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    Montespertoli Juniores Reg., intervista al portiere Gianmarco Frizzi

Tirarsi fuori dalle torbide acque della zona retrocessione non è mai semplice, ma da qualche parte bisogna pur iniziare. E il Montespertoli, nella giornata in cui tutte le dirette concorrenti hanno smosso la classifica, ha calato l'asso vincendo sul campo della capolista Lebowski e facendo un'importante iniezione di fiducia. Di questo e molto altro abbiamo parlato con uno dei protagonisti della sfida, il portiere gialloverde Gianmarco Frizzi:

Dopo tre sconfitte consecutive siete tornati alla vittoria, e lo avete fatto niente meno che contro la capolista Lebowski. Cosa c'è dietro questa grande impresa?

Abbiamo iniziato il campionato sottotono, mancando a volte di carattere e di compattezza a livello di gruppo. Abbiamo rimediato molte sconfitte e sicuramente non stiamo attraversando un momento semplice, ma può succedere all'interno di un girone così competitivo. Sabato ci attendeva una partita decisiva ma io ero tranquillo, perchè avevo visto nei miei compagni la giusta mentalità durante gli allenamenti.

Sono tre punti che pesano tantissimo e che possono darvi fiducia nella corsa salvezza: quanto credete nella possibilità, alla fine, di scampare agli ultimi quattro posti?

Sicuramente i tre punti di sabato sono fondamentali, ricavati con sudore, lavoro e unione di intenti. Pian piano il gruppo si sta formando e questo è molto importante nel calcio, anche se non è semplice raggiungere l'affiatamento quando metti insieme ragazzi così giovani e di tante età diverse. Dopo questa vittoria crediamo fortemente nella possibilità di abbandonare le zone basse della classifica, che a mio avviso non meritiamo.

In che modo è nata la tua passione per il ruolo del portiere?

La passione per questo ruolo è nata un po' per caso. Un giorno magico, perchè non potrei definirlo in altro modo, mi venne data l'opportunità di mettermi tra i pali dal momento che gli altri due portieri non erano disponibili. Entrai in campo e parai subito un rigore: da lì cominciò tutto e fu subito amore per questo ruolo talvolta così complesso e delicato, ma che io trovo stupendo proprio per le responsabilità che conferisce a chi lo pratica.

In una lotta salvezza così serrata come quella che vi attende in questo girone, subire meno gol possibile diventa un fattore fondamentale. Senti una certa responsabilità sotto questo punto di vista oppure sei uno di quelli che sa gestire tranquillamente la tensione?

Ritengo che il portiere debba entrare in campo senza pressioni e senza paura di sbagliare. Gli errori possono capitare, ma la bravura sta proprio nella capacità di rialzarsi e andare avanti. Non c'è cosa più bella, dopo un errore, di compiere una parata decisiva e dedicarla magari a chi si ama, dìaltronde noi portieri non possiamo farlo con i gol. Amo follemente questo ruolo e non dico di non avvertire la tensione, però gioco sempre sicuro e tranquillo perchè so di avere davanti dei compagni forti e responsabili.

Dopo il Lebowski, nel prossimo turno vi attende un altro big match contro la Floragafir. Che partita ti aspetti e in che modo secondo te si può ripetere un'impresa come quella di sabato?

Il prossimo turno ci mette davanti un'altra sfida importante. La Floriagafir è sicuramente forte ma non sappiamo come si potrebbe evolvere la partita, in fondo anche alle squadre migliori è capitato di fare dei passi falsi. Noi comunque pensiamo solo a noi stessi e siamo consapevoli di potercela giocare con tutti, è un campionato particolare e ogni match ha la sua storia. Dovremo entrare in campo con la stessa mentalità di sabato scorso, poi staremo a vedere cosa succederà.

Sei nel giro della rappresentativa regionale Juniores, nella quale sei stato convocato anche per l'ultimo raduno del 21 novembre. Cosa significa per te far parte della selezione dei migliori giocatori della Toscana?

Per me è un grande onore e un'esperienza importante e formativa. L'anno scorso partecipai al Torneo di Viareggio con il San Donato Tavarnelle e adesso essere convocato in rappresentativa è davvero molto gratificante. Ci tengo ad aggiungere che nel gruppo che ho visto in questi raduni c'è moltissima qualità, e questo è importante perchè in fondo noi ragazzi costituiamo quello che poi sarà il calcio del futuro, non per forza a livelli altissimi ma anche solo nelle categorie dilettantistiche che poi sono quelle che portano avanti il calcio della nostra regione e del nostro Paese.

Giulio Dispensieri