Firenze Ovest-Arezzo F. Academy 1-2
ARBITRO: Simone Bracali di Pistoia
RETI: Baroumi, Murgoci, Murgoci
Non si resiste alla tentazione di prendere in prestito un famoso aneddoto di Massimo Catalano da Quelli della notte, programma cult degli anni Oattanta e Novanta. Parafrasandolo si può dire che ha vinto l'Arezzo Academy perché ha realizzato due gol; mentre il Firenze Ovest uno soltanto: considerato che sono state tantissime le occasioni da rete, e da entrambe le parti, ha vinto la squadra che ha sbagliato di meno. La gara somiglia a un vestito doubleface, con un primo tempo di chiara marca aretina e un secondo di netta predominio locale. L'Arezzo Academy visto nella prima frazione ha meritato il successo: aggressivo, ben determinato a conquistare la vittoria, ha proposto alcune buone giocate collettive stando al contempo attento alle avanzate degli avversari. Nel secondo tempo invece si presenta più contratto e impaurito, racchiuso nella propria metà campo: raramente s'è spinto in avanti, più volte ha rischiato di subire gol; e l'eventuale pareggio non sarebbe certo stato uno scandalo. Occorre aggiungere che anche il Firenze Ovest ci ha messo del suo: dopo aver regalato il primo tempo e rischiato il tracollo nella ripresa, grazie ad alcuni movimenti tattici (Talbi ed Ermini spostati più in avanti; soprattutto entrano Gjika, Seroni e compagnia) ha fatto sì di rivoluzionare la sceneggiatura della gara. Le occasioni da gol, il palo e il rigore reclamato testimoniano una maggiore presenza offensiva. Sono tanti gli elementi che accomunano le due formazioni, che più o meno si equivalgono: per entrambe il verdetto sulla salvezza arriverà presumibilmente nelle ultimissime giornate. Il Firenze Ovest e l'Arezzo Academy hanno in comune una difesa allegra, un centrocampo che filtra non benissimo, un attacco non prolifico: in tutte e due le rose ci sono almeno quattro-cinque calciatori di qualità, e tanti buoni per la categoria. Alla fine le distanze saranno minime; e solo qualche episodio favorevole o avverso potrà determinare le posizioni finali. L'Arezzo Academy ora però si trova davanti; sapeva di dover vincere, e parte aggressivo. Già al 3' si registra un'occasione per Sovieri che dall'interno l'area cerca il primo palo: Ciappelli devia in angolo. Dopo un minuto l'Arezzo Academy troverebbe la rete; ma Bracali (anche se non sanziona con l'ammonizione un paio di falli a interrompere le ripartenze, si rende protagonista di una direzione quasi perfetta: il futuro è dalla sua parte) non convalida per un chiaro fuorigioco, peraltro punito prima della conclusione a rete. Al 5' si fa vivo anche il Firenze Ovest; ma il bel lancio di Ermini verso l'area non viene finalizzato a dovere da Baraoumi, anticipato in uscita bassa da Regini. Passano quattro minuti e l'Arezzo Academy si porta in vantaggio. Deviato da un difensore avversario, il pallone giunge a Murgoci che da una quindicina di metri lascia partire una sassata in diagonale: niente da fare per Ciappelli, 0-1. Chiamato a reagire, l'Ovest ci prova al 20' con un'azione personale di Giardini, che percorre tutta la fascia sinistra del campo, ma arrivato sul fondo anziché crossare al centro calcia da posizione molto defilata: il pallone va a sbattere sul palo, poi termina la propria corsa fuori dal terreno di gioco. La partita resta vivissima: al 23' c'è spazio per un bello scambio fra Berti e Giardini, la cui conclusione termina un paio di metri fuori; sorte simile per una rasoiata di Fabbri da trenta metri, alta di millimetri. Il pericolo fa sussultare l'Arezzo Academy, che al 28' raddoppia: Murgoci sfrutta un traversone ben calibrato da Fruchi, e di testa firma lo 0-2. Sempre combattuta nonostante il divario più accentuato, la partita non fa registrare azioni degne di nota fino al 40', quando una punizione di Fabbri ben tagliata addosso al portiere rivale crea una mischia pericolosa: l'intervento provvidenziale di un difensore cancella la minaccia. Dunque si va alla pausa con l'Arezzo Academy forte della due reti di vantaggio. Il secondo tempo si apre con un tiro di Fruchi da venti metri, alle stelle; medesima la sorte dei tentativi di Talbi (49') e di Ermini (54'). Segue poi una fase di gioco interlocutoria, interrotta una decina di minuti più tardi dalla pericolosa conclusione di Broccatelli dal limite dell'area: pallone fuori di un metro alla destra di Ciappelli. S'esaurisce così anche la prima metà della ripresa; e l'Arezzo Academy conserva il doppio vantaggio. L'Ovest però sta venendo fuori: al 67' un pericoloso traversone di Seroni, subentrato, attraversa tutta l'area di porta e finisce fuori di pochissimo alla parte opposta. Due minuti più tardi il punteggio torna contendibile: un angolo da sinistra trova pronto Baraoumi, che di testa da distanza ravvicinata fa centro dimezzando lo svantaggio. La gara si infiamma, dopo un minuto l'Arezzo Academy ha l'occasione per chiudere i conti con il colpo di testa di Lachi, che fallisce da tre-quattro metri. Replica al 77', stavolta da un paio di metri: mancano l'impatto col pallone, spalancato l'intero specchio della porta. Così il Firenze Ovest resta aggrappato alla partita, e prova a pareggiare: liberato magistralmente in area e solo davanti a Regini, Berti indugia troppo e si fa respingere la conclusione; né riesce a far centro sulla ribattuta (80'). Allo scadere le speranze del Firenze Ovest svaniscono sul calcio di punizione ben battuto da Gjika: il pallone colpisce in pieno la traversa a portiere battuto. I tre minuti di recupero concessi da Bracali scorrono via senza nessuna occasione degna di menzione: l'attenta difesa dell'Arezzo Academy argina bene le avanzate del Firenze Ovest, che s'affida ai lanci lunghi e manca di poco raziocinio. Come nella vita, anche nel calcio la fretta non è buona come consigliera. Prosit.
Calciatoripiù: Ermini gioca in più parti del campo, facendolo con bravura indiscussa. Preciso nei passaggi anche lunghi,
Fabbri è la mente della manovra e l'architrave del centrocampo.
Seroni e
Gjika (Firenze Ovest) danno vivacità all'attacco.
Gallorini è il migliore in campo: corsa, eleganza nei movimenti e tiro sono da categoria superiore. Sicuro e tempestivo, perno del reparto difensivo,
Marmorini è bravo nella fase di contrasto.
Murgoci (Arezzo Academy) segna due gol che potrebbero rivelarsi determinanti nella corsa alla salvezza.
Lastrigiana-Bibbiena 2-1
ARBITRO: Mattia Di Galante di Pontedera
RETI: Pezzano, Fontani, Gentile
Sarà la numerazione finalmente regolare (boutade, ma discutiamone: vanno bene i numeri fissi, meno bene se crescono troppo), sarà soprattutto la possibilità di contare sulla rosa quasi completa: la Lastrigiana pone fine alla minicrisi che l'aveva accompagnata per tutto il mese, e battendo 2-1 il Bibbiena vince la prima partita del 2025. Quello che la riporta al quarto posto, buono per la qualificazione in coppa, è un successo meritato: pochissimi i rischi corsi fino all'87', minuto in cui la punizione fortunata d'Alessio Gentile ha provato a riaprire una partita già assegnata. La Lastrigiana cerca di prendersela già al quarto d'ora, sulla combinazione con Niccolò Ballerini che porta Baldini in pedana sul fronte destro dell'area: diagonale poco oltre il secondo palo. Esce allo stesso modo il colpo di testa di Cavicchi, innescato dal traversone di Pezzano da sinistra; e non è l'unica circostanza in cui nella prima mezz'ora il Bibbiena rischia: provano infatti a fargli male anche Oliveri, che sullo scarico anziché violare l'area calcia troppo in fretta, De Pascalis (fuori di poco la sua capocciata su calcio d'angolo) e Massaro, che di controbalzo manca lo specchio. Se ci s'aggiunge che per tutto il primo tempo Chiarello vede la partita da lontano, si capisce come mai alla Lastrigiana lo 0-0 alla pausa calzi scomodissimo; il fastidio aumenta alla prima azione della ripresa, non finalizzata da Cavicchi che spreca il traversone di Niccolò Ballerini da destra. Sono proprio loro due i primi che Guasti sostituisce allo scadere dell'ora di gioco; entrano Vignolini e soprattutto Fontani, dalla cui giocata sulla corsia mancina nasce la rete del vantaggio: il suo colpo di tacco a rimorchio consente a Pezzano di aprire l'interno, e di calciare il pallone dalla parte giusta del palo lontano. Sull'1-0 la partita cambia, perché il Bibbiena ora non può più accontentarsi: il pari gli avrebbe fatto un gran comodo per provare a mettere in sicurezza la classifica, lo svantaggio no. Davanti alla Lastrigiana dunque s'aprono spazi invitantissimi, che scendendo a sinistra Mancini sfrutta per costruire quasi immediatamente un'altra azione d'attacco: la chiude Fontani, che calamita il tiro d'Oliveri murato dalla difesa e sbatacchia in porta il pallone ribattuto. A posizioni invertite i due sono i protagonisti anche della giocata del possibile tris: filtrante di Fontani, tiro d'Oliveri, stavolta Frosini para. Per Oliveri è l'ultima occasione della partita: esce insieme a Baldini, per far spazio a Canale e a Marcus Mari subito pericolosissimo sul filtrante di Fontani, neutralizzato dall'uscita di Frosini. Sembra quasi un enigma di quelli semplici, a risposta chiusa: quale calciatore della Lastrigiana chiuderà definitivamente la partita? Dietro la soluzione facilitata invece si nasconde un Bartezzaghi senza schema: alla prima vera sortita segna il Bibbiena, che sfrutta una lunga punizione laterale d'Alessio Gentile (non la tocca nessuno, e il pallone s'infila accanto al secondo palo) per portarsi sul 2-1. Al 90' mancano tre minuti, e la Lastrigiana avrebbe ragione a preoccuparsi: la storia del calcio è piena di partite non vinte dopo aver sprecato occasioni favolose. Stavolta però non ci sono sorprese: l'unica annotazione del finale riguarda solo l'ultimo cambio chiamato da Guasti, che evita a Massaro (dentro Bravo) il recupero. Non c'è posto per altro: la Lastrigiana vince, e si riprende la quarta posizione.
Calciatoripiù : l'ingresso di
Fontani , assist e rete, cambia la partita, la prima dopo la convocazione di
Bonaiuti e
De Pascalis in nazionale. È un orgoglio enorme per la Lastrigiana campione d'Italia, che dopo Valori tre anni fa vede di nuovo due dei suoi vestirsi d'azzurro.
Pontassieve-Maliseti Seano 0-0
ARBITRO: Filippo Bertoloni di Prato
In altri tempi, e con una classifica diversa, si sarebbe ammirata la prova: il Pontassieve ha giocato alla pari col Maliseti, e a lungo ha nascosto i diciannove punti di distanza. Nella matematica, elementare, s'annida il problema: a dieci giornate dalla fine conta soprattutto accorciare sulla quartultima posizione, obiettivo che lo 0-0 non rende possibile. Le difficoltà stanno soprattutto davanti: sono appena diciassette le reti segnate (peggio ha fatto solo il Piombino, ultimissimo). Gli schemi funzionano, lo dimostrano le due discese di Tommaso Tellini nel primo quarto: difficile è finalizzare, come ricordano Lapo Bartolozzi (a lato il colpo di testa) e Capanni, che converge bene ma manca lo specchio. Stanno quasi tutte qui le emozioni d'un primo tempo bruttarello, nel quale il Maliseti non centra mai lo specchio (ben scoccati ma alti i tiri di Guizzaro e Arcioni); una volta sola ci riesce il Pontassieve, con un tentativo masticato di Fibbi sul traversone di Bernardini (ottima l'impostazione, avvia Urbinati e condisce Paolieri). Marchionni sa che un pari rischia d'essere troppo poco, e che deve provare a vincere; nella ripresa dunque cambia Bernardini con Luzzi, che per entrare in partita impiega un po' e che però quando s'accende rischia d'essere decisivo: picchia sul palo il pallone che dai venti metri scarica verso la porta. È lui il protagonista anche dell'episodio che infuoca il finale: per fermarne la progressione in area la difesa del Maliseti si stringe, e il pallone rimbalza molto vicino a una mano; Bertoloni non valuta il tocco punibile, e per far sgonfiare le proteste del Pontassieve espelle Giovanni Gori dalla panchina. Gli episodi da moviola si susseguono: netto il fuorigioco d'Ingrassia che accompagna in porta il tiro di Serra sugli sviluppi d'un calcio di punizione; meno evidente quello che impedisce a Lapo Bartolozzi d'affondare solo verso l'area di rigore del Maliseti, e che dunque scatena altre proteste feroci del Pontassieve placate a fatica. Più che negli episodi però la ragione del nervosismo sta nella classifica: in penultima posizione si sta scomodissimi.
Calciatoripiù: Paolieri (Pontassieve),
Mazzi (Maliseti Seano).
Sporting Cecina-Floriagafir Bellariva 0-2
ARBITRO: Taddeo Scaffai di Piombino
RETI: Benvegnu, Matteuzzi
Neopromosse invidiatissime. Lo è lo Sporting Cecina, mai vicino alla zona incandescente; e ora lo è anche la Floriagafir, che battendolo 0-2 lo aggancia al settimo posto e soprattutto porta a tredici i punti di vantaggio sul Firenze Ovest terzultimo: a dieci giornate dalla fine per la salvezza è quasi fatta. Bertuccio sapeva che dal Rossetti sarebbe potuta passare la via per ipotecare l'élite 2025/2026; e dunque chiede ai suoi di fare la partita. Ne nascono, sempre Serrini a inventare, un'azione non sfruttata da Paoli (coraggiosa la scelta di colpire in mezza rovesciata, inefficace l'esito) e soprattutto la rete del vantaggio: sull'angolo profondo, in dieci lo Sporting Cecina (s'era fatto male Saba: alla ripresa del gioco lo sostituirà Manetti; Pozzobon si converte da terzino a centrale), si fa trovare libero Benvegnu, il cui mancino al volo vale lo 0-1. La mezz'ora è passata da poco, e la partita s'accende: scosso dallo svantaggio, lo Sporting Cecina prima consegna a Ermini Polacci il pallone del possibile raddoppio immediato (sbagliata la costruzione dal basso, ottima l'uscita di Sozzi che concede solo l'angolo); poi finalmente replica con una punizione di Tei a lato d'una spanna e una girata di Hadji murato dalla difesa. Sull'altro fronte invece nessuno riesce a opporsi a Matteuzzi, che sfrutta un altro calcio d'angolo (stavolta lo batte Amato) per portare la Floriagafir sul doppio vantaggio: colpo di testa vincente e 0-2. Alla fine mancano venticinque minuti, a metà dei quali lo Sporting Cecina lancia l'assedio: gli effetti li neutralizza Ceccuti stratosferico su Londi, sul mancino di Hadji (aveva creato l'occasione precedente con un filtrante pregevole) e sul rasoterra di Tei; se ci s'aggiunge che nel recupero un altro mancino, quello di Di Tanto, sorvola la traversa, si capisce come mai la Floriagafir venga via dal Rossetti più che indenne, e forte d'una classifica bella come la prima volta che si dorme sulla spiaggia.
Calciatoripiù : sulle fasce lo Sporting Cecina rischia poco, e dalle fasce prova a costruire la rimonta; spiccano le prove di
Nigiotti a destra e di
Manetti , interessantissimo classe 2008, sulla sinistra. Più difficile è passare centralmente, dove comanda
Lenzi ; e quando la Floriagafir fatica a uscire la salva
Ceccuti , che nell'ultimo quarto d'ora sfodera tre parate spaziali.
Atletico Piombino-Sestese 0-6
RETI: Vannini, Cremonini, Vannini, Fiorentino, Vilcea, Patrignani
È andata come doveva. Difficile pensare a un risultato diverso per il secondo posticipo consecutivo che vede impegnata la capolista Sestese: come il Perignano sette giorni prima, anche l'Atletico Piombino subisce sei reti; e non riesce a segnarne neppure una. È, si sa, troppa la differenza tra una squadra lanciatissima verso il titolo regionale (grande l'attesa di vederla gareggiare con le migliori d'Italia nelle finali nazionali), e una ormai rassegnata ad abbandonare la categoria: lo 0-5 a metà partita è di per sé sintesi efficace. Per passare avanti alla Sestese basta una manciata di minuti: Vannini sblocca il risultato con un destro al volo sul lancio profondo di Mernacaj. Per il raddoppio è questione di poco: Fiorentino ha voglia di agganciare Tommaso Papini in testa alla classifica marcatori, missione compiuta con una girata secca col destro. Protagonista assoluto però è Vannini, che a metà tempo (grande lo sprint a destra) serve a Vilcea il pallone dello 0-3 e poi si prende la scena con la doppietta favorita da quattro dribbling in progressione. A fissare il parziale sullo 0-5 è Cremonini, che sorprende Renucci con un una volée beffarda. La ripresa è poco meno che accademia: la Sestese gestisce e allunga col rigore che Sorvillo le concede (fallo di mano sulla rimessa laterale di Mernacaj), e che Patrignani converte nello 0-6. A dieci turni dalla fine il conto alla rovescia può iniziare.