Aquila Montevarchi-Pol. Monteserra 3-0
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Marchi, Rustichini, Chiavacci, Veltroni, Pulaj, Papini, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Casamenti. A disp.: Tognaccini, Fagioli, Diak, Billi, Rangoni, Metaj, Verdi, Sylla, Duranti. All.: Tesconi Massimo
POL. MONTESERRA: Selmi M., Piantanida, Soldani, Arcangioli, Selmi N., Ramacciotti, Scalsini, Musacchio, Bruno, Taddei, Alfarano. A disp.: Giella, Giampa, Dhamo, Pratali, Di Blasi, Menichini, . All.: Paesano Luca
RETI: 1' Pugliese, 76' Pugliese, 79' Pulaj
Ora che sbagliare non si può più, ora che rallentare rischierebbe di compromettere una stagione fin qui eccellente, il Montevarchi torna a sfoderare una partita perfetta: la doppietta di Pugliese, che torna a segnare dopo sette settimane, è decisiva per piegare la resistenza del Monteserra, battuto 3-0 con una rete a freddo e due (di Pulaj l'ultima) nel finale. Il punteggio si sblocca sul primo scambio, alimentato dalla pressione di Marchi, che recupera il possesso sulla destra, affonda e disegna un traversone perfetto: Pugliese controlla e col mancino batte Mattia Selmi. Dal primo fischio di D'Amore non è passato neppure un minuto: il vantaggio immediato galvanizza il Montevarchi, che al 13' torna a rendersi pericoloso con un'altra combinazione tra Pugliese, che smista il pallone, e Marchi, sul cui traversone la deviazione aerea di Liistro sfiora la traversa. Del vantaggio minimo il Montevarchi non s'accontenta: cinque minuti più tardi segue un'altra opportunità sul traversone di Papini per Pulaj, il cui colpo di testa Mattia Selmi neutralizza. Sul ribaltamento di fronte il Monteserra si rende pericoloso per la prima volta: dal limite dell'area di rigore è Taddei a cercare la porta con un tiro che però finisce alto. Dai suoi piedi nasce anche un'occasione più limpida, quella che al 36' vede Bruno battere Tommasi con una volée: al pareggio manca il battesimo, D'Amore rileva un fuorigioco e non convalida. È un segnale d'allarme per il Montevarchi, che chiude il primo tempo all'attacco: da destra Pugliese si libera al traversone con un dribbling elegante e cerca Liistro, che al volo non trova lo specchio. Non ha fortuna neppure l'occasione che apre il primo tempo: anche lui servito da Pugliese, incontenibile, da fuori Papini calcia alto. Il Montevarchi ci riprova subito con un affondo di Liistro, che al 46' invita in pedana Diak: buono il tiro, Mattia Selmi para in due tempi. La pressione cresce, Ajighevi sfonda ed effettua un bel traversone basso: il pallone attraversa tutta l'area di porta senza che Pugliese, in ritardo per un istante, riesca ad accompagnarlo dentro (47'). Dopo tanto palpitare, il ritmo rallenta per una decina di minuti, alla fine dei quali il Montevarchi torna ad attaccare: Rustichini dialoga a sinistra con Pugliese e serve in profondità Ajighevi, cui di nuovo s'oppone Mattia Selmi, stavolta in angolo. Dunque lo scarto resta minimo, e al 63' il Montevarchi rischia: gli va bene che D'Amore valuti regolare la scivolata di Chiavacci all'interno dell'area di rigore. Resta un episodio isolato, dopo il quale il Montevarchi chiude la partita: al 76' Pugliese, che undici minuti prima aveva calciato alto al culmine di un'azione identica, controlla in velocità il filtrante profondo di Liistro e stavolta non perdona. Il Monteserra s'arrende e al 79' subisce anche la terza rete: la segna Pulaj, che riceve il pallone al limite dell'area di rigore e in girata insacca sul secondo palo. È il 3-0, dopo la frenata del Lapenta il Montevarchi torna a vincere e tiene a distanza Tau e Sestese.
Calciatoripiù: Pugliese (Aquila Montevarchi),
Mattia Selmi (Monteserra).
Floria-Sestese 0-10
FLORIA: Massetani, Parravicini, Del Lungo, Michelini, Saleh, Sophie, Galli, Razzauti, Zolfanelli, Vannozzi, Giglietti. A disp.: Cesari, Ridi, Galeotti, Cufi, Vezzani, Magnolfi, Ciappina, Bussotti . All.: Sbolci Davide
SESTESE: Del Rosso, Coppini, Cecchi, Taddei, Shera, Tarchiani, Nesi, Bonta, Monterisi, Cetani, Barbanti. A disp.: Bellocci, Grisolini, Cassiolato, De Ferdinando, Oublady, Scura, Pieri, . All.: Ferro Marco
RETI: 4' Barbanti, 7' Cetani, 13' Barbanti, 26' Monterisi, 36' Cecchi, 46' Taddei, 61' Monterisi, 68' Monterisi, 70' Scura, 78' Pieri
(Io dico che hai barato, ragazzo). (Tu dici?). (Io dico. Ti offro da bere, ragazzo). Chi guarda il punteggio sul telefono pensa a un errore di battitura o a un buontempone che si diverte male. Ma il giro di schiaffi che Wild Cat Hendrix prende da Trinità è talmente reale che brucia forte come una pallottola nello stomaco, anche se pieno di whisky. Basta poco alla Sestese per indirizzare la partita con la Floria, quella chiusa con lo 0-10 di cui sabato chiede tutta la Toscana. Le bastano appena tredici minuti, di rapidità e palloni nello spazio, per mandare in totale confusione la retroguardia avversaria. Apre le danze Barbanti, che sfrutta un'indecisione della difesa e del portiere sulla spizzata di Monterisi, che aveva prolungato il lancio di Taddei sull'invito di Coppini (4'). Tre minuti più tardi una giocata simile, anche se un po' più articolata, produce il raddoppio: stavolta verticalizzare su Monterisi tocca a Bontà, Barbanti s'inserisce e calcia sull'opposizione di Massetani, in scivolata Cetani, che tra i due compagni aveva mediato, segna lo 0-2. Al 13' la partita si chidue già: la Floria rimane immobile a difendere una punizione sulla trequarti, la Sestese invece è rapida di gambe e di testa; è rapido Cetani, che batte veloce per Barbanti, bravo a incrociare in porta il pallone della doppietta. La reazione della Floria non c'è, correttivi a una difesa troppo leggera nemmeno; ogni pallone giocato in profondità da Taddei o da Nesi, mezzala, crea sempre pericoli: in un paio d'occasioni, opponendosi a Monterisi, Massetani ritarda la quarta rete. La Floria crolla di nuovo poco prima della mezz'ora, quando l'ennesima discesa di Barbanti (lo fa correre il filtrante con cui Cetani verticalizza la combinazione tra Shera, Coppini e Taddei) libera al tiro Monterisi, che da pochi passi mette in rete. La passività e la poca reattività della Floria traspaiono chiare nella genesi della quinta rete della Sestese: Cecchi parte dalla linea mediana col pallone al piede, evita un paio di avversari, resiste anche a una trattenuta leggera, entra in area e scarica un diagonale preciso alle spalle di Massetani. Si va così alla pausa, non prima di assistere a un paio di giocate sopraffine di Nesi, non granché fortunato sottoporta: a lato il primo tiro, alto il secondo. Nella ripresa c'è chi si aspetta almeno una reazione d'orgoglio della Floria, che non c'è e mai ci sarà. Anzi, la partita la vede subire ancora. Sul lancio di Cecchi è splendida la discesa di Nesi, che a sinistra evita l'intervento di un paio di avversari e serve dall'altra parte Taddei: stop perfetto per entrare in area, tocco preciso, pallone in rete (0-6). Dal tavolo da poker Bambino bofonchia un (E basta). Ma dopo alcuni giri d'orologio nel corso dei quali i ritmi ovviamente calano, la Sestese colpisce ancora: Coppini confeziona un traversone perfetto sullo scambio tra Tarchiani, Cecchi e Oublady, Monterisi stacca tutto solo e dall'interno dell'area di porta indovina il colpo di testa vincente. Poco dopo arriva anche la tripletta, gentile regalo della retroguardia della Floria che manca l'intervento sul traversone di Barbanti prolungato di tacco da Scura: da pochi passi mancare il bersaglio è impossibile. Le panchine si svuotano ma poco cambia; anzi, chi entra tra le file della Sestese vuol mettere in difficoltà Marco Ferro, che mai ha smesso di guidare i suoi, nelle scelte future. Il divario si allarga: Scura supera in velocità la difesa sull'ennesimo filtrante di Pieri, evita l'uscita del portiere e deposita in rete. Lo stesso Scura spreca poi due grandi occasioni, prima con un tocco sotto misura poi di testa sugli sviluppi di un angolo. Il punteggio pari lo realizza Pieri al termine di un'azione quasi da play-station, al joystick Oublady per la pressione, Cassiolato per la verticalizzazione e Monterisi che prolunga: rapidità e precisione tutta di prima premiano l'inserimento del nuovo entrato, che di punta scarica un bolide sotto la traversa. La fine delle ostilità (ineccepibile la direzione di Mescoli, il miglior fischietto stagionale visto sul campo Grazzini) manda un messaggio chiaro al Montevarchi: la Sestese c'è, a differenza della Floria che, proprio come Wild Cat Hendrix, non c'ha capito niente.
Calciatoripiù; Monterisi e
Barbanti dominano anche in classifica marcatori,
Nesi e
Taddei (Sestese) decidono e incidono in ogni zona del campo.
Federico Pettini
Pietrasanta-Venturina 1-0
PIETRASANTA: Gassani, Paganini, Cavalzani, Perugi, Salvi, Corso, Kahindi, Bernardini, Ciambelli, Cutolo, Toncelli. A disp.: Pennucci, De Vitis, Moro, Rea, Fialdini, Tusha, Esperon, Strati . All.: Albinoiu Ionut
VENTURINA: Galli, Tassi, De Mattia, Vita, Citi Minelli, Fiorini, Pozzobon, Tosi, Caporali, Nfaiedh, Monaci. A disp.: Leoni, Pirrone, Conforti, Grassini, Iuppa, Del Ghianda, Fontana, Mosca, Capecchi. All.: Bardocci Giovanni
RETI: 24' Toncelli
Settantatré giorni sono lunghi, lunghissimi, infiniti. Sono settantatré giorni che il Venturina non vince, e in questi settantatré giorni ha perso cinque posizioni, quelle che l'hanno fatto precipitare alle soglie della zona incandescente; ci scappa lontano invece il Pietrasanta, cui l'1-0 (decide Toncelli) consente di scavallare quota trenta, traguardo non solo psicologico: alla fine dei giochi è probabile che la media d'un punto a partita sia sufficiente a salvare la categoria. Per farlo ha da combattere ancora il Venturina, che protesta a lungo per la direzione di Di Carlo e per la decisione che nel recupero fa evaporare il possibile pareggio: con una valutazione diversa Monaci sarebbe riuscito ad annullare gli effetti dell'unica rete data buona, quella che il Pietrasanta segna al 24' grazie a Toncelli, che di testa gira in porta il traversone di Ciambelli, dopo la volée mancata pronto a rimettere in mezzo il pallone servitogli da Corso. È la prima occasione della partita, e quattro minuti più tarsi segue la seconda: il Pietrasanta beneficia d'un rigore che Di Carlo concede per una trattenuta di De Mattia a Kahindi, che aveva preso la posizione di vantaggio su un pallone profondo; ne beneficia, e non riesce a sfruttarlo: Toncelli battezza l'angolo destro ma calcia poco meno che centrale, e così favorisce la parata di Filippo Galli. Dunque il Venturina resta in partita, e alla fine del primo tempo si fa sentire con Di Carlo per la prima volta: si trascinano per tutta la pausa le proteste per una trattenuta a Monaci, situazione molto simile a quella punita un quarto d'ora prima nell'altra area di rigore. Su quest'episodio il Pietrasanta si ricorda che una rete soltanto rappresenta un vantaggio troppo fragile, e al riavvio cerca subito di raddoppiare: il pallone buono capita a Ciambelli, cui una diagonale fantastica di Pozzobon impedisce di scaricare in porta il filtrante di Cutolo. Resta senza esito anche la discesa di Paganini, che all'ora di gioco si serve d'un paio di combinazioni per violare l'area di rigore e vedere la porta quasi dall'ultima linea: alto di poco il suo tiro da posizione defilatissima. Più vicino alla rete si porta il Venturina nei minuti finali; più vicino, ma non abbastanza: anche se non ad allontanarla, Gassani riesce a respingere la punizione che Tosi calcia dal limite dell'area di rigore, e sulla ribattuta Perugi valuta l'angolo un buon prezzo per evitare complicazioni. Contro le complicazioni il Pietrasanta rischia di sbattere all'83', sul traversone di Grassini girato in porta da Monaci di testa: rischia ma si salva, perché Di Carlo (forse in traiettoria rileva una spizzata che lo costringe a valutare daccapo tutte le posizioni?) annulla per fuorigioco, e costringe il Venturina a confrontarsi con la terza sconfitta consecutiva, dopo la quale i punti totalizzati negli ultimi nove turni sono appena tre. Urge ricalibrare obiettivi e ambizioni, ricalibrarli alla svelta.
Calciatoripiù: Ciambelli (Pietrasanta) e
Citi Minelli (Venturina).
esseti
Csl Prato Social Club-Tau Calcio 0-4
CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Mocali, Morandi, Borrelli, Vettori, Magni, Allori, Tarantino, Nistri, Gori J., Truscelli. A disp.: Pastore, Paratja, Scuffi, Restaino, Libiu, Nardini, Franco, . All.: Galeotti Francesco
TAU CALCIO: Bella, Guidi A., Spinelli, Goxhaj, Mendolia, Citti, Geri, Silla Da., Cecchetti, Blini, Silla Di.. A disp.: Barsottelli, Mannucci, Lapi, Hussey, Lisisco, Bonacchi, Sow, Mosso. All.: Marconcini Emanuele
RETI: 1' Autorete, 4' Blini, 37' Blini, 65' Mosso
D'insolito c'è solo la posizione. A dieci giornate dalla fine il Tau è terzo, è terzo perché Montevarchi e Sestese continuano a tenere una media impressionante; è terzo, e ribadisce che non ha voglia di restarci ancora a lungo. Finita secondo pronostico (0-4 il punteggio), la ventesima partita stagionale è un messaggio limpido alle rivali: anche se dalla vetta i punti di distanza sono sei, nessuno pensi che da gennaio abbia preso il via una corsa a due. Sono tre, tre le squadre in lotta per la posizione più nobile; è probabile che siano tre anche quelle coinvolte nella battaglia per evitare la più beffarda di quelle meno nobili: insieme al Venturina, che gli sta davanti, e allo Sporting Cecina, che gli sta dietro, ci si trova in pieno il Csl Prato Social Club, che la terza sconfitta in un mese costringe a confrontarsi con una classifica bruttarella. Che resterà tale si capisce già in avvio: dal primo fischio di Paladini sono passati quaranta secondi sulla scivolata con cui Mocali, nel tentativo d'anticipare Davide Silla, spedisce nella propria porta il traversone rasoterra dell'altro Silla, Diego, che s'era servito del mancino per far fruttare lo sprint su Morandi. Di secondi ne passano altri 185, e lo scarto si fa già incolmabile: rientrato da destra verso il limite dell'area di rigore e caricato il mancino, Blini batte Ancillotti sul primo palo. Portatosi sullo 0-2 in meno di quattro minuti, per mezz'ora il Tau gestisce la partita concedendo al Csl giusto un calcio d'angolo; non può essere abbastanza per rimettere in discussione la vittoria d'una squadra che ogni volta che attacca fa capire che può sfondare. Ne è un esempio chiaro l'episodio che si materializza a tre minuti dalla pausa, protagonisti Cecchetti, che sul disco calamita il traversone di Geri da sinistra, e Nistri, che col tackle prende troppo poco pallone e troppo avversario per evitare il fischio contrario: aprendo il mancino Blini converte il rigore nella doppietta. È lo 0-3, punteggio che attraversa intatto la pausa, alla fine della quale il Csl prova a pungere giusto con un tiro d'Jacopo Gori (Barsottelli, che aveva sostituito Bella acciaccato, neutralizza senza sudare); più efficace è l'azione d'attacco che il Tau costruisce a un quarto d'ora dalla fine: al centro della scena c'è Mosso, che in dribbling si libera al limite dell'area di rigore e con un destro secco schianta angolatissimo il pallone in porta. A difenderla c'era già Pastore, cui Galeotti concede l'ultima mezz'ora e che nel finale s'esalta con una parata notevole sul tiro indirizzato da Cecchetti verso il secondo palo: l'intervento con la mano di richiamo è prodigioso anche se ininfluente, ininfluente come il dribbling con cui nel recupero Lisisco si spalanca lo specchio, non centrato in equilibrio precario. Non c'è ragione per starci male: questa partita il Tau l'aveva vinta già dai primi minuti.
Calciatorepiù: dalla giocata di
Diego Silla (Tau Altopascio) nasce la rete che frantuma l'equilibrio dopo appena quaranta secondi.
esseti
Giov. Fucecchio-Cattolica Virtus 0-1
GIOV. FUCECCHIO: Terri, Gorgerino, Pinucci, Fondelli, Gjoni, Terreni, Calanna, Gronchi, Girardi, Faye, Copia. A disp.: Cortopassi, Villagran, Niccolai, Del Cesta, Lombardi, Iodice, Rotondo, Tortorelli, Stefanizzi. All.: Falcini Giancarlo
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Manzini, Raimondi, Bramanti, La Ragione, Burgassi Da., Palchetti, Scopetani, Mazzantini, Paolucci, Memis. A disp.: Silverio, Susini, Santi, Burgassi Di., Masi G., Caponi, Stiacci, . All.: Bargellini Massimo
RETI: 54' Raimondi
Fatta ancora no, ma quasi. Nelle ultime sette partite la Cattolica Virtus ha conquistato diciassette punti, quasi il doppio dei nove con cui aveva vissuto un Natale mesto: con una condizione così, che finalmente esalta la qualità d'una rosa a lungo nelle zone brutte un po' per sbaglio e un po' per sfortuna, a Soffiano si continua a prestare attenzione alla corsa salvezza soltanto perché finora era scontato farlo. La realtà è che con le avversarie che dall'élite possono trarre soltanto la speranza di non retrocedere questa squadra qui non ha niente a che fare: non ce l'ha per ruolo e tradizione, non ce l'ha per talento, non ce l'ha per spirito. Lo 0-1 inflitto al Fucecchio, che cade in casa per la quinta volta in undici partite, è un esempio chiaro della concretezza di cui Bargellini è stato maestro: da tempo s'era capito che per la Cattolica non avrebbe potuto essere questa la stagione per ricamare. Al Talini grandi ricami non si vedono, e il gran ritmo impedisce al Fucecchio di sfruttare una manovra nella quale all'ottimo palleggio non s'accompagna grande aggressività. Non deve sorprendere che in tutto il primo tempo si registri una sola occasione, peraltro sugli sviluppi d'una pallone inattivo: è potente ma centrale il tentativo di Girardi sulla punizione che Faye aveva calciato da destra, reattivo Bisulca. Con queste premesse è inevitabile lo 0-0 alla pausa, punteggio di cui nessuno degli allenatori s'accontenta: non s'accontenta Falcini, e decide d'appesantire l'attacco con Stefanizzi (fuori Girardi, Gronchi arretra), sul cui mancino Copia appoggia subito un pallone interessante, spedito alto dal disco del rigore; non s'accontenta Bargellini, che inserendo Masi (fuori Paolucci) gli affida l'esecuzione di tutte le riprese del gioco. È una mossa efficacissima: da quel piede nasce l'angolo che il Fucecchio allontana non oltre il limite dell'area di rigore, e che calciando rasoterra nell'intenzione e a mezz'altezza dopo un pizzicotto Raimondi trasforma nello 0-1. Già sul pareggio di spazi in cui affondare il Fucecchio ne aveva pochi: ora ne ha pochissimi. Falcini cerca di crearli inserendo i muscoli di Tortorelli (fuori Copia), che però non finalizza uno dei due traversoni d'Alberto Niccolai; l'altro prova a premiare Faye, rimpallato all'interno dell'area di porta (70'). Di fatto d'occasioni limpide il Fucecchio non ne produce; alla rete s'avvicina di più la Cattolica Virtus, che sugli sviluppi d'un altro angolo di Masi porta in pedana prima Manzini (splendida la parata di Terri) e poi Palchetti, murato in prossimità della linea. Non è abbastanza per raddoppiare, problema irrilevante all'ultimo fischio di Matteo Marconcini: con questi tre nel girone di ritorno la Cattolica ha conquistato undici punti, quanti il Montevarchi capolista, meno soltanto della Sestese dei record.
Calciatorepiù: davanti alla difesa
Bramanti (Cattolica Virtus) unisce visione di gioco e capacità d'interdizione.
esseti
Sporting Cecina-Scandicci 1-2
SPORTING CECINA: Melis, Lucido, Tamagno, Bandinelli, Carbone P., Yzerillari, Ciampi, Galvano, Moretti, Raciti, Pavoletti. A disp.: Casprini, Marianelli, Bapary, Antonelli, Marini, Zazzeri, Malfanti, Balloni . All.: Prunecchi Andrea
SCANDICCI: Contieri, Gori B., Poggiali, Catarzi, Pinzani, Boldrin, Gjonaj, Sersif, Cardella, Brandani, Deliperi. A disp.: Verna, Paoli, Nacci, Zani, Brahimaj, Martinelli, Rogai, Mazzoni. All.: Fanfani Filippo
RETI: 2' rig. Cardella, 30' Raciti, 80' Pinzani
Il Venturina ha perso, il Csl ha perso, le tre che stanno dietro non hanno giocato: vista da questa prospettiva è un po' meno amara la sconfitta (1-2) che lo Sporting Cecina rimedia contro lo Scandicci. Amara lo è se si considera la dinamica: alla mezz'ora Raciti aveva pareggiato il rigore iniziale di Cardella, e solo allo scadere Pinzani segna la rete decisiva. È l'epilogo d'una partita che lo Scandicci avrebbe potuto risolvere già nel primo tempo e che improvvisamente aveva visto annodarsi dopo un avvio letale: è incontestabile il fallo di Bandinelli su Cardella, che aveva sfruttato il lancio di Brandani sulla sponda di Poggiali per ingaggiare l'uno contro uno e che trasformando il rigore concesso da Scaffai rompe lo 0-0 dopo un centinaio di secondi. Allo Scandicci, che per dieci undicesimi Fanfani (con lui Tumolo, che lo sostituisce in panchina finché non sarà finita la squalifica) ripropone identico a quello che aveva piegato il Pietrasanta, dunque con Deliperi terzino sinistro, Boldrin regista e stavolta centravanti per l'appunto Cardella anziché Brahimaj, il vantaggio consente d'oliare la manovra, che entro il quarto d'ora produce due occasioni per il raddoppio: glielo negano la traversa, su cui sbatte la rovesciata di Poggiali, e il palo, destinazione per il diagonale di Gjonaj, che da mezzala s'era portato al limite dell'area di rigore e da lì aveva armato il destro. Lo scarto resta minimo anche sulla seconda incursione di Cardella, contro il quale stavolta Melis vince il duello, e si volatilizza alla mezz'ora: all'improvviso pareggia lo Sporting Cecina, pareggia grazie a Raciti, che calamita il pallone schizzato ai diciotto metri dopo uno sviluppo laterale e col destro di prima batte Contieri. Raggiunto dopo aver fallito una marea d'occasioni per raddoppiare, per tornare a rendersi pericoloso lo Scandicci ha bisogno d'un po' di tempo: la ripresa è già quasi a metà quando il traversone di Brandani da sinistra consente a Brahimaj di calciare a colpo sicuro in direzione del secondo palo, protetto senza volerlo da Sersif in traiettoria. Stavolta lo specchio resta utopia, al contrario di quanto accade una manciata di minuti più tardi sulla punizione che Brandani calcia dal limite dell'area di rigore: l'esecuzione è buona ma non angolatissima, Melis respinge in angolo. A lungo resta uno dei pochi pericoli che lo Sporting Cecina corre in tutta la ripresa; quello fatale è l'ultimo, creato dal destro di Pinzani, che da venticinque metri inventa una sorta di pallonetto fortunato forse, decisivo di sicuro. Dell'1-2 lo Scandicci si serve per consolidare la quarta posizione: ora sono cinque i punti di vantaggio sul Fucecchio, l'inseguitore più vicino. Ad altri conti, ben più fradici di sudore, si dedica lo Sporting Cecina: la salvezza è più che possibile, per ottenerla però c'è da battagliare per altri tre mesi.
Calciatoripiù: Yzeirllari, Carbone (Sporting Cecina),
Pinzani e
Deliperi (Scandicci).
esseti
San Miniato-Affrico 1-0
SAN MINIATO: Angeloni, Ciurlia, Fini, Burroni, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Poli. A disp.: Giustarini, Bernazzi, Ciacci, Mazzei, Mele, Carlucci, Carnesecchi, . All.: Pescara Nicola
AFFRICO: Sarti, Ventrice, Cangero Moretti, Papi, Brocci, Salvadori, Matacena, Jacaj, Occhibove, Seneci, Kasa. A disp.: Notari, Toderici, Badii, Andreano, Paoletti, Fabiani, . All.: Bertini Andrea
RETI: 20' Bari
Non è detto che così ci si salvi, ma di sicuro ci si salva così: è impeccabile lo spirito con cui il San Miniato affronta l'Affrico, tanto impeccabile da produrre un successo di misura con tre punti in allegato. Sono tre punti pesantissimi: a poche ore dalla giornata numero ventidue si riduce il divario da Csl e Sporting Cecina, le due squadre cui per un po' s'è pensato si limitasse la corsa alla salvezza. Perlomeno nell'immediato il perimetro si fa un po' più largo: va tenuta di conto la Settignanese, che batte la Sangiovannese ultima; e tanto più va tenuto di conto il San Miniato, in vantaggio nell'unica occasione del primo tempo: la capitalizza Bari, che sul fronte sinistro della trequarti offensiva sgraffigna il pallone a Ventrice e segna in due tempi dopo un primo impatto sul palo (20'). È l'1-0, che dura fino alla fine nonostante la pressione crescente nell'Affrico, sterile fino a una decina di minuti dalla fine, poi resa tale soltanto da un fischio contestato di Cauceglia, che considerando punibile la posizione di Ventrice (lettura estrema: non tocca il pallone, non interferisce con nessuno degli avversari, non si trova sulla linea di visione d'Angeloni) non convalida la punizione calciata in porta da Seneci con l'aiuto d'una deviazione. Il San Miniato respira, si limita a contrattaccare con una discesa di Mele sulla sinistra - buona l'idea, troppo debole l'esecuzione - e porta in fondo un successo che riduce a soli quattro punti la distanza dal quintultimo posto.
Settignanese-Sangiovannese 4-1
SETTIGNANESE: De Fazio, Di Comun, Magnelli, Spanu G., Failli, Madio, Nodari, Agostinelli, Pierotti Carli, Sahbani, Manfrin. A disp.: Maruottolo, Carpanesi, Ciani, Chiummiello, Passannanti, Perrino, Giovannelli, . All.: Petriccione Luigi
SANGIOVANNESE: Dossini, Chiappi, Senesi, Pucci, Verdiani, Nocentini, Carotti, Gori, Tanzini, Tognaccini, Materassi. A disp.: , Banini, Valenti, Mugnai, . All.: Tozzi Antonio
RETI: 18' Nocentini, 32' Giovannelli, 38' Agostinelli, 64' Pierotti Carli, 70' Pierotti Carli
La Sangiovannese ormai s'è rassegnata, la Settignanese no: la tiene in corsa - in corsissima - il recupero della ventesima giornata, quello che vinto 4-1 in rimonta le consente d'accorciare non sul San Miniato, che firma l'impresa di metà settimana, ma quantomeno su Csl e Sporting Cecina, in mezzo ai quali al momento passa la faglia che divide chi vivrà da chi no. Per un quarto d'ora al Romagnoli s'è respirato il timore di finire in anticipo dalla parte sbagliata: la Sangiovannese prova a trascinare a fondo la Settignanese con una rete sovrumana di Nocentini, che raccoglie un angolo respinto dalla difesa avversaria e calciando col mancino da una ventina di metri fa spiovere il pallone sotto la traversa. È il 18', e per un quarto d'ora lo 0-1 sembra inscalfibile: al 32' lo neutralizza Giovannelli, che in pressing su Dossini riesce a segnare una rete fortunosa e pesantissima. Il secondo aggettivo vale anche per il 2-1, il primo no: è congegnata benissimo l'azione che consente alla Settignanese di portarsi avanti prima della pausa, congegnata benissimo perché sono favolosi sia il lancio di Spanu dalla trequarti sia lo sprint d'Agostinelli, che poco prima del pareggio era sbattuto su Dossini (allora, con un filtrante splendido, lo aveva ispirato Giovannelli) e che stavolta dopo uno sprint dalla trequarti all'area di rigore resta gelido quanto basta per trovare la porta. Il vantaggio la Settignanese lo conserva preziosissimo per gli ultimi istanti prima della pausa e fino a metà della ripresa, scavallata la quale si porta sul 3-1: segna Pierotti Carli, che aveva rilevato Giovannelli e che dal limite dell'area di rigore, dopo essersi servito d'un dribbling per crearsi lo spazio per calciare, battezza l'angolo basso alla sinistra di Dossini. Nello stesso quadratino finisce il pallone al 70', identica la posizione di partenza e identico il marcatore, che stavolta si serve d'un dribbling in più per sciogliere una mischia; è la rete del 4-1, poco meno d'una dichiarazione ufficiale che d'interpretare non c'è bisogno: di far compagnia alla Sangiovannese la Settignanese non ha per niente voglia.