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Juniores Regionali GIR.Elite - Giornata n. 14

Arezzo F. Academy-Floriagafir Bellariva 0-1

ARBITRO: Andrea Tripodi di Empoli
RETI: Manetti
Il viaggio sta per finire, e per l'Arezzo Academy ci sta che la stazione finale non sia quella desiderata. La sconfitta di misura contro la Floriagafir, cui adesso basta un punto (occhio però: davanti ci sarà la Sestese, che questo campionato vuole stravincerlo) per prendersi una clamorosa qualificazione in coppa lasciando fuori il Fratres Perignano, rende drammatica la classifica: solo una combinazione di risultati ben precisa (vittoria a Maliseti; mancata vittoria del Firenze Ovest col Bibbiena; sconfitta della Lampo col San Giuliano) varrà l'approdo allo spareggio, il miglior risultato a questo punto ipotizzabile. Pesano di nuovo le assenze (Magnanensi deve fare a meno di cinque titolari: Bizzi, il quinto dopo Tlili, Rovetini, Bidini e Lachi, va in panchina senza esser davvero disponibile); e come col Bibbiena pesa un episodio, che a quattro minuti dalla fine decide la partita: è Manetti a rendere elettrizzante il finale di stagione della Floriagafir e a dare la penultima spinta all'Arezzo Academy, che nel primo tempo aveva provato a rendersi pericoloso con un'incursione di Gallorini neutralizzata da Ceccuti. Cresciuta dalla fine del primo quarto in poi, la Floriagafir replica con un diagonale scagliato dal mancino d'Ermini (pallone a lato d'un metro e mezzo) e un colpo di testa di Matteuzzi, che liberato da una rimessa laterale profonda appoggia il pallone a Regini. I ritmi alti della seconda metà del primo tempo lasciano spazio a una ripresa diversa, nella quale a lungo le squadre s'interrogano sulla strategia migliore per sfondare: appena entrato ci prova Baglioni, che a un quarto d'ora dalla fine saggia di nuovo i riflessi di Ceccuti. È troppo poco per far male alla Floriagafir, che per vincere la partita attende l'86': con l'aiuto del palo segna Manetti, che dal fronte sinistro dell'area calcia piano ma angolatissimo sulla sponda di Giannone splendido nel ripulire la punizione profonda di Meini. Su questo tiro gira la partita, e forse la stagione d'entrambe le squadre: se lo augura Bertuccio, non Magnanensi ancora aggrappato alla prospettiva d'una partita secca in campo neutro. Chissà che cartello c'è alla prossima stazione. Calciatoripiù: Sarr, Papini (Arezzo Academy), Meini, Lenzi (Floriagafir).
Atletico Piombino-Bibbiena 0-3

ARBITRO: Tommaso Guarguaglini di Livorno
RETI: Giorgioni, Giorgioni, Moncini
Il 5 ottobre, cinque le partite alle spalle, un epilogo così era impensabile: ancora inchiodato a zero, il Bibbiena sembrava condannato ad abbandonare rapidamente l'élite. A distanza di sei mesi esatti la prospettiva s'è capovolta: diventa inutile l'ultima partita, inutile col sorriso, già ufficiale la salvezza. Era facilmente pronosticabile dopo la scorsa giornata, in tutto l'anno l'Atletico Piombino ha conquistato tre punti soltanto, ma impossibile da ipotizzare anche solo un mese fa; tanto più risalta l'impresa d'Alessandro Regina alla prima esperienza in categoria, della dirigenza che non l'ha mai messo in discussione anche quando tutto sembrava andare male, d'una rosa che dopo ogni curva s'è scoperta più forte e sulle nuove certezze ha costruito la rimonta. L'emblema è Filippo Giorgioni, il bomber, che impiega appena sette minuti per sbloccare la partita della Magona d'Italia (0-3 il punteggio, alla fine del primo tempo sarà doppietta): il filtrante di Vignali lo libera davanti a Gasperini, battuto con un'esecuzione gelida. Al quarto d'ora o giù di lì la partita è già decisa, il verdetto in allegato: Moncini carica il mancino dalla distanza, e da lì segna la rete del raddoppio. Lo 0-3 alla fine del primo tempo sigilla la pratica: segna di nuovo Giorgioni che, di nuovo liberato davanti a Gasperini da un filtrante stavolta di Goretti, trova la porta in due tempi dopo la prima parata. La ripresa è una via di mezzo tra un insieme di doveri e una formalità: concentrato soprattutto sul conto alla rovescia per l'ultimo fischio di Guarguaglini, il Bibbiena gestisce il triplo vantaggio senza farsi male; e poi esulta, esulta come se avesse vinto il campionato, esulta perché un po' è come se il campionato l'avesse vinto davvero.
Firenze Ovest-Maliseti Seano 4-7

ARBITRO: Giulio Saracini di Pistoia
RETI: Ermini, Ermini, Berti, Fabbri, Dardha, Dardha, Arcioni, Arcioni, Graziano, Graziano, Dardha
C'è un tratto paradossale nel 4-7 con cui il Firenze Ovest esce battuto dal Maliseti: nonostante una sconfitta così grave, peraltro mai in discussione (0-4 il parziale alla pausa), la corsa è ancora aperta. Restano infatti due i punti di distanza dalla Lampo: dunque una vittoria in casa del Bibbiena già salvo potrebbe raddrizzare una stagione al momento drammatica. Ovviamente vincere non basterà: sarà tutto vano se il San Giuliano uscirà battuto da Lamporecchio. È il destino di chi rincorre: non può fare affidamento solo su sé stesso. Da tutte queste dinamiche sta fuori il Maliseti, che ormai assestatosi a centro classifica (la coppa è ufficialmente andata, ma s'era intuito già da settimane) affronta la partita con la serenità di chi può giocare senza pressioni: è quasi inevitabile che dopo tre minuti il punteggio cambi già; è merito di Graziano, che dall'interno dell'area di porta devia in rete il traversone rasoterra di Dardha sceso a destra fino all'ultima linea. Nei minuti che accompagnano al quarto d'ora s'incastona la reazione del Firenze Ovest, pericoloso con Berti cui s'oppone Naselli; sull'altro fronte cade invece Willy Wang, alla prima da titolare dopo tempo immemore (scelta obbligata: squalificati sia Ciappelli sia Seferi), sulla girata di Dardha che calcia all'angolo dopo aver protetto il pallone al limite dell'area. La provvisoria doppietta (nella ripresa aumenterà d'un terzo) prende forma alla fine del primo tempo con una punizione dal limite diretta all'incrocio; si stava già 0-3 a causa di un'altra doppietta, quella di Graziano, che di testa da tre metri spinge in porta il traversone di Kola. Al Firenze Ovest l'avvio della ripresa lascia presagire la catastrofe: in dieci minuti le doppiette diventano due perché Arcioni, entrato all'intervallo, segna lo 0-5 con un diagonale dal limite dell'area e lo 0-6 con un tiro-cross da sinistra letto male da Wang. Poi, comprensibile, il Maliseti si rilassa e nel giro di poco concede due reti al Firenze Ovest: vanno a segno prima Berti dalla distanza e poi Ermini, il cui movimento la difesa legge male. Sulla partita però Dardha ha voglia di lasciare un segno ancora più marcato; e, dopo aver colpito un palo, con un'altra girata dal limite dell'area sorprende Wang, di nuovo non irreprensibile. Servono soltanto alle statistiche la seconda rete personale d'Ermini e la punizione, spaziale e inutile, di Fabbri per il 4-7 finale. Ora davanti al Firenze Ovest s'aprono giorni complicati: salvare la categoria è ancora possibile; ma duro, durissimo. Calciatoripiù: Graziano e Arcioni segnano una doppietta a testa, Dardha (Maliseti Seano) una tripletta.
Fratres Perignano-Fucecchio 0-0

ARBITRO: Giacomo Barsotti di Livorno
È sempre questione di punti di vista. Al Fucecchio lo 0-0 va bene, e pazienza se ufficializza il secondo posto della Lastrigiana, se vale l'aggancio dell'Affrico: basterà vincere contro l'Atletico Piombino, non un'impresa possibile, per chiudere al terzo posto. Al Fratres Perignano tanto bene invece non va: salgono a tre i punti di distacco dalla Floriagafir, con cui battaglia (ed è clamoroso che la insegua, così lontano, dopo averla ampiamente battuta negli scontri diretti: 0-4 all'andata, 3-0 al ritorno) per l'ultimo posto in coppa; all'ultima giornata non basterà vincere a Forte dei Marmi, sarà necessario anche il successo della Sestese al Grazzini. D'una configurazione più dolce sarebbe stato possibile accontentarsi se Dennis Carrai avesse centrato lo specchio anziché i legni: nella prima mezz'ora si contano prima un palo e poi una traversa. È l'unico frangente nel quale il Perignano può giovarsi della superiorità numerica dovuta all'espulsione (reazione, evitabile) di Mazzoni; poco dopo la mezz'ora segue quella di Venturin, punito da Barsotti per due falli di gioco. Del nuovo equilibrio si giova il Fucecchio, che chiude il primo tempo all'attacco: passa da una punizione di Matteo Paradiso, alzata da Mazzetti sopra la traversa, l'occasione migliore per il vantaggio. Per registrarne un'altra, l'unica della ripresa nella quale il Perignano trova sempre meno spazi e più fatica a far circolare il pallone, bisogna attendere l'83': il pallone buono per il successo capita a Gjoni, che s'inserisce in area e calcia, di nuovo ostacolato da Mazzetti. È lui, il portiere classe 2008, una delle note migliori: oltre al futuro prossimo, e pazienza se in coppa non entrerà, il Fratres Perignano sta già pensando alla nuova stagione. Calciatoripiù: D. Carrai (Fratres Perignano), Berhoxha, Cei (Fucecchio).
Pontassieve-Affrico 0-1

ARBITRO: Gabriel Brakaj di Arezzo
RETI: Guerra
È il massimo, o forse del massimo molto più. Lontano dal Lapenta quest'anno l'Affrico aveva faticato: fin qui in quattordici partite aveva ottenuto appena undici punti, e lo scarto con quelli disponibili spiega il divario dalla Sestese capolista. L'ultima trasferta alza la media, che comunque resta un po' sotto il punto a partita; e non era una trasferta banale: davanti c'era il Pontassieve reduce da sette vittorie consecutive, e intenzionato a prolungare la striscia nonostante la salvezza ormai raggiunta. Era una motivazione concreta; più concreta però quella dell'Affrico, che raggiunge il Fucecchio (ma è in svantaggio negli scontri diretti, ed è difficile che all'ultima giornata il Piombino riesca a favorire lo sgancio: probabile che la classifica finale dica quarto posto) e soprattutto si prende il diritto di difendere la coppa che detiene. Nonostante qualche assenza (indisponibili per ragioni diverse Benci, Andrei e Shehade, squalificato Vignozzi; centrale con Guerrini gioca Bartalini, inevitabile la difesa a quattro con Giannoni a destra e Conti a sinistra) che costringe Berchielli a inventare l'undici iniziale, è una ragione sufficiente per approcciare la partita alla perfezione: subito Guerra suggerisce che ha voglia di lasciare un'impronta e scalare posizioni in classifica marcatori, ma nelle prime due occasioni (non granché il tiro nel primo caso, murato il secondo) non riesce a pungere. Ci prova allora Biba con un paio di slalom che gli consentono d'arrivare in prossimità dell'area di rigore: il suo mancino chiama Balli alla prima parata della partita; segue la seconda su una punizione calciata da Conti, non angolatissima ma comunque potente. Il Pontassieve replica con qualche lancio per Lapo Bartolozzi, che prova a far salire la squadra ma si vede sempre disinnescato da Guerrini e Bartalini, e soprattutto con un paio di calci d'angolo rimasti senza esito nonostante qualche palpito; per il resto fino al 40' la partita si sviluppa sul duello godibilissimo tra Lorenzo Tellini e Niccoli, che battagliano proprio sotto la tribuna. Poi improvvisamente, mentre si dà per scontato lo 0-0 alla pausa, al 40' il punteggio si sblocca: pesa l'uscita sbagliata di Balli, che avventuratosi fuori area prima rinvia male e poi manca il pallone sul secondo tentativo; ne approfitta Guerra che, dopo averci provato di testa nel contrasto ravvicinato, si conquista lo spazio per calciare nella porta incustodita. È l'episodio decisivo, al quale il Pontassieve prova a reagire con qualche ritocco tattico: il principale ha a che fare con la posizione di Niccoli, che cambia fascia e da sinistra passa a destra; ma la difesa e Mugnaini neutralizzano tutti i traversoni con cui si chiudono i suoi sprint. Più pericoloso è l'Affrico con una ripartenza alimentata da Conti, sul cui lancio Casati strappa fino al fondo: impreciso nel controllo, col mancino Guerra punge meno di quanto rischia di fare a un quarto d'ora dalla fine, quando da metà campo inventa un pallonetto che dopo il rimbalzo a terra vola d'un respiro sopra la traversa. Il punteggio dunque resta aperto, ma solo virtualmente: l'Affrico non rischia niente, e s'appresta a chiudere di rincorsa la stagione regolare. È quasi tempo di coppa, l'appuntamento che l'anno scorso completò una primavera fantastica. Calciatoripiù : la partita la decide Guerra , che merita il premio di migliore in campo; funziona bene anche l'intero pacchetto difensivo (Giannoni e Conti i terzini, Bartalini e Guerrini i centrali), protetto efficacemente da Biba fin quando prudentemente Berchielli, che lo vede stanco e lo sa ammonito, decide di sostituirlo. Anche le sostituzioni premiano l'Affrico: Vaggioli e La Greca , in campo rispettivamente per mezz'ora e venti minuti, suggeriscono che dai 2008 si può attingere con qualità, ora e nel futuro non poi così remoto.
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