Catalano
Chiocca
ARBITRO: Leonardo Bernardeschi di Pontedera
RETI: Catalano, Chiocca
Un punto che non serve a moltissimo, classifica alla mano, né agli uni né agli altri. Tra San Giuliano e Ghiviborgo, entrambe invischiate nella lotta salvezza, finisce 1-1, un pareggio che sostanzialmente muove di poco la situazione di due squadre che avrebbero avuto un disperato bisogno di fare bottino pieno. Se i padroni di casa possono recriminare per i legni colpite e le occasioni sprecate, gli ospiti hanno il merito di aver saputo soffrire, restando aggrappati al match fino a trovare il meritato pareggio. La prima frazione di gara è di netta marca termale. Il San Giuliano scende in campo con il piglio giusto, schiacciando i biancorossi nella propria metà campo e trovando il meritato vantaggio già al 16': su una conclusione potente, Dinelli non riesce a trattenere e sulla corta respinta si avventa come un falco Catalano, che da due passi non sbaglia e firma l'1-0. I ragazzi di Michele Grasseschi sono in totale controllo e meriterebbero il raddoppio, ma la sfortuna si mette di traverso: prima è Del Soldato a colpire un legno clamoroso, poi è Batini a fare i conti con la sfortuna colpendo un altro palo che salva un Ghiviborgo apparso, fino a questo momento, in balia degli eventi. Nella ripresa, però, la musica cambia. La partita si sporca, i ritmi calano vistosamente e la manovra fluida del primo tempo lascia spazio a una gara bruttina, fatta di lanci lunghi e pochissime idee. Il San Giuliano perde smalto e la sfortuna continua a perseguitarlo anche sul piano fisico, con Bini costretto a lasciare il posto tra i pali a Mori a causa di un attacco influenzale. Proprio al 70', l'episodio che rimette tutto in discussione: una lettura difensiva errata della retroguardia nerazzurra spalanca un varco centrale dove si incunea Chiocca, che a tu per tu con l'incolpevole Mori non perdona e firma l'1-1. Incassato il colpo, il San Giuliano prova a scuotersi inserendo forze fresche dalla panchina nel tentativo di assediare l'area ospite. Tuttavia, la spinta finale è più di nervi che di qualità e il portiere del Ghiviborgo non deve compiere interventi di rilievo fino al triplice fischio del signor Bernardeschi.