Oltrera-Sestese 3-2
OLTRERA: Bullari, Chick, Sostegni, Franchi, Kamal, Clemente, Scarnicchi, Campana, Tani, Pangallo, Cecchi. A disp.: Faggioli, Landi, Matteoli, Cappagli, Celestre, Asmodeo, Pratelli, Paffi . All.: Del Vita Matteo
SESTESE: Giorgetti, Sostegni, Bassetti, Durgoni, Riboli, Dervishi, Pancella, Ceccherini, Notari, Palmini, Paci. A disp.: Bardazzi, Breccia, Musa, Martinelli, Stasi, Minniti, Iuliucci, Bellini, Materassi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Vincenzo Monteleone di Pisa
RETI: 3' Notari, 18' Tani, 36' Tani, 38' Palmini, 63' Cappagli
Sorpresa, a Pontedera la Sestese cade: per la prima volta quest'anno vince l'Oltrera, vince 3-2, vince e s'augura d'aver finalmente cominciato a correre. L'incontro s'accende subito: l'Oltrera, che sembrava mostrare un buon approccio, si ritrova in svantaggio già al 3', quando un'incomprensione tra Franchi e Kamal consente a Notari di catturare il pallone e spedirlo in porta con un tiro angolato. D'un tratto la partita si mette in salita per l'Oltrera, che anche se vede aleggiare i fantasmi della giornate precedenti non si perde d'animo e a più riprese tenta di passare la metà campo. La reazione è buona, buona però anche l'occasione che la Sestese costruisce al 10': Bassetti supera in velocità Chick e crossa dentro l'area per Ceccherini, che conclude a lato di pochissimo. Trascorrono otto minuti e l'Oltrera pareggia: Campana ruba il pallone al centrocampo avversario e serve in profondità Tani, che supera in velocità Durgoni e Riboli, si presenta davanti e Giorgetti e lo batte per l'1-1. Il duello si rinnova identico subito dopo, sugli sviluppi d'un calcio piazzato di Clemente: stavolta finisce all'opposto, parata e Sestese salva. Lo stesso non si può dire al 36', quando il lungo rilancio di Franchi innesca Tani, che si lancia al trotto e cade sul contatto con Riboli dopo aver superato Gabriele Sostegni. Monteleone punisce l'intervento con un calcio di rigore, che Tani gelido converte nel 2-1. Il vantaggio resta intatto due minuti scarsi: Ceccherini vince un contrasto con Kevin Sostegni e serve Santiago Palmini, che deposita in rete il pallone del 2-2. Alla pausa manca poco, c'è tempo ancora per un ultimo brivido: Cecchi sbaglia il controllo, Pancella cattura il pallone e crossa per Notari, che approfitta della marcatura blanda di Kevin Sostegni e calcia di prima intenzione senza però prendere lo specchio della porta. È l'ultimo episodio del primo tempo, cui segue una ripresa ugualmente avvincente. Si comincia con l'Oltrera all'attacco: Durgoni sbaglia l'appoggio per Pancella, Scarnicci recupera il pallone e premia il taglio di Cappagli, che con l'interno manca lo specchio di pochissimo. A forzare la situazione prova allora Tani, che sfonda sulla fascia e crossa per Pangallo: Giorgetti blocca il suo tiro diretto sotto la traversa. L'episodio decisivo si concretizza non appena superata l'ora di gioco. Dervishi commette fallo al limite della propria area di rigore; di calciare la punizione s'incarica Cappagli, che dopo la prima respinta della barriera batte Giorgetti con un tiro forte e ben piazzato. Di nuovo costretta a rincorrere, la Sestese s'affida alla propria qualità per mettere in crisi i due esterni difensivi dell'Oltrera: se ne ha un saggio al 67', quando Pancella ruba il pallone a Chik e serve in area Notari chiuso da Bullari. Non è l'unica parata che conta: ne segue quasi subito un'altra, stavolta su Pancella, liberato al tiro dal calcio d'angolo di Durgoni. L'Oltrera si difende, Matteoli spazza un cross di Materassi da sinistra; la Sestese si sbilancia e rischia sul filtrante di Cappagli: Pratelli calcia verso la porta, Giorgetti neutralizza e Riboli spazza. Dunque lo scarto resta minimo, e allo scadere la Sestese costruisce l'occasione per pareggiare: Materassi ruba il pallone sulla trequarti, triangola con Notari, si presenta al limite dell'area e cerca lo spiraglio giusto, chiuso da Matteoli che si oppone e respinge col corpo. È l'ultimo rischio per l'Oltrera, che vince una partita pesante e costringe allo stop una Sestese stranamente poco cinica sottoporta.
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Calciatoripiù: Tani, Cappagli (Oltrera),
Ceccherini, Pancella (Sestese).
Settignanese-Lastrigiana 1-2
SETTIGNANESE: Fontani, Pallotti, Preka, Malica, Djoni, Galli, Grassi, Tozzi, Echchihab, Villetet, Marfisi. A disp.: De Fazio, Giappichini, Kulish, Pratesi, Sisti, Milli, Ragusa, Vultaggio, Burrini. All.: Fani Filippo
LASTRIGIANA: Pozzi, Gibbino, Del Giudice, Pietrosanti, Campinoti, Desideri, Brusciano, Gueye, Baggiani, Taoufik, Nencini. A disp.: Pratolini, Mangani, Palmini, Cappiardi, Straccali, Tarantino, Spanu, Labardi. All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Luca Papale di Arezzo
RETI: 56' Baggiani, 61' Nencini, 74' Vultaggio
Per Zuccaro e Nencini, a segno, è la domenica perfetta: la vittoria (1-2) contro il loro passato recente vale una classifica ancora scintillante, a un punto soltanto dal Fucecchio capolista. Cade la Settignanese per la prima volta in una stagione fin qui positivissima, cade piegata da due reti in cinque minuti a cavallo dell'ora di gioco. Occorre arrivare a questo punto perché si sblocchi una partita a lungo non granché spettacolare: le due squadre lottano, s'affrontano con intensità, ma il gioco fatica a decollare. La Settignanese sembra contratta, poco reattiva; pur senza brillare, la Lastrigiana si fa preferire per cattiveria e determinazione. Il ritmo resta basso, poi sul finale di frazione ecco il primo sussulto: Baggiani indovina il filtrante che manda in porta Nencini, chiuso in extremis dalla difesa; il pallone resta lì, Taoufik calcia a porta vuota, favoloso e reattivissimo Fontani devia in angolo (44'). È l'ultima (l'unica) emozione del primo tempo, che lascia spazio a una ripresa profondamente diversa. È soprattutto merito dei cambi, che alzano il ritmo e la qualità: ora entrambe le squadre spingono di più, il gioco si allarga, le occasioni aumentano. La Lastrigiana parte meglio, alza il pressing e trova il vantaggio: Nencini ruba il pallone in area e non riesce a metterlo in mezzo per l'impatto con un braccio colpevole. Papale non ha dubbi e indica il dischetto: glaciale Baggiani segna spiazzando Fontani. È lo 0-1 (56'). La Settignanese accusa il colpo, si disunisce, e appena cinque minuti più tardi subisce anche il raddoppio: Pietrosanti pesca Nencini con un lancio perfetto, in mezzo ai due centrali; seguono il controllo e e il tocco vincente sull'uscita di Fontani. Sullo 0-2 la Lastrigiana continua a spingere e creare occasioni offensive fino a quando, un po' all'improvviso, la Settignanese riapre il match: la difesa respinge corto un cross dalla destra, Ragusa finta il tiro e serve Vultaggio, che da dentro l'area calcia preciso all'angolo (74'). È il gol dell'1-2, che rimette tutto in discussione. Ora la Settignanese prova il tutto per tutto: spinge, attacca, alza il baricentro, ma non riesce a creare vere occasioni. Manca lucidità, le gambe sono pesanti, e ogni pallone diventa complicato. La Lastrigiana si difende con ordine, concede poco e sfiora anche il tris in contropiede. Finisce 1-2: sono tre punti pesantissimi in chiave classifica. La Settignanese esce tra gli applausi, ma con qualche rimpianto: la reazione è arrivata, sì, ma forse troppo tardi.
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Calciatoripiù: la Lastrigiana è trascinata da un
Nencini strepitoso per tutto il match - lotta su ogni pallone, fa salire la squadra, si guadagna il rigore del vantaggio, firma il raddoppio con una giocata da centravanti puro. In mezzo al campo si registra l'ottima prova di
Gueye, che si distingue per qualità e intensità in fase sia di recupero sia di impostazione. Nonostante il doppio svantaggio, la Settignanese non molla e trova nuove energie grazie ai cambi, che danno freschezza e vivacità. A guidare la reazione è
Marfisi, vero motore della squadra, sempre nel vivo del gioco e determinante per spirito e leadership. Bene anche
Vultaggio, entrato con grande personalità e autore del gol che riaccende le speranze.
Lorenzo Vallone
Capezzano Pianore-Venturina 2-3
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Coluccini, Navari, Neri, Satini, Bellandi, Fialdini, Mattioli, Giorgi, Mbaye, Pilone. A disp.: Santucci, Trinchera, Bianchi, Lamperi, Moggia, Giusti, Lenzi, Cioffi, Cardillo. All.: Maffei Marco
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Guazzelli, Bologna, Galbiati, Mezzetti, Guazzini, Nista. A disp.: Galli, Tognazzi, Panichi, Tosi, Marinov, Messina, Nfaiedh, Mosca, Julien. All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Edoardo Tonioli di Carrara
RETI: 15' Mbaye, 44' Fialdini, 45' Lenci, 68' Nfaiedh, 88' Lenci
Maturità non è non perdersi mai: maturità è conoscere la strada per riuscire a ritrovarsi. Il Venturina dimostra d'aver digerito e assimilato la sconfitta col Fucecchio, quella che gli era costata il primato: il 2-3 ottenuto su al nord vale una classifica prestigiosissima, ancora più scintillante se oltre a contarle si guardano i nomi delle squadre che stanno dietro. Per mantenerle lì c'è stato bisogno di rimontare il doppio vantaggio del Capezzano, che nel primo quarto d'ora rasenta la perfezione: la fluidità della manovra produce subito una manciata d'occasioni, non finalizzate né da Mattioli (tiro a lato) né da Fialdini, che sul traversone disegnato da Mbaye dopo la percussione a sinistra sbatte su Kohler (3'). Se alla lista s'aggiungono le proteste nei confronti di Tonioli per un tocco sospetto col braccio all'interno dell'area di rigore e i pochi rischi corsi da Pelliccia (alto il tiro di Lenci), si capisce come mai è legittimo l'1-0 con cui il Capezzano sigilla il primo quarto d'ora: segna Mbaye, che di testa corregge in porta l'angolo conquistato da Fialdini (Kohler gli aveva respinto il tiro scoccato col mancino) e calciato perfetto da Lorenzo Neri. Per scuotersi il Venturina aveva bisogno di ritrovarsi in svantaggio: s'accende Galbiati, che per due volte sbatte su Pelliccia, attento di lì a poco anche su Mezzetti e sulla punizione insidiosa di Da Frassini; nel mezzo Guazzini, che aveva calciato dalla distanza, aveva spedito il pallone di poco sopra la traversa. È un messaggio chiaro per il Capezzano, che capisce che una sola rete di vantaggio è troppo poco contro una squadra così pericolosa: segue una serie di contrattacchi a vuoto, protagonista Mbaye lanciato prima da Pilone (ottimo il recupero a centrocampo, ottimo il filtrante, ottima l'uscita bassa di Kohler, 22'), poi da Lorenzo Neri; il terzo tentativo ha uno sviluppo individuale e un esito analogo: niente rete, stavolta il pallone finisce a lato. È migliore la mira del Venturina, migliore ma non ancora sufficiente per pareggiare: Pelliccia neutralizza in due tempi il tiro di Guazzini (41'), e un minuto più tardi si ripete su Bologna. Sono parate che contano, quantomeno nell'immediato: al 44' il Capezzano costruisce una formidabile azione di rimessa, alimentata da Pilone con un colpo di tacco dall'ultima linea e finalizzata in due tempi da Fialdini dopo la prima respinta di Kohler. Il doppio vantaggio dura una manciata di secondi: Lenci, che insieme a De Angeli aveva avuto responsabilità evidenti nell'azione del raddoppio, si riscatta subito col colpo di testa con cui devia in porta il calcio d'angolo conquistato da Bologna e crossato in mezzo da Guazzini. Suona immediata la sirena, che ufficializza il parziale di 2-1 a metà partita; segue una ripresa profondamente diversa, nella quale pesano due intuizioni di Bucciantini: il pari lo confezionano due 2010 entrati dalla panchina, Mosca, che sfonda a destra, e Nfaiedh, che con l'interno calcia il pallone in porta. Il 2-2 fa naufragare il Capezzano, che rischia sul tiro di Panichi (palo interno a portiere battuto) e cade a due minuti dalla fine: segna Lenci, che ribadisce in porta la punizione di Guazzini corretta da Messina e respinta d'istinto da Pelliccia. È l'episodio decisivo, quello che completa la rimonta: il Venturina torna a vincere e resta in scia al Fucecchio, rispetto al quale nello scontro diretto ha dimostrato di non essere poi così inferiore.
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Calciatoripiù: anche se non riesce a evitare la sconfitta,
Pelliccia torna finalmente sui livelli della scorsa stagione; le sue parate illudono il Capezzano, passato sul doppio vantaggio grazie alla rete di
Fialdini sulla splendida giocata di Pilone. Lo illudono perché il Venturina rimonta grazie all'ingresso di
Mosca e alla doppietta di
Lenci, inarrestabile quando sprinta e feroce sottoporta.
esseti
Sporting Cecina-Tau Calcio 2-1
SPORTING CECINA: Sommani S., Bettini, Benedetti, Bartolini, Mazzantini, Bernini, Lombardi, Bertaccini, Moretti, Castellano, Creatini. A disp.: Melis, Cacace, Lettiere, Cominale, De Santis, Lucido, Balloni, Galvano, Franci. All.: David Tarquini
TAU CALCIO: Mariotti, Romanelli, Serafini, Bracaloni, Marzano, Gabbrielli, MAtteucci, Niccolai J., Stondei, Sarnataro, Pellegrini. A disp.: Ricci, Scarselli, Guidi, Moschini, Pierucci, Hussey, Bonelli, Giovannelli. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Tommaso D Amore di Prato
RETI: 48' Pellegrini, 57' Creatini, 94' De Santis
Tra le mille c'è una ragione in particolare per cui il calcio è lo sport più popolare al mondo: non esiste pronostico non sovvertibile. Nessuno ipotizzava che lo Sporting Cecina, che fin qui non solo aveva sempre perso ma che addirittura non aveva mai segnato, sarebbe riuscito a fare punti contro il Tau Altopascio, che il 6-0 inflitto al Capezzano sembrava aver fatto uscire dalla (breve) convalescenza; nessuno lo ipotizzava, esagerato anche un pari, e invece lo Sporting Cecina vince. Vince grazie a due episodi, vince dopo aver sofferto tantissimo; eppure vince. Vince, e costringe il Tau a rivedere le proprie tabelle: per accorciare sulla prima posizione (e occhio al calendario: Fucecchio alla penultima, Sestese all'ultima) avrà bisogno d'un filotto bello lungo. Non è escluso che ci riesca: la prima sconfitta in campionato coincide con la miglior partita da inizio stagione per atteggiamento e intensità. È mancata giusto un po' di fortuna sottoporta, è mancata soprattutto nella ripresa, seguito d'un primo tempo nel quale Simone Sommani aveva subito fatto capire a Stondei che violare la sua porta sarebbe stato complicato (10'): lo è anche perché lo Sporting Cecina si difende bello compatto, senza paura di chiudersi all'interno della propria area di rigore. Trovare spazi diventa faticosissimo, e dunque per un bel po' l'unico appunto che sporca il taccuino descrive le proteste, per la verità flebili, di Castellano dopo un tackle nell'area di rigore avversaria: a lungo resta l'unica circostanza nella quale il Tau concede qualche metro nella propria metà campo. È diffusa in tribuna la sensazione che il vantaggio sia maturo, che basti coglierlo: in avvio di ripresa ci riesce Pellegrini, che raccoglie il tiro di Bracaloni respinto dalla traversa e dopo il rimbalzo sulla schiena di Simone Sommani spinge il pallone in porta. La partita sembra indirizzata, illusione gigantesca: dopo dieci minuti lo Sporting Cecina pareggia, pareggia perché dopo aver chiuso Castellano (lo aveva cercato un rinvio lungo di Simone Sommani) Romanelli azzarda un retropassaggio corto, e Creatini lo intercetta, e intercettatolo sterza verso la porta, dove deposita il pallone dopo il dribbling sull'uscita di Mariotti. Raggiunto sull'1-1, il Tau ha un merito e un demerito: torna ad attaccare, dimostrando che è maturo abbastanza da non lasciarsi condizionare da un episodio sfortunato; e non segna. Non segna perché Simone Sommani si scopre campione: tra il colpo di testa di Giovannelli pizzicato sulla traversa e i tiri di Pierucci e Matteucci dal limite dell'area di rigore sono ben tre le parate notevoli che sfodera. Se all'elenco s'aggiunge l'errore sottoporta di Pellegrini, che da posizione defilata opta per l'esecuzione di collo esterno e colpisce la parte sbagliata della rete, si capisce perché al Tau già il pari va stretto, e perché la rete del 2-1 lo fa ammutolire. La confezionano due neoentrati: Franci, che sugli sviluppi d'una punizione mal gestita dal Tau alimenta un contropiede letale (Serafini non riesce a rallentarlo), e De Santis, che sul filtrante sceglie il timing giusto per scattare dietro Gabbrielli e batte Mariotti in uscita. È l'epilogo d'una trasferta che il Tau, che l'anno scorso qui aveva festeggiato la vittoria del titolo regionale U17, non aspettava così amara; e invece è amara, perché per le ambizioni la classifica ora è amarognola.
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Calciatoripiù: Simone Sommani, Moretti, Castellano, Franci e
De Santis (Sporting Cecina).
esseti
Seravezza-Cattolica Virtus 4-5
SERAVEZZA: Azzi, Bertoni, Casolare, Mingazzini, Benedetti, Privitera, Gatti, Beltrano, D Antonio, Balestracci, Intaschi. A disp.: Mazzantini, Carli, De Angeli, Launari, El Fallah, Sgado, D Andrea, Coppola . All.: Trifoni Pierfederico
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini, Mugnaini, Lazzerini M., Chirinos, Morozzi, Zini, Crini, Cullhaj, Fossi I.. A disp.: Dallai, Lazzerini C., Narduzzi, Tapinassi, Torres Perez, De La Cruz, Virdo, Burgassi Da.. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Fabio Pierucci di Carrara
RETI: 10' Crini, 21' Intaschi, 26' Mugnaini, 42' Fossi I., 45' Fossi I., 53' Fossi I., 80' Launari, 87' Sgado, 93' Intaschi
Due minuti ancora e il Seravezza avrebbe pareggiato, e sarebbe stato clamoroso; lo sarebbe stato perché all'80' la Cattolica Virtus vinceva 1-5, e il 4-5 era impronosticabile: le reti di Launari, Sgadò e Intaschi (doppietta, aveva già segnato nel primo tempo) non bastano a correggere il verdetto, ma oltre a insaporire il finale portano con sé un'indicazione chiara quantomeno sul livello di concentrazione di chi Fraccone ha inserito dalla panchina. Per colpa di troppe distrazioni la Cattolica Virtus ha rischiato di non vincere, e sarebbe stato clamoroso; clamoroso perché calciando sotto l'incrocio (sorpreso Bracci) una punizione dai venti metri Intaschi aveva pareggiato (21') lo 0-1 di Crini, che tagliando sul primo palo aveva anticipato Azzi sul traversone di Morozzi sceso sul fondo (10'), ma nel giro di cinque minuti il vantaggio era stato ristabilito: aveva segnato Mugnaini, già ispiratore dell'azione della prima rete, che col mancino aveva finalizzato il servizio di Zini, prezioso nel pressing alto sulla corsia sinistra. Concretizzatosi poco oltre la metà del primo tempo, l'1-2 regge per un quarto d'ora, poi la Cattolica dilaga: segna due volte Fossi, che prima s'infila nel corridoio aperto dalla combinazione tra Zini e Crini, poi trasforma il rigore che sul filtrante di Cullhaj (ottimo Peccini nella transizione) s'era conquistato per il sandwich in cui l'avevano stretto Azzi in uscita e Bertoni. Dunque alla pausa la Cattolica può contare su tre reti di vantaggio, che diventano quattro in avvio di ripresa: col velo di Crini, che tre minuti prima aveva colpito di testa sull'ennesima combinazione mancina tra Peccini e Zini con traversone annesso (buona la parata d'Azzi), una rimessa laterale profonda si trasforma in un'occasione da rete, finalizzata di nuovo dal destro di Fossi. Il sigillo sulla tripletta sembra chiudere la partita, che però il Seravezza (nell'equilibrio ritrovato incide la mossa di Trifoni, che da tre riporta a quattro il numero dei difensori: è di tanti la sensazione che d'ora in poi s'andrà avanti così) prova a riaprire nonostante l'errore sottoporta di Mingazzini sull'indecisione di De Sa e il rischio corso sullo scambio tra Crini e Virdò, che scheggia il palo. La rete di Launari, che a dieci minuti dalla fine trova la porta dopo un dribbling condito da due rimpalli utili per liberarsi al tiro, inizia a ridurre lo scarto; e la punizione di Sgadò, che da trenta metri imbulletta il pallone sotto l'incrocio (esecuzione sopraffina, Bracci però parte tardi), inizia a far tremare la Cattolica Virtus. Già accentuati dalla traversa colta di testa da Benedetti sul calcio d'angolo di Sgadò, i brividi si fanno più intensi sul rigore (fallo di Tapinassi su D'Antonio, che poco prima ne aveva chiesto un altro) che Intaschi trasforma in due tempi nonostante la prima respinta di Bracci: alla Cattolica va bene che il tempo sia finito, troppo alto il rischio d'una beffa impronosticabile dopo un'ora e un quarto a livelli altissimi.
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Calciatoripiù: Intaschi, Launari (Seravezza),
Mugnaini e
Fossi (Cattolica Virtus).
esseti
Aquila Montevarchi-Pietrasanta 1-1
AQUILA MONTEVARCHI: Cappetti, Tani, Pericoli, Maccioni, Cioncolini, Bigozzi, Presenti, Pranteddu, Cannoni, Kodra, BORRI. A disp.: Ghelli, Veltroni, El Hanif, Palazzini, Berti, Ajighevi, Ensoli, Miniati, Pratesi. All.: Peri Francesco
PIETRASANTA: Pennucci, Poltronieri, Tonini, Puccinelli, Dezulian, Di Bianco, Manati, Karafili, Remorini, Laboti, Benassi. A disp.: Dini, Petacchi, Bufalini, Pardini, Angeli, Cresci, Cianelli, Bacci. All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Senio Niccolo Manganelli di Arezzo
RETI: 29' Di Bianco, 57' Kodra
È ancora presto per decrittare le ambizioni, e dunque è trasparente la ragione per cui dell'1-1, un punto a testa in allegato, entrambe le squadre s'accontentano: nonostante la buona ripresa e un possibile rigore non concesso nel finale s'accontenta il Montevarchi, che era passato in svantaggio alla mezz'ora; e s'accontenta il Pietrasanta, venuto via indenne da una trasferta complicatissima dalla quale porta via il terzo risultato utile di fila: della sua prova s'apprezza soprattutto la prima mezz'ora, contrassegnata da un tiro insidioso di Remorini (attento Cappetti, 6') e dalla rete del vantaggio, segnata in diagonale da Di Bianco con l'aiuto del palo dopo un errore della difesa avversaria in fase d'impostazione. Per reagire allo 0-1 il Montevarchi ha bisogno di transitare negli spogliatoi e confrontarsi con Peri, che aggiusta un paio di dettagli; segue una ripresa arrembante, aperta da un paio di sprint sulla corsia destra. Protagonista ne è Tani, che poco prima dell'ora di gioco entra nell'azione del pari: sugli sviluppi d'un angolo di Pranteddu è lui a scaricare sul palo il pallone uscito da una mischia, e dunque a favorire indirettamente la ribattuta di Kodra, che sottoporta segna l'1-1. Dell'equilibrio ritrovato il Montevarchi non s'accontenta, e la mezz'ora che segue racconta d'una pressione costante cui s'accompagnano due occasioni pulite e una protesta: le occasioni non le sfruttano né Pratesi (troppo debole il suo destro da posizione centrale), né El Hanif, che dal vertice sinistro dell'area di porta calcia al volo su Pennucci; la protesta si leva da Ensoli, trattenuto con fare rude al momento di calciare nello specchio. Per Magnanelli (data la quasi omonimia, sarebbe facile, mettere a confronto la sua soglia tecnica con quella bassissima tenuta da Marinelli a San Siro: tanto facile che è meglio lasciar stare) l'intervento è regolare, dunque salvo il Pietrasanta, che dopo le difficoltà incontrate con la Sestese è riuscito a registrare la fase difensiva. Non è un dettaglio: in un campionato così complesso riuscire a subire poche reti è un ingrediente immancabile nelle ricette per stare in alto, o quantomeno non troppo in basso.
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Calciatoripiù: Di Bianco, Puccinelli, Poltronieri (Pietrasanta),
Pranteddu (Aquila Montevarchi).
esseti
San Miniato-Floria 1-3
SAN MINIATO: Ciacci, Ciurlia, Castrigato, Ibrahimi, Leoni, Burroni, Migliorini, Ulivi, Aceto, Priore, Inglesi. A disp.: Perniconi, Fineschi, Ismailaj, Cultrera, Pacciani, . All.:
FLORIA: Servi, Gensini, Carrai, Lafsahi, Santoro, Bitossi, Panichi, Guarducci, Batelli, Esteves, Landi. A disp.: Lagattolla, Fibbi, Macaluso, Bettarelli, Riccucci, Bautista, Piccini, Laaroussi, Rotondi. All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Leonardo Giuliarini di Grosseto
RETI: 35' Batelli, 54' Batelli, 70' Ulivi, 85' Batelli
È una regola da tener presente sempre: non si sottovaluta mai nessuno. Nessuno: né quello bruttarello che ronza intorno alla ragazza che ci piace, né il partito al 3%, né la squadra che nelle prime quattro giornate aveva subito trentasette reti, e che al quinto tentativo per poco non strappa un pari clamoroso. Non si sottovaluta mai nessuno, deve impararlo svelta la Floria, che torna a vincere dopo tre sconfitte consecutive e che però da Siena ha rischiato di venir via con un punto soltanto: a venti minuti dalla fine la punizione d'Ulivi aveva dimezzato lo scarto, e soltanto la terza rete personale di Batelli lo riporta a dimensioni sostanziose. Per renderle tali alla Floria non basta il primo tempo, che dopo una marea d'occasioni mancate (due da Lapo Landi, una da Bitossi cui sarebbe bastato toccare il pallone nello specchio spalancato, una da Guarducci) manda in scena giusto lo 0-1: al terzo tentativo lo segna Batelli, che sul filtrante d'Esteves raggiunge il vertice destro dell'area di rigore e col destro pesca l'angolo giusto sul palo più lontano. Per la doppietta è sufficiente attendere l'avvio della ripresa: Ciacci, che s'era ben disimpegnato su Bitossi e su Piccini, respinge corto un tiro di Lafsahi, e niente può sulla ribattuta sottoporta. È lo 0-2, che sembra consegnare alla Floria il successo con un discreto anticipo; e così sarebbe se Servi, fin lì mai impegnato, non leggesse male la traiettoria della punizione che Ulivi calcia dal cerchio centrale e che finisce di correre sotto la traversa. L'episodio, con annessa rete subita, destabilizza la Floria, che per una decina di minuti sbanda, si difende, non riesce a imbastire azioni pulite e che poi s'affida giusto a due incursioni di Laaroussi ostacolato da Ciacci in uscita. Per l'1-3, il punto del sollievo, serve un'altra giocata di Batelli, simmetrica rispetto al primo tempo (non più col destro da destra: stavolta col mancino da sinistra), sul filtrante di Piccini: Ciacci, comunque superlativo (si ripeterà nel finale su Riccucci), perde di nuovo il duello individuale, e anche se d'esultare non ha voglia la Floria almeno smette di tremare. Sul pullman di ritorno da Siena insieme ai tre punti sale un insegnamento importante: non si sottovaluta mai nessuno.
esseti
Giov. Fucecchio-Scandicci 2-1
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Federighi, Sica, Salvadori N., Collura, BIONDI, Capocchi, Sardelli, Fogli, Orsucci, Lenzi. A disp.: Tacchi, Piazza, Dainelli, Eulitte, Romani, Masha, Llanaj, Battiloro . All.: Citi Michele
SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Gelli, Salvadori, Baroncelli Lancisi, Morosino, Drago, Andrei, Nocentini, Forletti, Lodovisi. A disp.: Izzo, Talbi, Galletti, Kurti, Bagala, Borchi, Belli, Pinzani. All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Paolo Paterni di Lucca
RETI: 36' Salvadori N., 45' Capocchi, 57' Nocentini
Senza quel minuto assurdo di blackout, Tavarnuzze lo scenario, il Fucecchio correrebbe a punteggio pieno. Non che così possa lamentarsi: il 2-1 con lo Scandicci vale la quarta vittoria in cinque partite, e soprattutto conferma la prima posizione con un paio di buone notizie in allegato, la Sestese a meno quattro, il Tau a meno cinque. Anche se la stagione è appena iniziata, lo scarto comincia a essere sensibile: è soltanto ottobre, e il big match in programma domenica al Torrini assume già sapori intensi. Il Fucecchio ci arriva forte d'una prestazione superlativa, superlativa e composita: ha giocato bene contro una squadra che in trasferta sta faticando (tre sconfitte su tre) ma che finalmente s'è espressa come aveva fatto nel precampionato, esaltante; ha capitalizzato le occasioni migliori; e ha dimostrato sia di sapersi adattare (Citi deve rinunciare a Borghi e a Ciampalini; come con la Cattolica Virtus gioca Biondi, e gioca bene) sia di saper soffrire nel momento in cui, sbagliando, Paterni (per il resto ha ben diretto, ma nella valutazione complessiva l'episodio pesa) ha comminato a Sardelli la seconda ammonizione. Si stava già 2-1, risultato finale d'una partita che in avvio vede attivissimo Capocchi (ben scoccato il diagonale da destra, pallone fuori; troppo frettoloso invece il secondo tentativo, c'era spazio per avanzare) e poi per mezz'ora resta vuota d'occasioni, anche se non d'emozioni: al talento e all'ottima organizzazione entrambe le squadre associano corsa e intensità, e dunque viene fuori un godibilissimo spot per l'élite. Perché sia efficace fino in fondo manca giusto la rete, che il Fucecchio segna al 36' al culmine d'una transizione avviata da Biondi, che aveva calamitato il pallone perso da Gelli: l'azione si sviluppa sulla destra, corsia che Capocchi sfrutta per conquistare la bandiera e da lì crossare sottoporta per Niccolò Salvadori, il cui colpo di testa a botta sicura Pesci tocca ma non neutralizza. Finito in svantaggio, lo Scandicci reagisce subito, e subito crea l'occasione per il pari: glielo negano Buti, che respinge il diagonale sferrato da Lodovisi dopo la combinazione con Drago, e Federighi, che allontana il pallone rimasto a ballonzolare pericolosamente sulla linea. La partita gira su quest'episodio e su quello che segue: a un istante dalla sirena Biondi recupera un altro pallone a centrocampo e di nuovo lo fa filtrare per Capocchi, che approfitta della cattiva lettura di Morosino e stavolta opta per la soluzione personale, un diagonale dai venti metri in rete per il 2-0. Oltrepassata la pausa, il doppio vantaggio regge per il primo quarto d'ora della ripresa: poi su un lungo rilancio dello Scandicci un'incomprensione tra la panchina, che chiama la giocata, Federighi, che scarica all'indietro, e Buti, che uscito non si trovava nella posizione prevista, consente a Nocentini d'accompagnare il pallone nella porta sguarnita. È il 2-1, punteggio sul quale inizia un'altra partita; i suoi caratteri li amplifica l'espulsione di Sardelli, che dopo averlo già ammonito Paterni punisce per una simulazione che non c'è: in dieci, il Fucecchio si compatta in una sorta di 5-3-1 che rende allo Scandicci facile avvicinarsi all'area di rigore e difficile violarla. Nel lungo finale si registrano soltanto due occasioni, protagonisti prima Bagalà (non punge) e poi Baroncelli Lancisi, che in mischia calcia forte ma un po' troppo centrale: dopo essersi opposto con la figura, Buti riesce addirittura a bloccare il pallone con le gambe. È l'ultimo pericolo corso dal Fucecchio, che si prepara a vivere una domenica d'altri tempi. È vero, a Sesto mancherà Sardelli, assenza non banale della quale però la tifoseria non si preoccupa: sa che dall'emergenza Citi sa trarre soluzioni eccezionali.
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Calciatoripiù: l'incomprensione in occasione del 2-1 macchia ma non cancella l'ottima prova di
Federighi e soprattutto di
Buti, come a Venturina di nuovo decisivo nel finale per blindare la vittoria del Fucecchio: la sua parata su
Baroncelli Lancisi, uno dei migliori dello Scandicci insieme alle due mezzali
Andrei e
Gabriele Salvadori (nell'ultima mezz'ora torna a fare il terzino) è molto più d'una blindatura del primato solitario.
esseti