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Juniores Regionali GIR.Fase nazionale - Giornata n. 3

Lykos-Vigor Perconti 0-4


Sestese-Legino 4-1

RETI: 6' Fiorentino, 9' Palomba, 45' Zei, 67' Athuman, 90' Zei

SESTESE: Fantini, Scarpelli, Papucci (77' Menchetti), Gaffarelli, Napolitano (42' Mernacaj), Chelli, Cesarano (59' Athuman), Zei, Fiorentino, G. Nesti (71' Bravi), Verzicco (59' Patrignani). A disp.: Tabani, Biscardi, A. Ferro, Gusciglio. All.: Alessandro Rossi.
LEGINO: Andrea Rossi, Amici, Sadiku, Palomba (55' Campus), Angeli, Trisciani, Barbera (88' Galotto), Olivero (93' Inturri), Pescio (66' Ottavi), Gorrino, Alpicrovi (80' Paina). A disp.: Regazzoni, De Fazio, Esu, Palattella. All.: Maurizio Penna.
ARBITRO: Lelli di Cesena coad. da Nkenkeu e Foglietta; IV Arienti.
RETI: 6' Fiorentino, 9' Palomba, 45', 90' Zei, 67' Athuman.
NOTE: ammoniti Athuman e Angeli. Angoli: 3-6. Recupero: 1'+4'.

Se non è una replica assurda di piazza Stazione, crocevia di capolinea, la numerazione fissa ha più di un pregio: consente d'identificare i calciatori a colpo d'occhio, e soprattutto di ognuno descrive attitudini e qualità. La maglia col dieci è molto più della notifica di un ruolo: la maglia col dieci è una promessa. È il suo dieci, che da un po' di tempo non sta giocando dove giocano i dieci, perché Alessandro Rossi l'ha inventato come uno dei centrocampisti più completi della Toscana (d'Italia?), a trascinare la Sestese vicinissima a Guidonia; è il suo dieci che segna il 2-1 a un istante dalla pausa, e allo scadere - nel mezzo allungare era toccato ad Athuman - fissa a tre le reti di vantaggio, ipoteca pesante sull'accesso alla finale. Deve arrendersi il Legino (si pronuncia sdrucciolo e con l'accento acuto, stretta la e: Légino), che a Savona è chiamato a un'impresa smisurata: nell'ultimo biennio nessuno ha battuto la Sestese con uno scarto ampio quale quello che servirebbe per annullare lo svantaggio, tantomeno per ribaltare il verdetto. Dopo il 4-1 dell'andata, solo chi della superstizione ha fatto la propria fede può fingere che, a un anno esatto da un pomeriggio indimenticabile, dal tunnel del Città dell'Aria non uscirà la Sestese, che il tricolore l'ha sfoggiato e l'ha difeso prima in Toscana e poi a giro per l'Italia e che ha voglia di esibirlo un anno ancora: anziché proporre un epilogo diverso, le semifinali di ritorno serviranno soltanto a cristallizzare il nome delle protagoniste dell'ultimo duello. A Guidonia, dunque in trasferta, la Sestese se la vedrà con la Vigor Perconti, che già dai quarti ci s'era accorti che avrebbe potuto sfruttare un corridoio sgombro; di fatto lo era anche quello che s'era spalancato tra il centro e il nord, nella parte alta del tabellone, dove il Legino ha eliminato una serie di rivali insidiose senza però avere la forza di superare il penultimo ostacolo. Eppure Maurizio Penna la partita l'aveva preparata benissimo, e finché è riuscito a star dietro ai suoi ritmi infernali il Legino le è rimasto aggrappato; soprattutto, per più di un'ora funziona l'unica tattica possibile per fronteggiare la Sestese, quella che nei quarti il Fiorenzuola non era riuscito ad applicare: chi vuole restare vivo non può lasciare spazio dietro l'ultima linea. È così, non disdegnando di difendersi in area di rigore, che il Legino tiene intatto il pari per quasi tutto il primo tempo. Non un pari noioso però: l'equilibrio si rompe subito, perché nonostante la doppia marcatura di Angeli e Trisciani sulla rimessa che Scarpelli batte profonda, Fiorentino riesce a girarsi verso la porta e a violarla con un rasoterra mancino in diagonale. È l'1-0, e di minuti dal primo fischio di Lelli ne sono passati appena sei: c'era già stato modo di prendere nota della posizione inedita di Gianluca Nesti, trequartista dietro il doppio centravanti (gioca Verzicco: anche se indicato tra i titolari, Patrignani parte in panchina per un leggero acciacco), e delle scelte d'Alessandro Rossi per la mediana: quando il pallone ce l'ha il Legino recuperarlo tocca a Cesarano, preferito a Bravi e protagonista assoluto dell'azione del raddoppio. La pausa a un istante, sarà la svolta della partita, perché il primo svantaggio il Legino lo annulla subito: finisce in porta la punizione che, calciando da quasi quaranta metri, il destro potente di Palomba trasforma nell'1-1 dopo aver spedito il pallone a schiaffeggiare la parte inferiore dell'incrocio. E ha ragione Luca Erico, grande scopritore di talenti e uno dei nomi di punta nello staff della Sestese, a notare che il pallone scende all'ultimo istante, e che una traiettoria così la rende possibile solo l'assenza della barriera, per scavalcare la quale sarebbe stato necessario calciare ben più alto; però, anche se la rincorsa è esplicita, pochi - di sicuro non Fantini, sorpreso - avrebbero potuto ipotizzare un'esecuzione così perfetta. È il 9', e il punteggio recita già 1-1: nel quarto d'ora che segue e che si chiude con la pausa per dissetarsi la Sestese attacca una volta sola, col lancio di Gaffarelli per Verzicco interrotto da Trisciani forse col fianco o forse col braccio (12'). Non può essere abbastanza per ripristinare il vantaggio, e non lo è perché il Legino mantiene elevatissima l'intensità: Olivero e Palomba, le due mezzali del 4-3-3, martellano così tanto da consentire a Gorrino di ragionare ogni volta - e sono tante - che l'azione può partire di lì; e a destra Alpicrovi costringe spesso Papucci a correre all'indietro, situazione che a lungo ne inibisce le proiezioni offensive. È dunque con una giocata occasionale che la Sestese sfiora il raddoppio: più che del tiro, ha l'impronta del traversone il lob che il mancino di Nesti disegna dal limite dell'area di rigore e che, scavalcato Andrea Rossi, esce di tre spanne oltre il palo lontano. Con un passaggio orizzontale l'azione l'aveva avviata Cesarano, che allo scadere replica con una giocata ben più ricca di personalità e di tecnica e pesantissima negli effetti: se all'anticipo su Barbera al vertice dell'area di rigore della Sestese fosse seguito un rinvio più lontano che si può, nessuno avrebbe avuto niente da ridire e il primo tempo si sarebbe spento qui. Invece con una miscela di tecnica, fiducia e personalità Cesarano esce di scatto sulla corsia destra e si proietta fino alla trequarti avversaria, dove anticipando il fallo che il Legino era pronto a giocarsi riesce ad aprire a sinistra, da dove Verzicco cerca la porta e trova un rimpallo; il rimbalzo lo cattura Nesti, rapido nella sponda per Zei, che nell'azione era già entrato prolungando la traiettoria della prima apertura e che calciando rasoterra di prima col destro batte Alessandro Rossi per la seconda volta. È l'episodio su cui gira la partita: alla fine di un primo tempo alto nei ritmi e gradevole per intensità ma povero d'occasioni la Sestese si ritrova in vantaggio. Stavolta il Legino non ha modo di ripristinare subito il pari: la pausa incombe. La reazione è dunque rinviata all'avvio della ripresa, e si materializza prima nella scucchiaiata di Gorrino per Alpicrovi dietro la linea difensiva (pulito il destro al volo in anticipo su Chelli, che è l'unica occasione che concede, lob di pochissimo oltre il secondo palo), poi nel filtrante d'Olivero di prima per Campus, che aveva appena rilevato Palomba e che viene contenuto in angolo dall'opposizione superlativa di Scarpelli. Ben più nitida è l'occasione che la Sestese costruisce al 57', quando Nesti sfrutta l'apertura di Zei per nascondere il pallone ad Angeli, che lo trattiene in un modo che non ammette discrezionalità. È evidente il rigore, che pronto Lelli concede e che Fiorentino calcia così male da esaltare Andrea Rossi: gli basta alzare la gamba destra per neutralizzare il mancino rasoterra, lento e centrale. È un errore, insolito e pesante, per il cui riscatto è sufficiente attendere dieci minuti esatti: è di Fiorentino la testa che prolunga oltre la trequarti un pallone all'apparenza innocuo e per la prima volta consente alla Sestese di trovare spazio dietro la difesa avversaria; in questo spazio s'incunea Athuman, che aveva appena rilevato Cesarano e che, nonostante la pressione di Sadiku, riesce a raggiungere il vertice dell'area di porta e da lì incrociare il destro rasoterra sul secondo palo (3-1). Tocca ripetere quello che tanti hanno già sentito più volte: è di nuovo efficacissima l'intuizione d'Alessandro Rossi, che insieme a uno degli interpreti (in realtà è il secondo cambio: alla fine del primo tempo un colpo aveva costretto Napolitano a far spazio a Mernacaj) cambia anche sistema, trasformando il 4-3-1-2 in un 4-2-3-1 che spalanca le corsie laterali. In mediana a far coppia con Gaffarelli resta Zei, che non cambia posizione neppure quando Alessandro Rossi sostituisce Nesti con Bravi o deve rinunciare a Papucci, per fronteggiare il cui stop manca un difensore di ruolo: l'ingresso di Menchetti all'ala destra, simmetrico a Patrignani che all'ora di gioco aveva rilevato Verzicco, spinge Athuman a vestirsi da terzino sinistro. La serie d'aggiustamenti tattici non cambia il profilo della partita, che vede il Legino ritirarsi esausto e la Sestese attaccare alla ricerca della quarta rete: non la trova Fiorentino, che si gira ai sedici metri sull'invito di Scarpelli, inesauribile, e che consente ad Andrea Rossi di fare di nuovo bella figura. Di nuovo, a Fiorentino - fatto strano, stranissimo, raro, rarissimo - va meglio quando lo sviluppo della manovra lo porta ad abbassarsi e a ispirare i compagni: è lui ad avviare la traiettoria tutta verticale che, prolungata prima da Menchetti e poi da Bravi, consente a Zei di presentarsi davanti ad Andrea Rossi, di aggirarne l'uscita e di depositare il pallone nella porta sgombra. È il 4-1, la rete numero sette (da centrocampista, ora mezzala ora mediano) nelle cinque partite di questa fase: nessun numero è mai un dettaglio, tantomeno quello - perfetto, perfettissimo - che spicca in blu sulla maglia candida prima d'essere nascosto dagli abbracci in massa. Il dieci è una promessa.
Calciatoripiù:
la prodezza di Palomba , che s'illude di riacciuffare la partita dopo appena tre minuti dal primo svantaggio, tiene a lungo in partita il Legino, che rimanda la resa grazie a un paio di parate d' Andrea Rossi . Lo aveva insidiato Fiorentino , il cui rigore pessimo non cancella un'altra grande prestazione, condita dalla rete in avvio e dalla presenza costante nello sviluppo della manovra. Con lui sono tanti a condividere il palcoscenico, da Scarpelli , il miglior terzino delle due batterie, e Cesarano , il cui sprint avvia l'azione che decide la partita, ad Athuman , che per segnare il 3-1 ha bisogno di otto minuti soltanto, e a Nesti , prezioso in una posizione insolita; tutti però stanno un passo indietro quando sul proscenio si presenta Zei , Zei col dieci sulle spalle, Zei che è mezzala e mediano con la classe del fantasista, Zei che da centrocampista sente la porta come un centravanti.

Samuele Tofani


Vigor Perconti-Lykos 4-2


Legino-Sestese 0-1


Vigor Perconti-Sestese 2-1

RETI: 11' Fiorentino, 28' Santoro, 56' De Angelis


VIGOR PERCONTI: Eliseo, Roselli, Mancini, Russo (61’ Carnovale), Santoro, Gaglione, Proromo (80’ S. Cascioli), Cerrato, Ferla (65’ C. Cascioli), De Angelis, Panetta (77’ Pasquali). A disp.: Caciotti, Cocchieri, Cellupica, Ruberto, Franzi. All.: Stefano Fabi.
SESTESE: Fantini, Scarpelli, Napolitano (71’ Menchetti), Gaffarelli, Mernacaj, Chelli, Bravi (60’ Verzicco), Zei (71’ Cesarano), Fiorentino, Nesti (60’ Athuman), Patrignani. A disp.: Tabani, Papucci, Pecori, Biscardi, Athuman, Verzicco, A. Ferro. All.: Alessandro Rossi.
ARBITRO: Copelli di Mantova coad. da Pisani e Lemos; IV Costa.
RETE: 11’ Fiorentino, 28’ Santoro, 56’ De Angelis.
NOTE: ammoniti Patrignani, Russo, Proromo, Chelli e Pasquali. Angoli: 1-4. Recupero: 1’+5’.

Anche se è bella quand’è sera - e qui i romani si stizziscono: è bella sempre - Roma per la Sestese è soprattutto capoccia del mondo infame: alle porte di Roma sta Guidonia, sede della seconda finale scudetto in dodici mesi e una settimana; e da Roma arriva la Vigor Perconti, che in rimonta strappa via il tricolore dalla maglie che fin qui l’hanno sfoggiato e che a dieci anni dall’ultimo (era il terzo dopo quelli del 2012 e del 2015) torna a vincere il titolo nazionale. Alla Sestese non riesce il bis, non le riesce perché davanti ha trovato un avversario ben più ostico della Renato Curi Angolana, che l’anno scorso fu masticata e digerita in meno di mezz’ora; non le riesce nonostante il vantaggio a freddo, non le riesce perché la sua difesa si fa sorprendere da due punizioni da sinistra e, dopo l’1-1, al 58’ concede anche la rete che vale raddoppio, sorpasso e sconfitta. La segna De Angelis, che del pari aveva confezionato l’assist vincente e che si rivela il calciatore decisivo di una partita nata sotto auspici ben diversi: parte meglio la Sestese, subito pericolosa con Patrignani (sarà l’unico scintillio di un pomeriggio opaco, peccato), che sul fronte sinistro dell’attacco recupera il pallone a Roselli e col destro cerca il secondo palo, mancato di una spanna. Dal primo fischio di Copelli sono passati tre minuti appena; i sette che seguono sono utili soprattutto a capire che rispetto alla formazione ufficiale la Sestese non può contare su Papucci, sostituito da Mernacaj, che dirotta Napolitano a sinistra. Tra i due si piazza Chelli, che con uno dei classici break a cavallo della mediana avvia l’azione del vantaggio: ripulendo la traiettoria sporcata da una deviazione Bravi apre a destra per Gaffarelli, sul cui traversone di prima la testa di Fiorentino prolunga il pallone accanto al secondo palo. È l’11’, e a freddo quasi come l’anno scorso la Sestese si ritrova in vantaggio; la Vigor Perconti è però antagonista molto più ostica della Renato Curi Angolana, definizione che ribadisce al quarto d’ora sugli sviluppi della punizione che Panetta calcia da sinistra verso l’area di rigore, protetta dal colpo di testa di Bravi che il fallo (De Angelis la vittima) lo aveva commesso e che senza volerlo spalanca la pedana in zona venti metri: ci sale Russo, che di prima conclude potente e a lato di un po’. La Sestese capisce che non è il caso di speculare sul vantaggio minimo, e al 21’ confeziona un’occasione per il possibile raddoppio: favorito dal taglio di Fiorentino, che crea un corridoio centrale, Patrignani affonda in solitudine dai venticinque fino ai sedici metri, da dove in corsa sferra un destro troppo lento e troppo centrale. È l’antipasto del primo degli episodi su cui gira la partita: al riavvio dopo la breve pausa per bere e rinfrescarsi, Eliseo esce malissimo sulla punizione che da quaranta metri Zei aveva calciato verso l’area di rigore; nella mischia Mernacaj centra la porta sguarnita, giocata resa vana dalla bandiera di Pisani, che segnala un fuorigioco di partenza. Si resta 0-1, e ci si resta per cento secondi soltanto: anche la Vigor Perconti trova la porta sugli sviluppi di una punizione, stavolta però segue il segnale di convalida. All’origine di tutto ci sono un fallo che Gaffarelli commette sul fronte sinistro dell’attacco avversario e la punizione che Russo, evitando l’opposizione morbida di Patrignani, batte verticale per la sovrapposizione di Mancini: da lui, uscito vincitore dal contrasto con Nesti sul lato corto dell’area di rigore, il pallone giunge a De Angelis, che la punizione l’aveva conquistata e che col mancino scocca un diagonale potente, accompagnato dentro dal tocco sottomisura di Santoro. Anche se da giocare restano diciassette minuti, poi diciotto, è l’ultima annotazione del primo tempo, d’un tratto scarico; e per un po’ rispetto alla ripresa la pausa è una cesura soltanto formale. La partita si decide d’un tratto, sugli sviluppi della punizione che la Vigor Perconti conquista di nuovo sul fronte sinistro della trequarti, di Scarpelli il fallo: morbido col mancino, il traversone di Panetta cerca la sponda aerea di Gaglione; l’acrobazia di Proromo fa ripiombare il pallone nel nucleo dell’area di rigore, dove il controllo tentato da Ferla si trasforma nell’assist vincente per la spaccata di De Angelis (58’). Ora alla Sestese tocca rincorrere, obbligo cui potrebbe dare seguito quasi subito: non ha fortuna Nesti, non ha fortuna perché sul traversone di Patrignani, che era sceso a destra e aveva trovato la traiettoria profonda complice l’uscita sbagliata d’Eliseo, il suo mancino di controbalzo s’infrange contro il palo. A lungo resta l’unica occasione con cui la Sestese s’avvicina al pari; Alessandro Rossi prova a stimolarla inserendo Athuman e Verzicco (fuori Nesti e Bravi) e trasformando il 4-3-1-2 in un 4-2-3-1 che, rinunciando a un uomo in mediana, presidio solo di Zei (opaco, strano) e Gaffarelli, cerca d’appesantire la presenza sulle fasce. Resta però difficile rompere la resistenza della Vigor Perconti, che fino ai dieci minuti conclusivi tiene sgombra la propria area di rigore: per tornare a riempirla la Sestese deve attendere l’angolo che all’81’ Gaffarelli calcia a uscire sulla testa di Patrignani, buono nello stacco in anticipo, non altrettanto nella mira. C’è Gaffarelli, il più lucido fino alo scadere, in tutti gli ultimi assalti della Sestese: c’è Gaffarelli nel corridoio centrale aperto dalla combinazione tra Menchetti (fuori Napolitano) e Verzicco e chiuso con un interno destro di prima parato in due tempi da Eliseo; c’è Gaffarelli a calciare l’ultimo angolo della partita, di nuovo a uscire da destra, prolungato sul secondo palo dalla spizzata di Fiorentino: è un invito ottimo per Mernacaj, che col mancino di controbalzo calcia alto di una porta. Lo specchio lo inquadra invece Cristiano Cascioli nell’occasione che consente alla Vigor Perconti di alleggerire la pressione e che Athuman concede per non giocarsi il fallo con espulsione annessa: con i piedi Fantini si oppone al destro incrociato. È una parata, notevole per stile, che serve solo a mantenere minimo lo scarto: vince la Vigor Perconti, la romana a Roma, Roma capoccia de quer monno là. Calciatoripiù: oltre a confezionare il traversone per la rete Gaffarelli, dal cui destro educatissimo passano migliaia di palloni, è il fulcro della manovra della Sestese sia quando c’è da gestire il vantaggio, sia quando c’è da pensare a organizzare la rimonta. La rende necessaria, necessaria e impossibile, la prestazione di De Angelis, che serve a Santoro il pallone dell’1-1 e, favorito dall’acrobazia di Proromo, scaraventa in porta quello decisivo.
Samuele Tofani


Commento di : calciopiu