Campionando.it

Giov.Naz. Under 15 A-B GIR.Fase finale - Giornata n. 3

Fiorentina-Milan 3-2

RETI: Picardi, Pistone, Autorete, Rossini, Braida


FIORENTINA: Minucci, Pistone, Lomi, Diatta (48' Innocenti), Febbraro, Haxhiraj (64' Plepi), Picardi, Musah, Carpita (64' Mustapha Mubin), Floro Flores (49' Lazzeri), Mignemi. A disp.: Fusi, Plepi,Latini, Perdoncin, Innocienti, Lazzeri, Taci, Di Sario, Mustapha. All.: Matia Balestracci.
MILAN: Orsini, Manna, Zappia (82' Cenedese), Bernasconi, Tato, Vigil Hidalgo (73' Amagua), Braida, Cremonesi, Rossini, Jadid, Boniforti (54' Tebaldi). A disp.: Boselli, La Vecchia, Tebaldi, Conti, Fiorenza, Amagua, Cenedese, Santopaolo, Zaidane. All.: Lorenzo Cresta.
ARBITRO: Zantedeschi di Verona, Pallone e Pretto.
RETI: 14’ Picardi, 35’ Carpita, 48’ Rossini, Pistone, 76’ Braida.
La Fiorentina si aggiudica il primo atto della semifinale scudetto: il Milan esce battuto 3-2 dal Viola Park. La gara d'andata era inevitabilmente una sfida molto sentita dalle due squadre, arrivate all'appuntamento dopo aver superato brillantemente i quarti di finale. La Fiorentina eliminando la Roma grazie al successo in trasferta ottenuto con due reti di vantaggio, mentre il Milan aveva staccato il pass per la semifinale grazie alla vittoria ottenuta contro la Juventus, con ben tre gol di scarto. Le due formazioni si presentavano alla sfida con entusiasmo e grande determinazione, consapevoli dell'importanza di far bene in questi primi 70' della doppia sfida per ottenere un risultato positivo in vista del ritorno. Sia mister Balestracci sia mister Cresta avevano indicato ai propri giocatori un solo obiettivo: la vittoria. Il calcio d'inizio è affidato al Milan, che parte con grande aggressività. Al 6', i rossoneri conquistano un calcio d'angolo battuto da Cremonesi: il pallone arriva sui piedi di Bernasconi, ben posizionato davanti alla porta, ma Minucci è attento e respinge la conclusione centrale con un intervento decisivo. Due minuti più tardi è ancora il Milan a rendersi pericoloso; Braida sfonda sulla fascia destra e serve un pallone insidioso in area, il capitano viola Pistone interviene di testa e allontana il pericolo. Dopo un avvio difficile, la Fiorentina prende progressivamente il controllo del match e al 14' trova il vantaggio. Picardi si rende protagonista di una splendida azione personale: parte da posizione laterale, supera un avversario con una giocata tecnica, protegge il pallone e lascia partire un destro preciso che non lascia scampo a Orsini. È l'1-0 per la squadra di casa. La Fiorentina continua a spingere e sfiora il raddoppio ancora con Picardi, autore di un insidioso tiro a giro. Questa volta, però, Orsini risponde con una grande parata, negando all'attaccante viola la gioia della doppietta. Il Milan prova a reagire e al 29' si presenta nuovamente dalle parti di Minucci con un calcio d'angolo battuto da Jadid, ma il portiere viola esce con coraggio e blocca il pallone, spegnendo sul nascere l'azione offensiva. Il raddoppio della Fiorentina arriva al 33': dopo un rapido recupero del pallone, la squadra viola sviluppa una bella azione offensiva che porta Carpita alla conclusione; il tiro viene deviato dal difensore Tato e termina alle spalle di Orsini, il 2-0. Il primo tempo si chiude con la Fiorentina avanti di due reti. Dopo una partenza favorevole al Milan, i viola hanno saputo prendere in mano la gara grazie a qualità, organizzazione e concretezza, mentre i rossoneri sono stati spesso fermati dall'ottima prestazione di Minucci e dalla solidità della retroguardia toscana. Nell'intervallo mister Cresta prova a cambiare l'inerzia della partita inserendo Tebaldi al posto di Boniforti; la ripresa si apre con una Fiorentina subito aggressiva, capace di conquistare un calcio d'angolo nei primi minuti senza però creare particolari pericoli. Al 48', però, il Milan riapre la sfida. Jadid recupera palla e si invola verso l'area avversaria, servendo un preciso assist per Rossini, che si fa trovare pronto e batte Minucci con una conclusione vincente. Una disattenzione difensiva permette ai rossoneri di accorciare le distanze sul 2-1. La rete restituisce fiducia al Milan, che dimostra grande carattere e conferma di non aver mai smesso di credere nella rimonta. Al 50' arriva la risposta di mister Balestracci, che inserisce Innocenti e Lazzeri al posto di Diatta e Floro Flores. Successivamente, al 64', entrano anche Plepi e Mubin per Carpita e Haxhiraj; le sostituzioni danno nuova energia alla Fiorentina, che torna a rendersi pericolosa nella metà campo avversaria. Al 73' arriva il gol del 3-1: sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Picardi, Plepi prolunga di testa, il pallone rimane nell'area piccola, il più lesto di tutti è il capitano Pistone che approfitta della mancata marcatura e batte Orsini con una conclusione ravvicinata. Sembra il colpo decisivo, ma il Milan non si arrende. Un minuto più tardi mister Cresta inserisce Amagua al posto di Virgil per aumentare il peso offensivo della squadra. La pressione rossonera viene premiata al 76', quando il direttore di gara concede un calcio di rigore tra le proteste della panchina e dei tifosi viola; sul dischetto si presenta Braida, che mantiene la calma e trasforma con freddezza, riportando il Milan a una sola rete di distanza sul 3-2. Nel finale, con le ultime energie rimaste, i rossoneri tentano l'assalto decisivo e inseriscono anche Cenedesi al posto di Zappia, ma la Fiorentina resiste e difende il vantaggio fino al triplice fischio. Il primo atto della semifinale si conclude quindi con il successo della Fiorentina per 3-2. Un risultato che lascia tutto aperto in vista della gara di ritorno a Milano, dove il Milan proverà a ribaltare il punteggio davanti al proprio pubblico. I viola partiranno con un prezioso vantaggio, ma la qualificazione alla finale è ancora tutta da conquistare in una sfida che si preannuncia intensa, equilibrata e ricca di emozioni fino all'ultimo minuto. Calciatoripiù: Picardi (Fiorentina) funambolo dell’attacco viola, ha il grande merito di aver sbloccato il risultato; Musah, giocatore ovunque, più di una volta si prende la squadra sulle spalle; Pistone realizza un gol importantissimo, è sempre pronto a compiere interventi decisivi sia in fase difensiva sia in quella offensiva. Rossini (Milan): riesce a trovare la luce in mezzo al buio marcando il primo gol del Milan nonostante lo svantaggio; Braida si prende un importantissimo incarico di calciare il rigore portando la squadra a una sola rete di differenza, dato fondamentale per la partita di ritorno.


Commento di : calciopiu
Inter-Empoli 0-1

RETI: Merlin

Empoli-Inter 2-2

RETI: Chico, Menicagli, Sanogo, Parisi


EMPOLI: Puccioni, Zega, Atzeni (41' Muharremi), Cattin, Fanucchi, Falconi, Kri Bi, Dalla Bona, Chico (62' Cristiano), Menicagli (78' Franchi), Merlin (74' Princeton). A disp.: Lombardo, Di Natale, Rivieri, Allochis. All.: Alessio Gambirasio.
INTER: Spano, Mazza, Parisi, Ilic, Pietraru (78' Sare), Grigioni, Sanogo, Rigamonti, Broinas (68' Giovannoni), Tedesco (68' Terzuoli), Pititto (52' Zoumbare). A disp.: Beretta, Ottaviani, Barattieri, Fal, Zoumbare, Romeo. All.: Juan Solivellas.
ARBITRO: Maiellaro di Parma, coad. da Apollaro e Cavallari.
RETI: 14’ Sanogo, 18’ Chico, 65’ Parisi, 68’ Menicagli.
Se esiste un limite fisico, nel sistema di leggi che l’Empoli si è creato esiste anche un modo per superarlo o infrangerlo. Perché esiste l'universo standard in cui vigono le leggi della fisica, ma il calcio è uno di quegli spazi di possibilità, di quei territori in cui è possibile sviluppare e coltivare ecosistemi a sé stanti. La seria ipoteca piazzata una settimana prima a Milano con il successo di misura nel primo round contro l’Inter resiste attraverso i quasi 90’ di gioco sotto il sole a picco che rende di un verde brillante il campo di Petroio: il 2-2 finale qualifica l’Empoli all’ultimo giro di giostra, quello all’altezza più vertiginosa che si può raggiungere, con in palio lo scudetto. L’intero campionato è stato un cantiere aperto diretto da Alessio Gambirasio: per mesi e mesi il tecnico e i suoi ragazzi hanno lavorato senza paura di sbagliare, vivendo ogni errore fisiologicamente commesso durante il loro processo in divenire come un totem, anziché un tabù. Proprio sul perfezionamento delle proprie lacune e sul superamento dei propri limiti l’Empoli ha costruito un cammino memorabile durante le finali: a memoria, poche squadre sono arrivate tanto lontano partendo di rincorsa e, soprattutto, esibendo un miglioramento così costante di settimana in settimana. Una marcia a tappe forzate verso l’alto, che ha travolto gli ostacoli sul cammino, in origine Cagliari, Genoa e, per ultima ma non certo in ordine d’importanza, l’Inter. Se la più attendibile e credibile fra le scale di valutazione di una squadra di settore giovanile deve essere la sua capacità di crescita durante il tempo, l’Empoli di Gambirasio vince anche questa particolare graduatoria, e si candida a modello. La semifinale di ritorno è vissuta quasi sempre in controllo da Dalla Bona, Menicagli, Fanucchi e compagni che, di fatto, si ritrovano virtualmente fuori dall’accesso alla finale soltanto per pochi minuti nel corso di una sfida che, al netto di qualche brivido di sofferenza che era inevitabile dover concedere. Bravissimi i ragazzi di Gambirasio nel preparare al meglio anche questa sfida così delicata, risultando al top anzitutto dal punto di vista dell’approccio mentale; una gestione mai passiva e sempre dinamica del margine di vantaggio acquisito nei primi 80’ della doppia sfida, senza mai rinunciare ad essere propositivi. La dimostrazione per il numeroso pubblico accorso a Vinci per dar man forte agli azzurri arriva dopo appena trenta secondi dal via: tanto impiega Atzeni per innescare la corsa lanciata di Merlin con un magnifico lancio sulla sinistra, il numero 11 di casa aggira Pietraru e poi conclude in corsa sull’esterno della rete avversaria. L’Inter appare quasi sorpresa dall’avvio così veemente degli avversari, che per poco non trovano un clamoroso gol-lampo, e risponde subito con l’imbucata di Tedesco che cerca ma non trova Pititto, Cattin infatti compie un’ottima guardia e recupera il pallone. L’Empoli però come detto non si limita affatto a tenere la posizione, anzi spinge a pieno organico o quasi: 3’, Zega affonda sulla destra e poi serve Merlin, la sponda di quest'ultimo porge un ottimo pallone a Dalla Bona il cui traversone, svirgolato da Ilic e Grigioni, viene poi recuperato dal portiere Spanu. Al 6’ ecco la prima - doppia – occasione del match, ed è per i padroni di casa: Kri Bi scappa palla al piede e viene steso da Rigamonti, sugli sviluppi del successivo calcio piazzato l’Inter mura i tiri di Dalla Bona e Menicagli, mentre dal successivo corner, concesso con affanno dalla retroguardia lombarda, Fanucchi – in proiezione offensiva – impatta dal limite e spedisce sul fondo di qualche metro. L’Inter cerca in ogni modo di spezzare il forcing avversario e all’8’ mette sotto pressione la difesa locale con il pressing offensivo di Broinas e Tedesco, ottimo il recupero della posizione da parte di Atzeni e Cattin, che sventano la minaccia. I ragazzi di Solivellas necessitano di una risorsa disponibile possibilmente in tempi rapidi per invertire la tendenza di questi primi minuti e la individuano in Mazza; il numero 2 nerazzurro, infatti, è la chiave del gol del pareggio. Dapprima, all’11’, si libera per il cross sulla destra e cerca Piititto sul secondo palo, poi dopo 1’ esegue la stessa azione e Zega anticipa il numero 11 rivale; infine – al 14’ - propone l’assist vincente. Stavolta il destinatario del cross dell’esterno nerazzurro è Sanogo, che approfitta di una leggera indecisione dell’intero pacchetto difensivo avversario e realizza la rete che rimette in equilibrio il risultato aggregato della doppia sfida. I ragazzi di Solivellas provano a cavalcare l’inerzia favorevole riprovandoci dopo appena 2’ con uno spunto del duo Tedesco-Pititto, fermato sul più bello da Cattin, ma al 18’ ecco che la gara vive un importante colpo di scena: l’Empoli, voglioso di riscatto, si porta in attacco con Menicagli, che vede e serve Chico; il centravanti azzurro si libera per il tiro e scaglia una conclusione potente dai venti metri che, dopo aver sbattuto sulla sagoma di Pietraru, spiazza Spano e ristabilisce la parità. Stavolta sono i locali a provare a salire sulla cresta dell’onda dopo aver trovato il gol, anche grazie a Chico che, in fiducia dopo la rete, ingaggia e vince un altro duello con Pietraru e poi conclude dalla distanza, senza inquadrare il bersaglio, mentre al 23’ è sempre lui a servire un buon pallone a Menicagli, contrastato da Ilic ma comunque in grado di mettere pressione alla porta difesa da Spano. Il cooling break spezza un po’ la fase di gioco successiva, la cronaca infatti torna a proporre uno spunto di rilievo soltanto al 32’, minuto in cui un errore di Mazza spiana la strada al contropiede di Chico, il cui assist filtrante per Menicagli risulta però troppo lungo; sul successivo rilancio di Pietraru, destinato a capitan Broinas, Falconi conferma di essere ormai su livelli altissimi di rendimento, specialmente in coppia con Fanucchi, e sventa la minaccia facilitando il recupero di Puccioni. Il finale di frazione propone ritmi altissimi e alcuni frangenti di gioco un po’ caotici; al 36’ i nerazzurri aggrediscono alti gli avversari e recuperano palla con l’ottimo Parisi, che poi dialoga con Rigamonti e invita al tiro Pititto, una conclusione debole che non crea problemi a Puccioni. Nel finale di frazione ancora ospiti in avanti con due potenziali chance (ambedue in sospetto fuorigioco): la conclusione di Pititto prima, però, finisce sull’esterno della rete, mentre sul successivo cross di Parisi il colpo di testa di Broinas non inquadra il bersaglio. L’ultimo sussulto del primo tempo è però di marca azzurra: un magnifico lancio di Fanucchi premia il movimento di Menicagli che, con un pregevole pallonetto in corsa, prova a sorprendere Spano, abilissimo nel mantenere il giusto posizionamento fra i propri pali. Quando le due squadre rientrano in campo per il secondo tempo, lo fanno a ranghi quasi invariati (un solo cambio per i locali, l’avvicendamento fra Atzeni e Muharremi); si riparte dall’uno a uno parziale del primo tempo e dallo 0-1 dell’andata, è come se si giocasse una sfida nella sfida, della durata di un quarto di quest’ultima. Mister Gambirasio plaude subito all'indirizzo di Zega: il suo cross è risultato impreciso e l’occasione era potenzialmente buona, ma il triangolo che lo ha portato al traversone con Dalla Bona è uno di quei movimenti che fanno contento un allenatore e, soprattutto, lo confortano sul piano della tenuta atletica e mentale dei suoi ragazzi. La gara, infatti, è aperta e vibrante, e proprio il neo-entrato Muharremi ha voglia di mettersi in mostra, al 46’ lancia in campo aperto Chico, sorvegliato a vista però da Grigioni. Archiviato un tiro alto dal limite da parte di Menicagli (48’), al 54’ ecco che l’Empoli va a un passo dal raddoppio: lo stesso Menicagli avanza palla al piede fino al limite dell'area, poi allarga il gioco in favore di Chico che “mastica” la conclusione, facile preda di Spano. Ora il match vive di fiammate che si sprigionano a margine delle interruzioni sempre più frequenti a causa dei numerosi scontri di gioco e delle sostituzioni operate dai tecnici; l’Inter accelera i tempi e al 60’ Parisi innesca Rigamonti, il cui pericoloso traversone si trasforma ben presto in un cross, che scheggia la parte alta della traversa e si perde sul fondo. Il secondo cooling-break della sfida frammenta ulteriormente una gara che però non smette mai di circondare il pubblico con la sua tensione, anche perché quando si riprende a giocare e il cronometro segna il minuto numero 65, ecco che su Petroio – sponda Empoli - cala il silenzio: approfittando dello scarso contrasto proposto dagli avversari, i nerazzurri avanzano con un’azione combinata fra Rigamonti, Giovannoni e Parisi, il numero 3 s’incarica della finalizzazione e realizza l’uno a due con una conclusione centrale, potente e precisa. La gioia e la possibilità – ancora una volta – da parte dell’Inter di cavalcare l’inerzia positiva dura pochissimo, appena 3’. Al 68’ infatti l’Empoli si riversa in avanti e conquista una rimessa laterale, la battuta di Zega consegna palla a Cristiano che effettua una sponda intelligente in favore di Dalla Bona; il numero 8 azzurro alza la testa e poi serve al centro Menicagli, abile nel bruciare sul tempo un paio di avversari e poi fulminare Spano da pochi passi. Gioia mista a tensione che si libera: Petroio esplode mentre il numero 10 di casa festeggia a lungo, ricevendo anche un’ammonizione. Poi però c’è da tornare subito in campo, in trincea sportiva per meglio dire; l’Inter, infatti, cerca di profondere il massimo sforzo con le residue energie a disposizione in un finale infuocato non solo dal punto di vista del numero che recita la colonnina di mercurio; al 72’ Rigamonti cerca e trova Giovannoni, il cui tiro in corsa viene murato da ben due difensori azzurri pronti a immolarsi a protezione di Puccioni. Al 79’ l’ultimo sussulto d’orgoglio nerazzurro: sugli sviluppi di un’azione insistita dei ragazzi di Solivellas, la difesa locale non concede varchi e così Ilic prima e Giovannoni poi cercano la soluzione dalla distanza, ma ancora una volta il muro empolese respinge tutto. Si gioca poi fino all’86’, ed è tanta l’attesa per il triplice fischio di Maiellaro di Parma: è la certificazione che l’Empoli ha spinto un po’ più in là - ancora una volta – i propri presunti limiti, e lo scalpo dell’Inter è di quelli che, in tema di certificati, ne forniscono uno solido come il granito. Domenica, a Rimini, l'appuntamento con la storia. Il Diavolo si tenga pure i favori del pronostico: davanti ai muri che gli si parano davanti, l'Empoli s'esalta.

Commento di : calciopiu
Milan-Fiorentina 3-0



MILAN: Bologna, Manna, Zappia, Bernasconi, Tato, Vigil (78' La Vecchia), Braida, Cremonesi, Rossini, Jadid, Boniforti (66' Tebaldi). A disp.: Boselli, Zaidane, Fiorenza, Amagua, Cenedese, Santopaolo, Orsini. All.: Lorenzo Cresta.
FIORENTINA: Minicucci, Pistone, Lomi (70' Sorbini), Diatta (64' Plepi), Febbraro, Haxhirai, Taci (49' Floro Flores), Musah (70' Mustapha Mubin), Carpita, Picardi, Mignemi. A disp.: Fusi, Latini, Lazzeri, Innocenti. All.: Matia Balestracci.
ARBITRO: Cazacu di Albenga, coad. da Infante e Masciello.
RETI: 36' aut. Pistone, 48' Jadid, 87' Tato.
Una rimonta del Diavolo, e i rimpianti si colorano di viola. Il margine di vantaggio della gara d'andata poteva e doveva essere più cospicuo, perchè nel ritorno del Vismara i ragazzi di Cresta sono travolgenti, aiutati -al netto dei due pali colpiti in avvio - anche da un pizzico di fortuna che, nel contesto di prestazioni come queste, non è un elemento aleatorio, ma un fattore concreto, da provare ad attrarre verso di sé. Dopo il 3-2 del Viola Park, i rossoneri superano per 3-0 i ragazzi di Balestracci e, visto che lo nominiamo, il giovane tecnico e i suoi ragazzi meritano un plauso enorme, proprio nel momento in cui escono di scena. La loro stagione, difatti, finisce in modo amaro e a un passo dal sogno chiamato finale, ma lancia un solido ancoraggio al prossimo futuro: il lavoro svolto è un perfetto biglietto da visita per il prossimo biennio Allievi, e al tecnico che la Fiorentina ha prelevato con grande saggezza dal Venturina ormai diversi anni fa va rivolto un encomio speciale, e l'augurio di proseguire su livelli così alti. Il match, ora. Solo la Fiorentina presenta una variazione d'organico rispetto al match di sette giorni prima, poi tutte conferme fra i primi ventidue e, soprattutto, ritmi e qualità in campo son presenti in abbondanza. Il Milan parte forte, anzi fortissimo, e sfiora subito il vantaggio al 3', la traversa salva però Minicucci ribattendo la conclusione dell'esterno avversario. Si prosegue ma i locali restano pericolosissimi: al 10' ancora un legno per i ragazzi di Cresta, stavolta colpito da Bernasconi. La Fiorentina stringe i denti e poi, grazie al lavoro dei propri centrocampisti e alle iniziative di Carpita e Mignemi, inizia ad alzare il suo baricentro; il match diventa così combattuto in ogni zona del campo. Quando ormai lo 0-0 sembra essere destinato ad accompagnare le due squadre fino al riposo, ecco che al 36' il Milan passa, stavolta aiutato dalla Dea bendata: Minicucci deflette sulla traversa la bordata di Rossini; nel tentativo di anticipare un avversario pronto a ribadire in rete, Pistone infila involontariamente la propria porta. Il Milan è abile nel non allentare la tensione nella sosta a cavallo dei due tempi, e al ritorno in campo colpisce subito: scocca il 48' quando Jadid raccoglie un pallone vagante in area ospite, respinto ancora dalla traversa dopo la conclusione di Boniforti. La reazione della Fiorentina c'è ed è interpretata soprattutto da Mignemi, ma il portiere di casa, autore di alcune buone parate nel corso del primo tempo, ne compie una decisiva sull'attaccante avversario; il Milan nel frattempo non si limita a gestire il doppio vantaggio e tiene sotto pressione la difesa rivale specialmente con i subentrati. Il gol che rimetta in discussione il probabile esito della sfida non arriva, e così la Fiorentina a tempo praticamente scaduto incassa anche il terzo gol: con i viola generosamente sbilanciati in avanti nel tentativo di realizzare il gol del due a uno, i rossoneri azionano un classico contropiede in campo aperto, finalizzato in rete da Tato. La festa dei ragazzi di Cresta prosegue pochi istanti dopo, quando il triplice fischio del signor Cazacu di Albenga consegna loro il pass per la finalissima. Domenica prossima sarà super-sfida contro l'Empoli, in quello che sarebbe potuto essere una storica finale tricolore tutta toscana; per la Fiorentina però il tempo dei rimpianti deve finire qui, smaltita la fisiologica delusione che deriva da questo match deve prevalere la consapevolezza della bontà del lavoro svolto, e la certezza di quanto siano solide le basi gettate per costruire il futuro.

Commento di : calciopiu
Empoli-Milan 0-2



EMPOLI: Puccioni, Zega, Atzeni (70’ Muharremi), Cattin, Fanucchi (70’ Franchi), Falconi ,Kri Bi, Dalla Bona (51’ Princeton), Chico (55’ Cristiano), Menicagli (70’ Allochis), Merlin. A disp.: Lombardo, Di Natale, Rivieri, Testi. All.: Alessio Gambirasio.
MILAN: Bogogna, Manna, Zappia, Bernasconi, Tato, Hidalgo (74’ Ferrari), Braida, Cremonesi, Rossini, Jadid, Boniforti Bandres (53’ Tebaldi). A disp.: Boselli, La Vecchia, Fiorenza, Garcia, Cenedese, Santopaolo, Orsini. All.: Lorenzo Cresta.
ARBITRO: Farina di Ostia Lido, coad. da Targa e Tundo. IV ufficiale Dumitrascu di Finale Emilia.
RETI: 22’ Manna, 34’ Jadid.
NOTE: ammoniti Fanucchi, Merlin. Recupero 1'+4'.
Alla fine, prima o poi, un muro doveva presentarsi sul cammino. Come a ribadire che un limite fisico, anche per chi viaggia nella terra dei sogni, è destinato a materializzarsi. Peccato che un muro l'Empoli se lo sia ritrovato davanti a un passo dal massimo titolo sportivo, proprio mentre stava per far centro dopo un volo che ha ridefinito le leggi stesse dell'aerodinamica. Le due facce del numero 4: il Milan si laurea campione d'Italia Under 15 per la quarta volta nella sua storia, l'Empoli registra il suo quarto tentativo a vuoto di conquistare uno scudetto che sarebbe semplicemente il miglior attestato premiale al magnifico lavoro svolto dal proprio settore giovanile. Che, da anni e anni, è un modello inimitabile, un modo unico di far calcio partendo dal basso. Avversario peggiore, gli azzurri, proprio non potevano trovarselo davanti: la squadra di Cresta ha atteso - aiutata anche da un pizzico di fortuna - che quella di Gambirasio facesse la gara e sviluppasse il suo gioco offensivo, superando indenne gli assalti verso la sua porta per poi affidare ai singoli la strategia di colpire con terribile cinismo. L'inzuccata di Manna prima, di fatto al primo vero tentativo dei rossoneri, e il letale contropiede del talento Jadid - letteralmente imprendibile quando accelera palla al piede in campo aperto - decidono la finale di Rimini. All'Empoli non basta stazionare ripetutamente in avanti, impegnare Bogogna, credere nella possibilità di rimonta almeno fino al raddoppio; sia chiaro, gli azzurri non alzano mai bandiera bianca e dimostrazione ne è che il triplice fischio arrivi con tutti loro in area avversaria, nel tentativo di ridurre almeno il passivo, ma dopo il 2-0 del dieci rossonero è fisiologico un po' di scoramento, specialmente dinanzi a un avversario che incassa senza scomporsi (la fase difensiva è stata l'arma vincente dei meneghini durante l'intera stagione) e poi assesta un uno-due che manderebbe al tappeto anche una corazzata. Pur sconfitto, l'Empoli si scopre comunque corazzata. Nessuna medicina lenirà mai il dispiacere per aver solo assaporato il tricolore, ma l'argento è un metallo nobile, e i ragazzi di Gambirasio possono fregiarsi con orgoglio e a petto in fuori del titolo di seconda squadra d'Italia nella categoria Under 15. Dopotutto nessuno è cresciuto come loro durante quest'anno.
Il film della partita
1’ Nativo di Rimini, Igor Protti viene ricordato dalle due squadre disposte a centrocampo con un toccante minuto di raccoglimento. Poi si parte. Dopo aver eliminato Cagliari, Genoa e Inter, l'Empoli (4-3-1-2 il modulo scelto) affronta la sua terza finale Scudetto Under 15; nelle precedenti occasioni, è stata battuta nell'atto conclusivo della manifestazione dall'Atalanta e, in due circostanze, proprio dall'Inter, battuta stavolta nel doppio confronto di semifinale. Il Milan (4-3-3), va invece a caccia del quarto tricolore di categoria dopo aver sconfitto Udinese, Juventus e Fiorentina nelle precedenti gare ad eliminazione.
2’ Il Milan esercita il possesso del pallone nelle primissime battute, cercando di proiettare Jadid e Braida nel vivo del gioco prodotto; l’Empoli copre ogni spazio ed effettua un primo pressing già con la linea offensiva composta da Chico e Merlin.
3’ Dalla Bona sradica proprio dai piedi di Jadid un buon pallone, lo porge poi a Fanucchi che cerca di verticalizzare per Merlin; ottima la lettura difensiva da parte di Hidalgo, il Milan può così ripartire.
4’ Cattin innesca il movimento di Atzeni sulla sinistra, quest’ultimo viene chiuso da Boniforti che concede così il primo corner del match; lo batte ovviamente dalla sinistra Dalla Bona, il centrocampista alza entrambe le braccia e chiama uno schema sul primo palo, Rossini è ben appostato e spazza la propria area di rigore.
6’ Ottima la lettura difensiva di Zega, abile nello spezzare sul più bello l’avanzata di Rossini, che dopo un triangolo con Jadid stava penetrando pericolosamente in area empolese; l’esterno azzurro parte poi in proiezione offensiva e accompagna la ripartenza di Merlin, la difesa rossonera non si lascia sorprendere.
8’ Chico riceve palla da rimessa laterale e riesce a proporre un interessante cross in area milanista, nessun compagno riesce a intervenire sul pallone; dalla parte opposta del campo Menicagli, in collaborazione con Kri Bi, cerca di tenere viva la manovra offensiva ma la solidissima retroguardia rossonera non concede varchi.
10’ Grande giocata di Rossini, che protegge con il corpo un pallone sulla trequarti e poi imbuca nello spazio Boniforti; perfetto il tempismo di Atzeni che, con l’assistenza di Cattin, chiude l’offensiva avversaria e rimedia pure fallo. Gara piacevole e aperta, dopo un avvio timido – durato giusto tre o quattro minuti - l’Empoli è pienamente in partita e si fa addirittura preferire agli avversari in questa fase di gioco.
12’ Applausi per Menicagli, che si esibisce in una fantastica giocata con la quale libera al tiro Chico: ostacolato da un avversario, il centravanti degli azzurri calcia altro sopra la traversa. Ritmi di gioco elevati nonostante il caldo e la tensione per la posta in palio, bene fin qui i ragazzi di mister Gambirasio.
13’ Un promettente contropiede del Milan perde giri sul più bello, sia per colpa del tempo di giocata di troppo che si concedono Jadid prima e Rossini poi, sia per la perfetta fase difensiva di Falconi e compagni.
15’ Il primo tiro in porta dei ragazzi di Cresta è di Jadid, da oltre quaranta metri: il talento rossonero cerca di beffare l’avanzato Puccioni, che però è totalmente in controllo della situazione. L’Empoli ribalta il fronte di gioco e va stavolta vicinissimo al vantaggio, creando la prima palla gol del match con Merlin prima e Dalla Bona poi che, sugli sviluppi di un’azione confusa in area rossonera dopo un cross dalla sinistra di Atzeni, mancano per poco la deviazione vincente venendo murati in extremis dagli avversari.
17’ Altra grande intuizione di Menicagli: il numero 10 azzurro effettua un assist no-look dal limite dell’area di rigore rivale con la quale innesca Chico, il centravanti però si defila troppo venendo ben chiuso spalle alla porta da Zappia.
20’ Milan in affanno: l’Empoli si fa tambureggiante nel suo forcing offensivo e arriva nuovamente al cross con Zega, nel cuore dell’area rossonera ci provano Menicagli e Merlin ma ancora una volta la porta difesa da Bogogna si salva, pur con estremo affanno.
22’ Alla prima occasione il Milan colpisce e lascia il segno: Cremonesi si incarica di battere il primo calcio d’angolo della gara per i suoi, il cross dalla destra spiove al centro dell’area toscana, Puccioni non è perfetto nell’uscita dai pali e alle sue spalle sbuca così Manna. Il difensore infila perentoriamente la porta con un gran colpo di testa, sa di beffa il vantaggio dei ragazzi di Cresta.
26’ I minuti successivi al vantaggio del Milan sono convulsi; l’Empoli prova subito a reagire, il Milan però si rende pericoloso con Jadid, che viene arginato da Falconi in prima battuta e da Puccioni subito dietro; il numero 10 rossonero commette pure fallo ai danni del centrale difensivo azzurro, che si rialza dopo le cure del caso.
29’ Con l’Empoli in possesso del pallone e proiettato in avanti, il Milan difende compatto e agisce in contropiede; Boniforti è uno degli interpreti di questa tattica, sfida a duello Atzeni che però risulta ancora insuperabile.
30’ Anche Kri Bi cerca lo spunto personale e, dalla sinistra, converge verso il centro sfidando Tato; quest’ultimo riesce in qualche modo a contenere l’avversario che sarebbe altrimenti penetrato in area di rigore. Dopo appena 1’ Kri Bi si rende ancora protagonista, riceve un ottimo pallone lavorato da Dalla Bona e Fanucchi e conclude, venendo chiuso in angolo da Manna. Sugli sviluppi del corner Bogogna accenna soltanto l’uscita, il pallone calciato da Dalla Bona è buono per Cattin, il cui tentativo non inquadra il bersaglio.
34’ Il Milan è di un cinismo terribile. L’Empoli va ancora vicina al pari ma si scopre e si espone al contropiede – classico - degli avversari. Jadid riceve sulla mediana e accelera in maniera incredibile palla al piede, Falconi non riesce a contenerlo, né Puccioni può evitare che il tocco in corsa del dieci rossonero termini in rete per il raddoppio dei suoi.
35’ Empoli, che sfortuna! I ragazzi di Gambirasio vanno nuovamente a un passo dalla rete, il perfetto traversone dalla sinistra effettuato da Atzeni vede l’ottima uscita di Bogogna, in anticipo su dalla Bona; Menicagli, in agguato a centro area, conclude a botta sicura esaltando i riflessi dell’estremo difensore avversario, che devia sul palo. Merlin manca poi il tap-in nel flipper impazzito che si crea dopo la ribattuta del montante e l’uscita a valanga del numero uno rossonero.
39’ Azzurri generosissimi nel loro slancio offensivo: Kri Bi e Chico si vedono sbarrare la strada per vie centrali, il gioco si allarga allora per Zega il cui cross genera il quarto corner del match per l’Empoli; Dalla Bona chiede e ottiene il triangolo sul corto con Menicagli, quest’ultimo cerca poi al centro dell’area Merlin, sul quale vige l’attenta marcatura di Braida.
40’ Falconi deve spendere un cartellino giallo per impedire che anche stavolta Jadid, dopo aver evitato in dribbling Fanucchi, si involi verso la porta azzurra. Il primo tempo si conclude dopo 1’ di recupero con il Milan avanti di due reti. Empoli sfortunato, e colpito a ogni minimo errore commesso.
42’ Nessuna variazione d’organico rispetto ai primi ventidue scesi in campo; l’Empoli parte all’attacco con Zega, molto ispirato sulla destra, il Milan oppone ancora il canovaccio della ripartenza affidata a Jadid, che conclude da distanza siderale cercando nuovamente di beffare Puccioni, il suo tiro finisce abbondantemente sul fondo.
44’ Anche Falconi ci prova con una soluzione balistica difficilissima a lunga gittata, il pallone si perde oltre la linea di fondo.
57’ Menicagli prova ad arretrare il suo raggio d’azione e lavora un ottimo pallone sulla trequarti, servendolo poi a Chico che guadagna spazio per la conclusione, deviata da Tato sull’esterno della rete; il successivo corner non porta pericoli al Milan, che anzi accenna un contropiede ancora una volta potenzialmente pericoloso.
50’ Milan vicino al tris con il solito Jadid, che riceve palla in area dopo un velocissimo triangolo in ripartenza fra Boniforti e Rossini e calcia all’altezza del primo palo, Puccioni è abile nel deflettere coi piedi il tiro del 10 avversario. Spazio poi per il primo cambio effettuato da Gambirasio, che aggiunge un’arma al suo attacco con Princeton, il “sacrificato” è Dalla Bona.
53’ Ottimo l’anticipo di Falconi su Rossini che stava per girare in porta un cross dalla destra di Braida. Dopo due minuti sono Kri Bi e Zega a sbarrare la strada all’inesauribile Jadid, servito da Tebaldi in area di rigore. Nella fase di gioco successiva l’Empoli cerca di affrettare i tempi, ma il cronometro che scorre mantenendo intatto il doppio vantaggio è un alleato prezioso dei ragazzi di Cresta.
60’ Bogogna ritarda il rinvio, viene così richiamato dall’arbitro e punito con un corner; la battuta di Cristiano scaglia un pallone potenzialmente buono in area rossonera, ma il Milan allontana la minaccia. Sul fronte opposto c’è ancora lavoro per Fanucchi, che contiene il tentativo di ripartenza di Bernasconi e compagni.
67’ Ritmi di gioco frammentati dalle interruzioni, caratterizzati dal tentativo di forcing imposto dall’Empoli che però appare comprensibilmente provato dallo sforzo sostenuto fin qui.
69’ Empoli pericoloso con un corner di Cristiano, il cui traversone teso e indirizzato verso il secondo palo viene raccolto da Menicagli, il cui contro-cross esalta l’elevazione di Cattin, il suo colpo di testa termina di un metro alla destra di Bogogna.
70’ Gran chiusura di Zega su Jadid, il numero 10 rossonero s'era involato di nuovo verso la porta di Puccioni.
75’ Il Milan propone un’azione elaborata, conclusa da Ferrari il cui tiro dai venticinque metri impegna Puccioni in una non semplice parata a terra.
77’ Merlin guadagna il fondo sulla destra, poi converge e conclude di potenza davanti a Bogogna, che respinge il tiro dell’attaccante avversario con un bell’intervento d’istinto.
80’ Sul traversone di Muharremi, il colpo di testa di Princeton finisce a lato della porta difesa dall’estremo difensore rossonero. Si gioca per ulteriori 4’ dopo l’ottantesimo.
84’ Dopo la presa di Bogogna che abbranca il pallone scagliato in area milanista direttamente da Puccioni, arriva il triplice fischio: il Milan è campione d’Italia Under 15 per la quarta volta nella sua storia.
Lorenzo Martinelli

Commento di : calciopiu
  • Empoli - Milan

    Partite con Foto
  • Partite con Foto
  • Partite con Foto
  • Partite con Foto