Campionando.it

Allievi B Regionali GIR.Merito - Giornata n. 12

Cattolica Virtus-Sporting Cecina 4-1

CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Manzini, Scopetani, Bramanti, La Ragione, Burgassi Da., Masi G., Palchetti, Mazzantini, Burgassi Di., Memis. A disp.: Stiacci, Raimondi, Dainelli, Caponi, Santi, Paolucci, . All.: Bargellini Massimo
SPORTING CECINA: Melis, Bapary, Tamagno, Bandinelli, Carbone P., Marianelli, Franci, Zazzeri, Moretti, Yzerillari, Malfanti. A disp.: Cucchiara, Bragagni, Pavoletti, Anchoum, Lucido, Ciampi, Balloni, . All.: Prunecchi Andrea
ARBITRO: Alessandro Merli di Valdarno
RETI: 40' Memis, 51' Mazzantini, 56' La Ragione, 66' Pavoletti, 71' Santi
Per la salvezza resta una sola mossa, per effettuare la quale non basterà vincere lo scontro diretto col San Miniato: occorrerà allegarci una buona dose di preghiere. Si fa sempre più complicata la situazione dello Sporting Cecina, che il 4-1 subito dalla Cattolica Virtus costringe a confrontarsi con una media orribile: nelle ultime otto partite sono arrivati soltanto quattro punti, mezzo per volta. La trasferta di Soffiano, contro una squadra che nel girone d'andata ha visto quant'è scuro l'abisso e poi n'è uscita così bene da poter vivere una primavera serenissima, avrebbe potuto essere l'occasione giusta per spezzare la striscia negativa: diventa invece la sede della diciassettesima sconfitta stagionale, l'ottava del girone di ritorno, introdotta dalla chance che vede Franci, cui la difesa avversaria aveva concesso un pallone golosissimo, mancare la porta pressoché spalancata. La Cattolica replica con due discese di Palchetti, che da destra serve al centro dell'area di rigore due palloni interessanti: non li sfruttano né Masi né Mazzantini (si rifarà nella ripresa: arriverà la rete stagionale numero quindici, score notevole alla prima stagione nell'élite), per i quali lo specchio resta solo un desiderio. Per quasi tutto il primo tempo si va avanti dovendosi accontentare di queste due annotazioni: il punteggio si sblocca quando lo 0-0 alla pausa sembrava già assicurato, si sblocca perché sul filtrante di Bramanti la difesa dello Sporting Cecina si perde il taglio di Memis, che anticipa l'uscita di Melis - tra i due cambiano una lettera e il destino tutt'intero - e segna l'1-0. Lo svantaggio maturato quando bastava reggere qualche altro istante per rinviare ogni questione alla ripresa frantuma lo spirito dello Sporting Cecina, che al riavvio di reti s'accorge che deve rimontarne due: segna Mazzantini, che di testa devia in porta il traversone di Scopetani e che di lì a poco manca la doppietta giusto per colpa del palo, unica opposizione a un tiro favoloso da una ventina di metri. Con la sfortuna la Cattolica non ha neppure il tempo di rammaricarsi: toccato forse da La Ragione o forse da un paio di difensori dello Sporting Cecina (vada per la rete anziché per l'autorete: anche solo l'esultanza giustifica l'assegnazione), finisce in porta l'angolo calciato da Bramanti carico d'effetto. Sotto 3-0 a poco più di venti minuti dalla fine, lo Sporting Cecina si concede un sussulto che vale quantomeno una rete: la segna Pavoletti, che approfitta d'una lettura errata della difesa avversaria e chiudendo il destro supera Bisulca. Non è abbastanza per mettere in discussione l'esito della partita, non lo è perché nel giro di cinque minuti la Cattolica si riporta a più tre: segnare il 4-1 tocca a Santi, cui il lancio profondo di Dainelli consente di scartare Melis prima d'appoggiare il pallone in porta. La Cattolica esulta, poi ripensa a come riuscì a sortire indenne dalla partita d'andata dopo aver rischiato di perdere (al 70' si stava 2-0) e di finire risucchiata in un gorgo terrificante: quattro mesi dopo dello spavento resta solo il ricordo, o forse neanche quello. Calciatorepiù: Masi (Cattolica Virtus).
esseti
Giov. Fucecchio-Csl Prato Social Club 2-1

GIOV. FUCECCHIO: Terri, Villagran, Pinucci, Fondelli, Niccolai, Terreni, Lombardi, Gronchi, Iodice, Rotondo, Copia. A disp.: Cortopassi, Calanna, Gorgerino, Pratelli, Gjoni, Del Cesta, Stefanizzi, Tortorelli, Girardi. All.: Falcini Giancarlo
CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Perna, Morandi, Tarantino, Vettori, Magni, Allori, Sensoli, Truscelli, Gori J., Borrelli. A disp.: Pastore, Venuti.iang, Rosati, Nistri, Mocali, Restaino, Nardini. All.: Galeotti Francesco
ARBITRO: Tommaso Nardini di Empoli
RETI: 37' Lombardi, 45' Iodice, 75' Nardini
È durata poco la serenità, è durata giusto il tempo della sosta: le certezze che il Csl pensava d'aver costruito vincendo lo scontro diretto col San Miniato, ora di nuovo vicinissimo dopo l'exploit con la Floria, si sbriciolano a Fucecchio, dove nonostante l'uomo in più per quasi tutta la partita matura un 2-1 dolorosissimo per la ferita che lascia sulla classifica e sulle sensazioni. Eppure, nonostante la prossimità col margine dell'abisso, resiste una posizione di vantaggio non solo formale: è sostanziale, sostanzialissima la consapevolezza che tre vittorie porterebbero in allegato la salvezza. La questione sta nel farle: difficilmente il Csl ci riuscirà se approccerà le prossime tre partite - non solo l'ultima trasferta, a Montevarchi, ma anche le due in casa con Pietrasanta e Floria - con lo stesso spirito espresso contro il Fucecchio, che nonostante l'espulsione di Terreni dopo sei minuti appena (Nardini valuta chiara l'occasione da rete che senza il fallo si sarebbe presentata a Truscelli) sfrutta ogni grammo dell'esperienza di Falcini per far affogare in un 4-4-1 solido ed equilibrato ogni possibile pericolo. I pericoli semmai li corre il Csl, che nella prima mezz'ora s'aggrappa soprattutto ad Ancillotti, reattivo sia su Iodice, che da una quindicina di metri aveva calciato sotto la traversa, sia su Lombardi, che poco prima aveva invece cercato l'angolo basso e che a una manciata di minuti dalla pausa ha più fortuna: è lui a spezzare l'equilibrio dal lato corto dell'area di porta, dove lo proietta una fuga a sinistra con dribbling su Vettori in allegato. Dallo stesso piede, stavolta usato per inventare anziché per rifinire, nasce anche l'azione del raddoppio non appena introdotta la ripresa: funziona lo schema architettato da Falcini per l'esecuzione dalla bandiera, Iodice si trova da solo al limite dell'area di rigore e calciando di potenza porta a due le reti di vantaggio. Per mezz'ora esatta solo con due palloni inattivi il Csl crea l'opportunità di dimezzarle: in entrambe le circostanze c'entra Magni, che prima serve a Venuti un traversone deviato alto, poi stacca bene sull'invito di Nardini senza però trovare di meglio che un rimpallo in prossimità della linea di porta. A riaprire la partita è una giocata diversa, quella di cui è protagonista Venuti in pressione offensiva su Villagran, che s'incaponisce nel dribbling anziché scaricare facile verso Terri: al contrasto segue l'appoggio a Lorenzo Nardini, che calcia di prima verso la porta spalancata e imbulletta il pallone sotto l'incrocio. Il 2-1 accende il finale, nel quale il Csl riesce soltanto a creare un'occasione confusa: non va a buon fine il tiro di Sensoli, che da distanza ravvicinata non strappa di meglio che un rimpallo, valutato regolare - niente mano, o perlomeno non punibile - da Tommaso Nardini. Non va a buon fine neppure l'ultima occasione imbastita dal Fucecchio (a lato il tiro di Stefanizzi in ripartenza), non va a buon fine e non cambia niente: il Csl esce sconfitto, il vantaggio sul San Miniato torna minimo, e ora tocca combattere per conservarlo.
Calciatoripiù: Lombardi
(Giov. Fucecchio) e Venuti (Csl Prato Social).
esseti
San Miniato-Floria 5-2

SAN MINIATO: Angeloni, Ciurlia, Bellandi, Machetti, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Fini. A disp.: Ciacci, Poli, Tarli, Bernazzi, Carnesecchi, Mazzei, Burroni, Mele, Biancolini. All.: Pescara Nicola
FLORIA: Massetani, Vezzani, Ciappina, Razzauti, Michelini, Del Lungo, Galeotti, Parravicini, Zolfanelli, Vannozzi, Rosselli. A disp.: Cesari, Magnolfi, Saleh, Galli, Bussotti, . All.: Sbolci Davide
ARBITRO: Cristian Russo di Siena
RETI: 13' Vannozzi, 30' Pacciani, 50' Pacciani, 55' Fineschi, 61' Saleh, 72' rig.Bari, 80' Fineschi
Non trema solo lo Sporting Cecina, prossimo avversario nello scontro diretto dal quale potrebbero passare tre quarti di stagione: trema anche il Csl, che alla vigilia della sosta pensava d'essersi scrollato il terrore di dosso e invece si ritrova di nuovo infradiciato. Tra la zona in cui si respira e quella in cui s'affoga corre un punto soltanto, il margine che resta dopo il 5-2 che il San Miniato infligge alla Floria nonostante lo svantaggio in avvio: deve ancora consumarsi il quarto d'ora nell'azione che vede Vannozzi liberarsi alla distanza, prendere la mira e battere Angeloni con un tiro a mezz'altezza. Consapevole che una sconfitta potrebbe essere rovinosa, il San Miniato si lancia all'attacco senza però trovare fortuna, perlomeno per un po': fino alla mezz'ora il pari glielo negano Massetani, che s'oppone prima a Pacciani e poi a Fineschi, e la traversa, su cui rimbalza il tiro di Ciurlia, schierato mezzala per aumentare la qualità della manovra. È dal suo piede che nasce la rete del pari: la segna Pacciani, cui il filtrante consente di scattare sul filo del fuorigioco, violare da destra l'area di rigore e battere Massetani con un tiro secco da posizione defilata. Per la doppietta che completa la rimonta occorre giusto attendere di valicare la pausa: al riavvio l'innesco è un lungo rilancio d'Angeloni, servizio diretto per il tiro dalla trequarti direzione incrocio dei pali. Né della doppietta né del vantaggio Pacciani s'accontenta: è lui a far partire l'azione del 3-1, alimentata dal traversone di Cultrera e finalizzata da Fineschi. Di questo punteggio il San Miniato beneficia per una manciata di minuti: non è granché reattiva la difesa sul traversone proposto da Ciappina, respinto corto e trasformato in rete da Saleh con un tiro di controbalzo dal limite dell'area di rigore. Ora il punteggio recita 3-2, e per una decina di minuti la partita si riaccende: la spegne un episodio controverso, il rigore che Russo assegna al San Miniato e che Bari converte nel 4-2. Il presunto fallo di Del Lungo l'aveva subito Fineschi, che aveva sfruttato l'ennesima verticalizzazione di Pacciani, molto più che un centravanti, e che nel finale porta a due il conto delle doppiette: è lui a incrociare in porta il traversone confezionato da Cultrera. Esulta il San Miniato, esulta molto più che per una vittoria ampia: il calendario gli suggerisce la strada da battere per ottenere una salvezza fin qui considerata a lungo inverosimile.
Calciatoripiù
: è vero che subisce cinque reti, ma nel primo tempo Massetani ne evita quasi altrettante e rinvia la resa della Floria; poi Pacciani e Fineschi cominciano a piazzare il pallone dove prenderlo è impossibile, e la partita si piega a favore del San Miniato.
esseti
Sestese-Sangiovannese 9-1

SESTESE: Bardazzi, Martinelli, Cecchi, Bonta, Shera, Tarchiani, Nesi, Scura, Monterisi, Pieri, De Ferdinando. A disp.: Bellocci, Grisolini, Coppini, Cassiolato, Barbanti, Taddei, Cetani, Oublady . All.: Ferro Marco
SANGIOVANNESE: Dossini, Materassi, Mugnai, Valenti, Banini, Nocentini, Gori, Parasassi, Tanzini, Tognaccini, Carotti. A disp.: Troia, Pucci, Melani, Chiappi, Paloka, . All.: Tozzi Antonio
ARBITRO: Christian Barducci di Pistoia
RETI: 2' Autorete, 9' Monterisi, 17' Nesi, 30' Martinelli, 44' Scura, 52' Monterisi, 60' Monterisi, 70' Scura, 75' Parasassi, 82' Cetani
Ora restano gli scontri diretti. Se il calendario proponesse una serie d'incastri diversi, la Sestese potrebbe cominciare a fare qualche calcolo per capire come gestire il vantaggio che a tre giornate dalla fine le consente di sognare il primo titolo giovanile dell'ultimo quinquennio; contro il Tau e il Montevarchi, ora a meno quattro e meno cinque, invece c'è ancora da giocare, sabato prossimo e all'ultima giornata, e quindi di tabelle non ne circolano. Eppure sarebbe assurdo sottovalutare l'esito della quartultima di campionato, nella quale delle prime tre vince solo la capolista, e vince così bene da consolidare il proprio ruolo di favorita per la vittoria finale. È vero che davanti c'era la Sangiovannese quasi in disarmo (che peccato che sia così amaro il ritorno di Rosadini, che negli anni ha dimostrato d'essere un allenatore bravo e preparatissimo, a Sesto, dove ha fatto cose grandi), retrocessa da tempo e in tutta la stagione capace di vincere una sola partita, peraltro a tavolino; eppure per spiegare un 9-1 in una categoria d'élite non basta mescolare lo squilibrio di valori con le ambizioni diverse, poi servire in tavola. C'è di più, tanto di più: c'è la voglia del club di tornare a vincere con le giovanili - vietato, e sbagliato, dire che delle tre è la categoria che conta meno: se a queste riflessioni v'invita la B dopo il nome, pensatela come Under 16 - e soprattutto ci sono l'opera e il talento di Marco Ferro, che a un approccio tattico ben chiaro (senza perdere l'equilibrio, si gioca per attaccare: le ottantasei reti in ventisette giornate suggeriscono che il messaggio è stato fertile) ha associato un gran lavoro sulla testa d'una squadra reduce da un campionato perso in un modo che ancora fa malissimo. Dodici mesi dopo, questa Sestese è molto più che maturata: è concreta, bella e cattiva. Se anche la fortuna le dà una mano, non vincere diventa impossibile: l'episodio che sblocca il punteggio dopo cento secondi appena (l'uscita di Dossini sulla punizione che Cecchi calcia dentro dalla trequarti fa carambolare il pallone addosso a Nocentini, quindi in porta) suggerisce che può essere il pomeriggio giusto per provare a scappare. Della partita la Sestese finisce d'impadronirsi quando di minuti non ne sono passati ancora dieci: segna Monterisi, che chiuderà con una tripletta, anticipando Dossini sul servizio di Martinelli, al traversone di prima sulla combinazione orizzontale tra Cecchi, Tarchiani e Shera. Da Martinelli nasce anche la rete numero tre, il primo quarto ancora da finire: stavolta prima d'arrivare in porta si passa dalla mediazione di De Ferdinando, che stoppa il pallone, finta di giocarlo a destra e si concede il lob per premiare l'inserimento di Nesi, splendido sia nello stop di petto sia nel tiro di controbalzo. Del 3-0 la Sestese non s'accontenta, non s'accontenta e lo dimostra: è complicata la parata che Bontà, che peraltro l'azione l'aveva fatta partire e che s'era presentato in zona disco sullo scarico di Monterisi dopo il dialogo tra Nesi e Pieri, richiede a Dossini. Per evitare un esito simile De Ferdinando, invitato in pedana dal filtrante di Cecchi ripulito da Nesi, decide d'angolare la traiettoria al massimo: la faccia esterna del palo dice che il compasso s'è aperto d'un grado di troppo. L'episodio serve solo a rinviare il 4-0 di qualche minuto appena: corre giusto la mezz'ora quando Pieri recupera il pallone e con la mediazione di Shera cerca Tarchiani, sul cui invito Martinelli calcia dalla parte giusta del primo palo. Alla rete, la terza personale in stagione, segue un'altra giocata ricca di qualità, il filtrante che consente a Monterisi di tagliare dietro la difesa e cercare l'incrocio più lontano con una girata da fuoriclasse: il pallone esce per una via di mezzo tra un sospiro e un sussurro. Il 5-0 è soltanto rimandato all'avvio della ripresa (subito due ritocchi nella formazione: dentro Grisolini e Cassiolato per Martinelli e Bontà), inaugurata dal filtrante di Pieri per Scura, che calciando in diagonale col destro dopo un dribbling batte Dossini con l'aiuto del palo. Da giocare c'è ancora molto, e in quel molto la Sestese sguazza: appena entrato Oublady (fuori Nesi; dentro anche Coppini per Cecchi) riceve da Cassiolato, invitato da Tarchiani a giocare da pivot, e manda in porta Monterisi, che con l'esterno destro batte Dossini in uscita. Segue nel giro di poco un'altra rete con la medesima firma, buona dunque per la tripletta: stavolta è di testa il tocco vincente sulla punizione ben calciata da Oublady. Dimenticata subito la traversa colta da Shera, a una decina di minuti dalla fine la Sestese porta a otto le reti di vantaggio: segna di nuovo Scura, che Cassiolato invita a correre dopo aver ricevuto il pallone da Monterisi (l'azione nasce da Cetani e dalla sua pressione alta) e che batte Dossini dopo venti metri di scatto e tre contrasti vinti. Sull'8-0, distrazione legittima, la Sestese si rilassa e concede alla Sangiovannese la rete della bandiera: la segna Parasassi, che intercetta il passaggio con cui Tarchiani cercava di proporre a Shera d'avviare un'altra azione dal basso e che spedisce il pallone nella porta spalancata. Intatto all'ultimo fischio di Barducci l'8-1 non arriva: la Sangiovannese non riesce a tenere il passo di Coppini, che sprinta a sinistra e dalla linea che definisce il perimetro scarica per Cetani, al cui controllo col destro segue il tiro vincente, identico il piede impiegato, direzione primo palo. È l'ennesimo motivo di gioia in un sabato che ne regala tanti: ora s'aprono le tre settimane più complesse e splendide di tutto l'anno. La Sestese punta a viverle all'opposto della scorsa stagione, a cambiare l'etichetta che si porta dietro: non più la squadra che per paura dissipò un vantaggio cospicuo, ma quella che dai propri errori ha imparato così bene da aver avuto bisogno solo del secondo round per prendersi il trono, lo scettro e la corona. Calciatorepiù: la tripletta lancia Monterisi (Sestese) a una sola rete dal muro delle venti.
esseti
Venturina-Pol. Monteserra 2-0

VENTURINA: Galli, Tassi, De Mattia, Tosi, Fontana, Capecchi, Fiorini, Del Ghianda, Monaci, Nfaiedh, Federighi. A disp.: Guiducci, Pirrone, Galletti, Conforti, Citi Minelli, Vita, Govi, Iuppa, Caporali. All.: Bardocci Giovanni
POL. MONTESERRA: Selmi M., Piantanida, Marchesano, Arcangioli, Soldani, Ramacciotti, Carli, Musacchio, Alfarano, Di Blasi, Scalsini. A disp.: Giella, Giampa, Cavallini, Bruno, Omodia, Taddei, . All.: Paesano Luca
ARBITRO: Federico Picchiotti di Piombino
RETI: 25' Fontana, 81' Caporali
Il Venturina riparte dal punto in cui aveva lasciato prima della sosta: il 2-0 sul Monteserra, cui ancora manca un punto per la salvezza matematica, vale la sesta vittoria nelle ultime sette partite; il ritorno di Bardocci in panchina assume sempre più i contorni del capolavoro. Il punteggio potrebbe sbloccarsi già al 1', sulla volée di Fiorini innescato dal traversone teso di Federighi: il pallone sbatte sulla faccia interna della traversa, poi danza sulla linea di porta prima di essere spazzato dalla difesa. Il Monteserra replica al 20' con un'azione discussa: il Venturina contesta la posizione di Carli, che su un lungo lancio a scavalcare la difesa si presenta davanti a Filippo Galli, graziato con un tiro alto. È uno degli episodi su cui la partita gira, perché cinque minuti più tardi il Venturina passa in vantaggio: Tosi crossa perfetto un angolo verso il secondo palo, Fontana calcia col destro al volo e batte Mattia Selmi. L'1-0 attraversa intatto la pausa e accompagna per un bel po' la ripresa, che non regala emozioni particolari: il Venturina continua a creare gioco senza però trovare spazi in cui verticalizzare, il Monteserra replica con qualche lancio profondo ben controllato dalla difesa avversaria. La partita si sigilla nel primo dei cinque minuti di recupero concessi da Picchiotti: Caporali, che poco prima l'aveva soltanto sfiorata, trova la porta in diagonale. È il 2-0, ennesima ragione d'esultanza per il Venturina, che ormai pensa già a com'essere protagonista nella prossima stagione.
Calciatoripiù: Tosi
, splendido regista, e Fontana, che segna la rete dell'1-0 (Venturina).
Pietrasanta-Aquila Montevarchi 2-2

PIETRASANTA: Gassani, Salvi, Paganini, Perugi, Cavalzani, Corso, Rea, Bernardini, Ciambelli, Cutolo, Kahindi. A disp.: Moro, De Vitis, Pettazzoni, Fialdini, Tusha, Esperon, Strati, Bianchi . All.: Albinoiu Ionut
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Marchi, Verdi, Assouini, Veltroni, Pulaj, Papini, Ajighevi, Diak, Pugliese, Rangoni. A disp.: Tognaccini, Fagioli, Billi, Chiavacci, Casamenti, Liistro, Duranti, Sylla. All.: Tesconi Massimo
ARBITRO: Tommaso Papini di Carrara
RETI: 34' Veltroni, 47' Ciambelli, 55' Pugliese, 67' Fialdini
Rischia d'essere la firma sulla resa. A rientrare in corsa per il titolo il Montevarchi proverà finché avrà la forza di respirare, e il calendario delle ultime tre giornate lascia ancora schiuso qualche spiraglio; è però diffusa la sensazione che sia diventato complicatissimo scavalcare sia la Sestese sia il Tau (sabato le due rivali s'affrontano ad Altopascio, qualcosa di più si capirà), ancora secondo nonostante l'inciampo interno con lo Scandicci. Il Montevarchi manca infatti il sorpasso, lo manca perché sul campo del Pietrasanta già salvo si fa rimontare due volte e deve contentarsi d'un 2-2 che tiene bassina la media dell'ultimo bimestre: da San Valentino in avanti si sta sotto il punto e tre decimali. È l'effetto preventivabile della fatica accumulata nei primi due terzi di stagione, quando tutta la Toscana guardava ammirata la marcia di quella che allora si proponeva come la capolista: dopo aver corso così tanto ci sta d'essere stanchi e di lasciare punti a squadre che nel girone d'andata non avevano avuto chance. All'epoca non ne ebbe neppure il Pietrasanta, che risolta la questione salvezza ha voglia di fare bella figura e che libero da pensieri comincia all'attacco: nei primi diciassette minuti il Montevarchi vacilla due volte, sul filtrante di Cutolo per Ciambelli (sospetto il tamponamento in area di rigore, Tommaso Papini decide che va tutto bene) e sul calcio d'angolo che chiama Perugi al colpo di testa, fuori bersaglio di pochissimo. A reagire il Montevarchi impiega un po'; poi, passata la mezz'ora e archiviato un altro pericolo (esce alto di pochissimo il tiro di Ciambelli, invitato in pedana dal triangolo con Kahindi), passa in vantaggio con uno schema semplice ed efficacissimo: è perfetto l'angolo che Lorenzo Papini crossa sul secondo palo, perfetto l'inserimento di Veltroni, che sottoporta segna la rete stagionale numero tre. È lo 0-1, parziale che valica integro la pausa, dopo la quale il Pietrasanta pareggia: calciando al volo segna Ciambelli, liberato dietro la difesa dal colpo di testa con cui, per anticipare Perugi sul traversone di Fialdini sceso bene a sinistra, senza volerlo Pulaj alimenta l'azione d'attacco avversaria. L'1-1 regge otto minuti soltanto, poi il Montevarchi torna in vantaggio: è preziosa la giocata di Fagioli, che sulla trequarti offensiva sgraffigna il pallone a Cutolo e verticalizza per Pugliese, a segno in diagonale per l'1-2. Il nuovo punteggio dura giusto una manciata di minuti in più, una dozzina totali, nei quali il Pietrasanta torna a protestare per un possibile rigore non concesso a Perugi: il fischio decisivo è un altro, quello con cui Tommaso Papini punisce un fallo di Veltroni su Ciambelli intorno ai venti metri e consente a Fialdini di calciare in porta la punizione del nuovo pari. Così ricomposto, stavolta l'equilibrio regge fino alla fine: non lo intacca neppure l'occasione più pericolosa di quelle confezionate nel tempo che rimane, la volée con cui Moro cerca di regalare al Pietrasanta un pomeriggio ancora più memorabile. Reattivo, Tommasi evita la sconfitta: per il Montevarchi è una consolazione minima, visto che il settimo pari stagionale porta a cinque i punti di distanza dalla prima posizione; ci sta di rimanerci male, se si pensa che tre giornate fa era roba sua. Eppure non è ancora il momento d'applaudire gli avversari: se la Sestese non dovesse vincere ad Altopascio, la corsa a tre potrebbe riaccendersi.
Calciatoripiù: Ciambelli, Fialdini, Esperon
(Pietrasanta), Veltroni e Fagioli (Aquila Montevarchi).
esseti
Tau Calcio-Scandicci 0-1

TAU CALCIO: Bella, Guidi A., Spinelli, Goxhaj, Mosso, Citti, Geri, Silla Da., Blini, Silla Di., Sow. A disp.: Barsottelli, Lapi, Mannucci, Cecchetti, Lisisco, Bonacchi, Mendolia, Hussey . All.: Marconcini Emanuele
SCANDICCI: Contieri, Boli, Gjini, Catarzi, Pinzani, Bini, Hatija, Poggiali, Zani, Brandani, Deliperi. A disp.: Verna, Boldrin, Londi, Cardella, Gori B., Nacci, Brahimaj, Gjonaj. All.: Fanfani Filippo
ARBITRO: Vincenzo Monteleone di Pisa
RETI: 83' Nacci
Quando il mondo si complica è bene ripartire dalle certezze. Anche dalle certezze brutte, come quella con la quale deve confrontarsi il Tau nella settimana decisiva: non potrà essere l'occasione per il sorpasso, nel migliore dei casi lo scontro diretto con la Sestese servirà ad accorciare lo scarto. Lo scenario peggiore al momento non è messo in conto: sarebbe dolorosissimo vedere i rivali incoronati proprio ad Altopascio. Eppure non è un'ipotesi da escludere: sull'articolazione della classifica pesa tantissimo la rete che Nacci segna al 3' di recupero (per incidere gli basta una dozzina di minuti contati: Fanfani si gode l'intuizione vincente) e che consente allo Scandicci di vincere la partita più attesa della giornata. Ci s'aspettava che il Tau avrebbe faticato contro una squadra che un mese fa aveva fatto vacillare il Montevarchi, e che di chiudere in quarta posizione per candidarsi a un 2026/27 da protagonista assoluta ha una gran voglia: se alla fatica s'aggiunge la troppa dolcezza in prossimità della porta, peraltro ben protetta da Contieri (si sa che è un fuoriclasse, e si sa che quando vede amaranto s'esalta: l'anno scorso fu copertina), vincere diventa complicato. Nelle difficoltà del Tau lo Scandicci prova a incunearsi già in avvio, con un filtrante di Deliperi per Boli, ben chiuso dall'uscita di Bella: il contatto successivo alla parata allerta Monteleone, che ravvisa un fallo in attacco e non convalida la rete di Zani sulla ribattuta. Al pericolo il Tau replica con un'iniziativa neutralizzata da Contieri: lo sollecita Sow, senza fortuna. Sul piano delle occasioni il primo tempo si riassume qui: per il resto le due squadre battagliano con un'intensità commovente, non ammorbidita neppure dal primo vero caldo d'una primavera quasi estiva. Funziona bene la nuova architettura cui, confermando il consueto 4-3-3, nell'emergenza ricorre Fanfani: Catarzi ha così tanta qualità che può giocare regista senza far rimpiangere Gjonaj, che parte in panchina, e i meccanismi difensivi sono così efficaci che per tutto il primo tempo l'inedita, o quasi, coppia centrale composta da Bini e Pinzani (a destra c'è Boli, a sinistra Gjini) neutralizza quasi tutti gli attacchi avversari. Diversa è la descrizione della ripresa, nella quale il Tau, che aveva chiuso il primo tempo concedendo giusto due tiri da lontano (Poggiali calcia fuori, Zani centrale), comincia a violare con insistenza l'area di rigore avversaria. Gli manca però la cattiveria, o forse la fortuna, fattore su cui incide la presenza di Contieri: sono superlative, e difficilissime, le parate - di piede - con cui impedisce prima a Sow e poi a Cecchetti di segnare la rete del vantaggio. Quando davanti ci si trova un portiere all'apparenza insuperabile il riflesso scatta quasi automatico: si cerca di calciare quanto più angolato possibile; angolato calciano Blini, Lisisco e Mosso, così angolato che mancano lo specchio. Nel frattempo lo Scandicci, libero da qualsiasi tipo di pressione che non sia la voglia di fare bella figura e di lasciare un segno sul campionato, replica con un tiro di Cardella, cui nell'ultima parte Fanfani affida la guida dell'attacco (pallone alto), e uno di Brandani, poi con un'incursione di Boli chiusa con un traversone che Brahimaj controlla senza però riuscire a calciare. Lo 0-0 sembra dunque incamminarsi verso l'ufficialità quando il Tau, che già si stava immalinconendo per la piega presa dalla classifica, subisce la rete che lo costringe alla terza sconfitta stagionale (con Montevarchi e Pietrasanta le altre due) e a quattro punti dalla Sestese capolista: segna Nacci, che sul traversone profondo di Brahimaj alimentato dalla torre di Brandani anticipa sia Bella sia la difesa e da cinque metri spinge in porta un pallone pesantissimo. Il suo peso esatto lo si scoprirà solo tra qualche giorno: nel frattempo lo Scandicci, mentre si gode una delle imprese più fragorose d'un campionato spettacolare, rafforza le certezze proprie e quelle altrui, certezze solide e non tutte gradevoli.
Calciatoripiù: Geri
(Tau Altopascio), Contieri, Nacci, Bini e Brandani (Scandicci).
esseti
Affrico-Settignanese 0-0

AFFRICO: Sarti, Ventrice, Paoletti, Papi, Abdiu, Brocci, Fabiani, Salvadori, Toderici, Badii, Occhibove. A disp.: Gori G., Levis, Farina, Kazanovskyi, Seneci, Kasa, . All.: Bertini Andrea
SETTIGNANESE: De Fazio, Madio, Magnelli, Nodari, Tarantoli, Sommazzi, Pierotti Carli, Manfrin, Spanu G., Sahbani, Failli. A disp.: Maruottolo, Agostinelli, Carpanesi, Ciani, Chiummiello, Di Comun, Nencini, Passannanti, Perrino. All.: Petriccione Luigi
ARBITRO: Davide Senatori di Firenze
Si dice che l'attesa del piacere sia essa stessa il piacere, e così è stato nel caso di Affrico-Settignanese. Dopo due settimane di stop, il ritorno in campo sembrava quanto di più appetitoso ci fosse per un sabato pomeriggio finalmente movimentato. Ma alla fine è stata la stessa attesa a rivelarsi il piacere, perché tra le due squadre in campo ha vinto la noia: uno 0-0 balneare, secondo uno dei docet di Giuseppe Pastore. Nonostante una classifica quasi opposta, entrambe le squadre si sono sciolte nel primo caldo primaverile, e se dagli ospiti ci si poteva aspettare una partita all'insegna del contenimento, in casa blues si pronosticava un atteggiamento più propositivo; le uniche occasioni però sono arrivate solo nel finale. Peraltro è la Settignanese a far risuonare il primo squillo: su un lancio lungo di Magnelli, Ventrice legge male la traiettoria e si fa portare via il pallone da Pierotti Carli, che calcia dal limite dell'area di rigore senza però trovare la porta. Il ritmo della partita è basso, l'Affrico si fa vedere in avanti solo dopo il quarto d'ora, quando Ventrice raccoglie una spizzata di Toderici in area di rigore e di prima calcia alto di poco. Uno dei pochi a giocare a pieni giri è Papi, che dopo un bel passaggio di Toderici sgasa sulla fascia. arriva sul fondo e disegna un cross basso per Badii, che tenta di calciare due volte: la difesa avversaria mura entrambi i tentativi. Alla mezz'ora l'Affrico ci prova due volte in pochi minuti: il primo protagonista è Abdiu, che imbeccato da Badii scende sulla fascia sinistra, entra in area e tenta il tiro, senza però centrare lo specchio della porta. Subito dopo ci prova Papi, imprendibile come un diavolo della Tasmania: l'accelerazione a destra gli consente di ritagliarsi lo spazio per calciare sul primo palo, ben protetto da De Fazio, che respinge. Al 35' la Settignanese rischia l'autorete dopo una deviazione su un colpo di testa di Ventrice: De Fazio blocca in due tempi con un ottimo riflesso. Nonostante qualche blando tentativo blues, il ritmo resta basso e il primo tempo va in archivio senza reti e senza grandi emozioni. Nella seconda frazione la Settignanese prova a creare qualche pericolo. Il primo a riuscirci è Manfrin, che dopo un dialogo con Sahbani sull'out sinistro cerca il secondo palo: Sarti respinge male, sul rimbalzo Abdiu si salva nonostante qualche brivido. Nei cinque minuti successivi Fabiani prova a caricarsi l'Affrico sulle spalle: è lui a calciare due volte, prima dalla trequarti avversaria (pallone alto di poco), poi - ben servito da Papi - dal limite dell'area di rigore, senza però impensierire De Fazio. Intanto la partita scorre lenta e la Settignanese la amministra senza troppi rischi, fatta eccezione per un tentativo di Toderici, che in mischia non trova la porta da distanza ravvicinata. Le ultime due occasioni sono le più golose di tutto il match e propongono lo stesso protagonista. Dopo una galoppata sontuosa sulla fascia sinistra Abdiu serve Kasa, il cui tentativo da ottima posizione De Fazio respinge. Pochi minuti dopo, sugli sviluppi di una punizione in zona d'attacco, il pallone arriva tra i piedi dello stesso Kasa, completamente solo nella zona sinistra dell'area di rigore: di tempo a disposizione per preparare il tiro di tempo ce n'è in abbondanza, l'esito è uguale a quello precedente, respinta di De Fazio. Si esaurisce così una partita che non è mai decollata e che ha regalato qualche emozione solo nel finale: il punteggio finale a reti bianche non soddisfa nessuna delle due squadre. L'Affrico conduce interamente la partita e con la doppia occasione di Kasa rischia anche di vincere, ma non riesce mai ad affondare il colpo decisivo. La partita è anche l'immagine di una stagione dal potenziale elevato ma dai risultati non esaltanti. I picchi altissimi toccati con le vittorie contro avversarie prestigiose come Sestese e Cattolica si sono alternati a cadute rovinose e punti persi contro compagini sulla carta inferiori. Dall'altro lato da questo derby la Settignanese si porta a casa un solo punto, e nonostante una stagione complicata tiene in vita la corsa salvezza. Tuttavia a tre giornate dalla fine vincere diventa un imperativo.
Calciatoripiù
: il reparto dell'Affrico che ha offerto la prestazione migliore è la difesa, nella quale emergono soprattutto capitan Ventrice e Abdiu, propositivo in avanti oltre che attento dietro; buona anche la prova di Papi, sempre molto energico e grintoso con e senza pallone. Il migliore tra le file della Settignanese, e anche in assoluto, è De Fazio, che salva il risultato più di una volta.
Matteo Raimondi