ARBITRO:
MILAN: Bologna, Manna, Zappia, Bernasconi, Tato, Vigil (78' La Vecchia), Braida, Cremonesi, Rossini, Jadid, Boniforti (66' Tebaldi). A disp.: Boselli, Zaidane, Fiorenza, Amagua, Cenedese, Santopaolo, Orsini. All.: Lorenzo Cresta.
FIORENTINA: Minicucci, Pistone, Lomi (70' Sorbini), Diatta (64' Plepi), Febbraro, Haxhirai, Taci (49' Floro Flores), Musah (70' Mustapha Mubin), Carpita, Picardi, Mignemi. A disp.: Fusi, Latini, Lazzeri, Innocenti. All.: Matia Balestracci.
ARBITRO: Cazacu di Albenga, coad. da Infante e Masciello.
RETI: 36' aut. Pistone, 48' Jadid, 87' Tato.
Una rimonta del Diavolo, e i rimpianti si colorano di viola. Il margine di vantaggio della gara d'andata poteva e doveva essere più cospicuo, perchè nel ritorno del Vismara i ragazzi di Cresta sono travolgenti, aiutati -al netto dei due pali colpiti in avvio - anche da un pizzico di fortuna che, nel contesto di prestazioni come queste, non è un elemento aleatorio, ma un fattore concreto, da provare ad attrarre verso di sé. Dopo il 3-2 del Viola Park, i rossoneri superano per 3-0 i ragazzi di Balestracci e, visto che lo nominiamo, il giovane tecnico e i suoi ragazzi meritano un plauso enorme, proprio nel momento in cui escono di scena. La loro stagione, difatti, finisce in modo amaro e a un passo dal sogno chiamato finale, ma lancia un solido ancoraggio al prossimo futuro: il lavoro svolto è un perfetto biglietto da visita per il prossimo biennio Allievi, e al tecnico che la Fiorentina ha prelevato con grande saggezza dal Venturina ormai diversi anni fa va rivolto un encomio speciale, e l'augurio di proseguire su livelli così alti. Il match, ora. Solo la Fiorentina presenta una variazione d'organico rispetto al match di sette giorni prima, poi tutte conferme fra i primi ventidue e, soprattutto, ritmi e qualità in campo son presenti in abbondanza. Il Milan parte forte, anzi fortissimo, e sfiora subito il vantaggio al 3', la traversa salva però Minicucci ribattendo la conclusione dell'esterno avversario. Si prosegue ma i locali restano pericolosissimi: al 10' ancora un legno per i ragazzi di Cresta, stavolta colpito da Bernasconi. La Fiorentina stringe i denti e poi, grazie al lavoro dei propri centrocampisti e alle iniziative di Carpita e Mignemi, inizia ad alzare il suo baricentro; il match diventa così combattuto in ogni zona del campo. Quando ormai lo 0-0 sembra essere destinato ad accompagnare le due squadre fino al riposo, ecco che al 36' il Milan passa, stavolta aiutato dalla Dea bendata: Minicucci deflette sulla traversa la bordata di Rossini; nel tentativo di anticipare un avversario pronto a ribadire in rete, Pistone infila involontariamente la propria porta. Il Milan è abile nel non allentare la tensione nella sosta a cavallo dei due tempi, e al ritorno in campo colpisce subito: scocca il 48' quando Jadid raccoglie un pallone vagante in area ospite, respinto ancora dalla traversa dopo la conclusione di Boniforti. La reazione della Fiorentina c'è ed è interpretata soprattutto da Mignemi, ma il portiere di casa, autore di alcune buone parate nel corso del primo tempo, ne compie una decisiva sull'attaccante avversario; il Milan nel frattempo non si limita a gestire il doppio vantaggio e tiene sotto pressione la difesa rivale specialmente con i subentrati. Il gol che rimetta in discussione il probabile esito della sfida non arriva, e così la Fiorentina a tempo praticamente scaduto incassa anche il terzo gol: con i viola generosamente sbilanciati in avanti nel tentativo di realizzare il gol del due a uno, i rossoneri azionano un classico contropiede in campo aperto, finalizzato in rete da Tato. La festa dei ragazzi di Cresta prosegue pochi istanti dopo, quando il triplice fischio del signor Cazacu di Albenga consegna loro il pass per la finalissima. Domenica prossima sarà super-sfida contro l'Empoli, in quello che sarebbe potuto essere una storica finale tricolore tutta toscana; per la Fiorentina però il tempo dei rimpianti deve finire qui, smaltita la fisiologica delusione che deriva da questo match deve prevalere la consapevolezza della bontà del lavoro svolto, e la certezza di quanto siano solide le basi gettate per costruire il futuro.
Commento di : calciopiu