, qualità nel gioco espresso e ottime individualità, però, non mancano e daranno sicuramente alla Sestese la possibilità di continuare a lottare per un vertice che, è bene ricordarlo, nonostante la sconfitta si trova a tre sole lunghezze di distanza. La stagione è appena iniziata; e come ci hanno insegnato le precedenti edizioni di questo bellissimo e spettacolare campionato Juniores élite tutto può e deve ancora accadere. .
Calciatoripiù
: nella Sestese sono andati ben oltre la sufficienza Gaffarelli, Bravi, Nesti, Scarpelli e i subentrati Cesarano e Biscardi ; nel Perignano note di merito per Celi, Chiarini, Gentile, Ben Toraa, Riccomi, Pucci, Falleni e per i subentrati Nieddu e Gazzarrini .
Nico Morali
Casentino Academy-Pieta 2004 0-0

CASENTINO ACADEMY: Pollio F., Fiacchini, Nocentini, Manni, Renzetti B., Checcacci M., Fetai, Renzetti C., Pietrini, Dini, Chianucci. A disp.: , Acciai, Pollio L., Cantore, Gabiccini, Di Donato, Bartolini, Boschi, Orlandi U.. All.: Forciniti Alessandro
PIETA 2004: Mammoli, Palaj, Cocci, Rayyad, Rrapaj, Biancalani, Marzullo, Mbaye, Ciaschi, Giuliani, Mari M.. A disp.: Liberati, Pareti, Lenzi E., Frati, Gori A., Tartoni, Presley, Vannuzzi. All.: Zambello Marco
ARBITRO: Alessandro Farina di Arezzo
Non il Perignano capolista, non la Sestese campione d'Italia e neppure due big come Affrico e Fucecchio: l'unica squadra ancora imbattuta è il neopromosso Casentino Academy, che col secondo pareggio consecutivo - e il secondo 0-0 stagionale dopo quello all'esordio col Ponsacco - raggiunge quota nove. Un punto in più ha l'avversaria di giornata, la terza neopromossa: c'è la Pietà, l'outsider insieme alle tre big, a completare la doppia coppia che insegue il Perignano. È ancora presto, prestissimo, per calibrare sull'ottimo avvio le ambizioni stagionali; allo stesso tempo è legittima la soddisfazione di Pesce e Zambello, nessuno dei quali sembra che alleni una squadra forte d'appena cinque presenze nell'élite. In tanti li invidiano: ne invidiano la classifica, eccellente; e invidiano l'abito, riconoscibilissimo, rimasto intatto anche in una categoria così impegnativa, nella quale talvolta si viene travolti dalla tentazione di rinnegare sé stessi per ottenere tutto e subito. La straordinarietà dell'ottimo avvio di Pietà e Casentino Academy sta invece nella costanza dei loro schemi: nessuna rivoluzione rispetto alle abitudini, nessuna forzatura. Difende bene la Pietà (solo un cambio nell'undici titolare rispetto alla vittoria col Forte dei Marmi: gioca Cocci, non Daly), del 3-5-2 ormai sa tutta la Toscana; difende bene e non va in difficoltà sulle verticalizzazioni del Casentino Academy, che nella prima mezz'ora cerca due volte Fetai sulla corsia destra: murato il primo tentativo, nel nulla il secondo, che sfuma perché Chianucci arriva con un istante di ritardo sull'invitantissimo traversone rasoterra. Per bussare la Pietà ha bisogno d'un calcio da fermo; poi bussa forte, e solo una parata superlativa di Francesco Pollio, che la situazione l'aveva concessa (al limite della propria area di rigore aveva raccolto con le mani un retropassaggio ritenuto volontario) e che con l'aiuto del palo neutralizza la punizione di Palaj sul tocco di Marzullo, tiene il punteggio sullo 0-0: Farina è sicuro, il pallone non è entrato. Da un'altra punizione, di nuovo Palaj l'esecutore (acciaccato, uscirà alla pausa: precauzione comprensibile), la Pietà costruisce un'altra occasione interessante: stavolta la traiettoria, che come origine ha una posizione laterale, è diretta non verso la porta ma sulla testa di Cocci, la cui deviazione esce alta d'un paio di spanne. Non va a buon fine neppure l'assolo di Giuliani, che dopo essersi liberato bene al limite dell'area di rigore ritarda il tiro e s'imbottiglia in un raddoppio: niente più che l'angolo gli concede il Casentino, un angolo senza esito sul quale si chiude il primo tempo. Simile è l'andamento della ripresa, simile nonostante le scelte degli allenatori, che con qualche ritocco provano a far maturare il vantaggio; simile perché di nuovo la Pietà bussa con una punizione (la calcia Vannuzzi, e di testa dal secondo palo Biancalani devia il pallone sulla parte sbagliata della rete); simile, infine, perché per tornare a farsi sentire anche il Casentino ha bisogno d'un pallone inattivo: è un angolo respinto corto, sulla cui ribattuta di potenza Pietrini cerca lo specchio e trova il muro eretto da Mammoli e Rrapaj a ridosso della linea. Per Farina, identica la porta, anche stavolta il pallone non è entrato, e l'opposizione è corretta: le mani coinvolte, è il messaggio, sono solo quelle del portiere. Anziché accendere la mezz'ora che resta d'un tratto l'episodio placa la partita, come se le due squadre dopo aver speso così tanto del pari s'accontentassero; solo nel finale la Pietà prova a costruire un altro paio d'occasioni, che né Rayyad (s'era liberato bene a destra, aveva spazio per avanzare: calcia subito, e calcia strozzato) né Cocci, in ritardo sull'ultimo traversone di Vannuzzi, riescono a sfruttare. È un verdetto giusto: per gli episodi e soprattutto per lo spirito, di perdere - e sarebbe stata la prima volta in una stagione approcciata meravigliosamente - il Casentino non avrebbe meritato. .
Calciatoripiù
: non è difficile selezionare i reparti che premia uno 0-0. In difesa, guidata da Biancalani formato monumento, la Pietà è imperforabile, o giù di lì; non riescono a violarla neppure le geometrie di Manni (ottimo il rientro dopo una lunga assenza, così come ottimo è l'ingresso di Boschi negli ultimi venti minuti), e così se riesce a mantenersi imbattuto il Casentino Academy può ringraziare Francesco Pollio e la parata pregevole che sfodera intorno alla mezz'ora.
esseti
Lastrigiana-San Giuliano 1-1

RETI: Massaro, Papini
C'è una ragione evidente che spiega perché la Lastrigiana sta vincendo così poco nonostante la grande intensità e l'ottimo sviluppo della manovra, che la portano spesso alla soglia dell'area di rigore avversaria: sottoporta sbaglia tanto, troppo, e dunque concretizza poco; e se concretizza poco ci sta che non chiuda le partite, e dunque che veda svanire la rete di vantaggio. È quello che accade nel posticipo col San Giuliano, che pareggiando 1-1 prova a dar fiato a una classifica complicata: il rigore - contestato - di Tommaso Papini vale un punto pesante in un campo complicato. Il fattore Guardiana la Lastrigiana prova a farlo valere già nel primo tempo, nel quale si vede annullare una rete per una situazione poco chiara (aveva segnato Baldini, non si capisce che cosa Regoli punisce) e poi saggia Raugi con le incursioni di Fè (calcia bene col mancino, il piede teoricamente debole) e di Grevi. Il San Giuliano replica con un tiro di Cortopassi, a giro col destro, e un colpo di testa di Matteini sul quale s'esalta Chiarello. Perché il punteggio si sblocchi è necessario attendere la ripresa e il fischio, stavolta giusto, di Regoli, che punisce un tackle di Mazzoncini, fuori tempo all'interno della propria area: il fallo lo subisce Massaro, che converte in rete il rigore del vantaggio. Dell'1-0 la Lastrigiana non s'accontenta, e cerca subito di raddoppiarlo: glielo impedisce Raugi, di nuovo superlativo sia su Burroni, sia su Grevi, sia su Baldini. Dunque il punteggio resta in bilico, e nel quarto d'ora finale torna in equilibrio: con una scelta contestatissima Regoli punisce col secondo rigore di giornata, stavolta per il San Giuliano, un contrasto tra Moccia e Ruberti; dal disco Tommaso Papini segna l'1-1. Ferita, nel finale la Lastrigiana rischia addirittura la beffa: solo la mano di richiamo di Chiarello impedisce a Mazzoncini di centrare l'incrocio più lontano e completare la rimonta. .
Calciatoripiù: Massaro, De Pascalis
(Lastrigiana), Raugi, Antoni e Ruberti (San Giuliano).