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Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 15

Aquila Montevarchi-Scandicci 1-2

AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, BORRI, Pericoli, Maccioni, Sira, Manenti, Kodra, Pranteddu, Ensoli, Brogi, Steccato. A disp.: Cappetti, Presenti, Cannoni, , . All.: Peri Francesco
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Forletti, Salvadori G., Borchi, Morosino, Drago, Galletti, Lodovisi, Talbi, Focardi. A disp.: Pesci, Nannoni, Sani, Andrei, Nocentini, Gelli, Baroncelli Lancisi, Cardella. All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Lorenzo Papale di Arezzo
RETI: 22' Focardi, 43' Brogi, 78' Lodovisi
È facile identificare l'istante nel quale lo Scandicci è scivolato fuori dalla coppa: è l'istante, La Guardiana lo scenario, in cui Taoufik indovinò la traiettoria vincente e beffardissima e consentì alla Lastrigiana di vincere lo scontro diretto. Era il 1° marzo, e da lì in poi le cose si sono aggrovigliate: fino all'ultima giornata lo Scandicci è rimasto in corsa, consapevole però che entrare nelle prime cinque posizioni sarebbe stato complicatissimo. Si sapeva che c'era il rischio che neppure una vittoria a Montevarchi sarebbe stata sufficiente: è lo scenario che si materializza, perché l'1-2 firmato Focardi-Lodovisi si combina con la vittoria del Venturina, quarto, e della Lastrigiana, che battendo il Fucecchio lo spinge addirittura al settimo posto. Lo Scandicci chiude un passo e due punti più avanti, penalizzato soprattutto dal diverso rendimento in casa e in trasferta. Il Bartolozzi ha prodotto trenta dei quarantasette punti totali; fuori invece, già dall'esordio al Grazzini, alle poche soddisfazioni s'è associata tanta fatica: quella dell'antistadio è la quinta vittoria - Venturina, Seravezza, Cecina e Settignano le sedi delle altre - di quattordici trasferte. Anche la quattordicesima s'apre con un pericolo: Pranteddu scende a destra e fa sussultare la difesa, che però riesce a murare Maccioni deciso a calciare col destro anziché col mancino. La replica dello Scandicci vale il vantaggio alla fine dell'azione cui segue la pausa per dissetarsi: segna Focardi, che sull'uscita di Ghelli incrocia in porta il pallone servitogli centrale da Drago dopo un'efficace pressione alta. Del vantaggio minimo lo Scandicci non s'accontenta, ma gli tocca farselo andare bene: non hanno il fine desiderato né il filtrante di Morosino per Focardi, cui stavolta Ghelli s'oppone in uscita bassa, né la percussione di Talbi, che sull'invito di Salvadori s'incaponisce in un dribbling superfluo e si trova costretto a concludere, impreciso, in scivolata. Alla serie di rischi il Montevarchi replica con due giocate di Brogi, che prima sbocconcella l'incrocio con una punizione quasi perfetta, poi pareggia: è efficacissimo il servizio d'Ensoli, che riceve lo scarico di Pranteddu sceso fino al fondo e confeziona la sponda vincente. È l'1-1, cui seguono la pausa e una ripresa dai ritmi analoghi: lo Scandicci riparte forte grazie agli spunti di Focardi, che recupera il pallone alto e gli fa attraversare tutta l'area di porta, e di Drago, che dalla distanza sfiora l'incrocio. Per il nuovo vantaggio occorre attendere il quarto d'ora finale, introdotto da un filtrante di Forletti: è la giocata giusta per far correre Lodovisi, che con una veronica si prende il diritto di calciare e con l'interno segna l'1-2. Alla fine manca una dozzina di minuti, nei quali si registrano due occasioni, nessuna delle quali finalizzata: dai duelli individuali escono vincitori prima Ghelli, che s'oppone a Nocentini, poi Izzo, sui cui sbatte il tiro di Steccato. Allontanando la respinta, la difesa nega a Ensoli la ribattuta vincente: lo Scandicci vince, vince senza che gli basti per entrare tra le prime cinque.
Calciatoripiù
: insieme a Gabriele Salvadori, padrone della corsia sinistra, una citazione se la meritano sia Borchi per la grinta sia gli autori delle due reti, Focardi e Lodovisi (Scandicci), che segnando l'1-2 riscatta una prestazione fin lì sbiadita.
esseti
Capezzano Pianore-Seravezza 2-4

CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Querin E., Navari L., Pilone, Satini, Quilici, Bianchi, Mattioli, Querin A., Cardillo, Fialdini. A disp.: Corsini, Bellandi, Lushnjani, Coluccini, Cioffi, Lenzi, Martini, Giorgi, Mbaye. All.: Corrado Marco
SERAVEZZA: Mazzantini, Casolare, Gatti, Sgado, Bertoni, Privitera, D Antonio, Giannini, Ottaviano, Intaschi, Beltrano. A disp.: Palmerini, Moretti, Balestracci, De Angeli, Lenzetti, Mingazzini, Benedetti, Rosini, Launari. All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Leonardo Pingi di Pisa
RETI: 18' D Antonio, 23' Fialdini, 54' D Antonio, 70' Fialdini, 73' Moretti, 79' Moretti
Nonostante la fantastica rincorsa degli ultimi due mesi, cominciata in concomitanza con l'avvento di Marco Corrado, al Capezzano non riesce l'impresa di mantenere la categoria élite. Al Maggi-Matteucci, contrariamente a ciò che avrebbero potuto pensare le malelingue al punto di richiedere la presenza del commissario Figc, è stata partita vera tra due formazioni che hanno lottato su ogni pallone pur di prevalere nel derby versiliese. Complimenti al Seravezza, che vincendo 2-4 ha onorato l'impegno anche se non aveva più niente da chiedere alla classifica. Consapevole di dover vincere per salvarsi, o alla peggio accedere allo spareggio con la Settignanese, il Capezzano parte forte: subito Pilone innesca Fialdini, atterrato da Casolare al limite dell'area di rigore. Pingi punisce l'intervento con una punizione, della quale s'incarica Mattioli: il suo tiro aggira la barriera e colpisce l'incrocio dei pali. Il Seravezza replica al 6' con una ripartenza che mette Intaschi, servito splendidamente da D'Antonio con un colpo di tacco, in condizione di arrivare al tiro: Pelliccia è bravo a bloccare. Passano dieci minuti e il Capezzano si rende nuovamente insidioso: incontenibile, Fialdini spinge sulla sinistra e, dal fondo, serve a rimorchio Alessandro Querin, il cui tiro a botta sicura la difesa riesce a murare. È un episodio che conta, come conta quello che va in scena al 18': un errore di Pelliccia, chiamato a impostare dal basso, consente a D'Antonio, che ringrazia, di catturare il pallone e trasformarlo nello 0-1. Per raggiungere il pareggio il Capezzano impiega solo cinque minuti: di testa segna Fialdini, che raccoglie un perfetto cross di Navari servito da Elia Querin. Ripristinato l'equilibrio, il Capezzano insiste: al 34' Pingi ravvisa un fuorigioco millimetrico di Satini su una punizione di Cardillo e interrompe una potenziale azione d'attacco. Poco dopo, Privitera ricorre alle maniere forti per fermare Alessandro Querin lanciato a rete: il fallo vale l'ammonizione e soprattutto una punizione da posizione interessantissima. La calcia Cardillo, direttamente sulla barriera. la ribattuta la cattura Bianchi, il cui tiro da fuori trovando l'ottima risposta di Michael Mazzantini, che blocca sicuro. Bianchi ci prova ancora al 40', quando raccoglie un pallone sporco respinta dalla difesa avversaria e cerca la porta: pallone di poco a lato. Il Capezzano, che cerca il vantaggio in tutti i modi, non ha neppure fortuna: si infrange sul palo interno il tiro di Alessandro Querin sulla sponda di Cardillo. Restano senza l'esito desiderato anche la punizione di Fialdini, alta di poco (40'), e l'iniziativa di Mattioli, che liberato da Pilone lambisce il palo alla sinistra di Michael Mazzantini. Chiudere il primo tempo all'attacco tocca però al Seravezza: ci prova Ottaviano, che dopo essersi liberato della diretta marcatura conclude in porta e trova la parata di Pelliccia. Si chiude così il primo tempo: ai punti il Capezzano avrebbe sicuramente meritato di più per le tante occasioni create e per i due legni colpiti a portiere battuto. Partita e salvezza di decidono nella ripresa, aperta dal nuovo vantaggio del Seravezza: un'azione travolgente sulla corsia di destra mette D'Antonio solo davanti a Pelliccia, superato con un pallonetto delizioso. Il Capezzano non ci sta, prova a spingere a pieno organico e raggiunge il pareggio a metà ripresa con Fialdini, liberato da un bell'assist di Giacomo Lenzi. È il 70', ora il punteggio recita 2-2. Ci sarebbe tempo per completare la rimonta, ma ancora una volta il Capezzano fa e disfa: un errore in fase difensiva libera Moretti, che solo davanti a Pelliccia non perdona e porta di nuovo in vantaggio il Seravezza (73'). Fialdini prova subito a ripristinare la parità, ma non ha fortuna: la difesa avversaria respinge in prossimità della linea, Michael Mazzantini ormai battuto, un tiro altrimenti destinato a finire in porta. Peraltro neppure l'eventuale pari basterebbe al Capezzano, che si scopre e si vede punire in contropiede: nella giornata delle doppiette personali è ancora Moretti a battere Pelliccia, stavolta con un pallonetto delizioso. A riaccendere le speranze residue non bastano i sei minuti di recupero concessi da Pingi: il fischio finale decreta un verdetto amaro per il Capezzano, che saluta la categoria anche se a salvarsi ha provato fino alla fine, soprattutto dopo l'arrivo di Marco Corrado.
Calciatoripiù
: la partita si decide sulle doppiette di Fialdini (Capezzano), D'Antonio e Moretti (Seravezza).
Floria-Cattolica Virtus 0-4

FLORIA: Servi, Gensini, Carrai, Fibbi, Sophie, Santoro, Bitossi, Guarducci, Martini F, Batelli, Landi. A disp.: Lagattolla, Ciappina, Vezzani, Bautista, Parravicini, Piccini L., Bettarelli, Morales, Lafsahi. All.: Alessi Dimitri
CATTOLICA VIRTUS: Dallai, De Sa, Peccini, Mugnaini, Pagnotta, Chirinos, Zini, Lazzerini, Andres, Dona, Crini. A disp.: Bracci, Cullhaj, Fossi, Lazzerini, La Ragione, Tapinassi, Torres Perez, Zangarelli, De La Cruz. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Niccolo Esposito di Firenze
RETI: Andres, Lazzerini, Peccini, Fossi
Più di ogni aggettivo esistente è un dato, freddo solo all'apparenza, che descrive il lavoro di Fraccone e del suo staff: nel girone di ritorno la Cattolica ha conquistato più punti, trentasei, di tutte le avversarie, due in più del Tau, l'unica altra squadra a superare quota trenta. Nella seconda metà dell'anno il cammino ha seguito un corso pressoché perfetto: solo due le sconfitte, peraltro entrambe a Soffiano e di misura (0-1), contro Seravezza e Sestese. Le altre dodici partite la Cattolica le ha vinte, score che le consente di chiudere al terzo posto: lo ufficializza, utile a rintuzzare gli assalti del Venturina, lo 0-4 maturato sul campo della Floria, che peraltro al Grazzini ha costruito un bel pezzo di salvezza. Di chiudere sul podio, posizione che per storia e blasone le si attaglia, la Cattolica ha una gran voglia: lo dimostra l'avvio intraprendente che già all'8' consente ad Andres, capocannoniere nonostante i due periodi prolungati d'assenza, di impegnare Servi con un colpo di testa ben indirizzato. Messa da parte la replica della Floria (a lato la volée di Martini sul traversone perfetto di Lapo Landi, 16'), nell'istante in cui il duello si rinnova il punteggio si sblocca: stavolta Andres calcia dall'esterno dell'area di rigore, e con una traiettoria angolatissima prende Servi in controtempo. In svantaggio, la Floria affida la propria reazione a una capocciata di Batelli, che di testa colpisce bene: Dallai para (36'), come para il tentativo di Lapo Landi (43'). Dalla leggera pressione avversaria la Cattolica esce trionfante: il primo tempo si chiude con la ripartenza che Christian Lazzerini finalizza nello 0-2 (45'). Alla pausa manca soltanto il recupero, nel quale la Floria costruisce ma non sfrutta un'azione d'attacco: è troppo angolato il tiro scoccato da Bitossi. Già chiaramente indirizzata alla fine del primo tempo, la partita si chiude in avvio di ripresa, quando Santoro si gioca il fallo per fermare Andres lanciato a rete: espulsione e squilibrio numerico. Ora balla la difesa della Floria, che al 61' subisce anche la terza rete: la segna Peccini, che di testa devia in porta un calcio d'angolo. Dello 0-3 la Cattolica non s'accontenta: non s'accontenta Andres, che tra il 65' e il 71' calcia a lato di pochissimo il pallone della possibile doppietta. Nel mezzo si registra un tiro di Bitossi ben parato da Dallai: è troppo poco per riportare in partita la Floria, che al 75' subisce anche lo 0-4 sull'incursione di Fossi, letale sull'uscita di Servi. È, al netto della doppietta contro il San Miniato, la rete stagionale numero sedici: con due attaccanti così, entrambi ai vertici della classifica marcatori, si capisce perché la Cattolica - e quanti rimpianti per i rigori sbagliati - sullo slancio si sia presa il terzo posto.
Calciatoripiù: Carrai, Batelli, Lapo Landi
(Floria), Andres e Mugnaini (Cattolica Virtus).
G48 & esseti
Oltrera-Settignanese 0-2

OLTRERA: Boccacci, Matteoli, Casiero, Franchi, Asmodeo, Clemente, Marino, Cappagli, Celestre G., Mocanu, Pratelli. A disp.: Bullari, Cecchi, Scarnicci, Pangallo, Paffi, Tani. All.: Del Vita Matteo
SETTIGNANESE: Fontani, Preka, Pratesi, Molinati, Djoni, Sommazzi, Milli, Grassi, Vultaggio, Cinatti, Montaperto. A disp.: De Fazio, Ciani, Sisti, Marfisi, Fabbrizzi, Sahbani, Salsi, Pierotti Carli, Burrini. All.: Fani Filippo
ARBITRO: Andrea Iellamo di Livorno
RETI: 80' Sahbani, 81' Pierotti Carli
Salva, salva diretta, salva dopo esser stata per mesi in zona retrocessione, salva grazie a due 2010, che in questo modo si assicurano il diritto di giocare l'élite anche nel 2026/27: dalla trasferta di Pontedera torna salva la Settignanese, che batte 0-2 l'Oltrera con le reti di Sahbani e di Pierotti Carli tra l'80' e l'81' e che approfitta sia del turno di riposo inflitto allo Sporting Cecina da un calendario crudele sia della sconfitta del Capezzano nel derby col Seravezza. A lungo però il punteggio resta in equilibrio, perché pur schierando una formazione rivisitata in attacco (solo panchina per Filippo Tani) l'Oltrera non disdegna di imbastire azioni pericolose: già nei primi minuti Matteoli e Asmodeo impegnano a più riprese Preka e Pratesi sulle corsie di competenza. È da una di queste situazioni che l'Oltrera crea il primo pericolo: servito in velocità da Matteoli, Cappagli crossa di prima per Pratelli, marcato stretto da Djoni quanto basta per impedirgli di agganciare il pallone. L'Oltrera ci riprova al 18', quando Asmodeo serve centralmente Matteoli, che calcia dalla distanza: traiettoria a lato, non di molto. Dopo aver fatto scorrere il primo quarto senza creare pericoli autentici, la Settignanese sprinta e al 26' confeziona un episodio che la spinge a protestare a lungo con Iellamo: servito in profondità da Sommazzi, Montaperto sfugge a Casiero, che cadendo all'interno della propria area di rigore trattiene il pallone con la mano. La decisione di lasciar correre desta più di qualche urlaccio dalla tribuna. La Settignanese ci riprova alla mezz'ora, quando Pratesi sfugge alla marcatura di Franchi e calcia dal limite dell'area di rigore: più che alla porta il pallone s'avvicina alla bandiera d'angolo. Cento secondi più tardi invece lo specchio lo inquadra l'Oltrera: Celestre invita Marino al tiro - insidioso - di prima intenzione, Fontani si distende e para. La partita si accende, la Settignanese inizia ad attaccare con più convinzione: si sviluppa bene il triangolo tra Cinatti e Montaperto, che in avvio d'azione aveva anticipato Casiero e che solo per un istante non riesce a impattare col pallone di ritorno, sorvegliato da Boccacci. È l'azione che introduce i dieci minuti finali del primo tempo, nei quali l'Oltrera accusa un leggero calo: la Settignanese prova ad approfittarne col lancio di Pratesi per Vultaggio, sul quale chiude perfetto Matteoli con un colpo di testa a liberare; la ribattuta è affare di Milli, che calcia alto. Niente più accade nel primo tempo, alla fine del quale lo scenario penalizza la Settignanese: senza una rete le toccherebbe fare compagnia a San Miniato e Capezzano. È chiaro che finire in svantaggio sarebbe esiziale, ipotesi scongiurata da Fontani sulla punizione conquistata da Matteoli (efficace il break sull'invito di Mocanu, falloso il tackle di Grassi) e calciata da Clemente per Franchi: efficace la parata, cui segue una preghiera a buon fine perché la ribattuta manchi lo specchio. La Settignanese trema di nuovo al 53', quando Cappagli serve in profondità Mocanu, che scappa sul filo del fuorigioco e batte a rete: traversa piena, poi Fontani neutralizza qualsiasi pericolo ulteriore inchiodando il pallone a terra. Il rischio scuote la Settignanese, che in un quarto d'ora crea due occasioni interessanti: non le sfruttano né Vultaggio, cui sul lancio profondo di Sahbani si oppone Matteoli col corpo (solo angolo), né Cinatti, che sulla punizione battuta da Sisti trova Boccacci a neutralizzare il suo colpo di testa schiacciato a terra. Per lo snodo della partita e del campionato è necessario attendere l'80', il minuto in cui Fabbrizzi raccoglie il lungo lancio di Vultaggio, approfitta dell'incertezza di Clemente e di Casiero e consente a Sahbani di depositare il pallone alla sinistra di Boccacci. Lo 0-1 lancia la Settignanese verso la salvezza, sigillata meno di un minuto più tardi: l'Oltrera perde il possesso e difende male, da distanza ravvicinata Vulpato colpisce la traversa, sottoporta Pierotti Carli anticipa Franchi e raddoppia. Segue un quarto d'ora, che poi si prolunga anche a partita finita, nel quale la Settignanese si concentra soltanto sulle notizie che (non) arrivano da Capezzano: quando a distanza di sessanta chilometri Pingi decreta la vittoria del Seravezza inizia la festa al centro del terreno di gioco. Con uno sprint inimmaginabile la Settignanese salva l'unica élite che le rimane dopo le retrocessioni di U15 e U16 nel giro di dodici mesi. La dirigenza è già al lavoro per rafforzare la rosa 2010, sul valore futuro della quale è lecito essere fiduciosi: non si può non esserlo quando arrivano da qui le due reti decisive.
Calciatoripiù: Marino, Matteoli, Cappagli
(Oltrera), Fontani, Shabani, Pierotti Carli e Fabbrizzi (Settignanese).
Sestese-Tau Calcio 1-2

SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Durgoni, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Bellini, Pacini, Iuliucci. A disp.: Faggi, Sostegni, Breccia, Dervishi, Stasi, Paci, Notari, Palmini, Materassi. All.: Ferro Marco
TAU CALCIO: Ricci, Romanelli, Matteoni, Tancredi, Rigacci, Serafini, Moschini, Goxhaj, Giovannelli, Hussey, Sow. A disp.: Mariotti, Giovannini, Marzano, Mannucci, Bracaloni, Geri, Gabbrielli, Sarnataro, Niccolai. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Tommaso D Amore di Prato
RETI: 24' Giovannelli, 51' Durgoni, 55' Sow
Mai erano stati tanti come ora. La classifica finale dice che sono nove i punti di distanza tra il Tau campione e la Sestese, la squadra che più a lungo di tutte ha retto il confronto; sono nove dopo l'1-2 con cui va in archivio l'ultima giornata, quella che mesi fa si diceva che avrebbe potuto assegnare il titolo e che invece serve soltanto come saluto finale; sono nove, e l'anno scorso furono ventisette. Una riduzione così ampia di un divario comunque sensibile è un segnale chiaro di due fattori: in dodici mesi la Sestese ha fatto registrare una crescita sensazionale; e il turno di riposo, che dopo il ritiro del San Miniato il Tau ha scontato prima di tutti, ha avuto più di un peso nel far credere alla Toscana che il campionato fosse davvero contendibile. Sia negli scontri diretti (le tre sconfitte sono arrivate contro squadre mai coinvolte nella lotta al vertice: nell'elenco alla Cattolica, che delle tre è la migliore, s'accompagnano Oltrera e Sporting Cecina) sia nella costanza con cui ha governato lo sviluppo complessivo della stagione il Tau ha dimostrato d'avere il successo nel proprio destino: lo ha fatto capire quando gli toccava rincorrere, lo ha urlato quando la classifica e il calendario gli hanno consentito di scappare. Ora come primo avversario delle finali scudetto il tabellone propone il Piacenza, che con la Sestese condivide più di qualche caratteristica: perciò, anche se con una serie di rotazioni ragionate (oltre a Rigacci giocano titolari Goxhaj, Hussey e Sow, che segnerà la rete decisiva: battesimo splendido nell'U17), Paoletti imposta la partita col 17 maggio come orizzonte. Ce l'ha ben chiaro Giovannelli, che alla necessità d'arrivare brillante alla fase nazionale aggiunge la voglia di scalare posizioni in classifica marcatori: dopo novanta secondi dal primo fischio di D'Amore è la sua testa a correggere verso la porta il traversone di Romanelli e a consentire a Giorgetti di fare subito bella figura. Il Tau ci riprova al 5' sugli sviluppi di un angolo respinto (Goxhaj calamita il pallone in zona disco del rigore, alza la testa, prende la mira e calcia alto di un metro), poi deve gestire la prima sortita della Sestese, ispirata dal lungo lancio di Riboli: è un invito per Pancella, perfetto nel doppio dribbling all'affaccio dell'area di rigore, impreciso nel tiro, alto di poco. È invece precisissimo Giovannelli alla seconda occasione che gli capita, quella confezionata a metà del primo tempo dall'angolo di Matteoni e dalla sponda di Hussey: il tocco col destro sottoporta vale lo 0-1. Per un bel po' allo svantaggio la Sestese non riesce a reagire: interviene Ferro, che al rientro dalla pausa chiama quattro cambi. L'ingresso di Breccia, Dervishi, Santiago Palmini e Notari (fuori Bassetti, Musa, Bellini e Iuliucci) ravviva la manovra, e il nuovo ritmo genera subito la rete del pareggio: la segna Durgoni, che cattura un traversone di Minniti sporcato dalla difesa e calciando di controbalzo col mancino in girata imbulletta il pallone sotto l'incrocio lontano. D'esultare e capire come e dove continuare ad attaccare la Sestese non ha nemmeno il tempo: passati quattro minuti scarsi, Hussey recupera il pallone in mediana (duro il contrasto con Minniti, di sicuro sospetto, regolare per D'Amore) e lancia Sow, che con una doppia finta si crea lo spazio per calciare e col destro spedisce il pallone dalla parte giusta del palo lontano. Di nuovo in svantaggio, la Sestese ora fatica a creare occasioni per pungere; non hanno grandi idee neppure Stasi e Paci, che in vista della coppa Ferro inserisce per far respirare Ceccherini e Durgoni. Per tornare ad accendersi la partita deve intaccare l'ultimo quarto d'ora, nel quale la scena se la prende Santiago Palmini con due azioni individuali chiuse con due tiri potenti: Jordan Ricci para il primo, il secondo esce a lato. La Sestese, che traballa sulle verticalizzazioni del Tau e sulle ripartenze di Hussey e Sow, non sfonda neppure con i traversoni di Riccardo Pacini e Gabriele Sostegni, che avevano trovato spazio a destra: all'impatto non arrivano né Notari né Pancella, il Torrini testimonia che le sconfitte stagionali diventano otto. Non sono poche, eppure a lungo non hanno impedito di tenere aperta la corsa; poi s'è acceso il Tau, che negli ultimi tredici turni ha conquistato trentaquattro punti (pari col Fucecchio a campionato già vinto, sconfitta a Soffiano, prima e dopo solo vittorie) e che dopo aver fatto divertire le avversarie ha ricordato alla Toscana che il pronostico d'inizio estate aveva fondamenta solidissime.
Calciatoripiù: Riboli, Riccardo Pacini
(Sestese), Sow, Hussey e Giovannelli (Tau Altopascio).
esseti
Venturina-Pietrasanta 3-1

VENTURINA: Leoni, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Panichi Na., Galbiati, Priore, Nista, Guazzini, Bologna. A disp.: Galli, Tognazzi, Tassi, Guazzelli, Tosi, Casoli, Mezzetti, Monaci . All.: Bucciantini Fabio
PIETRASANTA: Santucci, Cresci, Puccinelli, Karafili, Poltronieri, Bacci, Angeli, Ramacciotti, Laboti, Remorini, Benassi. A disp.: Bardi, Petacchi, Tonini, Di Bianco, Dezulian, . All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Federico Picchiotti di Piombino
RETI: 26' Nista, 55' Lenci, 58' rig.Panichi Na., 90' Tonini
Quando s'è sognato il titolo, la qualificazione in coppa è quasi doverosa; eppure sarebbe sbagliato darla per scontata, visto che è la prima volta che il Venturina la raggiunge passando dall'élite. Il quarto posto sigillato dal 3-1 al Pietrasanta, già salvo da una settimana, è un risultato favoloso per un club che della provincia rappresenta i tratti migliori: legame profondo col territorio, senso d'appartenenza, dedizione al lavoro, paura mai. Quando a questi caratteri s'aggiunge la qualità in campo e in panchina (panchina = Bucciantini, tenerlo caro), ci sta di mettersi dietro una manciata di squadre più blasonate, cui tranne Tau, Sestese e Cattolica fa compagnia tutta la Toscana: è un'impresa notevole, che la dirigenza s'augura di replicare nell'avvenire prossimo. In parte sarà d'aiuto la configurazione assunta negli ultimi giorni dal calcio di mare: la doppia retrocessione dello Sporting Cecina e la mancata promozione del Follonica rendono il Venturina centrale nel panorama costiero. Un buon percorso in coppa potrebbe essere lo slancio per consolidarsi: lo sa Bucciantini e lo sa la squadra, che nel primo quarto d'ora della partita col Pietrasanta sfiora il vantaggio sia con Priore (a destra gioca lui, panchina per Mezzetti), sia con Guazzini. Il tentativo buono è il numero tre, in pedana Nista, che protegge il pallone dalla pressione della difesa e rientrato sul piede preferito lo usa per calciare nello specchio: una deviazione rende la traiettoria impossibile per Santucci (26'). È l'1-0, parziale alla pausa: nei venti minuti che restano il Venturina continua a premere, senza però sfondare. Insieme a Panichi uno dei più propositivi è Lenci, che in avvio di ripresa Bucciantini sposta alto a sinistra e che nella nuova posizione indovina la giocata del raddoppio: dentro ci si trova tanta qualità, visto che per convertire in rete il traversone di Bologna c'è bisogno di un'acrobazia direzione incrocio (55'). È la svolta definitiva, anche perché sulla ripresa del gioco Panichi interrompe il possesso del Pietrasanta, si concede l'assolo dentro l'area di rigore e cade per il tackle di Poltronieri. Sul piano tecnico la decisione è facile, netto il fallo; più controversa la sanzione disciplinare, che valutando inesistente la possibilità d'intervenire sul pallone Picchiotti identifica in quella più grave. Dunque il Pietrasanta si ritrova in dieci, e nel giro di qualche secondo sotto di tre reti: sul disco si presenta lo stesso Panichi, che apre il destro così bene da segnare anche se Santucci l'angolo lo indovina. Da giocare c'è ancora mezz'ora, ricca soprattutto della marea di cambi: il taccuino torna a riempirsi solo nel finale con un'azione per parte, l'incrocio colpito da Nista e il 3-1 che Tonini segna dalla distanza. È un episodio che fa male solo a chi in casa Venturina ama le statistiche: in questo modo la Sestese chiude con una rete in meno, tocca accontentarsi della quinta difesa. Oltre al Tau campione, meglio hanno fatto anche Fucecchio e Montevarchi, che però si piazzano ben dietro: la posizione che conta è quella che si calcola coi punti, e i punti dicono che il Venturina è quarto, quarto di tutta la Toscana.
Calciatoripiù: Lolini, Bologna
e Nista (Venturina).
esseti
Giov. Fucecchio-Lastrigiana 1-3

GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Sica, Salvadori N., Collura, Federighi, Masha, Sardelli, Romani, Orsucci, Lenzi. A disp.: Tacchi, BIONDI, Dainelli, Piazza, Lombardi, Niccolai, . All.: Citi Michele
LASTRIGIANA: Pozzi, Gibbino, Scarselli, Palmini, Desideri, Brusciano, Taoufik, Pietrosanti, Baggiani, Gueye, Nencini. A disp.: Pratolini, Cappiardi, Del Giudice, Lupi, Resuttana, Vannini, Paoli, . All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Matteo Bertoni di Pontedera
RETI: 8' Baggiani, 35' Nencini, 70' Salvadori N., 88' Taoufik
È stata una stagione complicatissima, e in una stagione complicatissima ogni soddisfazione conta dieci volte tanto. Per la Lastrigiana, che ha dovuto combattere per salvarsi sia in Eccellenza sia negli Juniores e che perde l'U15 élite, è molto più d'un motivo d'orgoglio la qualificazione degli U17 alla coppa, obiettivo raggiunto grazie all'1-3 al Fucecchio nello scontro diretto: è motivo d'orgoglio e, in vista della rivoluzione (cambierà gran parte della dirigenza), il fondamento da cui ripartire. Sorride Zuccaro, cui il club aveva chiesto di mantenere la categoria e che con una rosa di tanti buoni calciatori, nessun fuoriclasse e poche riserve chiude con un preziosissimo quinto posto: di ottenerlo la Lastrigiana ha una gran voglia, lo dimostra l'aggressività con cui Baggiani approfitta dell'incomprensione tra Borghi e Buti e con un lob dolcissimo converte nello 0-1 il filtrante di Nencini. Da tempo costretto a rinunciare a un centravanti classico - alla vigilia si ferma anche Battiloro, l'alternativa più simile a Fogli, il grande ex attesissimo e assente - e in svantaggio a freddo, della Lastrigiana il Fucecchio dimostra di patire soprattutto le qualità fisiche: quest'aspetto lo sottolinea ciò che accade al quarto d'ora sugli sviluppi di un angolo di Taoufik, sul cui invito Gibbino sovrasta Sardelli e di testa schiocca il pallone contro l'incrocio. Sul proseguimento il Fucecchio si salva: stavolta Buti riesce a coprire l'angolo cui aveva mirato il mancino di Baggiani. Dall'apnea il Fucecchio esce, scelta inevitabile per programma e per caratteristiche, con le sovrapposizioni di Sica e di Borghi, che sulle corsie laterali trovano spazi in cui affondare: sono buoni i traversoni con i quali si chiudono gli sprint, peccato che Sardelli, centravanti per un po', sul pallone non arrivi. Per aumentare il peso dell'attacco Citi decide allora d'alzare Niccolò Salvadori, che con Gibbino e Pietrosanti ha più armi per combattere. Sui palloni alti però è troppo più forte la Lastrigiana, che su una di queste situazioni raddoppia quando la mezz'ora è passata da poco: partito in posizione sospetta, buona per Bertoni, segna Nencini, che di testa corregge in porta il traversone di Cappiardi, chiamato a freddo a sostituire Baggiani acciaccato. Ora il punteggio recita 0-2, e prima della pausa il Fucecchio non riesce ad accorciare: non ci riesce anche perché prima di depositarsi placido in bracco a Pozzi si spezza sul palo il tiro di Borghi, che dal vertice dell'area di porta aveva incrociato il diagonale a colpo sicuro. Per assistere all'1-2 occorre valicare la pausa e lasciar scorrere più di metà ripresa: allo scadere manca una ventina di minuti quando Sica pennella l'ennesimo traversone che di testa Niccolò Salvadori converte in rete. È lui l'uomo che alla Lastrigiana crea più pensieri, lui a sfiorare la doppietta con una girata da centravanti vero: di nuovo a ostacolare il Fucecchio interviene il legno, stavolta la traversa. Il pericolo scuote la Lastrigiana, che per chiudere la partita e sigillare il verdetto s'affida a Nencini: efficace l'inserimento su un possesso pigro della difesa avversaria, addosso a Buti - pronta l'uscita - il lob immediato. Il Fucecchio resta vivo ancora un po', il tempo che consente a Citi di giocarsi Dainelli secondo centravanti, esperimento che peraltro dura poco: Orsucci chiede il cambio, l'ingresso di Lombardi costringe Niccolò Salvadori a tornare in regia. Poi la partita finisce, perché Taoufik decide che restare appesi non ha più senso: il suo sprint in posizione d'ala destra si completa con un doppio dribbling e si chiude con la sterzata cui quasi dal fondo segue il mancino vincente. È l'1-3, la Lastrigiana è quinta: per una squadra nata per salvarsi è riduttivo parlare d'impresa.
Calciatoripiù: Taoufik, Cappiardi, Gibbino
(Lastrigiana), Sica e Niccolò Salvadori (Giov. Fucecchio).
esseti