Campionando.it

Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 12

Oltrera-Aquila Montevarchi 2-0

OLTRERA: Bullari, Landi, Sostegni, Franchi, Chick, Clemente, Campana, Cappagli, Celestre, Tani, Cecchi. A disp.: Faggioli, Matteoli, Mbaye, Mocanu, Pratelli, Asmodeo, Pangallo, Paffi . All.: Del Vita Matteo
AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Tani, Pericoli, Manenti, Palazzini, Sira, Kodra, Pranteddu, Cannoni, Brogi, BORRI. A disp.: Cappetti, Cioncolini, El Hanif, Maccioni, Ensoli, Presenti, Pratesi, . All.: Peri Francesco
ARBITRO: Emanuele Paladini di Lucca
RETI: 51' Cecchi, 66' Cecchi
Meglio dell'Oltrera nessuno sta. Nelle ultime otto partite, quelle comprese nella serie avviata dal 3-2 con la Sestese, sono arrivati ventidue punti, record: il Tau ne ha fatti diciannove, il Fucecchio diciassette, la Sestese quindici, Lastrigiana e Venturina quattordici; stavolta cadere al Nuovo Marconcini tocca all'Aquila Montevarchi, piegata dalla doppietta di Cecchi nella ripresa. Perché la partita si sblocchi occorre infatti attendere un po': in avvio i ritmi non sono granché alti, per una decina di minuti le due squadre si studiano. Il primo sussulto si registra al 10', sul tiro con cui Cappagli cerca lo specchio: l'esecuzione è abbastanza debole, Ghelli neutralizza. L'Aquila Montevarchi replica con l'affondo di Pranteddu, che recupera il pallone in pressione alta, sullo slancio salta Franchi e crossa in area per Brogi, ostacolato dalla parata di Bullari. Il Montevarchi ci riprova al 19' con la lunga rimessa di Pericoli per Kodra, il cui traversone immediato cerca Pranteddu all'interno dell'area di rigore: lo anticipa Kevin Sostegni, pulito nell'intervento nonostante la pressione di Cannoni. L'Oltrera reagisce affidandosi prima al break di Franchi (grande l'intervento difensivo in tackle, grande la galoppata che si sviluppa per una quarantina di metri: dopo quattro dribbling, Alessio Tani ripara in fallo laterale) e poi al filtrante di Clemente per Celestre, che salta Palazzini e impegna Ghelli. Non è una parata complicatissima, sicuramente lo è meno di quella sfoderata al 35' su Filippo Tani, che aveva battuto di prima sul recupero alto di Campana: intervento stellare e 0-0 conservato. Al pericolo corso il Montevarchi reagisce con l'ultima azione pericolosa del primo tempo: Kodra vince un duello aereo con Cappagli e serve Brogi, cui in tuffo s'oppone Bullari sventando un'occasione chiara. La svolta è rimandata all'avvio della ripresa, quando Mattia Landi scorge il movimento di Filippo Tani in profondità e lo serve con un filtrante precisissimo lungo la linea dell'out: al dribbling su Pericoli segue il traversone al centro dell'area di rigore, invito a cena per Cecchi, che anticipando Alessio Tani di testa segna l'1-0 (55'). Finito in svantaggio e costretto a rimontare, il Montevarchi reagisce affidandosi a uno schema su punizione tra Brogi e Pranteddu: servito benissimo all'interno dell'area di rigore avversaria, Borri spara alto. È l'occasione più netta del frangente di massima pressione del Montevarchi, rotta dall'Oltrera con l'episodio che chiude la partita: Cappagli calcia verso l'area una punizione dalla mediana (l'aveva provocata Palazzini) servendo un pallone fatato a Cecchi, che nell'azione precedente il fallo l'aveva subito e che devia il pallone in porta. Paladini convalida nonostante le proteste del Montevarchi, che chiede un fallo su Pericoli: il vantaggio diventa doppio. La partita però non è finita, l'Oltrera rischia su un rinvio corto di Bullari calamitato da Pranteddu, il cui servizio invita Manenti a crossare in velocità per Maccioni: tiro alto. Il Montevarchi non ha neppure fortuna: finito a terra dopo un intervento sospetto in area di rigore (tutto regolare per Paladini), Kodra chiede il cambio; è corta la panchina a disposizione di Peri, che in emergenza deve adattare Cappetti, il portiere di riserva, a punta centrale. In questo contesto l'Oltrera ha gioco facile nel non rischiare più: al 5' dei sette minuti di recupero Pratelli cerca la terza rete, negata dall'opposizione di Ghelli. È l'ultimo episodio d'una partita che lancia l'Oltrera tra le grandissime: non va dimenticato che il Montevarchi è uscito indenne dai confronti con Tau, Fucecchio e Venturina, e ha battuto la Sestese.
Calciatoripiù: Cappagli, Landi, Tani
(Oltrera), Ghelli, Pranteddu e Kodra (Aquila Montevarchi).
Pietrasanta-Tau Calcio 2-6

PIETRASANTA: Dini, Poltronieri, Tonini, Dezulian, Cresci, Puccinelli, Laboti, Angeli, Remorini, Di Bianco, Benassi. A disp.: Corso, Petacchi, Ramacciotti, Pennucci, Bufalini, Pardini, D Este, Bacci . All.: Lazzarini Alessandro
TAU CALCIO: Ricci, Romanelli, Serafini, Tancredi, Marzano, Rigacci, Gabbrielli, Moschini, Giovannelli, Bracaloni, Bonelli. A disp.: Mariotti, Scarselli, Giovannini, Hussey, Silla Di., Stondei, Pierucci, Pellegrini. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Luca Lazzerini di Carrara
RETI: 5' Moschini, 16' Giovannelli, 29' Laboti, 45' Autorete, 62' rig. Pellegrini, 65' Pierucci, 74' Pellegrini, 80' Moschini
Delle rivali il Tau ha un potere in più: come pesca, dalla panchina Paoletti pesca bene. Pesca bene anche quando deve fronteggiare un gran numero d'assenze, e che manchino in tanti (tra i convocati si rivede Giovannini) lo dimostra il largo impiego dei 2010: Rigacci parte titolare per la terza di fila, in panchina c'è bisogno di Mariotti, Hussey e Diego Silla; pesca bene perché la qualità complessiva è elevatissima, sia a centrocampo sia in attacco: l'equilibrio che, rimontando lo svantaggio doppio, con un po' di fortuna il Pietrasanta era riuscito a ripristinare si frantuma sull'ingresso di Pellegrini e di Pierucci, che in due segnano tre delle sei reti complessive. Di due delle altre tre il merito è di Moschini, che nel finale chiuderà la contesa col sigillo del 2-6 e che nel prologo la apre con una giocata sublime: è una sorta di filtrante per sé stesso quello che gli consente di recapitare dietro la retroguardia avversaria il pallone calamitato ai venti metri, di recuperarlo sullo sprint e di calciarlo in porta. Dal primo fischio di Lazzerini sono trascorsi cinque minuti appena, e già la platea comincia a pensare che il Tau la partita l'abbia ipotecata; al quarto d'ora il raddoppio di Giovannelli, che di testa prolunga il traversone di Bonelli quanto basta per correggerne la traiettoria dalla parte giusta del secondo palo e rompere un digiuno che durava da sei settimane, la sensazione la consolida. Alla fine la previsione sarà corretta, ma per confermarla il Tau deve faticare ben più di quanto ci s'attende: al doppio svantaggio il Pietrasanta reagisce bene, tanto bene da dimezzarlo quasi subito con la rete di Laboti in mischia (29'). La sorte fa il resto: nel tentativo d'alimentare l'ultimo possesso del primo tempo Jordan Ricci calcola male la traiettoria in uscita e anziché servire a Marzano un pallone agevole glielo calcia sul tallone; ne nasce un rimbalzo beffardissimo, quello che senza bisogno di cercare lo specchio consente al Pietrasanta di raggiungere la pausa sul 2-2. Dell'episodio che, clamoroso e sfortunatissimo, si concretizza nel momento peggiore il Tau non mostra di risentire; non ne risente perché a Pellegrini è sufficiente il primo quarto d'ora dal riavvio per lasciare la propria impronta sulla partita: è un'impronta tracciata con l'inchiostro indelebile, visto che dal rigore del 2-3, lui a prenderlo e lui a segnarlo, non si torna indietro. Al nuovo svantaggio il Pietrasanta non reagisce, e nella mancata reazione il Tau s'incunea con tutta la propria ferocia: nasce dalla panchina anche il 2-4, lo segna Pierucci con la volée con cui scaraventa in porta la punizione di Bracaloni. Alla fine del terzo quarto il vantaggio torna doppio, e memore di quanto accaduto poco meno di un'ora prima stavolta il Tau non s'accontenta: soprattutto non s'accontenta Pellegrini, che trova la doppietta con un'azione solitaria nata a sinistra e chiusa con un tiro secco sul primo palo dopo una finta sui centrali avversari e che consente a Moschini di finire come aveva iniziato: è perfetto il taglio sul traversone rasoterra dal fondo, perfetto il movimento ad anticipare Dini, perfetta l'esecuzione di prima per il 2-6 finale. Delle rivali il Tau ha un potere in più: ecco perché la Toscana, e prima di tutte la Floria prossima avversaria, sente salire l'attesa per il big match con cui si chiuderà il 2025.
Calciatoripiù
: l'ingresso di Pellegrini e di Pierucci consente al Tau di vincere di slancio una partita che alla fine del primo tempo s'era d'un tratto complicata.
esseti
Floria-Settignanese 5-0

FLORIA: Servi, Gensini, Carrai, Lafsahi, Fibbi, Santoro, Bautista, Esteves, Landi, Guarducci, Piccini. A disp.: Lagattolla, Sophie, Bitossi, Riccucci, Bettarelli, Panichi, Batelli, Martini, Laaroussi. All.: Alessi Dimitri
SETTIGNANESE: Fontani, Preka, Pratesi, Tozzi, Djoni, Molinati, Villetet, Milli, Burrini, Marfisi, Vultaggio. A disp.: De Fazio, Giappichini, Sisti, Magnelli, Malica, Grassi, Salsi, Montaperto. All.: Fani Filippo
ARBITRO: Tommaso Stelo di Siena
RETI: 25' Piccini, 36' Landi, 48' Landi, 79' Bettarelli, 86' Panichi
Goleada, sorpasso e un sospiro di sollievo. Dal derby con la Settignanese la Floria esce rinfrancata: il 5-0 vale il ritorno alla vittoria dopo un mese esatto e, scavalcati anche Seravezza e Pietrasanta, una classifica un po' più serena. Il prologo però non lascia intravedere l'esito della contesa: parte bene la Settignanese, pericolosa al 14' con Milli al cui tiro (debole per la verità s'oppone Servi). Per iniziare a macinare gioco la Floria ha bisogno di scavallare il quarto d'ora, poi s'accende: la prima occasione capita a Bautista Berrocal, che da buona posizione calcia a lato. L'occasione buona è la seconda: la Settignanese va in apnea su un pallone recapitato nella sua area di rigore, al volo Piccini segna l'1-0. La Settignanese sbanda, e dello sbandamento la Floria approfitta subito: al 36' col destro Lapo Landi porta a due le reti di vantaggio. Per la doppietta, in mezzo una volée di Bautista Berrocal a lato di poco (38'), è sufficiente attendere l'avvio della ripresa: efficace la pressione alta, recuperato all'interno dell'area di rigore il pallone finisce di nuovo nella porta della Settignanese. Sul 3-0 la partita s'esaurisce, anche perché la Floria ora sgombra dai pensieri si concede la pressione a tutto campo: tra il 60' e il 62' sfiorano la quaterna prima Fibbi (colpo di testa a lato su calcio d'angolo), poi Bettarelli, che sbatte sull'opposizione di Fontani. A distanza d'un centinaio di metri è allo stesso modo attento Fontani, che impedisce alla Settignanese d'accorciare neutralizzando l'iniziativa di Burrini (67'). Resta un acuto isolato: attacca quasi soltanto la Floria, che ci prova con una punizione di Lafsahi (pallone alto) e nel finale allunga fino al 4-0 grazie a Bettarelli, che prima di scaricare il pallone in porta affonda all'interno dell'area di rigore avversaria, e a Panichi, a segno grazie all'ennesimo pressing efficace. È l'apoteosi della Floria, che per esultare non ha bisogno d'attendere l'ultimo fischio di Stelo (direzione buona): una vittoria così rotonda è una boccata d'ossigeno di cui c'era un gran bisogno.
Calciatoripiù
: la doppietta sblocca Lapo Landi, che non segnava dalla fine di settembre; insieme a lui spiccano Esteves, il migliore a centrocampo (lotta e recupera un'infinità di palloni), Santoro, che non fa passare un pallone che sia uno, e Carrai, il solito mastino della fascia sinistra, capace di macinare chilometri su chilometri; davanti a questa prova della Floria poco può fare la Settignanese, cui non basta l'abnegazione di Marfisi per evitare una sconfitta netta.
G48
Scandicci-Cattolica Virtus 0-2

SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Nannoni (71' Borchi), Talbi (64' Focardi), Baroncelli Lancisi (46' Bini), Morosino, Galletti (46' Brandani), Andrei (46' Gjonaj), Nocentini (77' Sani), Lodovisi, Kurti (56' Bagala). A disp.: Contieri, Cardella . All.: Bernocchi Lorenzo
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa (93' De La Cruz), Pagnotta (89' Peccini), Mugnaini, Zangarelli, Lazzerini M., Zini (91' Lazzerini C.), Cullhaj, Andres (84' Narduzzi), Fossi I. (75' Morozzi), Crini (91' Torres Perez). A disp.: Dallai, Burgassi Da., Scatuzzi. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Patrizio Donzelli di Firenze
RETI: 30' Andres, 42' Andres
È un bene che nel Seicento il calcio non esistesse. Se nel Seicento il calcio fosse esistito, forse Cartesio non avrebbe potuto dimostrare l'esistenza di Dio: per spiegare l'origine dell'idea di perfezione non avrebbe avuto bisogno d'indagare la metafisica. Gli sarebbe potuto bastare un derby ogni tanto, il derby giusto, quello che muove decine di persone anche se per nessuna delle duellanti la classifica è esaltante né pericolosa; gli sarebbe potuto bastare il derby alla fine del quale è facile rispondere alla domanda sull'essenza della perfezione. A chi domenica mattina avesse chiesto cos'è la perfezione sarebbe stato facile rispondere: eccola, è questa cosa qua. Meno che perfetta la prova della Cattolica Virtus, che espugna il Bartolozzi grazie alla doppietta d'Andres, non si può definire: è perfetto l'attacco, perfetta la mediana (sontuosi Zini e Cullhaj, sempre libero Mugnaini), perfetta la retroguardia (quasi insuperabile De Sa a destra, insuperabile Pagnotta a sinistra, insuperabili Manuel Lazzerini e Zangarelli, che ormai al nuovo ruolo ha preso le misure e prova a ridurre al minimo i rimpianti per l'assenza di Chirinos Calderon acciaccato). Ai rivali storici lo Scandicci concede il diritto di violare il Bartolozzi, impresa che fin qui non era riuscita a nessuno, neppure al Tau; e per Fraccone, cuore giallorosso, è un replay: anche l'anno scorso, sempre dicembre era, al primo derby da allenatore dopo averne vissuti decine da calciatore vide i suoi vincere con due reti di scarto. Allora fu 2-4, stavolta 0-2; non cambia la sostanza d'una partita che già nei primi sei minuti la Cattolica mostra d'aver approcciato meglio: Pesci deve respingere di pugno la punizione (fallo di Morosino su Zini) che dal lato corto dell'area di rigore, destro il fronte dell'attacco, il mancino di Cullhaj aveva calciato verso il primo palo, e uscire coi tempi giusti sul filtrante di Fossi, cui la sponda d'Andres aveva consentito di premiare il taglio di Crini. Anche quando la Cattolica rallenta, e nella prima mezz'ora lo fa pochissimo, lo Scandicci non riesce a contrattaccare efficacemente: in mediana Talbi sembra sperso, anche perché né Galletti da mezzala destra né Andrei da mezzala sinistra (dopo la pausa nessuno dei due rientrerà dagli spogliatoi: Bernocchi li cambierà con due 2010, Brandani e Gjonaj) riescono a proporsi o a fare filtro. Se ci s'aggiunge che dietro Nocentini, che vive una mattinata complicatissima, né Lodovisi né Kurti riescono a trovare la posizione in cui rendere efficace il 4-3-2-1 e che la difesa balla (balla Baroncelli Lancisi, il terzo a non rientrare per la ripresa: anche lui sarà sostituito da un 2010, Bini; ballano i terzini, sia Torracchi a destra sia Nannoni a sinistra), gli ingredienti per la débâcle sono già tutti nella dispensa. La Cattolica prova ad accorciare i tempi di cottura, tentativo negato dalla traversa su cui sbatte il destro d'Andres servito sul disco del rigore da Crini, che a destra aveva raggiunto il fondo andando via di forza (forse fallo?) a Nannoni: la rovesciata di Torracchi ad allontanare il pallone dalla linea di porta e l'ottima posizione di Donzelli, che con gesti non fraintendibili segnala che il pallone non è entrato, tengono il fuoco costante un altro po' (17'). Nessuno però pensa che la Cattolica possa rinunciare al vantaggio ancora a lungo, neppure sul secondo colpo di fortuna che nel giro d'un minuto grazia lo Scandicci: esce d'una spanna scarsa il pallone schizzato verso la porta sguarnita, resa tale dall'incomprensione tra Pesci e Baroncelli Lancisi, in difficoltà sul lungo rinvio di Manuel Lazzerini con la pressione d'Andres in allegato. È lui il pericolo principale per la difesa dello Scandicci, che se n'accorge ma non riesce a contenerlo: favorito dal servizio di Zini, che sulla trequarti aveva sgraffignato il pallone a Kurti, il suo mancino dai venti metri è giusto l'antipasto del vantaggio. La Cattolica lo confeziona con una punizione che nel tentativo d'impostare la manovra Manuel Lazzerini conquista (fallo di Talbi) sul fronte sinistro della trequarti offensiva, e che il mancino di Pagnotta crossa verso il centro dell'area di rigore: un rimpallo innesca il destro d'Andres, che di prima calcia morbido dalla parte giusta del palo lontano. È la mezz'ora, senz'aver mai calciato verso lo specchio (in tutta la partita ci riuscirà una volta soltanto, in avvio di ripresa: reattivo Bracci sul destro di Nannoni) lo Scandicci precipita in svantaggio, e dallo svantaggio non riesce più a riaversi; soprattutto non riesce a riaversi perché la Cattolica vince ogni duello in mediana, e a ogni duello vinto fa seguire un'azione d'attacco. Al 36' il raddoppio sembra fatto: lo cestina Fossi, che sottoporta anticipa Morosino sulla sponda di Crini (forse per addomesticare il lancio d'Andres dalla trequarti sinistra s'era servito del braccio: tutto buono per Donzelli, che peraltro ha ben diretto) e col destro, piede debole, calcia alto a colpo sicuro. Sulla ripresa del gioco lo Scandicci conquista il primo angolo (alla bandiera destra va Talbi), cui ne segue un altro dal fronte opposto; e da quest'angolo nasce, abbastanza casuale, l'occasione migliore per il pari: calciando a rientrare Kurti cerca direttamente lo specchio, di testa Mugnaini allontana quasi sulla linea e manda il pallone a incocciare sulla fronte di Galletti, che senza riuscire a correggere la traiettoria sfiora l'incrocio dei pali. L'episodio serve a ricordare alla Cattolica che una rete di scarto è troppo fragile, e dunque che c'è bisogno di chiudere il primo tempo su un vantaggio quantomeno doppio. Il comando va subito a effetto: Baroncelli Lancisi legge male il lancio di Fossi per Crini, che presa la posizione di vantaggio entra in area da sinistra, accelera e centra per Andres, che chiude il taglio sul primo palo col destro a colpo sicuro da non più d'un paio di metri. È la rete dello 0-2, che lo Scandicci non riesce a smontare neppure con la rivoluzione orchestrata da Bernocchi: anche se sale sulla trequarti lasciando a Gjonaj la regia Talbi, che dei suoi è quello dotato di maggior talento, non riesce a confezionare neppure un'occasione da rete. Al tiro lo Scandicci si porta in modo abbastanza casuale, favorito da una delle poche incertezze di De Sa, che ogni tanto si scorda di non essere più un esterno d'attacco: lasciato rimbalzare all'interno dell'area di rigore, il pallone finisce prima sul mancino e poi sul destro di Nannoni, che cerca il primo palo e trova l'opposizione di Bracci. È l'unico pericolo corso nella ripresa dalla Cattolica, non insidiata neppure dalle nuove soluzioni ideate da Bernocchi nel tentativo d'evitare la sconfitta: non incidono né Bagalà (fuori Kurti) né Focardi (fuori Talbi), e la manovra non si ripulisce neppure con l'ingresso di Borchi e Sani (fuori Nannoni e Nocentini), né col dirottamento di Bini in posizione di terzino sinistro. L'unica occasione per evitare la resa anticipata nasce da un break di Morosino, che sottratto il pallone a De Sa sul fronte sinistro della trequarti offensiva combina con Brandani da cui riceve il pallone di ritorno al limite dell'area di rigore: insieme al tiro, alto, sfilano via le speranze residue dello Scandicci, nel finale a rischio tracollo sull'incomprensione tra Pesci e Torracchi, che tamponando male l'accelerazione di Peccini consentono a Narduzzi (i due avevano rilevato Pagnotta e Andres) di cercare la rete, colpita solo sul lato esterno. Più che motivo di rimpianto l'occasione non finalizzata - l'ennesima d'una partita in controllo totale - è la conferma della prova stellare della Cattolica, che a chi transita in zona Bartolozzi è facile indicare, definizione ostensiva, in risposta alla domanda sull'essenza della perfezione: eccola lì la perfezione, è quella cosa lì.
Calciatoripiù
: con personalità e doti da leader Gjonaj e Brandani provano a evitare una sconfitta cui lo Scandicci era andato incontro già nel primo tempo, piegato dalla doppietta d'Andres, finalmente titolare (col Pietrasanta aveva riassaggiato il terreno di gioco) dopo il lungo stop. È lui il finalizzatore d'una manovra che il trio di centrocampo (Mugnaini, Cullhaj e Zini sono così ben assortiti che sembrano nati per giocare insieme) ha facilità ad alimentare grazie alla solidità della difesa: si gioca senza paura quando si sa che a coprire le spalle ci sono Manuel Lazzerini e Zangarelli, e che a sinistra si trova sempre una soluzione efficace nelle sovrapposizioni di Pagnotta.
Samuele Tofani
Sestese-Sporting Cecina 4-1

SESTESE: Giorgetti, Sostegni, Breccia, Durgoni, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Notari, Paci, Pacini. A disp.: Bardazzi, Dervishi, Minniti, Stasi, Palmini, Materassi, Barbanti, Iuliucci . All.: Ferro Marco
SPORTING CECINA: Sommani S., Bernini, Benedetti, Lettiere, De Santis, Bartolini, Ceccarini, Cominale, Magozzi, Castellano, Pistoia. A disp.: Melis, Carbone P., Bandinelli, Moretti, Galvano, Franci, . All.: David Tarquini
ARBITRO: Tommaso Massollo di Viareggio
RETI: 1' Magozzi, 7' Notari, 66' Durgoni, 83' Iuliucci, 87' Ceccherini
Quel pizzico di timore era legittimo, perché dall'arrivo di David Tarquini lo Sporting Cecina era ancora imbattuto, e perché in certe partite si sa che c'è solo tutto da perdere; quel pizzico di timore diventa un po' più d'un pizzico nel momento in cui, appena quarantasette i secondi sul cronometro di Massollo, Magozzi segna una delle reti più veloci della stagione. Per raddrizzare la partita la Sestese si fa bastare sei minuti, per vincerla però ha bisogno d'intaccare l'ultimo quarto: il 4-1 matura solo nel finale, quando lo Sporting Cecina ormai esausto (tutti 2010 i sei in panchina) non sa più come contenere le accelerazioni d'una squadra così ricca di talento. Eppure l'avvio aveva fatto intravedere un epilogo diverso: Riboli legge male il lancio con cui Ceccarini cerca d'alimentare la prima azione d'attacco sul calcio d'inizio e si fa prendere d'infilata da Magozzi, che punta Giorgetti e lo batte per lo 0-1. Allo svantaggio la Sestese ha il merito di reagire nel modo migliore: comanda la testa, non la pancia. Con tutta quella qualità a disposizione giungere al pareggio è poco meno che ovvio: già al 7' di testa segna Notari deviando in porta il traversone di Gabriele Sostegni, che l'azione l'aveva avviata coinvolgendo Ceccherini e che salendo sulla destra aveva creato per Durgoni il corridoio in cui far filtrare un pallone perfetto. Per metà la rimonta è a posto, ora la Sestese prova a completarla: cinque minuti più tardi il pallone buono capita a Pancella, che sul lancio di Breccia s'intrufola alle spalle della difesa e cade sul contatto (sospetto, regolare per Massollo: tanti sia i dubbi sia le proteste) con Simone Sommani. Il nervosismo per il possibile rigore non concesso ha l'effetto di contrarre la manovra della Sestese, che solo alla mezz'ora riesce a costruire una nuova occasione da rete: è un'occasione clamorosa, sbatte sul palo il tiro di Durgoni portato in pedana dal traversone di Breccia (l'azione l'aveva avviata Musa e alimentata Ceccherini con un'apertura sublime a sinistra) ripulito da Pancella. Il primo tempo la Sestese lo chiude all'attacco, ma sempre sul pari: sfuma anche l'ultima opportunità, quella creata dalla pressione di Ceccherini sul cui traversone rasoterra (forse Notari e Durgoni erano piazzati meglio) la difesa anticipa Pancella. La pausa è una cesura soltanto formale: al riavvio la Sestese crea subito un pericolo con un calcio d'angolo che il colpo di testa di Notari devia alto; alla bandiera s'era portato Riccardo Pacini, che al 55' verticalizza per Paci l'ennesimo pallone recuperato da Ceccherini in mediana: con l'esperienza Simone Sommani rende efficace l'uscita, l'azione sfuma. Ferro capisce che è il momento d'aumentare la spinta, e alla fine del terzo quarto insieme a Iuliucci (fuori Pancella e Paci) inserisce Santiago Palmini, che invita a calciare l'angolo con cui dopo i cambi si riprende il gioco: è la mossa vincente, il traversone a rientrare scende sulla testa di Durgoni, la cui torsione vale il 2-1. Ora la rimonta è completa, ma della sola rete di vantaggio la Sestese non può accontentarsi: segue quasi subito un'occasione ottima per il tris, mancato da Notari che sul filtrante di Gabriele Sostegni (lo aveva attivato il triangolo con Durgoni) grazia Simone Sommani calciando a lato. Resta senza esito anche l'azione successiva, simile nello sviluppo iniziale: anche stavolta Gabriele Sostegni dialoga con Durgoni, poi però affida a Ceccherini il compito di verticalizzare; la scelta è giusta, con questa mediazione e il velo di Notari il pallone giunge a Iuliucci, che lavora bene nella prima metà dell'azione, quella che lo vede scappare in campo aperto, e meno bene nella seconda: sbagliato il controllo nel tentativo di dribbling su Simone Sommani. L'occasione per il riscatto personale arriva subito: da destra il pallone glielo serve Gabriele Sostegni con una giocata di prima, e stavolta la fuga si chiude con un tiro secco ad anticipare l'uscita di Simone Sommani. Neppure del doppio vantaggio la Sestese s'accontenta: c'è tempo ancora per il secondo assist vincente di Santiago Palmini, che crossando a uscire una punizione dal fronte destro della trequarti consente a Ceccherini di coronare una prova preziosa col colpo di testa del 4-1. È un messaggio chiaro alle due capolista, che restano distanti tre punti appena, e alla Lastrigiana dell'ex Zuccaro, scavalcata in classifica e prossima avversaria: domenica la Guardiana calamiterà l'attenzione di tanti.
Calciatoripiù: Iuliucci, Santiago Palmini, Notari, Durgoni, Gabriele Sostegni
(Sestese), Simone Sommani, Carbone e Ceccarini (Sporting Cecina).
esseti
Giov. Fucecchio-Seravezza 1-0

GIOV. FUCECCHIO: Terri, BIONDI, Dainelli, Collura, Sica, Masha, Sardelli, Salvadori N., Fogli, Romani, Lenzi. A disp.: Tacchi, Federighi, Piazza, Llanaj, Battiloro, Borghi, . All.: Citi Michele
SERAVEZZA: Mazzantini, Rosini, Gatti, Mingazzini, Benedetti, Privitera, D Antonio, Giannini, Ottaviano, Intaschi, Beltrano. A disp.: Azzi, Lenzetti, Bertoni, Casolare, Sgado, Balestracci, Coppola, De Angeli, D Andrea. All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Damiano Cicconofri di Empoli
RETI: 21' Fogli
Se davvero il titolo d'inverno, platonico e desideratissimo, sarà assegnato all'ultima curva, a quella curva il Fucecchio punta ad arrivare quantomeno affiancato al Tau Altopascio; ecco perché è fragorosa la sua esultanza nel momento in cui Cicconofri stabilisce l'ufficialità dell'ottava vittoria in campionato. È la quinta rete stagionale di Fogli a piegare il Seravezza, la cui classifica d'un tratto bruttina stride con l'ottima prova complessiva, peraltro sciupata dalle proteste finali che a quella già ricevuta da Lenzetti (85') aggiungono le espulsioni di D'Antonio e Rosini: non è granché dolce l'epilogo d'una partita che s'era subito aperta con un pericolo per il Fucecchio, a rischio svantaggio sull'invito di Gatti per Filippo Benedetti, che calcia alto dall'interno dell'area di porta. Dall'avvio non è passato neppure un minuto, e del brivido il Fucecchio porta a lungo i segni; prova a rinforzarli Ottaviano, che intorno al 10' sfrutta la propria rapidità per passare in mezzo alla difesa avversaria e servire a centro area un gran pallone: lo cattura il mancino d'Intaschi, cui Terri risponde reattivo. Al secondo pericolo il Fucecchio reagisce, e finalmente comincia a far circolare il pallone come Citi gli chiede: complesso non è arrivare alla trequarti offensiva, complesso è avanzare una volta arrivati fin lì. Per entrare in area di rigore c'è bisogno d'una giocata ricca di talento, quella che nasce dal contrasto vinto da Romani in mediana e che sul suo filtrante consente a Fogli di triangolare rasoterra con Francesco Lenzi: il passaggio di ritorno spalanca la pista per la rete del vantaggio. È l'occasione su cui gira la partita, che in avvio di ripresa il Fucecchio cerca di sigillare: non ci riesce Masha, che servito sul disco del rigore dal traversone rasoterra di Fogli sceso nell'insolita posizione d'ala calcia male con l'interno destro. Dunque il Seravezza rimane in partita, e a una decina di minuti dalla fine crea l'occasione migliore per pareggiare: in pedana si porta Ottaviano, il cui diagonale da destra sfila d'una dozzina di centimetri dalla parte sbagliata del palo lontano. Resta giusto il tempo per le espulsioni decretate da Cicconofri e per l'esultanza del Fucecchio, che in attesa del big match di Natale non può permettersi che il Tau s'allontani. È un messaggio chiaro alla Settignanese prossima avversaria: di lasciar punti a Coverciano nessuno ha tanta voglia.
Calciatoripiù: Romani, Collura
(Giov. Fucecchio), Privitera, Filippo Benedetti, Mingazzini e Beltrano (Seravezza).
esseti
San Miniato-Capezzano Pianore 2-6

SAN MINIATO: Perniconi, Inglesi, Leoni, Castrigato, Lorenzetti, Ibrahimi, Cultrera, Ulivi, Fineschi, Pacciani, Ismailaj. A disp.: , Palei, Burroni, Machetti, Boumarouane, . All.:
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Pinelli, Cioffi, Satini, Quilici, Mattioli, Bianchi, Lamperi, Cardillo, Boraschi, Quiriconi. A disp.: Corsini, Coluccini, Navari, Bellandi, Martini, Giorgi, Mbaye, Lenzi. All.: Maffei Marco
ARBITRO: Bartolomeo Loretti di Siena
RETI: 18' Boraschi, 40' Ulivi, 49' Quiriconi, 53' Boraschi, 55' Quiriconi, 65' rig. Ulivi, 78' Cardillo, 82' Lenzi
La partita da non sbagliare il Capezzano non la sbaglia. Lasciare punti al San Miniato, ancora inchiodato a -1 dopo dodici giornate, avrebbe voluto dire contrarre al minimo le speranze di salvezza; invece a Siena arriva una vittoria (2-6), la prima stagionale, buona per ridurre a cinque i punti di distanza dalla zona salvezza, quella ora introdotta dal trio Seravezza-Pietrasanta-Settignanese. Per piegare il San Miniato, che vedeva questa partita come una delle ultimissime possibilità per rientrare in corsa, è stato però necessario attendere la ripresa: si chiude pari il primo tempo, pari perché alla rete di Boraschi (lo serve una rimessa profonda di Lamperi, convertita nel vantaggio con un tiro di controbalzo a colpo sicuro) replica Ulivi calciando angolatissimo da fuori quando alla pausa mancano giusto cinque minuti. Della rete subita quando fa più male il Capezzano non accusa il contraccolpo, lo dimostra lo spirito con cui affronta i primi dieci minuti della ripresa, alla fine dei quali le reti di vantaggio diventano tre: per due terzi il merito è di Quiriconi, che segna l'1-2 dopo aver calamitato un rinvio corto di Perniconi (49') e l'1-4 con un inserimento centrale non contenuto dalla difesa avversaria; nel mezzo c'è spazio per l'1-3 di Boraschi, che per violare l'area di rigore sfrutta la spizzata di Cardillo a prolungare un lancio lungo. Di nuovo all'orizzonte una sconfitta, un esito che dall'inizio dell'anno è diventato abitudine, il San Miniato cerca comunque di rientrare in partita: lo fa sperare il rigore conquistato da Leoni (fallo di Cioffi) e trasformato da Ulivi nel 2-4. Resta comunque non abbastanza per far male al Capezzano, che non rischia niente e nel quarto d'ora finale porta a sei le reti complessive: segnano Cardillo, che calamita un pallone sporco e lo spedisce in rete anticipando l'uscita di Perniconi, e Giacomo Lenzi, liberato in posizione di sparo dal doppio scambio con Youssef Mbaye. È l'epilogo dallo scontro tra le ultime due della classifica: oltre che per allontanarsi dal San Miniato, il Capezzano s'augura che la vittoria gli sia utile per insidiare le squadre che gli stanno davanti; ce ne sono cinque non così lontane.
Calciatoripiù
: le doppiette di Quiriconi, alla prima con la nuova maglia, e di Boraschi consentono al Capezzano di rompere il tabù rappresentato dalla prima vittoria stagionale.
esseti
Venturina-Lastrigiana 4-1

VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Tosi, Casoli, Galbiati, Mezzetti, Bologna, Nista. A disp.: Guiducci, Guazzini, Tognazzi, Tassi, Guazzelli, Monaci, Mosca, Messina, Panichi. All.: Bucciantini Fabio
LASTRIGIANA: Pratolini, Gibbino, Del Giudice, Mangani, Gueye, Desideri, Brusciano, Palmini, Taoufik, Pietrosanti, Nencini. A disp.: Capasso, Cappiardi, Baggiani, Straccali, Campinoti, Tarantino, Spanu, Labardi. All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Douaa Drissi di Piombino
RETI: 20' Da Frassini, 35' Da Frassini, 46' Mezzetti, 70' Straccali, 76' Da Frassini
C'erano due reazioni possibili alla sconfitta d'Altopascio: mollare, tanto la salvezza è già pressoché certa, o rilanciare. Il Venturina imbocca la seconda strada, e la imbocca benissimo; la imbocca trascinata dal capitano, che anche se di lavoro fa il difensore centrale con la porta avversaria ha molto più che confidenza: nel 4-1 rifilato alla Lastrigiana, che interrompe una striscia positiva lunga un mese e che si fa raggiungere in classifica, ha un peso enorme la tripletta di Da Frassini, che la partita la apre con due reti in quarto d'ora e poi la chiude nel momento di massimo pericolo, quello nel quale la rete di Straccali aveva ridotto le distanze. Per entrare in partita il Venturina ha bisogno d'una decina di minuti; poi capisce che sugli esterni può trovare spazio, e s'affida alle incursioni di Mezzetti e di Bologna per creare la superiorità numerica. La superiorità numerica genera calci d'angolo, i calci d'angolo le reti: le segna entrambe Da Frassini, entrambe di testa, sempre Mezzetti alla bandiera. Tra le due reti il Venturina aveva costruito un'altra occasione notevole: solo la traversa s'era opposta a Lenci, che aveva chiuso un'azione personale con un tiro carico d'effetto. L'episodio spiega perché alla pausa il doppio vantaggio è legittimo; dagli spogliatoi la Lastrigiana rientra desiderosa d'accorciarlo subito, ma legge malissimo il lancio con cui sul calcio d'inizio Da Frassini avvia la ripresa: sfilato dietro la retroguardia avversaria, il pallone finisce calamitato da Mezzetti, che viola l'area di rigore e in diagonale batte Pratolini. È il 3-0, che per venticinque minuti il Venturina gestisce senza rischiare mai; poi d'improvviso la Lastrigiana si rifà sotto con un lampo di Straccali, che raccoglie un pallone schizzato verso l'esterno dell'area di rigore e complice una deviazione batte Kohler. Le speranze della Lastrigiana, che nel finale pareggerà il conto dei legni con una traversa di Cappiardi (colpo di testa sottomisura sugli sviluppi d'un calcio d'angolo), reggono giusto sei minuti: poi Da Frassini decide che, come l'amore per Emma Marrone (siamo vecchi, son passati già dodici anni), la doppietta non gli basta, e dalla distanza spedisce in porta la punizione del 4-1. Il messaggio è chiaro: il Venturina s'è rimesso in moto e ha tutta l'intenzione di rilanciare.
Calciatoripiù
: la tripletta di Da Frassini, che con De Angeli forma una coppia favolosa, consente al Venturina di vincere una partita nel quale già in avvio s'era capito che i movimenti di Nista, gladiatorio, avrebbero creato spazi interessanti.