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Juniores Regionali GIR.Elite - Giornata n. 12

Pieta 2004-San Giuliano 3-5

PIETA 2004: Bragetta, Pareti, Marseo, Cocci, Lenzi E., Pitronaci, Marzullo, Rrapaj, Ciaschi, Giuliani, Vannuzzi. A disp.: , Frati, Amadei, Gori A., Tartoni, Rayyad, Daly, Giraldi, Salvadori. All.: Zambello Marco
SAN GIULIANO: Raugi, Matteini, Buselli, Di Martino, Lovo, Mazzoncini, Lila, Dessi, Esposito, Tarantini, Cortopassi. A disp.: Bini, La Monica, Accorsini, Nicoletti, Cecchini, . All.: Nuti Fabrizio
ARBITRO: Leonardo Pingi di Pisa
RETI: 4' Dessi, 9' Vannuzzi, 15' Lovo, 25' Lenzi E., 32' Cortopassi, 51' rig.Giraldi, 69' Dessi, 88' Nicoletti
C'è un dato che più di tutto spiega perché d'arrivare in coppa il San Giuliano (è quarto, alla pari con lo Sporting Cecina che però è in vantaggio negli scontri diretti) ha una gran voglia: se si potesse dimenticare delle prime sei partite, nelle quali arrivarono due punti soltanto, sarebbe terzo, a tre punti dalla Sestese e a due dalla Floriagafir. Non è una statistica scelta apposta tra migliaia giusto per validare un concetto: ne è chiaro il senso, una volta partito il San Giuliano non s'è fermato più. Talvolta semmai può aver rallentato, ma non nell'ultimo mese: il 3-5 contro la Pietà già salva porta a quattro il numero di vittorie consecutive. La quarta inizia a materializzarsi al 4', quando Dessì cattura il pallone dopo un paio di rimbalzi al limite dell'area di rigore avversaria e lo calcia verso la porta: dalla rapidità del tiro, potente ma non angolatissimo, Bragetta (stavolta in porta niente turnazione, ma scelta obbligata: Mammoli è acciaccato) si fa sorprendere così tanto da non accennare neppure la parata. È la prima delle otto reti complessive, segue subito la seconda: già al 9' pareggia la Pietà grazie a Vannuzzi, che calciando di prima in diagonale sfrutta al massimo la rimessa laterale battuta profonda da Marzullo, prolungata da Ciaschi e ripulita dalla sponda di Rrapaj. È l'1-1, punteggio che regge giusto qualche secondo in più: Bragetta legge male la traiettoria dell'angolo che, affidandosi al mancino a rientrare, Lovo calcia diretto verso la porta. È la seconda rete olimpica d'una giornata particolare (una decina di minuti prima a Forte dei Marmi una analoga l'aveva segnata Passalacqua: seguirà a Bibbiena quella del Fucecchio), nella quale è evidente che i palloni inattivi possono incidere tantissimo. Se n'accorge anche la Pietà, che affida la propria reazione a due calci d'angolo: sul primo, non precisissimo Raugi, la difesa del San Giuliano si salva due volte in prossimità della linea. Prima aveva colpito Pitronaci, sulla ribattuta Giuliani, che si porta alla bandiera e dipinge l'assist del 2-2: colpendo il pallone con la fronte e girandolo verso il secondo palo pareggia Edoardo Lenzi. Di nuovo l'equilibrio rinnovato si frantuma quasi subito: sulla punizione di Cortopassi (calcia forte sopra la barriera, però centrale) Bragetta si tuffa senza spingere, e il San Giuliano si porta in vantaggio per la terza volta in trentacinque minuti. Stavolta non è l'unico vantaggio: presto s'associa anche quello numerico, perché Pingi espelle Vannuzzi punendolo per un diverbio con un avversario. La pausa è una benedizione per Zambello, che se ne serve per aggiustare l'assetto e trasformarlo in un 4-3-2 che coniughi equilibrio difensivo ed efficacia in attacco. La mossa chiave è l'ingresso di Giraldi (fuori Pareti), che in meno di cinque minuti conquista - è largo, fuori sagoma, il braccio di Di Martino nell'opposizione alla girata - e trasforma il rigore del 3-3. Ripristinato il pari per la terza volta, la Pietà sembra non patire l'inferiorità numerica: rischia il San Giuliano, rischia soprattutto sui palloni inattivi; a tirarlo fuori dai problemi è Dessì, che calciando col destro da venticinque metri imbulletta il pallone sotto la traversa e fissa il punteggio sul 3-4 (69'). Stavolta la reazione della Pietà è sterile: ci si limita ad annotare qualche protesta per una spinta a Giraldi, che stava per calciare dall'interno dell'area di rigore. Per Pingi è troppo poco per sanzionare il San Giuliano, che nel finale si porta per la prima volta sul vantaggio doppio: segnare il 3-5 tocca a Nicoletti, sul cui tiro il pallone finisce in porta dopo un rimbalzo tra Bragetta, protagonista d'un pomeriggio complicato, e il palo. Pur senza brillare il San Giuliano vince: dal sentiero che si dipana tra Pontassieve, Sestese e Floriagafir passa l'eventualità d'un piazzamento storico.
Calciatoripiù: Edoardo Lenzi
(Pietà) e Dessì (San Giuliano).
esseti
Affrico-Lastrigiana 0-0

AFFRICO: Lombardi, iania, Bahry, Nutini, Shehade, D Onofrio, Termini, Sciulli, Nunziati, Ala, Migliorini. A disp.: Campanale, Giannoni, Traore, Gianassi, Giugliano, Tinelli, Donigaglia, Russo . All.: Gori Filippo
LASTRIGIANA: Glielmi, Gomma, Fenza, Fe, Manescalchi, Finelli, Giotti, Aldighieri, Canale, Sollazzi, Bindi. A disp.: Lascialfari, Grevi, Semeraro, Nencini, Burroni, Gibbino, Brusciano, Taoufik, Mancini. All.: Fabrizzi Leonardo
ARBITRO: Alessandro Guarneri di Firenze
Una frenata brusca, forse inattesa, e che a questo punto sa di bandiera bianca alzata: come nel cartone animato, l'inseguimento a Beep Beep probabilmente si chiude senza lieto fine per Willy il coyote. L'impresa era ardua senza dubbio, ma l'Affrico schiacciasassi visto nelle ultime giornate sembrava poter coltivare sogni estremamente ambiziosi. Tuttavia, lo scoglio Lastrigiana, che combatte per la sopravvivenza, s'è rivelato spigoloso e tagliente: lo 0-0 costa punti fondamentali per il sogno rimonta, che ormai sembra proibitiva. Le reti bianche non permettono a nessuno di festeggiare più di tanto: eppure, nonostante il risultato, le emozioni non sono mancate affatto. Il primo quarto è appannaggio dell'Affrico, che colleziona una serie d'occasioni pericolose. Dopo due minuti Termini recupera il pallone al limite dell'area avversaria, poi calcia col destro: Glielmi para con i piedi. Di lì a poco segue un'altra parata, questa volta più facile, su una punizione battuta da Ala. Un minuto dopo ci prova anche Nunziati, quasi dalla linea di fondo: Glielmi blocca ancora. L'Affrico continua ad attaccare, e al 17' l'Affrico va vicinissimo al vantaggio con una doppia occasione: il primo pericolo nasce dal destro di Nunziati, che dai venticinque metri fa partire una botta secca sulla traversa. Il pallone resta in gioco e l'Affrico continua l'azione offensiva: il traversone rasoterra di Ala innesca Nunziati, che si libera con uno stop orientato e calcia a incrociare senza però trovare la porta. Sempre Nunziati si rende protagonista dell'ennesima occasione: pur deviato, il suo passaggio a rimorchio trova Termini, il cui tiro deviato trova Glielmi ancora attento. Intanto la Lastrigiana fatica a uscire dalla propria metà campo: l'Affrico pressa alto, e la costruzione dal basso non sembra funzionare. Cambia la strategia, ora si punta al lancio lungo per Canale, che lotta con i centrali avversari: la loro respinta giunge ad Aldighieri, che calciando da trenta metri cerca di sorprendere Niccolò Lombardi con un rimbalzo beffardo, neutralizzato in tuffo. Ci riprova la Lastrigiana con Fè, che al limite dell'area si libera sul mancino e calcia a incrociare: di nuovo pronto, in tuffo Niccolò Lombardi blocca in due tempi. Si chiude così un primo tempo pieno d'occasioni, cui segue una ripresa che non delude. Per primo ci prova Nunziati, che tenta una rovesciata spettacolare senza però creare pericoli a Glielmi. Al 52' ecco che si accende Ala, che dopo uno slalom gigante partito dall'out di sinistra si libera centralmente e scarica il destro: tentativo alto. Non va a buon fine neppure il bis, ancora da sinistra: tiro debole. L'assedio continua: sul corner di Bahry si avventa D'Onofrio, che di testa sfiora il palo. Ci prova allora Termini, che si libera sulla destra dopo un bel passaggio di Nunziati: Glielmi respinge di nuovo. L'Affrico non ha fortuna neppure quando anziché calciare Termini si defila per il traversone: arrivando in corsa Sciulli mastica la conclusione ed è costretto a scaricare per Ala, il cui mancino è sventato ancora una volta da Glielmi reattivissimo. La Lastrigiana ora soffre, al 66' Sciulli è protagonista di un'azione personale che si conclude con la sua caduta in area di rigore: Erriquez lascia correre, nonostante uno sgambetto piuttosto evidente. Segue, sull'altro fronte, una grande occasione per Canale, che dopo aver recuperato il pallone con una pressione alta calcia col mancino a incrociare: bersaglio mancato di poco. Ci riprova di nuovo la Lastrigiana. Lanciato in profondità da Fenza, Sollazzi arriva sul fondo e disegna un cross che taglia tutta l'area di rigore: a raccoglierlo arriva Aldighieri, che si coordina per il mancino di prima senza però trovare la porta. La partita resta in equilibrio, l'Affrico riprende ad attaccare: al 75', servito al limite dell'area da Termini, Sciulli calcia col piatto destro e incrociare manca di poco il palo. Tuttavia, la Lastrigiana è più viva che mai e costruisce un doppio colpo per abbattere gli avversari. Si comincia con una lettura errata di D'Onofrio: Nencini si avventa sul pallone e serve Taoufik, ostacolato da Shehade quasi sulla linea. La seconda occasione nasce da un ottimo triangolo a sinistra tra Taoufik e Giotti, che riescono a trovare bomber Nencini tutto solo dentro l'area: debole il tiro, Lombardi blocca. Considerazione non a margine: l'azione dimostra che le prestazioni di Taoufik Nencini negli Allievi élite non sono casuali. Si resta però sullo 0-0, e nel finale l'Affrico costruisce una grande chance per vincere: innescato dal filtrante magistrale di Giugliano, Tinelli si fa ipnotizzare da Glielmi. Il pallone resta lì, e nel tentativo di allontanarlo i difensori della Lastrigiana rischiano di farsi male da soli: solo la traversa evita che la carambola sul rinvio si trasformi in un'autorete beffardissima. Non c'è bisogno di spiegare perché al fischio finale è tanta la delusione in casa Affrico: nonostante gli sforzi durante tutta la partita, a tratti dominata, il gol non è arrivato, e il risultato del big match del Torrini lancia la Sestese verso l'ennesimo successo. In casa Lastrigiana non si può esultare, data la posizione precaria in classifica: eppure un pareggio nella tana della terza in classifica con qualche grande occasione sulla quale recriminare può essere una spinta decisiva per affrontare le ultime giornate. Infine, sbaglia chi dice che lo 0-0 coincide con l'assenza d'emozioni: ce ne sono state tante in una partita tra due compagini squadre obbligate a vincere per raggiungere obiettivi diversi sì, ma bramati allo stesso modo.
Calciatoripiù
: nell'Affrico si registra un'altra prova ottima di capitan Shehade, che conduce la difesa e si rende provvidenziale con un salvataggio quasi sulla linea; tra i migliori anche Nunziati, sfortunato per la traversa colpita nel primo tempo e guerriero tra i difensori avversari. Non ha fatto rimpiangere l'assente e in formissima Morelli. Il migliore in casa Lastrigiana è sicuramente Glielmi, che con tanti interventi ha contribuito allo 0-0 finale; ottimo l'ingresso di Taoufik, che conferma delle doti tecniche d'alto livello.
Matteo Raimondi
Bibbiena-Fucecchio 0-1

BIBBIENA: Santini, Chiti, Vignali, Goretti, Jallow, Ciabatti, Moncini, Gentile, Paolini, Renzetti, Bandelloni. A disp.: , Ferrini, Catalin, Sagno, Bonelli, Imarhiagbe, . All.: Regina Alessandro
FUCECCHIO: Guidi, Pieragnoli, Paradiso, Mazzoni, Squarcini, Berhoxha, Matteoli, Di Donfrancesco, Gjoni, Gatto, Nuti. A disp.: Gori, Cardini, Ciampi, Diviggiano, Morelli, . All.: Roncucci Federico
ARBITRO: Tommaso Guerrieri di Arezzo
RETI: 42' Matteoli
Il Fucecchio continua a puntare la coppa; continua a puntarla grazie al secondo 0-1 consecutivo che il Bibbiena subisce allo Zavagli dopo quello firmato dallo Sporting Cecina. È peraltro una sconfitta indolore: la combinazione tra gli altri risultati e il calendario delle tre giornate finali (all'ultima è in programma lo scontro tra Casentino e Maliseti: è evidente che non possono vincere entrambi) vale la salvezza ufficiale con un margine ampio. Certo, festeggiarla con un risultato positivo sarebbe stato meglio: per tanti il pari sarebbe stato l'esito più giusto. Di sicuro il Bibbiena lo avrebbe meritato per il cuore e l'impegno commovente: l'assenza di ben otto elementi costringe Regina a ingegnarsi per schierare una squadra competitiva. A lungo la mossa funziona: il primo tempo scorre via in maniera equilibrata fino all'episodio decisivo, l'angolo che Matteoli calcia direttamente sul primo palo e che trasforma nello 0-1. È la rete che decide una gara equilibrata, caratterizzata prima e dopo da pochissime emozioni nelle due aree di rigore. Nella ripresa si segnalano solo due uscite di Niccolò Santini, che s'avventura all'esterno dell'area di rigore per fermare due pericolosi contropiedi avversari. Per il resto il gioco si sviluppa soprattutto a centrocampo, dove le due squadre si confrontano sfoderando buone trame e ottima qualità di gioco e d'idee; al contrario, gli attacchi sembrano un po' distratti e poco incisivi. Era inevitabile che la partita la decidesse un episodio, la terza rete olimpica (ne beneficiano anche Forte dei Marmi e San Giuliano) di una giornata a suo modo storica.
Calciatoripiù: Simone Renzetti, Bandelloni, Chiti
(Bibbiena), Matteoli, Pieragnoli e Paradiso (Fucecchio).
Forte Dei Marmi 2015-Casentino Academy 2-1

FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Torcigliani, Curcio, Fommei, Rolla, Tonarelli, Darzeza, Frandi, Marcellusi, Anghele, Passalacqua. A disp.: Lombardi, Biagi, Francesconi, Del Bucchi, Ceru, Spadoni, Cecchini, . All.: Tedeschi Davide
CASENTINO ACADEMY: Pollio F., Fetai, Nocentini, Renzetti B., Cantore, Dini, Renzetti C., Boschi, Pietrini, Pollio L., Chianucci. A disp.: Borghini, Manni, Bruni, Martini, Di Donato, Hamdaweihi, Gabiccini, . All.: Forciniti Alessandro
ARBITRO: Marco Incontrera di Livorno
RETI: 4' Passalacqua, 15' Tonarelli, 75' Di Donato
Dura cinque giorni appena il sollievo del Casentino Academy, cinque giorni scarsi: la trasferta a Forte dei Marmi spalanca di nuovo la botola della zona retrocessione, che sembrava esser stata chiusa dalla rete di Camara nel posticipo contro la Lastrigiana. Alla fine della giornata successiva, quella che dopo la sosta ne lascia da giocare solo tre, la situazione torna bruttarella: vincendo di misura lo scontro diretto con la Lampo, ormai coinvoltissima nella bagarre, il Maliseti effettua un sorpasso che perlomeno per venti giorni un certo peso ce l'avrà. Si rammarica il Casentino, si rammarica perché gli sarebbe bastato un pareggio per trasformare in un trio la coppia a venticinque; gli sarebbe bastato, eppure c'è rimasto lontano. Il 2-1 finale il Forte dei Marmi inizia a costruirlo già dai primi minuti, giusto quattro ne servono a Passalacqua per decidere che il contesto complessivo è tale da consentirgli di cercare la porta direttamente dalla bandiera: è una giocata coraggiosissima ed efficace, il pallone s'infila accanto al palo lontano e a freddo spezza l'equilibrio. Gli angoli calciati da Passalacqua il Casentino dimostra di patirli anche nell'occasione successiva, quella che vede Francesco Pollio pizzicare ma non deviare una traiettoria simile: stavolta il pallone non entra diretto solo perché a un metro dalla linea c'è appostato Tonarelli, che di testa raddoppia. È il quarto d'ora, e il Casentino si trova già a confrontarsi con uno svantaggio ingombrante, che potrebbe farsi irrimediabile sulla giocata che chiude il primo quarto: molto più efficace in uscita bassa, Francesco Pollio evita la resa anticipata opponendosi a Marcellusi, che da destra aveva violato l'area di rigore grazie a un dribbling doppio favorito dal triangolo con Darzeza. Si resta sul 2-0, e ci si resta fino alla pausa: anche se alla mezz'ora inizia a crescere non punge il Casentino, che riesce a calciare una volta soltanto (in pedana Fetai, di controbalzo col collo destro sul traversone mancino di Nocentini sceso a sinistra) e mai nello specchio. Non è abbastanza per riaprire la partita, così come per Incontrera un presunto tocco di mano non è abbastanza per fischiare un rigore: restano vane le proteste di Di Donato, che nella circostanza stava per caricare il mancino. Il segnale resta comunque limpido: favorito da un sistema di gioco più quadrato (Forciniti passa al 4-4-2), il Casentino ha iniziato a reagire. Per evitare guai il Forte dei Marmi inaugura la ripresa con un'altra occasione: di nuovo, e di nuovo in uscita bassa, il tris lo evita Francesco Pollio, reattivo sul taglio di Torcigliani premiato da Anghelè dietro la difesa. Della seconda occasione non finalizzata il Forte dei Marmi rischia di pagare un prezzo caro: invitato a imbastire l'azione dal rilancio di Dazzi, Tonarelli perde il possesso sul tackle (duro, regolare per Incontrera) che Gabiccini affonda intorno al vertice dell'area di rigore; segue un traversone perfetto, che Di Donato di testa converte nel 2-1. Alla fine manca un quarto d'ora, tempo in teoria sufficiente per completare la rimonta, che però il Forte dei Marmi impedisce senza rischiare più di tanto: l'arrembaggio del Casentino produce soltanto una serie di mischie, nelle quali Pietrini non riesce mai a trovare la deviazione vincente. Il pari resta un'ipotesi lontana: vince il Forte dei Marmi, vince e resta in corsa per un posto in coppa, vince e condanna il Casentino a trascorrere la lunga sosta in zona retrocessione.
Calciatoripiù: Marcellusi, Passalacqua
(Forte dei Marmi), Gabiccini, Nocentini e Martini (Casentino).
esseti
Maliseti Seano-Lampo Meridien 1-0

MALISETI SEANO: Hancu, Barlumi, Monti, Guastamacchia, Marinozzi, Osmenaj, Guizzaro, Varrosi, Ruggiero, Gurra, Petracchi. A disp.: Mura, Belli, Demiri, Libiu, Micheloni, Moretti S., Sarno, Serra . All.: Masi Jacopo
LAMPO MERIDIEN: Mariotti, Fiori, Vannini, Rannino, Faratro, Lucarelli, Gokaj, Baldini, Attinasi, Califano, Bellesi. A disp.: Pinzani, Damiani, Pellegrini, Musumeci, D Ulivo, Bettaccini, Cortesi, . All.: Giorgetti Mirko
ARBITRO: Giulio Sgaramella di Pistoia
RETI: 66' Varrosi
Ora non crederci è impossibile. Grazie a quella cattiveria che troppe volte durante la stagione è mancata e alla rete decisiva di Varrosi, il Maliseti batte di misura la Lampo Meridien, che - buona la manovra fino all'area di rigore, rasoterra la convinzione e la precisione al momento di concludere - ora si ritrova invischiata nella lotta per non retrocedere. La partita si decide nella ripresa, seguito di un primo tempo abbastanza bloccato, nel quale le condizioni del terreno di gioco hanno un peso rilevante: per la prima occasione è necessario attendere il 23', il minuto in cui Guizzaro fa tutto bene per liberarsi al limite dell'area di rigore, da dove calcia di poco fuori. Più gigantesca è l'occasione che il Maliseti spreca dieci minuti più tardi, più gigantesca perché è dal disco del rigore che calcia Monti Guarnieri: Mariotti lo ipnotizza, para e salva lo 0-0. Su quest'episodio potrebbe girare la partita, che la Lampo prova a indirizzare nel recupero prima della pausa: premiato dal lancio di Cortesi, che ne aveva intravisto il movimento e lo aveva premiato, Califano avanza, rientra sul mancino e calcia verso la porta, ben protetta da Hancu. Al riavvio riparte meglio il Maliseti, pericoloso con una giocata di Guizzaro a rimorchio per l'accorrente Petracchi: sferrato con l'interno mancino, il suo tiro sfiora l'incrocio. Sfortunata nella replica (dalla distanza Baldini calcia fuori di poco), a metà ripresa la Lampo si ritrova in svantaggio: Moretti batte forte una punizione dalla destra cercando il primo palo, di tutti il più veloce è Varrosi, che al volo segna la rete dell'1-0. La Lampo reagisce subito, e di nuovo non ha fortuna: cercando la porta direttamente dalla bandiera (sarebbe stata la quarta rete olimpica della giornata dopo quelle di Forte dei Marmi, San Giuliano e Fucecchio), Attinasi colpisce il palo. È a lui che la Lampo s'affida per evitare una sconfitta preoccupantissima: al 79' un suo lancio profondo pesca in area D'Ulivo, che dopo un ottimo stop calcia alto. Sull'asse che passa tra i due la Lampo confeziona anche l'ultima occasione: innescato dal lancio della speranza, Attanasi riesce a calciare verso la porta, debole però; sulla traiettoria interviene D'Ulivo, che ancora una volta sbaglia da posizione ottima. Il Maliseti respira e guarda la classifica con fiducia: oggi sarebbe salvo. Lo sarebbe anche la Lampo, raggiunta a 25 e però immersa in una crisi che dura da troppo: sale a quattro il numero di sconfitte consecutive, e in tutte e quattro (peraltro tre per 1-0) non c'è stato verso di segnare neppure una rete. Il digiuno dura da troppo per non allarmare.
Calciatoripiù
: il Maliseti si gode una grande prova difensiva e la zampata vincente di Varrosi, che con una rete splendida aumenta le speranze di salvezza. Anche se i punti sono gli stessi vacilla la Lampo, che in un sabato di poca lucidità prova ad aggrapparsi a Mariotti, sicuro nelle uscite, presente tra i pali, reattivo sul rigore, incolpevole nell'episodio decisivo.
Pontassieve-Sporting Cecina 1-5

PONTASSIEVE: Biagioli, Baggiani, Mati, Misuraca, Rosetti, Unitulli, Brogi, Paolieri, Piccioli, Macheda, Fibbi. A disp.: Badalassi, Falli, Carlucci, Urbinati, Pinzauti, Taiti, Ciabatti, Hamzai, Francalanci. All.: Marchionni Marco
SPORTING CECINA: Bendinelli, Battini, Cerri, Gabriellini, Ricciardi, Dardar Y., Castelli, Tei, Londi, Dragone, Dardar E.. A disp.: Cionini, Castellano, Tarrini, Manetti, Zazzeri, . All.: Magri Alessandro
ARBITRO: Alessandro Farina di Arezzo
RETI: 10' Dardar E., 21' Tei, 67' rig.Macheda, 75' Ricciardi, 82' Dardar E., 90' Tei
Micidiale, micidialissimo. In trasferta lo Sporting Cecina sta vivendo un bimestre stellare: tra febbraio e marzo ha sempre vinto. Aveva vinto contro Casentino, Maliseti e Bibbiena, e alla vigilia della sosta vince in casa del Pontassieve, che sconfitto 1-5 alla fine d'una settimana tragica per davvero (tutti si sono stretti a Biagioli dopo il lutto che l'ha colpito: legami così profondi saranno l'eredità migliore d'una stagione complessa a livello sportivo) è costretto a mettere in conto la prospettiva della retrocessione. A tre partite dal termine sono sette i punti di distanza dalla coppia si cui ora si calibra la corsa: salvarsi vorrebbe dire vincere sempre (a San Giuliano e a Perignano, nel mezzo in casa col Fucecchio) e puntare a una combinazione di risultati - all'ultima, per dire, il calendario mette davanti Casentino e Maliseti - che è difficile che si verifichi. Difficile è anche rimontare lo Sporting Cecina, in vantaggio già al 10' con la girata d'Eliass Dardar: calciato splendido col destro, il pallone s'infila sotto l'incrocio. Combinando con Dragone, al limite dell'area di rigore l'assist vincente l'aveva confezionato Londi, che dieci minuti più tardi replica con un'azione personale sulla destra: il suo traversone profondo pesca Tei, che controlla il pallone col destro e si serve del mancino per calciarlo in rete. In difficoltà sulle giocate degli avversari, che sia nello stretto sia in ampiezza sfoderano talento a manciate, il Pontassieve vacilla di nuovo al 25': stavolta esce di pochissimo la stoccata di Tei, che sul traversone di Battini - da destra, di nuovo - ripulito dalla sponda di Cerri aveva cercato il primo palo. La porta non la trova neppure Gabriellini nell'occasione che archivia il primo tempo: alto non di molto il tiro potente da fuori dopo l'uno-due con Londi. Invertendo le posizioni, i due dialogano con lo stesso esito anche nell'azione che apre la ripresa: non allunga lo Sporting Cecina, non allunga neppure sul servizio di Tei per Eliass Dardar, che infilatosi in area di rigore calcia sull'esterno della rete. Non allunga lo Sporting Cecina, e alla fine del terzo quarto il Pontassieve dimezza lo scarto: Farina punisce un presunto fallo di Cerri su Ciabatti, freddissimo Macheda trasforma il rigore della speranza. Potrebbe essere l'inizio della rimonta, che però lo Sporting Cecina scongiura subito: calciata dalla distanza, la punizione di Ricciardi rimbalza beffarda sottoporta e si trasforma nell'1-3. Tornano due le reti che il Pontassieve deve rimontare, tornano due e presto diventano tre: è ampio lo spazio per la ripartenza orchestrata da Londi ed Eliass Dardar, che ricevuto il pallone di ritorno lo calcia col mancino dalla parte giusta del primo palo. Alla fine manca un quarto d'ora, allo scadere del quale lo Sporting Cecina allunga un altro po': segna Tei, che quattro minuti prima ci aveva provato con un bel destro a giro respinto da Biagioli e che converte nell'1-5 una punizione vinta ai venticinque metri. Altro non c'è tempo che succeda: alla vigilia della sosta lo Sporting Cecina vede concrete le possibilità di qualificarsi in coppa.
Calciatoripiù
: trascinato dalle doppiette d'Eliass Dardar e Tei, lo Sporting Cecina riduce al minimo i pericoli grazie alla prestazione sontuosa d'Yasser Dardar, nell'emergenza (assenti Lega e Sola) schierato al centro della difesa.
esseti
Sestese-Floriagafir Bellariva 4-0

SESTESE: Fantini, Napolitano, Scarpelli, Pecori, Gaffarelli, Papucci, Patrignani, Athuman, Fiorentino, Zei, Menchetti. A disp.: Tabani, Biscardi, Cesarano, Chelli, Ferro, Gusciglio, Nesti, Verzicco . All.: Rossi Alessandro
FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Benvegnu, Nahi, Mosconi, Soliman, Lenzi, Ermini Polacci, La Greca, Labiad, Giannone, Serrini. A disp.: Prelashi, Gashi, Buiani, Soldini, Benucci, Gori, De Simone, Landolina. All.: Bertuccio Marco
ARBITRO: Tommaso Di Sacco di Pisa
RETI: 18' Patrignani, 36' Patrignani, 75' Nesti, 90' Zei
(Sa cosa sento? Niente). Così, facendogli notare quant'è insolito quel silenzio ((Nessun passo per le scale, nessuna navetta alla finestra, nessun clicchettio di ragnetti spie)), Lamar Burgess rivela a Colin Farrell e a noi qual è il vero snodo di Minority report. È un silenzio analogo a quello che sale dal Torrini alla fine del big match che si sapeva che avrebbe deciso la stagione, o quantomeno che ne avrebbe annunciato l'esito: qui però è il silenzio dei riti sacri, delle incoronazioni, della maestà; e per un aspetto è anche il silenzio della resa. Non ci sarà un finale insolito, nessun colpo di scena che ribalti il senso delle settimane che al big match hanno condotto: la Floriagafir dovrà accontentarsi d'aver tenuto vivo un campionato che altrimenti avrebbe perso d'interesse troppo presto, dovrà esser fiera d'averlo guidato per dieci giornate delle ventisette disputate finora, e - pronostico facile - delle trenta complessive. Di più non le si può chiedere: questo campionato lo vincerà la Sestese, cui il 4-0 assicura che - molte di più le difficoltà rispetto all'anno scorso - le spettano di nuovo il trono, lo scettro e la corona, e che di difendere lo scudetto avrà diritto. A tre giornate dalla fine è impossibile ipotizzare uno scenario diverso: lo è sia per quello che traspare limpido dalla classifica, sia per il risultato e lo sviluppo della partita. È vero che la Floriagafir ci arrivava fragilissima, con appena due punti in quattro turni e il peso d'aver subito una rimonta che un mese fa sembrava improbabile in tempi così stretti; è vero che senza le parate di Fantini o qualche errore individuale il primo tempo sarebbe potuto finire pari; è tutto vero, e tutto rafforza l'assunto di partenza: questo campionato lo vincerà la Sestese, e lo vincerà alla svelta. Nessuna rimonta è possibile: non quella dell'Affrico, troppo lontano (bastano quattro punti per tenerlo dietro), né quella della Floriagafir, che dallo 0-0 di Bibbiena s'è impaurita e impaurendosi s'è persa. L'avvio della partita del Torrini, l'ultima chance per una primavera rivoluzionaria, sembrava suggerire che quella paura si fosse dissolta: coprendo in tuffo l'angolo basso e impedendo che dopo tre minuti scarsi il destro volante d'Ermini Polacci (lo aveva innescato la rimessa laterale di Soliman prolungata di testa da La Greca) regali un taglio diverso al finale di stagione Fantini l'evoca di nuovo. Resta solo da scatenarla, operazione efficace al primo tentativo: sugli sviluppi d'una punizione che Di Sacco concede ai trentacinque metri (fallo di Diego Lenzi su Menchetti) e che il destro di Gaffarelli calcia profonda, anziché allontanare il pallone Soliman lo deposita al limite dell'area di rigore, da dove dopo lo stop Patrignani calcia al volo con l'esterno del destro e segna l'1-0 con l'aiuto della traversa. È il 18', ed è già chiaro come finiranno partita e campionato. A questo destino prova a opporsi la Floriagafir, che reagisce subito e inaugura il secondo quarto come aveva inaugurato il primo: c'è di nuovo Fantini, splendido in tuffo, a neutralizzare l'occasione per il pari, quella nata dal traversone di Labiad oltre il secondo palo e rifinita da Giannone, il cui destro scatenato dalla sponda d'Ermini Polacci aveva spedito il pallone verso l'incrocio. La ribattuta è l'emblema del momento complessivo: forse per sfortuna o forse per la pressione, pur avendo il tempo di prendere la mira Serrini calcia alto (24'). Conseguenza diretta della forza mentale e nervosa, la capacità di concretizzare è ciò che distingue le due squadre: dal peso del pallone che, con un retropassaggio di testa troppo corto per Raggi, gli consegna La Greca non si fa impressionare Patrignani, che anzi s'infila nell'unico spiraglio disponibile e incrociando rasoterra il mancino di prima porta a due le reti di vantaggio. Diciotto minuti erano trascorsi dal calcio d'inizio all'1-0, altri diciotto fino al raddoppio: a poco più d'un terzo del big match è ancora più chiaro come finiranno partita e campionato. Stavolta, almeno fino alla pausa, di provare a opporsi a questo destino la Floriagafir non ha la forza; non ce l'ha perché Zei (partita favolosa da mediano, premio meritato la rete del 4-0) e Gaffarelli sovrastano La Greca e Diego Lenzi, e perché anche se da trequartista Menchetti non è brillantissimo Athuman a destra e soprattutto Patrignani a sinistra creano costantemente la superiorità numerica. Non è una valutazione della sola tribuna, la conferma il cambio deciso da Bertuccio nel corso della pausa: Soliman resta negli spogliatoi, nella ripresa il terzino destro lo fa (bene) Landolina. Sull'altra corsia però i problemi continuano: li evidenzia l'azione che inaugura la ripresa, il triangolo tra Menchetti e Athuman, che dopo aver prolungato il rinvio di Fantini sprinta per ricevere il pallone di ritorno e col destro scarica verso il secondo palo un diagonale rasoterra, troppo ampio però per la porta e troppo lungo per Patrignani (47'). Vista evaporare l'occasione che l'avrebbe tramortita, la Floriagafir raccoglie tutte le energie fisiche e nervose per conquistare un angolo (è il quarto di sei: l'ultimo, dettaglio statistico, Di Sacco lo fischierà per sanzionare il rilancio ritardato di Fantini), che Labiad calcia da sinistra a rientrare e che la difesa sporca prolungando la traiettoria verso il settore opposto: da qui, crossato da Giannone e spizzato da Nahi Guelasseh, il pallone scende sul vertice sinistro dell'area di porta, posizione da cui La Greca esplode il mancino da distanza ravvicinata giusto per consentire a Fantini di sfoderare la terza parata notevole e decisiva. Resta ben udibile il segnale d'allarme, sentendo il quale Alessandro Rossi agisce di conseguenza: l'ingresso di Gianluca Nesti (fuori Napolitano, Athuman trasla a sinistra e s'abbassa in posizione di terzino) da mezzala destra rafforza il centrocampo, che rispetto al 4-2-3-1 di partenza ora può contare su un effettivo in più. Per stabilizzare il nuovo assetto alla Sestese servono però alcuni secondi: tenta di sfruttarli la Floriagafir col lancio di Mosconi per Serrini, che allo sprint efficace tra Pecori e Papucci non riesce ad associare un tiro analogo, troppo debole per infastidire Fantini (54'). Più paura fa la Sestese ogni volta che avanza, molta più paura: solo l'opposizione di Landolina impedisce a Fiorentino, che sul lancio di Gianluca Nesti aveva sfondato a sinistra e una volta raggiunto il fondo aveva stretto verso la porta, di lasciare un'impronta anche su questa partita. È un'occasione non granché rimpianta dalla Sestese, che continua a non rischiare e a trasformarsi: l'ingresso di Chelli, Verzicco e Cesarano per Menchetti, Athuman e Patrignani spinge Papucci sul lato sinistro della difesa e converte il sistema in un 4-3-1-2 nel quale sgombrare gli esterni non è più un problema. Tra le linee ora galleggia Gianluca Nesti, che sfruttando le sponde di Fiorentino (la seconda diretta, la prima mediata da Zei) e la mancata pressione della difesa calcia verso la porta per due volte in due minuti: ampio d'un metro il destro, perfetto invece il mancino rasoterra nell'angolo lontano (3-0, 75'). La forza di reagire la Floriagafir l'aveva persa quasi un'ora prima, quando da singolo lo svantaggio s'era fatto doppio: tra campo, panchina e tribuna sono tutti consapevoli che il sogno s'è sbriciolato. Di farne frammenti ancora più fini la Sestese ha una gran voglia; voglia ne ha Verzicco, che dopo esser sbattuto su Benvegnu deciso a proteggere la porta incustodita (molto meno che perfetta l'uscita di Raggi sul filtrante di Gianluca Nesti) decide di giocare da pivot e così d'impreziosire il break col quale Chelli aveva coperto di scatto una cinquantina di metri: a ricevere la sponda c'è Zei, il cui destro rasoterra incrociato finisce di correre dalla parte giusta del palo lontano (90'). È il 4-0, e un'occhiata veloce al tabellino è abbondante per spiegare perché partita e campionato sono andati così: a combattere per certi traguardi la Sestese è abituatissima, così abituata da non sentirne peso e pressione, abituata da silenziare qualsiasi possibile rumore di fondo.
Calciatoripiù
: non può essere il solo Landolina, che disputa una ripresa di livello prima da terzino e poi da ala destra, a tenere viva la Floriagafir. Quando entra lui da quella parte i pericoli si riducono, ma quello che doveva fare Patrignani l'aveva già fatto: la doppietta in trentasei minuti è più d'un comunicato ufficiale, il cui messaggio ribadiscono le parate di Fantini (tre, superlative: sullo 0-0, sull'1-0, sul 2-0, e l'indicazione non è soltanto statistica) e le reti di Gianluca Nesti e di Zei nel quarto d'ora finale. Se a ciò s'aggiungono la classe di Gaffarelli e la solidità di Pecori, impressionante in marcatura ed elegante quando si tratta di far ripartire l'azione, si capisce perché per il secondo anno di fila il titolo regionale prenderà - ma di fatto l'ha già presa - la via di Sesto.
Samuele Tofani
Mobilieri Ponsacco-Fratres Perignano 1-1

MOBILIERI PONSACCO: Becherini, Fanteria, Biondi, Ribechini, Cavallini, Panicucci, Meioli, Marchetti, Landi S., Panettella, Leotta. A disp.: , Tuntoni, Cogliano, Esosa, Viviani, Viviani, Silvi, Cappello, Calloni. All.: Vuono Stefano
FRATRES PERIGNANO: Mazzetti, Gentile, Lepri, Ben Toraa, Celi, Silvestri M., Colangelo, Chiarini (3), Piccirilli, Pucci, Riccomi. A disp.: Calloni, Oliva, Nieddu, Karaj, Zampardi, Silvestri Y., Falleni. All.: Lucarelli Massimo
ARBITRO: Tommaso Guarguaglini di Livorno
RETI: 45' Meioli, 72' Oliva
Non è tempo di tabelle, non lo è mai. Più che a calcolare i punti che gli serviranno nelle ultime tre giornate, quando guarda la classifica il Ponsacco si mette a misurare il divario che lo separa dal baratro: dal +5 della vigilia si scende (il Maliseti ha vinto, ora la linea si tira sopra il Casentino) a un +4 comunque rassicurante, ragione che consente di salutare con favore l'1-1 conquistato col Fratres Perignano. Certo, è molto probabile che una vittoria avrebbe chiuso i giochi, o quasi; e nella vittoria c'è stato modo di sperare tra la pausa e il 72', il minuto in cui Oliva pareggia. Fin lì, approfittando anche delle difficoltà del Fratres Perignano (mancano sia Pirrone e Stefano Calloni fuori servizio sia Rofi squalificato), il Ponsacco s'era fatto preferire tanto da legittimare la rete del vantaggio: la segna Meioli, che risolve una mischia scaturita dall'ultimo angolo del primo tempo. Lo aveva calciato Panettella, che con Samuele Landi s'era reso protagonista delle uniche due occasioni confezionate fin lì: erano rimaste senz'esito entrambe, fuori la prima - di testa - e fuori la seconda. Del primo tempo dei suoi, troppo imballati, non può essere soddisfatto Lucarelli, che dalla tribuna opta per una rivoluzione più che accennata: dagli spogliatoi non rientrano né Marco Silvestri né Ben Toraa, che lasciano il posto a Oliva e all'altro Silvestri, Yari, destinato alla mediana; centrale di difesa al fianco di Celi scivola Lepri, e Christian Chiarini s'abbassa in posizione di terzino sinistro. Il nuovo assetto dà respiro al Fratres Perignano, che però anche se sul terreno di gioco sta meglio per quasi mezz'ora non riesce a costruire occasioni da rete. Per il pari ci vogliono una punizione dalla mediana e un gran piede a calciarla, quello notissimo di Pucci: è lui che fa scendere sulla testa d'Oliva il pallone del pari. Dell'1-1 il Fratres Perignano non fa neppure in tempo a compiacersi: Daniele Gentile chiede il cambio, e dato che la panchina già corta è rimasta sguarnita al suo posto entra, fuori ruolo, Falleni, che in cinque minuti si vede notificare due ammonizioni. La seconda porta con sé l'inferiorità numerica, che costringe il Fratres Perignano a una seconda rivoluzione: Oliva s'abbassa centrale di difesa, e Zampardi entra a dare profondità a un 4-4-1 altrimenti troppo schiacciato. La mossa funziona, perché nel quarto d'ora che resta da giocare il Ponsacco si spinge in avanti in due sole circostanze: la prima la neutralizza Mazzetti, che sugli sviluppi d'un angolo respinto s'oppone alla volée di Leotta; la seconda sfuma perché Bianchi scatta con un istante di ritardo sul filtrante di Panettella. Altri varchi il Ponsacco non ne trova, e non se ne rammarica più di tanto: a questo punto della stagione, alle spalle l'impresa con la Floriagafir, anche un pari torna buono.
Calciatoripiù: Leotta
(Mob. Ponsacco), Oliva e Zampardi (Fratres Perignano).
esseti