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Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 14

Oltrera-Lastrigiana 1-2

OLTRERA: Bullari, Chick, Sostegni, Landi, Kamal, Clemente, Scarnicci, Campana, Celestre, Tani, Cecchi. A disp.: Boccacci, Matteoli, Casiero, Mocanu, Asmodeo, Cappagli, Pratelli, Paffi . All.: Del Vita Matteo
LASTRIGIANA: Pozzi, Del Giudice, Campinoti, Gueye, Desideri, Brusciano, Taoufik, Palmini, Scarselli, Pietrosanti, Nencini. A disp.: , Lupi, Tarantino, Straccali, Baggiani, Cappiardi, Gibbino, . All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Matteo Marconcini di Livorno
RETI: Taoufik, Nencini
Dopo più di due mesi la striscia positiva s'interrompe. L'Oltrera non perdeva dal 12 ottobre, 3-1 a Pietrasanta: nei nove turni successivi aveva conquistato ventitré punti, più di tutte le rivali. È (anche) per questo che conta tantissimo la vittoria della Lastrigiana, che subito riscatta la sconfitta interna con la Sestese e aggancia il Venturina in quarta posizione, risultato inimmaginabile a inizio campionato. Per accendersi la partita impiega un po': corre il 13' sul primo attacco della Lastrigiana, alimentato dal traversone di Taoufik sul lancio di Nencini e non finalizzato da Campinoti, che calcia alto. L'Oltrera replica due minuti più tardi, e alla prima occasione passa in vantaggio: il calcio d'angolo di Scarnicci scende sul secondo palo, dove Taoufik nel tentativo di marcare Kevin Sostegni colpisce il pallone col ginocchio e lo spedisce nella propria porta. Il riscatto è immediato: è proprio Taoufik a calamitare il rimpallo che segue la punizione calciata profonda da Del Giudice e, approfittando di una cattiva lettura della difesa avversaria, a trovare prima la traversa e poi la porta col mancino al volo. La partita s'è accesa, l'Oltrera prova a tornare avanti con l'affondo Cecchi, che ruba il pallone all'altezza della mediana, sprinta e da sinistra crossa per Celestre: Pozzi para il tiro sottomisura (18'). La Lastrigiana replica al 22': Samuel Palmini supera in velocità Kevin Sostegni e invita Taoufik a crossare in area; il traversone plana sulla testa di Scarselli, che smarcato mira al sette e trova la paratissima di Bullari. Si ritorna subito dall'altra parte con una punizione che Mattia Landi catapulta verso il centro dell'area di rigore avversaria: Filippo Tanti anticipa l'uscita di Pozzi e da posizione defilatissima calcia verso la porta, ben protetta da Pietrosanti che spazza la linea e salva il risultato. Dopo il pari della Lastrigiana, è la seconda svolta della partita; per la terza basta attendere il 36', il minuto in cui l'Oltrera gestisce malissimo il possesso del pallone nel tentativo d'impostare l'azione dal basso; ne approfitta Samuel Palmini, che sgraffigna il pallone a Clemente, lo controlla e favorisce a Brusciano la battuta a rete di prima intenzione: Bullari si distende e respinge, Nencini segna sulla ribattuta nonostante la chiusura disperata di Kamal e Mattia Landi. È la rete dell'1-2, l'episodio con cui si chiude il primo tempo. Al riavvio l'Oltrera parte forte (dopo neppure un minuto Filippo Tani, solo di fronte a Pozzi, spara a lato), poi però cala soprattutto sul piano del ritmo; mancano d'efficacia anche i calci piazzati che cominciano a spiovere nell'area di rigore avversaria. Per un nuovo brivido occorre attende al 74' e lo scivolone di Pietrosanti, che consente a Cecchi di affondare verso l'area di rigore: la difesa si chiude in tempo da impedire la conclusione a rete. Dunque l'azione resta inefficace, come inefficace è il calcio d'angolo che Matteoli conquista (di Gibbino la chiusura) scattando sul lancio di Mattia Landi: dalla bandiera Cecchi, che lo scatto l'aveva favorito con una sponda intelligente, serve Asmodeo, che però spara alto. Nonostante la pressione la Lastrigiana si difende, e strappa un grande risultato da un campo difficile, difficilissimo.
Calciatoripiù: Nencini, Taoufik
(Lastrigiana), Bullari, Kamal (Oltrera).
Capezzano Pianore-Sporting Cecina 0-1

CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Pinelli, Bellandi, Satini, Quilici, Neri, Bianchi, Lamperi, Cardillo, Boraschi, Quiriconi. A disp.: Corsini, Coluccini, Navari, Cioffi, Mattioli, Pilone, Fialdini, Lenzi, Chabou. All.: Corrado Marco
SPORTING CECINA: Sommani S., De Santis, Benedetti, Lettiere, Meatu, Bernini, Ceccarini, Bertaccini, Magozzi, Castellano, Pistoia. A disp.: Casprini, Lombardi, Cominale, Bartolini, Moretti, . All.: David Tarquini
ARBITRO: Andrea Conti di Carrara
RETI: Castellano
Sono pesanti, pesantissimi i tre punti che lo Sporting Cecina conquista vincendo 0-1 al Maggi-Matteucci; pesantissimi perché ottenuti contro una rivale diretta per la salvezza, e perché insieme alla sconfitta della Floria col Pietrasanta valgono finalmente l'addio alla zona retrocessione. Eppure il Capezzano era sembrato partire più determinato, pericoloso già al 2' con Satini, che di testa gira verso lo specchio un corner di Lorenzo Neri: ottima la risposta di Simone Sommani, che respinge in tuffo. Due minuti dopo ci prova Quiriconi, il cui tiro a botta sicura termina di poco a lato. Lo Sporting Cecina si scuote e al 6' costruisce grande occasione: Ceccarini scende sulla destra e calcia, Pelliccia sporca soltanto, da due passi Magozzi colpisce il palo anziché la porta sguarnita. Dopo lo spavento il Capezzano cerca di tornare a manovrare, mentre lo Sporting Cecina s'affida in prevalenza al servizio diretto per le punte: da un rinvio lungo di Simone Sommani il pallone finisce sui piedi di Castellano, ipnotizzato da Pelliccia in uscita (13'). Segue una ripartenza che consente a Bianchi di triangolare con Cardillo e portarsi al tiro da buona posizione: il pallone termina di poco fuori (18'). Lo Sporting Cecina risponde con un tiro di Ceccarini da fuori area: Pellliccia toglie il pallone dall'incrocio e concede soltanto il corner. È bravo anche Simone Sommani, che al 25' respinge in angolo un tiro insidioso di Quiriconi, a fil di palo. Un minuto dopo lo Sporting Cecina passa in vantaggio: Ceccarini pennella una punizione a centro area per la testa di Castellano, che lasciato colpevolmente solo indirizza il pallone sul palo più lontano, dove Pelliccia non può arrivare. Dello 0-1 lo Sporting Cecina non s'accontenta: due minuti dopo ci prova Bertaccini, il cui tiro si spegne tra le braccia di Pelliccia. Dopo aver ricominciato a respirare il Capezzano chiude il primo tempo all'attacco: non ha fortuna Boraschi, che al 42' prima sbatte su De Santis e poi spedisce a lato la ribattuta, e al 44' calcia centrale favorendo la parata di Simone Sommani. È l'ultima occasione del primo tempo; segue una ripresa nella quale il Capezzano prova ad alzare il baricentro senza però che lo Sporting Cecina molli di un centimetro. Al 59' la punizione di Bertaccini crea un brivido alla difesa ospite, che riesce a spazzare il pallone dopo una corta respinta di Pelliccia. Un minuto dopo il Capezzano crea l'occasione più limpida per pareggiare: dopo aver respinto la conclusione di Fialdini, Simone Sommani si ripete su Navari; il pallone termina a Cioffi, che anziché nella porta vuota conclude sopra la traversa. Dunque il Capezzano resta in svantaggio, e ci resta anche sui due tentativi di Fialdini: fuori di un soffio il tiro sul lungo rilancio di Pelliccia (68'), tra le braccia di Simone Sommani il colpo di testa. Più vicino al pareggio il Capezzano si porta all'84', quando Boraschi innesca Pilone, che entra in area e dalla linea di fondo serve all'indietro un pallone insidioso: la difesa dello Sporting Cecina rischia l'autorete con una deviazione rocambolesca che lambisce il palo alla destra di Simone Sommani. Sfumato il pericolo, il Cecina si riorganizza e tiene duro fino al termine della partita: il Capezzano non riesce a sfondare, i tre punti in dote sono preziosissimi in chiave salvezza.
Calciatoripiù
: oltre a disputare un'ottima partita, Ceccarini e Castellano (Sporting Cecina) hanno avuto il merito di confezionare l'azione che ha deciso l'incontro.
Floria-Pietrasanta 1-3

FLORIA: Servi, Gensini, Carrai, Lafsahi, Fibbi, Sordini, Piccini, Esteves, Martini, Guarducci, Landi. A disp.: Lagattolla, Bautista, Del Lungo, Macaluso, Riccucci, Bettarelli, Batelli, Laaroussi . All.: Alessi Dimitri
PIETRASANTA: Pennucci, Poltronieri, Tonini, Bufalini, Dezulian, Puccinelli, Petacchi, Karafili, Remorini, Benassi, Di Bianco. A disp.: Dini, Ramacciotti, Barresi, Laboti, Angeli, Cresci, Fialdini, Cianelli, Bacci. All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Luca Papale di Arezzo
RETI: 1' Remorini, 57' Di Bianco, 78' Guarducci, 83' Remorini
Sembra che sia passato Jack Skeletron tant'è angosciante il regalo che la Floria riceve per Natale: presa insieme alla (scontata, scontatissima, annunciata, annunciatissima) vittoria della Settignanese a San Miniato e a quella dello Sporting Cecina a Capezzano la sconfitta interna (1-3) contro il Pietrasanta vale il terzultimo posto in classifica, uno di quelli brutti. La partita comincia ad assumere una configurazione netta già sul calcio d'inizio: sono passati appena venti secondi dal primo fischio di Papale quando Remorini scende a destra e beffa Servi nell'angolo. Costretta a rimontare lo svantaggio a freddo, la Floria replica con una volée di Martini: reduce dai due rigori parati qualche ora prima giusto qualche centinaio di metri più in là, Pennucci para (2'). La Floria ci riprova tra il 15' e il 20': per due volte in pedana si porta Lapo Landi, che prima calcia alto da buona posizione, poi sbatte su Pennucci. Il tentativo buono sembra il terzo, illusione: Dezulian salva sulla linea (33'). Il Pietrasanta si difende e riparte, e quando riparte è pericolosissimo: è il palo a salvare la Floria sull'incursione di Di Bianco, partito in posizione sospetta (40'). Resta 0-1 il parziale alla pausa al rientro dalla quale la Floria riprende ad attaccare: liberissimo all'interno dell'area di rigore avversaria, Martini spreca (53'). L'episodio pesa, perché quattro minuti più tardi il Pietrasanta orchestra il contropiede del raddoppio: lo finalizza Di Bianco sceso sulla destra. Ora sono due le reti che la Floria deve recuperare: ad avviare la rimonta ci provano Guarducci e Batelli, che tra il 61' e il 75' calciano a lato; nel mezzo Pennucci sfodera un'altra paratona, stavolta su Martini (65'). Alla fine tanta pressione riapre la partita: nell'area di rigore avversaria Guarducci cattura un pallone di nessuno e lesto lo trasforma nell'1-2. Le speranze della Floria restano intatte cinque minuti, poi si sbriciolano: la mezza rovesciata di Remorini riporta a due le reti di vantaggio del Pietrasanta, a quattro quelle totali. La Floria torna a perdere in casa, e ora deve sfruttare queste due settimane per capire come poter uscire dal fondo della classifica.
Calciatoripiù: Gensini, Piccini, Lafsahi
(Floria), Remorini e Puccinelli (Pietrasanta).
G48
Aquila Montevarchi-Seravezza 0-2

AQUILA MONTEVARCHI: Cappetti, Tani, Tani, Pericoli, Pericoli, Berti, Berti, Manenti, Manenti, Sira, Sira, Presenti, Presenti, Pranteddu, Pranteddu, Cannoni, Cannoni, Brogi, Brogi, BORRI. BORRI. A disp.: Tommasi, Tommasi, Marchi, Marchi, Maccioni, Maccioni, Casamenti, Casamenti, Kodra, Kodra, Ensoli, Ensoli, Liistro, Liistro, Steccato, Steccato, Sylla. All.: Peri FrancescoSylla. All.: Trifoni Pierfederico
SERAVEZZA: Mazzantini, Casolare, Gatti, Mingazzini, Benedetti, Privitera, Balestracci, Beltrano, Ottaviano, Intaschi, Giannini. A disp.: Taricco, Frediani, Launari, Sgado, D Andrea, Coppola, De Angeli, . All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Lorenzo Petrelli di Arezzo
RETI: 53' Mingazzini, 93' Intaschi
A Seravezza sarà un Natale sereno, serenissimo. Lo 0-2 inflitto all'Aquila Montevarchi, che in casa non perdeva dalla prima giornata (decise Villetet, vinse di misura la Settignanese), vale una bella dose di pensieri in meno: la Floria ora terzultima ha perso, il vantaggio sulla zona retrocessione sale a cinque punti. Per farlo crescere fino a questa taglia il Seravezza ha avuto bisogno di sfruttare gli episodi della ripresa dopo aver avuto pazienza per tutto il primo tempo, inaugurato da dieci minuti nei quali la pressione del Montevarchi sembra incontenibile; se s'esclude quella che Petrelli interrompe prima che si concretizzi (il fischio arriva ben prima che Manenti devii in porta il traversone di Tani sporcato dalla difesa, si fatica a parlare di rete annullata), d'occasioni vere però a lungo non se ne vedono. Dunque il punteggio resta quello di partenza, e scavallato il quarto d'ora il Seravezza tira fuori la testa con due ripartenze d'Ottaviano, che da sinistra calcia alto e da destra apre troppo il diagonale. Non è abbastanza per rompere l'equilibrio, come non lo sono le due punizioni dai venti metri di cui, una a testa, beneficiano le due squadre: più vicino alla rete va il Montevarchi (calcia bene Brogi, reattivo Michael Mazzantini; alto invece il tentativo di Gatti), ma niente più che vicino. Alla pausa è inevitabile lo 0-0, che in avvio di ripresa Pranteddu prova a spezzare con un tiro ben angolato dal limite dell'area di rigore: Michael Mazzantini replica di nuovo con una parata eccellente. È uno degli snodi decisivi, perché nel giro d'un paio di minuti il Seravezza passa in vantaggio: tradito dal sole, Cappetti legge male la punizione che nelle intenzioni di Mingazzini era nata come un tiro-cross e che invece, fallito il tentativo di presa alta, si trasforma diretta nello 0-1. In svantaggio per colpa d'un episodio così sfortunato dopo cinquantatré minuti d'ottimo calcio, il Montevarchi si lancia all'attacco, e lanciandosi all'attacco conquista due angoli poco meno che consecutivi, sempre Brogi alla battuta: sul primo Kodra colpisce il palo, sul secondo Manenti apre troppo la traiettoria e manca la porta spalancata. Dal limite dell'area di rigore la inquadra invece Liistro, il centravanti dell'U16 capolista; la inquadra senza però essere efficace, perché Michael Mazzantini riesce a inchiodare il pallone a terra. D'una sua parata invece non c'è bisogno su un altro colpo di testa di Manenti, pescato sul secondo palo dal traversone di Tani, né su un tiro insidiosissimo di Steccato: anche se di poco, il pallone sfila a lato dello specchio. Il Seravezza respira e, dopo averlo fallito con D'Andrea (tiro alto, da battere c'era rimasto solo Cappetti), nel recupero segna lo 0-2: fa tutto Intaschi, che conduce una ripartenza scappando dalla mediana fino al limite dell'area di rigore e poi scaraventa in porta il pallone della sicurezza. Il Seravezza esulta, esulta e si rasserena: la corsa salvezza resta affare d'altri.
Calciatoripiù: Steccato
(Aquila Montevarchi), Michael Mazzantini e Intaschi (Seravezza).
esseti
Sestese-Cattolica Virtus 1-0

SESTESE: Giorgetti, Sostegni, Minniti, Durgoni, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Notari, Palmini, Pacini. A disp.: Faggi, Bassetti, Stasi, Martinelli, Taddei, Paci, Bellini, Iuliucci, Materassi. All.: Ferro Marco
CATTOLICA VIRTUS: Dallai, De Sa, Peccini, Lazzerini C., Zangarelli, Pagnotta, Morozzi, Torres Perez, Andres, Fossi I., Crini. A disp.: Bracci, Bramanti, Burgassi Da., Cullhaj, Dona, Mugnaini, Scatuzzi, Tapinassi, De La Cruz. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Daniel Vannoni di Prato
RETI: 60' Pancella
Grande è non chi scintilla sempre, grande è chi ottiene il massimo anche quando non riesce a scintillare. La ragione è semplice: se così non fosse, grande non sarebbe nessuno, perché nessuno ha la forza di scintillare sempre. Dopo l'1-0 rifilato alla Cattolica Virtus, che perde la quinta partita stagionale e la seconda consecutiva dopo il successo nel derby con lo Scandicci, la Sestese si scopre grande: ha vinto una partita complicatissima, e vincendola ha mangiato due punti sia al Tau, avversario nella partita che aprirà il 2026 e chiuderà il girone d'andata, sia al Fucecchio. Per riuscirci ha usato come fulcro la decima rete stagionale di Pancella (di testa, di nuovo, come a Lastra a Signa: è un momento incantato) e un carattere feroce, che le ha consentito di ridurre al minimo i pericoli anche quando è rimasta in inferiorità numerica, sia in dieci contro undici (espulso Materassi appena entrato) sia in nove contro dieci (espulsi Gabriele Sostegni e Cullhaj per un bisticcio che Vannoni punisce con severità eccessiva). Il pericolo maggiore la Cattolica lo crea in avvio: lo confeziona l'ottima pressione di Crini su Riboli, che traccheggia al limite della propria area di rigore, non lo concretizza Andres, che calciando piano e centrale favorisce la parata di Giorgetti. All'amnesia difensiva aveva preso parte anche Musa, che dopo il contrasto perso dal compagno aveva mancato il rinvio e che subito si riscatta avviando un'azione offensiva con l'apertura per Minniti, che Ferro ripropone terzino sinistro dopo l'ottima performance di Lastra a Signa: il filtrante di prima porta in pedana Santiago Palmini, il cui diagonale anticipa l'uscita di Dallai e sfila d'una spanna a lato. Segue, quasi immediato, un contrattacco della Cattolica Virtus sulla combinazione tra Crini e Fossi chiusa con un tiro alto. Sembra l'antipasto sostanzioso d'una partita pirotecnica, è un'illusione: di qui alla fine del primo tempo si registrano soltanto una percussione di Notari, che si fa rimontare dalla difesa sull'azione verticalissima orchestrata da Minniti, Ceccherini e Riccardo Pacini, e una torre di Pancella per nessuno su un calcio d'angolo di Santiago Palmini a rientrare. Da una situazione analoga, la ripresa iniziata da un quarto d'ora, nasce la rete che decide la partita: stavolta Pancella cerca direttamente il secondo palo, e lo trova con una traiettoria perfetta a scavalcare Dallai. Sulla ripresa del gioco la Cattolica costruisce subito l'occasione del possibile pareggio: lo manca Fossi, che invitato da Crini a entrare in area si serve della punta del mancino per anticipare l'uscita di Giorgetti e calcia dalla parte sbagliata del palo. La partita s'accende, la Cattolica ci riprova con una punizione di Cullhaj da sinistra: Andres stacca bene, Musa s'oppone in prossimità della linea. La Sestese replica costruendo l'occasione più limpida per il raddoppio: glielo nega Dallai opponendosi al destro d'Iuliucci, che sul filtrante di Gabriele Sostegni da destra s'era creato lo spazio per il tiro superando Peccini in tunnel. Se si fa eccezione per due ripartenze non finalizzate da Iuliucci, è l'ultima occasione da rete che la Sestese costruisce: l'inferiorità numerica (espulso Materassi per un fallo duro ma non così grave, poi insieme Gabriele Sostegni e Cullhaj) la costringe a difendere il vantaggio, che visto che Morozzi e Andres s'ostacolano all'interno dell'area di porta la Cattolica non riesce a scalfire neppure con l'ultima punizione calciata da Mugnaini nella mischia. Stavolta il recupero non consegna sorprese: la Sestese vince, vince per la quarta volta di fila, e dopo avergli mangiato due punti in un mese (addirittura il doppio al Fucecchio) si prepara a ospitare il Tau capolista. Sarà già il 2026, più o meno dopodomani.
Calciatoripiù: Pancella
segna la rete del successo, che la Sestese difende bene grazie all'ingresso d'Iuliucci e Stasi, preziosi nel tenere alto il baricentro quando scatta l'inferiorità numerica.
esseti
Giov. Fucecchio-Tau Calcio 1-1

GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi (86' Ciampalini), Federighi, BIONDI, Sica (89' Piazza), Dainelli, Sardelli, Salvadori N., Fogli (92' Battiloro), Romani, Lenzi (72' Masha). A disp.: Terri, Llanaj, Gjoni . All.: Citi Michele
TAU CALCIO: Ricci, Romanelli, Serafini, Bracaloni, Marzano, Rigacci (69' Giovannini), Moschini (62' MAtteucci), Pierucci (57' Gabbrielli), Giovannelli (89' Silla Da.), Sarnataro, Stondei (46' Pellegrini). A disp.: Mariotti, Guidi A., Silla Di., Cecchetti. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Emanuele Massai di Firenze
RETI: 6' Pierucci, 44' Sica
Più che le formazioni, in testa all'ultimo big match del 2025 dovrebbe esserci Ovidio, e considerato quant'amore si respira sugli spalti (abbondante la presenza femminile, e strappa un sorriso benevolo la madre d'uno dei calciatori, rosa il cappotto, quando dice (vado a salutare la mia nuorina), e il diminutivo è azzeccato, azzeccatissimo: la nuorina d'anni ne avrà sedici) sarebbe una scelta legittima: Tau e Fucecchio non possono vivere insieme ancora tanto a lungo, eppure a staccarsi fanno una gran fatica. Ne beneficiano lo spettacolo, nemico dei campionati decisi già a Natale, e la Sestese, che mangia due punti a entrambi e suggerisce che, in attesa d'affrontare il Tau per l'ultima d'andata, la lotta per il titolo sarà affare di tre. Dall'1-1 tre certezze trae il Fucecchio: anche se qualcosa le concede sul piano tecnico e sulla profondità della rosa, può confrontarsi alla pari con la squadra che l'anno scorso chiuse con ventitré punti in più; sulle corsie laterali, dove Borghi e soprattutto Sica viaggiano come telecomandati da Citi, di rivali ne ha poche; e ha una gran fortuna. Non esiste spiegazione diversa per i tre pali colpiti dal Tau, che da Massai si vede annullare anche una rete regolare (si stava 0-1, aveva segnato Giovannelli) e che in aggiunta fallisce almeno due occasioni enormi: in tutte e due la porta s'era spalancata davanti a Pellegrini, l'ex più atteso, che l'emozione della prima volta nel suo vecchio stadio contro i vecchi compagni la sente in ogni fibra. Una sua rete avrebbe distrutto l'equilibrio ricomposto da Sica alla fine d'un primo tempo marchiato quasi per intero dal vantaggio del Tau: dal fischio d'inizio sono trascorsi sei minuti scarsi nell'istante in cui Pierucci cattura sulla trequarti il pallone allontanato da Biondi e Federighi dopo una serie di rimpalli, lo controlla in palleggio e, lui mancino, col destro disegna un lob sopraffino e letale. Per reagire allo svantaggio il Fucecchio ha bisogno d'intaccare il quarto d'ora, poi al primo vero affondo confeziona subito un'occasione da rete: non la sfrutta Fogli, che sul lancio perfetto di Romani vince il duello fisico con Marzano, affonda da solo all'interno dell'area di rigore e angola pochissimo il destro rasoterra, neutralizzato da Jordan Ricci. Non segna neppure l'altro centravanti in campo, lui però incolpevole, incolpevolissimo: il destro di Giovannelli, che aveva calamitato il pallone respinto al limite dell'area di rigore dal rimpallo tra Federighi e Stondei, scorteccia la parte inferiore dell'incrocio dei pali. Il contraccolpo dell'enorme pericolo corso - lo svantaggio doppio avrebbe reso complicatissima la rimonta e quasi inevitabile la fuga del Tau - produce effetti per una decina di minuti almeno: di tanti ha bisogno il Fucecchio, che Citi veste col 3-5-2 (di Borghi e Sica s'è detto; in mezzo governa Niccolò Salvadori con la scorta di Sardelli e, eccellente, Romani; la leadership della difesa se la prende Federighi, Biondi e Dainelli i marcatori), per tornare a spingersi in avanti. Poi si chiude il primo quarto, e si capisce quale sarà la chiave del secondo: per la prima volta Borghi riesce a trovare lo spazio in cui sprintare nella corsia di competenza e sullo slancio crossa al centro, dove Fogli prima e Sardelli poi prolungano la traiettoria, sporcata dalla diagonale sontuosa con cui Romanelli impedisce a Niccolò Salvadori di battere a rete. È l'inizio della riscossa, che però potrebbe sbriciolarsi un paio di minuti prima della mezz'ora; e si sbriciolerebbe se Massai (le immagini lo condannano impietose, ma già in diretta s'era avuta la sensazione d'un errore d'interpretazione o di valutazione) convalidasse la rete che col mancino Giovannelli segna rasoterra dopo aver raccolto sul secondo palo la punizione di Bracaloni dalla trequarti sinistra, una rete da convalidare: è buona (sono buoni tutti, in fuorigioco non c'è nessuno) la posizione di partenza, buona di per sé, buona senza stare a interrogarsi sulla natura della spizzata di Niccolò Salvadori, se deviazione che non sana o giocata che sana. Digerita l'ingiustizia a un'altra punizione di Bracaloni, stavolta dal fronte opposto della trequarti (fallo di Federighi, ammonito, su Giovannelli), il Tau affida il tentativo che segue: neppure questo va a buon fine, troppo strozzato il tiro di Sarnataro sul cui mancino la ribattuta della difesa aveva depositato il pallone al limite dell'area di rigore. Si sa che il suo piede forte è il destro, quello da cui scaturisce il filtrante che avvia l'azione successiva, anche questa senz'esito: in scivolata Borghi allontana il traversone rasoterra di Moschini, che raccoglie la ribattuta e quasi dal fondo scarica verso il primo palo un tiro potente, ben neutralizzato da Buti (41'). Tutte queste occasioni non finalizzate per colpa un po' propria e un po' altrui non possono restare impunite; la sanzione arriva quando fa più male, il primo tempo prossimo a finire: Romanelli abbocca alla finta di Sica, che al vertice sinistro dell'area di porta aveva catturato il traversone di Borghi (non c'era arrivato Fogli, il cui movimento aveva tradito sia Marzano sia Rigacci) e che spostatosi il pallone dal mancino al destro lo scaraventa dalla parte buona del palo vicino. È la rete dell'1-1, che chiude il primo tempo e che avvia una ripresa diversissima: stavolta col mancino Sica prova subito a lasciarci un altro segno prima con un traversone sul filtrante di Francesco Lenzi (Pierucci allontana di testa, col destro di controbalzo Niccolò Salvadori conclude alto, 46'), poi con un diagonale rasoterra, di poco largo con deviazione (48'), infine con un tiro da una decina di metri favorito dallo sprint di Sardelli su Serafini (l'azione era partita da dietro, l'aveva impostata Biondi) e dallo scarico di Borghi a rimorchio (Jordan Ricci blocca, 52'). Il punteggio resta pari anche sul primo attacco del Tau nella ripresa: Giovannelli è bravo ad andare in pressione su Buti e a costringerlo a dare un pallonaccio a Dainelli, che lo perde nel contrasto con Pellegrini (aveva rilevato Stondei rimasto negli spogliatoi), meno bravo nel controllo prolungato che consente a Biondi d'allontanare (58'). Più che l'occasione successiva, che si chiude col destro di Gabbrielli (aveva appena rilevato Pierucci, acciaccato, e sceso a destra calcia con una prospettiva schiacciatissima) neutralizzato da Jordan Ricci sul filtrante di Sarnataro, è quella del 66' a ingigantire il rammarico del Tau: Bracaloni batte veloce la punizione che Federighi aveva concesso commettendo fallo su Matteucci (fuori Moschini) ai venti metri, in diagonale col destro in corsa Pellegrini colpisce la faccia interna del palo. Forse avrebbe dovuto servirsi dello stesso piede, quello forte, per capitalizzare il pallone che dall'insolita posizione d'ala destra Giovannelli gli serve a cinque metri dalla porta spalancata: è bruttarello, poco più d'una svirgolata, il tiro col mancino. L'occasione per il riscatto è immediata, l'innesco un filtrante di Matteucci: in uscita Buti neutralizza anche il terzo pericolo consecutivo. Il Fucecchio esce indenne anche dal quarto: sul destro di Giovannelli, che sul fronte sinistro d'attacco aveva vinto il pallone a Borghi e aveva violato l'area di rigore, lo salva di nuovo - è la terza volta - il palo (77'). Sul ribaltamento il Tau rischia tantissimo: esce d'un palmo il tiro sporco di Fogli, che sottoporta devia con lo stinco il traversone di Sardelli sceso a destra. L'1-1 sembra entrato nell'elenco delle cose eterne e immutabili, non lo scalfiscono neppure i due calci da fermo del Tau (sulla barriera la punizione di Pellegrini, in pedana da diciassette metri scarsi; alto il colpo di testa di Marzano sull'angolo di Bracaloni, a rientrare dalla bandiera destra) e le due azioni del Fucecchio (c'è sempre Fogli ad agire da pivot: alti i tiri sia di Biondi sia di Sica) con cui si chiude il tempo regolamentare; e tra le cose eterne e immutabili l'1-1 resta anche sull'azione che sigilla la partita, quella nata dal lancio fenomenale di Romani dal fronte sinistro della trequarti difensiva, alimentata dalla buca di Giovannini, che a metà ripresa aveva rilevato Rigacci e che manca l'intervento di testa, e cestinata da Battiloro, che era entrato da cento secondi (fuori Fogli) e che, solo Jordan Ricci come ostacolo, sprinta fino al limite dell'area di rigore da dove col destro calcia altissimo. Di perdere il Tau non avrebbe meritato, eppure al 94' (c'è tempo ancora per un diagonale di Pellegrini, troppo stretto sul filtrante di Sarnataro) di perdere ha avuto paura; è la conferma d'una delle tre certezze, la più pesante, che il Fucecchio trae da questa partita, che cioè nella lotta per il titolo ci sta comodissimo. Peraltro è bene che ci stia, e in qualche modo ce lo vuole anche il Tau, che ha scoperto di non poter vivere né con lui né senza di lui.
Calciatoripiù
: finché Pierucci, che al 6' aveva segnato lo 0-1 con un lob formidabile (aveva raddoppiato Giovannelli, cui Massai annulla una rete valida; i pali fanno il resto), non è costretto a uscire, il Tau mantiene il predominio della mediana. Nel nuovo equilibrio emergono Niccolò Salvadori e Romani; e il Fucecchio, che già s'era fatto preferire sulle fasce (l'azione dell'1-1, da esterno a esterno, ne è un esempio perfetto: traversone di Borghi, rete di Sica), legittima un pareggio che con sé porta molto più d'un punto.
Samuele Tofani
San Miniato-Settignanese -

SAN MINIATO: Giustarini, Burroni, Bernazzi, Cultrera, Mazzei, Ciacci, Lorenzetti, Carnesecchi, Bari, Pacciani, . A disp.: , , . All.:
SETTIGNANESE: Fontani, Salsi, Pratesi, Molinati, Djoni, Giappichini, Milli, Grassi, Burrini, Marfisi, Villetet. A disp.: Fallani, Preka, Sisti, Magnelli, Ciani, Fabbrizzi, Vultaggio, Montaperto, Failli. All.: Fani Filippo
ARBITRO: Angelo Cardeti di Arezzo

È lunga, scomoda e soprattutto inarrestabile la discesa verso la retrocessione cui il San Miniato è rassegnato ormai da tempo: per non rinunciare alla partita con la Settignanese (sarebbe stato il terzo rifiuto dopo le trasferte di Venturina e Seravezza: alla quarta scatta l'esclusione, e da giocare ci sono ancora sedici turni uno dei quali prevede un lungo viaggio direzione Cecina) deve accontentarsi di schierare dieci calciatori, uno solo dei quali, Lorenzetti, nato nel 2009; la presenza di Ciacci, portiere classe 2011, tra i calciatori di movimento è l'altro segnale chiaro d'un momento difficilissimo che dura ormai da mesi. Per la quarta volta (era già successo con Tau, Fucecchio e Sestese) il passivo si descrive con una cifra doppia: da Siena infatti la Settignanese torna con uno 0-13 che, guardando all'essenziale, le consente di scavalcare la Floria e scappare dalla zona retrocessione. Il protagonista principale della domenica è Burrini, che di reti ne segna tre (in stagione sono nove), una in più sia di Villetet sia del neoacquisto Fabbrizzi, appena arrivato dal Fiesole; Milli, Giappichini, Grassi, Salsi, Vultaggio e Marfisi contribuiscono a dar forma a un successo le cui dimensioni l'esistenza del campionato d'élite avrebbe dovuto scongiurare.


Venturina-Scandicci 1-2

VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Tosi, Galbiati, Casoli, Mezzetti, Nista, Bologna. A disp.: Galli, Messina, Panichi, Priore, Tassi, Tognazzi, Vigano, Monaci, Guazzini. All.: Bucciantini Fabio
SCANDICCI: Izzo, Baroncelli Lancisi, Nannoni, Salvadori, Belli, Morosino, Drago, Galletti, Bagala, Lodovisi, Focardi. A disp.: Pesci, Torracchi, Nocentini, Brandani, Bini, Kurti, Gjonaj, Boli, Catarzi. All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Antonio Lorenzo Costantino di Grosseto
RETI: 20' Drago, 38' Bagala, 65' Lenci
A meno di sorprese dovrà accontentarsi di lottare per la coppa, e sarà comunque un bell'accontentarsi considerato quanto ci volle l'anno scorso per consolidare la salvezza; un po' però il Venturina resta male per la sconfitta, la quarta stagionale, che gli fa perdere contatto dal trio di testa e concede l'aggancio alla Lastrigiana. È opposto l'umore dello Scandicci, che vince (1-2) per la seconda volta in trasferta (la prima però conta il giusto: era arrivata a Siena contro il San Miniato, che ha perso con tutte le avversarie) e prende le distanze da una zona che non gli compete. Funzionano le scelte di Bernocchi, che mantiene intatto il sistema canonico con due ali molto larghe (Drago e Bagalà, a segno entrambi) di supporto a Focardi, preferito a Nocentini, davanti a un trio inedito: per l'assenza contestuale di Borchi, Talbi e Andrei e la necessità d'arretrare Gabriele Salvadori in posizione di terzino destro (anche se figura in panchina Torracchi non è disponibile) a centrocampo giocano Galletti, Belli e Lodovisi. L'impianto è buono, il Venturina finisce in apnea sui cambi di gioco che lo costringono ad allargarsi per tamponare le corsie laterali, e alla fine del primo quarto si ritrova in svantaggio: dal limite dell'area di porta (non incolpevole Kohler, che poteva uscire) in rovesciata segna Drago dopo aver controllato di testa la rimessa laterale di Nannoni prolungata dalla spizzata di Focardi. Lo 0-1 fa sbandare il Venturina, che affida la propria reazione giusto a un'incursione di Galbiati rimasta senza esito e che al 38' subisce la rete del raddoppio: è letale il colpo di testa di Bagalà sul traversone di Belli, che aveva crossato morbido col mancino. L'azione l'aveva avviata l'ennesimo lancio perfetto di Lodovisi, che un paio di minuti più tardi confeziona un'altra occasione preziosa: non la sfrutta Focardi, che perdendo un tempo di gioco deve accontentarsi della sponda per Drago, al tiro alto dai sedici metri. Dunque il parziale resta 0-2, e nel recupero il Venturina costruisce un'occasione tripla per accorciare: non ci riescono né Galbiati né Nista, ostacolati dalla difesa in prossimità della porta dalla quale Izzo era uscito, né infine Bologna, che conclude l'azione calciando altissimo. Resta senza esito anche l'occasione che introduce la ripresa: sfila a lato di mezza spanna il diagonale che Nista scocca verso il palo lontano. Della pressione degli avversari lo Scandicci si preoccupa, e la preoccupazione prova a scacciarla nell'unico modo possibile: il tris glielo negano Kohler, che in tuffo s'oppone a un tiro di Lodovisi da una ventina di metri, e poi il muro che s'alza sul tentativo di Galletti a colpo quasi sicuro. Le due occasioni non sfruttate rischiano di pesare: nell'istante in cui il terzo quarto sta per concludersi Lenci segna l'1-2 correggendo di testa un calcio d'angolo teso. Lo aveva battuto Priore, che subito cerca il pari e lo manca: tiro appena alto. Di qui all'ultimo fischio di Schettini (direzione eccellente) lo Scandicci non rischia più, perché né Tognazzi né Monaci riescono a intercettare i palloni catapultati all'interno dell'area di rigore: anche se lunga, la strada di ritorno dal mare è finalmente ricca solo di pensieri positivi.
Calciatoripiù: Da Frassini, Lenci
(Venturina), Drago, Bagalà, Galletti, Belli e Lodovisi (Scandicci).