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Allievi B Regionali GIR.Merito - Giornata n. 14

Settignanese-Pietrasanta 0-1

SETTIGNANESE: Maruottolo, Di Comun, Magnelli, Failli, Tarantoli, Sommazzi, Agostinelli, Spanu G., Nodari, Sahbani, Ciani. A disp.: De Fazio, Carpanesi, Manfrin, Passannanti, Perrino, . All.: Petriccione Luigi
PIETRASANTA: Corso, Pennucci, Barresi, Cavalzani, Paganini, Kahindi, Tusha, D Este, Cutolo, Ciambelli, Strati. A disp.: Gassani, De Vitis, Fialdini, Moro, Salvi, Rea, Esperon, Bernardini. All.: Albinoiu Ionut
ARBITRO: Vincenzo Garufi di Firenze
RETI: 74' Salvi
In trasferta il Pietrasanta è fortissimo. Quella ottenuta al Valcareggi è la quinta vittoria in sette partite: decidono Salvi, che segna lo 0-1 a sei minuti dalla fine, e Pennucci, che para ben due rigori e che ribadisce perché per buona parte del girone d'andata lui, 2010, s'è preso la titolarità della porta dell'Under 17. Il Pietrasanta inizia subito forte, impone il proprio gioco a centrocampo e già all'8' crea la prima occasione per il vantaggio: Strati crossa il pallone al centro, Kahindi calcia a colpo sicuro, Maruottolo sfodera una parata fenomenale e la ripete sulla ribattuta di Ciambelli, poi Di Comun allontana. La pressione del Pietrasanta resta forte, sugli sviluppi di un calcio d'angolo Cavalzani colpisce di testa impegnando ancora Maruottolo, che si destreggia egregiamente. Aggrappata al proprio portiere, la Settignanese respira e inizia a uscire dalla propria metà campo per costruire nuove trame di gioco. Una delle sortite crea il primo episodio su cui la partita potrebbe girare: Garufi rileva un fallo di mano all'interno dell'area del Pietrasanta e concede alla Settignanese il primo rigore del pomeriggio; se ne incarica Sahbani, che dell'incursione era stato protagonista e che però si fa ipnotizzare da Pennucci. Messo alle spalle l'episodio, i ritmi si fanno più blandi; la Settignanese prova di nuovo ad alzarli con un contropiede al culmine del quale Sahbani si porta in pedana: la sua volée non impensierisce Pennucci. Il Pietrasanta però ora si scopre fragile, soprattutto sulle accelerazioni di Sahbani, che poco prima della mezz'ora conquista il secondo rigore per la Settignanese: questa volta sul disco si presenta Failli, e anche questa volta Pennucci intuisce e para volando alla propria destra. È un colpo duro per la Settignanese, che però ntiene botta e cerca di reagire: sugli sviluppi di un calcio d'angolo Failli si vede balzare davanti il pallone del riscatto, murato dalla difesa avversaria (32'). Dopo aver tanto rischiato il Pietrasanta chiude il primo tempo all'attacco;: Ciambelli calcia col destro dal limite dell'area di rigore, il pallone fila accanto al palo. Dunque è di 0-0 il punteggio alla pausa, enorme e giustificatissimo il rammarico della Settignanese per i due rigori parati da Pennucci. Di quanto visto fin lì non può esser contento il Pietrasanta, che al riavvio si presenta più vivace: subito in mischia si rende pericoloso Ciambelli, ostacolato prima dalla difesa e poi dalla grande parata di Maruottolo; finisce allo stesso modo il tentativo del 50', creato da un doppio dribbling all'ingresso dell'area di rigore. La Settignanese replica con una discesa di Sahbani, che sulla destra supera l'avversario diretto e crossa al centro per Spanu: pallone di poco a lato (54'). L'equilibrio regge intatto ancora a lungo, poi d'un tratto la Settignanese vede schiudersi un'altra opportunità favorevole: Garufi ritiene che, cadendo nell'area di rigore avversaria, Kahindi abbia simulato di aver ricevuto un fallo, lo ammonisce per la seconda volta e lo costringe ad abbandonare il terreno di gioco. Dunque fa ancora più rumore la rete che quattro minuti più tardi decide la partita a favore del Pietrasanata: la segna Salvi, che si libera a dodici-tredici metri dalla porta e scocca il tiro vincente all'incrocio dei pali. In svantaggio dopo aver sprecato tantissimo, con tutte le forze rimaste la Settignanese cerca di ributtarsi davanti, ma vede subito svanire l'unico vantaggio che le restava: Garufi espelle Tarantoli entrato fuori tempo su un avversario, si finisce dieci contro dieci. Vince il Pietrasanta, cinico e coriaceo; alla Settignanese, che al grande impegno associa tanta sfortuna, non restano altro che i rimpianti.
Tau Calcio-Affrico 3-2

TAU CALCIO: Bella, Guidi A., Citti, Mosso, Mannucci, Mendolia, Geri, Silla Da., Cecchetti, Hussey, Sow. A disp.: Barsottelli, Rigacci, Galli, Lisisco, Silla Di., Lapi, Spinelli, . All.: Marconcini Emanuele
AFFRICO: Sarti, Ventrice, Cangero Moretti, Andreano, Merkaj, Brocci, Paoletti, Moltard, Occhibove, Seneci, Kasa. A disp.: De Gregorio, Abdiu, Papi, Salvadori, Toderici, Fabiani, Jacaj, . All.: Bertini Andrea
ARBITRO: Emanuele Paladini di Lucca
RETI: 14' Mannucci, 21' Seneci, 43' Kasa, 68' rig.Sow, 70' Silla Da.
Un ruolo, un lavoro, una ragazza, un titolo: qualsiasi ne sia la ragione, una volta che s'è insinuata in un rapporto la rivalità è destinata a rimanere eterna. La si può mitigare con la cortesia e con la lontananza, addolcirla con un po' di freddezza; ma una volta che due sono diventati rivali, rivali saranno per sempre. Nell'ultimo triennio l'Affrico, l'unico club capace di rompere un'egemonia altrimenti assoluta, del Tau rivale è diventato; e ora, qualsiasi sia la classifica, ogni volta dall'intreccio dei loro colori scaturiscono partite memorabili. Memorabile lo è anche l'ultima del 2025, Altopascio lo scenario, 3-2 il risultato; memorabile per lo sviluppo (1-0, poi 1-2 i parziali), la ferocia e, inevitabili, le polemiche: l'Affrico, che ora scivola a otto punti dal podio e addirittura a quattordici dal Montevarchi capolista, protesta a lungo per le decisioni di Noccioli, contestato sia per il rigore del 2-2, sia per due episodi sospetti non sanzionati nell'area avversaria. È l'epilogo incandescente d'una partita aperta dal vantaggio del Tau a ridosso del quarto d'ora: di testa segna Mannucci, assistito dalla torre di Mendolia sulla punizione laterale ben calciata a rientrare dal mancino di Geri. L'1-0 infiamma la partita, che nei sette minuti che seguono regala emozioni in serie: con una paratona d'istinto, ravvicinatissima la distanza, Sarti nega il raddoppio a Hussey, sul cui calcio d'angolo seguente né Cecchetti né Davide Silla né Geri riescono a rompere il muro eretto dall'Affrico a presidio della porta; la traiettoria giusta la trova invece Seneci, che dopo aver recuperato il pallone sulla trequarti offensiva (lo stava gestendo proprio Hussey, nel tentativo d'imbastire un'altra azione d'attacco) avanza fino ai venti metri e con un movimento a rientrare schiocca il pallone sotto l'incrocio: è l'1-1, cui seguono venti minuti di battaglia senza però altri tiri nello specchio. Per le emozioni tocca scavallare la pausa e intaccare la ripresa, aperta da due occasioni per il Tau e altre due paratone di Sarti, reattivo sia su Sow sia su Geri, liberato dietro la difesa dal filtrante di Davide Silla. La poca freddezza sottoporta il Tau rischia di pagarla carissima: la sua difesa legge male un lungo rilancio, che la spizzata d'Occhibove trasforma in un filtrante per Kasa, letale nel tocco di prima sotto le gambe di Bella. Per pareggiare il vantaggio dell'Affrico il Tau ha bisogno d'entrare nel quarto d'ora finale e di sfruttare un episodio di cui si discuterà per due settimane almeno: non è evidentissimo il fallo fischiato a Brocci sulla progressione di Diego Silla, che aveva appena violato l'area avversaria al culmine d'un break avviato da centrocampo; non lo è, ma Noccioli ritiene che lo sia e concede al Tau il rigore che gelido Sow trasforma nel 2-2. L'episodio innervosisce l'Affrico, che nel giro di cento secondi si ritrova addirittura in svantaggio: protagonista stavolta è l'altro Silla, Davide, che da una quindicina di metri calcia di collo pieno e spedisce il pallone dove neppure un fuoriclasse come Sarti può arrivare. Il 3-2 avvia l'ultimo blocco d'una partita sviluppatasi su un numero incalcolabile di trame diverse: l'Affrico si lancia all'attacco e per due episodi nell'area di rigore avversaria protesta a lungo con Noccioli, che non punisce né un possibile fallo di mano su un tiro di Toderici, né un tackle su Kasa. Nel mezzo, forte sulle fasce da dove produce traversoni rasoterra in numero multiplo, il Tau manca tre volte la rete della sicurezza: gliela nega Sarti, che leggendo in anticipo la traiettoria si fa trovare dove prima Lisisco, poi Geri e infine Hussey provano a far passare il pallone. Sono le ennesime parate eccellenti d'una partita alla quale l'Affrico resta attaccato fino alla fine, e che però perde nonostante una prova epica; perde, e anche se stavolta in palio non c'era il primato perdere contro il Tau fa sempre un po' più male.
Calciatoripiù: Diego Silla, Davide Silla
(Tau Altopascio), Sarti e Seneci (Affrico).
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Csl Prato Social Club-Aquila Montevarchi 0-3

CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Venuti, Mocali, Tarantino, Magni.iang, Nistri, Borrelli, Nardini, Gori J., Allori. A disp.: Pastore, Restaino, Perna, Vettori, Sulejmanovic, Morandi, Rosati, . All.: Galeotti Francesco
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Marchi, Rustichini, Assouini, Veltroni, Diak, Pulaj, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Nencini. A disp.: Pelini, Billi, Sylla, Metaj, Rangoni, Chiavacci, Fagioli, Duranti, Verdi. All.: Tesconi Massimo
ARBITRO: Lorenzo Barducci di Firenze
RETI: 52' Rustichini, 53' Ajighevi, 57' Pugliese
È platonico solo se ci si ferma all'etichetta, se ci si scorda della sostanza. Per l'Aquila Montevarchi il titolo di campione d'inverno è molto più d'una gratificazione temporanea: lo è perché arriva con un turno d'anticipo sulla fine del girone d'andata, perché la concorrenza è ricca di blasone e di talento (la squadra più vicina, a meno cinque, è il Tau vicecampione d'Italia in carica; a meno sei c'è la Sestese, che l'anno scorso battagliò a lungo ai vertici del girone d'élite) e soprattutto perché i numeri sono strabilianti. Lo sono soprattutto due: le reti subite, appena nove (e solo lo Scandicci è riuscito a segnargliene più di una); e le vittorie, tredici in quattordici turni. La tredicesima prende forma in cinque minuti esatti, quelli che bastano a Rustichini, Ajighevi e Pugliese (la classifica marcatori dice già dodici, possibilissimo migliorare lo score già straordinario dell'anno scorso, e pazienza per il rigore sbagliato, il secondo stagionale dopo quello col Monteserra) per piegare il Csl Prato Social Club, che perde la settima partita in tre mesi e, conseguenza quasi inevitabile, assaggia per la prima volta il sapore sgradevole della zona retrocessione, dove lo attirano le vittorie di Sporting Cecina e San Miniato. Eppure per tutto il primo tempo quest'esito, il più pronosticabile dati valore e momento delle due squadre, non sembra così scontato; perché per tutto il primo tempo funziona la nuova configurazione della difesa architettata da Galeotti, che passando a quattro abbassa Magni accanto a Xiang e affida le corsie laterali a Venuti e Mocali. Ne viene fuori mezz'ora equilibratissima, nella quale il Montevarchi crea subito un'occasione enorme: Ancillotti ha bisogno dell'aiuto della traversa per neutralizzare il tiro di Nencini, che il filtrante di Liistro aveva invitato a calciare col mancino dal limite dell'area di rigore (4') e che sei minuti più tardi dalla bandiera del calcio d'angolo chiama uno schema che, con la mediazione di Veltroni, si chiude col tentativo di Rustichini di poco alto. Fino alla pausa c'è poco altro da annotare: per il resto del primo tempo il Csl, che in avvio aveva provato a stuzzicare Tommasi con una punizione d'Jacopo Gori dal vertice dell'area di rigore (pallone alto), concede alla capolista solo un'altra occasione, protagonista Pugliese, che dopo essersi accentrato calcia sul fondo. È lui ad avviare l'azione con cui, diverso il ritmo, il Montevarchi inaugura la ripresa: il filtrante innesca Liistro, cui in uscita Ancillotti s'oppone con i piedi. Neppure lui però può fare niente nell'occasione successiva, non può farci niente perché la barriera salta sulla punizione (fallo di Magni su Pulaj) che Rustichini calcia rasoterra dal limite dell'area di rigore: pallone dalla parte giusta del palo vicino e Montevarchi in vantaggio. Lo 0-1 fa sbandare il Csl, che gestisce così male la ripresa del gioco da finire travolto: raddoppia subito Ajighevi, che sgraffigna il pallone a Borrelli, avanza combinando con Rangoni e di nuovo spedisce il pallone in rete. È simile l'azione che, giusto quattro i minuti trascorsi dal raddoppio, ingigantisce lo scarto, simile perché di nuovo Ajighevi recupera il possesso in pressione alta (stavolta molto più alta, quasi all'imbocco dell'area di rigore) e subito serve Pugliese con un filtrante capolavoro: il tiro immediato vale la rete stagionale numero dodici. Tre minuti più tardi il contatore potrebbe salire a tredici: stavolta il duello lo vince Ancillotti, splendido nel riflesso con cui neutralizza il rigore concesso per un fallo di Magni (di lì a poco finirà espulso per doppia ammonizione: lo sviluppo della ripresa costringe Galeotti a una diversa valutazione dell'esperimento, che nel primo tempo sembrava aver dato esito positivo). È efficace anche la doppia parata sfoderata su Liistro, che s'era accentrato e aveva cercato lo specchio, e sulla ribattuta di Pulaj; efficaci, ma non retroattive: il Montevarchi aveva già segnato le reti che gli servivano per vincere, vincere di nuovo, vincere ed esser certo di passare al comando non solo Natale e Capodanno, ma anche l'Epifania.
Calciatoripiù
: nel primo tempo Xiang comanda bene la linea difensiva, che però nella ripresa cede; solo le parate d'Ancillotti rendono meno ampia la sconfitta del Csl Prato Social Club, piegato dallo strapotere fisico e tecnico d'Ajighevi: sul suo pressing a tutto campo e sulle sue accelerazioni il Montevarchi vince la partita.
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Sangiovannese-Giov. Fucecchio 1-2

SANGIOVANNESE: Dossini, Verdiani, Chiappi, Carotti, Banini, Senesi, Gori A., Parasassi, Tanzini, Tognaccini, Materassi. A disp.: Valenti, Pucci, Paloka, Becattini, . All.: Tozzi Antonio
GIOV. FUCECCHIO: Morelli, Gjoni, Pinucci, Fondelli, Gronchi, Terreni, Copia, Del Cesta, Tortorelli, Iodice, Girardi. A disp.: Terri, Villagran, Gorgerino, Calanna, Pratelli, Rotondo, Faye, Lombardi, Stefanizzi. All.: Falcini Giancarlo
ARBITRO: Samuele Mancini di Siena
RETI: 13' Senesi, 58' Girardi, 73' Stefanizzi
Tra un milione di difficoltà qualcosa s'inizia a vedere. Solo nel finale la Sangiovannese, che aveva segnato prima del quarto d'ora e che aveva guadato la pausa forte del vantaggio, perde la dodicesima partita su quattordici; la perde perché, dopo aver fallito un migliaio d'occasioni sottoporta, alla fine il Fucecchio aggiusta la mira e riesce a completare la rimonta grazie a Girardi (rigore con brivido, rete sulla ribattuta dopo la prima parata di Dossini) e Stefanizzi. Un esito diverso avevano avuto le prime occasioni della partita: centrale il tiro di Tortorelli, che aveva recuperato il pallone sul fronte sinistro dell'area di rigore; a lato il colpo di testa di Gjoni sulla punizione di Fondelli. Al contrario è efficacissima quella che la Sangiovannese conquista al 12', Parasassi il tiratore: efficacissima perché, immobile, la difesa del Fucecchio, si scorda di marcare Senesi (uscirà, acciaccato, di lì a poco: la sua assenza s'aggiunge a quella, già pesante, di Nocentini), la cui girata al volo con l'interno vale l'1-0. Nonostante le raccomandazioni di Falcini, che da tecnico esperto sa bene che nessun avversario si può sottovalutare e che per tutta la settimana aveva raccomandato cautela e attenzione, lo svantaggio giunge inatteso al Fucecchio, che lo vive così male da produrre per un bel po' soltanto tre occasioni: non le sfruttano né Copia, che scappa a destra e a mezz'altezza cerca il primo palo ben protetto da Dossini, né Tortorelli, che di testa manca la porta sull'angolo ben calciato da Iodice, né Girardi, che in scivolata devia alta la punizione crossata da Fondelli al centro dell'area di rigore. Nonostante la maggior pressione e un gioco finalmente fluido nonostante la poca affinità col terreno, sulla testa del Fucecchio la maledizione sembra persistere anche in avvio di ripresa: Dossini si conferma superlativo sia su Tortorelli sia sulla ribattuta di Copia, e nel giro d'un paio di minuti il diagonale di Stefanizzi esce dalla parte sbagliata del palo. Per spezzare l'incanto c'è bisogno di un episodio, quello che prende forma sul fallo (netto, e ingenuo) di Verdiani su Fondelli: Mancini lo punisce col rigore, che sulla ribattuta Girardi converte nell'1-1 dopo la prima parata di Dossini. Trovato il pareggio, il Fucecchio si lancia all'attacco, anche se così concede qualche metro alle ripartenze della Sangiovannese, che prova a pungere con Tognaccini e Tanzini. Le loro iniziative restano senza effetto, non come quella che a sette minuti dalla fine completa la rimonta: il Fucecchio vince grazie alla rete di Stefanizzi, che sfrutta la sponda aerea di Girardi sul traversone d'Iodice alimentato dalla discesa di Faye sulla destra. Lo svantaggio equivale a una condanna per la Sangiovannese, che ridotta in dieci per l'espulsione di Carotti, neoacquisto dal Montevarchi, rischia di subire anche il tris: lo manca Stefanizzi, che calcia a lato quando da superare gli era rimasto soltanto Dossini. È un errore che perdonare è facile: è sua la rete che consegna al Fucecchio la terza vittoria consecutiva.
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Sporting Cecina-Floria 2-1

SPORTING CECINA: Casprini, Ciampi, Tamagno, Bapary, Yzerillari, Bandinelli, Marianelli, Galvano, Moretti, Balloni, Franci. A disp.: Lepri F., Useini, Lucido, Marini, Pavoletti, Granchi, Antonelli, Malfanti . All.: Prunecchi Andrea
FLORIA: Cesari, Vezzani, Del Lungo, Razzauti, Michelini, Celano, Morales, Parravicini, Zolfanelli, Vannozzi, Rosselli. A disp.: Massetani, Ridi, Bussotti, Sophie, Saleh, Magnolfi, . All.: Sbolci Davide
ARBITRO: Gabriele Leoni di Livorno
RETI: 15' Zolfanelli, 47' Moretti, 55' Moretti
S'era quasi scordato come si fa. Lo Sporting Cecina non vinceva da due mesi quasi esatti, 4-0 alla Sangiovannese il 25 ottobre; da lì in poi aveva ottenuto solo tre pareggi in sette turni. Già di per sé dunque il 2-1 alla Floria conta tantissimo; conta ancora di più se si considera che è arrivato in rimonta, e che dopo tanti punti persi nel recupero stavolta nessuno ha tremato sugli ultimi attacchi degli avversari. Per reagire allo svantaggio confezionato dalla doppietta di Moretti, infatti, la Floria ha atteso il finale; era una situazione impensabile in avvio, considerato il suo approccio tanto buono da produrre tre occasioni nei primi cinque minuti: non le finalizzano né Rosselli, che calcia sul palo dopo la fuga sulla corsia destra, né Del Lungo murato dalla difesa, né Vannozzi ostacolato da Melis. La parata è efficace, un po' meno l'uscita che al quarto tentativo vale alla Floria la rete del vantaggio: sul traversone, di nuovo Vannozzi a creare pericoli, resta sguarnita la porta, che calciando con l'interno di controbalzo Zolfanelli centra per lo 0-1. Dunque al quarto d'ora lo Sporting Cecina, che sullo 0-0 s'era affacciato timido in avanti con Franci e con Moretti (pallone sempre a lato) e che soffre tantissimo sulle corsie laterali, si ritrova in svantaggio; e senza reagire in svantaggio chiude il primo tempo. Diversa è la ripresa, diversa perché la pausa serve a Menicagli per aggiustare ciò che non va e intervenire per alzare il baricentro della squadra: il nuovo assetto genera subito un'occasione non sfruttata da Balloni, che da un paio di metri devia il pallone a lato; è identico l'esito dell'azione imbastita e rifinita da Franci, che s'era involato verso la porta dopo essersi preso il possesso sulla trequarti. Con un altro contrasto vinto in fase offensiva lo Sporting Cecina crea l'azione del pareggio: diversa è la dinamica, schierata la difesa della Floria, diverso il protagonista, ora Moretti, diverso lo sviluppo, tiro dal limite dell'area dopo un dribbling doppio, e diverso l'esito, pallone in rete. L'1-1 galvanizza lo Sporting Cecina, che ora s'alza di venti metri almeno e continua a pressare la difesa della Floria per indurla all'errore in ogni possesso: il pallone buono per completare la rimonta capita subito a Galvano, che s'infila in un corridoio lasciato sgombro e che però calcia a lato. Il pallone glielo aveva servito Yzeirllari, che al 55' ci riprova con un altro filtrante stavolta per Moretti: perfetta la fuga in campo aperto, perfetto il tiro scoccato da una ventina di metri. È il 2-1 del quale, consapevole del male che gli hanno fatto gli avversari nel finale delle partite dell'ultimo mese, lo Sporting Cecina non s'accontenta, e dalla decisione di non accontentarsi nascono due occasioni: le cestina Franci, generosissimo e stanchissimo, che scappato verso l'area di rigore grazie prima a una pressione individuale e poi a un filtrante di Moretti calcia per due volte a lato. Dunque lo scarto resta minimo, ma nonostante il forcing finale della Floria, più emotivo che ragionato, stavolta lo Sporting Cecina regge; regge, e dopo un periodo che sembrava non finire mai torna a vincere e scappa da una zona inospitale.
Calciatoripiù: Franci, Balloni
(Sporting Cecina), Del Lungo, Zolfanelli (Floria).
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Sestese-Venturina 1-0

SESTESE: Bardazzi, Coppini, Cecchi, Pieri, Shera, Tarchiani, Taddei, Scura, Monterisi, Cetani, Barbanti. A disp.: Varosi, Cassiolato, Martinelli, Bonta, Bandini, Oublady, Nesi, . All.: Ferro Marco
VENTURINA: Galli, Tassi, De Mattia, Vita, Fontana, Citi Minelli, Mosca, Tosi, Caporali, Monaci, Del Ghianda. A disp.: Guiducci, Pirrone, Conforti, Pozzobon, Iuppa, Grassini, Nfaiedh, . All.: Bardocci Giovanni
ARBITRO: Giulia Cioffi di Pistoia
RETI: 6' Monterisi
Chi ha pensato che si fosse arresa deve ricordarsi che certe parole al Torrini non circolano: alla sconfitta nel big match col Tau la Sestese risponde tornando alla vittoria (1-0), e vincendo tiene vivissime le speranze di riaprire il campionato nella giornata d'esordio del 2026, quando sarà ospite della capolista Montevarchi. In questa trama resta aggrovigliato il Venturina, che cade per la terza volta di fila e del quale però la sconfitta non cancella né la buona prova in fase difensiva né lo spirito, che l'avvio avrebbe potuto fiaccare: a Monterisi sono sufficienti sei minuti per calamitare il traversone di Cecchi, che s'era sovrapposto sulla corsia sinistra e aveva sfruttato il corridoio aperto dal filtrante di Barbanti sulla combinazione tra Taddei e Cetani, e in girata trasformarlo nell'1-0. In svantaggio al primo pericolo, il Venturina non si fa sopraffare: nei venti minuti che seguono la Sestese continua a gestire il possesso senza però creare pericoli a Filippo Galli, al rientro dopo la giornata di squalifica e ben protetto dalla retroguardia sulle iniziative di Taddei e di Barbanti. La solidità difensiva galvanizza il Venturina, che prova ad affacciarsi in avanti con una percussione di Tassi, intraprendente sulla corsia destra: sfila di poco alto il tiro scoccato da una ventina di metri, Bardazzi a sorvegliarlo. Per quanto indolore, alla Sestese la puntura ricorda che è troppo rischioso mantenere il vantaggio al minimo: prova a incrementarlo Cetani, che alla mezz'ora guadagna una punizione al limite dell'area di rigore e battendola rapidamente cerca di sorprendere Filippo Galli, che stava piazzando la barriera senz'attendere il via libera di Cioffi e che però ha tempo per recuperare la posizione e per neutralizzare un tiro astuto sì, ma debole. La Sestese ci riprova in avvio di ripresa con due traversoni di Coppini da destra (né Nesi, subentrato a Cetani acciaccato e ammonito, né Monterisi né Barbanti riescono a deviarli verso la porta), poi stanca - ci sta - cala, e concede al Venturina d'avanzare un po' oltre la mediana: l'intraprendenza in fase offensiva produce giusto un tiro, quello di Nfaiedh, ben controllato da Bardazzi. Sull'altro fronte più pericoloso è Barbanti, che sul filtrante di Nesi (ottimo l'ingresso, efficacissimo il pressing sulla trequarti) anticipa l'uscita di Filippo Galli ma calcia a lato; di testa non trova lo specchio neppure Monterisi, che aveva staccato bene sul traversone di Taddei. Il rammarico è minimo, la rete l'aveva già trovata in avvio, ed è una rete pesantissima: la Sestese riparte, decisa a disputare un girone di ritorno da protagonista. Per riuscirsi avrà bisogno d'un blitz a Montevarchi: la sosta consegna a Ferro due settimane per studiare il modo in cui renderlo possibile.
Calciatoripiù
: la linea difensiva della Sestese (Shera e Tarchiani centrali, Cecchi terzino sinistro, Coppini terzino destro) protegge la rete di Monterisi, non intaccata neppure nel momento in cui il Venturina, trascinato da Tassi e dall'ingresso di Nfaiedh, spinge di più.
esseti
Pol. Monteserra-San Miniato 0-1

POL. MONTESERRA: Selmi M., Marchesano, Bruno, Musacchio, Selmi N., Giampa, D Agostino, Taddei, Alfarano, Di Blasi, Kerciku. A disp.: Bulleri M., Scalsini, Carli, Arcangioli, Cavallini, Soldani, . All.: Paesano Luca
SAN MINIATO: Ciacci, Ciurlia, Burroni, Machetti, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Carlucci, Fineschi, Poli. A disp.: , Angeloni, Bellandi, Pacciani, Tarli, Bernazzi, Mazzei, Fini, Mele. All.: Pescara Nicola
ARBITRO: Lorenzo Di Carlo di Pisa
RETI: 20' Bari
Colpo grosso, grossissimo, enorme. Con una prova precisa e accorta il San Miniato riesce a espugnare il campo del Monteserra (0-1, decide Bari) conquistando tre punti fondamentali per la corsa salvezza. Il match non regala molto sul piano del gioco, il San Miniato bada soprattutto a difendersi e a ripartire; i tre attaccanti del Monteserra però non riescono ad alzare il ritmo del gioco e cadono nella trappola delle marcature. La partita si decide al 20' sugli sviluppi di un calcio d'angolo che genera una mischia nell'area di porta del Monteserra: la risolve Bari, forse dopo una carica su Mattia Selmi non ravvisata da Di Carlo. Il Monteserra prova a reagire, ma fino alla pausa si rende pericoloso una volta soltanto: l'occasione la crea Di Blasi, il cui mancino si stampa sulla traversa, e sulla ribattuta Musacchio non riesce a ribadire in rete. Nella ripresa ci s'attende la reazione del Monteserra, cui però il San Miniato chiudendosi ancora di più concede soltanto qualche tiro da fuori area. L'occasione migliore per il pareggio arriva nel finale, quando una punizione ben calciata da Taddei sembra indirizzarsi nell'angolo: Ciacci s'esalta e riesce a respingere in tuffo. È la parata che avvia la festa del San Miniato, deciso a scappare dalla zona della retrocessione; al Monteserra resta la delusione per aver approcciato male la partita senza poi riuscire a raddrizzarla.
Scandicci-Cattolica Virtus 2-1

SCANDICCI: Contieri, Boli, Catarzi, Pinzani, Boldrin, Hatija, Cardella, Brandani, Brahimaj, Sersif, Gjonaj. A disp.: , Londi, Verna, Gori B., Bini, Zani, Poggiali, Collini . All.: Fanfani Filippo
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Susini, Scopetani, Bramanti, Manzini, Burgassi Da., Caponi, Palchetti, Mazzantini, Paolucci, Memis. A disp.: Silverio, La Ragione, Santi, Viviani, Raimondi, Masi G., Burgassi Di., Stiacci. All.: Bargellini Massimo
ARBITRO: Samuele Frosini di Pistoia
RETI: Poggiali, Cardella, Mazzantini
Per tre quarti della sua durata sembrava la perfetta partita del riscatto, oltretutto in grande stile; poi però - non certo su richiesta o anche solo volontà o colpa dei giallorossi - diventa la perfetta partita per rappresentare l'ultimo periodo della Cattolica; non quello d'inizio stagione, che ormai è alle spalle, nelle scorse settimane invece i segnali di crescita si sono visti a occhio nudo, e non aspettavano altro che un'occasione come il derby per mostrarsi a tutto tondo. La Cattolica resta incompiuta ma guarda a testa alta e con la serenità che non le è mai mancata la strada, ancora lunga, che la può condurre fuori dalle acque alte e agitate del fondo classifica; vince infatti lo Scandicci, pur non convincendo fino in fondo, se stesso prima ancora che il pubblico presente al Bartolozzi, nutrito come l'occasione impone; i ragazzi di Fanfani possono però mettere da parte il campionato per qualche giorno sapendo che, al ritorno, conservano legittime possibilità di ambire al quarto posto che, vista la velocità di crociera del terzetto di testa, è un indicatore solido sulla bontà del cammino sostenuto e del ritmo da loro tenuto fin qui. Quello ammirato fino al gol del vantaggio è uno Scandicci smagliante, coraggioso ma equilibrato, con una postura sbilanciata che fa perno su una trequarti sulla quale gravitano Brahimaj, Brandani, Hatija e Sersif, attivi chiaramente nelle due fasi, non solo nel supporto fornito a Cardella. La cronaca sarebbe densissima di azioni da evidenziare, e prende le mosse da un ottimo approccio alla gara da parte dei blues, che mettono sotto pressione i due mediani giallorossi Bramanti e Palchetti, costretti come sono questi ultimi ad arginare numerose azioni d'attacco avversarie condotte a ritmo sostenuto e con un giusto mix di direttrici orizzontali e verticali. È quando accelera o crossa in area dai trenta metri che lo Scandicci rischia di far male, come accade sul traversone di Hatija che Boli gira sul fondo dopo pochi minuti dal via, mentre attorno al 10' sono due punizioni a finire sul taccuino. In occasione di quella a favore dello Scandicci Boldrin, in proiezione offensiva, manca di poco l'impatto con il pallone calciato insidiosamente da Brandani, sul fronte opposto Contieri è autoritario ed efficacissimo nel respingere il tentativo di Paolucci. Attorno al quarto d'ora la gara ha raggiunto il suo picco di intensità e, al termine di una fase di gioco vibrante, lo Scandicci propone una grande giocata di Brahimaj che taglia in due il campo premiando la corsa di Cardella, Bisulca esce coi tempi giusti e, protetto da Burgassi, recupera il pallone. La Cattolica tiene botta e prova a distendersi sulla sua spina dorsale cercando di dare profondità alla lotta di Mazzantini con i centrali avversari; al 19' Boldrin fa buona guardia sul centravanti avversario che stava imprimendo tanta pericolosità al suo affondo. Lo Scandicci è però più tonico ma, dopo aver dato sempre più la sensazione che Brahimaj o Cardella possano colpire in qualsiasi momento se innescati come detto per vie verticali, ecco che il vantaggio arriva su palla inattiva, nello specifico un calcio d'angolo. Scocca il 23' quando il corner dalla sinistra di Gjonaj recapita il pallone verso il secondo palo, dove si origina un duello aereo fra diversi calciatori; la sponda di Boldrin sposta il pallone verso Cardella che, da pochissimi passi, deposita in rete. Sembra l'inizio o, per meglio dire, la perfetta prosecuzione di un monologo dei blues che, dopo pochi minuti (25'), sfiorano il raddoppio quando la punizione calciata dritto per dritto da Gjonaj spiove all'interno dell'area di porta ospite, dove Pinzani - in caduta - è abile nel girare in porta trovando prontissimo Bisulca. Sembra, dicevamo, perché la Cattolica dopo il gol affronta con coraggio e voglia di rivalsa il finale di frazione, costringendo ad esempio Boli a un provvidenziale rinvio nei pressi della linea di porta dopo l'affondo di Memis sulla sinistra, mentre al 28' la staffilata in corsa di Caponi dai venticinque metri sibila non lontano dall'incrocio dei pali. I ritmi si abbassano un po' a cavallo della mezz'ora, lo Scandicci si rivede a fiammate come al 36', quando Bisulca spezza sul più bello l'asse Brahimaj-Cardella, ma l'aria del Bartolozzi torna a infiammarsi al minuto numero trentotto, quello in cui la Cattolica perviene al pareggio. I ragazzi di Bargellini conquistano un importante calcio d'angolo che aziona uno schema sul lato corto dell'area di rigore avversaria; Memis tocca per Paolucci che crossa teso all'altezza del primo palo dove arriva la pregevolissima spizzata in torsione di Mazzantini. Il pallone impatta la traversa e poi cade a terra oltre la linea di porta secondo l'arbitro, e un po' secondo tutti, tanto che non si ravvisano proteste ed è l'urlo di gioia del centravanti giallorosso, abbracciato dai compagni, a prevalere su tutto il resto. Come a scuotersi dal torpore che forse, almeno in parte sicuramente, ha portato alla rete del pareggio avversaria, lo Scandicci risponde con rabbia al 39' con un'azione ben elaborata fra Sersif, Gjonaj e Brandani, finalizza il tutto il bolide scagliato da Pinzani che esalta i riflessi in volo di Bisulca. Le prime battute del secondo tempo sono emblematiche di quello che segue, ossia un confronto che a, differenza del primo tempo, è decisamente più aperto e ha maggiori tinte giallorosse. In avvio lo Scandicci si vede pericolosamente con un'altra azione ben costruita che passa dai piedi dei vari Sersif, Boli, Cardella e Brandani, ma ancora una volta Bisulca fa buona guardia, ripetendosi anche in occasione del successivo calcio d'angolo. La Cattolica è ben presente, dicevamo, e lo dimostra al 46' quando Boli è ancora decisivo in copertura su Caponi, ben servito in campo aperto da Memis. I locali rischiano due volte al 53', prima proprio in occasione del tiro scoccato da Memis, poco dopo quando in concomitanza di un cambio la Cattolica attacca la profondità sempre con Caponi e nuovamente con Mazzantini, il cui spunto si perde sul più bello. È però al 55' che il duello fra il centravanti della Cattolica e il portiere dello Scandicci si infiamma con la grandissima parata compiuta da Contieri sul tiro in corsa di Mazzantini, ispirato da paolucci. Si procede a fiammate, soprattutto lo fa lo Scandicci che rischia di colpire con un'altra azione a tre fra il subentrato Bini, Catarzi e Boldrin, ma ancora una volta la Cattolica si compatta e sventa la minaccia. Mentre ci si avvia nell'ultimo spicchio di gara la sensazione è che il pareggio possa essere il risultato più attendibile, anche se entrambe le squadre cercano sempre di imprimere pericolosità ai loro affondi, soprattutto la Cattolica che, al 61', spreca una buona anche se potenziale chance, il tiro di Caponi viene ben controllato da Contieri, ma il tutto arriva in calce a una manovra fra Bramanti, Burgassi e Mazzantini che sembrava molto più promettente. Son scintille ancora fra Mazzantini e la difesa locale, ma soprattutto fra il centravanti e Contieri che, poco dopo, compie un altro grandissimo intervento sulla conclusione dell'avversario, servito nell'occasione da Stiacci. Archiviata un'altra possibilità proprio per Stiacci in mischia dopo un corner ecco che al 77' la gara si decide, tingendosi di blues. Sugli sviluppi di una palla contesa a centrocampo lo Scandicci è abilissimo nel verticalizzare improvvisamente su Poggiali che, entrato da poco in campo, ingaggia un corpo a corpo con Manzini e poi trafigge Bisulca in uscita disperata. Grande gioia per i padroni di casa, mentre la Cattolica leva qualche protesta, lamentando un presunto fallo commesso ai danni del proprio numero cinque. Pochissimo il tempo a disposizione dei giallorossi per provare a riprendere in mano una gara che ha voltato le spalle proprio nel suo momento decisivo, ma gli ospiti ci provano em nel finale costringono sulla difensiva lo Scandicci, L'ultimo sussulto all'83' quando è ancora Contieri ad alzare in corner con bravura la punizione insidiosa calciata da Burgassi. Ha un suono stridulo il triplice fischio per i giallorossi, porta sollievo ed euforia allo Scandicci che si ritrova fra le mani tre punti dal sapore sempre speciale.
Calciatoripiù
: si parte dai numeri uno, Contieri (Scandicci) è decisivo nel tenere in corsa i suoi, Bisulca (Cattolica V.) non ha responsabilità sui gol e per lui vale quanto detto per il collega di ruolo avversario circa la possibilità data ai compagni di giocarsi i tre punti allo sprint finale. Ecco altri meritevoli di menzione: Boli, Cardella e Poggiali per i blues, Mazzantini, Susini, Manzini, Dario Burgassi e anche Caponi per la Cattolica Virtus.
Lorenzo Martinelli