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Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 7

Cattolica Virtus-Settignanese 5-1

CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De La Cruz, Narduzzi, Mugnaini, Chirinos, Zangarelli, Morozzi, Zini, Andres, Fossi I., Crini. A disp.: Dallai, Cullhaj, De Sa, Dona, Lazzerini C., Lazzerini M., Peccini, Tapinassi, Torres Perez. All.: Fraccone Marco
SETTIGNANESE: Fontani, Preka, Pratesi, Sisti, Djoni, Molinati, Milli, Cinatti, Burrini, Marfisi, Fabbrizzi. A disp.: Fallani, Salsi, Grassi, Vultaggio, Villetet, Tozzi, Pierotti Carli, . All.: Fani Filippo
ARBITRO: Leonardo Pingi di Pisa
RETI: 22' Andres, 28' Zini, 35' Fossi I., 40' Narduzzi, 55' Cullhaj, 90' Djoni
Sul campo della Cattolica Virtus, dove per tradizione e convinzione un allenatore non s'esonera mai, la Settignanese è costretta a confrontarsi con una realtà amarissima: neppure il cambio in panchina (nella tarda serata d'otto giorni fa s'è concluso il rapporto con Fani, cui subentra Leonardo Torrini) dà la svolta al campionato, alla fine del quale la retrocessione dopo una stagione soltanto è molto più d'uno spettro. Pesano le cinque reti subite, quanti i punti di distanza dallo Sporting Cecina quartultimo; soprattutto pesa lo spirito dei calciatori, troppo spenti, quasi rassegnati, anche se di scongiurare il verdetto ci sarebbe ancora modo. Nella Settignanese nulla c'è della squadra che, anche con un po' di fortuna (Fontani parò un rigore a Fossi), all'andata riuscì a conquistare un punto, quello che la Cattolica s'augura che non pesi nella corsa a un posto in coppa; non c'è, anche se per tutto il primo quarto il punteggio resta fermo su quello di partenza. È giusto un'illusione, frantumata dal vantaggio che la Cattolica segna alla prima vera occasione: per la dodicesima volta in un campionato dal quale è stato spesso assente, gran rimpianto, segna Andres, che di testa sfiora la punizione concessa da Pingi sulla trequarti e calciata da Narduzzi carica d'effetto. Alla Settignanese l'1-0 non provoca alcuna reazione apparente, quasi inevitabile che la Cattolica prenda lo slancio e prima della mezz'ora riesca a raddoppiare: stavolta il tocco vincente è di Zini, che accompagna in porta l'appoggio di Crini dopo il palo colpito da Andres. Sulla sua testa il pallone l'aveva fatto scendere Fossi, che s'era liberato a sinistra e che al 35' porta a tre le reti di scarto: è letale il suo sprint sul filtrante di Mugnaini, che forse in mediana s'era impadronito del possesso con un contrasto falloso. È diversa la valutazione di Pingi, che al 40' concede alla Cattolica una punizione dalla stessa zolla da cui era nata la prima rete: anche stavolta la Settignanese va in affanno, e pizzicato da Pratesi il pallone crossato da Narduzzi finisce di nuovo in porta. È il 4-0, cui in avvio di ripresa segue anche il 5-0: ispirato da Fossi, che avvia e alimenta l'azione, lo segna Cullhaj (prima rete in giallorosso) in fondo a un contropiede nato da un angolo a sfavore. È il 55', e la partita ha pochissimo altro da raccontare: nel pochissimo c'è giusto la rete della bandiera della Settignanese, con la firma di Djoni sull'angolo di Marfisi (90'). È il 5-1, che non porta consolazione alcuna: per salvarsi c'è bisogno di fare molto di più, già da domenica prossima. Al Romagnoli scende il Tau, una partita che la classifica designa come proibitiva: è un aggettivo che deve sparire dal vocabolario di chi alla salvezza vuol dimostrare di credere ancora.
esseti
Pietrasanta-Sporting Cecina 1-4

PIETRASANTA: Pennucci, Poltronieri, Puccinelli, Dezulian, Cresci, D Este, Karafili, Angeli, Remorini, Bufalini, Benassi. A disp.: Bardi, Petacchi, Ramacciotti, Laboti, Paganini, Fialdini, Cianelli, Bacci . All.: Lazzarini Alessandro
SPORTING CECINA: Callai, Bernini, Benedetti, Barbaro, Lettiere, Bettini, Cominale, Bartolini, Magozzi, Castellano, Bertaccini. A disp.: Melis, Carbone P., Lombardi, Agostini, Pistoia, Yzerillari, Moretti, Franci, Signorini. All.: David Tarquini
ARBITRO: Lorenzo Ambrosini di Carrara
RETI: 15' Lettiere, 25' Bertaccini, 55' Magozzi, 67' Magozzi, 88' Petacchi
Tranquillo ancora non lo è, eppure dopo la giornata numero ventidue lo Sporting Cecina può davvero cominciare a respirare: oltre a valere tre punti pesantissimi, utili a spingere lontano la Settignanese cui non sembra esser giovato il cambio d'allenatore, l'1-4 ottenuto di slancio a Pietrasanta è segno sia di maturità emotiva sia di un'ottima condizione atletica, già evidente nella sfortunatissima partita con la Lastrigiana, quando la resistenza dei dieci rimasti in campo mascherò a lungo l'inferiorità numerica. Stavolta lo sviluppo è diversissimo, già in avvio lo Sporting Cecina si propone aggressivo e al 25' conduce 0-2: entrambe le reti nascono dalle punizioni di Bertaccini, che al quarto d'ora deposita sulla testa di Lettiere il pallone del vantaggio e che dieci minuti più tardi dall'arco che invita all'area di rigore replica calciando direttamente all'incrocio. Il doppio scarto arriva intatto alla pausa, ci arriva anche perché il Pietrasanta fallisce l'occasione migliore per avviare una ripresa dal profilo diverso: Karafili calcia altissimo il rigore concesso da Ambrosini per un fallo, molto presunto, di Barbaro su Remorini. Le proteste dello Sporting Cecina si spengono insieme alla traiettoria d'un tiro bruttarello; serve invece l'antonimo per descrivere l'acrobazia con la quale Castellano inaugura la ripresa facendo spiovere il pallone al limite dell'area di porta: da lì aprendo l'interno Magozzi trascina il punteggio sullo 0-3; diversa la dinamica - di testa stavolta la deviazione vincente, a sfruttare il traversone di Cominale sceso a sinistra - e identico il marcatore, all'inizio dell'ultimo quarto lo scarto si dilata ancora. Solo allo scadere il Pietrasanta riesce a riportarlo a dimensioni un po' meno tragiche, anche se comunque notevoli: anticipando l'uscita di Callai, con un diagonale ben scoccato Petacchi segna la rete dell'1-4. Resta un punteggio formidabile per lo Sporting Cecina, che s'avvicina al treno delle squadre che gli stanno davanti - c'è anche il Pietrasanta, che però ha già scontato il turno di riposo - e soprattutto spinge la Settignanese a meno cinque: anche se non rassicurante in via definitiva, il margine comincia a farsi cospicuo.
Calciatoripiù: Lettiere, Barbaro
e Magozzi (Sporting Cecina).
esseti
Floria-Aquila Montevarchi 0-0

FLORIA: Servi, Carrai, Sordini, Lafsahi, Gensini, Santoro, Bitossi, Esteves, Martini, Guarducci, Piccini. A disp.: Lagattolla, Fibbi, Bautista, Galli, Morales, Bettarelli, Landi, Batelli . All.: Alessi Dimitri
AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, BORRI, Tani, Kodra, Palazzini, Manenti, Steccato, Pranteddu, Cannoni, Brogi, Ensoli. A disp.: Cappetti, Sira, Beruto, Maccioni, Berti, Presenti, Marchetti, . All.: Peri Francesco
ARBITRO: Bartolomeo Terni di Lucca
È uno 0-0 festeggiato come una vittoria. Il punto con cui si chiude il mese di febbraio la Floria se lo fa tornare buono per approfondire il solco sulla terzultima posizione, quella occupata dalla Settignanese, che deve ancora scontare il turno di riposo e che dunque - solo sette le partite da giocare - è distante sei punti. Del pari se ne fa di poco invece l'Aquila Montevarchi, che porta a cinque le partite di fila senza vittorie: è un dato che spiega bene come mai si sono così allontanate le posizioni buone per la coppa. Troppi calcoli non sta a farne la Floria, che sullo slancio della vittoria di Pontedera parte forte e sfiora il vantaggio al 7': da buona posizione Piccini calcia alto; replica, identico l'esito, Pranteddu con una punizione dal limite dell'area di rigore (17'). È un po' più precisa ma egualmente non risolutiva quella di cui s'incarica Palazzini: esecuzione centrale, Servi para (21'). Ben più pericolosa si fa la Floria, che già al 10' era stata costretta a rinunciare a Carrai, poco prima della mezz'ora: da destra Guarducci disegna un traversone perfetto sul quale s'avventa Martini, che controlla bene ma calcia debole e a lato. Migliore è il tentativo del 37', migliore ma ancora non abbastanza per spezzare l'equilibrio: Ghelli para a terra. Segue la pausa, dalla quale la Floria rientra con lo spirito giusto; d'occasioni però se ne registra giusto un paio, in pedana Bitossi (tiro potentissimo fuori di poco, 63') e soprattutto il neoentrato Lapo Landi, che dopo lo sprint a sinistra chiama Ghelli a una parata fenomenale (71'). È meno difficile ma allo stesso modo efficace quella che all'80' Servi sfodera su Presenti: quattro minuti più tardi segue il replay su Brogi, che s'era defilato sulla destra. È l'ultimo pericolo corso dalla Floria, che nel finale sfiora il successo: Lafsahi lancia Batelli, la cui volée esce di poco. È l'ultimo sussulto prima che Terni (arbitraggio ottimo) dia il segnale di chiusura: va in archivio lo 0-0, la Floria vede vicinissima la prospettiva delle tre élite anche nel 2026/27.
Calciatoripiù: Guarducci
recupera un'infinita di palloni e li smista per alimentare una quantità enorme d'azioni d'attacco; grande supporto gli dà Lafsahi, a lungo re della mediana. Non è l'unico reparto in cui la Floria s'esalta: spesso Martini prova a pungere, in difesa Sordini non sbaglia niente. A così tanta qualità e voglia di combattere replica la prova attenta del Montevarchi: Manenti chiude tutti i varchi, Brogi s'esalta nei duelli in mezzo al campo.
G48
Sestese-Capezzano Pianore 4-1

SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Durgoni, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Notari, Palmini, Breccia. A disp.: Faggi, Dervishi, Sostegni, Stasi, Materassi, Paci, Bellini, Iuliucci . All.: Ferro Marco
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Pinelli, Quiriconi, Navari, Bellandi, Satini, Mattioli, Lamperi, Giorgi, Cardillo, Neri. A disp.: Corsini, Lushnjani, Coluccini, Querin E., Martini, Quilici, Lenzi, Colombo, Querin A.. All.: Corrado Marco
ARBITRO: Matteo Bertoni di Pontedera
RETI: 28' Pancella, 60' Durgoni, 78' Colombo, 83' Iuliucci, 87' Paci
Alla pit lane, maledetto stop and go, la Sestese arriva con i punti che voleva: quarantaquattro quanti il Tau, che però s'è già fermato e che è probabile che proverà a scappare per farsi irraggiungibile ben prima dello scontro diretto dell'ultima giornata. Il Venturina s'augura d'esserne spettatore interessato: vorrebbe dire che la posizione più ambita sarebbe ancora contendibile. Riflessioni di questo tipo costelleranno la trama della prima metà della primavera, introdotta dalle due settimane di sosta subito dopo l'equinozio: per tutte le squadre saranno, stavolta in contemporanea, le ultime due domeniche senza calcio. Nel corso della prossima stare a guardare toccherà alla Sestese, cui il 4-1 sul Capezzano ormai rassegnato - la dirigenza però ancora non s'arrende: è un segnale chiaro l'avvicendamento in panchina, sulla quale ora c'è Marco Corrado anziché Marco Maffei - consegna il primato in condominio almeno fino a fine mese. Scavallato febbraio, finalmente le prime quattro avranno disputato lo stesso numero di partite: perlomeno in testa il calendario riduce l'effetto destabilizzante dovuto al ritiro del San Miniato, che in queste settimane avrebbe dovuto incontrare tre big tutte di fila. Per ridurre al minimo le insidie d'un campionato disgraziatamente zoppo e tornare a vincere al Torrini, dove quindici giorni fa l'Oltrera la costrinse al pareggio, la Sestese approccia feroce la partita con una delle squadre che stanno vivendo le difficoltà maggiori: provano ad amplificarle i primi due angoli della partita, quelli calciati da Breccia e Santiago Palmini (nella formazione titolare sono, fuori Materassi e Riccardo Pacini, due delle novità rispetto alla trionfale trasferta di Fucecchio; la terza è Minniti per Gabriele Sostegni) per la testa di Durgoni e di Ceccherini, che però a Pelliccia fanno poco più d'una carezza. Considerato che dal primo fischio di Bertoni è passato pochissimo, sembra l'avvio d'una partita facile, e invece per una ventina di minuti restano gli unici tentativi della Sestese, che per scardinare l'arrocco del Capezzano si fa vincere dalla frenesia. Ci vogliono per intero la pazienza e l'occhio di Ferro per ripulire lo sviluppo della manovra, che una volta tornata quella canonica riesce a produrre la rete del vantaggio: di testa la segna Pancella, che prendendo in controtempo Pelliccia sul traversone profondo di Minniti (allo sprint lo aveva chiamato la combinazione tra Ceccherini e Durgoni) ribadisce di tenere eccome a un ruolo di primo piano nella locandina della classifica marcatori. Manca qualche istante alla mezz'ora e adesso il punteggio recita 1-0, scarto del quale la Sestese non s'accontenta: lo dimostrano le giocate di Notari, che per due volte - prima, sullo sprint di Breccia a sinistra, con la sponda per Pancella anticipato dalla difesa; poi murato al limite dell'area di porta sulla combinazione simmetrica tra Ceccherini e Durgoni - alimenta due azioni offensive pur senza finalizzarle. La pressione resta identica anche nel quarto d'ora che inaugura la ripresa, gran protagonista Breccia, che al 55' chiama Pelliccia a una parata notevole e al 60' cuce tra Ceccherini e l'attacco l'azione del raddoppio: in mezza rovesciata lo segna Durgoni, pescato sul secondo palo dal traversone disegnato da Pancella dopo la millesima sterzata stagionale. Ora le reti di scarto sono due, e neppure di due la Sestese s'accontenta. Lo ribadisce Materassi, che appena entrato cerca di potenza il primo palo e poi calcia l'angolo seguente per il tiro di Ceccherini a colpo sicuro: in entrambi i casi Pelliccia torna a far vedere i riflessi di cui tanto si parlò la scorsa stagione, quando sotto età già difendeva i pali dell'U17. In chiave campionato le due parate rischiano di pesare molto, perché a dodici minuti dalla fine d'improvviso il Capezzano dimezza lo scarto: sono inutili le proteste della Sestese, Bertoni considera regolare la posizione di Colombo, che appena entrato devia in porta il traversone di Coluccini dalla corsia destra. L'episodio innervosisce la Sestese, la fa sbandare e rischia di costarle la partita: cento secondi più tardi una chiusura errata di Dervishi consegna ad Alessandro Querin un pallone che solo per una spanna esce dalla parte sbagliata del palo. Il rischio gigantesco scuote la Sestese, che facendo fulcro sulla propria qualità riesce a riportare a due le reti di scarto: subito Dervishi si riscatta sprintando a sinistra e verticalizzando per Iuliucci, che protegge il possesso, con un dribbling raggiunge il limite dell'area di rigore e da lì incrocia il pallone accanto al palo lontano (83'). È un altro neoentrato, una delle armi forti su cui può contare Ferro, a chiudere la partita: tocca a Paci scaricare in porta il pallone del 4-1, dopo che sul servizio di Materassi fuggito a sinistra la difesa del Capezzano aveva murato sia Ceccherini sia Stasi. È la rete che a Tau e Venturina manda un messaggio non equivocabile: domenica accelerate pure quanto volete, dalla sosta forzata ai box la Sestese ha intenzione d'uscire correndo.
Calciatoripiù: Pancella, Durgoni
e, entrando dalla panchina, Iuliucci e Paci segnano ciascuno una rete pesantissima; il migliore in assoluto però è Ceccherini, per limitare il quale esiste una sola strategia possibile: impedire che il pallone gli arrivi, un po' difficile per chi occupa il baricentro della manovra della Sestese.
esseti
Tau Calcio-Lastrigiana 6-0

TAU CALCIO: Mariotti, Giovannini (68' Romanelli), Matteoni, Bracaloni (60' Tancredi), Marzano, Rigacci (79' Serafini), Moschini (68' Gabbrielli), Pierucci (56' MAtteucci), Giovannelli (83' Goxhaj), Sarnataro, Niccolai J. (77' Sow). A disp.: Ricci, Silla Di. . All.: Paoletti Luca
LASTRIGIANA: Pratolini, Desideri, Del Giudice (46' Scarselli), Gueye, Gibbino, Pietrosanti, Straccali (68' Paoli N.), Brusciano, Nencini (44' Palmini), Taoufik (65' Lupi), Cappiardi (56' Baggiani). A disp.: Di Mauro, . All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Martina Lorini di Viareggio
RETI: 14' Moschini, 29' Niccolai J., 33' Niccolai J., 53' Giovannelli, 73' Giovannini, 78' rig.Giovannelli
I libri, anche i libracci, aiutano a capire il mondo. Nei racconti d'avventura s'incappa sempre in un passaggio nel quale, per un appello all'etica o per gli intrighi dei nemici, l'eroe è costretto a rinunciare ai propri poteri, più o meno metafisici. È un meccanismo narrativo di comprensione semplice: se l'eroe è troppo forte ((non c'è storia) è una frase d'uso comune), non c'è nulla da raccontare. Chi architetta la trama delle stagioni sportive deve aver pensato che, date le premesse dell'anno scorso, senz'ostacoli il Tau Altopascio avrebbe reso il campionato insignificante: fosse rimasta intatta quella media lì (furono ventisette le vittorie, due i pareggi, solo all'ultima giornata una sconfitta ininfluente), le altre avrebbero potuto correre soltanto per i piazzamenti. Era necessario privarlo dei poteri, perlomeno d'alcuni: fuori Bonelli, fuori Stondei, fuori Pellegrini. S'è dunque attivato il più classico dei meccanismi narrativi, quello che racconta il riscatto dell'eroe ferito: per ora la storia è giunta al momento in cui ci s'accorge che c'è modo d'uscire vincitori; c'è modo perché sono efficaci le soluzioni architettate. A tanto peso offensivo deve rinunciare Paoletti: deve rinunciarci, e nessuno se n'accorge. Nessuno se n'accorge perché le assenze rendono impossibili le rotazioni, devono giocare sempre Giovannelli e Jacopo Niccolai, e Giovanelli e Jacopo Niccolai si (ri)scoprono letali. Le doppiette che entrambi rifilano alla Lastrigiana valgono due terzi del bottino complessivo (6-0 il finale, mattinata d'abbronzatura per Mariotti), e la progressione delle ultime settimane è forse addirittura più impressionante: nel mese di febbraio il Tau ha segnato diciannove reti senza subirne neppure una. Insieme alla qualità elevatissima d'una rosa comunque profonda è un dato che, in attesa che anche la Sestese, ultima delle rivali dirette, sconti il turno di riposo, non può che designarlo come il favorito per la vittoria finale. È difficile azzardare un pronostico diverso nel momento in cui ci s'accorge che alle qualità abituali il Tau associa la concentrazione assoluta che talvolta sembrava aver smarrito: ne è un esempio limpido l'approccio alla partita con la Lastrigiana, che Zuccaro dispone a specchio (Gueye il vertice basso a intercettare Sarnataro, Taoufik il trequartista per infastidire Bracaloni, davanti Cappiardi in appoggio a Nencini) e che rischia già alla prima occasione concessa, il lob che di testa Jacopo Niccolai pennella a lato d'una spanna sul traversone di Giovannini ripulito dal petto di Matteoni, tentativo di stop trasformato in un filtrante tra Gibbino e Pietrosanti. Dal primo fischio di Martina Lorini, favolosa, sono trascorsi undici minuti; al 12' la Lastrigiana rischia di nuovo ma si salva, perché col fisico Desideri sbilancia Pierucci quanto basta a costringerlo a colpire sopra la porta spalancata. Sulla sua testa il pallone l'aveva fatto scendere Moschini, che era scattato a destra e che prima che rintocchi il quarto d'ora riesce a spezzare l'equilibrio: sul suo interno destro, pronto ad aprirsi per il diagonale rasoterra dal vertice dell'area di porta, il pallone lo serve Matteoni, che crossando col mancino dalla trequarti sinistra alla ricerca di Giovannelli era riuscito a raggiungere il secondo palo. Dunque dopo tre tentativi il Tau si porta in vantaggio, e subito rischia di vederlo evaporare: l'unica incertezza di Marzano, che per il resto, formidabile la coppia con Rigacci, impedisce alla Lastrigiana d'avvicinarsi all'area di rigore, consegna il pallone a Taoufik, il cui filtrante Nencini spreca calciando altissimo col mancino in corsa. Resta un'occasione isolata, del cui esito Zuccaro non può essere soddisfatto; e dalle mosse che chiama già prima che finisca il primo quarto (dal rombo si passa dal 4-3-3: all'ala destra va Del Giudice, Cappiardi terzino sull'altra fascia) si capisce che non è soddisfatto neppure dell'approccio complessivo. Per qualche minuto, prima che il Tau metta in atto le contromosse, la mezza rivoluzione sembra funzionare: al 21' la Lastrigiana calcia per l'unica volta nello specchio della porta avversaria, protetto senza problemi da Mariotti, che in due tempi blocca il pallone scagliato dal mancino di Del Giudice in pedana ai venti metri. In quella zona aveva respinto Rigacci, che tre minuti più tardi con un lancio profondo a scavalcare la mediana avvia l'azione del possibile raddoppio: lo manca Sarnataro, che approfittando dell'incertezza di Desideri e di Gibbino (li manda fuori tempo il movimento di Giovannelli, che salta per cercare di prolungare la traiettoria) punta Pratolini, dopo il dribbling graziato con un mancino a lato della porta incustodita. Dell'episodio favorevole la Lastrigiana cerca subito d'approfittare: Del Giudice conquista (fallo di Moschini) e batte rapido una punizione dalla trequarti invitando allo sprint Brusciano, sul cui scarico il mancino di Taoufik esce a lato d'un paio di metri (25'). È la premessa della cesura definitiva, artefice il destro d'Jacopo Niccolai, che a cavallo della mezz'ora nega alla Lastrigiana qualsiasi reazione segnando due reti pesanti: la prima nasce da un filtrante di Moschini verso il limite dell'area di rigore, da cui parte un diagonale potente, in porta nonostante il tocco di Pratolini; della seconda l'architetto è Sarnataro, che sul filtrante di Giovannelli taglia dietro la difesa col timing del fuoriclasse (regolare la posizione, regolarissima) e sceso a sinistra serve un rasoterra che da un metro è facile capitalizzare. Di minuti ne sono trascorsi appena trentatré (sulle maglie della Lastrigiana compaiono solo due numeri più bassi, il dodici di Nencini e il trentadue di Gibbino: è una storia su cui occorrerà tornare, per scongiurare replay nelle prossime stagioni) e la partita è già finita: a raddrizzarla non bastano le mosse di Zuccaro, che perso Nencini alla fine del primo tempo (dentro Samuel Palmini) lascia negli spogliatoi Del Giudice per inserire Scarselli come terzino destro, dirottare Desideri a sinistra e riportare Cappiardi all'attacco. Non bastano, perché il Tau è più forte e perché al 53' il divario aumenta ancora: Martina Lorini considera regolare (dalla tribuna si ha la sensazione che la decisione sia corretta; abbastanza profonde però le proteste della Lastrigiana) la posizione di Giovannini, che servito sul taglio da Moschini dopo il doppio traversone di Matteoni (prima col mancino, a battere la punizione provocata da Gibbino uscito sulla trequarti per contrastare Giovannelli; poi col destro) respinto dalla difesa supera Pratolini calciando col destro rasoterra in diagonale. Sul 4-0 è chiaro che di rimontare la Lastrigiana non ha modo; l'imprecisione le nega anche la rete della bandiera, che se avesse inquadrato la porta spalancata Brusciano avrebbe potuto segnare di testa sul traversone di Taoufik (55'). È l'ultima volta che il pubblico guarda dalle parti di Mariotti: da qui in avanti il Tau occupa con costanza la metà campo avversaria, nella quale cerca d'aggredire tutti gli spazi per segnare il maggior numero di reti possibili. Brama la tripletta Jacopo Niccolai, che al 67' taglia dietro la difesa sul filtrante di Matteucci, in campo per Pierucci: ottimo il movimento, poco angolato però il mancino sull'uscita di Pratolini. C'è un altro che di segnare ha ancora più voglia: Giovannelli fatica a digerire una vittoria ampia senza il proprio contributo diretto, e sull'ennesimo filtrante splendido di Sarnataro cerca di rimediare con un secco diagonale mancino, neutralizzato da Pratolini con l'aiuto di Desideri in prossimità della linea di porta. Quella buona è l'occasione successiva, confezionata dal milionesimo traversone di Matteoni da sinistra (ottimo lo sviluppo tra Gabbrielli, in campo per Moschini, e Matteucci): la torsione aerea genera un lob imprendibile per Pratolini, pizzicato forse un passo troppo avanti (73'). Introdotto da un filtrante di Matteucci, il duello tra i due si ripete doppio cinque minuti più tardi: il fallo in uscita vale la concessione del rigore, che aprendo il destro rasoterra Giovannelli converte nel 6-0. Resta ancora il tempo per la giocata con cui, calciando col mancino dai venticinque metri, Matteoni sfiora l'incrocio lontano, il tempo infine per apprezzare la pulizia delle giocate del Tau, solido dietro (che gran centrale che è Rigacci, più giovane di un anno senza che nessuno se n'accorga), ricco di talento in mediana e sulla trequarti, implacabile in attacco. Ci sta che si stia avvicinando il momento in cui l'eroe torna a splendere. Residuo, resta un dubbio soltanto: e se tutti avessero sbagliato a identificare i ruoli, se in realtà alla fine l'eroe fosse un altro e il mantello amaranto l'indossasse l'antagonista?
Calciatoripiù
: le doppiette di Giovannelli e Jacopo Niccolai si prendono la copertina, e anziché oscurarle danno più luce alle prove di Moschini, che ha il merito di sbloccare il punteggio (sono sei le reti in campionato, molto bene per una mezzala) e di giocare sempre in verticale, e di Matteoni, martello a sinistra, dove per tamponarlo nessuna delle contromosse della Lastrigiana funziona davvero.
Samuele Tofani
Venturina-Seravezza 3-0

VENTURINA: Kohler, Bologna, De Angeli, Da Frassini, Priore, Casoli, Mezzetti, Nista, Guazzini, Galbiati, Lolini. A disp.: Leoni, Tognazzi, Tassi, Panichi, Tosi, Guazzelli, Monaci, Lenci, Federighi. All.: Bucciantini Fabio
SERAVEZZA: Mazzantini, Rosini, Casolare, Sgado, Bertoni, Privitera, Launari, Giannini, D Antonio, Intaschi, Balestracci. A disp.: Taricco, Benedetti, Beltrano, Coppola, Ottaviano, Gatti, Mingazzini, . All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Lorenzo Calise di Piombino
RETI: 18' Da Frassini, 23' Guazzini, 74' Galbiati
Effetti temuti: un po'. Effetti reali: nessuno. Ormai il Venturina è così maturo di testa e così brillante sul piano fisico da non risentire neppure della settimana di stop forzato: il successo sul Seravezza fa riprendere la storia esattamente dal punto in cui s'era interrotta, 3-0 interno contro una squadra della Versilia - allora fu il Capezzano. Ne viene fuori una classifica interessantissima: domenica fermarsi tocca alla Sestese, l'unica del gruppo di testa che deve ancora farlo e al momento distante soltanto tre punti; se ci s'aggiungono un calendario non complicatissimo e la possibilità di sfruttare la magia del Mazzola nello scontro diretto col Tau, si capisce come mai la rincorsa a un piazzamento clamoroso è ancora possibile. A restare lassù a lungo il Venturina ci crede, lo dimostra l'approccio della partita col Seravezza, che parte bene (pericoloso due volte Launari, prima su un lancio profondo di Privitera e poi con un'azione personale sulla destra chiusa col movimento ad accentrarsi sul mancino: Kohler neutralizza in entrambi i casi) e però naufraga a cavallo della fine del primo quarto, piegato da due giocate sopraffine di Priore: suo il traversone da sinistra per la decima rete stagionale di Da Frassini, che di lavoro fa il libero e che segna come un centravanti, sua la punizione dalla trequarti destra per l'inserimento che Guazzini completa scaraventando il pallone sotto l'incrocio. Maturato nel giro di cinque minuti, il doppio vantaggio non è abbastanza: così sembra che la pensi Mezzetti, che s'accende alla mezz'ora e prima colpisce la traversa su un lancio favoloso di Nista, poi deposita sulla testa di Galbiati un pallone deviato alto di pochissimo. Dunque si resta 2-0, e nei dieci minuti che accompagnano alla pausa il Seravezza cerca di dimezzare lo scarto: il più attivo è D'Antonio, che due volte cerca il bersaglio da una ventina di metri (mira rivedibile) e che archivia il primo tempo con un buono sprint a sinistra, chiuso con un traversone sul quale Giannini arriva con un istante di ritardo. Più pericolosa è l'azione su cui gira l'avvio della ripresa: se anziché schiaffeggiare la traversa il tiro di Launari fosse sceso d'una dozzina di centimetri, il Seravezza sarebbe riuscito a riaprire la partita. Invece il Venturina resta saldo sul doppio vantaggio, che a un quarto d'ora dalla fine cresce ancora: stavolta segna Galbiati, che dal secondo palo spinge in porta il pallone servitogli da Monaci dopo lo scatto sul lancio di Da Frassini. Sul 3-0 la partita è finita: non ne cambiano il senso né la pressione d'Ottaviano e di Coppola su Kohler, che perde il possesso ma riesce a mantenere la porta inviolata, né il contropiede imbastito e non rifinito da Monaci e Diego Federighi, che avrebbero potuto incrementare lo scarto. Non ci sono variazioni, e al Venturina va benissimo: a otto giornate dalla fine (il calendario propone Settignanese, Tau, Cattolica e Pietrasanta in casa, Montevarchi, Cecina, Lastrigiana e Scandicci in trasferta) la classifica è sopraffina, sopraffina e aperta a qualsiasi scenario, anche a quelli che qualcuno non ha il coraggio d'invocare neppure la notte di San Lorenzo. Qua però per guardare le stelle non importa alzare gli occhi: basta rivolgerli al campo e alla panchina.
Calciatoripiù: Da Frassini, Galbiati
(Venturina), Rosini e Launari (Seravezza).
esseti
Scandicci-Oltrera 4-0

SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Catarzi, Salvadori, Galletti, Morosino, Lodovisi, Borchi, Nocentini, Bagala, Drago. A disp.: Pesci, Brandani, Focardi, Prelashaj, Gelli, Kurti, Baroncelli Lancisi, Belli, Gjonaj. All.: Bernocchi Lorenzo
OLTRERA: Faggioli, Chick, Sostegni, Franchi, Kamal, Clemente, Scarnicci, Bullari, Celestre, Tani, Cecchi. A disp.: Bullari, Landi, Matteoli, Casiero, Marino, Paffi, Asmodeo, Cappagli, Pratelli. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Emanuele Paladini di Lucca
RETI: 4' Bagala, 21' Lodovisi, 30' rig.Borchi, 55' Bagala
La serie positiva si fa sempre più lunga, così lunga da valere l'ingresso nel perimetro buono per la coppa: salgono a quattro le vittorie consecutive dello Scandicci, quattro come le reti rifilate all'Oltrera, che al contrario sta vivendo un periodo di flessione considerato che all'exploit col Tau sono seguiti due pareggi e tre sconfitte. La terza, scenario il Torrini, si materializza già nei primi minuti sulla giocata di Bagalà, che spezza l'equilibrio (sempre a lui, nella ripresa, toccherà chiudere la partita con la punizione del 4-0) calciando di collo sotto la traversa dal vertice dell'area di rigore. Sul tiro, potente ma non angolatissimo, non è impeccabile Faggioli, che però subito si riscatta vincendo il secondo round del duello, stavolta da distanza ravvicinatissima sul traversone di Torracchi sceso a destra, e offrendo il bis su Lodovisi. È appena il quarto d'ora, e l'Oltrera rischia già d'affogare: a riportarla dove si respira ci prova Filippo Tani, che calamitando un angolo di Scarnicci respinto ma non allontanato dalla difesa opta per la soluzione volante e calcia di poco sopra la traversa. Ben più vicino alla rete si porta lo Scandicci, di nuovo costretto a rimbalzare su Faggioli decisivo sia su Lodovisi, che s'era presentato da solo tra il disco e l'area di porta, sia sulla ribattuta di Drago, che di prima aveva armato il mancino direzione incrocio. L'occasione buona è quella successiva, identici i protagonisti anche se con compiti diversi: liberatosi di Chick, che perde la marcatura sul secondo palo, di testa Lodovisi devia in porta l'angolo calciato da Drago col mancino a rientrare. È la rete del 2-0, cui alla mezz'ora ne segue un'altra: Paladini punisce col rigore (forse il fallo s'era concretizzato fuori area: protesta l'Oltrera, reazione inutile) un fallo ingenuo di Franchi su Nocentini, Borchi porta a tre le reti di scarto quando della partita è trascorso giusto un terzo. Non riesce a riaprirla Celestre dai venti metri nell'azione che manda in archivio il primo tempo: del tiro Izzo si serve per far vedere che sul terreno di gioco c'è anche lui. Ben più pericolosa è l'occasione che inaugura la ripresa, così pericolosa da chiudere per sempre la partita quando da giocare resta più di mezz'ora: facendo passare il pallone sotto la barriera, direzione secondo palo, Bagalà beffa Faggioli e fissa il punteggio sul 4-0. È abbastanza per scavalcare la Lastrigiana e agganciare il Fucecchio, abbastanza anche per ipotizzare un finale di stagione in cui lo Scandicci sarà protagonista.
Calciatoripiù: Bagalà, Drago, Morosino, Catarzi, Torracchi
e Nocentini (Scandicci).
esseti