Affrico-Sestese 1-0
AFFRICO: Lombardi, iania, Agosti, Gianassi, Shehade, D Onofrio, Nutini, Sciulli, Termini, Ala, Vaggioli. A disp.: Mugnaini, Bahry, Traore, Guerrini, Tinelli, Nunziati, Donigaglia, Migliorini . All.: Gori Filippo
SESTESE: Fantini, Napolitano, Scarpelli, Athuman, Gaffarelli, Papucci, Patrignani, Nesti, Verzicco, Zei, Bravi. A disp.: Biscardi, Cesarano, Chelli, Ferro, Gusciglio, Menchetti, Pecori, Pomponio, Tabani. All.: Rossi Alessandro
ARBITRO: Francesco Di Leo di Siena
RETI: Gianassi
Passava per la stazione di Campo di Marte uno dei treni principali che corrono veloci verso la conquista del titolo regionale: ci sale anche l'Affrico, che vince di misura il sentitissimo scontro diretto con la Sestese. A distanza di qualche centinaio di metri la Floriagafir capolista archivia con eccessiva facilità la pratica Lastrigiana; quello che va in scena in viale Fanti, pur non tradendo le attese, rischiava invece di passare alla storia più per la gran quantità di occasioni sprecate e per i rimpianti che avrebbe lasciato in dote uno 0-0 combattuto e carico di emozioni che per quel piccolo passettino in avanti che le due squadre avrebbero compiuto nel caso in cui avessero pareggiato. Poi, mentre il cronometro inizia a percorrere l'ottantottesimo dei novanta giri previsti dal regolamento, ecco materializzarsi l'episodio che cambia tutto dando alla gara un retrogusto dolcissimo, se osservata attraverso gli occhi di Filippo Gori, e amarissimo, se percepita attraverso l'espressione delusa e corrucciata di Alessandro Rossi. La zampata vincente di Pietro Gianassi consegna nelle mani del suo Affrico tre punti che alla luce di quel che il campo ha offerto appaiono più che meritati. Interpretando la sfida con grande personalità, l'Affrico ha più volte messo in evidenza, grazie al buon pressing esercitato a centrocampo e all'intraprendenza degli attaccanti, le difficoltà palesate dalla difesa rossoblù, grintosa ma al tempo stesso incerta in fase di contenimento e che più volte ha rischiato di capitolare sotto i colpi degli avanti avversari. Guardando con estrema obiettività anche l'altra faccia della medaglia, va elogiata la bravura dei centrocampisti sestesi nel conferire alla manovra quella velocità utile a verticalizzare il gioco e a mettere gli attaccanti nelle condizioni di pungere in maniera fastidiosa una retroguardia solida e ben disegnata, e che solo in rare occasioni ha consentito al duo Patrignani-Verzicco di farsi vivo pericolosamente dalle parti di Lombardi. Oltre a mettere in risalto l'ottimo lavoro svolto da entrambi i tecnici sul piano atletico, un match giocato a viso aperto e a ritmo piuttosto sostenuto esalta la validità di due disegni tattici che ben delineano la mentalità vincente di collettivi degni di soggiornare nei quartieri altissimi della classifica. Trovandosi maggiormente a proprio agio sugli spazi un tantino angusti del Lapenta, è l'Affrico a condurre le danze sia grazie al buon lavoro svolto in fase d'impostazione da Sciulli, Nutini e Ala, sia grazie alla capacità con cui Vaggioli e Termini puntano e mettono in grande difficoltà il terzetto difensivo rossoblu formato da Scarpelli, Napolitano e Papucci. La grande opera svolta, in fase di raccordo fra difesa e centrocampo, dal solido e concreto Gianassi consente all'Affrico di chiudere il cerchio e mettere alle corde, col massiccio utilizzo del pressing, il centrocampo avversario, che spesso fatica a impostare il proprio gioco. Pur provvista di due fini dicitori del calibro di Nesti e Zei, la mediana sestese non riesce a dare alla propria manovra quell'ampiezza che ne è una delle caratteristiche fondamentali e spesso vincenti. Lungo le corsie esterne, Athuman a destra e Bravi a sinistra si trovano spesso di fronte una diga quasi invalicabile: fatica soprattutto il secondo, sistematicamente anticipato da Lele Iania che in versione muro di Berlino che non concede spazio né a lui, né a Patrignani che staziona costantemente proprio da quelle parti. Al centro dell'attacco non va meglio neppure a Verzicco, spesso sovrastato dal concentratissimo Shehade, centrale di difesa ottimo in chiusura, utilissimo quando si tratta d'impostare dal basso e anche molto insidioso in zona gol. Se ci fermassimo a questo primo sommario identikit delle due formazioni scese in campo, si potrebbe pensare a una gara bloccata e povera di contenuti. Il taccuino del cronista, però, racconta tutta un'altra storia. Se è vero che l'Affrico, esercitando un sistematico predominio sul piano del gioco, crea un maggior numero d'occasioni, è altrettanto vero che la Sestese, pur soffrendo la pressione, quando ne ha la possibilità sa bene come far venire i brividi alla retroguardia avversaria. Al 3' Affrico si fa subito pericoloso con Termini, che si libera per la conclusione dal limite dell'area indirizzando poi di poco a lato alla sinistra di Fantini un pallone piuttosto avvelenato. Al 14', sugli sviluppi di un corner ben calciato da Vaggioli e respinto corto dalla retroguardia, Gianassi prima raccoglie il pallone sul settore di destra e poi ripropone verso il centro un calibratissimo traversone sul quale l'accorrente Nutini manca d'un soffio l'appuntamento con la deviazione vincente sottomisura. L'Affrico insiste, al 18' un'azione ben elaborata al limite dell'ara ospite libera al tiro Ala che però non inquadra lo specchio della porta difesa da Fantini. Passano una trentina di secondi e stavolta è Termini a liberarsi sulla destra per poi indirizzare una conclusione sul primo palo: Fantini replica prontamente bloccando il pallone in presa sicura. Al 23' la prima ficcante ripartenza orchestrata dalla Sestese mette paura alla retroguardia dell'Affrico e non si traduce in gol solo per una questione di centimetri: la splendida verticalizzazione di Gaffarelli libera a destra la corsa di Athuman, che cogliendo di sorpresa Agosti prima va via in progressione, poi entra in area e infine, ritrovatosi a tu per tu con Lombardi, cestina un'incredibile opportunità calciando d'un niente a lato da ottima posizione. L'Affrico è abilissimo a ribaltare subito il fronte del gioco, e pochi secondi più tardi, in piena area avversaria, il classico episodio da moviola fa gridare al rigore: Vaggioli entra in contatto con Papucci e rotola a terra, per Di Leo (è parso all'altezza del compito assegnatogli dal designatore, dirige in maniera più che sufficiente una partita di così grande importanza) è tutto regolare e il gioco prosegue. Al 44' Nutini ci prova su punizione costringendo Fantini ad allungarsi in tuffo sulla propria destra per deviare in corner l'insidiosa rasoiata a pelo d'erba. La ripresa è fotocopiata fedelmente da una stampante ad alta risoluzione, e pur rimanendo inchiodata sul risultato di partenza non lesina al buon pubblico presente in tribuna quel mix di emozioni e recriminazioni che sempre lascia in dote una buona dose di divertimento ma anche quel pizzico di delusione per ciò che poteva essere e che poi non è stato. L'Affrico riparte a tamburo battente e al 56' manca in maniera a dir poco clamorosa l'appuntamento con il gol: liberato in area da un preciso traversone di Sciulli da sinistra, Termini prima controlla bene coordinandosi per la conclusione, poi sciupa tutto indirizzando verso la porta un pallone che Fantini, grazie anche a un po' di buona sorte, devia in calcio d'angolo. Al 60' la fulminea triangolazione sulla trequarti con Ala permette a Termini di andar via sulla destra e poi di riproporre verso il centro un buon pallone che il subentrato Migliorini prima controlla abilmente ma che poi indirizza debolmente fra le braccia di Fantini. Al 63', sul fronte opposto, Patrignani riesce finalmente a sfruttare uno dei pochi varchi concessi da Iania, e dopo essersi liberato per la battuta a rete indirizza verso i pali un insidioso rasoterra al quale Lombardi si oppone con bravura distendendosi in tuffo sulla propria destra e deviando oltre la linea di fondo. Al 70' l'Affrico affonda ancora con decisione sul settore di destra costringendo i difensori della Sestese a rifugiarsi in corner. Sugli sviluppi della battuta che Vaggioli calibra bene nel cuore dell'area svetta in anticipo la testa di Shehade, che pur arrivando sul pallone non riesce a indirizzarlo a rete. Al 78' è la Sestese a mancare in maniera clamorosa il colpo del possibile ko. Un traversone da sinistra spiove sotto al naso di Lombardi che pur provando ad alzare un braccio non riesce ad arrivare sul pallone, che sfila verso il secondo palo: cercando la correzione aerea, Verzicco colpisce la traversa. Rimbalzando nuovamente verso l'interno del terreno di gioco, il pallone giunge sui piedi di Patrignani: in qualche modo Lombardi riesce miracolosamente a salvare la propria porta. Due minuti più tardi, liberato in piena area da un lungo e preciso rilancio di Shehade, è Ala a cestinare un autentico rigore in movimento: il tiro a incrociare fa la barba al montante di destra e finisce di correre oltre la linea di fondo. All'85' Nesti prova a mettersi in proprio, e dopo aver recuperato il pallone nella trequarti avversaria, prima si destreggia in dribbling, poi si crea lo spazio per la battuta dalla distanza e infine spara a rete uno scivoloso rasoterra al quale Lombardi si oppone col brivido: la difesa sbroglia la matassa con qualche affanno di troppo. All'88 eccola la svolta improvvisa di una gara che pareva ormai destinata a terminare a reti inviolati. L'ennesima riproposizione dell'Affrico sulla destra culmina in un preciso cross, che mettendo in evidente imbarazzo i centrali difensivi rossoblu li costringe a una respinta corta ed approssimativa: il pallone scivola così verso il limite dell'area, dove l'accorrente Gianassi si coordina alla perfezione e scaricare in rete un fendente preciso, teso e potente. Stavolta non c'è scampo per Fantini, in visibilio i sostenitori biancazzurri. Non poteva esserci miglior punto esclamativo per una gara interpretata da entrambe le squadre con grande intensità. La gioia esplosa nello spogliatoio dell'Affrico a fine gara si riverbera anche in quello del Grazzini, dove la Floria, calando la cinquina sulla Lastrigiana, vola sempre più in alto mettendo adesso fra sé e i campioni d'Italia in carica ben quattro lunghezze di vantaggio. La buona prestazione dei ragazzi di Pippo Gori, però, dimostra che i giochi sono ben lungi dall'esser fatti; e considerando che manca ancora un intero girone di ritorno da disputare tutto è ancora possibile.
Calciatoripiù: nell'Affrico sono andati ben oltre la sufficienza
Iania e
Shehade in fase difensiva;
Gianassi e
Sciulli in mediana; Termini in fase offensiva. Nella Sestese hanno ben impressionato
Gaffarelli nel suo ruolo di fine raccordatore fra difesa e centrocampo;
Nesti e
Zei nel cuore della mediana;
Athuman lungo la corsia di destra.
Nico Morali
Bibbiena-Maliseti Seano 2-1
BIBBIENA: Vinerbi, Chiarini, Luca, Paolini, Jallow, Zavagli, Bimbocci, Cappuccini, Bonelli, Vella, Renzetti. A disp.: Santini, Chiti, Ferrini, Vignali, Gentile, Moncini, Bandelloni, Sagno, Biondini. All.: Regina Alessandro
MALISETI SEANO: Mura, El Amri, Marinozzi, Guastamacchia, Libiu, Micheloni, Moretti, Varrosi, Ruggiero, Demiri, Arcioni. A disp.: Fiordi, Belli, Gurra, Mema, Monti, Petracchi, Sarno, Serra. All.: Masi Jacopo
ARBITRO: Riccardo Paolini di Arezzo
RETI: 35' Bimbocci, 65' Moncini, 70' rig. Moretti S.
Altro che doppio: la vittoria del Bibbiena (2-1) nello scontro diretto col Maliseti vale triplo, quadruplo, forse anche di più. Vale così tanto perché inguaia gli avversari e mantiene intatti i sei punti di vantaggio sulla terzultima posizione, ora occupata dall'insolito trio composto da Lastrigiana, Ponsacco e Casentino. Il Bibbiena disputa una partita di grande cuore, buona tecnica e grande intensità, sfruttando tutto il terreno di gioco con un ottimo palleggio e verticalizzazioni rapidissime. La vetrina se la prende Bimbocci, che realizza due reti (buona solo una: l'altra, decisione contestata, Riccardo Paolini non la convalida), fornisce a Moncini l'assist vincente, e a una quantità infinita di giocate preziose aggiunge tanta tanta corsa. La partita la fa tutta il Bibbiena, che basa le proprie offensive su una difesa alta, un centrocampo tecnico (s'incastrano bene i palleggiatori Vella-Renzetti con la grinta di Cappuccini) e le incursioni di Bimbocci. Una nota di merito se la prende anche Dario Vinerbi, portiere titolare classe 2010 (assurda la serie d'infortuni tra i compagni di ruolo), che sfoggia grande serenità e grande personalità. Dal canto proprio il Maliseti prova sporadicamente a farsi pericoloso basando tutto l'attacco su un guerriero come Ruggiero, troppo isolato però per impensierire con continuità la difesa locale. Il punteggio si sblocca al 35' sull'apertura di Simone Renzetti per Bimbocci, che dribbla il proprio marcatore e dai venti metri lascia partire un tiro a giro molto potente, imprendibile per Mura. Il Maliseti sbanda, e il Bibbiena sfiora subito il raddoppio: in realtà lo segna, ma Riccardo Paolini non convalida la rete di Bimbocci, che ritiene (errore, lo testimoniano le immagini riprese da una telecamera fissa) partito in fuorigioco sulla combinazione tra Alessandro Chiarini e Vella. Dunque il punteggio resta sull'1-0, forse troppo stretto considerate la qualità e la quantità del gioco espresso dal Bibbiena di fronte a un avversario troppo timoroso. Il copione rimane identico anche nella ripresa, nella quale il Bibbiena attacca con continuità. Il raddoppio si concretizza al 65', quando con un'azione caparbia Bimbocci recupera il pallone e in area serve l'accorrente Moncini, che col mancino di prima gira il pallone sul palo lontano e realizza un'altra rete di pregevolissima fattura. Sotto 2-0, il Maliseti prova a riaprire la partita cinque minuti più tardi, quando Gurra recupera il pallone a centrocampo, lo porta con forza e velocità per quasi trenta metri e poi serve in area Ruggiero, frettolosamente abbattuto dai difensori locali: a Riccardo Paolini non resta che indicare un sacrosanto rigore, trasformato con freddezza da Moretti che spiazza Vinerbi. A questo punto il Maliseti prova a completare quella che fino a pochi minuti prima sembrava un'impresa insperata, ma la difesa tiene; anzi, al 94' è il Bibbiena a sfiorare la terza rete sempre con Bimbocci, che si presenta da solo davanti al muro ma è ormai troppo sfinito per riuscire a concludere in maniera adeguata. È l'ultima emozione di una partita (a parte la svista sulla rete annullata a Bimbocci, Riccardo Paolini la dirige bene) che si chiude con una vittoria importantissima per il Bibbiena e una sconfitta pesante per gli ospiti, ora a tre punti dalla soglia salvezza.
Calciatoripiù: Bimbocci, Vinerbi, Renzetti (Bibbiena),
Ruggiero e
Gurra (Maliseti).
A.G.
Floriagafir Bellariva-Lastrigiana 5-1
FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Nahi, Buiani, Fanticelli, Mosconi, Gori, Ermini Polacci, La Greca, Labiad, Giannone, Serrini. A disp.: Prelashi, Soliman, Benvegnu, Galietta, Benucci, Gashi, De Simone, Landolina, Agnoloni. All.: Bertuccio Marco
LASTRIGIANA: Lascialfari, Gomma, Fe, Finelli, Manescalchi, Fenza, Giotti, Aldighieri, Burroni, Gracci, Bindi. A disp.: Glielmi, Semeraro, Sollazzi, Torniai, . All.: Mollica Alessandro
ARBITRO: Antonio Pacilio di Pistoia
RETI: 2' Labiad, 43' Labiad, 49' Labiad, 52' Giannone, 63' rig. Fe, 72' De Simone
Un uragano travolgente, senza pietà, ma allo stesso tempo affascinante nella sua perfezione e nella sua potenza. Come tutti i fenomeni naturali, anche questa Floriagafir sembra incontenibile e imprevedibile: il 5-1 sulla Lastrigiana, in enorme difficoltà e di nuovo risucchiata in zona retrocessione, apre il gap sulle inseguitrici. Che la partita sia in mano alla Floriagafir lo si evince dopo solo un minuto, quando La Greca prolunga una rimessa catapultata all'interno dell'area di rigore: da due passi Labiad mette alto di testa. Il rammarico dura qualche giusto qualche secondo. La Lastrigiana gestisce male la ripartenza dal basso, Giannone intercetta il pallone e serve subito Labiad, che da pochi metri calcia col destro e segna l'1-0. La Lastrigiana replica con quello che sarà uno dei pochi lampi di tutta la sua partita. La difesa della Floriagafir si fa sorprendere dal traversone arretrato di Fè, innescato da una punizione profonda: Gracci calcia al volo col mancino e colpisce il palo. Digerito senza conseguenze l'episodio, la Floriagafir mantiene il controllo della partita: la chiave tattica è sua la pressione forsennata, che spesso porta a riconquistare il pallone nella metà campo avversaria; il movimento delle punte permette di svuotare la zona centrale e premiare l'inserimento dei due esterni. Sono loro i protagonisti dell'occasione successiva.: Serrini scappa sulla fascia sinistra ed effettua un cross basso che attraversa tutta l'area di rigore, Ermini Polacci arriva tardi e col destro non riesce a centrare lo specchio della porta (39'). Un minuto dopo Raggi si sporca i guanti per la prima volta deviando in calcio d'angolo un rasoterra insidioso di Bindi. Al 43' la Floriagafir si porta sul 2-0: sugli sviluppi di una punizione offensiva allontanata dalla difesa della Lastrigiana, con un visionario colpo di tacco no look La Greca imbuca sulla fascia destra; qua sprinta Serrini, sul cui traversone perfetto di testa Labiad appoggia il pallone in rete. Allo scadere del recupero il divario cresce ancora: Ermini Polacci recupera un pallone conteso e di testa serve Giannone, libero di girarsi e di imbucare per Labiad, che sbuca davanti a Lascialfari e firma la tripletta. Dunque è di 3-0 il divario alla pausa, alla fine della quale si registra il primo guizzo della Lastrigiana: servito in profondità, dopo un dribbling Gracci tenta il tiro, a lato di poco. Non ha pietà la Floriagafir, che al 52' segna anche il 4-0: un filtrante libera Giannone, che dà un'occhiata a Lascialfari e lo supera. Ormai è compromessa la partita della Lastrigiana, che però con generosità continua a imbastire qualche azione d'attacco: dopo un tiro di Gracci, di poco fuori, un traversone di Bindi si stampa sul braccio di Nahi, e Pacilio indica il dischetto. Alla trasformazione si presenta Fé, che col destro incrocia a regola d'arte e segna il 4-1. Nonostante la rete subita, lo spirito della Floriagafir non si spegne: al 69', sul contropiede ben gestito da La Greca, Giannone calcia da buona posizione senza però impensierire Lascialfari. Il 5-1 è solo rinviato, e costruito con un'azione corale di stampo pregevolissimo: lo scarico d'Ermini Polacci consente a Fanticelli d'aprire il gioco con l'esterno per Serrini, che salta Lascialfari e consente a De Simone di finalizzare nella porta incustodita. È una trama di pochi passaggi ma letale: tutti i principi di gioco trasmessi da Bertuccio si riassumono in una sola azione. Uno dei motivi per cui la Floriagafir viaggia in testa alla classifica, imbattuta da undici partite consecutive, è il fatto che tutti i calciatori della rosa hanno recepito perfettamente i dettami dell'allenatore, mettendoli in campo ogni fine settimana. Nel finale Ermini Polacci va vicino alla rete spaccando la traversa con un tiro ravvicinato da posizione defilata; un contropiede ospite si chiude con la conclusione di Aldighieri sul fondo. Il triplice fischio lascia l'amaro in bocca agli spettatori, perché mette fine a uno spettacolo degno di palcoscenici importanti. Della cavalcata della Floriagafir in testa alla classifica i meriti sono dei calciatori che vanno in campo, di Bertuccio e della società, capace di costruire una rosa estremamente competitiva. Dall'altra parte una Lastrigiana non brillante, complici molte defezioni, cade rovinosamente e rumorosamente. La strada è in salita.
Calciatoripiù: nella Floriagafir sarebbe opportuno premiare tutti, ma il migliore non può che essere
Labiad. È pesantissima la tripletta segnata non da vero centravanti, ma quasi più da regista offensivo, ruolo che gli consente di occupare benissimo l'area di rigore. È superlativa anche la prestazione superlativa anche la prestazione di
La Greca, che non soffre minimamente il fatto di essere il più piccolo tra i titolari (unico 2008): è lui il padrone del centrocampo, il colpo di tacco sul 2-0 è un vero capolavoro. Nell'ottima prova difensiva generale, spicca
Buiani, vincitore di tutti i duelli fisici con Burroni. Impossibile non nominare anche
Giannone, gol e doppio assist per lui. Nella prova opaca della Lastrigiana, il migliore è
Gracci, protagonista di qualche tentativo: è lui a colpire il palo nei primi minuti.
Matteo Raimondi
Pontassieve-Casentino Academy 1-1
PONTASSIEVE: Biagioli, Mati, Casci, Misuraca, Rosetti, Giudice, Paolieri, Urbinati, Piccioli, Macheda, Brogi. A disp.: , Baggiani, Unitulli, Fibbi, Taiti, Hamzai, Tesi, Francalanci, Carlucci. All.: Marchionni Marco
CASENTINO ACADEMY: Pollio F., Boschi, Cantore, Dini, Checcacci M., Renzetti C., Dei, Gabiccini, Bartolini, Camara, Chianucci. A disp.: Borghini, Bruni, Hamdaweihi, Palazzi, Di Donato, Nocentini, Pollio L., . All.: Forciniti Alessandro
ARBITRO: Vincenzo Garufi di Firenze
RETI: 21' Macheda, 22' Autorete
In uno degli scontri diretti più delicati del weekend il Casentino Academy non va oltre il pareggio contro un Pontassieve decimato dagli infortuni e sotto di un uomo per tutto il secondo tempo: deciso da una rete e un'autorete nel giro di meno di un minuto, il punteggio finale recita 1-1. La partita si accende subito, già nel primo quarto d'ora si registrano due occasioni, una per parte. Al 5' Piccioli, momentaneamente in fascia, vede libero centralmente Misuraca, che col mancino tenta di impensierire Francesco Pollio: tiro non preciso, bloccato in sicurezza. Il Casentino replica con l'ispirato Camara, che dopo una serie di finte cerca e trova l'inserimento di Chianucci, che prova a tornare dal compagno senza riuscirci: glielo impedisce Rosetti con la testa. Poi il punteggio si sblocca: il Casentino sbaglia una delle tante uscite dalla propria trequarti, Boschi rimedia con un fallo. Della battuta della punizione s'incarica Macheda, che dalle trequarti cerca l'area con un tiro-cross che non trova deviazioni: il pallone termina in rete sorprendendo Francesco Pollio, che non l'aveva visto passare tra le maglie amiche e nemiche (21'). Il vantaggio dura appena sessanta secondi. Tutto nasce da un lancio per Camara: nel tentativo di contenerne lo sprint Giudice calcia il pallone verso la propria porta tagliando fuori Biagioli. Le due reti nel giro di pochi secondi destabilizzano le due squadre, che per una ventina di minuti faticano a sviluppare la manovra; la partita si riaccende improvvisamente sull'espulsione di Brogi, sanzionato da Garufi per un fallo duro su Dini. Alla fine del primo tempo mancano cinque minuti, alla fine della partita tutta la ripresa: è lungo il tragitto che il Pontassieve deve percorrere in inferiorità numerica. Dell'uomo in più il Casentino prova ad approfittare già al riavvio, quando Dei recupera il pallone in mediana e in ampiezza triangola due volte con Di Donato, che dal dischetto conclude al volo trovando la traversa sul tocco di Biagioli. Il pericolo scampato accende il Pontassieve, da questo momento in poi più tenace e insidioso: prova a pungere Fibbi, che col pressing manda in tilt i centrali avversari, riconquista il pallone e col mancino cerca la porta, senza trovarla. Nonostante la superiorità numerica il Casentino riesce a farsi essere pericoloso solo al 70' con il solito Camara, che sul traversone di Chianucci salta più in alto di tutti, ma impatta male e mette alto. Segue la più grande occasione della partita per il Pontassieve, vicinissimo al nuovo vantaggio: approfittando di un'uscita rivedibile del Casentino, Paolieri recupera l'ennesimo pallone, dialoga con Fibbi e sul servizio di ritorno calcia sul palo. Rimane da registrare giusto un'altra espulsione per il Pontassieve, che finisce in nove: Giudice, già ammonito, perde il pallone e per impedire il contropiede avversario si gioca la trattenuta. Ora sono due gli uomini di vantaggio per il Casentino Academy, che però nonostante il forcing offensivo non riesce a trovare la rete utile per allontanarsi dalla zona rossa. È una posizione familiare per il Pontassieve, che per più di un tempo combatte le difficoltà numeriche e conquista un punto importante per una scalata ancora lunga.
Calciatoripiù: Paolieri, Fibbi, Macheda (Pontassieve),
Dei, Camara (Casentino Academy).
Alessandro Buffi
San Giuliano-Fucecchio 0-1
SAN GIULIANO: Raugi, Nicoletti, La Monica, Di Martino, Antoni, Matteini, Lila, Cortopassi, Esposito, Tarantini, Ruberti. A disp.: Bini, Buselli, Cecchini, Lovo, Dessi, Mazzoncini, Hoxha C., Di Ciolo . All.: Nuti Fabrizio
FUCECCHIO: Guidi, Carfagna, Fanara, Mazzoni, Bartoli F., Berhoxha, Matteoli, Ciardelli, Gjoni, Di Donfrancesco, Gatto. A disp.: Gori, Squarcini, Donzelli, Pieragnoli, Ciampi, Morelli, Nuti, Diviggiano. All.: Roncucci Federico
ARBITRO: Andrea Conti di Carrara
RETI: 55' rig. Gjoni
Da troppo tempo il Fucecchio non vinceva, e se avesse bucato anche quest'appuntamento avrebbe sentito addosso una pressione enorme nelle quattro partite che costelleranno il prossimo mese, in casa con Perignano e Sestese, in mezzo le trasferte a Cecina e a Lastra a Signa; quella pressione c'era bisogno d'allentarla, missione compiuta grazie al rigore con cui in avvio di ripresa Gjoni piega (0-1) il San Giuliano, agguantato a quota venticinque. È l'episodio decisivo d'una partita che a lungo fatica a sbloccarsi: pochissime le occasioni nel primo tempo, mai impegnato Tommaso Guidi, che osserva il tiro di Tarantini sfilare di poco a lato; più da fare deve darsi Raugi, che su un calcio d'angolo di Niccolò Mazzoni neutralizza l'insidiosissimo colpo di testa di Bartoli, e che più tardi si ripete opponendosi a Gjoni. La replica di questa sfida va in scena in avvio di ripresa, diverso l'esito perché diversa è la situazione: stavolta Gjoni può calciare dal disco per trasformare il rigore che Conti gli concede per una trattenuta di La Monica, e gelida l'esecuzione vale lo 0-1. Il vantaggio il Fucecchio prova a consolidarlo subito: glielo impedisce Raugi, di nuovo reattivo sugli sviluppi d'un calcio d'angolo, stavolta Gatto a crossare e Berhoxha a colpire di testa. Lo scarto resta minimo perché la parata è efficace, efficace come quella che sull'altro versante sfodera Tommaso Guidi in uscita su Dessì, cui Fabrizio Nuti concede gli ultimi venti minuti: al netto d'un rigore reclamato per un possibile fallo su Tommaso Esposito è l'unica circostanza nella quale il San Giuliano s'avvicina al pareggio, troppo poco per evitare la vittoria del Fucecchio, che sul piano del gioco non s'era mai perso, e che dopo più d'un mese si ricorda come si fa a vincere.
Calciatorepiù: Gjoni conquista e trasforma il rigore che consente al Fucecchio di tornare al successo.
Sporting Cecina-Fratres Perignano 3-1
SPORTING CECINA: Bendinelli, Ricciardi, Zazzeri, Vallini, Sola, Lega, Castelli, Cerri, Londi, Di Tanto, Dardar E.. A disp.: Cionini, Battini, Manetti, Dardar Y., Gabriellini, Dragone, Tarrini, . All.: Magri Alessandro
FRATRES PERIGNANO: Calloni, Gentile, Celi, Pirrone, Rofi, Silvestri M., Zampardi, Ben Toraa, Piccirilli, Pucci, Riccomi. A disp.: Mazzetti, Lepri, Chiarini (3), D Angelo, Oliva, Malacarne, Colangelo, Silvestri Y., Nieddu. All.: Lucarelli Massimo
ARBITRO: Mattia D Agnese di Pontedera
RETI: 25' Dardar E., 48' Piccirilli, 86' Zazzeri, 90' Gabriellini
Orribile, o forse ancora peggio. Non esiste un aggettivo di tono diverso col quale il Fratres Perignano può definire l'inizio del 2026: le tre sconfitte che hanno accompagnato lo sviluppo di gennaio, che nessuno s'attendeva così brutto, hanno portato la testa della classifica lontana nove punti, e in mezzo ci hanno ficcato due squadre. Diventa difficilissimo ipotizzare la rimonta, difficilissimo perché rasenta l'utopia l'ipotesi che nei prossimi tre mesi sia la Floriagafir, sia la Sestese, sia l'Affrico freneranno così tante volte da farsi prendere la scia: rischia d'avere effetti irrecuperabili la terza sconfitta consecutiva, quella maturata in casa dello Sporting Cecina, che si vendica del 3-1 dell'andata replicando l'identico punteggio. Per cominciare a costruirlo c'è bisogno di scavallare la fine del primo quarto, non però perché fin lì mancano le occasioni: l'equilibrio potrebbe rompersi già al 5' sulla rimessa laterale che da sinistra Zazzeri batte profonda per Vallini, il cui tiro di prima dal limite dell'area di rigore esce alto d'una spanna e mezzo. Un po' più lontana la pedana, è identico l'esito del tentativo che cinque minuti più tardi nasce dalla sponda di Di Tanto: al tiro si porta Londi, che al 20' ci riprova dalla distanza (Stefano Calloni respinge in due tempi) e nel mezzo premia un altro inserimento di Vallini, cui provvidenziale s'oppone Marco Silvestri. Anche se non produce effetti diretti, tutta questa pressione esprime un messaggio chiaro: la resistenza del Fratres Perignano sta per sgretolarsi. Non è un pronostico difficile da azzeccare, e per vederlo farsi realtà è sufficiente attendere il 25' e l'ennesima giocata di Londi, che dal centrodestra verticalizza per Di Tanto: Stefano Calloni respinge il tiro scaricato dopo il movimento ad accentrarsi, sulla ribattuta Eliass Dardar segna l'1-0. Passato in vantaggio dopo averci provato così a lungo, lo Sporting Cecina rifiata; e rifiatando arriva sereno alla pausa, di cui Massimo Lucarelli si serve per aggiustare il Fratres Perignano: escono Zampardi, in difficoltà, e Marco Silvestri, entrano Oliva e Christian Chiarini, da sinistra Celi scivola centrale di difesa. Il rimescolamento vale subito il pareggio: lo Sporting Cecina si fa sorprendere dal lancio di Pucci per Piccirilli, che col mancino anticipa l'uscita di Bendinelli e con l'aiuto del palo trova la prima rete in campionato. Segue, diciassette i minuti nel mezzo, l'occasione buona per la doppietta: stavolta esce a lato la volée scagliata col destro da fuori area. Non solo centravanti d'area di rigore, Piccirilli è preziosissimo anche come uomo di manovra: è lui, ispirato da Pucci, a verticalizzare per Riccomi, che scappa a sinistra e col mancino calcia dalla parte sbagliata della rete (75'). È l'episodio che avvia il quarto d'ora finale, nel quale lo Sporting Cecina torna fuori così bene da riprendersi il vantaggio, poi doppio, e dunque la vittoria: tra il 77' e l'80' cerca d'incidere Ricciardi, che prima appoggia sulla testa di Londi una rimessa laterale corretta a lato, poi si sovrappone sull'invito d'Yasser Dardar e dalla distanza calcia di poco alto. Dell'episodio decisivo è protagonista l'altro terzino, quello che gioca a sinistra e che però alll'86' subito prima di lucidare il mancino si sposta sull'altra corsia: l'occasione infatti gliel'offre una punizione, calciata splendida sotto l'incrocio dei pali. Di nuovo in svantaggio dopo aver tanto speso e nel finale anche in inferiorità numerica (dopo un contrasto duro, finiti i cambi, Celi è costretto a uscire), il Fratres Perignano ora s'arrende: ne approfitta subito lo Sporting Cecina, che chiude la partita col tocco morbido di Gabriellini sull'invito di Londi, che dopo novanta minuti in cui non si ferma un istante mantiene ancora la lucidità necessaria per un lancio stratosferico dopo due dribbling nello stretto. È la rete del 3-1, divario che non cresce soltanto perché nel recupero Stefano Calloni s'oppone a Yasser Dardar, che dopo aver stoppato col destro il traversone di Zazzeri aveva cercato la porta col mancino: lo Sporting Cecina non s'accontenta, non s'accontenta mai.
Calciatoripiù: Londi, Zazzeri (Sporting Cecina),
Rofi e
Oliva (Fratres Perignano),
esseti
Pieta 2004-Lampo Meridien 0-2
PIETA 2004: Mammoli, Pareti, Marseo, Cocci, Rayyad, Biancalani, Vannuzzi, Rrapaj, Gori A., Giuliani, Marzullo. A disp.: Bragetta, Frati, El Hariri, Tartoni, Pitronaci, Giraldi, Salvadori, . All.: Zambello Marco
LAMPO MERIDIEN: Pinzani, Vannini, Baldini, Vannini, Dianda, Lucarelli, Fiori, Musumeci, Botti, Califano, Bellesi. A disp.: Mariotti, Damiani, Pellegrini, Bettaccini, Cortesi, Dulivo, . All.: Giorgetti Mirko
ARBITRO: Andrea Tripodi di Empoli
RETI: 2' Botti, 85' Lucarelli
Due mesi sono lunghi, lunghissimi, infiniti. Per due mesi, nei quali ha raccolto cinque punti con cinque 1-1 e due sconfitte, la Lampo Meridien s'è scordata come si fa a vincere; se ne rammenta di colpo contro la Pietà, battendo la quale (0-2 il punteggio) riesce a non far scendere sotto quattro i punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Alla fine della terza di ritorno il divario resta intatto, ipotesi solida già in avvio: dopo due minuti scarsi il punteggio si sblocca sul colpo di testa di Botti, che pigia in porta il pallone respinto dalla traversa sugli sviluppi del calcio d'angolo (lo aveva conquistato Bellesi costringendo Mammoli alla parata a freddo) crossato da Mattia Lucarelli e pizzicato da Diego Vannini. Dello 0-1 la Lampo non s'accontenta: a farselo andar bene la costringe Mammoli, che sul servizio di Califano nega a Bellesi la quinta rete stagionale (9'). Non l'aveva scossa lo svantaggio, non la scuote il pericolo di vederlo doppio dopo neppure dieci minuti: forte d'una classifica invidiabile per una neopromossa, nel primo tempo la Pietà limita i propri attacchi a un angolo che Vannuzzi calcia a rientrare verso il primo palo, ben coperto dalla difesa avversaria. Più pericolosa si fa la Lampo ogni volta che affonda: in avvio di ripresa funziona di nuovo l'asse che nel primo estremo trova Califano e nel secondo Bellesi, il cui mancino spedisce il pallone contro il palo esterno. Quello delle reti no, ma almeno il conto dei legni torna subito pari: grattugia la traversa la girata di Cocci, che col mancino prolunga la punizione laterale di Vannuzzi. Resta un pericolo circoscritto, cui la Lampo replica con due occasioni: Mammoli neutralizza la prima opponendosi a Bellesi, che sul filtrante di Botti (efficace la pressione su Marseo) aveva cercato di dribblarlo, tuffandosi in ritardo cade invece sulla seconda, il tiro che da venticinque metri Mattia Lucarelli scarica in porta con l'aiuto del palo. È lo 0-2, l'autorizzazione all'esultanza trattenuta così a lungo: anche se sa che per salvarsi deve lottare ancora molto, la Lampo si tiene a distanza dal trio di squadre che condividono l'ultima piazza brutta.
Calciatoripiù: Califano e
Musumeci (Lampo Meridien).
esseti
Mobilieri Ponsacco-Forte Dei Marmi 2015 4-1
MOBILIERI PONSACCO: Matassi, Landi A., Biondi, Ribechini, Cavallini, Panicucci, Meioli, Silvi, Bianchi, Panettella, Leotta. A disp.: , Fanteria, Esosa, Gurabardhi, Nesti, Viviani, Marchetti, Cappello, Tuntoni. All.: Vuono Stefano
FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Torcigliani, Curcio, Borghini, Rolla, Darzeza, Passalacqua, Fommei, Makhlouf, Frandi, Spadoni. A disp.: Lombardi, Tonarelli, Ceru, Del Bucchi, Marcellusi, Cecchini, . All.: Tedeschi Davide
ARBITRO: Giacomo Lambardi di Piombino
RETI: 12' Ribechini, 27' Meioli, 48' Rolla, 49' Panettella, 88' Marchetti
Non c'è bisogno di coinvolgere Alessandro Borghese per annunciare che in coda a questo campionato (e anche in testa, troppe ancora le variabili) niente è ancora deciso: la classifica resta cortissima, e nessuno s'è arreso. Di sicuro non s'è arreso il Ponsacco, che vincendo la prima partita del 2026 si lascia il Maliseti alle spalle e aggancia Casentino e Lastrigiana a quota diciassette: sono tre punti fondamentali quelli che gli consegna il 4-1 sul Forte dei Marmi, che col fondo e con le dimensioni del Parra di San Frediano, sede insolita e poco d'élite, ha così poca simpatia da ritrovarsi in svantaggio prima del quarto d'ora, sugli sviluppi della punizione che Panettella crossa verso il primo palo e che Ribechini gira in rete. Dal primo fischio di Lambardi è passata giusto una dozzina di minuti, e davanti al Forte dei Marmi si propone una partita diversissima da quella preparata in settimana: sono pochi gli spazi in cui dar respiro alla manovra; se ci s'aggiunge che Makhlouf, che nella ripresa sbaglierà un rigore e finirà espulso, avvia il pomeriggio più complicato d'una stagione da protagonista calciando sull'uscita di Matassi un pallone interessante, si capisce come mai da subito è chiaro che rimontare sarà complicato. La sensazione la rafforza un altro episodio che intorno alla mezz'ora il Ponsacco sfrutta per raddoppiare: segna Meioli, che col tacco (tiro lento, ma Dazzi legge male la traiettoria) corregge in porta l'angolo crossato da Panettella. D'una situazione simile non riesce ad approfittare il Forte dei Marmi, Passalacqua alla bandiera: il colpo di testa di Frandi si limita a pizzicare la traversa. Più efficace è il pallone inattivo che inaugura la ripresa: la difesa del Ponsacco si fa sorprendere della punizione laterale di Darzeza, e consente a Rolla di toccare quanto basta per mettere Matassi fuori causa. È il 2-1, giusto un'illusione per chi s'attende l'avvio della riscossa del Forte dei Marmi: sul calcio d'inizio Panicucci sprinta a destra, con la punta addomestica il lancio profondo e al centro dell'area di porta serve Panettella, che prendendo Dazzi in controtempo riporta subito a due le reti di vantaggio. Lo scarto potrebbe di nuovo ridursi intorno all'ora di gioco, quando Cavallini interviene in ritardo su Curcio, che aveva sfondato sulla fascia e che sul tackle beneficia d'un rigore: lo spreca Makhlouf (nervosissimo, di lì a poco si ritroverà espulso per una reazione), che calcia piano e quasi centrale e consente a Matassi di neutralizzare il tiro, addirittura bloccandolo. Nonostante l'episodio sfavorevole e l'inferiorità numerica, il Forte dei Marmi ci riprova con un'incursione di Tonarelli: stavolta Matassi s'arrende al dribbling, non così la difesa che protegge la porta incustodita. Resta dunque doppio il vantaggio del Ponsacco, doppio quasi fino allo scadere, poi addirittura triplo: Marchetti trasforma nel 4-1 il triangolo chiudendo il quale Andrea Viviani lo aveva liberato davanti alla porta e ribadisce che non contano le strisce senza vittorie, laggiù in coda sarà bagarre fino a fine aprile.
Calciatoripiù: chiamato a sostituire lo squalificato Becherini,
Matassi si regala un pomeriggio memorabile, condito dal rigore parato nel momento in cui il Ponsacco avrebbe potuto vedere il successo di nuovo a rischio; è l'episodio decisivo d'una partita giocata in un campo con cui il Forte dei Marmi non ha grande affinità, lo dimostra il fatto che un po' più della sufficienza merita il solo
Curcio.
esseti