Affrico-Prolivorno Sorgenti 9-8
RETI: Sock, Tinelli, Morelli
AFFRICO: Mugnaini, Giannoni (59' Agosti), Shehade, D'Onofrio, Casati, Gianassi, Sciulli (70' Nutini), Tinelli (75' Donigaglia), Ala (81' Vaggioli), Giugliano, Nunziati (66' Morelli). A disp.: Lombardi, Bahry, Corsini, Guerrini. All.: Filippo Gori.
PRO LIVORNO SORGENTI: Dominici, Rendina, Grechi, Sock, D'Angelo, Di Piazza (59' Canterini), Biondi (66' Schiano), Buonomo (57' Hadji), Rastelli (80' Ulivieri), Branchetti (57' Manetti), Cancelli. A disp.: Palese. All.: Dario Lischi.
ARBITRO: D'Ascoli di Arezzo.
RETI: 48' Tinelli, 69' Morelli, 76' Sock, 85' D'Angelo.
NOTE: sequenza tiri di rigore: Schiano rete, Shehade rete, Sock rete, Morelli rete, Rendina rete, Nutini parato, Hadji traversa, Gianassi rete, Cancelli rete, Agosti rete, Manetti rete, Vaggioli rete, Grechi rete, Giugliani rete, Ulivieri parato, D'Onofrio rete. Ammoniti: Sciulli, Tinelli, Morelli, Nutini, Hadji.
Un incontro che, se ci trovassimo negli anni 90, Robert Stine avrebbe già inserito di diritto nella sua celebre serie Piccoli Brividi . Un brivido, ma anche qualcosa in più, lo ha avuto l'Affrico, che dopo aver dominato in lungo e in largo per oltre settanta minuti, dilapida un vantaggio di due reti in pochi attimi e si condanna da solo alla lotteria dei rigori: come contro la Floriagafir (forse non conta solo la fortuna), la squadra di Filippo Gori è più cinica del suo avversario e conquista la finale di Coppa Toscana. In questa final four, l'Affrico era sulla carta la compagine più attrezzata per la vittoria finale, ma nel calcio la carta trova posto solo nel camino, e di fatti la Pro Livorno Sorgenti ha messo i bastoni tra le ruote ai favoriti, rimandando la festa di una mezz'ora. Tuttavia, il pallino del gioco lo ha tenuto l'Affrico per tutta la gara. Già nei primi minuti l'andamento della partita era chiaro: gli ospiti chiusi nella propria trequarti e i padroni di casa che mantengono il possesso senza trovare sbocchi. Le combinazioni dei biancoblù avvengono specialmente sulla fascia sinistra, dove Tinelli e Casati, orchestrati dai passaggi di Sciulli, arrivano spesso a mettere dei cross dal fondo, ma la difesa avversaria non traballa. Al tredicesimo arriva il primo tiro in porta, opera di Nunziati. Sciulli si libera a centrocampo con un sombrero lezioso e serve Ala con un passaggio scavato, dolce al punto giusto; Ala allarga il gioco su Nunziati, che dalla sinistra rientra e calcia al giro, ma Dominici blocca. Poco dopo Sciulli va vicinissimo al gol del vantaggio, infatti su di un cross basso di Tinelli allontanato dalla difesa, a ribadire verso la porta avversaria c'è proprio Sciulli, che vede il suo tentativo respinto quasi sulla linea di porta. Alla mezz'ora uno scatenato Sciulli trova di nuovo la via del tiro da fuori area, calciando col destro di mezzo esterno ma senza trovare la porta per poco. L'ultimo squillo del primo tempo è forse quello più pericoloso: Gianassi, stanco di fare da metronomo per una serie infinita di passaggi orizzontali, volti ad aprire la difesa avversaria, si mette in proprio e calcia dalla distanza, un tiro di collo pieno che sfiora il palo alla destra di Dominici. La seconda frazione di gioco si apre con la massima ricompensa per l'Affrico: il gol del vantaggio. Servito sulla sinistra, Tinelli si accentra e conduce al limite dell'area, quando sembra ormai chiuso lascia partire un destro secco a chiudere sul primo palo, che Dominici può solo toccare, ma non respingere, quindi non può evitare l'1-0. I locali continuano a spingere, stavolta sulla destra, soprattutto con tanti cross che però non vengono sfruttati; vicino al doppio vantaggio ci va di nuovo Gianassi, che prova nuovamente il tiro da fuori e costringe Dominici all'intervento. Un minuto dopo, dagli sviluppi di un corner, una conclusione verso la porta viene stoppata da un tocco di braccio di un difendente della Pro Livorno, e D'Ascoli indica il dischetto del rigore. Dagli undici metri si presenta il neo-entrato Morelli, che tira forte a destra, Dominici intuisce ma non arriva. Ecco però che il brivido alla schiena sotto le maglie di colore blu comincia a propagarsi, perché al minuto settantasei Sock accorcia lo svantaggio. A centrocampo, con un bel gioco di gambe, Manetti si libera e lancia sulla fascia sinistra Canterini, che premia la corsa parallela alla sua di Cancelli, il quale arriva sul fondo e mette un cross basso sul secondo palo, dove Sock arriva a razzo e col piatto destro batte Mugnaini da pochi metri. La Pro Livorno si galvanizza, l'Affrico comincia a sbagliare troppo, e a cinque minuti dalla fine si consuma il fattaccio sportivo in casa blues. Uno spiovente dalla fascia sinistra mette in crisi Mugnaini, che sbaglia l'uscita e lascia il pallone in zona pericolosa; un Sock rapace raccoglie la respinta e calcia verso la porta sfruttando il caos totale, il suo tiro incontra la deviazione di D'Angelo, che nonostante tre uomini in maglia blu sulla linea di porta, riesce a trovare la rete del 2-2. L'Affrico si riversa in avanti alla ricerca del terzo gol, ma il tempo non basta e D'Ascoli sentenzia i tiri di rigore per decretare la finalista. Nella lotteria dagli undici metri, il primo errore lo compie Nutini, che si fa ipnotizzare da Dominici; ma Hadji non consolida il vantaggio e, replicando lo scavetto proposto già agli ottavi e colpisce ancora la traversa. Si va avanti ad oltranza, ma all'ottavo tentativo Ulivieri sbaglia e D'Onofrio non perdona, coronando un campionato eccezionale con il rigore decisivo per la finalissima. La Pro Livorno Sorgenti deve quindi arrendersi solo ai tiri di rigore, dopo un cammino onorevole e di cui i ragazzi di Dario Lischi devono andare fieri. L'unico rammarico per i livornesi è l'aver rinunciato ad attaccare per i primi settanta minuti: la sensazione è che il vero potenziale della Pro Livorno si sia visto solo nelle battute finali. Piccoli Brividi ma anche Piccoli Rimpianti. In casa Affrico continua la festa e continua la cavalcata. Ormai resta solo l'ultima curva e resta un ultimo ostacolo prima della volata finale: all or nothing .
Calciatoripiù: nonostante una prova a larghi tratti dominante, non sono molte le individualità dell'Affrico ad aver brillato. Tra i più pimpanti ci sono sicuramente Tinelli, autore del primo gol, e Sciulli, sempre propositivo. Premio ad honoris causa per D'Onofrio, il quale è poco impegnato, ma che col rigore decisivo mette la ciliegina su una stagione da incorniciare; ottimo il rientro da titolare dopo un lungo infortunio di Giannoni, coraggioso e scaltro sulla fascia. Nella Pro Livorno gioca l'uomo partita: Sock, che spesso si dimentica di fare il difensore di mestiere ed è protagonista della rimonta dei suoi; prova molto generosa di Cancelli, che riesce a far salire la quadra nei momenti di maggior bisogno; bene anche D'Angelo, autore del secondo gol e di una prova solida.
Commento di : calciopiu
Atletico Lucca-Sporting Cecina 4-6
RETI: Magozzi, Londi, Castelli, Cacciaguerra, Tei, Catelli, Dardar Y., Lekhal, Londi, Lekhal
ATLETICO LUCCA: Di Cesare, Dettori, Tomei, Vannucci, Picariello, Biagioni, Lekhal, Liu, Cacciaguerra, Petretti, Nannizzi. A disp.: Di Grazia, Baroni F., Bonaventura, Catelli, Clerici, Piazza, Romani. All.: Luca Matteucci.
SPORTING CECINA: Bendinelli, Dardar Y., Zazzeri, Vallini, Ricciardi, Lega, Castelli, Cerri, Londi, Tei, Dragone. A disp.: Callai, Castellano, Magozzi, Dardar E.. All.: Alessandro Magrì.
ARBITRO: Fantozzi di Pisa.
RETI: 8', 81' Londi, 52' Cacciaguerra, 60' Castelli, 63' Tei, 70' Catelli, 75' Vallini, 80', 93' Lekhal, 95' Magozzi.
NOTE: espulsi Cacciaguerra (55') e Dardar Y. (65').
Già la vigilia prometteva bene, non sarebbe potuto essere altrimenti per un confronto tra due squadre così tanto forti e propositive. Eppure è pur sempre l'ultimo passo prima della finale, un carico di emozioni non da sottovalutare, che spesso contrae l'entusiasmo e fa vincere la prudenza. Niente di tutto questo succede in Atletico Lucca-Sporting Cecina: i due collettivi preparano i fuochi d'artificio e chiudono con un punteggio pirotecnico, rocambolesco, con dieci reti che alla fine premiano i rossoblù, diretti verso il Bozzi. Gli ospiti approcciano con ferocia e aggressività, dominando i primi dieci minuti. Arrivano tre occasioni, quanto basta per sbloccare il punteggio grazie al tiro dal limite dell'area di Londi che buca le mani a Di Cesare. Lo stesso portiere rossonero è comunque da premiare per gli interventi successivi, tiene a galla i suoi con interventi efficaci. Insomma, inizialmente i ragazzi di mister Matteucci fanno fatica a entrare in partita, mentre il Cecina preme forte sull'acceleratore. Passata la prima mezz'ora, tuttavia, l'Atletico prende le misure e si ristabilisce un po' di equilibrio. L'unica grande occasione nasce da uno spunto di Cacciaguerra, che va via sulla sinistra e mette in mezzo per Nannizzi, che stoppa a tre metri dalla porta e calcia alto. La prima frazione viene meritatamente chiusa in vantaggio dagli ospiti; per ora niente sembra lasciar pensare al festival del gol che andrà in scena poco dopo. I padroni di casa rientrano in campo a tutta velocità e trovano il pari al 52', firmato da Cacciaguerra. Tempo due minuti e lo stesso numero 9 rossonero mette un altro suo zampino sul match, ma stavolta in negativo: rimedia la doppia ammonizione e lascia i suoi in dieci contro undici. Dopo un avvio di ripresa difficile, lo Sporting Cecina ritrova linfa vitale nella superiorità numerica e sfrutta istantaneamente la situazione. Torna avanti all'ora di gioco, con un rimpallo piuttosto fortuito di cui beneficia Castelli, su rinvio di un difensore avversario. Al 63' Yasser Dardar si mette in proprio sulla destra, va via alla marcatura con grande rapidità e vede lo spazio giusto per servire in area Tei, bravissimo a calciare al volo e a infilare all'angolino. In pochi minuti il destino della gara sembra segnato, ma la storia si ripete, stavolta a parti invertite: un grande protagonista si fa cacciare. E infatti è proprio Dardar Y. a lasciare gli ospiti in dieci, ristabilendo la parità numerica. L'Atletico Lucca prova a crederci e riesce a scuotersi, dimezzando lo svantaggio con Catelli. Gli ultimi venti minuti, però, sono una follia collettiva: gli schemi saltano ambo le parti, le squadre sono lunghe e la manovra è un continuo andirivieni. Non aiuta neanche un malinteso tra Di Cesare e i difensori, che favorisce il contropiede avversario finalizzato da Vallini che segna e riporta i ragazzi di mister Magrì avanti di due. All'80' Lekhal supera Bendinelli e riaccende le speranze locali, spente neanche sessanta secondi più tardi dalla doppietta di Londi. Il copione sembra chiaro: ogni qualvolta l'Atletico Lucca prova ad avvicinarsi al pareggio, lo Sporting Cecina allunga per non correre rischi. Il parziale sembra già largo, eppure non basta, perché i rossoneri sono duri a morire e non gettano mai la spugna, nonostante la stanchezza. Romani ha due grandi occasioni, prima con un tiro incrociato di poco a lato e poi a due metri dalla porta dopo un gran dribbling, ma calciando incredibilmente alto. In pieno recupero ancora Lekhal lancia l'ultimo salvagente, ma a tempo scaduto -esattamente come il copione prevede- il Cecina riallunga, con la rete del subentrato Magozzi che sigla il definitivo 4-6. Finisce così. In finale ci va lo Sporting Cecina, la squadra più forte, che ha dovuto faticare fino all'ultimo secondo ma che in fin dei conti ha ampiamente dimostrato il proprio valore lungo questo percorso. La trasferta fiorentina attende i rossoblù, impegnati contro l'Affrico nell'ultimo atto. L'Atletico Lucca, aggrappata al sogno grazie a due lotterie dei rigori, stavolta cede alla fatica e alza bandiera bianca. Resta l'orgoglio di un ottimo torneo disputato.
Calciatoripiù: Tomei (Atletico Lucca); Vannini, Londi (Sporting Cecina).
Commento di : calciopiu ATLETICO LUCCA: Di Cesare, Dettori, Tomei, Vannucci, Picariello, Biagioni, Lekhal, Liu, Cacciaguerra, Petretti, Nannizzi. A disp.: Di Grazia, Baroni F., Bonaventura, Catelli, Clerici, Piazza, Romani. All.: Luca Matteucci. SPORTING CECINA: Bendinelli, Dardar Y., Zazzeri, Vallini, Ricciardi, Lega, Castelli, Cerri, Londi, Tei, Dragone. A disp.: Callai, Castellano, Magozzi, Dardar E.. All.: Alessandro Magrì. ARBITRO: Fantozzi di Pisa. RETI: 8', 81' Londi, 52' Cacciaguerra, 60' Castelli, 63' Tei, 70' Catelli, 75' Vallini, 80', 93' Lekhal, 95' Magozzi. NOTE: espulsi Cacciaguerra (55') e Dardar Y. (65'). Già la vigilia prometteva bene, non sarebbe potuto essere altrimenti per un confronto tra due squadre così tanto forti e propositive. Eppure è pur sempre l'ultimo passo prima della finale, un carico di emozioni non da sottovalutare, che spesso contrae l'entusiasmo e fa vincere la prudenza. Niente di tutto questo succede in Atletico Lucca-Sporting Cecina: i due collettivi preparano i fuochi d'artificio e chiudono con un punteggio pirotecnico, rocambolesco, con dieci reti che alla fine premiano i rossoblù, diretti verso il Bozzi. Gli ospiti approcciano con ferocia e aggressività, dominando i primi dieci minuti. Arrivano tre occasioni, quanto basta per sbloccare il punteggio grazie al tiro dal limite dell'area di Londi che buca le mani a Di Cesare. Lo stesso portiere rossonero è comunque da premiare per gli interventi successivi, tiene a galla i suoi con interventi efficaci. Insomma, inizialmente i ragazzi di mister Matteucci fanno fatica a entrare in partita, mentre il Cecina preme forte sull'acceleratore. Passata la prima mezz'ora, tuttavia, l'Atletico prende le misure e si ristabilisce un po' di equilibrio. L'unica grande occasione nasce da uno spunto di Cacciaguerra, che va via sulla sinistra e mette in mezzo per Nannizzi, che stoppa a tre metri dalla porta e calcia alto. La prima frazione viene meritatamente chiusa in vantaggio dagli ospiti; per ora niente sembra lasciar pensare al festival del gol che andrà in scena poco dopo. I padroni di casa rientrano in campo a tutta velocità e trovano il pari al 52', firmato da Cacciaguerra. Tempo due minuti e lo stesso numero 9 rossonero mette un altro suo zampino sul match, ma stavolta in negativo: rimedia la doppia ammonizione e lascia i suoi in dieci contro undici. Dopo un avvio di ripresa difficile, lo Sporting Cecina ritrova linfa vitale nella superiorità numerica e sfrutta istantaneamente la situazione. Torna avanti all'ora di gioco, con un rimpallo piuttosto fortuito di cui beneficia Castelli, su rinvio di un difensore avversario. Al 63' Yasser Dardar si mette in proprio sulla destra, va via alla marcatura con grande rapidità e vede lo spazio giusto per servire in area Tei, bravissimo a calciare al volo e a infilare all'angolino. In pochi minuti il destino della gara sembra segnato, ma la storia si ripete, stavolta a parti invertite: un grande protagonista si fa cacciare. E infatti è proprio Dardar Y. a lasciare gli ospiti in dieci, ristabilendo la parità numerica. L'Atletico Lucca prova a crederci e riesce a scuotersi, dimezzando lo svantaggio con Catelli. Gli ultimi venti minuti, però, sono una follia collettiva: gli schemi saltano ambo le parti, le squadre sono lunghe e la manovra è un continuo andirivieni. Non aiuta neanche un malinteso tra Di Cesare e i difensori, che favorisce il contropiede avversario finalizzato da Vallini che segna e riporta i ragazzi di mister Magrì avanti di due. All'80' Lekhal supera Bendinelli e riaccende le speranze locali, spente neanche sessanta secondi più tardi dalla doppietta di Londi. Il copione sembra chiaro: ogni qualvolta l'Atletico Lucca prova ad avvicinarsi al pareggio, lo Sporting Cecina allunga per non correre rischi. Il parziale sembra già largo, eppure non basta, perché i rossoneri sono duri a morire e non gettano mai la spugna, nonostante la stanchezza. Romani ha due grandi occasioni, prima con un tiro incrociato di poco a lato e poi a due metri dalla porta dopo un gran dribbling, ma calciando incredibilmente alto. In pieno recupero ancora Lekhal lancia l'ultimo salvagente, ma a tempo scaduto -esattamente come il copione prevede- il Cecina riallunga, con la rete del subentrato Magozzi che sigla il definitivo 4-6. Finisce così. In finale ci va lo Sporting Cecina, la squadra più forte, che ha dovuto faticare fino all'ultimo secondo ma che in fin dei conti ha ampiamente dimostrato il proprio valore lungo questo percorso. La trasferta fiorentina attende i rossoblù, impegnati contro l'Affrico nell'ultimo atto. L'Atletico Lucca, aggrappata al sogno grazie a due lotterie dei rigori, stavolta cede alla fatica e alza bandiera bianca. Resta l'orgoglio di un ottimo torneo disputato. Calciatoripiù: Tomei (Atletico Lucca); Vannini, Londi (Sporting Cecina). Commento di : calciopiu
Affrico-Sporting Cecina 0-1
RETI: Cerri
AFFRICO: Lombardi, Agosti, Casati, Gianassi, Shehade, D'Onofrio, Termini (71' Nunziati), Sciulli (90' Vaggioli), Morelli, Tinelli (65' Ala), Migliorini (46' Giugliano). A disp.: Mugnaini, Bahry, Giannoni, Guerrini, Nutini. All.: Filippo Gori.
SPORTING CECINA: Bendinelli, Ricciardi, Zazzeri, Vallini, Cionini, Lega, Castelli, Cerri (84' Castellano), Londi (71' Magozzi), Tei, Dardar E. (59' Guerrini). A disp.: Callai, Signorini, Battini, Manetti, Sola. All.: Alessandro Magrì.
ARBITRO: Menchini di Viareggio, coad. da Checchi e Suciu.
RETE: 26' Cerri.
NOTE: espulso Castelli per doppia ammonizione (89'); ammoniti D'Onofrio (28') e Morelli (88'); recupero 2'+5'; angoli 4-4.
Il leone blu domestico o l'omino di ferro che si affaccia sul mare: al Bozzi va in scena una finale d'élite, letteralmente. L'Affrico ha lottato a lungo per il titolo, cedendo il passo alla Sestese e chiudendo il campionato sul gradino più basso del podio con la miglior difesa. Qualche piccolo rimpianto non cancella un'annata che può soltanto far ben sperare i ragazzi di mister Filippo Gori, forti di un percorso da applausi e intenzionati a riprovarci l'anno prossimo con ancor più consapevolezza e coraggio. Intanto le certezze si sono rafforzate nell'ottavo contro la Zenith Prato, poi la squadra si è dovuta affidare anche alla dea bendata nelle due lotterie dei rigori contro la Floriagafir ai quarti -in un duello splendido, durato un'intera stagione e rinnovato in un match tiratissimo- e la Pro Livorno Sorgenti in semifinale, rischiando di subire la rimonta e poi sventando il pericolo dagli undici metri. Lo Sporting Cecina, invece, si è piazzato al quarto posto e ha strappato l'accesso al Torneo battendo la Pietà (3-0) all'ultima giornata. Tanti dei ragazzi di mister Alessandro Magrì sono i classe 2008 che, l'anno scorso, hanno alzato la coppa degli Allievi. E immensa è la voglia di ottenere uno storico double, tanta da arrivare all'ultimo atto con ammirevole convinzione. Memorabili le vittorie esterne dai punteggi pirotecnici agli ottavi contro il Doccia (5-4) e in semifinale contro l'Atletico Lucca (6-4); nel mezzo, i quarti vinti 2-1 contro il Mazzola. Così si presenta lo scenario di una finale sentita e carica di significato. Peraltro piena di beata gioventù, dato che entrambe le rose hanno un'età media decisamente bassa per la categoria. Alle 'Due Strade' gli spalti non sono del tutto gremiti, ma a scaldare l'atmosfera ci pensano i tifosi presenti, pure con qualche fumogeno biancoblu vista la logica vicinanza dell'Affrico all'impianto fiorentino. A partire meglio, però, è il Cecina. Lombardi rischia e rinvia sui piedi di Dardar, ma il pallone termina fuori. Un minuto più tardi ecco la prima vera azione manovrata, una percussione centrale di Tei che poi allarga per Castelli, il cui tiro dal limite sul primo palo è leggermente fuori misura. Dopo un'iniziativa di Londi e un pericoloso allontanato frettolosamente dalla difesa avversaria, lo stesso numero 10 rossoblù si dimostra il migliore nei primi minuti. Ci riprova al 10' con un bel tiro a giro sul secondo palo dal vertice sinistro dell'area, alto. La risposta biancoblù è esattamente la stessa giocata, una folata di Sciulli chiusa con un tiro a giro un po' strozzato, di facile presa per Bendinelli. La prima palla gol è al quarto d'ora: Castelli riceve in area da Zazzeri e si gira improvvisamente tentando il tiro sul primo palo, Lombardi para come può e rallenta la traiettoria ma fa sfilare, poi tira un sospiro di sollievo quando la palla bacia il palo e va tra le sue braccia. Lo Sporting gioca meglio, prova tante combinazioni e crea più pericoli; l'Affrico si vede al massimo con qualche lancio lungo verso Morelli, osservato speciale di Cionini che non lo molla un attimo e gioca sempre d'anticipo. Il minuto decisivo è il 26': i ragazzi di mister Gori battono frettolosamente una punizione corta e non riescono a gestire il pallone, parte il contropiede ma Migliorini è in anticipo all'altezza del centrocampo e infatti arriva prima del diretto avversario. Un istante dopo pianta i piedi e si dispera con sé stesso, dopo un maldestro retropassaggio che manda in porta Cerri, bravo a puntare Lombardi andando a tu per tu e a batterlo secco per il vantaggio dei suoi. L'1-0 è un colpo duro da digerire per i fiorentini, si avverte nel nervosismo dell'ammonizione ai danni di D'Onofrio. Mister Magrì, invece, per ora può stare tranquillo perché i suoi hanno in mano il pallino del gioco. Al 32' Morelli riceve finalmente un pallone giocabile da Casati, tenta il tiro dopo il rimbalzo della sfera ma la consegna al portiere. Nel finale è lo stesso Migliorini, volenteroso di riscattarsi dopo l'errore, a compiere un paio di interessanti discese dalla destra, senza trovare il varco giusto. Scattano anche le proteste per un lieve contatto tra lui e Cionini in area, l'arbitro non batte ciglio e lascia proseguire. Gli ultimi pericoli sono due punizioni del Cecina, la prima calciata bene da Tei direttamente in porta (fuori di pochissimo), la seconda messa in mezzo da Vallini dalla destra, Dardar va in spaccata ma non ci arriva. Il primo tempo si chiude con un punteggio che premia la squadra, fino a quel momento, migliore. In avvio di ripresa l'Affrico prova a scuotersi e imposta la reazione. Su punizione da lontano, il traversone teso di Casati pesca la testa di D'Onofrio, che stacca mandando alto. Poi è il subentrato Giugliano a mettere paura alla difesa con una buona progressione, ma si allunga troppo il pallone e lo trascina fuori. Lo Sporting resta vigile e pronto a ripartire in velocità, specialmente con le falcate di Zazzeri. Dall'altra parte è Agosti a prendersi la fascia, vince il duello con Cerri e si porta sul fondo dove fa partire il cross, Tinelli raccoglie di testa da buona posizione ma spedisce alto di poco. C'è un lieve miglioramento da parte dei biancoblù, che però appaiono vistosamente sottotono. Al 66' il match si accende improvvisamente: un lancio sporcato dalla trequarti campo sembra innocuo e destinato a Bendinelli, ma Termini ci crede e va sul pallone, riuscendo ad anticipare il portiere e a toccare di testa in rete. Sarebbe il gol del pareggio, ma il guardalinee alza immediatamente la bandierina e il direttore di gara annulla per fuorigioco. Dopo qualche minuto e un cambio per parte, la gara entra nell'ultimo quarto d'ora al massimo della vivacità: prima capitan Ricciardi batte una punizione bassa tagliando orizzontalmente per Tei, il cui tiro viene deviato quanto basta per andare in angolo, poi sessanta secondi dopo il corner è a favore dell'Affrico con Ala che trova in mezzo la testa di D'Onofrio, alto di poco. Al 75' Guerrini raccoglie un buon lancio e anticipa nettamente Lombardi, lo salta e ha il colpo del ko tra i piedi, ma è troppo defilato e sbilanciato per infilare in rete, ci prova lo stesso ma il pallone termina inevitabilmente alto. Le squadre sono più lunghe, i biancoblù si portano tutti in avanti e lasciano spazi che il Cecina tenta in ogni modo di sfruttare, soprattutto con Magozzi che è una calamita per i palloni vacanti. Mister Gori fa quello che può, ma i suoi faticano tremendamente sui continui raddoppi degli avversari, che sembrano viaggiare a un'altra velocità. I ritmi si appiattiscono fino all'espulsione di Castelli -per doppio giallo- che apre i cinque minuti di recupero. L'ultimo frame è una rovesciata di D'Onofrio bloccata senza problemi da Bendinelli. Poi lo Sporting va a difendere la palla alla bandierina, in attesa del tanto agognato triplice fischio che manda in visibilio i rossoblù. È double. I ragazzi si abbracciano al centro del campo e intonano subito un coro dedicato alla loro Cecina. L'hanno fatto ancora, gli enfants terribles del 2008: campioni in Allievi, campioni in Juniores. Ed è un trionfo ottenuto con pieno merito, soprattutto per la qualità e la determinazione messe in mostra in questa finale. Cala il sipario su una stagione che entra dritta nella storia dello Sporting Cecina, che si gode anni di grandi successi del proprio settore giovanile. Finisce qui anche l'annata dell'Affrico, terminata a bocca asciutta ma conclusa tra gli applausi dei tifosi e degli avversari. Ed è il giusto finale per una squadra che ha dato tutto, forse anche troppo prima di stasera; è una gara sotto le aspettative e persa meritatamente, ma non cambia il giudizio complessivo su una stagione ampiamente positiva e su un futuro roseo. E chissà che questo duello non possa ripetersi nelle primissime posizioni del prossimo campionato. Calciatoripiù: tanti figurano bene nello Sporting Cecina campione, a partire dal migliore in campo Tei, una certezza per fantasia e mezzi tecnici che illumina le manovre offensive rossoblù; è legittimo premiare anche lo stesso Cerri, autore del match-winner; in difesa Cionini è attento su ogni pallone e non lascia passare nessuno, benissimo pure Zazzeri sulla sinistra, meno propositivo del solito in attacco ma impeccabile in fase di contenimento; dalla panchina è frizzante l'ingresso del classe 2009 Magozzi. L'Affrico di fine stagione non è certo nella sua miglior versione, l'ultimo a mollare è un Agosti mai domo che cerca sempre di creare qualcosa sulla destra e riesce spesso ad arrivare sul fondo; complessivamente positiva anche la prova di Shehade, non pulitissimo ma sicuro e ordinato; Termini è il più attivo in avvio di ripresa, nel momento migliore dei suoi, e troverebbe anche la rete del pari però annullata. Da premiare positivamente anche la direzione della terna arbitrale, imperfetta in qualche valutazione ma capace di tenere sotto assoluto controllo le scorie di nervosismo. Corrette le chiamate sulle posizioni irregolari.
Niccolò Masini
Commento di : calciopiu