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Allievi B Regionali GIR.Merito - Giornata n. 10

Tau Calcio-Pol. Monteserra 3-0

TAU CALCIO: Bella, Guidi A., Spinelli, Mosso, Mannucci, Citti, Hussey, Silla Da., Lisisco, Silla Di., Sow. A disp.: Barsottelli, Lapi, Goxhaj, Geri, Cecchetti, Galli, Blini, Bonacchi . All.: Marconcini Emanuele
POL. MONTESERRA: Selmi M., Piantanida, Scalsini, Arcangioli, Selmi N., Ramacciotti, Carli, Taddei, Alfarano, Di Blasi, Granchi. A disp.: Giella, Soldani, Marchesano, Giampa, Musacchio, Mollica, Barsacchi, Bruno. All.: Paesano Luca
ARBITRO: Leonardo Macelloni di Pontedera
RETI: 37' Lisisco, 40' Hussey, 58' Sow
Alla vigilia dello scontro diretto il sorpasso è possibile. Tre settimane fa molti pensavano che fosse tutto finito: il pareggio di Settignano sembrava suggerire che almeno in questa categoria non sarebbe stato l'anno del Tau. Era una sensazione prematura: il Montevarchi ha rallentato così tanto da conquistare soltanto quattro punti in tre turni e da dilapidare il vantaggio che aveva collezionato nel corso d'un autunno formidabile. L'aggancio della Sestese è la conseguenza più visibile, ma non l'unica: il Tau ora insegue la coppia di testa a un solo punto di distanza; lì lo proietta la terza vittoria consecutiva, quella che dopo Cecina e Sangiovannese lo vede superare un avversario più attrezzato, il Monteserra, piegato agli sgoccioli d'un primo tempo nel quale a lungo è stato complicato ipotizzare il 3-0 finale. Per mezz'ora, infatti, le due squadre battagliano alla pari; e se il numero d'occasioni è equivalente, non così il peso: esce di molto a lato il tiro di Sow, sbatte invece sulla traversa quello d'Alfarano, che nell'istante che corre tra lo sguardo a Bella e il rimbalzo beffardo aveva fatto sognare il Monteserra. È un episodio al quale il Tau risponde come solo i grandi sanno fare: sorprendendo la difesa in quel momento in apnea (Niccolò Selmi era uscito da un istante, lo staff stava valutando se sostituirlo, scelta poi obbligata), Hussey tiene vivo un pallone altrimenti destinato a perdersi oltre l'ultima linea e lo crossa forte in direzione primo palo; qui in corsa irrompono Lisisco e Ramacciotti, e ci vorrebbe la telecamera retroporta per identificare con certezza assoluta l'autore dell'ultimo tocco: non cambia il senso, il Tau passa in vantaggio. Alla fine del tempo regolamentare mancano tre minuti; due ne aggiunge Macelloni, e in quei due lo scarto raddoppia: è, di nuovo, merito d'Hussey, che s'incarica di calciare una punizione dal limite dell'area di rigore (il Monteserra l'aveva concessa per tamponare gli effetti d'un dribbling azzardato da Ramacciotti sulla trequarti: dalla perdita del possesso era nato un contropiede potenzialmente letale) e che da lì centra il bersaglio. Dunque si va alla pausa sul 2-0, e ci si resta per quasi tutto il terzo quarto: reattivo, Bella neutralizza l'occasione con cui Mollica avrebbe potuto riaprire la partita; resta senza esito anche il tiro di Carli, a lato. Non ha pietà invece Sow, che in prossimità dell'ora di gioco segna la rete stagionale numero cinque: al suo mancino il pallone lo serve Lisisco, la cui sponda fa da innesco per il 3-0. Oltre il Tau non va, non ci va perché Mattia Selmi s'oppone sia a Galli sia a Diego Silla e impedisce che lo scarto peggiori; non cambia il senso, il Tau vince e può andare a trovare il Montevarchi con l'obiettivo di scavalcarlo. Tre settimane fa sembrava più che improbabile, quasi impossibile. Calciatorepiù: Lisisco (Tau Altopascio).
esseti
Cattolica Virtus-Floria 0-2

CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Susini, Raimondi, Bramanti, La Ragione, Burgassi Da., Masi G., Palchetti, Memis, Burgassi Di., Stiacci. A disp.: Baioni, Manzini, Viviani, Dainelli, Paolucci, Santi, Scopetani, Caponi, Mazzantini. All.: Bargellini Massimo
FLORIA: Cesari, Cufi, Ciappina, Razzauti, Michelini, Del Lungo, Galli, Morales, Zolfanelli, Vannozzi, Parravicini. A disp.: Massetani, Ridi, Galeotti, Bussotti, Rosselli, Giglietti, Magnolfi, . All.: Sbolci Davide
ARBITRO: Patrizio Donzelli di Firenze
RETI: 40' rig. Vannozzi, 84' Giglietti
Undici. Sono tante le partite nelle quali la Cattolica ha tenuto viva la striscia positiva, fondamentale per abbandonare le posizioni che non le competono e conquistare una salvezza sulla quale ormai manca solo l'ultimo timbro; sono undici, perché alla dodicesima a Soffiano si presenta la Floria, che per togliersi qualsiasi residuo problema di fine stagione vince 0-2 e spinge lontanissimo le quattro squadre che sopravanzano la Sangiovannese, quelle che da qui a inizio maggio competeranno per l'ultimo posto buono. Sta bene la Floria, bene sul piano atletico e bene per palleggio: presto la Cattolica, che nei primi dieci minuti aveva proposto il solito buon calcio, è costretta ad abbassarsi e a concedere a Zolfanelli un paio di tiri, peraltro sporcati prima che diventino pensieri per Bisulca. Di sue parate non c'è bisogno, d'una di Cesari sì: è splendido per stile ed efficacissimo l'intervento necessario a togliere di porta il tiro di Bramanti deviato da Del Lungo. Per un bel po' resta uno dei pochi sussulti del primo tempo, il cui equilibrio complessivo si spezza al 3' di recupero: Donzelli considera fallosa l'uscita di Bisulca su Razzauti e consente a Vannozzi, che l'azione l'aveva inventata con un lancio sublime d'esterno, di calciare in porta il rigore del vantaggio. L'episodio condiziona lo sviluppo della ripresa, nella quale la Floria neutralizza le iniziative della Cattolica (attenti Michelini e Del Lungo su un paio di calci d'angolo fatti spiovere nell'area di porta) e prova a ripartire quando davanti le si spalanca un po' di spazio: in una di queste circostanze Razzauti reclama di nuovo un rigore, protesta analoga - e analogo è anche l'esito, no fischio - a quella che Scopetani rivolge a Donzelli dopo un contatto con Cesari. Nessuno di questi episodi cambia il punteggio, che resta lo stesso fino all'80'; poi, come nel primo tempo, nel recupero la Floria segna: stavolta la scena se la prende Giglietti, che sul rinvio di Cesari sgraffigna il pallone a La Ragione (forse lo stava accompagnando fuori dopo aver visto Razzauti a terra nel cerchio centrale, forse no: il mondo delle intenzioni è imperscrutabile) e anticipa l'uscita di Bisulca dopo esser passato in mezzo ai centrali avversari. È la rete dello 0-2, quella che garantisce alla Floria di vincere la quarta partita esterna d'una stagione ora prossima a notificarle la salvezza ufficiale.
Calciatoripiù: Cesari
e Razzauti (Floria).
esseti
Giov. Fucecchio-Pietrasanta 5-2

GIOV. FUCECCHIO: Terri, Villagran, Pinucci, Gronchi, Gjoni, Terreni, Gorgerino, Faye, Copia, Iodice, Lombardi. A disp.: Morelli, Calanna, Niccolai, Pratelli, Del Cesta, Rotondo, Stefanizzi, Tortorelli, Girardi. All.: Falcini Giancarlo
PIETRASANTA: Gassani, Bartolini, Paganini, Perugi, Salvi, Rea, Strati, Bernardini, Kahindi, Corso, Toncelli. A disp.: , De Vitis, Pettazzoni, Fialdini, Tusha, Esperon, Ciambelli, . All.: Albinoiu Ionut
ARBITRO: Valerio Schettini di Pisa
RETI: 18' Iodice, 35' Perugi, 42' rig.Lombardi, 53' Lombardi, 58' Del Cesta, 63' rig. Ciambelli, 70' Girardi
Destinato a essere decisivo nella corsa salvezza (nel primo mese di primavera il calendario gli propone Cecina, Csl e Settignanese), il Fucecchio chiude l'inverno tenendo viva la volata con l'Affrico: la vittoria (5-2) sul Pietrasanta, spinto lontano insieme a Cattolica e Monteserra, consolida la quinta posizione, per la quale è lecito pensare che si combatterà fino in fondo. Anche se gli scontri diretti sono finiti male (2-3 in casa, 2-0 al Lapenta), d'arrivare davanti il Fucecchio ha una gran voglia: lo dimostra l'avvio feroce, innesco per la rete del vantaggio che Iodice segna poco oltre il quarto d'ora battendo Gassani con un diagonale rasoterra direzione secondo palo. Da destra l'assist vincente l'aveva fornito Copia, che nella dozzina di minuti che seguono potrebbe raddoppiare in due circostanze: a un po' d'imprecisione, che si materializza nel controllo sbagliato sottoporta, s'accompagna una bella dose di sfortuna sul tiro che esce dalla parte sbagliata del palo; d'intervenire Gassani non ha bisogno, non come il contesto gli richiede sulla deviazione di Gronchi sottomisura. A questa parata il Pietrasanta s'aggrappa per costruire la rimonta prima della pausa: a cinque minuti dallo scadere del tempo pareggia Perugi, che saltato Pinucci sulla combinazione tra Corso e Rea si libera a destra e da lì imbulletta il pallone sotto l'incrocio. Da quella parte il Fucecchio ora patisce, patisce tanto da rischiare di subire la rete del raddoppio: se allo scadere Kahindi fosse arrivato bene all'impatto sul traversone profondo del solito Perugi, il Pietrasanta avrebbe potuto chiudere il primo tempo in vantaggio. Invece le due squadre si fermano sull'1-1, che in avvio di ripresa smontare tocca al Fucecchio: è falloso il tackle con cui Paganini impedisce a Iodice di presentarsi davanti a Gassani, limpido il rigore che Schettini concede e che Lombardi trasforma nel 2-1. La doppietta è affare di pochi minuti: gran destro a giro sul secondo palo e 3-1 a chiudere un'azione personale da sinistra (53'). Neppure del doppio vantaggio il Fucecchio s'accontenta, s'accontenta così poco da allungare ancora nel giro di cinque minuti: insieme a Iodice, che sprinta a sinistra e serve a rimorchio un pallone prezioso, l'azione la confezionano due calciatori appena inseriti da Falcini (fuori Copia e Gronchi), Girardi con la sponda e Del Cesta con il rasoterra secco all'angolo. Ora il punteggio recita 4-1, scarto che il Pietrasanta considera troppo punitivo: la reazione produce un'efficace pressione alta, che porta Girardi a perdere il pallone in mediana e Gjoni a franare su Ciambelli, perfetto nell'esecuzione del rigore per il provvisorio 4-2. Anche se da giocare resta quasi tutto l'ultimo quarto, nessuno osa pensare a una rimonta: non ci pensa nessuno, perché il Fucecchio dimostra di stare benissimo e d'avere ancora energie per attaccare. Di qui alla fine il pallone in porta ci finisce due volte: la prima resta orfana del battesimo di Schettini, che rileva un tocco di mano prima della stoccata vincente di Lombardi; a commettere il fallo era stato Gorgerino, che senza darsene troppa pena si riscatta subito col traversone da cui nasce il 5-2: aprendo l'interno lo segna Girardi, cui la torre di Terreni spalanca lo specchio. A dieci minuti dalla fine il Fucecchio ripristina dunque le tre reti di vantaggio, che non cresce nonostante l'occasioni capitate nel finale a Rotondo (tiro alto) e a Stefanizzi, ostacolato dall'uscita di Gassani. Resta un dettaglio in calce a una partita pressoché perfetta: il Fucecchio è in forma, lo raccontano i sette punti ottenuti nelle ultime tre giornate e una classifica più che interessante. E se a inizio stagione qualcuno temeva qualche brutta sorpresa ora può farsi rassicurare dalla matematica: la salvezza, mai a rischio, è più che ufficiale.
Calciatoripiù: Terreni, Iodice
(Giov. Fucecchio), Perugi e Ciambelli (Pietrasanta).
esseti
San Miniato-Aquila Montevarchi 0-0

SAN MINIATO: Angeloni, Tarli, Bellandi, Machetti, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Pacciani, Mele, Poli. A disp.: Ciacci, Bernazzi, Carnesecchi, Burroni, Fini, Biancolini, . All.: Pescara Nicola
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Marchi, Verdi, Assouini, Veltroni, Pulaj, Papini, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Fabbroni. A disp.: Pelini, Fagioli, Billi, Rangoni, Diak, Chiavacci, Sylla, Rustichini, Casamenti. All.: Tesconi Massimo
ARBITRO: Bartolomeo Loretti di Siena
Alla fine è successo. Troppo il Montevarchi ha rallentato nel corso del girone di ritorno; ha rallentato troppo (diciannove i punti in dieci giornate), e s'è fatto tamponare dal Tau, prossimo avversario, e agganciare dalla Sestese, che da mesi pensa all'ultimo atto al Torrini. Troppo il Montevarchi ha rallentato, a Siena però senza particolari demeriti: più di metà del punto che gli consegna lo 0-0 il San Miniato lo deve ad Angeloni, decisivo due volte su Liistro tra la fine del primo tempo e la metà della ripresa. Sono due degli episodi in cui si registra l'acme della pressione del Montevarchi, da subito deciso a rintuzzare le insidie delle concorrenti e pericoloso già al 13' con un traversone di Verdi sceso a sinistra: esce a lato, e a dir la verità neppure di pochissimo, la deviazione di Pulaj, il cui movimento per colpire di testa avrebbe meritato destino migliore. S'esaurisce allo stesso modo anche l'azione con la quale il San Miniato replica (invito d'Annunziata, tiro di Pacciani, cui tocca combattere spesso da solo contro la difesa meno battuta dell'élite) e che finalmente accende la partita. Nel quarto d'ora che manca alla pausa si fanno sempre maggiori le incursioni del Montevarchi, che al 27' porta in pedana Fabbroni sul lancio profondo di Liistro, molto più d'un centravanti - e d'altra parte di tutta la Toscana è l'unico 2010 convocato da Zanobini in rappresentativa Under 17: respingendo col pugno gli s'oppone Angeloni, che cinque minuti più tardi si serve dello stesso fondamentale per neutralizzare il tentativo di Pugliese entrato da sinistra in area di rigore. Per complessità ed efficacia nessuna di queste due parate è paragonabile alla terza, quella sfoderata al 36' sugli sviluppi d'un fallo laterale spizzato da Fabbroni: dell'uscita e del rimbalzo sul costato c'è bisogno per impedire a Liistro, libero sottoporta (calcia lui l'angolo successivo: di testa Pulaj sfiora il palo), di portare a dodici il numero delle reti in campionato. Nello sviluppo della partita la pausa è una cesura solo formale: al riavvio il Montevarchi riparte forte e di nuovo sbatte su Angeloni, decisivo anche su Ajighevi liberatosi di tecnica e di forza al limite dell'area di rigore. La serie di duelli continua, sempre col medesimo esito: è prodigiosa la parata in tuffo sul mancino di Liistro (64'). Dopo essersi aggrappato così forte al proprio portiere, il San Miniato capisce che se continua a farsi schiacciare prima o poi in svantaggio ci finisce: per rompere la pressione Annunziata invita allo sprint Pacciani, che già al 59' aveva calciato dal limite dell'area di rigore (pallone alto) e che otto minuti più tardi cerca la porta in diagonale: attento Tommasi blocca. Anche se non incide sul punteggio, il nuovo approccio del San Miniato un effetto ce l'ha: nei dieci minuti finali il Montevarchi non riesce più a produrre occasioni da rete. Dunque prendono coraggio Pacciani e Poli, che alternandosi a rifinire e a stoccare provano a concretizzare il colpaccio: non ha fortuna nessuno dei due, né il primo (di poco alto il colpo di testa), né il secondo, al cui tiro in corsa replica di nuovo Tommasi. Eppure, anche se nel finale avrebbe addirittura potuto vincere, dello 0-0 il San Miniato non può lamentarsi: l'ha ottenuto contro la capolista, costretta a subire l'aggancio della Sestese, e l'ha ottenuto soprattutto grazie a un portiere gigantesco.
Calciatoripiù: Angeloni, Pacciani
(San Miniato) e Ajighevi (Montevarchi).
Sestese-Settignanese 4-0

SESTESE: Bardazzi, Martinelli, Grisolini, De Ferdinando, Bonta, Tarchiani, Nesi, Taddei, Monterisi, Cetani, Barbanti. A disp.: Bellocci, Oublady, Shera, Cassiolato, Scura, Coppini, Pieri . All.: Ferro Marco
SETTIGNANESE: De Fazio, Di Comun, Manfrin, Spanu G., Tarantoli, Sommazzi, Nodari, Agostinelli, Ciani, Sahbani, Chiummiello. A disp.: Maruottolo, Failli, Passannanti, Pierotti Carli, Cerbone, Madio, Perrino, . All.: Petriccione Luigi
ARBITRO: Niccolo Pietrini di Valdarno
RETI: 16' Barbanti, 27' Cetani, 31' Barbanti, 46' Barbanti
L'aggancio è solo il primo step. Sbaglia chi pensa che, agguantato il Montevarchi al comando, la Sestese possa sentirsi appagata, e dell'appagamento subire il contraccolpo; sbaglia e non conosce Marco Ferro, che oltre che sulla tecnica e sulla tattica ha lavorato sulla testa d'una rosa fortissima, reduce però da un campionato perso proprio per colpa di quell'unica fragilità. La reazione alla sconfitta inattesa contro il Csl è un segnale limpido della maturità raggiunta: alla vittoria col Monteserra segue quella (4-0) con la Settignanese, alla ricerca di punti salvezza e pertanto pericolosa due volte, perché coinvolta nel combattimento per sopravvivere e perché sottovalutarla sarebbe facile. È un errore che la Sestese non commette in nessuno degli scambi che costellano l'ennesima prova di forza, quella che le consente di far schizzare a due e mezzo, enormità, la media punti nel girone di ritorno: non c'è bisogno di Gauss per dividere venticinque per dieci e capire come ha fatto a volatilizzarsi quel vantaggio che il Montevarchi, capolista ancora ma solitario non più, deteneva alla fine del girone d'andata. Non è l'ora di fare calcoli o tabelle, di pensare agli scontri diretti che la sceneggiatura propone nelle prossime cinque giornate, peraltro con una cadenza perfetta per timing e alternanza (Montevarchi-Tau alla ventiseiesima, Tau-Sestese alla ventottesima, Sestese-Montevarchi all'ultima): ora conta soltanto fare punti, e se possibile farli grazie alle prestazioni. La Sestese ne è consapevole, consapevolissima, e contro la Settignanese abbina il solito approccio aggressivo alla qualità che contro il Csl le era mancata, ossia la concretezza sottoporta già in avvio, quando tutto sembra semplice e rimediabile. Il punteggio si sblocca presto, al quarto d'ora, non però alla prima occasione: nonostante le opportunità cospicue la Sestese non era riuscita a segnare né sugli sviluppi dei primi angoli calciati da De Ferdinando né con le stoccate di Monterisi, che prima anticipa De Fazio con l'esterno destro (pallone fuori), poi lo affronta da distanza ravvicinata: in entrambe le circostanze l'azione aveva beneficiato della tecnica di Cetani, che come Barbanti s'era visto murare a freddo sottoporta e che tra il 5' e il 7' prima si serve di un dribbling doppio per chiudere lo sprint a sinistra con un assist efficace, poi si lascia ispirare dalla discesa di Taddei - quella opposta la corsia di competenza - per cercare lo specchio, protetto con la prima di due parate consecutive. Per portarsi in vantaggio la Sestese ha bisogno di un'occasione in più, quella che al quarto d'ora si riassume in un concentrato sopraffino di tecnica: ce n'è a dismisura sia nell'apertura di De Ferdinando, sia nello sprint di Nesi, sia nella giocata di Cetani, che al limite dell'area di rigore finta il tiro per calamitare la difesa e la sorprende con un filtrante preziosissimo, sia infine nella sponda di Monterisi e nel tocco con cui di prima Barbanti batte De Fazio. Costretta ad accontentarsi d'un tentativo di Spanu neutralizzato prima che s'avvicini a Bardazzi (20'), al 25' la Settignanese vede il divario raddoppiare: stavolta, calciando sempre col destro di prima, spetta a Cetani sfruttare l'assist di Monterisi, che sull'invito di Martinelli s'era defilato in posizione d'ala destra e da lì aveva raggiunto l'ultima linea. È il 2-0, e neppure di questo punteggio la Sestese s'accontenta: la mezz'ora è passata da poco quando Barbanti calamita il pallone tra i sedici e i venti metri e da lì lo schianta sotto l'incrocio. Lo scarto potrebbe assumere la misura definitiva già prima della pausa: lo evitano De Fazio e la traversa, aiuto fondamentale per neutralizzare il tentativo di Barbanti, allo stacco di testa sul traversone di Nesi, che aveva potuto sprintare e sterzare sul lato corto dell'area di rigore grazie al filtrante di Cetani, liberato tra le linee dalla combinazione tra Tarchiani e Grisolini (prova superlativa, Ferro gli rinnova la fiducia e si trova più che ricompensato) sulla corsia sinistra. Per il 4-0 occorre attendere l'avvio della ripresa: della tripletta Barbanti ha una gran voglia, così voglia da optare per la volée sul traversone di Taddei, che sull'apertura di Cetani (recuperato in mediana da Nesi, il pallone glielo aveva servito l'onnipresente De Ferdinando) aveva crossato di prima. La Sestese continua a girare forte anche quando Ferro inizia a cambiare gli interpreti: entra bene Scura (fuori Cetani, applauditissimo), che da mezzala propone una serie di strappi interessanti; entrano bene Oublady e Cassiolato (fuori Bontà, che era salito in regia dopo l'ingresso di Shera per De Ferdinando, e Taddei; fuori anche Nesi e Martinelli per Pieri e Coppini), i cui calci d'angolo consecutivi generano altre due occasioni per Barbanti: la difesa prima e De Fazio poi le fanno evaporare in prossimità della linea. Resta inscalfibile il punteggio, lo resta anche sullo spunto solitario di Passannanti (ottimo ingresso) murato dalla difesa della Sestese, sui tiri di Pieri e d'Oublady dal limite dell'area di rigore e sull'inserimento di Scura, che aveva cercato di sfruttare la spizzata di Monterisi sul traversone di Coppini. Resta inscalfibile, e la Sestese lo apprezza in ogni curva e in ogni spigolo: 4-0 vuol dire sessanta punti, venticinque dei quali in due terzi del girone di ritorno, e soprattutto aggancio al Montevarchi. Quella posizione lì, l'unica che conta davvero, quest'anno la Sestese non l'aveva mai occupata. Il prossimo obiettivo è occuparla in solitudine.
Calciatoripiù: Barbanti, Grisolini
(Sestese), De Fazio e Passannanti (Settignanese).
esseti
Venturina-Sporting Cecina 4-1

VENTURINA: Galli, Tassi, Pozzobon, Tosi, Citi Minelli, De Mattia, Fiorini, Grassini, Monaci, Nfaiedh, Mosca. A disp.: Guiducci, Capecchi, Conforti, Fontana, Vita, Del Ghianda, Iuppa, Federighi, Caporali. All.: Bardocci Giovanni
SPORTING CECINA: Melis, Ciampi, Bandinelli, Lucido, Yzerillari, Marianelli, Carbone P., Zazzeri, Moretti, Raciti, Balloni. A disp.: Callai, Bapary, Tamagno, Malfanti, Franci, Pavoletti, . All.: Prunecchi Andrea
ARBITRO: Andrea Iellamo di Livorno
RETI: 3' rig.Nfaiedh, 27' Monaci, 52' Balloni, 65' Federighi, 79' Federighi
Con Bardocci in panchina il Venturina non ha mai perso: il 4-1 rifilato allo Sporting Cecina (derby amarissimo come nell'U17: la zona retrocessione resta l'habitat attuale) coincide con la quarta vittoria in cinque partite, risultati grazie ai quali la salvezza matematica (+12 sulla coppia delle quartultime) si fa vicinissima. La partita si sblocca subito, già al 3' il Venturina si porta in vantaggio col rigore che Iellamo concede per un fallo di Ciampi su Fiorini, abile a nascondere il pallone sul tackle: è glaciale l'esecuzione di Nfaiedh, che col dieci sulle spalle porta a undici il numero di reti stagionali. Il raddoppio si materializza alla mezz'ora sul lancio no look di Mosca per Monaci: ottimo il controllo, efficace il diagonale che batte Melis. Di cedere così facilmente lo Sporting Cecina non ha intenzione: in avvio di ripresa accorcia Balloni, che favorito dal vento forte dal fronte sinistro dell'area di rigore batte Filippo Galli con un tiro beffardo sotto la traversa. La partita si riapre, ma lo Sporting Cecina non si rende particolarmente pericoloso tranne che con un tiro di Moretti da fuori area: Filippo Galli è bravo a deviare in corner. Si resta sul 2-1, punteggio dal quale il Venturina non può farsi rassicurare: a rasserenarlo contribuiscono i cambi chiamati da Bardocci, su tutti Federighi, cui bastano il primo pallone e un tocco per capitalizzare l'assist vincente di Tosi. C'è tempo anche per la doppietta, segnata di forza a un minuto dalla fine sul lancio d'Iuppa: il Venturina vince 4-1, costringe lo Sporting Cecina a un'altra settimana complicata e comincia a pianificare la prossima stagione.
Calciatoripiù: Monaci
e Federighi (Venturina).
Affrico-Csl Prato Social Club 3-0

AFFRICO: Notari, Ventrice, Cangero Moretti, Papi, Salvadori, Brocci, Badii, Moltard, Toderici, Seneci, Occhibove. A disp.: Sarti, Abdiu, Paoletti, Jacaj, Kasa, Fabiani, Andreano, . All.: Bertini Andrea
CSL PRATO SOCIAL CLUB: Pastore, Vettori, Magni, Morandi, Mocali, Tarantino, Borrelli, Nistri, Gori J., Allori, Truscelli. A disp.: Calenzo, Buzhala, Galardini N..iang, Sensoli, Nardini, Rosati, . All.: Galeotti Francesco
ARBITRO: Tommaso Nardini di Empoli
RETI: 56' Kasa, 62' Seneci, 65' Kasa
In tempo di quaresima l'Affrico decide di non digiunare e di portarsi a casa tre punti con una scorpacciata di gol, degna dei migliori pranzi di Pasquetta, ma con qualche settimana di anticipo. Alla fine di un inverno nel quale i risultati faticavano ad arrivare, la primavera sembra essersi presentata con anticipo in casa blues: il 3-0 sul Csl, che al contrario vive un periodo complicatissimo (minimo il vantaggio sulla zona retrocessione), porta a cinque i risultati utili consecutivi. Per come era partita la stagione gli obiettivi potevano essere ben più ambiziosi, soprattutto guardando la qualità complessivo; di sicuro le tante defezioni accumulate nel corso dell'anno hanno messo la squadra a dura prova. Nonostante il risultato netto, la partito è stata più equilibrata del previsto, soprattutto nel primo tempo. A far suonare il primo squillo è il Csl: la punizione che Jacopo Gori calcia da destra impensierisce Notari, costretto ad alzare il pallone sopra la traversa. L'Affrico replica al quarto d'ora con un'azione che parte dalla destra e si conclude al centro dell'area: il tiro debole di Badii si trasforma in un assist per Moltard, alla cui deviazione s'oppone il riflesso di Pastore in angolo. Al pericolo il Csl reagisce conducendo un'azione corale strepitosa in fase offensiva. Parte tutto dai piedi di Magni, il cui passaggio lungo linea giunge a destinazione grazie al velo di Nistri: Truscelli protegge il pallone e riesce a girarsi per imbucare a destra e servire Jacopo Gori, che entra in area e tenta il tiro a incrociare, impeditogli dalla scivolata di Cangero Moretti. Il Csl ci riprova al 23', questa volta a sinistra: servito con un lancio lungo, Allori attacca la profondità, sterza sulla linea di fondo e col destro serve a rimorchio ancora Jacopo Gori, che stavolta calcia liberamente e trova la respinta di Notari. Nella partita ci sta bene il Csl, che nel primo tempo mantiene buoni i ritmi senza rischiare quasi nulla e creando pericoli in attacco; la chiave tattica è la capacità di Borrelli e Tarantino, i due mediani, di farsi trovare sempre liberi. Fin qui Badii, il trequartista dell'Affrico, non riesce mai a impedire ai due di ricevere il pallone e giocarlo senza pressing: sempre troppo lontano il trio Seneci-Papi-Moltard per poter uscire con efficacia. Cambia molto nella ripresa, cambia perché l'Affrico alza i giri e il Csl comincia a faticare. La prima occasione la costruisce Papi, che accelera sulla fascia destra, lascia sul posto due avversari e dal fondo mette un cross sul secondo palo: Toderici non ci arriva per centimetri. Subito dopo ci prova Occhibove dopo che il pallone messo in mezzo dal corner di Seneci era carambolato sui suoi piedi: Pastore respinge. La risposta del Csl non tarda ad arrivare: tenace, Truscelli lavora benissimo un pallone sporco, arriva sul fondo sulla fascia destra e con un cross basso trova Allori, che da buona posizione calcia male. È un episodio che conta, perché al 56' l'Affrico sblocca la partita con un capolavoro. L'azione offensiva, corale, si sviluppa sulla destra: trovato da un lancio millimetrico di Seneci, Ventrice crossa sul primo palo per Kasa, che spedisce il pallone in porta con una semirovesciata spettacolare. Nonostante l'1-0 locale, il Csl non s'arrende e poco dopo produce l'occasione migliore. Dopo un dialogo sulla fascia destra Allori imbuca per la corsa di Truscelli, che calcia su Notari: non è fortunata neppure la ribattuta, palo interno e parata sul rimbalzo. Un minuto più tardi l'Affrico dimostra ancora una volta che il calcio è brutale e spietato: calciando di controbalzo dal limite dell'area dopo un corner respinto, Seneci porta i suoi sul 2-0 e si candida al Puskas award del campionato. Il 3-0 è questione di minuti: naturalmente sbilanciato, il Csl si espone alle ripartenze dello scatenato Kasa, che salta secco Magni, si presenta davanti a Pastore, lo salta (grande giocata con la suola) nonostante il recupero stoico di Allori e deposita in rete il più facile dei palloni, quello che vale la doppietta personale. Sebbene il risultato sia ormai acquisito non s'arrende ancora Jacopo Gori, bravo a saltare un uomo dopo aver ricevuto il pallone dalla destra e a calciare col mancino da quasi trenta metri: incrocio dei pali non trovato per pochissimo. Con questa vittoria l'Affrico acquisisce sicurezza e si conferma una squadra di altissimo livello, capace di lampi che possono intimorire chiunque. Morelli può fare affidamento su calciatori di qualità, che con colpi di pregevole fattura sanno risolvere anche le partite più bloccate. Il clean sheet certifica anche i miglioramenti in fase difensiva, base da cui partire per continuare a viaggiare ad alta quota. Dall'altra parte Galeotti può farsi forza ripensando al primo tempo del Csl, che con gioco e idee ha creato molti problemi alla quinta in classifica. Deve sicuramente essere migliorata la reazione ai gol subiti: il crollo contro l'Affrico e la rimonta subita la settimana scorsa contro la Cattolica ne sono la prova. Una squadra che vuole salvarsi non può sfaldarso così, ma i presupposti per la salvezza ci sono eccome.
Calciatoripiù
: nell'ottima gara dell'Affrico si mette in mostra Kasa, che con una doppietta da subentrato mette in cassaforte la vittoria e rimpolpa il suo bottino personale; buona la prova anche di Seneci, impreziosita da un gol meraviglioso; Ventrice, autore anche di un assist vincente, è il leader di una difesa ottima. Nel Cls spiccano i due mediani Borrelli e Tarantino, capaci di gestire tanti palloni e di fornire un grande apporto sia davanti sia in fase di recupero del possesso; tra i migliori c'è sicuramente Truscelli, soprattutto per la caparbietà dimostrata e la continua lotta contro i centrali avversari.
Matteo Raimondi
Scandicci-Sangiovannese 9-0

SCANDICCI: Contieri, Pinzani, Gjini, Catarzi, Gori B., Londi, Hatija, Sersif, Cardella, Brandani, Poggiali. A disp.: Verna, Boli, Gjonaj, Zani, Deliperi, Brahimaj, . All.: Fanfani Filippo
SANGIOVANNESE: Dossini, Banini, Chiappi, Pucci, Senesi, Verdiani, Carotti, Parasassi, Tanzini, Tognaccini, Valenti. A disp.: Troia, Pecorini, Materassi, Gori, Mugnai, Paloka, . All.: Tozzi Antonio
ARBITRO: Daniel Vannoni di Prato
RETI: 10' Poggiali, 20' Poggiali, 22' Londi, 43' Brahimaj, 55' Zani, 60' Zani, 65' Cardella, 70' Cardella, 75' Deliperi
L'ufficialità della retrocessione fa male alla Sangiovannese, che dopo aver retto per venticinque giornate concede troppo e troppo subisce: sfiora la doppia cifra lo Scandicci, che ormai quasi certo della quarta posizione (è a metà strada precisa tra il Tau terzo e l'Affrico quinto, separati da venti punti) ha voglia di chiudere il campionato di slancio e d'iniziare a pensare a una nuova stagione in cui essere ancora più protagonista. Di sicuro con un attacco così viene - e verrà - tutto più facile: il 9-0 inizia a prender forma già dopo una decina di minuti sul lancio con cui di prima Brandani premia il taglio di Poggiali, in rete con un tiro di collo a incrociare. È identico l'autore del 2-0, diversi però sia la dinamica sia l'ispiratore: servire il traversone che favorisce il colpo di testa sul primo palo tocca a Pinzani, padrone della corsia destra. Cento secondi più tardi il punteggio cambia ancora, e ancora a vantaggio dello Scandicci: dalla distanza segna Londi, che si serve del mancino per scagliare verso la porta avversaria un tiro potentissimo. È di 3-0 il parziale alla pausa, punteggio che regge giusto per i primi scambi della ripresa: dopo neppure tre minuti dal riavvio segna Brahimaj, che tagliando sul primo palo massimizza un traversone rasoterra da destra verso il centro dell'area di porta. Lo aveva disegnato Cardella, che dopo una decina di minuti a ritmi blandissimi confeziona il secondo assist vincente: ora ne beneficia Zani, che incrociando il mancino in diagonale segna il 5-0. Identico lo stoccatore finale, i due sono tra i protagonisti anche dell'azione che vale il 6-0: a Zani, che lo sviluppo l'aveva avviato e che poi era andato a ricevere sottoporta, stavolta il pallone lo serve Boli. Tra i compagni aveva mediato Cardella, che su azione non segnava dall'ultima d'andata contro l'Affrico e che una volta intaccato l'ultimo quarto d'ora riesce finalmente a rompere la maledizione: sono due le reti che si susseguono nel giro di cinque minuti, la prima dal limite dell'area di rigore direzione primo palo e la seconda da distanza ravvicinata. Alla doppietta segue un altro assist vincente, il terzo dopo quelli per Zani e Brahimaj: ne beneficia Deliperi, che sul filtrante profondo tocca il pallone quanto basta per anticipare l'uscita del portiere. Altro da aggiungere non c'è, se non che la Sangiovannese s'appresta a congedarsi dall'élite dopo una stagione complicatissima. Calciatorepiù: la doppietta di Poggiali spezza l'equilibrio a favore dello Scandicci.
esseti