Cattolica Virtus-Floria 2-3
CATTOLICA VIRTUS: Dallai, De Sa, Pagnotta, Mugnaini, Chirinos, Lazzerini M., Zini, Zangarelli, Andres, Fossi I., Crini. A disp.: Bracci, Lazzerini C., Morozzi, Peccini, Scatuzzi, Stiacci, Tapinassi, De La Cruz . All.: Fraccone Marco
FLORIA: Servi, Bautista, Carrai, Sordini, Fibbi, Lafsahi, Piccini, Riccucci, Martini, Guarducci, Batelli. A disp.: Lagattolla, Santoro, Bitossi, Macaluso, Morales, Bettarelli, Laaroussi, Landi, Sophie. All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Alfredo Bianchi di Valdarno
RETI: 33' Andres, 45' Martini, 50' Andres, 60' Landi, 65' Sordini
Passare Natale e Capodanno all'inferno è stato così orribile che da laggiù la Floria ha tratto le energie per strappare il risultato a sorpresa della prima del 2026: il suo girone d'andata si conclude con la vittoria in rimonta sulla Cattolica Virtus, che dopo esser stata due volte in vantaggio e aver sbagliato il quinto rigore stagionale (stavolta lo calcia Andres, che così manca la tripletta) esce sconfitta 2-3. Un dato soprattutto incide in negativo sulla sua rincorsa a un posto in coppa, adesso distante addirittura nove punti: delle ultime quattro partite a Soffiano, una volta fortino quasi inespugnabile, ne ha perse tre. Stavolta le premesse sembravano suggerire un finale diverso: dopo mezz'ora scarica d'emozioni Andres sblocca il punteggio raccogliendo la respinta di Servi, che s'era opposto a Fossi (da lontano ci aveva già provato al 24', traiettoria di poco alta) portato in pedana dalla pressione alta di Zini rifinita dal filtrante di Crini (33'). Colpita dallo svantaggio la Floria, che cinque minuti prima aveva provato a pungere col traversone di Martini allontanato da Dallai (attenta la difesa della Cattolica, che ritrova Chirinos Calderon, nell'anticipo su Batelli), sbanda e rischia di compromettere la propria partita: ce la tiene agganciata Servi, che con la prima parata superlativa d'una serie infinita s'oppone alla volée di Zangarelli, al tiro sul traversone mancino di Fossi allontanato corto da Fibbi. Considerato l'insieme delle premesse, si capisce come mai per tanti il pareggio all'ultima azione del primo tempo risulta inaspettato; lo è meno se si tiene presente la qualità di Martini, che partito in posizione sospetta (forse fuorigioco? Bianchi dice che è tutto buono) sul lancio di Lafsahi supera Dallai in uscita. È l'1-1, parziale che regge giusto per la pausa: al riavvio la Cattolica torna avanti con la seconda rete d'Andres, il cui mancino devia in porta il traversone disegnato da Peccini dopo lo sprint a sinistra. Al nuovo svantaggio stavolta la Floria reagisce subito: dal 2-1 sono trascorsi dieci minuti esatti nel momento in cui Mugnaini manca il rinvio al limite della propria area di rigore e concede a Martini di scattare fino all'ultima linea; da qui arriva il traversone basso per Lapo Landi, che - azzeccata l'intuizione d'Alessi, che lo aveva inserito una manciata di minuti prima - anticipa Dallai e fa 2-2. Nel giro di cinque minuti la rimonta si completa, si completa perché al cattivo rapporto con la sorte (servito da Zangarelli, da lontano Mugnaini coglie la traversa) la Cattolica aggiunge una certa imperizia in fase difensiva: nessuno riesce a sciogliere la mischia che, nata da una punizione di Piccini dalla trequarti sinistra, Sordini trasforma nel 2-3. Il terzo quarto s'è appena chiuso, e per la prima volta dall'inizio della partita la Cattolica si trova a rincorrere; la rincorsa rischia di farsi impossibile sul contropiede di Lapo Landi, che però s'allarga troppo a sinistra e calciando alto manca la doppietta (71'). È l'episodio che avvia un finale incandescente, nel quale spicca un protagonista per distacco: Servi prosegue la propria mattinata da campione opponendosi (e, superlativo, con le gambe trattiene il pallone impedendo la ribattuta) in uscita a Crini, che sul filtrante di Morozzi gli s'era presentato davanti. Lo show prosegue sul rigore, contestatissimo dalla Floria, che Bianchi assegna per un fallo di mano di Sordini: Andres, che aveva mirato al sette, se lo vede parare con la mano di richiamo. Sprecate queste due occasioni gigantesche, la Cattolica continua ad attaccare, ora però molto più disordinata; e continuando ad attaccare con meno ordine si presta alle ripartenze avversarie: è clamorosa, solo Dallai l'ostacolo, quella sprecata da Lafsahi, che anziché servire Bitossi pronto ad accompagnare il pallone nella porta spalancata cerca la soluzione personale e colpisce il palo. Sul ribaltamento la tifoseria della Floria trema: la fa respirare Servi, di nuovo decisivo - stavolta col piede - sul destro di Fossi a colpo sicuro. È il sigillo sul 2-3: aggrappandosi al proprio portiere la Floria torna a vincere in trasferta (finora c'era riuscita soltanto a Siena, in casa del San Miniato), e approfittando della sconfitta della Settignanese se la spinge alle spalle, gesto fondamentale per scappare dalla zona retrocessione.
Calciatoripiù: peccato per il rigore sbagliato, che fa finire un po' in ombra la doppietta e le reti numero sei e sette in campionato. Se l'avesse segnato
Andres sarebbe di nuovo stato l'eroe della Cattolica Virtus, e invece sbatte su
Servi, protagonista assoluto con quattro parate stratosferiche. Con lui la scena se la prende
Martini, che segna la rete dell'1-1 e con i propri movimenti crea spazi ottimi per l'inserimento dei compagni di reparto: ne approfitta soprattutto
Lapo Landi, il cui ingresso dalla panchina è fondamentale per la rimonta della Floria.
esseti
Seravezza-Capezzano Pianore 1-1
SERAVEZZA: Mazzantini, Casolare, Gatti, Mingazzini, Benedetti, Privitera, Launari, Giannini, Ottaviano, Intaschi, Beltrano. A disp.: Taricco, Bertoni, Frediani, Sgado, Balestracci, D Andrea, De Angeli, Coppola . All.: Trifoni Pierfederico
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Satini, Navari, Bellandi, Quilici, Neri, Cioffi, Lamperi, Fialdini, Mbaye, Lenzi. A disp.: Corsini, Coluccini, Querin E., Quiriconi, Bianchi, Giorgi, Boraschi, Querin A., Chabou. All.: Corrado Marco
ARBITRO: Tommaso Di Sacco di Pisa
RETI: 40' Intaschi, 41' Fialdini
Fa più comodo al Seravezza, che alla zona retrocessione mostra un +4, anche se considerato il contesto (alle tante difficoltà vissute tra l'autunno e l'inizio dell'inverno s'aggiunge la necessità di rimontare lo svantaggio) l'1-1 può vestir bene anche al Capezzano: si chiude senza troppe recriminazioni il derby della Versilia, deciso da due reti nel giro d'un minuto scarso. Per segnarle le due squadre hanno bisogno di far scorrere quasi tutto il primo tempo, nel quale per una quarantina di minuti riescono a rendersi pericolose soltanto una volta a testa: attaccando sulla corsia destra inizia il Seravezza con la fuga di Launari condita dallo scarico per Ottaviano, cui solo una deviazione sottoporta nega la rete del vantaggio dopo cinque minuti; alla fine del primo quarto il Capezzano replica con Cioffi, che sull'uscita di Michael Mazzantini calcia col mancino a lato d'un paio di spanne. Segue, il primo tempo quasi esaurito, la seconda occasione per il Seravezza, che stavolta passa; passa perché di nuovo Launari trova spazio a destra, di nuovo raggiunge l'ultima linea e di nuovo serve il pallone a rimorchio: ora sul primo palo ha tagliato Intaschi, che di prima segna l'1-0. L'esultanza dura giusto il tempo di riportare il pallone in mediana: sulla ripresa del gioco la difesa del Seravezza non riesce a ostacolare la progressione d'Youssef Mbaye, che servendoglielo perfetto dalla corsia sinistra consente a Fialdini di scaricare in porta il pallone dopo averlo addomesticato. È la rete dell'1-1, punteggio che regge fino alla fine: solo all'85' il Seravezza prova a smontarlo con una ripartenza alimentata dal filtrante di Beltrano e non rifinita da D'Andrea, il cui diagonale sferrato col mancino esce dalla parte sbagliata del palo. Il Capezzano respira, respira perché perdere un derby fa sempre malissimo, respira anche se la sua classifica resta bruttarella, respira perché davanti non è che nessuno corra granché forte, e basta indovinare due partite di fila per tornare in corsa per la salvezza.
Calciatoripiù: Intaschi, Launari (Seravezza),
Bellandi, Youssef Mbaye e
Fialdini (Capezzano P.).
esseti
Settignanese-Oltrera 1-2
SETTIGNANESE: Fontani, Salsi, Magnelli, Molinati, Djoni, Preka, Cinatti, Grassi, Burrini, Marfisi, Fabbrizzi. A disp.: De Fazio, Tozzi, Sisti, Milli, Ciani, Vultaggio, Villetet, Montaperto . All.: Fani Filippo
OLTRERA: Bullari, Landi, Sostegni, Casiero, Kamal, Clemente, Scarnicci, Campana, Celestre, Tani, Cecchi. A disp.: Faggioli, Matteoli, Franchi, Chick, Cappagli, Asmodeo, Mocanu, Paffi, Pratelli. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Giulia Cioffi di Pistoia
RETI: 21' Tani, 27' Grassi, 60' Kamal
Piange la Settignanese, piange per la frustrazione, la rabbia, il dispiacere e un po' di paura che torna ad attanagliarla; piange perché ha giocato alla pari contro l'Oltrera, e però è uscita sconfitta 1-2; e uscendo sconfitta si ritrova di nuovo immersa nelle brutture della zona retrocessione, dove la spedisce la vittoria inattesa della Floria a Soffiano. Già l'avvio suggerisce che non sarà la classica partita tra due squadre che occupano posizioni tanto diverse e tanto diverse coltivano le ambizioni: è vero che in avvio l'Oltrera si rende pericolosa con Filippo Tani (buon mancino, pallone a lato) e con Scarnicci, che sugli sviluppi d'una punizione chiama Fontani all'ennesima parata complicata d'un girone in cui è stato sollecitato sovente; da parte sua la Settignanese pareggia il conto delle occasioni con il neoinnesto Cinatti, ex Affrico ed ex Fiesole (sontuoso Bullari coi piedi), e con Burrini, che sull'invito di Fabbrizzi, altra new entry, deposita il pallone a lato da posizione favorevolissima (20'). In tavola il conto della poca precisione sottoporta arriva subito: sulla punizione di Scarnicci la difesa della Settignanese s'addormenta, e consente a Kevin Sostegni di giocare di sponda sul secondo palo per la volée vincente di Filippo Tani. È lo 0-1, che regge giusto sei minuti: anche la Settignanese segna sugli sviluppi d'un pallone inattivo, stavolta un calcio d'angolo allontanato dalla difesa, rimesso dentro da Salsi e deviato in porta da Grassi dopo la parata di Bullari sul tiro di Fabbrizzi. L'1-1 guada intatto la pausa, anche perché Giulia Cioffi commette l'unico errore d'una partita altrimenti perfetta non accorgendosi che, quando Campana intercetta il rinvio sbagliato di Fontani e di testa verticalizza subito per Filippo Tani, la difesa della Settignanese non era salita in tempo: doveva essere convalidata la rete del nuovo vantaggio dell'Oltrera, per il quale c'è da attendere il quarto d'ora della ripresa e un altro schema chiamato da Scarnicci, stavolta su calcio d'angolo, e finalizzato da Kamal con un tocco imprecisato tra testa e spalla. Sotto 1-2, la Settignanese rischia la capitolazione anticipata su una fuga di Filippo Tani a sinistra (pallone a lato) e poi si lancia all'attacco alla ricerca d'un pari che meriterebbe: glielo nega Bullari decisivo su Burrini, che un traversone condito da un paio di lisci aveva liberato al limite dell'area di porta. È l'ennesimo episodio che premia l'Oltrera, di nuovo quinta, e condanna la Settignanese, che esce sconfitta senza troppa colpa e che, di nuovo invischiata nelle zone brutte, chiude il girone d'andata consapevole che la situazione del San Miniato rende la sua media, un punto esatto a partita, insufficiente per la salvezza.
Calciatoripiù: nella vittoria dell'Oltrera le parate di
Bullari sono decisive quanto la rete di
Kamal, che piega la Settignanese ora aggrappata ai nuovi innesti, a partire da
Cinatti.
esseti
Tau Calcio-Sestese 1-1
TAU CALCIO: Ricci, Romanelli, Serafini, Gabbrielli, Marzano, Rigacci, Moschini, Pierucci, Giovannelli, Sarnataro, Pellegrini. A disp.: Mariotti, Guidi A., Giovannini, Goxhaj, Niccolai J., Silla Da., Hussey, Cecchetti, Bonelli. All.: Paoletti Luca
SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Stasi, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Notari, Palmini, Durgoni. A disp.: Faggi, Guidi, Martinelli, Dervishi, Paci, Pacini, Taddei, Bellini, Iuliucci. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Federico Marroni di Pisa
RETI: 36' Giovannelli, 55' Pancella
Attratti dalla fama e dal fascino della Monna Lisa, tanti di coloro che visitando il Louvre escono dalla Salle des États neppure s'accorgono d'essersi lasciati alle spalle un dipinto di dieci metri per quasi sette, e non d'un soggetto dimenticabile: c'è raffigurato un signore, forse più noto con l'articolo determinativo e l'iniziale maiuscola, che salva un matrimonio trasformando l'acqua in vino. Eppure, nonostante le dimensioni e il soggetto, delle Nozze di Cana del Veronese ci si ricorda solo perché è qui che guarda la Monna Lisa, tanto contano la fama e il fascino. Tanto contano la fama delle squadre e il fascino della partita che solo una volta usciti dalla prima domenica mattina del 2026 (breve, troppo breve la sosta) ci si ricorda che l'1-1 scaturito dal duello tra Tau e Sestese conta non solo in sé, ma anche per quello che gli si riflette davanti: conta cioè anche perché il Fucecchio scappa davanti a tutt'e due, e chiude il girone d'andata fregiandosi del titolo di campione d'inverno. Eppure fino all'ora di pranzo le decine di spettatori (tifosi, appassionati, tecnici, esperti d'arte: se n'apprezza molta) accorsi ad Altopascio della partita della Guardiana neppure si ricordano, quasi come se il destino del campionato passasse soltanto da ciò che si squaderna davanti a loro. È chiaro che è un errore, un errore però giustificatissimo: i ritmi elevati, l'enorme talento dei protagonisti, la bravura dei due allenatori e le dozzine d'episodi contestati rendono impossibile distrarsi dal big match anche solo per controllare sullo smartphone se il Fucecchio vince o no (vince, vince). Non ci si può distrarre neppure in avvio, neppure per ratificare ciò che si sospettava già alla vigilia, che cioè le due squadre si schierano col medesimo sistema (non modulo, tantomeno schema: sistema), il 4-3-1-2 che vive dell'estro di Sarnataro e di Santiago Palmini chiamati a galleggiare tra le linee; non ci si può distrarre perché al Tau bastano quattro minuti scarsi per notificare ciò che era stato evidente già a Fucecchio, e cioè che con i legni non c'è un gran rapporto: si schianta sulla base del palo lontano il diagonale che il mancino improvviso di Pierucci sferra rasoterra da una ventina di metri. È il primo pericolo corso dalla Sestese, che nel giro d'un minuto sobbalza un'altra volta, e un'altra volta si salva: esce a lato di due metri il destro di Pellegrini (Paoletti sceglie lui, Bonelli parte in panchina), che anziché affondare in area di rigore calcia dal limite destro, dove l'aveva pescato Sarnataro sul triangolo con Giovannelli. La poca fortuna in fase di finalizzazione il Tau rischia di pagarla quasi subito, perché nel tentativo d'anticipare Pancella (lo soffre, e lo soffrirà per tutta la partita) in prossimità della mediana l'ex Marzano senza volerlo lancia Notari spalancandogli la strada verso la porta: la protegge Jordan Ricci, che con un tuffo strepitoso neutralizza il destro con cui si chiude lo sprint d'una trentina di metri. Ringraziato il proprio portiere per aver evitato uno svantaggio altrimenti certo, il Tau riprende a respirare e confeziona subito un'altra occasione per portarsi avanti: con ruoli diversi c'entrano di nuovo Notari, che sulla trequarti difensiva si fa anticipare vanificando il rilancio con cui Ceccherini aveva spezzato la pressione portata da Sarnataro e Pierucci, e Marzano, che imbastisce l'azione offensiva tornando a sinistra per premiare la sovrapposizione di Serafini; il manuale è chiaro, la sovrapposizione dei terzini si chiude con un traversone: è un traversone perfetto per la testa di Giovannelli, che stacca da solo e devia alto (10'). Nove minuti più tardi e un centinaio di metri più in là è identico l'esito del tiro che col destro Ceccherini, regista che non ha perso le buone abitudini e i tempi d'inserimento della mezzala che era, scarica dal vertice destro dell'area di porta dopo aver avviato l'azione con un'apertura laterale: l'aveva raccolta Durgoni, il cui cross Santiago Palmini aveva ripulito con una sorta di sponda in acrobazia. L'episodio avvia il quarto d'ora in cui la Sestese si fa preferire, e si fa preferire perché prende il sopravvento in mediana; sono proprio i suoi tre centrocampisti, tutti e tre autori d'una prova superlativa (davanti a loro faticano tantissimo Moschini, Gabbrielli e Pierucci), a entrare nell'occasione successiva: Stasi sottrae il pallone a Romanelli in prossimità del limite destro dell'area di rigore, scambia con Ceccherini e giocando in orizzontale invita a calciare Durgoni, il cui destro incrociato rasoterra esce dalla parte sbagliata del palo lontano solo per effetto d'una deviazione. Ne nasce, e resta senza esito, uno dei tre calci d'angolo (alla fine saranno sette) che la Sestese conquista nel corso del primo tempo; ne manca uno al Tau, che avrebbe dovuto beneficiarne dopo la parata di Giorgetti sull'interno mancino di Pellegrini innescato da Giovannelli: non era fuorigioco, non l'unico - più che un eufemismo - mal giudicato da Marroni (34'). Della sua decisione successiva si lamenta la Sestese, e ha ragione a lamentarsi, perché dal possibile rigore a favore si ritrova - per colpa propria - in svantaggio 0-1. A cavallo tra il 35' e il 36', infatti, s'inseguono due episodi decisivi nelle due aree di rigore: d'entrambi protagonista è Giovannelli, che nella propria s'oppone col braccio largo al colpo di testa di Stasi sull'angolo di Santiago Palmini (aveva crossato a rientrare dalla bandiera destra) respinto da Jordan Ricci coi pugni e in quella avversaria va in pressione su Giorgetti, coinvolto in un possesso innocuo dal retropassaggio di Riboli, tanto da indurlo all'errore, e dell'errore approfittare per accompagnare il pallone nella porta rimasta incustodita. Dunque alla fine d'un primo tempo quasi perfetto la Sestese si ritrova in svantaggio un po' per sfortuna (se Marroni avesse fischiato il rigore, Riboli non avrebbe avuto bisogno d'alleggerire verso Giorgetti) e un po' per colpa, e il mix le fa così male da portarla a concedere un'altra occasione: non la sfrutta Sarnataro, che pur anticipando Riboli e Musa sul traversone rasoterra di Giovannelli defilatosi in posizione d'ala sinistra (tagliato fuori dal filtrante di Gabbrielli, Minniti decide di non affondare il tackle: troppo rischioso in quella zona) dal limite dell'area di porta calcia centrale con la punta del mancino. Giorgetti blocca il pallone, così come lo blocca Jordan Ricci sul destro di Notari ispirato da Durgoni, che era andato via a Serafini con un'azione di sfondamento: è una parata inutile, subito prima d'avviare la pausa (quello doppio, verrebbe da dire con solo un pizzico di cattiveria, è l'unico fischio giusto del primo tempo: al riavvio andrà un po' meglio) Marroni sanziona l'ennesimo fuorigioco che non c'è. Per pareggiare la Sestese ha bisogno della ripresa, subito intaccata da un'occasione potenziale: la confezionano due dei suoi interpreti migliori, Stasi dalla bandiera con un angolo battuto a uscire e Ceccherini, che col destro in girata calcia alto. A costruire l'azione che segue, quella decisiva, è il terzo del trio di centrocampo: sulla verticalizzazione di Musa dalle retrovie è Durgoni a premiare il taglio di Pancella, che sullo sprint passa in mezzo a Rigacci e a Marzano e con la punta del piede destro tocca il pallone quanto basta per farlo passare tra le gambe di Jordan Ricci, indeciso se uscire o no. Raggiunto sull'1-1 il Tau ora annaspa, e fatica a respirare anche quando dalla panchina Paoletti prova a cambiare qualcosa dalla mediana in su: uscito Moschini, in ombra, Sarnataro s'abbassa in posizione di mezzala destra e lascia la trequarti a Jacopo Niccolai, che agisce dietro a Giovannelli e a Bonelli (fuori Pellegrini). Meglio di tutti però entra Iuliucci (fuori Notari), che veste altri colori: è lui a creare le due occasioni migliori per il vantaggio della Sestese con un mancino sul palo dal vertice destro dell'area di rigore (va bene a Jordan Ricci, che aveva battezzato il pallone ben più fuori) e sulla millesima verticalizzazione di Ceccherini con l'apertura per Riccardo Pacini (aveva rilevato Santiago Palmini), che si fa ingolosire dallo specchio e anziché servire Pancella smarcato a sinistra calcia centrale da quindici metri. Dunque si resta pari, e ci si resta anche dopo l'ultima azione, quella che dopo tanto soffrire vede il Tau fermarsi a un metro dal nuovo vantaggio: senza volerlo glielo nega Jacopo Niccolai (peraltro in posizione di fuorigioco: inutile la successiva battuta a rete), che si trova sulla traiettoria del mancino di Davide Silla (aveva rilevato Pierucci) portato in pedana dal triangolo tra Sarnataro e Bonelli (91'). La Sestese si salva, ed è giusto che si salvi; anche perché, mentre ci si ricorda di voltarsi per vedere quant'è gigantesco il Fucecchio, finito così il girone d'andata il fascino e il mistero di questo campionato si fanno irresistibili.
Calciatoripiù: dalle sovrapposizioni di
Serafini nascono buona parte delle certezze del Tau, che passa in vantaggio grazie alla ferocia di
Giovannelli; la sua rete la pareggia l'undicesima stagionale di
Pancella, servito sullo scatto da un lancio magnifico di
Durgoni. È lui il migliore in assoluto, una spanna (ma giusto una) più brillante di
Stasi e
Ceccherini, che con lui formano un centrocampo stellare.
Samuele Tofani
Pietrasanta-Venturina 0-2
PIETRASANTA: Dini, Poltronieri, Puccinelli, Dezulian, Tonini, Karafili, Benassi, Angeli, Remorini, Laboti, Di Bianco. A disp.: Pennucci, Petacchi, Ramacciotti, Cresci, Fialdini, Cianelli, Bacci . All.: Lazzarini Alessandro
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Priore, Guazzelli, Mezzetti, Nista, Messina, Vigano. A disp.: Leoni, Guazzini, Tognazzi, Tassi, Tosi, Panichi, Monaci, Galbiati, Casoli. All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Martina Lorini di Viareggio
RETI: 20' Nista, 66' Da Frassini
La scorsa estate pensava di doversi confrontare con la Settignanese, alla fine del girone d'andata pigia a ridosso della Sestese: se per Indiana Jones a pesare non erano gli anni ma i chilometri, per il Venturina non sono i chilometri, pochi, ma i punti, tanti. La nona vittoria in campionato gli consente infatti di girare a quota ventinove, ben saldo in quarta posizione e non così lontano dal podio; fa ben altri conti il Pietrasanta, che sa che nel girone di ritorno dovrà combattere ogni settimana per rimanere fuori dalla bagarre attesa intorno alla terzultima posizione. Per farlo dovrà abbinare al buon approccio mostrato anche in quest'occasione un po' di concretezza in più in fase offensiva e soprattutto maggior resistenza nell'ultimo quarto, quando fatica a trovare le energie per contenere gli avversari più freschi, soprattutto quelli entrati dalla panchina. Vive una partita diversa invece il Venturina, diversa perché parte un po' più piano (rischia zero, anche se tra le linee Benassi prova a farlo dannare) e passa a metà primo tempo, non appena accelera: segna Nista, che dopo aver recuperato il pallone in pressione alta lo protegge dal rientro dei centrali avversari e di collo sferra un diagonale imparabile sul palo lontano. In svantaggio alla prima occasione concessa, il Pietrasanta affida il proprio contrattacco a Di Bianco, cui non mancano né le idee né la volontà, giusto qualche centimetro nella mira: escono di pochissimo il suo tiro da una ventina di metri e il suo colpo di testa sottoporta. Di fatto verso il proprio specchio il Venturina, che intorno alla mezz'ora si presenta due volte in area di rigore con Viganò e Mezzetti (la difesa mura), vede il pallone rotolare soltanto su un'incomprensione tra De Angeli, che di testa cerca aiuto facile all'indietro, e Kohler, che gli s'era fatto incontro e che però è rapido nel recuperare la posizione per sventare sia il tentativo d'autorete sia l'eventuale inserimento degli avanti avversari. Più canonica è la parata che in chiusura di tempo deve sfoderare Dini sul tiro di Guazzelli, che di controbalzo cerca la porta da una ventina di metri: risposta efficace, tra le due squadre lo scarto resta minimo. Perché aumenti è necessario entrare a fondo nella ripresa: sta per cominciare l'ultimo quarto sul calcio d'angolo che Tosi crossa a centro area e che, sull'uscita mancata da Dini, Da Frassini (settima rete stagionale, numeri eccezionali per un difensore centrale a metà campionato) converte nello 0-2. Anche se all'ultimo fischio di Martina Lorini (perfetta) manca molto, è un colpo cui il Pietrasanta non riesce a reagire: solo la traversa (avrebbe potuto essere doppietta per Nista, 77'), la mira di Galbiati imprecisa di pochissimo e le tre parate con cui Dini s'oppone a Lenci, Casoli e Monaci negano il tris al Venturina, cui però per consolarsi è sufficiente dare un'occhiata a una classifica stellare.
Calciatoripiù: Benassi (Pietrasanta),
Lolini e
Nista (Venturina).
esseti
Lastrigiana-Giov. Fucecchio 0-3
LASTRIGIANA: Pratolini, Gibbino, Del Giudice, Brusciano, Desideri, Scarselli, Gueye, Palmini, Taoufik, Pietrosanti, Nencini. A disp.: Di Mauro, Cappiardi, Baggiani, Straccali, Tarantino, Cantini, Resuttana, Lupi . All.: Fabio Zuccaro
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Federighi, Masha, Sica, Dainelli, Sardelli, Salvadori N., Fogli, Romani, Lenzi. A disp.: Tacchi, BIONDI, Ciampalini, Collura, Capocchi, Battiloro, Llanaj, Orsucci. All.: Citi Michele
ARBITRO: Andrea Tripodi di Empoli
RETI: 24' Federighi, 56' Lenzi, 84' Borghi
Meglio di così non poteva cominciare l'anno del Fucecchio, che battendo 0-3 la Lastrigiana conquista i tre punti e, complice il pari nel big match d'Altopascio, la vetta solitaria al giro di boa. Già dall'avvio si nota un Fucecchio intraprendente, nelle sue mani sempre il pallino: il pressing asfissiante a centrocampo causa frequenti errori alla Lastrigiana, che però in avvio si schiera tanto bene da lasciare solo il tiro da fuori come soluzione. Per la prima occasione bisogna attendere il quarto d'ora: il tiro di Masha dalla distanza esce largo, non di molto. Al secondo tentativo, originato da una punizione che l'ex Fogli conquista sulla trequarti, il Fucecchio passa: funziona lo schema che porta all'esecuzione corta, Niccolò Salvadori entra in area e mette in mezzo un cross radente che Federighi devia in rete. Trovato lo 0-1 il Fucecchio continua a cercare Fogli, che risponde presente attirando i difensori verso di sé e lasciando spazio alle incursioni dei compagni: è lui il protagonista dell'azione che al 33' lo vede partire da centrocampo, entrare in area da sinistra e servire Sica, il cui tiro sul primo palo Pratolini para. Il portiere biancorosso è protagonista ancora poco dopo, quando chiude lo specchio a Sardelli in uscita: grande parata. La Lastrigiana rischia anche all'ultimo minuto del primo tempo: con un gran pallone Fogli premia l'incursione di Niccolò Salvadori, opponendosi al quale Gibbino evita guai peggiori. È l'ultima occasione del primo tempo, cui segue una ripresa nella quale il copione non cambia, il Fucecchio ci mette solo undici minuti a trovare il raddoppio: Tripodi punisce col rigore un contratto tra Brusciano e Sardelli, sul dischetto si presenta Francesco Lenzi, che apre il destro e spiazza Pratolini. Sotto 0-2, la Lastrigiana ha bisogno di arrivare al 63' per confezionare la prima occasione: sul traversone che Baggiani disegna sul secondo palo, dentro l'area di porta, si avventa Brusciano, che però non riesce a calciare con forza; il pallone rimane lì per Lupi, che di controbalzo calcia alto. Dimenticato il pericolo, il Fucecchio torna ad attaccare con Fogli, bravo a sfruttare il proprio marcatore usandolo come perno per girarsi sulla trequarti: lo sprint fino al limite si chiude con un tiro fuori di poco. Il definitivo 0-3 arriva all'84', sugli sviluppi di un contropiede a seguito di un calcio d'angolo per la Lastrigiana: Borghi scappa, resiste a Cantini e, arrivato al limite dell'area, con un tiro angolato anticipa l'uscita di Pratolini e segna il più classico dei gol dell'ex. Cerca il gol della bandiera la Lastrigiana e ci va vicina un minuto dopo aver subito lo 0-3: Desideri si spinge al limite ed effettua un cross che diventa un tiro diretto contro la traversa; raccoglie Baggiani cui s'oppone Buti, di nuovo reattivo sulla rovesciata (centrale) di Taoufik. La Lastrigiana ci riprova al 90': al limite dell'area Taoufik scarica a Baggiani, che libera il mancino e sbatte di nuovo su Buti, attento anche sulla ribattuta di Desideri da 25 metri. C'è tempo ancora per l'ultima occasione per il Fucecchio, vicino al poker con Llanaj, sul cui diagonale in contropiede s'oppone Pratolini. È l'ultimo atto: il Fucecchio chiude il girone d'andata davanti a tutti. Ora rincorrere tocca alle altre.
Calciatoripiù: Sardelli, Fogli, Federighi (Giov.Fucecchio),
Del Giudice, Lupi (Lastrigiana).
Giacomo Bargagni
Scandicci-Aquila Montevarchi 2-2
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Catarzi, Salvadori, Baroncelli Lancisi, Morosino, Lodovisi, Belli, Focardi, Bagala, Drago. A disp.: Verna, Nannoni, Pinzani, Hatija, Cardella, Nocentini, Talbi, Kurti, Gjonaj. All.: Bernocchi Lorenzo
AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Tani, Pericoli, Berti, Manenti, Sira, Kodra, Pranteddu, Cannoni, Brogi, Steccato. A disp.: Cappetti, Palazzini, Bigozzi, Maccioni, BORRI, Ensoli, Marchetti, . All.: Peri Francesco
ARBITRO: Christian Barducci di Pistoia
RETI: 15' Bagala, 25' Drago, 45' Brogi, 60' Steccato
Nell'attesa di capire se qualcuna delle squadre davanti rallenterà, se per almeno una delle due s'aprirà uno spiraglio per entrare in coppa, il 2-2 con cui condividono la chiusura del girone d'andata Scandicci e Aquila Montevarchi lo prendono senza aggiungerci alcun significato ulteriore: finisca in cassa intanto il punto, per il resto si vedrà. Da entrambe le parti ci sono ragioni per rammaricarsi: lo Scandicci ha buttato via un doppio vantaggio che si dimezza solo un istante prima della pausa, sulla punizione stratosferica di Brogi; il Montevarchi ripensa alla parata d'Izzo sul colpo di testa di Manenti e a un possibile rigore non concesso a Marchetti nei minuti finali. Da entrambe le parti ci sono però anche ragioni di soddisfazione: da una parte la rimonta, dall'altra la capacità di far fronte alle assenze (nel riscaldamento si ferma anche Nannoni, che Bernocchi aveva scelto come terzino sulla corsia mancina: lo sostituisce Catarzi, classe 2010, che una manciata d'ore prima aveva giocato titolare nella trasferta vittoriosa sul campo dell'Affrico); lo Scandicci la coagula nel vantaggio alla prima vera occasione, nata dal tiro di Gabriele Salvadori respinto dalla traversa e finalizzata di testa da Bagalà. Una situazione identica vale il raddoppio quando la mezz'ora non è ancora scattata: stavolta è Focardi (centravanti dall'inizio gioca lui, Nocentini parte in panchina) a spaccare l'incrocio, e Drago di testa a battere Ghelli per la seconda volta. Anche se resta senza esito, il tiro velenosissimo di Lodovisi, in emergenza schierato interno di centrocampo simmetrico a Belli, sembra suggerire che lo Scandicci ha la partita salda tra le mani: è un'illusione, che al 44' inizia a sgretolarsi sulla punizione che Brogi scaraventa sotto l'incrocio dei pali. Con l'aiuto della pausa, cesura non solo formale, inizia una partita diversa, nella quale dopo aver rischiato subito al riavvio (Kurti, subentrato a Bagalà che acciaccato resta negli spogliatoi, si libera in tunnel e sfiora il palo) il Montevarchi trova il pari: lo segna Steccato, che in spaccata spinge in porta il pallone servitogli da Pranteddu sulla verticalizzazione d'Alessio Tani dalla corsia destra (60'). È il 2-2, che nessuna delle due squadre riesce più a spezzare: né lo Scandicci, nonostante i tentativi di Nocentini (tiro schiacciato, Ghelli para) e di Lodovisi, la cui girata area esce alta, né il Montevarchi, pericolosissimo con l'angolo di Brogi spizzato da Manenti e parato da Izzo. C'è tempo ancora per un paio d'episodi, d'entrambi protagonista involontario Marchetti, che prima finisce a terra all'interno dell'area di rigore avversaria (troppo poco il contatto per Barducci) e poi subisce un fallo e una spinta che cumulativi a Baroncelli Lancisi valgono l'espulsione. Nonostante l'inferiorità numerica cui è costretto nel recupero, lo Scandicci riesce a difendersi senza rischiare davvero: intanto si prende il punto, per capire cosa farne ha ancora un po' di tempo.
Calciatoripiù: Drago, Focardi, Bagalà (Scandicci) e
Steccato (Aq. Montevarchi).
esseti