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Allievi B Regionali GIR.Merito - Giornata n. 3

Cattolica Virtus-Affrico 5-0

CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Susini, Raimondi, Bramanti, La Ragione, Burgassi Da., Masi G., Scopetani, Mazzantini, Burgassi Di., Stiacci. A disp.: Silverio, Manzini, Santi, Palchetti, Paolucci, Memis, Caponi, . All.: Bargellini Massimo
AFFRICO: Sarti, Ventrice, Cangero Moretti, Papi, Merkaj, Brocci, Paoletti, Salvadori, Toderici, Andreano, Kasa. A disp.: Gori G., Trinci, Castellano, Farina, Badii, Matacena, Fabiani, Jacaj, Occhibove. All.: Bertini Andrea
ARBITRO: Edoardo Giuliani di Pistoia
RETI: 6' Mazzantini, 16' Mazzantini, 52' Mazzantini, 70' Caponi, 75' Memis
Una Cattolica in formato extra strapazza l'Affrico, battuto con un punteggio più che netto (5-0), e approfitta della sconfitta dello Sporting Cecina per allungare ulteriormente sulla zona retrocessione. La partita si sblocca al primo affondo, poco più di cinque i minuti trascorsi: dalla bandiera sinistra Diego Burgassi premia il movimento di Mazzantini, che di testa anticipa tutti (alla fine sarà tripletta) e segna l'1-0. Ritrovatosi in svantaggio, l'Affrico è costretto a reagire: Ventrice crossa forte e basso per Papi, cui s'oppone la difesa, di nuovo reattiva sulla ribattuta di Toderici. Scampato il pericolo, la Cattolica inizia a guadagnare campo; e, come nel caso del primo affondo, anche il secondo è decisivo: Mazzantini calamita un pallone mal respinto dalla difesa dell'Affrico e col destro scaraventa il pallone sotto la traversa. Al quarto d'ora il punteggio recita 2-0. Da qui in poi, il doppio vantaggio già consolidato, la Cattolica è padrona del campo, e nel giro di cinque minuti riesce a creare due occasioni: non le finalizzano né Mazzantini, la cui girata sul traversone di Susini esce larga di poco (20'), né Masi, che dal limite dell'area di rigore calcia centrale sulla sponda di Stiacci, servito da Diego Burgassi dopo il pressing efficace su Cangero Moretti (25'). Segue un contrattacco dell'Affrico, che si riaffaccia nella metà campo avversaria: da calcio d'angolo Kasa va direttamente in porta trovando la respinta - una delle due parate di tutta la partita - di Bisulca. Da qui in poi il ritmo di gioco si abbassa, il primo tempo si chiude senza occasioni ulteriori. Al riavvio, nel tentativo di riaprire la partita, l'Affrico cerca di partire con un piglio diverso: Matacena controlla un lancio profondo di Cangero Moretti e, entrato in area di rigore, calcia a lato. È un pericolo occasionale per la Cattolica, che torna a essere padrona del campo e al 52' si porta sul 3-0: segna di nuovo Mazzantini, che lanciato in profondità da Caponi (aveva rilevato Stiacci) salta due difensori e deposita il pallone in rete. La Cattolica prova a sfruttare il momento favorevole per ampliare il vantaggio: ci prova Bramanti, che da posizione defilata calcia centrale un calcio di punizione (65'); due minuti più tardi replica l'Affrico con Papi, che dai venti metri conclude largo. Nonostante il risultato ormai acquisito la Cattolica continua ad attaccare e, grazie ai cambi effettuati da Bargellini, segna altre due reti in cinque minuti: Palchetti riceve da Susini e imbuca per Caponi, che avanza e infila Sarti sul primo palo (4-0, 75') cinque minuti più tardi Memis (aveva rilevato Mazzantini) salta due difensori in area di rigore e col destro conclude a rete per il 5-0. Prima della fine della partita c'è tempo per un'ultima occasione per l'Affrico: Andreano calcia in porta una punizione dai venticinque metri trovando la risposta scenica di Bisulca. È l'ultima emozione: grazie una prestazione che l'ha vista insieme cinica e padrona del campo, la Cattolica vince una partita importante e si porta a più cinque sullo Sporting Cecina, una delle rivali più insidiose nella corsa salvezza:
Calciatoripiù
: il premio per il miglior calciatore se lo prende Mazzantini, autore di una tripletta decisiva in una partita nel complesso ottima. È buona anche la prestazione di Caponi, che mette a referto un gol e un assist vincente ; meritano una menzione anche le prove di Diego Burgassi - assist vincente anche per lui, insieme a Scopetani detta i ritmi del centrocampo - e di Susini, attento in fase difensiva e propositivo in quella offensiva. Nell'Affrico si salva Matacena, che si rende pericoloso appena entrato e - invano - cerca di scuotere i compagni.
TdG
Aquila Montevarchi-Settignanese 2-0

AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Metaj, Verdi, Chiavacci, Assouini, Papini, Rangoni, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Casamenti. A disp.: Tognaccini, Fagioli, Diak, Sylla, Billi, Rustichini, Pulaj, Duranti, Nencini. All.: Tesconi Massimo
SETTIGNANESE: Maruottolo, Di Comun, Magnelli, Passannanti, Tarantoli, Sommazzi, Ciani, Agostinelli, Pierotti Carli, Sahbani, Manfrin. A disp.: De Fazio, Chiummiello, Giovannelli, Madio, Nodari, Perrino, Biliavskyi, Misticoni. All.: Petriccione Luigi
ARBITRO: Matteo Randellini di Arezzo
RETI: 50' Sylla, 82' Liistro
A fine stagione un punto potrebbe pesare tantissimo; pertanto quello che guadagna sull'inseguitrice più vicina, non più il Tau a meno cinque ma la Sestese a meno sei, l'Aquila Montevarchi se lo coccola come le cose preziose. Glielo consegna il 2-0 sulla Settignanese, che scivola lontana dalla quintultima piazza (vincono sia Cattolica sia Csl: ora sono otto i punti da recuperare) e che però regge per tutto il primo tempo e l'avvio del secondo, e prima del raddoppio sfiora il pari. A lungo il Montevarchi fatica a trovare spazio, fatica nonostante l'approccio intraprendente già dai primi minuti: corre appena il 4' quando un lancio profondo di Casamenti pesca in area Pugliese, che controlla il pallone e lo calcia di poco alto. La Settignanese prova a replicare al quarto d'ora con un traversone di Sahbani da destra per Pierotti Carli, che però scivola al momento di concludere: ne approfitta il Montevarchi per imbastire un contropiede al termine del quale Pugliese, solo davanti a Maruottolo, calcia alto. La Settignanese trema di nuovo cinque minuti più tardi: la difesa contiene in angolo il mancino di Casamenti. Lo aveva armato Liistro, che al 27' cerca la porta con una punizione da una ventina di metri: il vantaggio glielo nega Maruottolo, superlativo. La pressione del Montevarchi cresce, cresce ma fino alla pausa resta sterile: sul traversone basso di Verdi, che era ben scattato a sinistra sul filtrante d'Ajighevi, il pallone attraversa tutta l'area di porta senza che nessuno riesca a intervenire. Il vantaggio è rinviato alla prima occasione della ripresa, cinquanta i minuti sul cronometro: Papini entra in area saltando due difensori e calcia verso la porta, violata dalla deviazione vincente di Sylla. È l'1-0, e rotto l'equilibrio il Montevarchi cerca subito di raddoppiare: Liistro serve sulla corsa Verdi, cui Maruottolo s'oppone di nuovo straordinario. La Settignanese replica con Pierotti Carli, che cerca la porta da una ventina di metri: pallone alto. Sul ribaltamento di fronte si rende pericoloso Casamenti, che si libera al limite dell'area di rigore e calcia verso lo specchio: Maruottolo para a terra in due tempi. La pressione resta elevata, Nencini viola l'area di rigore da destra e punta lo specchio: pallone alto. Il raddoppio resta un'ipotesi, e lo resta anche al 68' sugli sviluppi di un calcio d'angolo di Pulaj: esce alto il colpo di testa di Sylla, che una decina di minuti più tardi ci riprova, sempre senza fortuna, dal fronte sinistro dell'area di rigore. Dunque il punteggio resta in bilico, e a due minuti dalla fine del tempo regolamentare la Settignanese confeziona l'occasione per riportarlo in equilibrio: non la sfrutta Perrino, che favorito sottoporta da un rimpallo calcia debole e favorisce la parata di Tommasi. La Settignanese ci riprova nel recupero, nel quale succede di tutto: uno schema su punizione libera Sahbani, che scheggia la traversa; il pallone resta all'interno del terreno di gioco, e il Montevarchi lo sfrutta per costruire il contropiede del raddoppio: lanciato in profondità, Liistro salta Maruottolo - è l'unico modo per avere la certezza di renderlo inefficace - e deposita il pallone nella porta sguarnita. È il 2-0, il Montevarchi esulta: tutta questa fatica porta con sé una ricompensa preziosa, alle sue spalle la classifica si fa un pochino più lunga.
Calciatoripiù: Papini
(Aq. Montevarchi), Maruottolo (Settignanese).
Giov. Fucecchio-Venturina 6-2

GIOV. FUCECCHIO: Terri, Villagran, Pinucci, Fondelli, Gjoni, Terreni, Gorgerino, Gronchi, Stefanizzi, Faye, Girardi. A disp.: Morelli, Calanna, Niccolai, Pratelli, Lombardi, Del Cesta, Rotondo, Copia. All.: Falcini Giancarlo
VENTURINA: Galli, Tassi, De Mattia, Iuppa, Citi Minelli, Fiorini, Mosca, Tosi, Monaci, Nfaiedh, Del Ghianda. A disp.: Guiducci, Conforti, Pirrone, Capecchi, Grassini, Pozzobon, Vita, Caporali. All.: Bardocci Giovanni
ARBITRO: Niccolo Buongiovanni di Pontedera
RETI: 10' Gronchi, 18' Gorgerino, 24' Citi Minelli, 29' Autorete, 33' Gjoni, 42' Copia, 50' Copia, 65' Copia
Lo slancio dura una settimana intera. Battendolo di misura al Bartolozzi il Fucecchio aveva avvicinato lo Scandicci; ora, approfittando del suo scivolone al Grazzini, lo supera al quarto posto, dove lo proietta il terzo successo d'un gennaio quasi trionfale. Vincere non era scontato: davanti c'era il Venturina capace di frenare in sequenza Tau, Affrico e Montevarchi, e fin qui imbattuto nel 2026. Stavolta oltre all'organizzazione dell'avversario, cui Falcini ha insegnato come creare pericoli anche senza un bomber classico, lo piega una serie prolungata d'errori individuali, decisivi nel costruire il 6-2 finale; dopo una decina di minuti l'equilibrio il Fucecchio lo spezza grazie all'inserimento di Gronchi, che accompagna in porta il tocco di Girardi favorito dal traversone di Stefanizzi. L'azione dell'1-0 si sviluppa a destra, quella del raddoppio dall'altra parte: stavolta a Gronchi tocca indossare i panni del rifinitore, e sul suo traversone di testa Gorgerino batte Filippo Galli per la seconda volta in poco più d'un quarto d'ora. Sbaglia però chi ritiene che la partita sia già finita, sbaglia perché il Venturina contrattacca, accorcia quasi subito con la terza rete stagionale di Citi Minelli (perfetto, sul calcio d'angolo di Del Ghianda, il taglio sul primo palo) e prima della mezz'ora agguanta il 2-2: lo premia un aiuto della sorte, quella che spingendo Terreni ad azzardare il rinvio d'interno mancino per tamponare il traversone di Mosca fa finire il pallone nella porta sbagliata. All'episodio negativo il Fucecchio reagisce subito: non è perfetta la respinta di Filippo Galli su una punizione che da sinistra Fondelli calcia verso lo specchio; non perfetta perché troppo corta, invito cui Gjoni dà subito seguito scaraventando il pallone in rete. È il 3-2, di cui però Falcini non s'accontenta: il Venturina ha già raddrizzato il punteggio una volta, pensa; non è detto che non ci riesca di nuovo, e dunque occorre pressarlo nella sua metà campo. È in quest'ottica che si legge l'inserimento di Copia (fuori Girardi), cui per segnare la rete che avvia la tripletta basta un pallone buono: da destra glielo serve Gorgerino, e tra il velo di Del Cesta (altro ingresso al riavvio, fuori Faye) e l'incertezza di Filippo Galli il vantaggio del Fucecchio torna doppio. Ora il Venturina è costretto a replicare l'impresa, per la quale non ha la forza; non ce l'ha anche perché nel giro d'otto minuti il divario cresce ancora: segna di nuovo Copia, che stavolta calcia sul palo lontano il pallone servitogli da Gronchi sul filtrante di Tortorelli verso sinistra. Un altro filtrante, stavolta centrale la direzione, rende possibile anche la sesta rete: a verticalizzare stavolta è Lombardi, di nuovo per Copia, che in due tempi dopo un primo lob respinto supera Filippo Galli in uscita. È il 6-2, punteggio che avvicina il Fucecchio al podio e che ribadisce l'efficacia del lavoro di Falcini; su tutti un numero la conferma: il mese di gennaio si chiude con quindici reti, più di metà delle ventisei segnate nel corso di tutto l'autunno. C'è più d'una ragione per essere ottimisti.
esseti
Pietrasanta-Tau Calcio 2-0

PIETRASANTA: Pennucci, Barresi, Paganini, Perugi, Kahindi, Bianchi, D Este, De Vitis, Ciambelli, Cutolo, Toncelli. A disp.: Gassani, Corso, Cavalzani, Moro, Rea, Tusha, Esperon, Bernardini, Strati. All.: Albinoiu Ionut
TAU CALCIO: Bella, Guidi A., Citti, Mosso, Mannucci, Mendolia, Geri, Goxhaj, Cecchetti, Silla Di., Sow. A disp.: Barsottelli, Spinelli, Lapi, Hussey, Galli, Silla Da., Blini, Bonacchi, Lisisco. All.: Marconcini Emanuele
ARBITRO: Filippo Capetta di Carrara
RETI: 18' Cutolo, 40' Perugi
Già lo 0-0 con la Cattolica aveva rallentato la rincorsa al vertice, rimasta viva solo perché a Venturina anche il Montevarchi aveva pareggiato; il capitombolo della Pruniccia quella rincorsa (otto ora i punti di distanza) rischia di renderla disperata. Il Tau perde una partita nervosissima (nella ripresa Capetta, che ha diretto male male, espelle Marconcini e il suo vice), perde innanzitutto perché per la quarta volta in stagione non riesce a segnare; se alle difficoltà d'un attacco che l'anno scorso entusiasmò e che da tempo s'è smarrito s'aggiunge una serie inattesa d'errori individuali, la sconfitta esce quasi automatica. Non sbaglia niente invece il Pietrasanta, che contro i vicecampioni d'Italia aveva già conquistato un punto ad Altopascio e che vincendo (2-0) la terza partita delle ultime quattro in casa - la quarta è l'1-1 strappato dalla Sangiovannese ultima: il calcio sa sorprendere - s'avvicina alla salvezza con mesi d'anticipo. Non sono solo discorsi: la classifica dice 28, punti che sia la classifica dell'anno scorso sia la media del girone d'andata designano come già sufficienti. Dei calcoli però non s'accontenta Albinoiu, che ai suoi chiede corsa e sacrificio sin dalla prima azione; è una richiesta che va subito a effetto e che già al 4' produce il primo pericolo: lo neutralizza Bella, reattivo su Ciambelli. Sorpreso dall'avvio intraprendente degli avversari, il Tau replica occupando le corsie laterali con le incursioni di Diego Silla e di Sow, che però troppe volte si fa ingolosire dal bersaglio e non serve Cecchetti posizionato dove dev'essere, ossia tra il dischetto e l'area di porta. Dunque evaporano queste occasioni, e invece non evapora quella che al 18' il Pietrasanta confeziona con una pressione alta sul passaggio corto con cui Citti cerca di coinvolgere Bella nel possesso: il pallone lo recupera Ciambelli, sul cui appoggio Cutolo segna l'1-0 dopo essersi servito d'una finta per spalancarsi la strada verso la porta. Già di per sé lo svantaggio pesa, la dinamica lo aggrava, e nei sei minuti che seguono il Tau sbanda così tanto da rischiare di subire il raddoppio sugli sviluppi d'una rimessa laterale: da destra la batte Perugi per Ciambelli, la cui volée esce d'un ciglio. L'episodio stavolta fortunato sembra incentivare la reazione del Tau, che pur senza troppo ordine riesce a riempire l'area di rigore avversaria, nella quale il Pietrasanta si rintana: il vantaggio potrebbe finire a rischio se Capetta considerasse punibile il tocco di mano che impedisce al tiro di Geri d'avvicinarsi alla porta. Già rilevante in assoluto, il peso dell'episodio raddoppia alla fine dell'azione che chiude il primo tempo: il Pietrasanta sfrutta al massimo l'angolo concesso da Guidi, in difficoltà sulla pressione avversaria; lo sfrutta al massimo perché Barresi prolunga il traversone di Cutolo, e dall'interno dell'area di porta Perugi segna il 2-0. Dunque il Tau si trova costretto a rimontare un divario doppio: a un quarto d'ora dal riavvio potrebbe dimezzarlo, ma Pennucci ha idee diverse e con un intervento strabiliante s'oppone a Cecchetti, al tiro da distanza ravvicinata; è meno spettacolare ma efficace allo stesso modo la parata che neutralizza il diagonale di Sow, in pedana dal lato sinistro dell'area di porta sugli sviluppi d'una punizione laterale. Non passa il Tau, non passa neppure con i tentativi di Lisisco, Geri e Diego Silla in batteria: il Pietrasanta si difende bene, respira ogni volta che riesce a ripartire e prendendosi uno scalpo nobilissimo inizia a pianificare la festa per la salvezza. Per prepararla bene di tempo ce n'è.
Calciatoripiù
: sulle parate di Pennucci, la rete di Cutolo e le chiusure di D'Este il Pietrasanta erige una vittoria storica.
esseti
Csl Prato Social Club-Sangiovannese 5-0

CSL PRATO SOCIAL CLUB: Pastore, Morandi, Mocali, Vettori.iang, Magni, Allori, Sensoli, Truscelli, Gori J., Borrelli. A disp.: , Nardini, Tarantino, Nistri, Ancillotti, Seminara, Franco, Restaino . All.: Galeotti Francesco
SANGIOVANNESE: Dossini, Chiappi, Senesi, Pucci, Verdiani, Nocentini, Carotti, Parasassi, Tanzini, Tognaccini, Gori. A disp.: , Banini, Valenti, Mugnai, Materassi, Paloka, . All.: Tozzi Antonio
ARBITRO: Giulio Sgaramella di Pistoia
RETI: 8' Xiang, 47' Gori J., 55' Borrelli, 73' Nardini, 83' Nistri
Pensare di poterli gestire sarebbe un errore gravissimo, l'andamento del girone d'andata sta lì a confermarlo; eppure sbaglia chi sottovaluta i cinque punti di vantaggio che battendo 5-0 la Sangiovannese, da tempo rassegnata all'ultimo posto e a tornare nei provinciali, il Csl Prato Social Club matura sullo Sporting Cecina quartultimo, sul campo del quale era caduto dieci giorni fa. Di reagire subito a quella sconfitta e d'accrescere lo spessore sulla zona brutta la volontà è evidente: lo dimostra l'approccio feroce, che dopo una decina di minuti scarsi consente a Xiang di staccare sulla punizione che Jacopo Gori calcia da sinistra e di testa segnare la rete stagionale numero tre. È l'1-0, che dimostra una volta di più le difficoltà della Sangiovannese a difendere sui calci da fermo (eppure Rosadini ci lavora, ci lavora per ore da mesi: pesano la poca esperienza di tanti in categorie così competitive, così come pesa lo scarto fisico con gran parte degli avversari) e che inaugura un primo tempo per il resto abbastanza scarno; perché la partita torni ad accendersi c'è bisogno di guadare la pausa e intaccare la ripresa, avviata da due tentativi della Sangiovannese uno di seguito all'altro: in tutti e due i casi da una ventina di metri calcia Parasassi, troppo alto però. La porta, l'altra, la trova invece Jacopo Gori, che fresco d'highlight emula Moreo a San Siro: sull'uscita di Dossini la mattonella è la stessa, identico il lob e identico l'esito dell'azione. Non della partita: il 2-0 spinge ai margini la Sangiovannese, di lì a poco colpita dal rigore che Borrelli conquista (di Nocentini il fallo) e, ricevendo il pallone da Jacopo Gori tiratore designato, trasforma. È il 3-0; il Csl l'arrotonda nel finale, la Sangiovannese ormai smarritissima: con due azioni simili (dribbling stretto, rete sull'uscita di Dossini, che nel secondo caso riesce a toccare ma non a respingere) segnano prima Nardini e poi Nistri, che portano il numero finale delle reti a equivalere con quello dei punti sulla zona brutta. Se non si replicheranno i cali di concentrazione del girone d'andata, che d'un tratto si fece aggrovigliato, è lecito considerarlo un divario consistente.
Calciatoripiù: Jacopo Gori
e Morandi (Csl Prato Social).
esseti
Floria-Scandicci 6-4

FLORIA: Massetani, Parravicini, Ciappina, Bussotti, Saleh, Del Lungo, Galli, Morales, Zolfanelli, Vannozzi, Razzauti. A disp.: Cesari, Garo, Galeotti, Cufi, Magnolfi, Giglietti, Rosselli, Ridi, Vezzani. All.: Sbolci Davide
SCANDICCI: Contieri, Gori B., Dani, Sersif, Pinzani, Boldrin, Zani, Gjonaj, Cardella, Brandani, Deliperi. A disp.: Verna, Collini, Londi, Paoli, Nacci, Poggiali, Mazzoni, Bouirki. All.: Fanfani Filippo
ARBITRO: Ruben Raoul Incerpi di Firenze
RETI: 13' Zolfanelli, 20' Boldrin, 23' Zolfanelli, 26' Deliperi, 29' Sersif, 33' Razzauti, 68' Londi, 71' Giglietti, 75' Giglietti, 83' Zolfanelli
Un'altalena, una giostra, le montagne russe. Scegliete l'immagine che volete per descrivere la partita - ricca di reti, emozioni, sorpassi, controsorpassi ed episodi discutibili - tra Floria e Scandicci, alla fine della quale il tabellino impazzisce. Peraltro il 6-4 finale è impronosticabile nei primi minuti, nei quali le due avversarie si studiano e si stuzzicano cercando di mettere in mostra le proprie qualità senza farsi troppo male. Le danze si aprono poco prima del quarto d'ora, quando la Floria costruisce bene e sfonda sulla destra: il pallone arriva al centro per Vannozzi che trova l'ottima opposizione di Contieri; Zolfanelli raccoglie la ribattuta e di prepotenza la trasforma nell'1-0. Nel quarto d'ora successivo succede di tutto. Sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti Boldrini tutto solo stacca di testa e impatta bene infilando Massetani per l'1-1. La Floria protesta chiedendo un possibile fuorigioco: Incerpi, in buona posizione, non lo ravvede. La reazione è immediata: Zolfanelli riceve il pallone al limite dell'area, controlla spalle alla porta, si gira e fa partire un sinistro forte e preciso che lascia di sasso Contieri. È il 2-1, la Floria torna davanti. Tre minuti più tardi il punteggio torna in equilibrio: il rilancio di Massetani non è preciso, letale la ripartenza dello Scandicci, il pallone arriva sui piedi di Deliperi, che appena entrato in area firma il 2-2 con un diagonale ben piazzato. Finita? Macché, non c'è un attimo di respiro: Sersif riceve il pallone sul dischetto del rigore e infila ancora Massetani portando lo Scandicci sul 2-3 (29'). Di nuovo Incerpi convalida senza dar peso alle proteste della difesa, che chiede di sanzionare un fuorigioco in verità parso ben visibile. La Floria non ci sta e si getta nuovamente in avanti: innescato da un calcio d'angolo dalla destra, Razzauti si fionda sul pallone e lo spedisce in rete con un bel colpo di testa. È il 3-3, intatto alla pausa: con la mano di richiamo Massetani neutralizza in bello stile una punizione calciata in porta da Gjonaj. È l'ultimo atto di un primo tempo chiuso in equilibrio, sopra la follia. Nella prima metà della ripresa non succede poi molto, giusto una conclusione per parte: le due squadre sembrano aver perso quella foga vista nei primi quaranta minuti. Si aspetta quindi l'errore, quella sbavatura decisiva per trovare il pertugio giusto per far male e rimettere la testa avanti. Per un bel po' sono poche le emozioni: frammentato e interrotto il gioco, la gara scivola via con aria indifferente. Poco prima della mezz'ora ecco la scintilla che riaccende tutto. Recuperando il pallone con un intervento sospetto a centrocampo (la Floria chiede il fallo, Incerpi lascia giocare), lo Scandicci riparte e conquista una rimessa laterale; segue un traversone, sul quale Londi lasciato solo impatta tanto bene da spedire il pallone sotto la traversa. È il 3-4. Già punita per ogni sua distrazione o debolezza, la Floria non ci sta, il suo capitano la trascina fuori dai sensi di colpa (e li cancella da questo viaggio). Zolfanelli lavora un altro gran pallone spalle alla porta e serve la corsa del nuovo entrato Giglietti, che appena violata l'area colpisce con un diagonale millimetrico (4-4). Pochi minuti più tardi la rimonta si completa; Bussotti disegna una punizione precisa in mezzo all'area, ancora Giglietti si fa trovare pronto e con un tocco al volo beffa Contieri rimasto a metà strada. È il 5-4, e lo Scandicci non ha più le energie per trovare il pari; così al terzo dei quattro dei minuti di recupero chiude la disputa proprio colui che l'aveva aperta: Morales Holguin recupera il pallone sulla sinistra e serve Zolfanelli, che tutto solo può controllare il pallone e col mancino firmare una tripletta splendida. Ormai è sera, le luci dei lampioni sono già accese, tanta gente (tutta?) corre a casa davanti alle televisioni. Per chi rimane è un brusio di commenti al bar, tra sorrisi e delusioni, quasi per rivivere ogni turbamento come se fosse l'ultimo. Dagli spogliatoi risuona musica di festa. Cosa vuoi che ti dica io? Senti che bel rumore.
Calciatoripiù
: la Floria vince grazie a Zolfanelli, inarrestabile, e a Giglietti, che entra dalla panchina e ribalta la partita; allo Scandicci non bastano Londi e Deliperi.
Federico Pettini
Sporting Cecina-Pol. Monteserra 1-4

SPORTING CECINA: Melis, Carbone P., Tamagno, Balloni, Yzerillari, Bandinelli, Marianelli, Pavoletti, Moretti, Malfanti, Raciti. A disp.: Casprini, Antonelli, Bapary, Ciampi, Franci, Galvano, Lucido, Marini, Zazzeri. All.: Prunecchi Andrea
POL. MONTESERRA: Selmi M., Piantanida, Scalsini, Arcangioli, Selmi N., Ramacciotti, Carli, Taddei, Mannucci, Di Blasi, Alfarano. A disp.: Giella, Soldani, Giampa, Pratali, Kerciku, Bruno, Bulleri M., . All.: Paesano Luca
ARBITRO: Gabriele Leoni di Livorno
RETI: 35' Carli, 39' Di Blasi, 50' Mannucci, 53' Franci, 78' Ramacciotti
È durata pochissimo la coda positiva della vittoria col Csl, così poco da spingere la dirigenza a optare per un avvicendamento in panchina: dopo diciotto giornate lo Sporting Cecina si separa da Alessandro Menicagli, cui costa carissima l'undicesima sconfitta stagionale. Costa carissima sia per la classifica che genera (la soglia salvezza è di nuovo lontana cinque punti) sia per lo scarto: il Monteserra, che già dalla partita col Pietrasanta s'era visto essere in ripresa, vince 1-4 dopo aver faticato a trovare spazi per mezz'ora abbondante. Il punteggio si rompe sugli sviluppi d'una punizione che dal limite dell'area Taddei finge di calciare in porta, e che invece batte con un lob morbido dietro la barriera: funziona benissimo lo schema ideato da Paesano, funziona perché Ramacciotti parte con i tempi giusti, riceve il pallone in posizione laterale e lo rimette al centro per Carli, che deve soltanto accompagnarlo in porta. Lo svantaggio alla prima occasione concessa devasta l'umore e il morale dello Sporting Cecina, che la pausa la raggiunge sotto di due reti: la seconda la segna Di Blasi, che dal limite dell'area di rigore scaraventa in porta un pallone servitogli a rimorchio; sullo sprint glielo aveva affidato Arcangioli, che un paio di minuti più tardi cerca la soluzione individuale: solo la traversa, sbocconcellata, gli nega la rete numero quattro in campionato. Dall'episodio potenzialmente favorevole lo Sporting Cecina non trae vantaggio; non lo trae perché il Monteserra, di nuovo solido come a inizio stagione, si difende bene, e bene riparte. Da una di queste ripartenze, la ripresa nata da poco, nasce la rete dello 0-3: segna Mannucci, che attaccando il primo palo anticipa la difesa sul traversone d'Alfarano sceso a sinistra. Pur consapevole che la rimonta ora è davvero infattibile, d'un tratto lo Sporting Cecina mostra di non essersi ancora arreso: lo accende Franci, che con una girata dalla trequarti spedisce il pallone accanto al palo. L'1-3 avvia una sorta di forcing timido, non sfruttato né da Ciampi (non efficace l'aggancio sull'invito d'Yzeirllari) né da Raciti, che sfondando a sinistra si schiude lo spazio per calciare ma perde il passo e subisce la rimonta della difesa avversaria. Ben più cinico è il Monteserra, che a due minuti dalla fine allunga di nuovo: di punta segna Ramacciotti dopo che Melis s'era opposto due volte a Kerciku, incaricato di calciare il rigore concesso da Leoni per un fallo di Yzeirllari su Giampà e il più rapido a raccogliere la prima respinta. È l'1-4, l'ultima rete subita dallo Sporting Cecina prima del cambio d'allenatore: nelle prossime ore si conoscerà il nome di colui cui la dirigenza ha affidato l'incarico di provare a mantenere l'élite.
Calciatoripiù: Melis
(Sporting Cecina), Mannucci e Alfarano (Monteserra).
esseti
San Miniato-Sestese 2-4

SAN MINIATO: Angeloni, Ciurlia, Bellandi, Machetti, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Pacciani, Burroni, Mele. A disp.: Ciacci, Fineschi, Carlucci, Tarli, Bernazzi, Carnesecchi, Mazzei, Fini, Biancolini. All.: Pescara Nicola
SESTESE: Bardazzi, Martinelli, Cecchi, Oublady, Shera, Tarchiani, Taddei, Bonta, Monterisi, Cetani, Barbanti. A disp.: Bellocci, Coppini, Grisolini, Cassiolato, Pieri, Scura, . All.: Ferro Marco
ARBITRO: Emanuele Putti di Siena
RETI: 11' Machetti, 12' Cetani, 50' Bonta, 54' rig.Fineschi, 65' Scura, 75' Barbanti
Sei punti c'erano e sei punti restano, eppure ora sembrano meno; sembrano meno perché, scavalcato il Tau caduto a Pietrasanta, la Sestese ora non ha ostacoli tra sé e l'Aquila Montevarchi capolista. Ancora è presto per capire se nei prossimi tre mesi si profilerà una sfida a due, se il big match che un calendario compilato da Dio o dal destino ha piazzato all'ultima giornata sarà decisivo per l'assegnazione del titolo o se tutto sarà già stato detto; nell'attesa Ferro si gode l'esame di maturità dei suoi, che da Siena vengono via con una vittoria meno scontata di quanto suggeriscano la classifica e il punteggio. In avvio è difficile ipotizzare il 2-4 finale; è difficile perché, dopo aver conquistato a freddo due calci d'angolo, la Sestese cade sul tiro-cross che Machetti scarica verso la porta da quaranta metri più che da trenta, e che Bardazzi legge così male da accompagnare in rete un pallone leggibilissimo. Per l'1-0 il San Miniato non fa neppure in tempo a esultare: l'azione con cui si riprende il gioco vede Barbanti dialogare con Cetani, che dopo aver invitato Taddei a sprintare fino al fondo raccoglie lo scarico servitogli a rimorchio e lo trasforma nell'1-1. Raddrizzata subito la partita, la Sestese s'impadronisce della mediana, rischia una volta soltanto (sul traversone di Mele la difesa si perde Pacciani, che di prima calcia a lato di due spanne scarse) e comincia a forzare alla ricerca del raddoppio. Sugli sviluppi d'una ripartenza avviata da Oublady e alimentata da una sponda di Monterisi glielo nega Angeloni, reattivo sia sul diagonale di Barbanti sia sulla ribattuta di Cetani, che nell'azione era già entrato col filtrante necessario per violare l'area di rigore. Dal suo piede nascono anche le due occasioni successive, lo stacco di Bontà su calcio d'angolo (lo aveva conquistato Cecchi scendendo a sinistra) e l'affondo di Barbanti, innescato con un filtrante che impreziosisce la combinazione tra Shera e Martinelli: l'esito è il solito, pallone a lato d'un centimetro. La Sestese non ha fortuna neppure intorno alla mezz'ora, quando sbatte di nuovo su Angeloni: i suoi riflessi li sollecita Monterisi, che di testa cerca la porta sul traversone di Martinelli invitato a sovrapporsi dal dialogo tra Oublady e Taddei. È efficace anche la parata che manda in archivio il primo tempo, stavolta - e di nuovo - Cetani a renderla necessaria: splendido il tuffo a coprire l'angolo basso. Segue la pausa, cesura soltanto formale nello svolgimento della partita; formale, perché la Sestese continua ad attaccare, e attaccando raddoppia: da una ventina di metri segna Bontà, che sull'invito di Cetani calcia in porta dopo essersi creato lo spazio giusto con una rotazione su sé stesso. Si chiude così, con la rete dell'1-2, un'azione insistita nata da un traversone di Martinelli, che in una delle mille incursioni sulla destra era sbattuto sulla difesa avversaria e che sulla corsa aveva ricevuto il pallone da Pieri: è lui il volto nuovo della ripresa, lui il calciatore che Ferro sceglie per sostituire Oublady in gran forma e però gravato da un'ammonizione pericolosa. Dalla possibile espulsione c'è modo di difendersi in anticipo; non c'è dal rigore - contestato, contestatissimo - che nel giro di tre minuti Putti concede al San Miniato punendo una copertura morbida di Cecchi, e che Fineschi trasforma nel 2-2 dopo averlo conquistato sul lancio di Burroni. È qui che la Sestese dimostra quant'è maturata nel corso d'un quadrimestre con Ferro, quant'è diventata consapevole che solo se mantiene i nervi saldissimi riesce a uscire dal labirinto e che per farlo c'è una strada soltanto: continuare ad attaccare. Il pallone buono per il nuovo vantaggio capita subito sui piedi di Barbanti, liberato al tiro dal filtrante di Pieri: al diagonale potente manca giusto un po' di fortuna. Ce l'ha invece Scura, che qualche minuto prima Ferro aveva inserito per Monterisi preannunciandogli che avrebbe segnato la rete decisiva, e dicendogli che per festeggiare lo aspettava in panchina; ha fortuna e ha l'istinto dell'attaccante, quello che sul traversone rasoterra di Barbanti (sullo sprint lo libera il triangolo tra Taddei e Cetani, a ispirarlo di nuovo Pieri) gli consente di farsi trovare nella posizione esatta in cui arriva il pallone, solo da spingere in porta. È il 2-3, del quale la Sestese sa di non potersi accontentare: una sola rete di scarto è troppo poco per avere la certezza che il San Miniato resterà dietro. Segue, identico leitmotiv, una serie prolungata d'attacchi: per due volte non ha fortuna Bontà, che sulla sponda di Barbanti (prezioso di nuovo Cecchi da sinistra) cerca di replicare l'azione di venti minuti prima ma stavolta calcia debole, e poi incappa in un fischio contrario di Putti, che rilevando una carica su Angeloni non convalida la rete segnata sul traversone di Martinelli. Per il 2-4 occorre attendere i cinque minuti finali e il pallonetto di Barbanti, che sul lancio profondo con cui Pieri imbastisce l'ultima ripartenza spacca a metà la difesa avversaria e con un lob perfetto supera Angeloni. Sono due, e restano tali anche sull'ultimo attacco del San Miniato (alto il tiro di Bari sottoporta, 77'), le reti di scarto con cui la Sestese viene via da Siena: due, come due soltanto sembrano ora le squadre in lotta per il campionato.
Calciatoripiù: Focardi, Pacciani
(San Miniato), Cetani e Scura (Sestese).
esseti