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Juniores Regionali GIR.Elite - Giornata n. 15

Forte Dei Marmi 2015-Sestese 2-0

FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Torcigliani, Curcio, Fommei, Rolla, Tonarelli, Darzeza, Frandi, Marcellusi, Passalacqua, Ceru. A disp.: Lombardi, Biagi, Anghele, Del Bucchia, Bimbi, Barducci, . All.: Tedeschi Davide
SESTESE: Tabani, Pecori, Napolitano, Cesarano, Papucci, Chelli, Menchetti, Nesti, Gusciglio, Biscardi, Ferro. A disp.: Fantini, Musa, Riboli, Scarpelli, Bravi, Pacini, Patrignani, Verzicco. All.: Rossi Alessandro
ARBITRO: Francesco Menchini di Viareggio
RETI: 44' Tonarelli, 73' Frandi
Non il Perignano, non il Fucecchio e neppure il San Giuliano, quarto alla vigilia ed eliminato dalla sconfitta con la Floriagafir: a far compagnia allo Sporting Cecina è il Forte dei Marmi, che dopo la splendida corsa salvezza dell'anno scorso chiude la seconda stagione nell'élite qualificandosi in coppa. Un risultato così non può che avere tanti padri, due dei quali sono un po' più padri degli altri: David Lupoli, che di tutto è l'ideatore, e Davide Tedeschi, che un anno e mezzo fa entrò in uno spogliatoio già rassegnato alla retrocessione e ne ha tirato fuori una delle squadre che giocano il miglior calcio della Toscana. La definizione s'attaglia bene anche all'ultima partita, nella quale il senso di sazietà dell'avversaria - battere 2-0 la Sestese è più facile a una settimana dal trionfo matematico, peraltro alla vigilia di una partita decisiva per la prima squadra - fa pari con le mille assenze del Forte dei Marmi: per evitare che in panchina col dodicesimo Gabriel Lombardi si sieda il solo Anghelè, dall'U18 salgono Biagi, Del Bucchia e Bimbi. Non c'è Makhlouf, la cui doppietta aveva deciso la partita col Maliseti, di lì uscito con la prima metà del verdetto di condanna; non c'è Makhlouf, e allora il peso dell'attacco ricade soprattutto su Marcellusi, costretto a combattere con Pecori e soprattutto con Papucci. Corto e compatto, pur senza creare più di tanto per mezz'ora il Forte dei Marmi concede giusto un paio di occasioni: non ne approfitta Gusciglio, che Alessandro Rossi sceglie come centravanti e che per due volte manca lo specchio, prima con un lob sull'uscita di Dazzi, poi con un tiro buono per potenza ma non per traiettoria. Lo specchio lo inquadra invece il Forte dei Marmi alla fine della prima azione che riesce a chiudere con un tiro: lo neutralizza Tabani, che esce vincitore dal duello con Cerù ispirato dal filtrante di Fommei. L'occasione buona è la successiva, la pausa prossima a iniziare: troppo ferma sull'angolo di Passalacqua, che crossa verso il secondo palo, la difesa della Sestese si fa anticipare da Tonarelli, che di testa segna la quinta rete personale in stagione e fissa sull'1-0 il parziale di metà partita. Alla ripresa la Sestese alza i ritmi senza però creare occasioni da rete; al Forte dei Marmi ne basta una, confezionata di nuovo da un angolo profondo di Passalacqua, per portare a due le reti di scarto: stavolta Tonarelli usa la fronte per giocare di sponda per Frandi, pronto alla deviazione vincente da distanza ravvicinata. Da giocare manca una ventina di minuti, nei quali la Sestese costruisce una sola occasione per far pizzicare il finale: non la sfrutta Verzicco, che da posizione centrale calcia tra le mani di Dazzi. Non succede altro, perché il Forte dei Marmi si limita a difendersi e si concentra soprattutto sulle notizie che arrivano da San Giuliano: la vittoria della Floriagafir fa materializzare un piazzamento memorabile.

Calciatoripiù: Cerù
(Forte dei Marmi) e Cesarano (Sestese).
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Fratres Perignano-Pontassieve 4-2

FRATRES PERIGNANO: Mazzetti, Celi, Chiarini (3), Pirrone, Rofi, Oliva, Karaj, Ben Toraa, Nieddu, Pucci, Colangelo. A disp.: Calloni, Lepri, Silvestri M., Gerbeti, Ciulla, Vangi, Citi, Silvestri Y., Gadiaga. All.: Lucarelli Massimo
PONTASSIEVE: Biagioli, Francalanci, Casci, Misuraca, Rosetti, Unitulli, Paolieri, Urbinati, Fibbi, Hamzai, Rossi. A disp.: Baggiani, Macheda, Taiti, , . All.: Marchionni Marco
ARBITRO: Francesco Frati di Piombino
RETI: 13' Pucci, 38' Pucci, 49' Paolieri, 52' Pucci, 85' rig. Rossi, 88' Silvestri Y.
C'è un dato che più di tutto spiega perché dalla coppa il Fratres Perignano è rimasto escluso: chiuse l'andata con trentuno punti, in scia alla Sestese capolista, e solo diciassette ne agguanta nel girone di ritorno, condizionato dalle sei partite senza vittorie all'inizio del 2026. Perlomeno, la stagione si chiude con un successo che consacra Pucci ai vertici del calcio toscano: Massimo Lucarelli ne avanza il raggio di una ventina di metri, per una volta non mezzala ma attaccante, e lui lo ripaga con la tripletta che piega (4-2, nel finale segna anche Yari Silvestri) il Pontassieve già retrocesso. Per la prima rete non occorre oltrepassare il quarto d'ora: entra in porta il tiro da distanza ravvicinata, favorito dal filtrante di Colangelo. L'1-0 regge quasi fino alla fine del primo tempo, quando il Perignano si riaccende perché si riaccende Pucci, che per violare l'area di rigore stavolta decide di affidarsi all'assolo, condito da una serie di dribbling utili ad alimentare il break dalla trequarti: tocco in anticipo sull'uscita di Biagioli e 2-0. Il Pontassieve accorcia in avvio di ripresa con l'affondo di Paolieri, che fulmina Mazzetti dopo aver vinto due contrasti in proiezione offensiva: è il 2-1, che regge giusto il tempo di riportare il pallone in mediana e riavviare il gioco, sulla ripresa del quale Pucci centra la porta rimasta sguarnita dopo un doppio sombrero destro-mancino. Restaurate subito, le due reti di scarto reggono placide per tutta la ripresa, alla fine della quale il Pontassieve riapre la partita: Frati punisce col rigore un fallettino di Lepri su Paolieri, il destro di Matteo Rossi spiazza Mazzetti e rende interessante il finale di una partita altrimenti non indimenticabile. Per sé la rende tale Yari Silvestri, che dall'interno dell'area di rigore massimizza il pallone servitogli da Gadiaga battendo Biagioli per la quarta volta: è la terza rete personale in un campionato che il Perignano chiude tristanzuolo per la mancata qualificazione in coppa, fiero però per aver lanciato a livelli altissimi una delle stelle future del calcio toscano.

Calciatoripiù: Pucci, Rofi
e Gadiaga (Fratres Perignano).
Fucecchio-Mobilieri Ponsacco 0-0

FUCECCHIO: Guidi, Carfagna, Paradiso, Matteoli, Squarcini, Berhoxha, Di Donfrancesco, Pieragnoli, Nuti, Ciampi, Fanara. A disp.: Lazzeri, Donzelli, Bartoli F., Mazzoni, Diviggiano, Gatto, Ciardelli, Sannino, Gori. All.: Roncucci Federico
MOBILIERI PONSACCO: Matassi, Fanteria, Tuntoni, Ribechini, Cavallini, Marchetti, Meioli, Silvi, Bianchi (9), Panettella, Esosa. A disp.: Becherini, Gurabardhi, Cogliano, Panicucci, Leotta, Viviani, Landi S., Viviani, Cappello. All.: Vuono Stefano
ARBITRO: Mattia D Agnese di Pontedera
Il Fucecchio lo sapeva che qualificarsi in coppa sarebbe stato complicato, complicatissimo: la combinazione dei risultati dell'ultima giornata gli notifica che anche un successo non sarebbe bastato, e dunque non pesa più di tanto lo 0-0 che gli strappa il Mobilieri Ponsacco, già salvo e deciso a chiudere con un risultato positivo la prima stagione nell'élite, alla quale già si vocifera che ne seguirà un'altra dalle ambizioni ancora più consistenti. L'obiettivo è replicare il percorso della Floriagafir con la forza di una società solidissima quale quella che nelle scorse settimane ha celebrato il ritorno in Eccellenza: ci sta di voler competere a livelli altissimi anche nell'U19, che in questo girone ha dimostrato di poterci stare comoda. Comodissimo ci sta il Fucecchio, che dell'élite è il decano e che puntava a chiudere con un successo: glielo nega l'ottima difesa del Ponsacco (attento Matassi, cui Vuono concede la maglia da titolare), che mura Saverio Nuti nell'occasione più limpida del primo tempo. Succede un po' di più nella ripresa, inaugurata dall'angolo che il mancino di Tuntoni fa spiovere sulla testa di Panettella: l'undicesima rete stagionale resta nel libro dei desideri, il pallone esce dalla parte sbagliata del palo. Da un calcio da fermo passa anche la replica del Fucecchio, identico l'esito: sfila a lato, di poco ma comunque a lato, la punizione con cui Gatto cerca d'insidiare Matassi. Non trova lo specchio neppure Matteoli da distanza ravvicinata: la traiettoria del suo tiro sfila sopra la porta del Ponsacco, identica nello sviluppo e nell'esito a quella che sull'altro fronte disegna Panicucci in calce all'azione che sigilla partita e campionato. Dal Corsini più dello 0-0 non esce: per Fucecchio e Ponsacco è già iniziata l'estate.

Calciatoripiù: Matassi, Esosa, Tuntoni
(Mobilieri Ponsacco) e Pieragnoli (Fucecchio).
Lampo Meridien-Affrico 0-3

LAMPO MERIDIEN: Mariotti, Fiori, Damiani, Rannino, Faratro, Pellegrini, Cortesi, Baldini, D Ulivo, Mazzoni, Bellesi. A disp.: Pinzani, Gokaj, Musumeci, Nikaj, Bettaccini, Botti, Lucarelli, . All.: Giorgetti Mirko
AFFRICO: Lombardi, Giannoni, Agosti, Gianassi, Shehade, D Onofrio, Traore, Giugliano, Nunziati, Donigaglia, Migliorini. A disp.: Mugnaini, iania, Bahry, Guerrini, Sciulli, Nutini, Ala, Termini, Tinelli. All.: Gori Filippo
ARBITRO: Eugenio Como di Arezzo
RETI: 22' Migliorini, 79' Giugliano, 86' Nunziati
Tre punti son pochi, pochissimi, una notte insonne o un fischio sbagliato. Tre punti son pochi, e basta un occhio veloce al calendario per capire dove si sarebbero potuti recuperare: quei quattro pari consecutivi alla fine del girone d'andata hanno un peso rilevante sullo sviluppo della stagione. Eppure, preso atto che dalla Sestese campione lo separano soltanto tre punti, del piazzamento finale l'Affrico non si rammarica: non se ne rammarica perché a tutte le squadre tocca rallentare (la Floriagafir, che chiude seconda, ha perso il campionato perché nell'ultimo mese d'inverno ha conquistato due punti in cinque turni: quattro pari consecutivi Bertuccio li avrebbe bramati), e perché due dati, l'età media bassa e la miglior difesa, gli garantiscono un futuro ricco di soddisfazioni. Lo 0-3 con la Lampo, già salva da un turno grazie all'exploit di Bibbiena, chiude una stagione vissuta ai vertici e ne promette una analoga: servirà solo qualche intervento puntuale per equilibrare il nuovo status dei 2007, che tra un bimestre passeranno fuori quota. Due di loro sono i protagonisti dell'occasione che inaugura la partita: tocca a Donigaglia calciare la punizione che di testa Traore gira sul secondo palo, mancato per due spanne scarse. L'Affrico ci riprova con un tiro di Migliorini (traiettoria centrale, para Mariotti), cui la Lampo replica con le prime iniziative della propria partita: il vantaggio lo cercano D'Ulivo, che deve accontentarsi di sfiorare lo specchio, e Bellesi, che prima di reclamare un rigore sbatte sull'opposizione di Niccolò Lombardi. Ai pizzicotti l'Affrico reagisce col carattere e la tecnica della grande squadra: c'è tutto nella giocata con cui Migliorini s'accentra da sinistra, rientra in dribbling e col destro spedisce il pallone tra il guanto di Mariotti e il primo palo. Davanti a uno svantaggio che, prima volta nella stagione, non le fa male, la Lampo risponde affidandosi alle folate di Bellesi, che scavallata la pausa riceve da Gocaj il pallone sottratto a Shehade e lo trasforma in un filtrante per Luca Mazzoni: al suo mancino Niccolò Lombardi s'oppone coi riflessi del portiere di livello. È un episodio che conta, perché di lì a poco l'Affrico porta a due le reti di vantaggio: stavolta segnare tocca a Giugliano, che sfrutta il filtrante d'Ala per battere Mariotti con un diagonale incrociato sul secondo palo (79'). Nello score personale alla rete s'associa la giocata che avvia l'azione dello 0-3: la difesa della Lampo respinge ma non allontana il pallone fatto filtrare verso l'area di rigore, Nunziati lo cattura e lo scaraventa in porta. È l'azione che chiude il campionato e introduce l'ultimo scampolo della stagione: prima di pensare alla campagna di rafforzamento c'è da giocare la coppa, manifestazione con la quale l'Affrico vanta gran confidenza e una consuetudine antica.

Calciatoripiù
: a lungo Rannino tiene i pericoli lontani dalla porta della Lampo Meridien, che cade soltanto sulla giocata favolosa di Migliorini. È la svolta: si sa che segnare all'Affrico, che stabilmente schiera tra i titolari un 2009 (è la stagione che ha consacrato D'Onofrio tra i grandissimi), è più che complicato.
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Lastrigiana-Bibbiena 5-0

LASTRIGIANA: Glielmi, Fenza, Semeraro, Massaro, Maxharri, Finelli, Grevi, Bindi, Burroni, Pezzano, Baldini. A disp.: Lascialfari, Moccia, Giotti, Diop, Aldighieri, Manescalchi, Canale, Gracci, Sollazzi. All.: Fabrizzi Leonardo
BIBBIENA: Santini, Chiarini, Chiti, Sagno, Jallow, Goretti, Moncini, Catalin, Bonelli, Renzetti, Bandelloni. A disp.: Vinerbi, Ferrini, Imarhiagbe, Gentile, Paolini, Cacchiani, Grini, . All.: Regina Alessandro
ARBITRO: Alberto Fantozzi di Livorno
RETI: 52' Pezzano, 60' Moccia, 70' Pezzano, 79' Canale, 85' Gracci
Con gli incastri dell'ultima giornata Davide Guasti ha un gran feeling. Due anni fa il titolo regionale, innesco per la vittoria dello scudetto, glielo consegnò la débâcle del Perignano sul campo del Fornacette, che peraltro non riuscì a evitare la retrocessione; stavolta in palio c'era un obiettivo minore solo all'apparenza: per la Lastrigiana abbandonare l'élite sarebbe stato drammatico. L'incastro giusto arriva da Poppi, dove il Casentino batte 2-0 il Maliseti e lo trascina giù con sé: si salva la Lastrigiana, si salva vincendo 5-0 col Bibbiena dopo un primo tempo ricco solo di timore, si salva grazie ai sette punti (sei alla Guardiana, metà dei quali nello scontro diretto) conquistati nelle ultime tre giornate grazie al lavoro di Guasti e di Fabrizzi. La Lastrigiana sapeva che, mettendo a confronto le due rivali e proponendo a lei un'avversaria senz'obiettivi, il calendario le offriva una chance enorme: per approfittarne era necessario vincere, obbligo che da solo spiega la decisione di far scendere ben tre quote dalla prima squadra. Insieme a Massaro e Pezzano, doppio fulcro della mediana, il terzo è Baldini, che dopo dieci minuti di scambi sterili sprinta a sinistra tanto forte da confezionare la prima occasione: non la sfrutta Burroni, che di testa manca lo specchio. Non va a buon fine neppure il secondo tentativo, identico lo stoccatore, stavolta di piede sul filtrante di Massaro da destra: pallone a lato anche stavolta, il Bibbiena resta incolume. Sul terzo tentativo lo salva Niccolò Santini, che neutralizzando il rigore di Pezzano (se l'era procurato, di Moncini il fallo) archivia il primo tempo sullo 0-0: non è un punteggio del quale Fabrizzi e Guasti possono essere soddisfatti, tanto più perché le notizie frammentarie che arrivano da Poppi raccontano il vantaggio - minimo, eppure pesantissimo - del Casentino. È inevitabile pensare a una nuova architettura, di cui la Lastrigiana beneficia subito: a servire sulla testa di Pezzano (l'ingresso d'Aldighieri per Burroni lo aveva designato come centravanti della ripresa) il pallone del vantaggio è Sollazzi, appena subentrato a Grevi (52'). I due combinano anche nell'azione che nel giro d'otto minuti produce il raddoppio: a finalizzarla c'è Moccia, che trova la porta con l'aiuto della traversa. Il 2-0 spinge il Bibbiena fuori dalla partita, e la Lastrigiana ne approfitta subito: da lontanissimo Pezzano indovina il rimbalzo che gli consente di battere Vinerbi, portiere 2010 cui Regina concede l'ultimo quarto. Ormai la Lastrigiana la partita l'ha vinta, eppure mentre attende aggiornamenti da Poppi continua ad attaccare: gli attacchi producono altre due reti, a segno Canale (fuori Pezzano) dopo uno sprint a destra chiuso con un dribbling su Vinerbi, poi Gracci (fuori Baldini), che spinge in porta il milionesimo traversone di Sollazzi. Insieme al 5-0 arriva la notizia che il Casentino ha raddoppiato e si materializza la certezza che il Maliseti, peraltro in dieci, non ha tempo per ribaltare la sconfitta. D'un tratto prende forma l'ultimo verdetto, quello più delicato: la Lastrigiana si salva, si salva grazie al lavoro di uno staff nel quale una volta di più spicca un uomo straordinario come Davide Guasti (doppia salvezza alla fine della prima stagione in Eccellenza e di tre partite potenzialmente drammatiche nell'U19), si salva e prende atto che una stagione così, con un numero d'errori così elevato da bastare per un decennio, non può più permettersi di ripeterla.
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San Giuliano-Floriagafir Bellariva 1-2

SAN GIULIANO: Raugi, Matteini, Buselli, Di Martino, Antoni, Mazzoncini, Lovo, Dessi, Esposito, Tarantini, Lila. A disp.: Nicoletti, Cecchini, Cortopassi, Hoxha C., . All.: Nuti Fabrizio
FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Buiani, Benvegnu, Fanticelli, Mosconi, Lenzi, Ermini Polacci, La Greca, Giannone, Labiad, Serrini. A disp.: , Soliman, Soldini, Benucci, Gori, Landolina, Pellecchia, . All.: Bertuccio Marco
ARBITRO: Mohamad Kassab di Lucca
RETI: 2' Ermini Polacci, 21' Esposito, 65' rig. Giannone
L'aveva detto Bertuccio, l'aveva detto che avrebbe esultato se la Floriagafir fosse arrivata seconda, che sarebbe stato giusto esultare senza alcun rimpianto per le dieci giornate da capolista. L'aveva detto, ed è giusto che esulti: non si può fare altro insieme a una squadra che, scalando prima le categorie e poi le posizioni dell'élite, è l'emblema concreto dei risultati che si possono ottenere quando al lavoro s'associano costanza e competenza. È vero che se ancora avesse dovuto vincere il campionato forse la Sestese non avrebbe perso a Forte dei Marmi, e dunque i due punti di distanza nella classifica finale dipingono uno scenario da ritoccare un po'; niente però c'è da ritoccare in tutto quello che segue, a partire dal vantaggio che, sconfiggendo 1-2 il San Giuliano ed estromettendolo da una coppa cui teneva tantissimo, la Floriagafir mantiene sull'Affrico, costretto ad accontentarsi della terza piazza. Che sul podio le posizioni della vigilia potranno coincidere con quelle finali s'intuisce già dopo qualche secondo, quando sul primo possesso difensivo Buselli non controlla il passaggio d'Antoni e consente a Ermini Polacci di calamitare il pallone, puntare Raugi e batterlo con un tiro secco ben scoccato con l'interno. In svantaggio a freddo per un errore evitabilissimo, il San Giuliano avrebbe potuto reagire in due modi: rinunciare e considerarsi ormai sconfitto, oppure affidarsi alla manovra che da due anni lo contraddistingue. Gli insegnamenti di Nuti sono profondi, nella testa di nessuno s'illumina la prima risposta: nei venti minuti che seguono il San Giuliano schiaccia la Floriagafir nella metà campo di competenza. La rete del pari è inevitabile, e non è causale che nasca da un'incertezza della Floriagafir nella gestione del possesso: la pressione di Tarantini è così feroce da costringere Buiani all'errore, cui segue immediato il filtrante che Tommaso Esposito converte nella rete stagionale numero quindici. Ora il San Giuliano punta a completare la rimonta, missione che avrebbe l'esito desiderato se davanti non ci fosse un fuoriclasse: nella categoria sta comodo Raggi, che costretto a giocare (non ce la fa Prelashi) nonostante un acciacco più che fastidioso s'esalta su Tarantini, invitato a colpire di testa dal traversone di Matteini verso il centro dell'area di porta. Il duello, risolto stavolta in uscita bassa, si chiude con lo stesso esito anche in avvio di ripresa, cui s'arriva sull'1-1 solo perché dalla bandiera anziché la rete olimpica Lovo aveva trovato la faccia interna del palo lontano. Le tante occasioni non sfruttate il San Giuliano le paga carissime: è ingenuo ed evidente il fallo di mano che Buselli commette interrompendo un'azione innocua, netto il rigore che Kassab concede alla Floriagafir, perfetta l'esecuzione di Giannone per l'1-2. Da giocare resta ancora l'ultimo quarto, nel quale però il San Giuliano di energie residue ne ha conservate poche: sempre attento nel tenere sgombra l'area di rigore Raggi fa il resto, e la Floriagafir porta in fondo il successo nonostante un paio di ripartenze non finalizzate né da Pellecchia né da Serrini. A nessuna delle due Bertuccio dà grande importanza: la Floriagafir, che chiude col miglior attacco, ha il diritto di dirsi vicecampione regionale.

Calciatoripiù: Antoni, Di Martino
(San Giuliano) e Raggi (Floriagafir).
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Sporting Cecina-Pieta 2004 3-0

SPORTING CECINA: Callai, Cerri, Lega, Vallini, Ricciardi, Dardar Y., Castelli, Tei, Londi, Dragone, Dardar E.. A disp.: Bendinelli, Zazzeri, Sola, Tarrini, Battini, Manetti, . All.: Magri Alessandro
PIETA 2004: Mammoli, Pareti, Cocci, Frati, Rrapaj, Giuliani, El Hariri, Tartoni, Pitronaci, Daly, Vannuzzi. A disp.: Bragetta, Biancalani, Gori A., Marseo, Marzullo, Rayyad, Ciaschi, Salvadori. All.: Zambello Marco
ARBITRO: Roberto Scardigli di Livorno
RETI: 35' Londi, 45' Tei, 73' rig.Tei
A Cecina ancora la raccontano quella sera lì, quella sera che porto con sé la vittoria della coppa. Di quella sera protagonisti furono molti dei 2008 che di riprovarci hanno così tanta voglia da chiudere quarti nell'U19, pronti a tuffarsi di nuovo in una competizione così intrigante; la qualificazione però la sigillano due tra i più esperti: sono Londi e soprattutto Tei, che con la doppietta si conferma re dei bomber (diciassette le reti stagionali: sarebbe una cifra alta per un centravanti, è strabiliante per una mezzala), a costruire il 3-0 sulla Pietà. Dello Sporting Cecina l'età media resta bassissima anche con qualche anziano in più del solito: a far pari con Vallini, 2006 il cui destro saggia i riflessi di Mammoli dopo cinque minuti appena, è Callai, portiere classe 2010, reattivo al quarto d'ora sul diagonale di Vannuzzi ispirato da Frati. A lungo rimane un pericolo occasionale per la porta dello Sporting Cecina, che al 25' torna a bussare con un filtrante di Dragone per la sovrapposizione di Lega, sul cui traversone Londi calcola male il tempo dell'impatto e di testa devia alto. Il tentativo buono è il secondo, quello nato da un rimpallo dopo il quale il pallone schizza senza padrone intorno ai venti metri: stop, dribbling, rasoterra e 1-0 (35'). Della rete del vantaggio Londi non s'accontenta: allo scadere è lui a servire a Tei la sponda del raddoppio, segnato con un destro a giro morbido morbido sotto l'incrocio. È la rete che a un istante dalla pausa costringe la Pietà a confrontarsi con due reti di svantaggio, non accorciate nell'azione che inaugura la ripresa: se anziché allungarsi il pallone tanto da ridurre lo specchio a uno spiraglio Vannuzzi avesse calciato prima, il filtrante di Salvadori per il taglio da destra avrebbe potuto avere altro esito. Invece Callai resta sereno, sereno dunque lo Sporting Cecina, che al 73' allunga ancora: dimenticate le proteste della Pietà, che reclama un fallo su Marzullo in occasione del cambio di possesso, Scardigli punisce col rigore il tackle di Cocci su Londi, che nel dribbling gli aveva nascosto il pallone. La ripresa del gioco porta con sé il 3-0: è gelida e letale l'esecuzione di Tei, che incrociando il destro si sgancia definitivamente da Serrini, fermo a quota quindici. Da giocare resta poco più di un quarto d'ora, nel quale lo Sporting Cecina affonda altre due volte: la prima la neutralizza El Hariri (grande prova da centrale difensivo: forse Zambello gli ha trovato il ruolo che gli cade bene addosso) opponendosi al mancino di Londi sul filtrante di Dragone; la seconda si chiude con la parata di Mammoli su Zazzeri, che sul lancio di Vallini aveva cercato la decima rete stagionale. Gli tocca accontentarsi di chiudere il campionato a quota nove: per la doppia cifra Cecina s'augura che torni buono il cammino in coppa.

Calciatoripiù: Tei, Londi, Vallini, Cerri
(Sporting Cecina) ed El Hariri (Pietà).
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Casentino Academy-Maliseti Seano 2-0

CASENTINO ACADEMY: Borghini, Nocentini, Cantore, Fiacchini, Renzetti B., Checcacci M., Palazzi S., Martini, Pietrini, Manni, Chianucci. A disp.: Pollio F., Pollio L., Boschi, Renzetti C., Paoli, Dei, Di Donato, Gabiccini . All.: Forciniti Alessandro
MALISETI SEANO: Mura, Osmenaj, Marinozzi, Monti, Barlumi, Demiri, Belli, Varrosi, Moretti S., Gurra, Sarno. A disp.: , Simoni, Serra, Libiu, Micheloni, Guizzaro, Ruggiero, . All.: Masi Jacopo
ARBITRO: Senio Niccolo Manganelli di Arezzo
RETI: 25' Pietrini, 85' Chianucci
Il precedente è nobile, nobile e amarissimo: da una dozzina d'anni si rammentano il Catania, il Bologna e Ballardini ogni volta che una squadra vince, pur vincendo retrocede, e retrocedendo trascina con sé l'avversaria sconfitta. È tragico l'esito con cui si chiude lo scontro diretto di Poppi: il Casentino vince 2-0, scavalca il Maliseti e se lo tira dietro in una delle tre posizioni maledette, quelle nelle quali nessuno vuole stare e dalle quali scappa la Lastrigiana. Non ci sarà nessuno spareggio, ipotesi che dopo le sconfitte maturate prima alla Guardiana e poi in casa contro il Forte dei Marmi il Maliseti aveva cominciato ad accarezzare come positiva: era facile pronosticare una sconfitta del Bibbiena a Lastra a Signa, e allora - e pazienza se il precedente era complesso per lo sviluppo, il risultato e l'arbitraggio - giocarsi tutto in un sabato in più non sarebbe stato male. Tutto ciò resta confinato all'irrealtà: il Maliseti retrocede direttamente, retrocede addirittura da penultimo, retrocede dopo cinque stagioni consecutive nell'élite. Lo condanna la diciassettesima (troppe, peggio ha fatto solo il Pontassieve, che chiude a quota venti) sconfitta stagionale, che matura a metà del primo tempo: il Casentino, che con le accelerazioni di Cantore e Nocentini, i due esterni del 3-5-2, aveva già fatto capire di poter creare pericoli dalle corsie laterali, passa con la settima rete stagionale di Pietrini, contro il cui colpo di testa sul traversone mancino di Manni nessuno è in grado di proporre appello. È l'1-0, e da qui in poi il Maliseti non riuscirà più a scappare dalla zona retrocessione, dove lo inchioda l'ennesima inferiorità numerica stagionale: visto che è la seconda, ha un peso gigantesco l'ammonizione che Manganelli notifica a Osmenaj quando della ripresa è passato giusto un quarto d'ora. In dieci, consapevole che la vittoria della Lastrigiana renderebbe vano anche il pareggio, il Maliseti deve accontentarsi di un paio di tiri - ci prova Gurra, ci prova Sarno - a lato; lo specchio invece lo trova Chianucci, che a cinque minuti dalla fine raddoppia in contropiede e che però non ha motivi d'esultare: retrocede il Maliseti, un tempo habitué dell'élite, ora non più frequentata in nessuna delle quattro categorie, e retrocede il Casentino, che s'augura che quest'unica stagione ai vertici del calcio giovanile sia il corrispettivo di un antipasto servito con troppa furia, che con un po' di pazienza arriverà il resto del pranzo.
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