Tau Calcio-Donatello 6-0
RETI: 22' Fusco, 38' Giardina Papa, 41' Fusco, 45' Fiore, 49' Masala, 70' Lucchesi D.
TAU ALTOPASCIO: Giovannelli, Masala (52’ Gargano), Bavaro, Igliori (46’ Bonino), Maffei (52’ Simonini), Pardini, Fiore (52’ Peschi), Tafani, Fusco (46’ Lucchesi), Turco (50’ Puccini), Giardina Papa (52’ Sensi). A disp.: Biondi, Chimenti. All.: Marco Vannini.
DONATELLO: Veliscech, Sandrin, Masotti (56’ Visintini), Paviotti (36’ Lepre), Valvasori, Iuliano, Guri (56’ Bertolutti), De Luca (36’ Di Lenarda), Cressa (36’ Gisonni), Cimenti (36’ El Maazouzi), Nani. A disp.: M. Scorziello, Di Crescenzo, J. Scorziello. All.: Alessandro Orlando.
ARBITRO: Noto di Pisa coad. da Poneti e Pellegrini
RETI: 22’, 41’ Fusco, 38’ Giardina Papa, 45’ Fiore, 49’ Masala, 70’ Lucchesi.
NOTE: angoli: 10-1. Recupero: 1’+0’.Sono sei reti che valgono tre, ed è una notizia splendida: tre reti erano ciò di cui il Tau aveva bisogno. Per una settimana ad Altopascio s’è discusso del rischio di far contare una vittoria come un pari: come un pari, battere il Donatello con uno scarto di due reti avrebbe reso obbligatorio espugnare Bergamo. Contro la Virtus Ciserano, nella partita che deciderà il nome della finalista centrosettentrionale (da sotto arriverà uno tra l’Ostiamare, favorita per storia e per blasone, e il Fair Play Messina, favorito per classifica), sarà invece sufficiente non perdere: nell’ultima uscita interna di una stagione stratosferica il Tau vince 6-0; ed è vero che sono sei reti che valgono tre, eppure le altre tre non sono sovrabbondanti. Solo per coloro cui basta la scorza vincere 6-0 è uguale a vincere 3-0, se tre reti bastavano; per tutti gli altri la capacità di raddoppiare il minimo bottino necessario equivale a un messaggio limpido, che fraintendere è impossibile: nessuno può (fingere di) non capire che cosa vuol dire che, una volta che nel tabellone sono rimaste solo le sei migliori d’Italia, soltanto una riesce a vincere con più di due reti di scarto. Oltre a travolgere il Donatello, che dopo la sconfitta interna con la Virtus Ciserano s’era già rassegnato ad abbandonare la competizione, un successo di queste dimensioni rimbomba per tutta l’Italia: rimbomba a nord, dove si frantuma l’illusione di poter attendere un avversario costretto a scoprirsi; e rimbomba al centro e al sud, dove s’è preso atto che nell’altra parte del tabellone gravita una squadra stratosferica. Ogni altro aggettivo più morbido sarebbe inadeguato a descrivere il Tau, lo sarebbe anche scendendo di mezzo grado appena: è raro vedere i campioni del nordest (o Veneto o Friuli, difficile che la prima fase la superino trentini o altoatesini: stavolta toccava a Udine) uscire sconfitti con uno scarto così sensibile, ancora più raro pensare che le dimensioni avrebbero potuto essere ancora maggiori. Perché la partita assuma un profilo netto occorre infatti attendere il primo quarto d’ora della ripresa, nel quale s’incastrano quattro reti ravvicinatissime (38’, 41’, 45’, 49’: tra la prima e l’ultima della serie trascorrono undici minuti appena); alla pausa lo scarto era minimo, e minimo lo era perché sottoporta il Tau aveva già sbagliato tantissimo. È vero che la prima occasione la confeziona il Donatello (sul traversone che Masotti, l’esterno sinistro del 3-4-1-2 disegnato da Orlando, pennella con l’interno destro Cressa stacca solo tra i centrali ma di testa devia il pallone dalla parte sbagliata del primo palo: corre il 10’); ma, subito archiviato quest’episodio occasionale, per seguire la partita non occorre più ruotare lo sguardo. A lungo si gioca in una sola metà campo, quella che il Tau occupa così bene da piazzarsi stabile a ridosso dell’area di rigore avversaria e da imbastire immediata un’altra azione d’attacco ogni volta che un rinvio, più o meno affannoso, spinge il pallone in prossimità della mediana. Di solito ai difensori tocca lanciare quando il centrocampo è in difficoltà, o quando è necessario forzare per rompere almeno una linea di pressione; stavolta invece i difensori del Tau lanciano perché la squadra è così compatta che di un passaggio in più nessuno ha bisogno. Quando sul cronometro di Noto (direzione ottima, partita facile) di minuti n’è passata una dozzina verticalizzare tocca a Maffei, sul cui lancio profondo Valvasori - è il terzo dei tre della retroguardia del Donatello - salta a vuoto: rapido Fusco decide di prolungare la traiettoria per Fiore, che non fidandosi del mancino rientra sul destro e dall’interno dell’area di rigore cerca il secondo palo, protetto dal ripiegamento superlativo d’Iuliano. Trascorrono cinque minuti e i compiti s’invertono: inventare stavolta tocca a Fiore, a Fusco scendere a sinistra, violare l’area di rigore e, nonostante la trattenuta di Sandrin, calciare con l’interno destro, di poco alto. Nella ricerca degli spazi profondi il Tau s’esalta; uno di questi spazi lo spalanca Fiore, che con uno strappo di quaranta metri arriva dalla trequarti difensiva all’area di rigore avversaria e col destro crossa verso destra, dove la sponda generosa di Giardina Papa spalanca un corridoio centrale: ci s’infila Turco, che l’azione l’aveva avviata col primo rilancio e che la conclude male spedendo alta la volée d’esterno mancino (19’). La tifoseria si rammarica, perché l’azione era più che promettente, e più che favorevole il punto di sparo: il piede d’appoggio faceva perno sul disco del rigore. Il rammarico cresce tre minuti più tardi, quando Masala chiude l’assolo sulla corsia di competenza fintando il traversone e calciando con l’esterno destro verso lo specchio: Veliscech, fin lì spettatore nonostante la miriade di palloni piovuti dalle sue parti, prolunga la traiettoria in angolo. Sulla ripresa del gioco il punteggio si sblocca. È perfetto il traversone che Fiore calcia a rientrare, così perfetto da attraversare indenne tutta l’area di porta e a scendere a un’altezza accessibile quando è in vista il secondo palo, la posizione che Vannini ha assegnato a Fusco e dalla quale è sufficiente spingere con la fronte: il pallone è ben dentro, e dentro lo segnala Poneti, quando Veliscech tenta di evitare lo svantaggio. È il 22’, e il Tau incide la prima delle tre tacche di cui sa d’aver bisogno; per la seconda potrebbero bastargli tre minuti ancora, ma sulla rimessa che Bavaro batte rapida dopo che Noto comanda il controfallo Fusco si fa recuperare da Iuliano, e dal limite dell’area di porta non riesce a scoccare niente più che un destro smorzato. Veliscech stavolta non deve faticare, obbligo cui invece è chiamato a due minuti dalla mezz’ora sul traversone che, cadendo, Giardina Papa riesce a trasformare in un lob accennato: il Donatello se la cava di nuovo con un angolo, dal quale stavolta non nascono problemi ulteriori. Identici i protagonisti e identico il finale, perlomeno nella sostanza, il duello si rinnova al 31’: dopo un sublime controllo a seguire Giardina Papa calcia col destro in diagonale, ben angolato ma troppo lento per produrre un esito diverso da una parata. L’azione era nata da un filtrante di Bavaro, che nell’insolita posizione di mediano aveva sottratto il pallone a Nani, gran protagonista dell’occasione successiva: dal vertice sinistro dell’area di rigore è lui, con l’interno destro, a calciare la punizione che Noto aveva concesso per un fallo di Masala su De Luca, e che in tuffo dietro la barriera Giovannelli neutralizza evitando il pari del Donatello. Il rinvio innesca un contropiede che il Tau non finalizza: Veliscech si oppone al destro che, servito sul taglio dallo sprint di Giardina Papa, Fiore scocca a colpo sicuro. È l’ultimo atto del primo tempo, dal quale il Donatello esce ancora vivo soltanto per l’insolita imprecisione del Tau sottoporta; la lettura la condivide anche Orlando, che al riavvio cambia ben quattro interpreti (fuori Paviotti e De Luca dalla mediana, fuori Cimenti dalla trequarti, fuori Cressa davanti; dentro Lepre, Di Lenarda, El Maazouzi e Gisonni) lasciando intatta soltanto la linea difensiva. L’esito non è quello sperato, tempo tre minuti il Tau raddoppia: servito da Tafani sul fronte destro dell’area di rigore, Giardina Papa finge di decentrarsi per andare sul piede forte, rientra sul mancino e di potenza scarica il pallone accanto al punto in cui il primo palo si pianta nel terreno. Il 2-0 travolge il Donatello, che in tre minuti scarsi prima rischia il tris e poi lo subisce: alla traversa colta dal tiro-cross di Fiore, che da sinistra aveva colpito col mancino, segue la rete di Fusco, che l’occasione precedente l’aveva alimentata facendo da vertice del triangolo e che, liberato al centro dal rasoterra di Masala prolungato da Giardina Papa, si serve dell’esterno destro per spedire il pallone nella porta spalancata. D’un tratto, appena sei i minuti della ripresa, il Tau si ritrova nel punto che aveva bramato per tutta la settimana, e che per metà del primo tempo aveva temuto fosse un miraggio; eppure del 3-0 non s’accontenta, perché sa che basta una (impossibile, quelli dietro sono fortissimi e concentratissimi) sciocchezza in difesa per vanificare tutto, o quasi tutto. Questo scenario lo scongiura subito Fiore, che al 45’ s’incarica di calciare una punizione dal fronte destro dell’area di rigore (su Masala il fallo di Masotti) e che, fintato il traversone a uscire, quando gli manca giusto l’ultimo passo cambia direzione della rincorsa e dunque effetto della traiettoria: dal suo destro esce non un traversone, ma un tiro che Veliscech non s’attendeva e che entra in porta dalla pista centrale. Di un altro pallone inattivo, diverso stavolta l’esecutore, il Tau si serve per completare la serie di quattro reti in undici minuti: dalla bandiera destra crossa Turco, Lucchesi (aveva appena rilevato Fusco: nel finale segnerà il 6-0) prolunga verso il secondo palo, Masala replica il movimento già proposto contro il Vado e da un metro scaraventa il pallone sotto la traversa. Sul 5-0 la partita non ha più niente da raccontare, eppure in qualche modo c’è bisogno di riempire i venti minuti che mancano: il Tau ci infila ciò che sa fare meglio, ossia costruire azioni d’attacco cui, ormai esausto e arreso, il Donatello non ha più la forza d’opporsi. A lungo un passivo maggiore lo evita soltanto Veliscech (è difficile valutare un portiere che subisce sei reti, una delle quali senz’appello, e che ne impedisce almeno altrettante), che nel giro di qualche secondo s’oppone prima a Giardina Papa e poi a Fiore (51’), quindi a Sensi sull’invito di Bonino (56’), infine a Puccini, che sul filtrante di Tafani aveva violato l’area di rigore e aveva incrociato il destro rasoterra (60’). L’elenco di nomi nuovi porta con sé un messaggio doppio: Vannini aveva cominciato a cambiare gli interpreti; e, storia nota, per qualità la rosa del Tau è profondissima. Non è casuale che il 6-0 nasca per intero dalla panchina: tocca a Sensi, libero ai diciotto metri, giocare in orizzontale per Lucchesi, il cui destro ricorda all’Italia, da qualsiasi punto cardinale la si guardi, che con lo scudetto - per rammentarlo tocca aspettare il penultimo rigo - il Tau ha più d’un conto in sospeso.
Calciatoripiù: Nani, che già nel Torneo delle regioni s’era potuto apprezzare come bel talento, è l’unico che prova a ritardare il più possibile la resa del Donatello. L’esito resta inevitabile: non può che finire così, con sei reti che valgono tre e pesano dodici, nel momento in cui il Tau aggiusta la mira; non può che finire così, perché in Italia poche squadre possono contare su una coppia di terzini come quella composta da
Masala e
Bavaro, su un attaccante come
Giardina Papa (ha il fisico del centravanti e la qualità e la generosità della seconda punta) e soprattutto su due fuoriclasse come
Fiore, che col pallone fa cose che pochissimi riescono anche solo a pensare, e
Fusco, che con questa doppietta sale a quota ventotto. La sua stagione è già da tempo straordinaria: se arrivassero, le reti numero ventinove e trenta potrebbero renderla indimenticabile.
Samuele TofaniCommento di : calciopiu
Virtus Ciserano-Tau Calcio 3-1
RETI: 31' Masala
VIRTUS CISERANO: Cantarini, Bonomi, Tofanelli, Campana, Morreale, Orlandi, Mazzoleni, Cristini, Socci, Faga, Rota. A disp.: Fumagalli, Rahovic, Vitali, Poloni, Belotti, Amadei, Modoran, Bubas Gonzales, De Luca. All.: Luca Cavalli.
TAU ALTOPASCIO: Giovannelli, Masala, Bavaro, Igliori, Maffei, Pardini, Fiore, Tafani, Fusco, Turco, Giardina Papa. A disp.: Biondi, Gargano, Pesci, Simonini, Innocenti, Bonino, Lucchesi, Chimenti, Puccini. All.: Marco Vannini.
ARBITRO: Ghanim di Saronno coad. da Monardo e Felis.
RETI: 3’ Morreale, 9’, 44’ Socci, 31’ Masala.Non ci sarà nessuna rivincita, e per la prima volta in un triennio non ci sarà neppure il tricolore a sventolare da qualche parte della Toscana: a giocarsi lo scudetto U15 contro i campioni del Lazio (non il Savio, come fu l’anno scorso: stavolta tocca all’Ostiamare) ci sarà la Virtus Ciserano Bergamo; dunque non il Tau, cui dopo le sei reti rifilate al Donatello sarebbe stato sufficiente un pari, e che invece perde 3-1; non il Tau, che deve accontentarsi di chiudere tra le prime sei d’Italia, e che se si analizzano bene le classifiche dei due triangolari di semifinale si scopre terzo, bronzo amarissimo; non il Tau, che parte così morbido da ritrovarsi sotto di due reti prima che di minuti ne siano trascorsi dieci, e che quando accorcia (segna Masala, di nuovo) resta a contatto per poco più del tempo che dura la pausa. In finale con vista sull’Adriatico, scenario il Nanni di Bellaria Igea Marina, il Tau non ci sarà: il suo posto se lo prende la Virtus Ciserano, in vantaggio dopo tre minuti appena sul corner conquistato da Rota e convertito in rete da Morreale, che sul traversone calciato a rientrare dal mancino di Cristini taglia così bene da guadagnare il primo palo e da lì azzeccare la volée dell’1-0. Allo svantaggio il Tau fatica a reagire; e a questi livelli, quando i ritmi sono così alti e il premio così ricco, non reagire equivale alla resa. Il messaggio suona limpido nelle schiere della Virtus Ciserano, che al 6’ sfiora il raddoppio (Giovannelli s’oppone a Cristini, che gli s’era liberato davanti in solitudine beatissima) e al 9’ lo fa materializzare a chiusura di un’azione splendida, imbastita da Mazzoleni con un filtrante dal centro verso sinistra: la giocata sfonda la sbarra posta a presidio dell’area di rigore e favorisce il taglio di Socci, che col destro controlla il pallone e se lo porta avanti tanto da impedire la chiusura di Pardini, e col mancino raddoppia in pallonetto. Ora di reti il Tau deve rimontarne due, compito di cui prova a farsi carico Turco: sovrano della propria area di rigore come di quella avversaria, Morreale chiude. Di una parata di Cantarini non c’è bisogno, né ce ne sarà per un bel po’: attacca meglio la Virtus Ciserano, pericolosa di nuovo con Socci, che di testa sfiora la traversa (15’). Da una pedana laterale il pallone glielo aveva servito Mazzoleni, cui qualche minuto più tardi Ghanim annulla la rete della sicurezza: la bandiera di Monardo segnala irregolare la posizione sul tiro che, scoccato da Cristini e sporcato dalla difesa del Tau, s’era trasformato in un filtrante. È identica la decisione che al 28’ impedisce a Rota di esultare sul triangolo con Socci: fuorigioco, niente convalida. Da questa serie d’episodi il Tau esce vivo, così vivo da accorciare con lo schema di cui già aveva beneficiato contro Vado e Donatello: sull’angolo che il mancino di Turco calcia a rientrare verso il palo lontano Masala, una rete in campionato e tre nelle quattro partite della fase nazionale (ha timbrato sempre tranne che a Bologna con lo Zola Predosa), arma il destro e al volo indovina la girata vincente. È il 2-1, parziale che - subito prova a migliorarlo Turco: il suo mancino, sigillo del primo tempo, sfiora il palo - regge giusto per la pausa e nove minuti della ripresa, allo scadere dei quali il Tau concede il contropiede che gli assicura l’eliminazione: opponendosi al destro di Campana, che grazie al triangolo con Faga (di Rota l’avvio dell’azione) aveva raggiunto il vertice dell’area di porta e da lì aveva superato Giovannelli, Masala riesce soltanto a rinviare il 3-1, che sulla ribattuta Socci segna di testa. Alla fine manca poco meno di mezz’ora, nella quale la Virtus Ciserano - della propria area di rigore Morreale si conferma sovrano - si difende benissimo: solo nel recupero si registra un pericolo per la porta di Cantarini, reattivo sul mancino di Bavaro dalla distanza. È l’ultima occasione che il Tau costruisce in una stagione comunque memorabile; per Vannini l’aggettivo si estende all’intero triennio, avviato con una coppa vinta ai rigori e proseguito con due titoli regionali, che nel giro di dodici mesi hanno portato con sé un argento e un bronzo sul palcoscenico nazionale. A tutti resta il rammarico per la rivincita mancata: profezia facile, per renderla possibile basterà avere un po’ di pazienza.
Calciatoripiù: Socci, Morreale (Virtus Ciserano) e
Masala (Tau Altopascio).
essetiCommento di : calciopiu